Diffondi il verbo! Condividi!

Gli alieni esistono?
Oggigiorno sono sempre di più le persone che credono che non siamo soli. A prescindere dal fatto che ritenere di essere gli unici in un universo praticamente sconfinato è sinonimo di
presunzione, occorre ammettere che le testimonianze su ufo ed alieni sono oltremodo cospicue.
Questa ricerca parte dall’assunto che gli alieni esistono e che i loro contatti con l’uomo ci sono
sempre stati, come prova la storia e non solo la più recente.
Il termine ‘ufo’ non indica necessariamente la presenza di alieni. Esso sta per ‘unidentified flying
object’, cioè ‘oggetto volante non identificato’ (in lingua francese OVNI). Un oggetto volante
non identificato non è detto che sia necessariamente un disco volante; la storia dell’ufologia infatti
riporta numerosi casi di presunti dischi volanti che poi non si sono rivelati tali. C’è anche da
aggiungere che talvolta la cattiva visibilità, le condizioni meteorologiche e la stessa percezione
possono ingannare: chi crede negli alieni vorrà vedere un disco volante, i più scettici penseranno
che quell’ufo è un aereo, una luce o una qualsiasi altra cosa.

Primi avvistamenti ufo
La presenza di oggetti volanti è testimoniata fin dai tempi più antichi. Nella letteratura vedica
troviamo vivide descrizioni di macchine volanti, astronavi definite vimana (che significa ‘come
uccelli’). Tali macchine furono designate nel Rig Veda con il nome di ratha (veicolo) e anche nelle
Upanishad.

L’astronave si muove secondo le previsioni ed è luminosa come il sole nelle alte regioni splendenti
ed è come un pianeta nello spazio.

Vi sono altresì descrizioni del loro uso in guerra. Nel tempio di Hator, a Dendera, disegnati sulle pareti, possiamo osservare oggetti molto strani che paiono inequivocabilmente dischi volanti. Gli storici di Atlantide sostengono che nel continente scomparso, soprattutto nell’età dell’oro, gli abitanti erano in continuo contatto telepatico con esseri evoluti di altri pianeti e che questi, venendo a far visita agli atlantidei, atterravano su vere e proprie piste aeree definite cosmoporti. La comunicazione telepatica era possibile in quanto l’Atlantideo dell’età dell’oro era pura coscienza, non avendo né ego, né corpo fisico.

Classificazione degli extraterrestri
Classificare gli alieni in modo esaustivo è un’impresa ostica nonché impossibile. Gli alieni sono
tantissimi, forse infiniti. A questo punto è bene precisare che: per gli alieni… gli alieni siamo noi.
E’ sempre e solo questione di punti di vista.
Gli alieni vengono sulla Terra per vari scopi: studiarci, rubarci energia, aiutarci (ad esempio tramite
i cerchi nel grano).
Essi stabiliscono contatti con noi a livello telepatico oppure, nel caso dei cerchi nel grano, il
contatto è subliminale essendo i cerchi dei simboli il cui significato profondo arriva direttamente
nell’inconscio.
In Antropologia degli alieni di M. Centini, D. Grezzo e D. Tacchino (1998) vengono riportate diverse classificazioni:

- umanoide di tipo alfa: sono i grigi, cioè gli alieni più famosi, quelli di cui si sa più frequentemente
che fanno esperimenti sugli umani, li rapiscono o li uccidono;
- umanoide di tipo beta: fisicamente sono uomini come noi ma effettivamente sono alieni. In
questa categoria rientrano i men in black, i beta F e i giganti.
I men in black sono uomini vestiti di nero, fanno parte dei servizi segreti ed hanno lo scopo di
bloccare le ricerche che rendono pubblico il fenomeno ufo. I beta F sono esseri molto belli, mentre i giganti sono, appunto, altissimi (potrebbero essere gli eredi di Atlantide? Ricordiamo
che gli atlantidei erano dei giganti). Una categoria piuttosto nota è quella dei giganti del nord, che
si trovano nei luoghi settentrionali freddi: sono molto belli, sovente biondi. Essi affermano di essere
di origine venusiana ma hanno anche basi su Marte.

Abbiamo poi:

- umanoide di tipo gamma;
- umanoide di tipo delta.

Questi ultimi due tipi sono riconducibili alla figura del mostro o dell’uomo selvatico.
Oltre all’uomo, all’ominide e al mostro, l’alieno può presentarsi altresì sotto forma di robot o di
apparizione evanescente, ad esempio nelle sembianze di una nuvola multiforme o di un essere
fluorescente. In questo caso però, più che di alieni, si dovrebbe parlare di forme energetiche.

