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Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, “Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano” di Sarah Bernini. (Parte I)

Ad ottobre, per una serie di coincidenze particolari, ho ricevuto del materiale molto interessante legato a due volti differenti del movimento italiano neopagano che presentavano, nonostante i periodi temporali differenti, alcuni forti punti in comune. Infatti, contemporaneamente ho avuto la fortuna di ricevere da Roberto Fattore una grossa quantità di materiale, grazie ad uno scambio, riguardante una delle prime associazioni culturali pagane italiane, “Sacre Radici”; e, nello stesso periodo, ho ricevuto l’ultimo bollettino uscito dei “Quaderni di Ipazia” da parte di Dafne Eleutheria. Ringrazio entrambi, oltre che per la gentilezza e la disponibilità dimostratami, anche perché mi hanno dato la possibilità di notare alcune cose che già avevo notato io stessa nella mia piccola esperienza con “Labrys”. Premetto che quelle che seguiranno sono solo mie personali riflessioni che non hanno la pretesa di essere spacciate per la realtà: ho solo pensato fossero interessanti certe coincidenze e mi sono chiesta da cosa potessero essere causate e, nel caso la situazione fosse davvero come mi è parsa, quali possano esserne i motivi.

Indifferenza

“Fine corsa … Il 10 settembre, come già annunciato nel numero precedente di Mercurio, si è tenuto un incontro per decidere il futuro di Sacre Radici. A questo incontro erano presenti solo quattro persone, quelle che negli ultimi tempi hanno portato avanti le iniziative dell’associazione (il bollettino e le feste annuali). Già questa circostanza la dice lunga sulle condizioni attuali di Sacre Radici…Dopo una serena e tranquilla discussione, il gruppo direttivo ha deciso all’unanimità di sospendere le attività dell’associazione, tra cui la pubblicazione di Mercurio. Quello che state leggendo è quindi l’ultimo numero del bollettino. Si è trattata di una decisione spiacevole ma necessaria, in quanto non c’erano alternative. Sacre Radici era nata come un’associazione a rete, un network che doveva servire a tenere in contatto tra loro persone e gruppi interessati a vivere le religioni della Natura in Italia. Certo in questa idea di fondo era presente un forte elemento di debolezza, cioè la forte dispersione degli associati su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, abbiamo sempre sperato che col tempo si creassero gruppi locali, “nuclei di resistenza sul territorio” in grado di darci una mano nell’organizzazione delle attività e capaci inoltre di proporre e portare avanti nuove iniziative. Questo purtroppo non si è verificato e con l’eccezione dell’Istituto Mediterraneo di Studi Politeisti di Marostica (realtà peraltro preesistente e alla quale va tutta la nostra gratitudine per l’aiuto offertoci) non si è coagulato nessun gruppo intorno alle nostre iniziative. Fino a quando Zoe è rimasta con noi, queste difficoltà le abbiamo ignorate, ma con la sua partenza siamo entrati in una fase di crisi profonda. Molti associati non hanno rinnovato l’abbonamento né si sono fatti più vivi: forse in Zoe vedevano una presenza carismatica essenziale per la vita dell’associazione, la quale senza di lei perdeva ai loro occhi ogni interesse. Questa forte diminuzione di associati, non compensata dalle pochissime nuove iscrizioni, ha reso difficile anche l’organizzazione delle attività di Sacre Radici. Non ha senso farsi un c…così per organizzare una festa di Beltane o Samhain e ritrovarsi poi in quattro gatti. Non ha senso pubblicare un bollettino ove appaiono sempre e solo gli interventi delle solite 2-3 persone. Se poi tutti gli sforzi organizzativi devono ricadere unicamente sul gruppo direttivo, si capisce bene che continuare è impossibile. In queste condizioni è poi inutile pensare a nuove iniziative! Pertanto, la decisione che abbiamo preso ci è sembrata l’unica possibile, a questo punto. Ci eravamo forse illusi che col tempo le cose migliorassero ma questo non è avvenuto e ora dobbiamo fare i conti con la realtà. Ma siccome siamo degli inguaribili sognatori idealisti, la nostra è una sospensione, non una morte definitiva: se in futuro si verificassero circostanze tali da permettere in qualche modo la ripresa delle attività, noi saremo pronti a riprendere il cammino […] Riteniamo tuttavia che sia inutile stare a discutere sui motivi che hanno condotto a questa crisi. Forse noi non abbiamo avuto abbastanza carisma per guidare un movimento ma noi siamo quello che siamo e non possiamo cambiare. Forse viviamo in un paese non ancora pronto a ricevere il messaggio pagano: di certo non abbiamo assistito in tutti questi anni [1] a nessuna fioritura di gruppi pagani (al contrario stiamo assistendo ad una forte ripresa del più bieco clericalismo cattolico…)
[Testo tratto dall’ editoriale di “Mercurio” n.10, Samhain 2000]

