Il Vampirismo

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. Elena ha detto:

    Questo articolo non dice le solite cose, l’ho apprezzato molto. Io non so nulla riguardo all’esistenza reale dei vampiri ma mi sono interessata del lato culturale e psicologico della figura del vampiro. A mio parere insito nelle leggende legate ai vampiri c’è, come in moltissimi hanno detto, anche una dimensione di tipo sessuale, inizialmente immersa e indistinguibile da quella demoniaca proprio come la dimensione sessuale era sommersa in una cultura come quella cristiana dove la sensualità è sempre connessa al male, al demoniaco. E, sempre a mio parere, oggi assistiamo a un cambiamento della condizione vampirica in corrispondenza dello spostamento della morale sessuale e dell’esplorazione che si è compiuta all’interno del 900, di tutta la dimensione “ombra” dell’erotismo attraverso la psicoanalisi e il cinema. Ad esempio, leggendo Dracula di Bram Stocker si avverte chiaramente quello che Jung chiamerebbe lato Ombra nei personaggi ma esso può esistere solo all’interno di una condizione particolare che è veicolata dall’intervento malefico di Dracula oppure è legata alla malattia, alla pazzia. Cioè è una parte negata, inconscia, onirica. In certi passaggi il comportamento dei personaggi sembra addirittura richiamare l’isteria, così diffusa in epoca vittoriana. Il giorno è formale, bianco, angelico, gentile, corretto, privo di qualunque passione, razionale e la notte.. avviene il bagno di sangue, i morsi sul collo, l’oblio dell’anima. i colli di alabastro si tingono di cremisi. Nel corso del 900, il confine netto tra “giorno” e “notte” si è sempre più sottilizzato e così il vampiro, che prima era un essere puramente malvagio senza umanità, diventa umano, perchè riconosciuto come parte stessa della psiche umana indagata. L’amore, la passione diventano addirittura moventi dell’azione vampirica, il vampiro si umanizza sempre di più fino ad arrivare all’angelizzazione paradossale del vampiro stesso, nella serie della Meyer che cancella e banalizza tutto il lato ombra così presente nelle leggende e nell’opera di Stocker. Edward è il vampiro sofferente che sceglie sempre il bene, dannato non per sua volontà. Invece di sciogliersi al sole, brilla, è capace di amore puro, disinteressato, eterno. L’antieroe diventa principe azzurro.
    Trovo più congeniale seppur banalizzata la figura di Damon Salvatore che mostra la scissione della personalità vampirica simile per certi versi a quella del serial killer.Il vampirismo è infatti traducibile in una metafora del vampirismo psichico: Usare l’altro attraverso la seduzione, il controllo, il potere in modo amorale come un predatore. Il vampiro ha una certa assonanza con la sociopatia (per intenderci Hannibal Lecter): l’incapacità di provare empatia, rimorso. L’altro è un semplice veicolo di cibo, di piacere, di morte. Il vampiro è in eterna solitudine, nel gelo senza vita perfino l’erotismo non è reale perchè non c’è mai un incontro vero con l’altro da sè. Solo una sorta di “Beatrice” (maschio o femmina a seconda dei casi) lo richiama suo malgrado al legame passato con la vita.

  2. Alfonso ha detto:

    Alcune volte mi domando se esiste una cura per il vampiro, nel senso, che spesso si parla di atroce vandalismo sul corpo del”dannato” figure simili a quelle del palo che s’inserisce nel costato del vampiro all’altezza del cuore, comea simboleggiare la liberazione dell’anima di un non morto con la morte propia della carne:a parer mio tutto questo, dopo diverse letture sacre a cui ho fatto riferimento,può anche simboleggiare,chiaramente per chi come me crede,ad un’alternativa, una sorta di rituale da meglio interpretare, per dare fede a quella che nella nostra chiesa cristiana viene rivisitata come la risurezione della carne, la risurezione ad una nuova vita.
    Beh… io credo che probabilmente le nostre conoscenze siano o troppo pragmatiche o comunque troppo superficiali, tanto di arrogarci il merito di salvare un’anima con l’uso indiscriminato di riti violenti e comunque da un mio punto di vista, ben lontani dal desiderio di ridare a queste PERSONE la vita. Ora,io penso che se si cercasse di proiettare la nostra visuale di salvezza dello spirito e della vita stessa,in studi non mirati alla distruzione di queste creature, ma bensì alla guarigione delle stesse; oltre ad arricchirci d’informazioni estremamente utili,saremmo in grado di adempiere ad un compito molto più arduo, ma sicuramente più giusto. Sarei grato se qualcuno rispondesse a questo mi quesito: esistono rimedi scientifici o comunque metafisici, in grado di affrontare in modo serio queto tipo di argomentazione??

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inline
Inline