Sei tipi di incontri ravvicinati
Esistono sei categorie di contatti con gli alieni:

1) incontro ravvicinato di primo tipo: solo avvistamento, non c’è contatto;
2) incontro ravvicinato di secondo tipo: c’è un contatto visivo e una prova, ad es. impronte sul
terreno;
3) incontro ravvicinato di terzo tipo: c’è il confronto diretto tra l’uomo e l’alieno;
4) incontro ravvicinato di quarto tipo: rapimento dell’umano da parte degli alieni per fini di
ricerca;
5) incontro ravvicinato di quinto tipo: l’umano e gli alieni sono in contatto tramite modalità
occulte e metafisiche;
6) incontro ravvicinato di sesto tipo: l’umano viene ferito o muore a causa degli extraterrestri.

I rettiliani
I rettiliani sono una categoria di alieni piuttosto nota, ultimamente. Si chiamano così perché hanno forma di lucertola ed hanno occhi gialli con riflessi rossi.
Si dice che i rettiliani siano cattivi, che ci spiino, che ci manipolino e che ci rubino energia. Alcune
testimonianze, a cui giustamente si può credere o meno, come quella riportata dalla cantante americana Pamela Stonebrook, spiegano che i rettiliani sono in grado di trasformarsi in umani, quindi in realtà noi non possiamo sapere con certezza se abbiamo accanto un umano o un rettiliano. Ma i rettiliani sono buoni o cattivi?
Si sostiene che essi siano “cattivi” ma che possano fare del male solo a chi “sta nell’ombra”, cioè a chi vive al loro stesso livello energetico, che è molto basso. Se siamo capaci di vivere nell’amore, il rettiliano lo comprende, avverte una vibrazione diversa e non è attratto da noi. L’unico modo per sapere se accanto a noi c’è un rettiliano è quello della percezione intuitiva: che sensazione mi trasmette questa persona? Se si tratta di una sensazione molto negativa potrebbe trattarsi forse di un rettiliano (ovviamente però questo non deve portarci a pensare che tutte le persone che ci trasmettono sensazioni sgradevoli siano dei rettiliani…).

I luoghi del mistero
Esistono nel mondo numerosi luoghi del mistero riguardo i quali l’uomo si è posto delle domande senza mai riuscire a trovare risposte. Parliamo delle piramidi egiziane ma anche di Matchu Pitchu (nelle Ande peruviane), costruita con sassi pesantissimi, spostati e lavorati in modo inspiegabile, visto che i nativi americani non conoscevano affatto la ruota! Per non parlare poi dell’Isola di
Pasqua, di Stonehenge, le cui costruzioni presentano una tale complessità per l’epoca in cui sono
state create che l’uomo non riesce a dare un senso alla loro perfezione.
Si sostiene che tali siti siano stati creati con l’aiuto di extraterrestri che hanno supportato l’uomo
con le loro avanzate conoscenze tecnologiche. Questa potrebbe essere un’ipotesi valida ma oggi gli
storici e gli atlantologi ritengono più corretto sostenere che queste costruzioni siano i resti di
Atlantide, infatti gli atlantidei erano in contatto diretto con civiltà aliene.

I cerchi nel grano
Il fenomeno dei cerchi nel grano (definiti anche crop circle o pittogrammi) ha iniziato ad avere eco
negli anni ‘90 ma essi erano presenti già negli anni ‘70. Negli anni ‘90 e nel periodo successivo il
fenomeno è divenuto più evidente poiché i crop sono aumentati di numero e complessità suscitando
enorme interesse nell’opinione pubblica. I crop circles rappresentano, quasi tutti, simboli di
geometria sacra con un significato molto profondo per il nostro inconscio. I più scettici continuano
a sostenere che i crop siano “scherzi” di umani ma un’analisi oculata ed attenta, scevra da
pregiudizi, mostra un versante più ricco del fenomeno. I crop circles non possono essere di origine
umana, per svariate ragioni: per la coincidenza con cui essi puntualmente si snodano in prossimità
di luoghi sacri o corsi d’ acqua, per le interferenze che si presentano in quei luoghi, per le strane luci
antecedenti la loro apparizione e perché il grano non è spezzato ma semplicemente piegato e
continua a crescere. Un uomo potrebbe fare tutto ciò? Gli umani ci hanno provato ma non sono riusciti nel loro intento. Lo scopo dei crop circles è quello di metterci in contatto con la parte più profonda di noi poiché viviamo in periodo critico, sia dal punto di vista storico che evolutivo.
Ormai non ha più importanza sapere chi ha creato i cerchi nel grano, è urgente sapere
cosa essi vogliono comunicarci, cioè che dobbiamo evolvere spiritualmente. Studi molto recenti prospettano l’ipotesi che essi siano la manifestazione fisica di una ‘legge sonica
universale’, la medesima legge che regola la precessione equinoziale, legge che ritroviamo
codificata nei rosoni delle antiche cattedrali gotiche, negli antichi siti egiziani ed americani e, in
modo sbalorditivo, secondo ricerche attualmente in corso, nello stesso atomo, dunque nell’intero
esistente.