“Rieccoci qui con il nostro bollettino dopo un anno di silenzio. L’indifferenza con la quale i nostri bollettini sono stati sempre accolti ci ha fatto pensare che continuare a pubblicarli costituiva solo una perdita di tempo e di energie. Nelle nostre intenzioni il loro scopo era quello di stimolare discussioni, dibattiti, prese di posizione su tutta una serie di argomenti, suggerimenti per iniziare nuove iniziative, ecc., e invece…. nulla, una triste indifferenza ha sempre accolto la loro uscita, anche ora che sono gratuitamente scaricabili dal sito www.anticamadre.net.
Tuttavia ci sono cose che ci hanno suggerito di provare a riprenderne la pubblicazione nella speranza di poterci confrontare su temi che penso possano essere di grande interesse per tutte le persone che si considerano “pagane” […].”
[Testo tratto dall’editoriale di I Quaderni di Ipatia, n.10 – Primavera 2783 – 2821 – 2760 ab Urbe condita tratto da http://anticamadre.net/testipdf/I_Quaderni_di_Ipatia_10.pdf, 2007]

Cos’hanno questi due testi, apparentemente molto distanti tra loro, sia temporalmente che per tipo di esperienza culturale, per quanto rientrino entrambi nell’ambito del neopaganesimo italiano? Il fil rouge che appare nei due testi è il tema dell’indifferenza da parte delle stesse persone facenti parte del movimento neopagano, un qualcosa che fa davvero molto male a chi si dà tanto da fare per far sì che le idee circolino e le persone siano sempre aggiornate su ciò che avviene e su quel che si studia in questo ambito. La divulgazione è l’anima di un movimento, in quanto tiene in contatto persone distanti tra loro e fa sapere cose che in altri modi, magari, sarebbe più difficile reperire, soprattutto per chi non vive nei grandi centri abitati, rischiando di sentirsi tagliato fuori a causa del provincialismo culturale che si trova un po’ ovunque, per lo meno qui in Italia (non ho la pretesa di sapere come funzioni all’estero: se qualcuno volesse farci sapere come funziona altrove, ben venga).
Nel testo di Sacre Radici ci si chiede se il motivo della fine dell’associazione e di questo movimento sia stata causata da mancanza di carisma – una volta fuoriuscita Zoe Redbear, praticante wiccan legata al movimento Reclaiming di Starhawk e fondatrice dell’associazione citata – o perché il periodo non fosse quello giusto.
Oggi il movimento Neopagano è più radicato che all’epoca (e, senz’altro, anche e soprattutto grazie alle prime associazioni come Sacre Radici che ebbero il coraggio di mostrarsi alla luce del sole per ciò che erano), eppure i problemi esistono comunque. Che sia un problema italiano? Oppure, più semplicemente, un atteggiamento umano che tende a lasciare fare ad altri per poi aggregarsi solo se la cosa funziona? Personalmente, dubito che potesse essere solo un problema di carisma o cose di questo tipo. Quando un argomento o una causa ci interessa realmente, non badiamo a chi ne sia il portavoce; e, nel caso il portavoce non ci piacesse, potremmo sempre metterci in gioco noi stessi, in prima persona. E invece, questo spesso non avviene, ci si aspetta che ci pensi sempre qualcun altro. Non possiamo negare che mancanza (per lo meno in apparenza) di interesse e partecipazione vi sia tutt’ora spesso in questo ambito. Non solo per quanto riguarda incontri tra pagani (non parlo dei grandi eventi ormai “famosi”, immagino che in questi l’affluenza non manchi ma spero che qualcuno che ne sa più di me lo possa confermare); parlo degli incontri “minori”, diciamo così, tra persone che vogliono incontrarsi per conoscersi e confrontarsi nelle piccole città, o nelle province. Non sempre è facile far sì che vi sia partecipazione, per quanto qualcuno voglia organizzare qualcosa per smuovere le acque. Almeno, questa è stata la mia personale esperienza, c’è solo da sperare che altrove la cosa sia diversa. Per carità, non voglio negare che la colpa sia stata mia, ad esempio, nel non riuscire in questa cosa, ma vorrei saperne di più, per cui chi volesse dire la sua, la dica per favore. Non credo neppure che questa difficoltà nello “stanare” la gente interessata sia legata al problema del radicalizzarsi di certe idee come il clericalismo che possano far paura, possano far temere che vi sia un giudizio proveniente dall’esterno che “pesi” su chi ancora non ha una chiara identità spirituale. Questo non si è mai affievolito, anzi, più si va avanti e più la situazione sembra peggiorare, ma sono convinta che non possa essere questo un qualcosa che fermi i neopagani.
Ma al di là degli incontri che posso immaginare creino certi problemi pratici (spostamenti, costi ecc. ) che comprendo benissimo perché io stessa sono spesso obbligata a non potermi muovere per evitare spese che non posso permettermi (nel mio caso parlo di eventi anche importanti e ben organizzati in diverse parti di Italia), quello che a me colpisce più di tutto il resto è la mancanza, spesso, di partecipazione in gruppi on-line come mailing list o cose di questo tipo, ovvero cose che non comportano né spese economiche né molta perdita di tempo.

Vai alla Seconda parte: Il movimento Neopagano (parte 2)


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