La particolare figura di Apuleio, filosofo e scrittore platonico latino dell’età imperiale, ha suscitato e continua a suscitare scalpore ed interesse nella critica letteraria.
Dai suoi numerosi scritti si evince la sua passione sfrenata per la magia,tanto da essere accusato di stregoneria.
Nell’Apologia, A. giunge a scrivere un’orazione giudiziaria , per liberarsi dall’accussa infamante di mago perfido e misterioso; ma anche nella sua opera più conosciuta le Metamorfosi, l’elemento misterioso rimane. Quest’opera fu definita da Agostino “asinus aureus”, alludendo alla qualità del testo oppure al materiale di cui era fatto l’asino che assumerà le sembianze di Lucio, il protagonista delle M.
Il punto essenziale del romanzo è da rintracciare nel punto in cui Lucio spinto dalla curiositas,brama dallo sperimentare gli unguenti di una serva. la curiositas è il meccanismo che spinge lucio in situazioni critiche,è volontà di scoprire tutto. Lucio beve un unguento e si trasforma magicamente in un asino. un asino pasciuto, ma raziocinante, con la logica umana! da questo momento in poi l’asinus aureus è costretto a girovagare per trovare petali di rosa,che gli faranno riottenere sembianze umane. finalmente mangerà le rose,da una processione in onore di Iside.
l’aspetto misterioso e magico è alla base delle “metamorfosi”, in effetti la parola significa proprio oltre la forma umana, oltre la fisicità. E’ sempre qualcosa di magico per l’uomo proiettarsi oltre la sua fisicità,chissà se Apuleio da buon platonico, non alludesse ad una ultrarealtà…
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