Ipotesi sull’origine aliena dell’uomo
Secondo Z. Sitchin (1976) i sumeri sono il prodotto dell’accoppiamento con una razza aliena di aspetto simile al nostro (perché noi siamo “a loro immagine e somiglianza”) . Si tratterebbe di esseri intelligenti che i sumeri chiamavano Anunnaki (figli del dio An) e che la Bibbia chiama Nephilim o semplicemente giganti. Secondo la teoria di Sitchin gli Anunnaki avrebbero iniziato a visitare la Terra mezzo milione di anni fa e in seguito avrebbero colonizzato il pianeta. Avendo bisogno di persone che lavorassero nelle miniere in Africa avrebbero creato “l’uomo” che corrisponde all’homo sapiens, il quale fu generato appositamente per lavorare nelle miniere. Una volta creato, l’uomo avrebbe avuto due opportunità:

- carpire dagli alieni il segreto per evolvere, cioè per non essere unicamente un lavoratore;
- le donne terrestri si sarebbero accoppiate con gli extraterrestri, infatti la Bibbia riporta che
gli dei si innamorarono delle figlie degli uomini. Nella Genesi leggiamo che

i figli di Dio, che videro esser belle le figlie degli uomini, si presero in mogli, fra tutte, quelle che loro piacquero.

Da questo accoppiamento sarebbero nati, secondo l’autore, i giganti, cioè una razza. La stessa Genesi dice:

Or v’erano dei giganti sulla terra in quel tempo. Perché, dopo che i figli di Dio si congiunsero alle figlie degli uomini, ed esse generarono, ne vennero questi uomini forti e robusti, famosi nei secoli.

Alcuni sostengono che dall’accoppiamento tra un essere divino ed un uomo
nasca un “semidio”: un individuo biondo con gli occhi azzurri. Altri, di contro, sostengono che
questo tipo di individuo nasca dall’accoppiamento di due semidei.

Conclusione
Non è facile parlare di extraterrestri. Come ogni cosa tutto è riconducibile all’esperienza ed alla
conoscenza dell’uomo, in definitiva alla coscienza. C’è chi crede, c’è chi non crede. Eppure in
questi ultimi tempi gli avvistamenti di ufo si sono moltiplicati… strani segni appaiono nei cieli.
Alcuni affermano che siamo alle soglie di un cambiamento epocale, altri parlano di spostamento
dell’asse terrestre, inversione dei poli e chi più ne ha più ne metta
Se dovesse davvero verificarsi un terribile sconvolgimento planetario, saranno forse gli alieni a
salvarci? O la nostra consapevolezza, ovvero la nostra coscienza?

Per la realizzazione di questo articolo si ringrazia Luigina Marchese

Bibliografia
Centini, M.;Grezzo, D.; Tacchino, D. (1998) Antropologia degli alieni, Meb, Santarcangelo di
Romagna (RN).
Corbucci, M. (2006) Alla scoperta della particella di Dio, Macro, Diegaro di Cesena (FC).
Kramer, S. N. (1975) L’histoire commence à Sumer, Librairie Arthaud, Paris; trad. it. (1997) I
Sumeri alle radici della storia, Grandi tascabili economici Newton, Roma.
Melchizedek, D. (1998) Ancient secret of the flower of life, vol. I, Light Technology Publ.; trad. it.
(2001) L’antico segreto del fiore della vita, vol. I, Macro, Diegaro di Cesena (FC).
Sitchin, Z. (1976) The 12th Planet; trad. it. (1998) Il pianeta degli dei, Piemme, Casale
Monferrato (AL).

Webgrafia

http://www.edicolaweb.net/da160201.htm

http://www.stazioneceleste.it/esseri_di_luce/rettiliani.htm

Altre fonti
VHS I luoghi visitati, by Hobby & Work, Italiana editrice s.r.l., collana I misteri dell’ignoto, 1996.

Per approfondimenti
Consiglio dei Maya- Quiché, Popol Vuh (2006) Massari, Bolsena (VT).
Panikkar Raimon (2001) I Veda. Mantramanjari. Testi fondamentali della tradizione vedica., Bur, Novara.

 

Leonella Cardarelli


Diffondi il verbo! Condividi!
ARTICOLI SIMILI E CORRELATI: