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	<title>Il Portale del Paranormale</title>
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	<description>Misteri e Segreti del Pianeta Terra</description>
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		<title>EBOOK &#8211; I Memorandum della CIA sulle Torture [PDF]</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 07:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[E-Books]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa, non senza polemiche interne dei servizi segreti e di sicurezza, il Presidente USA Barack Obama ha reso pubblici i Memorandum della CIA relativi alle torture sui prigionieri (più precisamente dalla OLC &#8211; Office of Legal Counsel &#8211; alla CIA &#8211; Central Intelligence Agency). 
Con esclusiva nazionale vi offriamo il download gratuito di questi documenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa, non senza polemiche interne dei servizi segreti e di sicurezza, il Presidente USA Barack Obama ha reso pubblici i Memorandum della CIA relativi alle torture sui prigionieri (più precisamente dalla OLC &#8211; Office of Legal Counsel &#8211; alla CIA &#8211; Central Intelligence Agency). </p>
<p>Con esclusiva nazionale vi offriamo il download gratuito di questi documenti in formato PDF, così come sono stati recentemente rilasciati dal Dipartimento di Giustizia.</p>
<p>Buona Lettura!<span id="more-597"></span></p>
<p>Un <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://72.3.233.244/pdfs/safefree/olc_08012002_bybee.pdf">memo di 18 pagine</a> [PDF], datato 1 Agosto 2002, da <em>Jay Bybee</em>, Assistant Attorney General, OLC, a <em>John A. Rizzo</em>, General Counsel CIA.</p>
<p>Un <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://72.3.233.244/pdfs/safefree/olc_05102005_bradbury46pg.pdf">memo di 46 pagine</a> [PDF], datato 10 Maggio 2005, da <em>Steven Bradbury</em>, Acting Assistant Attorney General, OLC, a <em>John A. Rizzo</em>, General Counsel CIA.</p>
<p>Un <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://72.3.233.244/pdfs/safefree/olc_05102005_bradbury_20pg.pdf">memo di 20 pagine</a> [PDF], datato 10 Maggio 2005, da <em>Steven Bradbury</em>, Acting Assistant Attorney General, OLC, a <em>John A. Rizzo</em>, General Counsel CIA.</p>
<p>Un <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://72.3.233.244/pdfs/safefree/olc_05302005_bradbury.pdf">memo di 40 pagine</a> [PDF], datato 30 Maggio 2005, da <em>Steven Bradbury</em>, Acting Assistant Attorney General, OLC, a <em>John A. Rizzo</em>, General Counsel CIA.</p>
<p><map name='google_ad_map_597_05458d914eeef760'>
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		<title>Gli Angeli Custodi</title>
		<link>http://www.unknown.it/esoterismo/angeli-custodi/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 01:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angeli]]></category>
		<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato non la festa, ma la memoria degli Angeli Custodi. Abbiamo già parlato, il 5 maggio, dell&#8217;unico Santo che ripete, nei calendari, il nome di Angelo, il carmelitano Martire in Sicilia. Ma tra i moltissimi fedeli che ripetono questo nome così diffuso non mancheranno quelli che preferiscono celebrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato non la festa, ma la memoria degli Angeli Custodi. Abbiamo già parlato, il 5 maggio, dell&#8217;unico Santo che ripete, nei calendari, il nome di Angelo, il carmelitano Martire in Sicilia. Ma tra i moltissimi fedeli che ripetono questo nome così diffuso non mancheranno quelli che preferiscono celebrare il loro onomastico nel giorno dedicato proprio agli Angioli, non di nome ma di fatto. Un tempo questa festa veniva celebrata il 29 settembre, insieme con quella di San Michele, custode e protettore per eccellenza. <span id="more-135"></span>In quella data, ricordiamo i tre Arcangeli principali, e diciamo così prototipi, ognuno con il loro nome: Michele, Gabriele e Raffaele. L&#8217;uso di una festa particolare dedicata agli Angioli Custodi si diffuse nella Spagna nel &#8216;400, e nel secolo successivo in Portogallo, più tardi ancora in Austria. Nel 1670, il Papa Clemente X ne fissò la data al 2 ottobre. La devozione per gli Angioli è più antica di quella per i Santi: prese particolare importanza nel Medioevo quando i monaci solitari ricercarono la compagnia di queste invisibili creature e le sentirono presenti nella loro vita di silenzioso raccoglimento. Dopo il concilio di Trento, la devozione per gli Angioli fu meglio definita e conobbe nuova diffusione. Nella vita attuale, però, gli uomini trascurano sempre di più la propria angelica compagnia, e non avvertono ormai la presenza di un puro spirito, testimone costante dei pensieri e delle azioni umane.</p>
<p>Di solito si parla dell&#8217;Angiolo Custode soltanto ai bambini, e per questo anche l&#8217;iconografia si è fissata sulla figura dell&#8217;Arcangiolo Raffaele, che guida e conduce il giovane Tobiolo. Gli adulti, invece, dimenticano facilmente il loro adulto testimone e consigliere, il loro invisibile compagno di viaggio, il muto testimone della loro vita. E anche questo aumenta il senso della desolazione e addirittura dell&#8217;angoscia che caratterizza il nostro tempo, nel quale si sono lasciate cadere, come infantili fantasie, tante consolanti e sostenitrici verità di fede. E&#8217;, infatti, verità di fede che ogni cristiano, dal Battesimo, riceve il proprio Angiolo Custode, che lo accompagna, lo ispira e lo guida, per tutta la vita, fino alla morte, esemplare perfetto della condotta che si dovrebbe tenere nei riguardi di Dio e degli uomini. L&#8217;Angiolo Custode è dunque il luminoso specchio sul quale ogni cristiano dovrebbe riflettere la propria condotta giornaliera. Per questo la Chiesa ha dettato una delle più belle preghiere che dice: &#8221; Angiolo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste . Così sia &#8220;.</p>
<p>Chi sono gli Angeli custodi?</p>
<p>Sono creature delicate e sottili, emanazione dell&#8217;energia creatrice degli Arcangeli.<br />
Essi sono pura essenza d&#8217;amore, invulnerabili. Sono incorruttibili e privi del decadimento che caratterizza gli esseri umani. Gli Angeli sono quindi creature spirituali che vivono tra la quarta e la quinta dimensione. La quarta sono i piani astrali (superiore e inferiore), dove vive anche il nostro corpo spirituale, collegato al corpo fisico attraverso i chakra. (I chakra sono vortici d’energia all&#8217;interno della nostra aura, lungo la spina dorsale, sotto forma di colori dell&#8217;arcobaleno)<br />
La quinta è la dimensione degli Arcangeli, dove coabitano anche gli angeli&#8230;</p>
<p>Come sono fatti e sono liberi di scegliere?</p>
<p>Queste creature sono energia pura senza forma, dotate di consapevolezza, libero arbitrio e inimmaginabile intelligenza. Sono vibrazione energetica di Luce.<br />
Molti sostengono che gli angeli non siano coscienti e siano privi di libero arbitrio.<br />
Da esperienze raccolte sappiamo che non è così. Essi possono scegliere, ma sono talmente puri e traboccanti d’amore, che corromperli sarebbe impresa titanica anche per Lucifero.</p>
<p>Perchè hanno le ali?</p>
<p>La caratteristica forma alata e la bellezza sublime dei loro volti non sono solo fantasia o iconografia artistica. E&#8217; l&#8217;immagine che loro usano per avvicinarsi nella materia, senza spaventarci e altro non è, che il riflesso della loro essenza resa visibile e manifesta. Come allo stesso modo il nostro corpo, è la manifestazione visibile della nostra vera essenza.</p>
<p>Come si avvicinano?</p>
<p>Essi si avvicinano alla nostra vita mai con irruenza, ma sempre con dolcezza, gentilezza e gioia. La difficoltà per tutti all&#8217;inizio, è saper cogliere i segnali sottili e leggeri della loro presenza. Loro agiscono con amore sconfinato verso di noi, dovendo tuttavia seguire le leggi del nostro Karma personale, e avendo un rispetto totale del nostro libero arbitrio, tale da starci accanto anche nella peggiore delle nostre azioni, esortandoci a comprendere i nostri errori.</p>
<p>Come li contatto?</p>
<p>Per entrare in contatto con gli Angeli, è necessario che si chieda loro di farlo.<br />
Loro non possono stabilire il contatto se non siamo noi a deciderlo, chiedendolo, e quindi innescando una decisione in libero arbitrio. Succede, infatti, che ogni decisione personale o intenzione, generi delle &#8220;forme pensiero&#8221;, ossia delle vere e proprie creazioni concrete sulla quarta dimensione.<br />
Accade a volte che essi si manifestino senza chiederlo, in momenti molto dolorosi.<br />
Questo avviene perchè durante il dolore, nell&#8217;essere umano si creano delle crepe, che aprono delle brecce nel denso strato atomico della materia e di conseguenza nel denso strato dei piani astrali inferiori (quarta dimensione). E&#8217; da lì che gli Angeli entrano per darci segnali fisici e intervenire con ciò che noi chiamiamo miracoli. Se abbiamo paura, sulla quarta dimensione intorno a noi ci sarà un ambiente cupo. Se abbiamo dubbi sulla loro esistenza, sulla quarta dimensione creeremo dei muri di cemento invalicabili, o in ogni caso talmente ardui da scavalcare, che l&#8217;energia necessaria che i nostri amici dovrebbero impiegare, renderebbe debole poi il loro intervento.</p>
<p>Che cosa devo fare?</p>
<p>Il primo passo è chiedere, con amore e umiltà.<br />
Non esiste un vero modo generico per farlo. Un suggerimento potrebbe essere cominciando con una richiesta del tipo: &#8220;&#8230; Angeli di Luce, vi chiedo di far parte della mia vita, affinché possa portare il vostro messaggio e la vostra forza intorno a me&#8230;&#8230;&#8230;.. Sia fatta la Vostra volontà&#8221;&#8230; poi continuate voi&#8230;. Da notare la frase &#8220;sia fatta la vostra volontà&#8221; non è una sottomissione, ma un atto totale di fiducia, verso i nostri amici di Luce. Infatti, la volontà degli Angeli verso di noi, è amore, armonia, felicità ricchezza d&#8217;animo e se è previsto anche ricchezza materiale. Quindi affermare &#8220;Sia fatta la vostra volontà&#8221; è un modo appropriato per chiedere il loro aiuto ponendosi in una condizione di totale fiducia.</p>
<p>Come posso sentirli?</p>
<p>Per sentirli e poi vederli dovremo affidarci completamente a loro, pur mantenendo il senso della realtà. Non aspettiamoci nulla d’evidente o spettacolare, almeno all&#8217;inizio, perchè il loro scopo non è quello di stupirci con fenomeni paranormali. Il loro scopo è avvicinarci a Dio, rendendoci &#8220;UNO&#8221; col Tutto, darci fiducia e voglia di vivere, proteggerci da Satana e risvegliare in noi la scintilla Divina, sviluppare tutte le proprie potenzialità e sogni, aiutandoci a comprendere ed estinguere il proprio karma. Fidatevi di loro senza bisogno di vederli; vi faranno molti doni, attraverso sogni lucidi, carezze d’aria sul viso, coincidenze fulminanti che non sono coincidenze&#8230; e anche fenomeni paranormali, ma mai violenti, mai che vi possano spaventare, sempre teneri come dei fiori&#8230; Loro si fanno sentire nel modo più opportuno per non spaventarvi e per permettere la vostra crescita. Bisogna tenere presente che sono creature possenti, ben più potenti di spiriti guida e di qualsiasi grande illuminato vivente.<br />
Un approccio molto valido per avvicinarsi a loro, oltre che come abbiamo accennato (la fiducia), è la meditazione. La meditazione serve a spegnere la mente, e accendere l&#8217;anima, creando un canale di comunicazione tra terza dimensione (la nostra), e quarta dimensione superiore (il Cuore).</p>
<p>Gli Angeli li troverete nel Cuore. Loro usano un linguaggio molto diverso dal nostro, che soltanto lo spirito può comprendere: il linguaggio dell&#8217;Amore. Quindi se vorrete far loro una domanda, pensatela con amore e ponetela come se si parlasse ad un tuo amico/a molto caro/a. Non curatevi se non vedete o sentite nulla. Loro vi vedono e leggono il vostro pensiero, oltre che le radiazioni che emanate.<br />
Gli angeli custodi, sono mandati per volontà divina, attraverso le gerarchie degli Arcaneli, per guidare, proteggere, consigliare, per permetterci di elevarci spiritualmente. Esistono uomini o donne o bambini che hanno uno o due angeli custodi. Ma è anche possibile avere a proprio fianco un arcangelo. Questo è possibile poiché gli arcangeli possiedono il potere dell&#8217;ubiquità. Sempre in virtù del potere dell&#8217;ubiquità, un Angelo, può essere contemporaneamente il Custode di più di una creatura vivente. Solitamente quando questo avviene (spesso), le persone con l&#8217;Angelo in comune sono dette fratelli o sorelle spirituali.</p>
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		<title>Antropologia del Lutto e Morte Rituale nelle Tradizioni Popolari</title>
		<link>http://www.unknown.it/esoterismo/antropologia-del-lutto-morte-rituale-nelle-tradizioni-popolari/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 12:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Romanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni popolari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal Mito di Sisifo alla Lamentazione delle Prefiche Lucane
Il culto dei morti è da sempre elemento principale di tutte le culture sacre subalterne popolari e presente in molti aspetti folkloristici tradizioni ancora attuali. Questa ricerca sull’antropologia del lutto ha lo scopo di individuare un archetipo comune al rituale funebre del cordoglio e alle sue varie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Mito di Sisifo alla Lamentazione delle Prefiche Lucane</p>
<p>Il culto dei morti è da sempre elemento principale di tutte le culture sacre subalterne popolari e presente in molti aspetti folkloristici tradizioni ancora attuali. Questa ricerca sull’antropologia del lutto ha lo scopo di individuare un archetipo comune al rituale funebre del cordoglio e alle sue varie manifestazioni.<br />
Uno tra i più significativi rituali del cordoglio è quello della lamentazione funebre, le cui tracce si perdono nella notte dei tempi. Per poter introdurci nel viaggio verso i sacri &#8220;lynos&#8221; dobbiamo però partire dalle tradizioni lucane, forse la regione che più di tutte ha conservato il ricordo di questo antico rituale.<br />
Il lamento funebre lucano ed in particolare la &#8220;lamentazione professionale&#8221;, è una pratica in via di dissolvimento o praticamente già dissolta della quale rimane solo il vago racconto delle anziane donne rivisitato in un’ottica di malcostume o vergogna.<span id="more-516"></span></p>
<p>Ancora oggi accade che al dolore delle famiglie in lutto si unisca il cordoglio di altre persone, soprattutto quelle che da poco sono state colpite a loro volta da un lutto, ma non si può parlare di vere lamentatrici con l’accezione arcaica del termine: è solo un modo per rivivere e riproporre il proprio dolore personale o esprimere cordoglio a persone che, anche se non strettamente legate da parentela, erano comunque conosciute nel piccolo paese ove vivevano. Del resto non possiamo dimenticarci il contesto geografico dal quale parte questa ricerca: i paesi più interni della Basilicata, ove isolamento e arretramento fanno ancora avvertire al contadino la sua stretta dipendenza dalle indomabili forze naturali (A. di Nola, 1976). E’ proprio questo status vivendi che ha permesso il perdurare di questi antichissimi ricordi, poi in parte trasformati dall’influenza cristiano-cattolica in una forma sincretica, tipica del Cristianesimo locale ed autoctono, che si esprime in quel cattolicesimo popolare intessuto di influenze ed elementi &#8220;pagani&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/antrolutto1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-517" title="antropologia del lutto" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/antrolutto1.jpg" alt="" width="200" height="329" /></a>Le stesse formule verbali mettono in evidenza una morte più simile a quella pagana che a quella idilliaca e priva di corpo cristiana.<br />
Così il defunto anche nell’aldilà continuerà a condurre una vita non molto dissimile da quella terrestre &#8220;ora ti debbo dire cosa ti ho messo nella cassa:una camicia nuova, una rattoppata, la tovaglia per pulirti la faccia all’altro mondo, due paia di mutande una nuova e una con la toppa nel sedere, poi ti ho messo la pipa tanto che eri appassionato al fumo&#8221;.<br />
La lamentazione funebre poi sembrerebbe un rituale legato al mondo agreste: &#8220;… noi contadini e le persone per bene andiamo al cimitero e piangiamo sulle nostre tombe…l e persone per bene vengono al cimitero ma non piangono… le persone ricche piangono sì, ma non come noi pacchiani, noi che siamo villani e contadini piangiamo di più….&#8221;</p>
<p>Un particolare che ci ritornerà utile nel proseguo dello studio.<br />
Tutto il rituale segue delle ben precise regole che fanno della tradizione una vera e propria &#8220;tecnica del pianto&#8221;.<br />
La lamentazione si presenta con un testo di cui &#8220;si sa già cosa dire&#8221;, secondo modelli stereotipati. Normalmente non appaiono elementi cristiani, invocazioni a Gesù, alla Vergine, ai Santi, anzi… vi è quasi una forma di protesta nei loro confronti: &#8220;Oh, che tradimento ci hai fatto Gesù&#8221;.<br />
La prima fase è quella del ricordo del defunto: &#8220;O marito mio buono e bello, come ti penso&#8221;; poi il suo lavoro la lamentatrice fa sempre riferimento al tema delle mani del morto: &#8220;Sei morto con la fatica alle mani&#8221;, poi il ricordo di tempi belli &#8220;Quanne scimme a&#8221;, per poi inserire frasi sarcastiche del tipo: &#8220;Oh il vecchio che eri&#8221; per persone giovani o &#8220;Oh che male cristiane&#8221; per indicare uomo dabbene.</p>
<p>Poi viene la descrizione della condizione in cui viene a trovarsi la famiglia, così per la neo sposa il lamento delle nozze non ancora consumate, per la vedova il duro lavoro che l’aspetterà, per i figli la mancanza del padre per poi avere quasi un piccolo rimprovero per la morte prematura: &#8220;Come mi lasci in mezzo alla via con tre figli&#8221;.<br />
Si passa poi al modulo: &#8220;Ora vien tal dei tali&#8221; che a sua volta risponde &#8220;chi è morto&#8221; per infine ricordare le vicende tra il defunto e questa persona &#8220;… non ti verrà più a chiamare alle 3 del mattino…&#8221;<br />
Particolare importanza acquista quella che potremmo definire la mimica del cordoglio, l’oscillazione corporea, perfettamente integrata al suono, come in moltissime tradizioni sciamaniche afro-amerinde, con una funzione quasi ipnogena (E. De Martino, 1959) molto simile anche a quella delle lamentatrici palestinesi o arabe.</p>
<p>Interessante è la mimica del fazzoletto agitato sul corpo del defunto per poi essere portato al naso in una continua incessante ripetizione dell’elemento gestuale. Anche questa gestualità avrebbe un atavico archetipo, così infatti la ritroviamo tra le lamentatici egizie. Qui il &#8220;gesto&#8221; sembrerebbe chiaramente destinato ad una forma di protezione dal defunto: Un solo braccio è portato verso il capo mentre l’altro si distende avanti con il palmo della mano rovesciato. Gesto che poi ha assunto una valenza di saluto più che di difesa.<br />
Tradizioni rituali di questo tipo sono presenti anche in altre parti di Italia, quasi ad individuare un comune denominatore.</p>
<p>Troviamo tradizioni simili in Sardegna, o più lontano in Brianza, ove Il curato di Casiglio scrive come l&#8217;uso della lamentazione funebre sia ancora ben presente nel suo borgo nel XV secolo, benché proibito, e fu lo stesso Carlo Borromeo che, assistendo ad un funerale a Predama, in Val Varrone, rimase fortemente sconcertato. Le prefiche le ritroviamo nel leccese, ove sono chiamate &#8220;repite&#8221;, e nell’area abruzzese-molisana.<br />
Tradizioni simili sono presenti anche in Valtellina ed in Sardegna. Antonio Bresciani così ci descrive l’usanza tra le donne sarde: &#8220;In sul primo entrare, al defunto, tengono il capo chino, le mani composte, il viso ristretto, gli occhi bassi e procedono in silenzio… oltrepassando il letto funebre… indi alzati gli occhi e visto il defunto giacere, danno repente in un acutissimo strido, battono palma a palma e gittano le mani dietro le spalle… inverochè altre si strappano i capelli, squarciano cò denti le bianche pezzuole c’ha in mano ciascuna [altro particolare simile alla lamentazione lucana, N.d.A.] si graffiano e sterminano le guance, si provocano ad urli… a singhiozzi… altre stramazzan a terra… e si spargon di polvere… poscia le dolenti donne così sconfitte, livide ed arruffate qua e la per la stanza sedute in terra e sulle calcagna si riducono ad un tratto in un profondo silenzio…&#8221; (A. De Gubernatis, 1869).</p>
<p>Nel napoletano era praticato un &#8220;riepito battuto&#8221;, una lamentazione accompagnata da un battersi rituale che terminava con l’avvicinarsi di alcune donne alla vedova che, al suono di &#8220;Ah misera te&#8221; le strappano una ciocca di capelli e la gettano sul defunto.<br />
E’ da quest’area che deriverebbe l’antica filastrocca fanciullesco-popolare</p>
<p>Maramao, perché sei morto?<br />
Pane e vin non ti mancava,<br />
l’insalata era nell’orto<br />
e una casa avevi tu.</p>
<p>Come si può notare, in questa strofa sono elencate una serie di buone ragioni materiali (di indubbio retaggio pagano) per cui il morto non avrebbe dovuto morire, con l’intento di esorcizzare o quanto meno stemperare il dolore e l’angoscia attraverso un modulo letterario di lamentazione. Non solo, ma lo stesso nome &#8220;maramao&#8221; potrebbe essere una successiva distorsione della frase &#8220;Amara me perché sei morto&#8221;, con appunto richiami ai discorsi protetti lucani.</p>
<p>Il Tema dell’Offerta della Capigliatura</p>
<p>Nel corteo funebre era dunque uso per le donne, una volta disciolte le chiome, accostarsi al morto percuotendosi il petto con violenza e abbandonandosi in un primo tempo a disordinate grida di dolore( E. De Martino, 1958). Il termine francese di lutto, &#8220;deuil&#8221;, sembrerebbe mettere bene in evidenza questo aspetto discendendo direttamente dal latino &#8220;dolium&#8221; che corrisponderebbe a &#8220;dolere&#8221; e quindi al battersi il petto. Era poi usanza incidersi le carni, graffiarsi a sangue le gote e gli avambracci, percuotersi, stracciarsi le vesti e i capelli.<br />
Questi rituali altro non sono che l’atavico ricordo di antiche usanze, così ad esempio in Grecia troviamo che &#8220;… le donne con le chiome sciolte si accostano al morto e percuotendosi il petto con violenza si abbandonano in un primo momento a disordinati gridi di dolore, cui poco dopo fanno seguito i lamenti funebri cerimoniali…&#8221;<br />
Ancora in Geremia &#8220;… ogni testa sarà calvata, ogni barba rasa, su tutte le mani vi saranno incisioni…&#8221;, stessa tradizione che troviamo tra i Mirmidoni per la morte di Patroclo, mentre nell’Alceste di Euripide il Dio della morte è descritto mentre brandisce una spada nell’atto di tagliare una ciocca di capelli al morto (Alceste Versi 75-78). Altre testimonianze le troviamo in Luciano che narra di offerte di capelli da parte delle donne durante i festeggiamenti per la morte di Adone.</p>
<p>L’intera operazione fin qui descritta, la lamentazione, la gestualità, sembrerebbe nascondere, più che un vero e proprio dolore verso il defunto, un’operazione apotropaica di allontanamento della morte, una tecnica indirizzata a combattere il ritorno del defunto. stessa come testimoniato da altre usanze come quella di bruciare i vestiti del trapassato o l’apertura delle finestre dopo il decesso, per terminare alle interessanti frasi di chiusura del lamento funebre &#8220;non ho più niente da dirti, non ho più niente da farti, statti bene e vieni in sogno a dirmi se sei contento di tutto quello che ti abbiamo fatto&#8221; ( E. De Martino, 1959).</p>
<p>De Masticatione Mortorum Tumulis &#8211; Il Cibo del Morti</p>
<p>Altra interessante usanza era quella di deporre del cibo nel sepolcro per evitare che il morto, affamato, tornasse tra i vivi per procacciarselo.<br />
In India era uso porre due pale di riso o di farina nella tomba, mentre i Persiani ponevano una dose di cibo utile per tre giorni dopo i quali l’anima era completamente lontana dal corpo (A. De Gubernatis 1969).<br />
<a href="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/antrolutto3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-518" title="antropologia del lutto" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/antrolutto3.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>Spesso sulle tombe era offerto del pane, sia come nutrimento che come simbolo di rinascita del morto nella sua novella vita. Anche i Greci e i Latini commemoravano i propri morti con offerte votive di cibo e vini sulle tombe (M. Caligiuri, 2001) proprio per placare le anime, mentre i Babilonesi e gli Assiri seppellivano vasi di miele. Che il cibo reale fosse davvero utilizzato nei sepolcri è dimostrato da diversi testi come il De Masticazione Mortuorum in Tumulis di Michel Raufft o la Dissertatio Historico-Philosophica de Masticatione Mortorum di Philip Rohr. Qui si descriveva come il morto, le cui scorte alimentari erano insufficienti, iniziava a nutrirsi masticando il sudario e le sue stesse carni.<br />
L’Abate Calmet Agustin, parlando proprio dell’opera del Raufft scrive che &#8220;E’ opinione comune in Alemagna che certi morti mastichino nelle sue sepolture e divorino tutto ciò che hanno intorno…Egli [ il Raufft N.d.A.] suppone che cosa provata e certa esservi alcuni morti che han mangiato gli abiti ond’eran involti, e tutto ciò che avevano vicino e per fino divorare le proprie carni. Egli osserva come in alcuni luoghi dell’Alemagna, per impedire ai morti di mangiare loro, mettono sotto il manto una zolla di terra che in altri luoghi mettono loro in bocca una piccola moneta d’argento e una pietra e in altri casi con un fazzoletto loro stringono fortemente la gola&#8221;.</p>
<p>Sant’Agostino invece parla &#8220;del costume dei Cristiani di portar su per i sepolcri della carne e del vino con cui si facevan i pranzi di devozione&#8221; giustificando, ma non assecondando, questa tradizione pagana facendola basare sul libro di Tobia &#8220;mettete il vostro pane e il vostro vino sulla sepoltura del giusto e guardativi di mangiarne e di bere in compagnia de’ peccatori&#8221;.<br />
Anche il cannibalismo diventa un modo per assicurare la seconda morte al defunto, infatti lo stomaco diventa suo definitivo sepolcro e sarebbe da questa interpretazione che deriverebbero diverse espressioni popolari Italiane come &#8220;bere i morti&#8221; o &#8220;mangiare i morti&#8221;(E. De Martino, 1959) e l’usanza del banchetto funebre. Nel giorno dei morti, quasi riproponendo il tema della necrofagia, in molti paesi della Penisola vengono preparati strani dolcetti a forma di ossa chiamati appunto &#8220;ossa dei morti&#8221; (A. Romanazzi, 2003) che vengono poi regalati ai fanciulli.</p>
<p>Varie usanze popolari sono strettamente connesse alle offerte di pane al defunto. In Calabria e in Lucania si usava preparare delle fette di pane per il morto. In particolare i calabresi usavano preparare attorno al catafalco una tavola imbandita con pane, vino, uova e legumi. Sempre in Calabria, a Celico, si usa porre accanto al morto un pezzo di pane e dell’acqua (M. Caligiuri, 2001). Tradizioni simili le ritroviamo in molte altre regioni italiane.<br />
In Brianza, anche contro il volere del clero locale,fino al secolo scorso si celebrava il cosiddetto pasto dei morti, una riunione conviviale che radunava parenti e amici del morto.<br />
Anche il pane &#8220;pro anima&#8221; tipico dell’area campana avrebbe una funzione simile. L’alimento è offerto spesso durante la veglia notturna, all’ingresso del cimitero o della casa dei luttuati. In alcuni paesi della Provincia di Bari veniva preparato direttamente sulla bara o sulle tombe. E’ in questo sconcertante rituale di preparazione che ritroviamo una forma mitigata di necrofagia. Cibarsi del pane preparato sul morto o venuto a contatto con lo stesso altro non sarebbe che nutrirsi dello stesso defunto, non solo, ma la cena serve anche un più atavico significato. Secondo la legge della magia simpatica ben descritta dal Frazer, lo stomaco è sepolcro del cibo, così come il cibo trova riposo in esso il morto lo troverà nella terra. Da qui le numerose tradizioni popolari legate alle espressioni popolari bere i morti o &#8220;mangiare i morti&#8221;.<br />
La scelta del pane come cibo rituale poi, oltre ad ascriversi al tipico alimento del defunto, è legata anche ad una visione rigenerativa dello stesso, in una stretta simbiosi con la morte e la rigenerazione del frumento o in generale dei cereali di cui è costituito.</p>
<p>Il Sesso e il Rapporto con il Defunto</p>
<p>Interessanti sono anche le tradizioni legate al sesso. La morte portava nella famiglia luttuata una forma di libido deficiens, quell’attanassamento (E. De Martino, 1959) con il quale termine è conosciuto nell’area lucana, nella quale non poteva e non doveva rimanere. L’idea di una incremento della pulsione libidica dopo la morte ha così un duplice scopo: la riaffermazione della vita attraverso l’accoppiamento ma anche un modo di sgomentare il morto in questo modo che fosse avvertito della grande forza vitale che gli viene contrapposta. Del resto l’esibizione oscena è un modo di manifestare l’energia del vivente, Freud afferma che chi dice una oscenità sferra un attacco, equivalente ad una aggressione sessuale provocando nell’ascoltatore una reazione simile a quella che si sarebbe generata da una vera e propria aggressione. Un atto aggressivo che in questo caso è fatto contro il morto. Successivamente dall’atto sessuale e dall’oscenità si passa al riso, una forma mitigata dello stesso. Da qui la tradizione ancora oggi espletata di raccontare durante le veglie funebri narrazioni oscene o a sfondo sessuale che generano ilarità come attestato dai numerosi detti popolari del tipo &#8220;il morto non può uscire senza il riso&#8221; o ancora &#8220;non vi è morto senza riso&#8221;(A. Di Nola, 2003). Nell’antichità si parla anche di danze funebri e forme di ilarità e le danze che porteranno successivamente a quella tradizione medievale definita &#8220;danza Macabra&#8221; raffigurata su moltissime chiese e cimiteri. E’ il tema della morte che, suonando il flauto, porta via i defunti, successivamente interpretata con l’idea della democraticità della Nera signora. In realtà la morte prende il posto del flautista pagano che apriva il corteggio funebre e che poi si tramuterà in &#8220;danza birichina&#8221; attorno al feretro (A. De Gubernatis, 1869).</p>
<p>Una traccia che ci fa intuire l’atavica origine della ricerca della libido la troviamo anche nel mito del ratto di Proserpina quando Iambe, serva del re Celeo ove Demetra era ospitata, per cercare di far ridere la sua dea, si abbandona ad una esibizione oscena. Tema simile lo ritroviamo nel mito di Baubo che, per raggiungere lo scopo di far bere il ciceone, tipica bevanda del cordoglio, a Demetra ostenta i suoi genitali generando in lei ilarità e dunque sconfiggendo la sua inappetenza (A. Di Nola, 2003). Elementi osceni erano presenti in molti culti dei morti. In Egitto le lamentatici spesso portavano i seni scoperti (E. De Martino, 1959) sia in una visione di ostentazione che come nuovo simbolo di rinascita essendo la mammella associata al latte materno e dunque alla novella vita. Questo particolare è rimasto intatto fino al secolo scorso troviamo, nel lamento lucano, l’ostentatio della madre al suo bambino in ricordo del latte avuto e di quello perduto (E. De Martino, 1959). Moltissime poi sarebbero le tradizioni di giochi erotico-sessuali durante la veglia funebre. In Sardegna c’è addirittura una figura che ha lo specifico ruolo di suscitare ilarità ed è chiamata la Buffona (F. De Rosa, 1899) mentre giochi a sfondo sessuale, come quello della Pulce, sono segnalati dal De Martino in molti paesi lucani.</p>
<p>Il Tema del Sangue e il Defunto</p>
<p>Il tema del sangue è da sempre collegato al morto. Il primitivo, osservando che la perdita del misterioso fluido da una ferita comportava un progressivo indebolimento e successivamente la morte, mise subito in relazione questo liquido con il principio vitale umano. Ecco così che nel Deuteronomio troviamo il passo &#8220;non ti nutrirai del sangue perché il sangue e vita: e tu non devi mangiare la vita insieme alla carne&#8221; e nella Genesi si dice &#8220;soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. Del sangue vostro, anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto&#8221;.<br />
Il sangue è strettamente legato al morto anche perché simbolo della vita che deriva dal fuido mistico-mestruale femminile, da qui l’usanza di cospargere il defunto totalmente o in parte di ocra rossa come testimonierebbero molte sepolture neolitiche e paleolitiche o ancora l’uso del rosso dei sarcofagi egizi. In India il rosso è il colore con il quale sono dipinte le statue delle divinità della morte, e rossi sono gli abiti del lutto e il colore dei fiori da offrire al morto, tradizione che ritroviamo anche nell’antichità classica quando si doveva ricoprire le lastre tombali con fiori freschi di questo colore o con delle violette che il mito vuole sbocciate dal sangue di Attis evirato (A. Di Nola, 2003). Era questo un tentativo di comunicare al defunto l’energia vitalizzante del sangue in modo che non la richiedesse dai vivi. Anche l’ecatombe compiuta da Achille per la morte di Patroclo, più che come vendetta, potrebbe essere interpretata come tributo di sangue da versare al morto per poterlo placare e così far cessare la sua sete (E. De Martino, 1959).</p>
<p>Rituali Apotropaici e Timore del Defunto: Il Primo Archetipo</p>
<p>Una prima spiegazione al lamento sarebbe così quella di un vero e proprio &#8220;formulario magico&#8221; atto ad allontanare definitivamente la presenza del defunto. Del resto lo stesso termine &#8220;lutto&#8221; deriverebbe da &#8220;lugere&#8221; la cui radice arcaica proverrebbe da &#8220;rompere&#8221;.<br />
Il cordoglio dunque, e tutti i rituali ad esso annessi, è una risposta ad una perdita, un tassello di quella vasta ed intricata sfera religiosa che può essere definita il &#8220;culto dei morti&#8221;. E’ con il passaggio dell’uomo dal nomadismo all’agricoltura e alle attività stanziali, e dunque con il seppellimento del defunto nelle vicinanze dell’abitato, che nasce la necrofobia [necros=morto e phobos= paura] , e quindi i rituali atti a sconfiggerla. Secondo il primitivo il morto, prima di raggiungere la sua patria nell’aldilà, subisce una sorta di passaggio intermedio il cui superamento e il successivo raggiungimento di quella pace definitiva dipende molto anche dai rituali funebri a lui riservati dai vivi, come testimonierebbero anche le forme verbali tipiche della lamentazione. E’ solo al termine del periodo di lutto che il morto può essere considerato realmente tale. La lamentazione diventa così un incantesimo per aiutarlo a raggiungere l’aldilà e così liberare i vivi della sua enigmatica e ossessiva presenza. Ecco perché coloro che non hanno avuto una degna sepoltura ed onoranze funebri ritornerebbero in vita.</p>
<p>Tutte le arcaiche pratiche fin qui descritte non sono mai del tutto scomparse anche se osteggiate dalla Chiesa., nel Sinodo di Londra (1342), venivano messe al bando le forme di congiunzione sessuale che si tenevano durante le veglie funebri e nel Sinodo di Praga del 1366 si fa accenno agli atti di deboscia che avrebbero auto luogo nella medesima occasione(E. De Martino, 1959). Altre testimonianze le ritroviamo in molti sinodi locali italiani, così in quello di Faenza del 1647 si proibisce la palmarum tensiones, in quello di Trivento del 1686 il facies erompere e capillos evellere, e in quello di Fermo (1775) il pugnis ora percuotere e il capillum manu discindere. Se dunque la lamentazione funebre e l’intricato rituale del defunto potrebbero essere spiegate attraverso la necrofobia, questa, a sua volta, è una successiva evoluzione di un archetipo ancor più atavico: la morte e rinascita naturale.</p>
<p>I Prolegomeni del Rituale: La passione della Vegetazione</p>
<p>In realtà la spiegazione potrebbe essere ben differente e non risiedere nel timore verso il defunto, idea solo successiva. Spirito arboreo e divinità vegetazionali, rituali di fertilità e, sarebbero questi i prolegomeni di ataviche tradizioni ancora presenti nel folklore e nelle tradizioni italiane, l’Atavico ricordo di un mondo che NON TEMEVA la morte ma la considerava elemento NECESSARIO alla vita.<br />
L’uomo dei primordi è fondamentalmente cacciatore e raccoglitore, arare, seminare, raccogliere, veder scomparire, erano questi i cicli che governavano la vita dell’uomo antico, in un ciclo di forze la cui comprensione ben sfuggiva all’uomo che la il timore che la rinascita natura possa non avvenire e che dunque questa morte naturale si tramuti in morte della sua esistenza.<br />
In quasi tutte le mitologie, in una stretta simbiosi con la scomparsa e la rinascita naturale, è la divinità maschile a subire un ciclo di morte e di resurrezione che da sempre è stato associato al sole. E’ l’idea della morte del &#8220;Dema&#8221; di Jensen, l’essere mitico attraverso il quale i popoli agricoltori hanno avuto il dono delle piante essenziali per la loro vita. Anche la fine sempre violenta del Dema potrebbe così essere messa in relazione con la &#8220;distruzione&#8221; da parte dell’uomo dei prodotti dei campi, falciati, battuti e poi ridotti in polvere. La morte della pianta diventa così la morte della divinità con tutta una serie di rituali che dovevano avere il compito di rigenerare lo stesso.</p>
<p>Pensiamo al Mito di Osiride o Dioniso, Tammuz od Adone, nelle cui tradizioni funebri si usava piangere sugli orti senza ortaggi, sui campi senza spighe, sui canneti senza canne, o a Lityerses che con il nome indica anche il canto dei mietitori, per giungere ai Maneros, i lamenti funebri egizi prendono il nome da maneros, simile od identificabile con il lino. Ecco che ritroviamo in questi antichi rituali i prolegomeni del rito del cordoglio. Ecco la spiegazione allo strano ed indissolubile legame tra il mondo agricolo e quello dei morti in una tradizione che ritroviamo ancora oggi nel folklore e nella cultura popolare.<br />
Se così la lamentazione funebre altro non è che i canti dei mietitori antichi, anche lo strapparsi i capelli non è solo un atto autolesionistico, ma una vera e propria offerta al defunto come sembrerebbe trasparire dalle tradizioni e dal folklore. L’offerta della capigliatura in realtà nasce dall’idea che essa era messa in relazione con la vegetazione palustre.<br />
Il taglio era così simbolo di morte e rinascita proprio come accadeva nel mondo vegetale. Stessa idea è presente nelle offerte di grano, pane e cereali al defunto, non un modo di assicurargli ciò che non doveva procurarsi da solo tra i vivi, ma un modo per rappresentare ancora una volta il ciclo di morte e rinascita. Stessa idea nelle offerte di sangue, un modo di garantire perpetua energia vitale al defunto.</p>
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		<title>Milano: Il Sacro Nemeton della Grande Madre</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 00:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Romanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni popolari]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano viene spesso considerata solo come una grande metropoli senza storia ove ogni giorno si spostano centinaia di migliaia di persone in un travolgente e caotico movimento che spesso, con il suo turbinio, sembra voler escludere il passato della città, il momento in cui un sacro Nemeton tra gli ombrosi territori insubri divenne una grandiosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano viene spesso considerata solo come una grande metropoli senza storia ove ogni giorno si spostano centinaia di migliaia di persone in un travolgente e caotico movimento che spesso, con il suo turbinio, sembra voler escludere il passato della città, il momento in cui un sacro Nemeton tra gli ombrosi territori insubri divenne una grandiosa città. Sarà così che, prima di parlare dei misteriosi segreti racchiusi tra le mura cittadine, partiremo proprio dalla sua mitica fondazione e dal suo stesso nome, che, come novello Virgilio, ci guiderà alla scoperta di antiche memorie sopite tra i tumulti quotidiani della metropoli. Le origini di Milano si perdono nella notte dei tempi, le prime notizie storiche della città ci vengono tramandate da Tito Livio che ne parla nel V libro della sua Storia di Roma <span id="more-455"></span></p>
<p>“…Mentre a Roma regnava Tarquinio Prisco, il supremo potere dei Celti era nelle mani dei Biturigi [da bitu "mondo”e rix, "re" n.d.A.]; questi mettevano a capo di tutti i Celti un re. Tale fu Ambigato, uomo assai potente per valore e ricchezza, sia propria che pubblica, perché sotto il suo governo la Gallia fu così ricca di prodotti e di uomini da sembrare che la numerosa popolazione si potesse a stento dominare. Costui, già in età avanzata, desiderando liberare il suo regno dal peso di tanta moltitudine, lasciò intendere che era disposto a mandare i nipoti Belloveso e Segoveso, figli di sua sorella, giovani animosi, in quelle sedi che gli dèi avessero indicato con gli àuguri. A Segoveso fu quindi destinata dalla sorte la Selva Ercinia, a Belloveso gli dèi indicarono una via ben più allettante, quella verso l’Italia. Quest’ultimo portò con sè il sovrappiù di quei popoli, Biturigi, Averni, Edui, Ambani, Carnuti, Aulerci. Partito con grandi forze di fanteria e cavalleria, giunse nel territorio dei Tricastini. Di là si ergeva l’ostacolo delle Alpi; e non mi meraviglio certo che esse siano apparse insuperabili, perché nessuno le aveva ancora valicate (&#8230;) Ivi, mentre i Galli si trovavano come accerchiati dall’altezza dei monti e si guardavano attorno chiedendosi per quale via mai potessero, attraverso quei gioghi che toccavano il cielo, passare in un altro mondo, furono trattenuti anche da uno scrupolo religioso, perché fu riferito loro che degli stranieri in cerca di terre erano attaccati dal popolo dei Salvi. Quegli stranieri erano i Marsigliesi, venuti per mare da Focea. I Galli, ritenendo tale circostanza un presagio del loro destino, li aiutarono a fortificare, nonostante la resistenza dei Salvi, il primo luogo che essi avevano occupato al loro sbarco. Essi poi, attraverso i monti Taurini e la valle della Dora, varcarono le Alpi; sconfitti in battaglia i Tusci non lungi dal Ticino, avendo sentito dire che quello in cui si erano fermati si chiamava territorio degli Insubri, lo stesso nome di un pagus degli Edui, accogliendo l’augurio del luogo, vi fondarono una città che chiamarono Mediolanum…”</p>
<p>In realtà il racconto di Livio, forse a sua volta riportato dalle memorie di qualche storico locale, posticiperebbe di molto la reale data di fondazione della città, ponendola tra il 616 e il 579, il periodo in cui regnò appunto Tarquinio Prisco. La descrizione del viaggio di Belloveso inoltre, più che uno spostamento alla conquista di nuove terre, idea alquanto improbabile, sembra quasi essere la narrazione di uno spostamento rituale le cui origini troviamo nelle antiche tradizioni del nomadismo indoeuropeo e che si tenevano di solito in Primavera, nei giorni prossimi a Beltane, una delle più importanti feste celtiche. L’etimologia di “Beltane” è alquanto controversa, essa deriverebbe dal termine irlandese “bealtaine” o dallo scozzese “Bealtuinn” provenienti a loro volta dalle arcaiche parole “tene” e “bel”, la stessa radice da cui proverrebbe il nome del condottiero Bellisario e che si rifarebbe ad un antico dio gallese della pastorizia conosciuto sotto i nomi di Belinos. Ecco così che, guardando con occhi critici il racconto di Livio si potrebbe ipotizzare che in un periodo imprecisato un gruppo di guerrieri e sacerdoti celtici, guidati da un suddito-guerriero di Bel, nome che da così carisma al personaggio rendendolo appunto un semidio, iniziarono un viaggio-rituale verso un luogo sacro, un Medhelan.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-456" title="Pozzo di San Calogero" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/romanazz-luog3_1.jpg" alt="" width="500" height="711" /><br />
Questa idea potrebbe essere supportata anche da altre considerazioni, infatti Belloveso, si stanzierebbe nel territorio degli Insubri, cosa abbastanza difficile da credere, soprattutto se poi si parla di una fondazione di una città. E’ molto più probabile così che il borgo già esistesse, fondato attorno al II sec. a.C. proprio dal popolo degli Insubri che, penetrando nell’area padana, scacciò le popolazioni autoctone dei liguri. Ed ecco che per cercare le tracce della vera origine di Milano dobbiamo farci aiutare da ciò che di nascosto c’è nel suo nome, derivante per gli storici dal termine latino “mediolanum”, cioè medius planum, il “paese in mezzo alla piana”, descrizione che ben si accosterebbe alla città. In realtà molte altre sono le ipotesi che ci aprono anche altre considerazioni, infatti il nome potrebbe provenire dalla lingua celtica, da Mid-land, la città in mezzo o ancora da Mid-Lan, la città in mezzo alle acque, o la città delle acque, idea non del tutto improbabile dato che il borgo si trovava in una zona ricchissima di acqua o proprio da Medhelan, dove medhe sta per &#8220;centro&#8221; e lanon significa &#8220;santuario&#8221;, il “centro sacro”, l’Omphalos delle regioni iperboree, l’idea di una proiezione in terra di un centro celeste, il “loco” ove dimorano gli dei. Questo ci riporta così ad antichi culti legati alla grande madre, la dea delle acque, e a Milano il suo tempio sacro ove si recavano druidi e guerrieri. Seguendo così questa idea troviamo sempre nuovi e più interessanti indizi, come la scrofa-semilanuta, primo simbolo della città. La leggenda narra che quando Belloveso giunse in queste terre, chiamò dei saggi perché consultassero gli dei e si facessero suggerire dove costruire la città, e l’oracolo suggerì che sarebbe stata una scrofa semilanuta a segnare il luogo di fondazione del borgo. La scelta dell’animale non è per nulla casuale, infatti la scrofa bianca è da sempre animale totemico della grande madre, il suo simbolismo ctonio è poi anche legato alla dea celtica Belisama, la bianca signora delle acque. Come di incanto si aprono così nuove simbologie e rituali legati ad un antico culto mai del tutto scomparso, una religione che, come mistico filo di Arianna ci porta tra le vie della città alla ricerca dei suoi sacri luoghi di sapere, i Medhelan di un popolo che ancora oggi ci ricorda della sua presenza. Seguendo così questo culto delle acque a cui era dedicato il centro sacro arriviamo alla chiesa di S. Calogero, forse uno dei luoghi più antichi della città, ove scavi della seconda metà dell’ottocento portarono alla luce quello che presumibilmente poteva essere un tumulo golaseciano di forma circolare databile tra IX e VIII sec. a.C. con chiari caratteri rituali. Infatti questi tipi di costruzioni permettevano la condensa della brina che si accumulava durante la notte tra le pietre, il vitreo umore della dea che garantisce la vita e la fertilità. Oltre a questo ritrovamento nella stessa zona è presente un altro pozzo ove, secondo la leggenda, fu affogato San Calimero, santo che da il nome alla omonima chiesetta. In realtà si tratta di un chiaro esempio di sovrapposizione di culti, un modo da parte della religione cristiana di esorcizzare antichi ricordi mai del tutto sopiti. La leggenda racconta infatti che Calimero venne affogato in un pozzo dell’area sacra al dio Belenos perché voleva distruggerlo, leggenda che ci viene riproposta anche in altri luoghi della città.</p>
<p>Milano e il culto dei Magi</p>
<p>Nel nostro viaggio nelle tradizioni e nei miti milanesi non si può non soffermarsi su tre misteriose figure i cui ricordi ancora oggi sono presenti nella antica chiesa di Sant’Eustorgio: i re Magi. La leggenda narra che i resti mortali dei tre sovrani furono recuperati in India da Sant’Elena e poi portati a Costantinopoli da dove poi, nel 1034, furono trasportate a Milano e depositate proprio nella chiesa di Sant’Eustorgio ancora oggi luogo di pellegrinaggio. In realtà il sepolcro, che oggi si può ammirare insieme alla lastra tombale sulla quale è incisa la stella ad otto punte, è vuoto dal 1162, quando Federico Barbarossa, dopo aver sconfitto Milano, portò a Colonia le sacre reliquie, ma c‘è ancora chi sostiene che le “sacre ossa” sian nascoste da qualche parte nel capoluogo lombardo.</p>
<p>E’ così seguendo la scia di una mistica cometa che andremo alla ricerca delle vere origini dei tre magi, una origine che nasce in terre esotiche e che narra di stelle annunciatrici, di una miracolosa nascita e di tre mitici sovrani che si misero in cammino per venerare il nuovo Salvatore.</p>
<p>I tre re non sono molto nominati nelle Sacre Scritture, essi vengono citati inizialmente solo nel Vangelo di Matteo (2,1-12) da cui però non abbiamo molte informazioni, nè i loro nomi, nè il loro numero e il luogo di provenienza che è indicato genericamente “da Oriente”.</p>
<p>In tutto questo silenzio fonti importanti diventano i Vangeli apocrifi e tra questi in particolare “il libro della Caverna dei Tesori” e l’“Historia Trigum Regum” di Giovanni da Hildesheim.</p>
<p>La vicenda dei tre re è legata alla “stella” annunciatrice, l’evento celeste che comunicava la nascita del Salvatore. Molte sono le ipotesi su cosa sia realmente questa stella, per alcuni si tratterebbe di una Nova o Supernova, fenomeno che però non si poteva ripetere lungo il cammino dei Magi come invece ci narra la tradizione. Un’altra ipotesi è quella della cometa, alcuni l’hanno identificata con quella di Halley ma oggi sappiamo che essa si ripropone ogni 76 anni e quindi sarebbe passata attorno al 12 a.C. data piuttosto lontana da quella indicata da Dionigi il Piccolo per la nascita del Cristo.</p>
<p><a href="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/romanazz-luog3_2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-457" title="Reliquia Re Magi Basilica Sant'Eustorgio" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/romanazz-luog3_2.jpg" alt="" width="500" height="779" /></a>Molto più probabile è che più che una stella si fosse trattato di una congiunzione e in particolare la congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci. Secondo calcoli fatti da Keplero nel 7 a.C. questa congiunzione si sarebbe verificata ben 3 volte , il 28 maggio, il 1 ottobre e il 5 dicembre, fenomeno che bene avrebbe potuto, con la sua ripetitività, guidare i magi nella loro cerca. Tutto questo non solo è importante dal punto di vista della datazione dell’evento, ma fa sorgere altre considerazioni. Infatti i segno segreto con il quale i cristiani si riconoscevano durante le persecuzioni era il pesce, quando due di essi si incontravano uno di loro tracciava metà del segno e l’altro lo completava.</p>
<p>Del resto la parola Nazareni, oltre che abitanti di Nazareth significava “piccoli pesci”, e i seguaci di Gesù erano appunto i Nazareni.</p>
<p>Torniamo ai Magoi, per conoscere il loro rango e dunque l’appellativo di Re dobbiamo tornare al “libro della Caverna dei Tesori” ove essi vengon definiti “re figli di re”. Anche il numero dei magi non è chiaro, se ci rifacciamo a testi apocrifi come il “Vangelo dell’Infanzia Armeno” troviamo che “..questi magi eran tre fratelli..”</p>
<p>Il numero 3 ha una forte valenza simbolica, per alcuni indicherebbe le tre razze umane, la semitica, la cannitica e la jafetica, rispettivamente discendenti dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafef. Probabilmente , però, il 3 ha un altro significato, infatti nell’antico Egitto , “omphalos della Divin Sapientia”, il tre, pronunciato Khem, era legato ai moti lunari e in particolare rappresenterebbe “la manifestazione nel concreto dell’Uno trascendente , il dio che da trascendente diventa appunto immanente e questo ben si lega alle vicende del Cristo, il Dio che si è fatto uomo. Un altro aspetto importante dei magi è il loro nome, secondo le tradizioni Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ma non tutte le fonti sono concordi. Se esaminiamo l’etimologia degli stessi troviamo alcuni suggerimenti, Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la regione di provenienza di quest’ultimo, Melechior deriverebbe da Melech, che significa “re” e infine Gasparre, per i greci Galgalath, signore di Saba.</p>
<p>Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:</p>
<p>“..in Persia è la città che è chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque..”</p>
<p>La città citata da Marco Polo non sarebbe proprio la mitica Saba , ma Sawah, antica città persiana dalla quale, secondo il viaggiatore, partirono i tre re.</p>
<p>Per capire così chi fossero davvero questi tre mitici personaggi dobiamo un attimo soffermarci sul culto del Cristo, tralasciando eventuali similitudini tra le divinità arboree e il Salvatore importante in questa sede è sottolineare il forte legame tra il Gesù e il sole, lo stesso 25 dicembre, data poi istituita dalla Chiesa come giorno di nascita del Messia per allontanare pericolose e devianti festività pagane ben radicate nella comunità, coincideva con il dies natalis soli e del resto un dio nato nel solstizio d’inverno e resuscitato all’equinozio di primavera non può non essere una divinità solare. Questa idea è ben supportata da numerose leggende e tradizioni tra cui quella dei doni del Bambino ai magi. Si narra infatti che prima di partire per tornare in patria i tre Re ricevettero dalle mani del Salvatore e della Vergine alcuni doni, una pietra staccata dalla mangiatoia, un pane e le fasce nella quali era avvolto il Cristo. In tutti e tre i casi, una volta raggiunto il regno d’origine, dai doni si sprigionò uno strano “fuoco sacro” che, appunto, ben ricorda gli antichi rituali legati appunto all’astro, al culto di Zarathustra e successivamente ai “falò di gioia” che dovevano portare sulla terra quel calore dell’astro proprio nel periodo in cui esso tendeva a scomparire e morire per poter poi risorgere, tradizione che ritroviamo anche nell’usanza ancora oggi presente in molte nazioni “ceppo natalizio”.</p>
<p>Potremmo così azzardare una ipotesi:</p>
<p>Originari dell’altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e successivamente sacerdoti di Mazda. Seguendo la lettura del cielo, avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro “Saosayansh”, il Salvatore universale, diventando così loro stessi “coniuctio” tra la nuova religione nascente e i culti misterici orientali come il mazdaismo e il buddismo, dunque adoratori di quel nuovo culto “solare e maschile” che affonda le sue radici in rituali ben più antichi e che pian piano sarebbero stati cancellati dalla “nuova” religione. Nell’atmosfera buia della chiesa di Sant’Eustorgio una pietra tombale con sopra incisa una stella rimane unico monito all’ignaro visitatore di un passato mai del tutto sopito.</p>
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		<title>La Veronica di Manoppello</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 12:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Templari]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[acheropita]]></category>
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		<description><![CDATA[1) Una situazione complicata
Tentare di tratteggiare le linee storiche di sviluppo del “mito” della Veronica è certamente compito arduo: per lungo tempo, almeno fino alle prime ostensioni della Sindone, la “Veronica” è stata la reliquia più conosciuta e venerata dell&#8217;occidente cristiano, meta di pellegrinaggi e persino simbolo imperiale1 e, forse, proprio un tale livello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#ffffff"><font size="2"><font color="#ffffff"><font size="3" face="Arial, sans-serif"><u><strong>1) Una situazione complicata</strong></u></font></font><br />
<font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Tentare di tratteggiare le linee storiche di sviluppo del “mito” della Veronica è certamente compito arduo: p</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">er lungo tempo, almeno fino alle prime ostensioni della Sindone, la “Veronica” è stata la reliquia più conosciuta e venerata dell&#8217;occidente cristiano, meta di pellegrinaggi e persino simbolo imperiale</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><a name="sdfootnote1anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote1sym" title="sdfootnote1anc"><sup><font size="1">1</font></sup></a> </font></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">e, forse, proprio un tale livello di notorietà ha fatto sì che, nei secoli, la sua vicenda storica abbia assunto colori sbiaditi, ammantati di leggenda persino più di tutte le altre immagini considerate acheropite, a tratti misteriosi.<span id="more-84"></span></font></font></font><br />
<font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Da qualche anno, poi, a questo quadro già di per sé di difficile decifrazione si è aggiunta una polemica culturale tra esponenti ecclesiastici (una polemica su cui la Chiesa ufficiale non si è mai sbilanciata con alcun pronunciamento) riguardo addirittura la localizzazione stessa immagine, da alcuni ritenuta ancora presente a Roma nel Patrimonio Vaticano, da altri, come vedremo con buone ragioni storiche, localizzata in un piccolo paese della provincia di Pescara di nome Manoppello.</font></font></font><br />
<font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Prima di entrare nel vivo della questione, cominciamo a far luce sugli aspetti più “tradizionali” della leggenda di questa immagine acheropita.</font></font></font></font></font><font color="#ffffff"></font><font color="#ffffff"><font size="2"></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Secondo la credenza popolare la Veronica sarebbe l&#8217;immagine del volto di Gesù comparsa miracolosamente sul fazzoletto di bisso con il quale una pietosa donna (il nome della reliquia deriverebbe dal suo: Veronica in latino o Bernike in greco), asciugò il volto di Gesù mentre saliva sul Calvario</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote2anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote2sym" title="sdfootnote2anc"><sup>2</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Dopo la morte di Gesù, la donna sarebbe venuta a Roma, portando con sé la sacra reliquia. Alcuni testi apocrifi come la </font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>Vindicta Salvatoris</em></font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote3anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote3sym" title="sdfootnote3anc"><sup>3</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">, dicono che il funzionario romano Volusiano sequestrò con la violenza il telo alla donna e lo portò a Tiberio, il quale appena lo vide guarì dalla lebbra (per altro, un Tiberio lebbroso non è mai stato riportato da alcuna fonte): Veronica abbandonò ogni cosa in Palestina e seguì il suo telo a Roma. Riavutolo, lo tenne con sé e prima di morire lo consegnò a papa s. Clemente.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Già a questo livello “leggendario” sorgono i primi problemi. É ovvio che il racconto nasce da una devozione già esistente nei riguardi della reliquia</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote4anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote4sym" title="sdfootnote4anc"><sup>4</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">, intorno alla quale viene costruita una sorta di “parabola” di cui, ovviamente, non esiste traccia nei Testi Sacri. In essa viene forzatamente inclusa la figura di una donna che alcuni hanno voluto riconoscere nella evangelica emorroissa ricordata nel Vangelo di Matteo</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote5anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote5sym" title="sdfootnote5anc"><sup>5</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">, colei che, fattasi strada in mezzo alla calca al passaggio di Gesù per implorare la propria guarigione, riuscì a toccargli il lembo del mantello e guarì all’istante. </font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">L&#8217;inclusione doveva essere evidente “ab initio” e anche per questo, nei secoli successivi, la Veronica deve avere avuto un culto a fasi alterne, se non figura negli antichi martirologi, né in quelli medioevali ma solo in qualche secondario martirologio è citata al 4 febbraio</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote6anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote6sym" title="sdfootnote6anc"><sup>6</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Gervasius Tilberiensis, tra il 1212 e il 1214, arriva addirittura, con operazione filologica quasi impensabile in epoca medioevale, ad azzardare la non esistenza di un personaggio storico di nome Veronica e a formulare un&#8217;ipotesi secondo la quale il suo nome sarebbe nato solo da un’anomala trasposizione linguistica (un misto di latino e greco) di “vera ikona”, cioè di vera immagine</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote7anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote7sym" title="sdfootnote7anc"><sup>7</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Gregorio XIII nel 1582, cancella, infine, completamente il nome della santa dal martirologio, anche se essa continua ad avere una devozione popolare, che è rimasta fino a oggi nella pratica della Via Crucis alla sesta stazione.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Una santa quasi certamente inesistente, dunque, ma una reliquia vera, attestata a Roma forse già dal l&#8217;VIII secolo e sicuramente dal XII secolo, una reliquia ricordata come antica addirittura da Dante nella sua </font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>Divina Commedia</em></font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote8anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote8sym" title="sdfootnote8anc"><sup>8</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">:</font></font></font></p>
<p align="left"><font face="Arial, sans-serif"><font color="#ffffff"><font size="3">«</font></font><font color="#ffffff"><font size="3"><em>Qual è colui che forse di Croazia, </em></font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>viene e a veder la Veronica nostra, </em></font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>che per l&#8217;antica fama non si sazia, </em></font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>ma dice nel pensier, </em></font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>fin che si mostra: </em></font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>Signor mio Gesù Cristo, </em></font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>Dio verace </em></font></font></font></p>
<p align="left"><font face="Arial, sans-serif"><font color="#ffffff"><font size="3"><em>or fu fatta la sembianza vostra?</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="3">»</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Qual&#8217;era, dunque, la storia reale di questa icona?</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><u><strong>2) Una ipotesi di storia</strong></u></font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Pur nella già ricordata difficoltà di tracciare linee storiche precise, i documenti in nostro possesso ci permettono, comunque, di azzardare una ipotesi cronologica che, parzialmente leggendaria nei suoi esordi, si appoggia, con il procedere dei secoli, sempre più a prove documentali</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote9anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote9sym" title="sdfootnote9anc"><sup>9</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left"><font face="Arial, sans-serif"><font color="#ffffff"><font size="3">Molto probabilmente il velo della Veronica un tempo era conosciuto nell’Impero Romano d’Oriente come l’“</font></font><font color="#ffffff"><font size="3"><em>Immagine di Camulia</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="3">”, da sempre ritenuta acheropita e originaria della piccola città di Kamulia, o Kamuliane, in Cappadocia. Tale immagine venne traslata da Cesarea, capitale della regione, a Costantinopoli nel 574 e in breve la “</font></font><font color="#ffffff"><font size="3"><em>Camuliana</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="3">” (o “</font></font><font color="#ffffff"><font size="3"><em>Camulia</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="3">”) divenne un palladio, immagine protettrice della capitale che garantiva vittoria agli eserciti imperiali. É possibile che la reliquia venisse accolta con entusiasmo a Bisanzio per sostituire il </font></font><font color="#ffffff"><font size="3"><em>Labarum</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="3"> di Costantino I, andato perduto durante il regno di Giuliano l’Apostata, anche se le caratteristiche di questa insegna sono a noi tuttora ignote. </font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Sicuramente la Camulia viene segnalata in Africa nella battaglia di Costantina, del 581, in quella sul fiume Arzaman, del 586, e in molti altri episodi bellici. L’imperatore Eraclio (575-641) in partenza per una campagna in Persia, nel 622, stringe in mano uno stendardo sul quale è ricamata proprio l’immagine di Camulia e ancora nel 626, durante l’assedio di Costantinopoli da parte degli àvari, la santa immagine viene esposta sulle mura a difesa della città.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Un giorno, però, l’immagine sparisce per non ricomparire più a Costantinopoli. Potrebbe esser andata distrutta in battaglia, ma l’ipotesi più ragionevole è che sia stata inviata segretamente a Roma.</font></font></font></p>
<p align="left"><font face="Arial, sans-serif"><font color="#ffffff"><font size="3">Nella </font></font><font color="#ffffff"><font size="3"><em>Vita di Germano I</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="3">, patriarca di Costantinopoli all&#8217;inizio dell&#8217;VIII secolo, questo invio a Roma è narrato con tratti leggendari, pretendendo che il vescovo, durante il periodo dell&#8217;iconoclastia, abbia messo in salvo l’acheropita gettandola in mare e che questa sia miracolosamente giunta al largo di Ostia per essere ripescata e portata a Roma. Nella realtà dei fatti, però, sono noti altri documenti che sembrano confermare la sostanza dell’avvenimento, cioè l’invio della reliquia a Roma negli anni che intercorrono fra il primo e il secondo regno di Giustiniano II, dal 695 al 705.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Naturalmente la Camuliana, messa in salvo a Roma, rimaneva ancora proprietà del Patriarcato di Costantinopoli e non poteva essere assunta come protettrice di una città ove probabilmente era stata inviata in via temporanea, con il tacito accordo che venisse restituita quando fosse cessata la persecuzione delle immagini. </font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Forse per questo la Veronica-Camuliana, mai restituita, viene mostrata pubblicamente solo dopo il definitivo declino della potenza di Bisanzio, cioè dopo la caduta di Costantinopoli del 1204.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Comunque stessero le cose, storicamente, da questo momento in poi, le attestazioni dell&#8217;icona acheropita del Cristo a Roma si susseguono incessantemente.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Nel 1208 Papa Innocenzo III stabilì, con apposita bolla, che l’“</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>effigies Christi</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">” venisse portata in processione, dentro un prezioso reliquiario, nella prima domenica dopo l’Epifania, fino all’ospedale di Santo Spirito, e concesse un’indulgenza a chi pregava dinanzi «</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>alla preziosa immagine che i fedeli chiamano la Veronica</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">»</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote10anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote10sym" title="sdfootnote10anc"><sup>10</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">. Niccolò IV nel 1289 aggiunse un’altra corposa indulgenza e altre ancora progressivamente si accumulano. Si moltiplicarono anche le ostensioni del velo: Clemente VI ne autorizzò ben dodici negli anni del suo pontificato (1342-1352). La “Veronica” veniva però sempre contemplata da lontano: solo il papa e i canonici vaticani potevano avere un contatto ravvicinato con essa e per permettere all’imperatore Federico III di vederla da vicino, nel 1452 si dovette nominarlo canonico onorario. </font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Due eventi, la demolizione della basilica costantiniana nel 1506 e il sacco di Roma nel 1527 fecero temere che la “Veronica” fosse andata perduta in quei frangenti. Durante la demolizione della vecchia Basilica, però, la Veronica (insieme alla punta della lancia di Longino e al capo di sant’Andrea), di notte (26 gennaio 1506) e in forma privata, fu messa al sicuro negli ambienti dell’archivio capitolare, chiusa in una cassa di ferro con triplice serratura e protetta da un muro e, grazie a questi accorgimenti, come confermato da alcuni testi, è certa la presenza della reliquia in San Pietro negli anni immediatamente seguenti il sacco</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote11anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote11sym" title="sdfootnote11anc"><sup>11</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">. </font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Nella nuova Basilica, la “Veronica”, racchiusa in una triplice teca di argento e protetta da una reticella a velo («crivellotto»), venne collocata solennemente il 21 marzo 1606, martedì santo, alle otto di sera</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote12anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote12sym" title="sdfootnote12anc"><sup>12</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">, in una nicchia ricavata all’interno del pilone della cupola detto, appunto, “della Veronica”.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><u><strong>3) L&#8217;enigma</strong></u></font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">É proprio un evento del XVII secolo, la presunta “perdita” dell&#8217;icona, che ha aperto, da qualche anno, una disputa storica interna alla chiesa sulla presenza dell&#8217;immagine.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Diamo una scorsa ai termini della questione.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Nel 1978 suor Blandina Paschalis Schloemer, un’esperta iconografa, come risultato di alcune ricerche ed indagini, affermò che il volto raffigurato in una icona di Manoppello e quello ritratto dalla Sacra Sindone di Torino, sono esattamente sovrapponibili. I tratti sarebbero infatti gli stessi: viso ovale leggermente rotondo e asimmetrico, capelli lunghi, un ciuffo di capelli sopra la fronte, la bocca leggermente aperta, lo sguardo rivolto verso l’alto. </font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Questa ipotesi richiamò sull&#8217;immagine del piccolo paesino abruzzese l&#8217;attenzione di padre Heinrich Pfeiffer, S.J., docente di Storia dell’Arte nella Pontificia Università Gregoriana, direttore, presso la stessa, del Corso Superiore per i Beni Culturali della Chiesa e membro della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Questo eminente ricercatore, dopo anni di studio, ha concluso che l&#8217;icona di Manoppello altro non sarebbe che la Veronica di Roma, rubata dopo l&#8217;Anno Santo 1600 e successivamente venduta ai francescani del paese pescarese, sostituita a Roma da una normalissima icona tardo-bizantina</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote13anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote13sym" title="sdfootnote13anc"><sup>13</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Questa teoria, però, da subito si è attirata gli strali di alcuni esponenti della Chiesa romana, primo fra tutti Mons. Dario Rezza, canonico di San Pietro.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Mons. Rezza ritiene quella di Manoppello una banale copia ed è convinto che l&#8217;originale sia ancora presente nella Basilica romana. Ecco le sue parole: «</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>Oggi la reliquia, con la quale si benedicono dall’alto della loggia del pilone i devoti nella quinta domenica di Quaresima, si presenta racchiusa in un’antica custodia d’argento, alta cm 63 e larga cm 52, arricchita, nel 1845 dal cardinale arciprete Mario Mattei, di un ulteriore ornamento con pietre preziose. Lo spazio visibile all’interno, protetto da un vetro e da una rete finissima in argento, misura cm 32 in altezza e cm 21 in larghezza: in esso una lastra dorata, fissata con chiodi, delimita, disegnandone il profilo, i contorni di un volto umano di cm 25&#215;13. Vi si riescono a distinguere, su un fondo scuro, delle macchie di colore bruno, all’altezza di quella che può essere ritenuta la fronte, interpretabili quali segni di capigliatura e, in basso, tre macchie a punta dello stesso colore, che possono essere identificate con la barba. La copia della chiesa del Gesù in Roma avalla tale identificazione. Alcune ombrature al centro, con lievissimi, sottili pigmenti arancio-ambrati, non permettono di definire i lineamenti, così come appaiono invece nella copia: caratteristiche forse sbiadite e scomparse col tempo sull’originale, o frutto della immaginazione dell’autore della copia.</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">»</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote14anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote14sym" title="sdfootnote14anc"><sup>14</sup></a></font></font></sup></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Dal punto di vista storico, comunque, la tesi del Prof. Pfeiffer risulta piuttosto convincente.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Vediamo le sue argomentazioni.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Per quanto riguarda la sparizione dell&#8217;icona da Roma, essa potrebbe essere avvenuta negli anni immediatamente successivi all&#8217;Anno Santo 1600 in relazione al trambusto legato allo spostamento del velo nella Basilica di San Pietro (1608). Alcuni dati possono confermare l&#8217;accaduto:</font></font></font></p>
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<li>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">stranamente, dopo un numero notevole di ostensioni e di copie dell&#8217;acheropita, Papa Paolo V nel 1616 decide di proibire tutte le copie del Velo della Veronica non eseguite da un canonico della Basilica di San Pietro;</font></font></font></p>
</li>
<li>
<p align="left"><font face="Arial, sans-serif"><font color="#ffffff"><font size="3">nel 1618 l’archivista del Vaticano Giacomo Grimaldi fa una precisa lista di tutti gli oggetti provenienti dalla vecchia Basilica di San Pietro tra cui il reliquario dove veniva custodita la Veronica, del quale scrive: «</font></font><font color="#ffffff"><font size="3"><em>Aedituorum incuria, ut probabile est, in duas parte fessa</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="3">», notando che i cristalli del reliquario erano rotti;</font></font></font></p>
</li>
<li>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">nel 1629 Urbano VIII ordina che tutte le repliche della “Veronica” romana vengano bruciate. Numerose, però, sopravvivono e tutte quelle eseguite prima del 1608 mostrano un Cristo con gli occhi aperti (come a Manoppello) e non con gli occhi chiusi (come “si intuisce” siano nell&#8217;immagine di Roma).</font></font></font></p>
</li>
</ol>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Per altro, l&#8217;immagine romana risulta praticamente illeggibile. Scrive Pfeifer: «S</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>ia il De Waal sia il Wilpert</em></font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><em><a name="sdfootnote15anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote15sym" title="sdfootnote15anc"><sup>15</sup></a></em></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>, scrivono chiaramente che hanno visto la cosiddetta reliquia vaticana e non hanno potuto vedere niente altro sul pezzo di stoffa che qualche macchia brunastra. Poi, prima della sua morte, monsignor Krieg mi ha fatto ancora sapere personalmente per iscritto che non c’è nessuna immagine sulla “Veronica” di San Pietro</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">»</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote16anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote16sym" title="sdfootnote16anc"><sup>16</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">. Tale elemento è confermato anche da ulteriori dati: il Cardinale Marchisano, arciprete della basilica, disse a Paul Badde del “Die Welt” che «</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>l’immagine nel corso dei secoli si è notevolmente sbiadita</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">»</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote17anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote17sym" title="sdfootnote17anc"><sup>17</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">, ma, più che sbiadita è probabile che si tratti di una semplice copia, altrimenti non si spiegherebbe come, dopo che per secoli fu impossibile condurre su di essa uno studio accurato, quando finalmente, nel 1907, Papa san Pio X concesse a monsignor Joseph Wilpert, uno dei due archeologi menzionati da Padre Pfeiffer, di compiere un&#8217;analisi dell&#8217;icona, questi individuò tracce di addirittura tre successivi restauri, assolutamente incompatibili con la natura acheropita dell&#8217;immagine e confermò che tali tracce erano tutto ciò che di visibile restasse sull&#8217;icona esaminata.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Quanto, poi, all&#8217;arrivo della Veronica in Abruzzo, esso è chiaramente registrato nei testi francescani.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Il velo di Manoppello è stato, infatti, con certezza, acquisito stabilmente dai padri cappuccini dal 1638. Ne fa fede una </font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>Relatione historica</em></font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><em><a name="sdfootnote18anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote18sym" title="sdfootnote18anc"><sup>18</sup></a></em></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"> di padre Donato di Bomba. Questa relazione, scritta fra il 1640 circa e il 1646, è certamente leggendaria per alcuni degli episodi più lontani nel tempo, ma non mente riguardo a quelli più prossimi, addirittura confermati da atti notarili.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Secondo la </font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>Relatione historica</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">, un giorno il dottor Giacomo Antonio Leonelli, mentre conversava con altri signori dinnanzi alla chiesa di San Nicola di Manoppello, venne avvicinato da un pellegrino «</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>d’aspetto Religioso et molto venerando</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">»</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote19anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote19sym" title="sdfootnote19anc"><sup>19</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">, che lo invitò ad appartarsi con lui in chiesa e ivi gli consegnò un involto, raccomandandogli di tenerlo molto caro. Dall’involto, subito srotolato, apparve il Volto Santo, ma il misterioso pellegrino era già scomparso né fu in alcun modo possibile rintracciarlo. Così il Velo divenne un bene della famiglia Leonelli e finì per costituire la dote di una Marzia Leonelli, andata sposa a «</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>un soldato ed uomo d’armi</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">»</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote20anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote20sym" title="sdfootnote20anc"><sup>20</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"> . Sembra che il fratello della sposa si opponesse alla consegna della reliquia e che l’uomo d’armi se ne sia impadronito con la forza ma che, una volta in possesso della reliquia, l’abbia conservata con poca cura e rispetto. In seguito, nel 1618, Marzia, per riscattare il marito in prigione a Chieti, cedette per quattro scudi il Velo al dottor Donato Antonio de Fabritiis, che, dopo il 1620, ne fece dono ai padri cappuccini giunti a Manoppello proprio in seguito a una sua sollecitazione. La </font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>Relatione historica</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"> precisa che, già prima della ratifica del passaggio di proprietà del Velo, il primo superiore dei cappuccini, padre Clemente da Castelvecchio, aveva rifilato il panno tagliando con le forbici tutti «</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>gli stracciatelli</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">»</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote21anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote21sym" title="sdfootnote21anc"><sup>21</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"> che pendevano dal consunto tessuto mentre fra Remigio di Rapino provvedeva a racchiuderlo fra due vetri entro una cornice di noce.</font></font></font></p>
<p align="left"><font face="Arial, sans-serif"><font color="#ffffff"><font size="3">Sicuramente la </font></font><font color="#ffffff"><font size="3"><em>Relatione historica</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="3">, come avviene per molti testi leggendari, contiene un nocciolo di verità. Il misterioso pellegrino che consegna in segreto il velo al dottor Leonelli e subito dopo scompare, è con ogni probabilità, leggendario. Padre Pfeiffer ritiene che dietro l’acquisizione violenta della reliquia, operata dall’uomo d’armi, si nasconda una diversa acquisizione violenta, tutt’altro che leggendaria, quella avvenuta a Roma, in San Pietro o nel vicino archivio, a opera d’ignoti nei primi anni del secolo XVII. Fra l&#8217;altro, è da rilevare che, in relazione ai vetri rotti del reliquario spezzato a cui fa riferimento il Grimaldi nel 1618, sul velo di Manoppello è stato rilevato un piccolissimo frammento di vetro che potrebbe avvalorare la tesi di un furto dell&#8217;icona dopo la rottura della teca di protezione.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Insomma, nella teoria di Padre Pfeiffer tutto sembra essere chiaro e ben documentato e ciò fa, senza dubbio, propendere per una effettiva localizzazione della Veronica ai piedi della Maiella.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Ma, complessa storia a parte, cos&#8217;altro possiamo affermare del velo di Manoppello?</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><u><strong>4) Il velo</strong></u></font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Il Volto Santo è un velo di bisso bianco e trasparente della dimensione di 17&#215;24 cm. Man mano che ci si avvicina all&#8217;altare il telo comincia a colorarsi sempre di più ed appare il volto di un uomo. La stoffa appare molto antica, con una superficie ruvida, ma da un momento all’altro la stessa stoffa appare come una tessitura finissima e delicatissima e totalmente trasparente, perfino splendente. Allo stesso modo, il volto umano che si può scorgere su questa stoffa appare a tratti con un intensissimo colorito e delineato con molta precisione nel disegno dei capelli e degli altri dettagli e a tratti quasi monocromo</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote22anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote22sym" title="sdfootnote22anc"><sup>22</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Il fatto che il volto appaia e scompaia a seconda della direzione della luce fu considerato un miracolo durante il Medio Evo, ma si tratta, in realtà, di un effetto ottico cangiante tipico proprio del bisso, una sorta di seta naturale marina ottenuta da un filamento che secernono alcuni molluschi (pinna nobilis), la cui lavorazione era sviluppata nell&#8217;area mediterranea e che era considerato il tessuto più prezioso dell&#8217;antichità: è stato rinvenuto nelle tombe dei faraoni e si conosce anche dalla Bibbia, dove se ne parla come tessuto obbligatorio per il tappeto all’interno del Santissimo e per l’efod, parte del vestito del sommo sacerdote</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote23anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote23sym" title="sdfootnote23anc"><sup>23</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Ciò che più colpisce è che il bisso non può tecnicamente essere dipinto</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote24anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote24sym" title="sdfootnote24anc"><sup>24</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"> ma solo immerso in porpora o limone per essere colorato. Infatti, il Prof. Donato Vittori dell’Università di Bari ha scoperto dai suoi studi fotografici ad alta definizione non solo che il velo presenta un&#8217;immagine assolutamente speculare su entrambi i lati, ma anche che sull’intero tessuto non ci sono tracce di colore: soltanto nel nero delle pupille le fibre sembrano quasi bruciacchiate, come se un calore avesse leggermente fuso i fili</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote25anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote25sym" title="sdfootnote25anc"><sup>25</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Insomma, a prima vista sembrerebbe davvero di essere di fronte ad una icona acheropita, forse l&#8217;unica esistente che risponda perfettamente ad ogni caratteristica tradizionalmente attibuita a questo genere d&#8217;immagini. </font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Però, per lo storico corre l&#8217;obbligo di verificare ogni particolare alla ricerca di possibili incongruenze.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><u><strong>5) Perplessità</strong></u></font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Il primo dubbio riguardante la Veronica riguarda certamente la sua datazione. Di fronte ad una reliquia di tale importanza, risulta quantomeno strano che nessun autore dei primissimi secoli abbia mai anche solo accennato al velo. Solo Eusebio, nella sua </font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>Historia ecclesastica</em></font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><em><a name="sdfootnote26anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote26sym" title="sdfootnote26anc"><sup>26</sup></a></em></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">, racconta che a Cesarea di Filippo vi era la casa della miracolata emorroissa Bernike, forse originaria del sud della Siria, e che davanti alla porta della casa si ergeva una statua in bronzo, rappresentante una donna piegata su un ginocchio con le mani tese in atto d’implorazione, con davanti a lei la statua di un uomo in piedi, avvolto in un mantello, che tende la mano alla donna; ai suoi piedi cresceva una pianta sconosciuta elevata fino al mantello e ritenuta di efficace rimedio per ogni tipo d’infermità.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Potremmo parlare di un primo labilissimo indizio della futura evoluzione della storia di S.Veronica, ma del velo e dell&#8217;immagine acheropita, nessuna traccia.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Perché? Forse, come alcuni</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote27anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote27sym" title="sdfootnote27anc"><sup>27</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"> hanno sostenuto, perché in realtà la Camuliana era precedentemente conosciuta con il nome di Mandylion e dunque il telo perduto di Edessa e il velo di Manoppello sarebbero in realtà la stessa cosa? Sicuramente no: anche lasciando da parte il fatto che una simile identità non risolverebbe affatto il vuoto storico di alcuni secoli, la cronologia e la storia documentale delle due icone vietano completamente una tale supposizione.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Anche per quanto riguarda l&#8217;accostamento fatto da Suor </font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Schloemer e accettato da Padre Pfeiffer tra Veronica di Manoppello e Sindone di Torino</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote28anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote28sym" title="sdfootnote28anc"><sup>28</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">, la questione appare alquanto dubbia.</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">In primo luogo, a differenza di quanto pensato da Suor Schloemer, le due immagini non sono affatto sovrapponibili: sebbene le dimensioni del volto e alcuni particolari coincidano, le due immagini differiscono sia per quanto riguarda l&#8217;attaccatura dei capelli che per il taglio della barba, a tal punto che alcune prove antropometrico-scientifiche</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote29anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote29sym" title="sdfootnote29anc"><sup>29</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"> effettuate tra le fotografie delle due reliquie hanno potuto riscontrare solo dieci punti di congruenza .</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Inoltre, è fondamentale la questione degli occhi e delle ferite: nella Sindone gli occhi sono chiusi e nella Veronica aperti, il che potrebbe essere spiegato semplicemente ritenendo il velo un acheropito ottenuto precedentemente rispetto alla Sindone, quando il Cristo era ancora in vita. Il problema, però, risiede nel fatto che la figura sul velo presenta ferite uguali a quelle dell&#8217;uomo della Sindone, sebbene leggermente meno marcate, come in via di guarigione.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Al massimo, si può pensare ad un modello comune, ma, a questo punto, la domanda fondamentale diventa: un modello di cosa?</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Alcuni scienziati continuano a definire la Veronica un semplice dipinto: gli occhi, le ciglia (visibili solo ad ingrandimento), le sacche lacrimali, i peli della barba, i denti sono disegnati in maniera troppo definita per non tradire la mano di un artista e maestro. Effettivamente il professor Giulio Fanti, dell’Università di Padova, che ha studiato il velo nel 2001, ha rivelato che </font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">«</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>al microscopio ottico appaiono sostanze di apporto colorate in vari particolari anatomici</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">»</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote30anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote30sym" title="sdfootnote30anc"><sup>30</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">. Fanti resta però incline a credere che l&#8217;immagine sia comunque acheropita e Saverio Gaeta, autore di un libro sul velo, ipotizza che i pigmenti potrebbero essere dovuti a «</font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><em>un ritocco compiuto da qualcuno nel Medioevo per rafforzare l’intensità dello sguardo</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">»</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote31anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote31sym" title="sdfootnote31anc"><sup>31</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">E come spiegare, poi, la comunque pressoché totale assenza di pigmento in gran parte dell&#8217;immagine? Certamente la Veronica non è solo un dipinto!</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Eppure, un semplice, banalissimo elemento non può non lasciare dubbiosi: le pupille.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Se la Veronica fosse acheropita, allora sarebbe nata miracolosamente dal semplice contatto tra il volto di Gesù ed il velo di bisso: non vi potrebbero essere impresse anche le pupille! Che, guarda caso, sono la unica parte dell&#8217;icona a presentare segni di manomissione tramite bruciature&#8230;</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Ma se non siamo di fronte ad un ritratto e anche l&#8217;acheropita miracolosa è dubbia, cosa è, in realtà, l&#8217;immagine sul velo di Manoppello?</font></font></font></p>
<p align="left"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Una possibile risposta è stata forse fornita dagli studi, orientati verso campi completamente diversi, di uno scienziato giapponese: Juhichi Sato, professore di chimica dei materiali all&#8217;Università di Fukuoka. Analizzando la reazione di alcuni tessuti alla luce, il professor Sato ha, quasi casualmente, fatto una scoperta interessante: il bisso è un materiale fotosensibile. Ciò significa che si comporta, per molti versi, in modo analogo ad una pellicola filmica: raccoglie le immagini reagendo differentemente a diverse tonalità di colore nel soggetto</font></font></font><sup><font color="#ffffff"><font size="1" face="Arial, sans-serif"><a name="sdfootnote32anc" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote32sym" title="sdfootnote32anc"><sup>32</sup></a></font></font></sup><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Possiamo allora dire che il velo della Veronica è una specie di fotografia naturale? Forse sì, ma non ne avremo mai la certezza, fino a che i Frati Cappuccini di Manoppello continueranno a non permettere ulteriori indagini scientifiche e chimiche, né di togliere il velo dai vetri dell’ostensorio, esposto nella loro chiesa sull’altare maggiore.</font></font></font></p>
<p align="left" lang="it-IT"><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">E anche in caso di nuove analisi, quale potrebbe essere stata la fonte di luce così forte da permettere una impressione così nitida della pellicola? Chi è realmente il soggetto ritratto? Probabilmente a questi quesiti la scienza, fisica o storica che sia, non potrà mai rispondere.</font></font></font></p>
<p><a name="sdfootnote1sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote1anc" title="sdfootnote1sym">1</a>Cfr. B. Leyton, <em>Images of God</em>, Oxford, O.U.P. 1976, passim</p>
<p align="justify"><a name="sdfootnote2sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote2anc" title="sdfootnote2sym">2</a><font color="#ffffff"><font size="2">Gli </font></font><font color="#ffffff"><font size="2"><em>Acta Pilati</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="2">, del IV secolo, danno una versione differente. Testualmente: </font></font><font color="#ffffff"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2">« </font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="2"><em>Quando il mio Signore girava predicando, io con molto dispiacere ero privata della sua presenza; volli perciò dipingermi un’immagine affinché, non godendo della sua presenza, avessi un sollievo almeno con la rappresentazione della sua immagine. Mentre stavo portando un panno da dipingere al pittore, mi venne incontro il mio Signore e mi domandò dove andavo. Avendogli manifestato il motivo del mio viaggio, egli mi richiese il panno e me lo restituì insignito della sua venerabile faccia</em></font></font></font><font color="#ffffff"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2">.»</font></font></font></p>
<p align="justify"><a name="sdfootnote3sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote3anc" title="sdfootnote3sym">3</a><font color="#ffffff"><font size="2">Si tratta di una raccolta di leggende che riguardano i rapporti dei Romani con il Salvatore. É conservata solo in alcuni codici latini ed è di autore ignoto. Deve risalire ai tempi di Claudio, almeno nella recensione primitiva, assai breve, che ha costituito il nucleo formativoo di quella lunga. La recensione latina, così come è giunta, è certamente composta di più scritti, come ne fanno fede le ripetizioni che vi si trovano. Nella parte primitiva si narra il castigo di Pilato e dei Giudei, inflitto da Tito e Vespasiano. A questa parte fu poi aggiunta la narrazione di una missione di Velusiano: egli si reca in Palestina, cerca una figura di Gesù; trova il fazzoletto della Veronica, lo porta a Roma, dove viene adorato da Tiberio, che con quell&#8217;atto merita la guarigione dai suoi mali e si fa battezzare. </font></font></p>
<p><a name="sdfootnote4sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote4anc" title="sdfootnote4sym">4</a>Cfr. D. Rezza in <em>30Giorni</em> n. 3, marzo 2000, pp. 60-64</p>
<p><a name="sdfootnote5sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote5anc" title="sdfootnote5sym">5</a>Cfr. Mt. 9, 20-26</p>
<p><a name="sdfootnote6sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote6anc" title="sdfootnote6sym">6</a>Cfr. R.Renzetti, <em>La veronica di Manoppello</em>, www.fisicamente.it</p>
<p><a name="sdfootnote7sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote7anc" title="sdfootnote7sym">7</a>Cfr. Gervario da Tilbury, <em>Otia imperialia</em>, V, III</p>
<p><a name="sdfootnote8sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote8anc" title="sdfootnote8sym">8</a>Dante Alighieri,<em> Divina Commedia</em>, Par. XXXI, vv. 103-111</p>
<p><a name="sdfootnote9sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote9anc" title="sdfootnote9sym">9</a>Qui e in seguito, per la storia della Veronica Cfr. H.Pfeiffer S.J. (a cura di), <em>Il Volto Santo di Manoppello</em>, Pescara, CARSA, 2000, passim</p>
<p><a name="sdfootnote10sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote10anc" title="sdfootnote10sym">10</a>Cfr. Innocenzo III, Bolla <em>Imaginem Domini</em>, 1208</p>
<p><a name="sdfootnote11sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote11anc" title="sdfootnote11sym">11</a>Cfr. P.Rezza, citato</p>
<p><a name="sdfootnote12sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote12anc" title="sdfootnote12sym">12</a>Cfr. Cod. Vat. Lat. 4993, pp. 513-514</p>
<p><a name="sdfootnote13sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote13anc" title="sdfootnote13sym">13</a>Cfr. H.Pfeiffer, citato</p>
<p><a name="sdfootnote14sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote14anc" title="sdfootnote14sym">14</a>Cfr. <em>P.Rezza, citato</em></p>
<p><a name="sdfootnote15sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote15anc" title="sdfootnote15sym">15</a>Autori di due degli scarsissimi studi otticenteschi sulle Immagini sante</p>
<p><a name="sdfootnote16sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote16anc" title="sdfootnote16sym">16</a> Cfr. H.Pfeiffer, s.j., <em>Ma la vera Veronica è a Manoppello</em>, 30Giorni n. 5, maggio 2000, pp. 44</p>
<p><a name="sdfootnote17sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote17anc" title="sdfootnote17sym">17</a> Cfr. P. Badde, <em>Das pure Nichts</em>, Die Welt, ottobre 2006</p>
<p><a name="sdfootnote18sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote18anc" title="sdfootnote18sym">18</a> Per il testo completo di P.D.di Bomba, <em>Relazione Historica</em> cfr. www.voltosanto.it</p>
<p><a name="sdfootnote19sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote19anc" title="sdfootnote19sym">19</a> Cfr. P.D.di Bomba, citato</p>
<p><a name="sdfootnote20sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote20anc" title="sdfootnote20sym">20</a> Cfr. P.D.di Bomba, citato</p>
<p><a name="sdfootnote21sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote21anc" title="sdfootnote21sym">21</a> Cfr. P.D.di Bomba, citato</p>
<p><a name="sdfootnote22sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote22anc" title="sdfootnote22sym">22</a> Cfr. F. Barberino, <em>Il Volto Santo di Manoppello</em>, Cristianità n. 311 (2002)</p>
<p><a name="sdfootnote23sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote23anc" title="sdfootnote23sym">23</a> Cfr. P. Badde, citato</p>
<p><a name="sdfootnote24sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote24anc" title="sdfootnote24sym">24</a><font face="Times New Roman, serif"> Ibidem</font></p>
<p><a name="sdfootnote25sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote25anc" title="sdfootnote25sym">25</a><font face="Times New Roman, serif"> Cfr. www.zenit.org </font></p>
<p><a name="sdfootnote26sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote26anc" title="sdfootnote26sym">26</a> Cfr. Eusebio di Cesarea, <em>Historia ecclesiastica</em>, VII, 18</p>
<p><a name="sdfootnote27sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote27anc" title="sdfootnote27sym">27</a> Cfr. A. Polterheim<em>, The face of Christ. Images and miracles</em>, Chicago, Buller, 2003, pgg. 135 ss.</p>
<p><a name="sdfootnote28sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote28anc" title="sdfootnote28sym">28</a> Cfr. H. Pfeiffer, citato</p>
<p><a name="sdfootnote29sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote29anc" title="sdfootnote29sym">29</a> Cfr. H. Pfeiffer, citato</p>
<p><a name="sdfootnote30sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote30anc" title="sdfootnote30sym">30</a> Cfr. G.Fanti, <em>Che cosa c’è sui fili?</em>, in &#8220;Scienza &amp; Paranormale&#8221;, n.74, luglio – agosto 2007, p.65</p>
<p><a name="sdfootnote31sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote31anc" title="sdfootnote31sym">31</a> Cfr. S. Gaeta, <em>Il Volto del Risorto</em>, allegato a &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;, 2005, p.70</p>
<p align="justify"><a name="sdfootnote32sym" href="http://www.unknown.it/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#sdfootnote32anc" title="sdfootnote32sym">32</a><font color="#ffffff"><font size="2"> Cfr. J. Sato, </font></font><font color="#ffffff"><font size="2"><em>Essay about photochromatic effects of intense light exposition on common tissues</em></font></font><font color="#ffffff"><font size="2">, in “Monthly Technological Digest”, Boston, MIT U.P., n.11, novembre 2005</font></font></p>
<p></font></font></p>
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		<title>Cospirazione e teoria del complotto</title>
		<link>http://www.unknown.it/controinformazione/cospirazione-e-teoria-del-complotto/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 23:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[Ufo]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[cospiarazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La parola &#8220;cospirazione&#8221; trae la sua etimologia dal latino &#8220;conspirare&#8221; ovvero letteralmente &#8220;respirare assieme&#8221;, un significato tanto distante quanto lontano da quell’uso contemporaneo in cui ha assunto un significato figurato ove generalmente si presenta una situazione ove due o più individui si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le tre componenti essenziali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La parola &#8220;cospirazione&#8221; trae la sua etimologia dal latino &#8220;<em>conspirare</em>&#8221; ovvero letteralmente &#8220;respirare assieme&#8221;, un significato tanto distante quanto lontano da quell’uso contemporaneo in cui ha assunto un significato figurato ove generalmente si presenta una situazione ove due o più individui si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le tre componenti essenziali di una cospirazioni risultano quindi essere il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l&#8217;intento malizioso. L&#8217;attuale esistenza di innumerevoli cospirazioni di siffatto genere risulterebbe ben nota e comprenderebbe tanto bande e organizzazioni criminali, “cartelli” finalizzati a controllare determinati ambiti o aspetti del mercato, per arrivare alla corruzione o a macchinazioni di natura politica o associativa. Le elencazioni delle varie tipologie del complotto sarebbero numerosi, ci basti elencarne alcune per avere una chiara idea del loro significato e della direzione dei loro intenti.<span id="more-584"></span> A queste tipologie si associano i <em>cospiratori teorici </em>ovvero coloro che, pur studiando tale fenomenologia, traggono dalle proprie analisi spunti o certezze per ipotizzare nuovi scenari o nuove congiure tese a celare e manipolare un determinato ambito. Coloro che affermano “…<em>in ogni momento, centinaia o migliaia di cospirazioni sono in atto</em>” costituiscono a loro volta cospiratori indiretti o teorici del complotto, come li abbiamo precedentemente definiti, che più o meno volontariamente instillano il seme del dubbio e stimolano una stessa alterazione degli eventi. Cospiratori non solo coloro che tramano dietro l’ombra un determinato intento ma anche coloro che, involontariamente, si prestano a veicolare e, inconsciamente, ad amplificare e modificare gli stessi fatti. Si tratta di un vero e proprio circolo vizioso da cui è difficile uscire se non a costo di notevoli e profondi sforzi tesi a ri-scoprire una “verità ultima” costruita non sul sentito dire o sul riportato quanto su quei veri tasselli originari da cui tutto ha avuto origine.</p>
<p align="justify">Tali cospirazioni sono considerate, dal punto di vista prettamente legale, come crimini nella maggior parte delle nazioni del nostro pianeta e vengono perseguite in quanto finalizzate a commettere un atto illegale, destabilizzante, mistificante dello <em>status quo </em>di una nazione. Non si parli poi di quando tali fini convergono e siano parte attiva di una struttura criminosa. Criminale, agli occhi della legge, è anche chi viene semplicemente a conoscenza, o è semplice spettatore indiretto, della stessa cospirazione e non ha agito per opporvisi e per informare le pubbliche autorità. Per una discussione su questo tipo di cospirazioni di veda l&#8217;articolo cospirazione (nota: il termine &#8220;teoria del complotto&#8221; viene talvolta usato per indicare i tentativi sociologici di studiare il fenomeno della cospirazione).</p>
<p align="justify">Mentre il termine <em>teoria del complotto</em> può riferirsi ad ogni teoria che presuppone l&#8217;esistenza di una cospirazione che non sia stata ancora provata, può anche essere usato comunemente come strumento retorico, in forma sminuente, per indicare idee che, nella loro opinione sono:</p>
<ul>
<li>Teorie non provate o che sono generalmente considerate false;</li>
<li>Impossibili da dimostrare (sia che siano vere o che siano false);</li>
<li>Teorie definite paranoiche o senza fondamento alcuno.</li>
</ul>
<p align="justify">Gli storici generalmente usano il termine <em>cospirazione</em> per indicare una manipolazione/cospirazione che è considerata reale, provata, o quantomeno seriamente plausibile e con diversi elementi a suo supporto.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>EBOOK: The UFO Conspiracy (David E. Stewart)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ufo/ebook-the-ufo-conspiracy-david-e-stewart/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 11:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-Books]]></category>
		<category><![CDATA[Ufo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il file proviene da una distribuzione underground chiamata &#8220;Black Crawling Systems @ V0iD Information Archives (617) 482 &#8211; 6356&#8243;. E&#8217; datato 23 Maggio 92, ma contiene dei dati sconcertanti (si parla anche di Majestic-12). Un bellissimo libro, in inglese, da leggere e.. su cui meditare




           [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il file proviene da una distribuzione underground chiamata &#8220;Black Crawling Systems @ V0iD Information Archives (617) 482 &#8211; 6356&#8243;. E&#8217; datato 23 Maggio 92, ma contiene dei dati sconcertanti (si parla anche di Majestic-12). Un bellissimo libro, in inglese, da leggere e.. su cui meditare</p>
<p><span id="more-10"></span></p>
<p><font face="arial"><strong></p>
<pre>

                       The UFO Conspiracy   

                          *        

  *
 Information concerning the U.S. government's cover-up of alien
      activity on Earth, according to Milton William Cooper   

                  Compiled by David E. Stewart
                    1301 W. 24th St. Apt. M20
                       Lawrence, KS  66046
                         1-913-749-5914   

                       The UFO Conspiracy   

                        Table of Contents   

The Milton William Cooper Speech .............................. 3
Appendix A:  Operation Majority .............................. 16
Appendix B:  For More Information ............................ 23
Appendix C:  Musings ......................................... 25   

     This document  was created  using Microsoft  Word 5.0  on  a
Tandy 1000TL  (IBM compatible)  computer.   The information  con-
tained herein  comes mostly  from the  alt.conspiracy section  of
Usenet, a  worldwide computer  messaging network accessed via the
University of  Kansas Digital Equipment Corporation VAX 8650 com-
puter system.   Other  information was obtained by the editor via
personal phone calls and other research.   

                The Milton William Cooper Speech   

Editor's note:   What follows is a transcript of a 45-minute lec-
ture given  by Milton William Cooper on November 17, 1989, at the
"Whole Life  Expo" in  Los Angeles,  Calif.  His speech was tran-
scribed word-for-word from a microcassette recording.   

     "For those of you who don't know who I am, I was raised in a
military family.   My  family, my  ancestors, since  they came to
this country, have been government people.  We have served in the
military, we  have been patriots, we have fought in all the wars,
we care about this country and believe in the constitution of the
United States.  We know, as many people don't know, that the Con-
stitution of the United States of America is the United States of
America! And  that's why we've always been ready to do the things
needed to preserve and protect it.
     "When I  left home  I went into the Air Force, the Strategic
Air Command.  As a child I'd heard stories from my father and pi-
lots, other  pilots, my  father was  a pilot, about Foo Fighters,
UFOs, strange  craft that  were not made on this Earth.  And as a
kid, you  hear that  in passing,  and it's  neat, and  you giggle
about it, and you go out and play 'Space Man,' and you forget it.
     "When I  was in the Air Force I met men who had participated
in alien crashed-craft recoveries.  Now this intrigued me, it in-
terested me, but it was usually after quite a few bottles of beer
that these stories would come out, and sometimes the next morning
I couldn't remember what the heck the guy said.
     "When I left the Air Force I went into the Navy, and this is
where everything  began to  happen for  me.  I had originally in-
tended to  just go  from service to service and do something that
very few people have ever done before.  I was a very adventurous,
very crazy  ... young  man, and  I thought  that that  would be a
pretty exciting life.  I volunteered for submarines, and while on
the submarine  USS Tyroot, SS-416, on a transit between the Port-
land/Seattle area  and Pearl Harbor, which was our home port; the
Pearl Harbor sub base, as the port lookout I saw a craft, saucer-
shaped, the size of a Midway class carrier, aircraft carrier, for
those of  you who  don't know how big that is; it's huge, come up
out of  the water approximately two and a half nautical miles off
the port bow, which is about 45 degrees to the left of the pointy
end of  the submarine.   It  tumbled slowly  on its own axis, and
went up  into the  clouds.  It appeared to be moving slowly to me
at a distance of two and a half nautical miles, but in reality it
was moving pretty fast because it came up out of the water, did a
few tumbles, and it was gone!
     "I then  reported it  to the  officer of the deck.  I didn't
tell him  what it was that I saw because my Daddy didn't raise no
fools and in case nobody else saw it I didn't want to be the only
looney on  board the ship.  So I asked the officer of the deck to
help me cover that area, and he did, which is common for officers
and lookouts  to help  each other  while on  bridge watch because
they all  hang together  if something  bad happens.   After a few
seconds of  watching, the  same craft,  or another  craft exactly
like it,  came down  out of  the clouds, tumbled again on its own
axis, and  went into the water.  Ensign Ball, who was the officer
of the  deck, was  literally shocked!   What could I say?  Seaman
Dejeralimo, who  was the  starboard lookout,  had also  witnessed
this, and  Ensign Ball  called the  captain to the bridge who was
followed by  the chief  quartermaster who  brought a 35MM camera,
and we  watched for  between seven and 10 minutes the same craft,
or different craft that looked exactly alike, enter and leave the
water.   It was an incredible show.  I don't know if they knew we
were there,  or if  they even  cared, but the craft did not glow,
they were  metal, they  were machines  without a doubt, they were
obviously intelligently  guided, they  were huge, and having been
in the  Air Force  and the Navy and knowing what it takes, I knew
without a  doubt, and  know it  today, that  that machine was not
made on the face of this earth.  Because there's nothing that man
can make, that can fly through the air at a speed like that, tum-
ble on  its own axis, and enter the water and effectively fly be-
neath the sea.
     "If you've ever been aboard an airplane and then gone aboard
a submarine, I know there's probably some of you in this room who
have visited  a submarine at one time or another, you can readily
see just without even any of the technicalities involved how dif-
ficult such  a thing  would be  to do.   Where would it be built,
that size?  It was absolutely incredible.  It changed my life be-
cause then all the stories that I'd heard all my life I knew were
true, and I began seeing the world in a different light.
     "It wasn't  long after  that I was trained by Naval security
in intelligence.  I was sent to Vietnam.  I was assigned as a pa-
trol boat  captain, first in DaNang harbor, given a crew, given a
multi-million dollar  patrol boat.  My job was to gather intelli-
gence from the people who lived around the harbor and the fisher-
men who  transited the  harbor, and maintain the safety and secu-
rity of  the harbor  and the shipping.  After about five months I
was sent  up North  to the DMZ, to a place called Qua Vieaf [sp],
on the  Tacan [sp]  river.  Our base camp was at the river mouth.
We were only three miles south of the North Vietnamese border and
our job  was to  patrol the  Tacan river  from the river mouth to
Dang Ha  [sp], and  then up  the Quang  Tree [sp] cutoff to Quang
Tree city,  again to  get to  know the people on the bank, gather
intelligence, and  to patrol  every night and maintain the safety
and security of the river and the river traffic.
     "It was  while there  that I  discovered that  there  was  a
tremendous amount  of UFO  and alien activity in Vietnam.  It was
always reported  in official messages as 'enemy helicopters.' Now
any of  you who know anything about the Vietnam war know that the
North Vietnamese  did not  have any helicopters, especially after
our first  couple of  air raids into North Vietnam.  Even if they
had they would not have been so foolish as to bring them over the
DMZ because  that would  have insured  their demise.   Our troops
were fired  on occasionally  by these  'enemy helicopters,' enemy
troops were  fired on  occasionally by these 'enemy helicopters,'
and occasionally  people would  disappear.   And on  one instance
that I  know for sure at least one entire village disappeared one
night because  of alien  activity.  The reason they used the term
'enemy helicopters'  in messages and dispatches was that in Viet-
nam you  could be overrun at any time, no matter where you where.
They did  not bring  crypto encoding  equipment into Vietnam, I'm
talking about  the machinery.   What  we did is we had crypto ta-
bles, and  once we  every 24  hours those codes would be no good.
So that's what we used.  We also, because of the inability to use
crypto transmitting  equipment, had  to devise code words such as
'enemy helicopters.'
     "When I  left Vietnam I was eventually attached to the head-
quarters staff of the Commander in Chief of the United States Pa-
cific Fleet  at Macalappa,  [sp] Hawaii,  which is  a little hill
overlooking Pearl  Harbor, it's  a beautiful  white  building  up
there, and I was specifically attached to the Intelligence Brief-
ing Team  of the  Commander in Chief of the United States Pacific
Fleet.
     "It was  during this  tour of duty that, in the course of my
duties, documents  were placed in my hands that were so unbeliev-
able and so incredible that it took me quite a while to adjust to
the fact  that what  I was seeing was real.  Now for those of you
who don't  understand how  I could  come to see this information,
let me  give you  a little short course in security clearance and
the need to know and how you get to see classified information if
you're in  the military  or in  the government, it doesn't matter
which, the rules are the same.
     "No. 1,  you need  a security  clearance, and  you've got to
have clearance  at the level that the information you want to see
is classified  at.   In this  instance it was classified 'Top Se-
cret, Magic,  Restricted Information,'  which I  came to find out
later is  the highest  security classification in the Nation.  To
get that type of clearance, all you have to have is a Federal Bu-
reau of  Investigation background  check, which  takes about  six
months and  they send  federal agents  to your  home, to your old
schools, to  all your teachers, to your friends, to everybody you
put down  on your  security clearance  forms, to all your old ad-
dresses, your  neighbors, everybody  that you've  worked for, and
it's embarrassing  because they  don't  tell  them  what  they're
checking on.   They just show them their identification and start
asking questions  and that's  when you find out who's your friend
and who's  not, because  a lot  of people  get scared  and think,
'Bill just robbed a bank and I'm not talking to him anymore.'
     "Now once you get that it's called a 'B.I.' and for those of
you who  have received  a copy  of my  service record look on the
first page,  the DD-214  where it  says 'Security Clearance,' you
will see  the term  'B.I.' That's  a  'Bureau  of  Investigation'
clearance.   Now at that point, you have the clearance for every-
thing including  Top Secret  and above.  What determines what you
get to see is your need to know, and the job that you have deter-
mines what your need to know is.
     "I was  assigned to  the Intelligence  Briefing Team  of the
Commander in Chief of the United States Pacific Fleet, who had to
know everything  concerning his  area of operations which was one
half of the Earth's surface; the Indian ocean, the Pacific ocean,
and all  the land masses in between.  Believe it or not, if we go
to war,  if we  ever go  to war, it's the United States Navy that
strikes the  first blow  and attempts  to keep  the enemy  at bay
while we  can get ourselves together, at least historically.  Nu-
clear weapons have kind of done away with that concept, but mili-
tary commanders like to talk about it anyway.
     "Because of  this, and  you have no conception of the amount
of material  and information  that an area commander has to know;
it's unbelievable,  and he  has to  keep track of this, he has to
keep on  top of  it.   He has to know what's happening; he has to
make the right decisions.  Because it's almost humanly impossible
for anyone  to do  that, they have what's called a briefing team,
and it's  our job  to make  sure that he has the correct informa-
tion, all  the time,  on a 24-hour basis.  And every morning, be-
tween 8 and 9 a.m., we would give a briefing which covered every-
thing that  happened in  the previous  24 hours,  and  everything
scheduled to  happen in  the next 24 hours, and all the pertinent
intelligence reports that we had received since the last briefing
that he needed to know and that his staff members needed to know.
Occasionally we would get messages marked 'Top Secret, Magic, Re-
stricted Information,'  and it  would be coded in such a way that
all you  had were answers to questions which you didn't know what
the questions were so you really didn't know what the message was
all about.
     "But eventually  I found  myself in  possession, holding two
documents;  one  called  'Project  Grudge,'  another  one  called
'Operation Majority.'  Project Grudge  contained the  history  of
alien involvement  since around  1936, and it began talking about
Germany's involvement with a crashed disk that they had recovered
in 1936  and were  attempting to  duplicate the technology.  They
were not  successful despite  what all these Nazi hunters want to
tell you.  If they had been successful, we would not have won the
war, because  you cannot  beat those  weapons! You cannot out fly
those craft, you can't even think about it with conventional air-
craft.   If Germany had been successful, we would now have a Ger-
man flag up in front of this podium.
     "They did  make some headway.  When we went into Punta Mundy
[sp] we  captured documents,  we got some scientists, we got some
hardware.  The Russians also got some documents, some scientists,
and some  hardware.   It wasn't  until 1947  that we were able to
capture a  craft, a  whole craft, not all together but it was ev-
erything.   And that  occurred near the city of Roswell, New Mex-
ico.   There were  dead aliens recovered from the craft.  In Pro-
ject Grudge I saw photographs of these dead aliens, of the craft;
I saw photographs of live aliens; I saw photographs of autopsies,
internal organs; I saw photographs of the alien designated 'E.B.'
[or Ebe],  which was  held in  captivity from  1949 until June 2,
1952, when he died.  I saw the history of what they had been able
to at  that time put together, from incidents in the 1800s, which
involved aliens and their craft.
     "I saw  the names  of projects.  I saw a project that was to
fly recovered  alien craft that had been recovered intact and un-
damaged, and  some of  them were  recovered intact and undamaged,
and how  that happened  I have  no idea.   It was called 'Project
Redlight,' and first was conducted from the Tonopah test range in
the Nevada  test sight  and then  was moved  to a specially built
area, ordered  built by  president Eisenhower,  called 'Area-51,'
code named  'Dreamland,' in  the Groom  [sp] dry lake area of the
Nevada test  sight, by  secret executive order.  It doesn't exist
officially, if  you ask  anyone, or  if you  write letters to the
government they  will tell  you it doesn't exist.  However if you
go out there at several places and see it, fly outside the bound-
aries and  look down and see it, you know it's there, but accord-
ing to the government it doesn't exist.
     "The project to fly, test fly these craft, was ongoing until
sometime in  1962 when  a craft  blew up  not far  from the  test
sight, in  the air, and the explosion was seen over a three-state
area.  The pilots were killed, they had no idea what had happened
or why  the craft  blew up, but they put Project Redlight on hold
until a  later date  when the aliens supplied us with three craft
and personnel to help us learn how to fly these craft.  That pro-
ject is ongoing, and we now have not only alien craft that we are
flying, we  have craft we have built, using the captured technol-
ogy, and some of the UFOs that people report seeing in the United
States, and maybe even elsewhere, are flown by United States per-
sonnel.
     "That may  come as  a shock  to you.  We have technology way
beyond the limits of what we have been told.  A lot of our devel-
opment technologically,  since the  end of World War II, has been
due to the exchange of technology which occurs in the area called
'Area-51' on a regular basis ... ongoing.
     "When James  Oberth, Professor  Oberth retired,  many of you
don't know who he is ... not too many space people in here.  Pro-
fessor Oberth  was probably one of the greatest rocket scientists
and space  commentators that  ever lived.   When  he retired, the
government gave  him a  special award,  there was a press confer-
ence, all kinds of ceremony, and when he got up to speak he said,
'Gentlemen,' and  I quote  Professor Oberth, he said, 'Gentlemen,
we cannot take credit for all the technological developments that
we have  had in  the last  decade.  We have had help,' and that's
where he stopped.
     "One of  the reporters  raised his hand and said, 'Professor
Oberth, can you tell us what other country helped us?'
     "He said,  'It was those little guys from out in space,' and
then he got down and would not comment any further.  Now this oc-
curred in 1959.  I can go on and on, but time doesn't allow it.
     "I will  tell you  ladies and  gentlemen that  there are all
kinds of  things going  on all  the time,  we  are  making  rapid
progress in  exposing this.   Since  I have begun talking, people
have been  coming out  of the  woodwork at a rapid rate, who know
and have  pieces of this puzzle, and are helping us to put it to-
gether, because I don't have all the answers.  I saw an awful lot
of material,  I have remembered an awful lot of it, I have proba-
bly, in  my remembering,  made some mistakes, and I guarantee you
they're minor ones, if I have.
     "We have  just recently, for those of you who didn't believe
that the  Jason Society  of the Jason Scholars, the secret group,
existed, we now have a letter from the Pentagon, with 51 names of
the Jason Scholars, an admission from the Pentagon that they hold
the highest  security clearances in the nation, an admission from
the Pentagon  that they  hold the  protocol rank of Rear Admiral,
and are  treated as  such on  any military installation or in any
government office.   There  are six  Nobel Prize  winners on that
list, there  are the  elite of the elite of the scientific world,
they are  the only ones who really know the truth about the tech-
nology today  and about  the real science of physics, because the
one that  we're being  taught all  the time  ... If you send your
kids to  college to  learn physics  you're wasting your money be-
cause they're  teaching them  stuff that  doesn't work,  it's not
true, it's  not real.  Gravity is not what we think it is.  There
is a  Unified Theory! We already know what it is; it's what makes
these craft work.  It's absolutely incredible what's going on.
     "How many  of you  keep up with Billy Goodman's show on KVEG
out of  Las Vegas? For those of you who don't, I would try tuning
in on  any night  between 10 p.m. and 1 a.m.  It's 840 on your AM
dial, and  the subject  every night  are those  subjects that  no
other media person in the United States will touch with a 10-foot
pole, every  single night  except Saturday  night.  It's the only
show that  you can call in and talk to another caller, you've got
three minutes  to say  whatever you  want to  say as  long as you
don't cuss  or swear  or slander  anyone, and every night they're
helping to expose this.
     "When John  Lear and  I first  said what was going on out at
Groom Lake everybody said, 'You're nuts, there's nothing going on
out at Groom Lake!' The listeners of the Billy Goodman radio show
put together an excursion and went up to Groom Lake and they all,
ever since, every night, they go up there and watch them test fly
the alien  craft ...  every night!  The first  night they had 100
people there.   And  100 people  saw four  alien craft fly, doing
things that no airplane and no helicopter can do.  Now they don't
tell us  anymore that  there's nothing  happening at  Groom Lake.
What they  tell us  now is  there's no such thing as aliens, it's
all government  secret projects.   That's  OK because we'll prove
that wrong  too eventually, it just takes a while.  Because where
we were  ... it's  not where we're at, and I'm really happy about
that.
     "Now, if  you want  to see  what's happening right now, keep
watching your  movies, keep watching your television commercials,
your  alien  programs  on  television,  read  Whitley  Strieber's
Majestic,  which  is  a  part  of  the  contingency  plan  called
'Majestic' to test the reaction of the population to the presence
of aliens  on the  Earth.   And I  have just finished my study of
Whitley Strieber's book Majestic, and I'm going to tell you right
now that  most of  the documents  in  there,  that  he  says  are
fiction, are  real documents  that  came  right  out  of  Project
Grudge.  It is part of the government's campaign to leak informa-
tion out  in ways  that they  can always  deny  that  it's  real.
There's only  one thing  wrong with the information in that book,
the stories  of the  characters in  there I  know nothing  about.
What I'm talking about are the supposed government documents that
he has  in that  book.   I'm telling  you tonight  they're  real.
Those are some of the same documents that I saw in Project Grudge
back between  1970 and  1973, and  where we have wondered before,
now we  know that Whitley Strieber is working for the government.
And we had a suspicion anyway because in the front of his book he
states that  he got  information and  was helped  by the research
team of  Moore, Shanderey,  and Friedman.  William Moore has pub-
licly admitted on July 1 that he is an agent of the United States
Government, and we know that the others are too.
     "This is  going to come out, and the reason they're doing it
the way  they're doing it is they know eventually you're going to
find out  that it's all true and real.  They're desensitizing you
so that  you're not shocked, so that there's no collapse of soci-
ety as  we know  it, so that the religious structure doesn't fall
to pieces,  so that  the stock  market doesn't  go crazy, because
these were  their original fears.  Now, there's nothing we can do
about the last one because it's already happened, there will be a
segment of  the population  that worships the aliens, even though
they're no  different than  us; they're just from somewhere else,
and they  may look  a little  different.  They are not gods.  But
there are already people worshiping the aliens and they predicted
this would happen when they slapped the secret stamp all over all
this stuff.
     "You know,  there's really  nothing wrong  with what's  been
happening except for three things.  [Cooper forgot to mention the
third thing,  or was  sidetracked, or included it into the second
thing.]
     "No. 1,  when they  decided to keep it secret they needed to
finance it,  they couldn't tell the public, so they couldn't tell
Congress.   They decided to finance it with the sale, importation
and sale,  of drugs.  Now in the documents that I read, in Opera-
tion Majority,  it specifically  stated that when George Bush was
the president and CEO of Sapata [sp] Oil, he, in conjunction with
the CIA,  organized the  first large-scale  drug importation into
this country  from South  and Central America by fishing boat, to
the offshore  oil platforms  of Sapata  Oil, and  then from there
into the  beach, thus  bypassing all Customs inspections and law-
enforcement inspections  of any kind.  They are still bringing in
drugs, to a limited extent, in this manner.  Another manner is by
CIA contract  aircraft which,  one of  their bases  of landing is
Homestead [sp]  Air Force  Base in  Florida.   We have affidavits
from air  controllers who  have vectored  the planes in, who have
made sure  that they're  not interfered with in any way.  We have
affidavits from personnel at Homestead Air Force Base who say the
planes have  been met  by Jeb Bush, who is George Bush's son.  We
have affidavits  from people  who work  in the Gulf of Mexico, in
the offshore  oil business, that yes indeed, the drugs are coming
in, at least some of them, from the offshore oil platforms."
     From the audience came a clear statement, "Just say no?"
     "Pardon?   Right! Just Say No!  Well that's what we're going
to do  ladies and  gentlemen with your help.  We are going to say
no, no  more! And you have to do it, you have to act.  You either
have to act or watch your country go down the tubes.
     "Now, that's one of the things that's wrong.  The next thing
that's wrong  is, to keep the secret, they killed a lot of people
who tried to leak it out.  And if I hadn't done it the way that I
did it, you wouldn't be seeing me anywhere standing or walking on
this Earth  now.   They killed  President Kennedy  and during the
workshop, for  those of  you haven't  seen the  tape, I will show
you, on  the tape,  who shot  the president and why.  Between '70
and '73,  in Operation Majority it stated verbatim that President
Kennedy ordered  MJ-12 to cease the importation and sale of drugs
to the  American people, that he ordered them to implement a plan
to reveal  the presence  of aliens  to the American people within
the following  year.  His assassination was ordered by the policy
committee of  the Vilderbergers.   MJ-12 implemented the plan and
carried it  out in  Dallas.  It involved agents of the CIA, Divi-
sion-5 of  the FBI,  the Secret  Service, and the Office of Naval
Intelligence.   President Kennedy was killed by the driver of his
car, his  name was  William Greer, he used a recoilless, electri-
cally operated,  gas-powered assassination  pistol that  was spe-
cially built by the CIA to assassinate people at close range.  It
fired an explosive pellet which injected a large amount of shell-
fish poison into the brain, and that is why, in the documents, it
stated that  President Kennedy's  brain was  removed.   If you've
studied the  case, you  will find  that indeed  his brain  disap-
peared.   The reason  for that is so that they would not find the
particles of  the exploding pellet or the shellfish poison in his
brain which would have proved conclusively that Lee Harvey Oswald
was not  the assassin.   In fact, Lee Harvey Oswald never fired a
shot, he was the patsy."
     Mr. Cooper  paused briefly, and a lady in the audience asked
the obvious question, "Why haven't you been assassinated?"
     "If they  were to  kill me right now, what would you think?"
Cooper posed.
     "That it's the truth," several people chimed.
     "I've got  them right  where I want them.  If they touch me,
everyone who has ever heard me talk is going to be absolutely en-
raged and is going to know that everything I've said is true.  As
long as  they don't  touch me there's going to be some of you who
are always  going to be wondering.  But eventually we're going to
bring enough  proof out,  and if  you're here during the workshop
you're going  to see  an awful lot of it that's going to prove to
you that it's true.  It's real.  And it's happening!
     "Okay, I've tried to cover a lot of stuff, just briefly, be-
cause there's  no time  in 45  minutes to  get into anything very
much."
     Mr. Cooper then announced the scheduled workshop session the
following day  in which  tangible proofs  could be  seen but  the
transcriber was unable to attend.  He then opened up the floor to
questions and answers.
     A muffled question was barely heard coming from the front of
the room,  which in  essence asked, "What about all the people in
the press  and others who were in Dallas and who saw the assassi-
nation? Couldn't  they tell where the shot came from?  Why didn't
they come forward? There must have been plenty."
     "There was,  we know that there was at least 18 who were all
murdered within two years of the event.  The odds of that happen-
ing are 1 in 300,000 trillion," Cooper replied.
     Again a  muffled question, "Why did the driver have to shoot
Kennedy?"
     "Because the other fools missed! There were a total of three
shots fired  at President  Kennedy, one hit him in the throat and
didn't kill  him and two of them hit John Connelly [sp].  The one
that was  fired from  the grassy  knoll hit  the president in the
throat.  The other two shots came from directly behind the limou-
sine, not  the school  book depository building, and hit Governor
Connelly.   Governor Connelly, in intelligence community circles,
is known  as a  'can do'  man, because he took two hits and still
kept his mouth shut."
     "How is  it that the driver, sitting on the front, left-hand
side of  the car was able to blow off the right side of Kennedy's
brain when the bullet actually entered in, and it would have been
virtually impossible ..." another person asked.
     Mr. Cooper  seized the  gist of  his question  and injected,
"For those  of you who have been listening to all these talk show
hosts, whose  job it  is to be a talk show host, and who have not
done any  legitimate research into this, if you come to the work-
shop, I  will show  you, on  the tape, how it was done.  You will
see that  Kennedy was,  in fact  slumped over against Jackie, his
head was turned [this direction], it was very simple, it was easy
and you will see it with your own eyes."
     Another muffled,  off-mike question from a member of the au-
dience inquiring why no one else had come forward with the infor-
mation Mr.  Cooper was  disseminating, and  why those who knew it
had kept  it secret  for so long was quickly answered, "It hasn't
been, I'm  talking about  it now.  Bill English was talking about
it eight  years ago, but everybody laughed at Bill English.  John
Lear's been  talking about  it for  three  years,  and  everybody
laughed at  him.   Now there's  so many  people have been talking
about it,  people are  starting to  listen, and  it's about time.
Because it's  about time  we that we quit being fools, and that's
exactly what  they think  we are,  and we  prove it to them every
day."
     The next  question dealt with the alien technology and asked
in essence, "Hasn't any one else [other than the government] come
up with the energy technology that the aliens have?" to which Mr.
Cooper answered,  "There's been quite a few people who've come up
with it and they've all been stopped, and they'll all continue to
be stopped.  Because once you have it you have free energy.  Once
you have free energy they no longer have power over you.  You un-
derstand?  That's why they stop it."
     Another question  asking, "In the film of the assassination,
which was  examined greatly  by experts, why didn't they conclude
that Kennedy's driver shot him?" to which Cooper asked, "Examined
by whom greatly?  Most of the film that you can purchase has that
segment cut out, and you can always tell it by the person running
in the  background, they'll  run up  to here  ... all of a sudden
they'll be  down here  ... running.   You will see in most of the
clips that  you've ever  seen on television, or in the movies, or
that you're  able to  get your hands on, you'll see William Greer
start to  turn like this ..." then a muffled comment from the au-
dience, then  Cooper answered,  "That's because  they clipped  it
out! And  on a  lot of them, I'll bet you most of you, every time
you've seen  the clip  on television,  never looked at the driver
anyway.   If you're really honest with yourself, and with me, you
know your eyes were right on Kennedy."
     A woman  asked if any of the alien technology was being used
in present-day military equipment and was answered, "Yes, there's
a lot of alien technology contained in the Stealth bomber, that's
right.   The Stealth  fighter was  flying for 10 years before you
even knew it existed."
     As the hour drew late another question, more clearly stated,
was asked  of Mr.  Cooper, "Before  you let  us all  out of here,
there's a  bunch of  us here wondering what can we all do to help
bring this all out?"
     A single  word, "revolt,"  issued from several listeners si-
multaneously, but Cooper responded, "Don't revolt.  What you need
to do  is what you should have been doing all along.  You need to
get involved  with your  government.  The first thing you need to
do is purchase a copy of the Constitution, which I know that most
of you  don't have  anywhere in  your house,  and if I were to go
around this  room and ask each person what the Constitution says,
most of you couldn't tell me what the Constitution says from your
grocery bill.   And  that's the truth!  And that is your country!
So if  you don't  know what  your Constitution is you're dead al-
ready, so  the first  thing you do is you get a copy of your Con-
stitution.   The second  thing you  do is you learn it! The third
thing you  do is  you start calling your senators and your repre-
sentatives, and  the President of the United States and you start
leaning on them, and you tell them, 'Unless you straighten up the
government, and unless we start getting the truth, and I mean the
whole truth,  and no  more of  this baloney, this is the last job
you're ever  going to have, period.  And I'll do everything in my
power to  make sure  that comes  true.' And then write them, fre-
quently, saying  the same  thing.   And then when they're in your
area, in  their area offices, take a little delegation and go see
them, and make them understand that they're going to be living in
poverty because  they're not  going to  have a  job anymore  come
election day.   You see, the secret government may own the execu-
tive branch,  but you people, all of us, we own the Congress, and
the Congress makes the laws, and the Congress can impeach the en-
tire executive  branch!   You also have the right to petition the
government for  a redress  of injuries.   So  you  are  powerful,
you've just forgotten that you're powerful, you've forgotten that
that vote  that you  haven't been doing every time election comes
around, that  vote has  abdicated your  power.  That vote you did
not cast  abdicated your  power and gave it to those who are sub-
verting the Constitution and are ruining this country."
     A gentleman  then asked,  "What was traded to the aliens for
their technology?"
     "People and animals," replied Cooper succinctly.
     Another man asked, "Is the Soviet Union in on any of this?"
     "The Soviet Union and the United States of America have been
close allies  since the end of World War II and have been closely
participating in the secret space program all this time.  The So-
viets have  the same  thing we have, yes.  What you see happening
in the  Soviet block right now is not the result of people stand-
ing up  and saying,  'We want to be free.' It's the result of the
international bankers  saying, 'You tear down these barriers, and
you meet  the West  half way,  give your people some freedom, the
West is going to take some freedom away from their people so that
we can  put together a one-world economic system ... and have all
the power.   That's  what's happening!   If you don't believe it,
stick around and watch it!"
     A dubious  woman then  asked, "Why  was the shellfish poison
necessary?  A lot of his brain was blown off anyway."
     Cooper:   "The shellfish poison?  If you go to kill someone,
one thing  I've learned, I learned it real good, I learned it es-
pecially good  when I  went to  Vietnam; just  because you  shoot
someone doesn't  mean they're  going to  die.   And if they don't
die, they're  going to  be mad.  And if they've got a gun, you're
dead.  So you want the first time to be the last time.  So if you
really want  to kill  somebody you don't play around.  If you re-
ally want to kill somebody ... you kill them, you don't play, you
make sure  that when you shoot them, they're dead.  That way they
can't hurt you, can't hurt you at all."
     Regrettably, the  next question  was totally unintelligible,
but thankfully Mr. Cooper had a good public address system to am-
plify his  reply, "The first moon landing was May 22, 1962 ... or
excuse me,  that was  the first  landing on Mars.  I'm sorry, May
22, 1962,  was the  winged probe that used a hydrozine propeller,
flew around  approximately three  orbits and  landed on  May  22,
1962, was a joint United States/Russian endeavor.  The first time
that we  landed on  the moon was sometime during the ... probably
middle 50s,  because at  the time  when President  Kennedy stated
that he  wanted a  man to  set foot on the moon by the end of the
decade we already had a base there."
     "What about Mars?" came another quick question.
     "We have a base on Mars also," Cooper calmly replied.
     "When did that happen?"
     "I don't  know the exact date but I know the project's name,
it was 'Adam and Eve.'"
     "How long have you known about this?"
     "Well, I  revealed it publicly for the first time on July 2,
1989, and  within three weeks of the time I revealed it publicly,
the government,  to get  the American people not to listen to me,
came out  and said  that they planned to build a base on the moon
and a  colony on  Mars.   Now, three  days previous to my speech,
representatives from  NASA said,  'We can  never have a colony on
Mars, it's  impossible that there's a colony on Mars because Mars
is a  dead planet.'   And it's not a dead planet, they've lied to
you about Mars."
     "My name  is Dave  [unintelligible], I'm a representative of
the Crystic  Institute, and I'd like to know why it was that when
we sent  a representative down to your home, at your request, you
failed to  produce any documentation to substantiate your allega-
tions."
     "In the  first place  it was not at my request, I have never
contacted the  Crystic Institute  in my life.  I was on the Carol
Hemingway Show,  she contacted  the Crystic  institute, she  told
Daniel Shehan  [sp] that I had just said something about Bush and
drugs on her show.  He called me and told me he wanted to send an
investigator, in  fact he  told me  to even help the investigator
because he was new at the job, his name was Wayne Nelson, he is a
very good  gentleman, he  stayed at  my house for two days, slept
overnight on my couch, I gave him everything I had.  I never told
Daniel Shehan  that I  had any  documents and  I never told Wayne
Nelson that  I had any documents.  In fact what I told Wayne Nel-
son, and  I quote, 'Wayne, if I did have the documents I couldn't
admit it  and I don't know you from Adam, and I don't know Daniel
Shehan from  Adam and  what makes  you think I would give them to
you.'   Who am  I going  to give  them to  and how quick are they
going to  disappear, that was my thought.  Wayne Nelson also came
to my  house  with  a  stack  of  documents  this  thick  already
substantiating the  presence of aliens and extraterrestrial craft
on this planet, and they are keeping it a secret, because they're
afraid  somebody'll   laugh  at  them  and  they'll  loose  their
credibility.
     "We need some patriots in this country, not people trying to
make a  name for  themselves, trying to expose some drug runners,
because those  are just  the bag-men.   The  real crook is in the
White House! And you can tell that to Daniel Shehan!"
     "Why didn't  Jackie Kennedy report [the source of the lethal
shot]?" asked another audience member.
     "Who's she going to tell? The Secret Service just killed her
husband, and  they're assigned  to protect  the president.  Also,
who had her children? The same Secret Service had her children at
the time."
     "Wasn't the  craft at Roswell, New Mexico, destroyed and all
the aliens killed?" another young man asked.
     "All the  aliens were  dead but the craft was not completely
destroyed, it was severely damaged yes."
     On an  unrelated note  an older  gentleman asked, "Does that
mean that Alternative-3 is true?"
     "Alternative-3 is absolutely true and so is Alternative-2."
     Then a  man in  his late  20s or  early 30s raised his hand,
said something  unintelligible, and  was apparently recognized by
Mr. Cooper,  who asked him to take the podium and address the au-
dience.
     "What I  said was  that I thanked him [Cooper] very much for
coming forward  and saying  something.   A lot  of my friends out
here know  that I  was involved  in  the  United  States  Special
Forces, UFO  Tracking and  Research from  the years 1971 to 1975.
My name  is Richard  Murray, I was based out of the 71st Tac Con-
trol Flight,  McDill Air  Force Base,  Tampa, Florida.   We  were
'Mobile Radar  Command,' that was combat and war ready.  We could
be loaded  on aircraft  within an  hour and many times were taken
into areas  [to] set  up radar.   A  lot of  times we were set up
around Egland  [sp] Air Force Base because that's where they have
the 'Altered  Temperature Weather  Control,' where  they can test
various aircraft  for their  shrinkage and their dimension change
during altered  temperature.  So, you know, I was told to shut up
twice in  1982 and  they finally  threatened my parents life so I
stayed quiet,  and, that's  when Wendel Stevens was taken off the
streets ...  Just like that!  And I hid for quite awhile, and de-
cided to  come back out when I heard that you're [Cooper] of such
high rank  as you  were, and I felt just in saying that your cre-
dentials are  true, and  that what  you have  to say,  everything
you've said  here today,  I've heard  before behind closed doors.
And you've  really tied  the link  for me to the Kennedy killing.
And there's a few more links that have to go on with the Columbia
Cartel and  the money  laundering.  I think there's more than one
cartel involved, and they're shutting one of them down so one can
maintain a power, it just seems to be the way it works."
     A muffled  question then  came from  someone in the audience
regarding the person referred to as "Colonel Stevens."
     "Uh, Colonel Stevens is out of jail now," replied Murray who
was quickly  asked another  question I  couldn't hear to which he
answered, "I  sure hope  to hell so, he is a wonderful man, and I
give him my utmost respect, and it was one of the saddest days in
my life  to see  what happened to him happen to him.  But I don't
care what  they say  about Wendel  Stevens, in my heart you can't
discredit that  man to me.  I don't care who the hell you are.  I
won't listen  to it,  I don't  give a shit if he was screwing ba-
bies.  You know ... that doesn't ... he's not that kind of a man,
I don't care what you say, I know him personally."
     The lecture  was then  essentially over.  The "Alternative-2
and Alternative-3"  that  were  referred  to  briefly  are  (just
guessing now)  two government  contingency plans  to  1.  Declare
Martial Law and invalidate the Constitution on the premise that a
terrorist group  had entered  the country  with a  Nuclear weapon
with plans  to detonate it in a major city.  All dissidents would
be rounded up and placed in concentration camps and the press and
media would be nationalized.  All this if the information becomes
public before  they want  it  to  or  if  the  aliens  attempt  a
takeover, and 2. Another contingency plan to contain or delay the
release of  this information,  the details of which I am probably
wrong about anyway.
     Mr. Cooper  is a  man who  appears to be in his late 40s, of
medium height  and weight,  and was  dressed casually  during the
lecture.  His hairline was receding slightly, and he carried him-
self with  confidence and purpose.  Bill Cooper, as he was called
by several  in attendance,  is not  a professional  speaker.  His
presentation lacked  the polish  of repeated deliveries which all
the other  lectures had  during the  Expo, but  what it lacked in
fine tuning was easily made up for in its content.   

                 Appendix A:  Operation Majority   

OPERATION MAJORITY
FINAL RELEASE
THERE WILL BE NO CORRECTIONS TO THIS FILE
(C) COPYRIGHT 1989 BY MILTON WILLIAM COOPER
ALL RIGHTS RESERVED
YOU HAVE  MY PERMISSION  TO QUOTE  FROM THIS INFORMATION IN PRESS
RELEASES, PERIODICALS, AND SPEECHES.
INCLUSION IN  ANY OTHER MEDIA REQUIRES MY EXPRESS WRITTEN PERMIS-
SION.   

     This file  contains the  absolute true information regarding
the alien presence on Earth and the U.S. Government's involvement
with the aliens.
     This file contains only the information as I saw it and only
my information.
     It does not contain any information from any other source.
     It was necessary for me to issue the information previous to
this release in a manner which would deceive the government until
someone was able to independently confirm my identity, my employ-
ment, my service record, my intelligence background, the identity
of the  person to  which I  gave the information in 1972, his ac-
knowledgment of  the information  and when  it was  given to him,
that the  information is  correct, that I have not seen him since
1974, and that I have not communicated with him in any form since
1976.
     This was  necessary because this file is my death warrant if
MJ-12 continues  to operate  in a manner consistent with its his-
tory.
     All in the last paragraph has been independently verified by
two different  people who  have no connection with each other.  I
will only list one for obvious reasons.
     Tony Pelham, journalist
     Las Vegas Bullet
     300 West Boston
     Las Vegas, Nevada  89102.
     The original  information that I first released was not much
MAJI that I was not a threat long enough to have independent ver-
ification of the facts before I risked death.  [TRANSMISSION GAR-
BLED]
     I wish  to make  it absolutely  clear that I do not consider
myself a hero.
     I believe  that most  of you  would do the same thing if you
knew the truth.
     I gave an oath that I would uphold and protect the Constitu-
tion of  the United  States of  America and I take that oath very
seriously.
     I am doing no more now than I did when I fought in Vietnam.
     I am doing my duty.
     Please make  copies of  this file  and send  it to your con-
gressman, your  senator,  the  attorney  general  of  the  United
States, and the Supreme Court.
     Send it also to everyone you know.
     Attach copies of the Bill English file and John Lears file.
     Send anything  else you  may have which tends to support the
information.
     I, Milton  William Cooper, 1311 S. Highland #205, Fullerton,
California, 92632, 1-714-680-9537, do solemnly swear that the in-
formation contained  in this file is true and correct to the best
of my knowledge.
     I swear  that I  saw this information in 1972 in the perfor-
mance of  my duties as a member of the Intelligence Briefing Team
of the Commander In Chief of the Pacific Fleet as a Petty Officer
in the U.S. Navy.
     I swear  that I  underwent hypnotic  regression in  order to
make the information as accurate as possible.
     I swear  that I can and will take a lie detector test or any
other test of any reputable person's choosing in order to confirm
this information.
     I swear that I can and will undergo hypnotic regression con-
ducted by  any reputable  and qualified  doctor of  any reputable
person's choosing in order to confirm this information.
     I will not, however submit to any test or hypnosis by anyone
who is  now or has ever been connected with the government in any
capacity for obvious reasons.
     The following  is brief listing of everything that I person-
ally saw  and know  from 1972 and does not contain any input from
any other source whatsoever.
     MAJESTY was listed as the code word for the President of the
United States for communications concerning this information.
     OPERATION MAJORITY  is the name of the operation responsible
for every  aspect, project,  and consequence of alien presence on
Earth.
     GRUDGE contains  16 volumes  of documented  information col-
lected from  the beginning  of the United States investigation of
Unidentified Flying  Objects (UFOs)  and Identified  Alien Crafts
(IACs).
     The  project   was  financed   by  CIA   confidential  funds
(nonappropriated) and money from the illicit drug trade.  Partic-
ipation in  the illegal drug trade was justified in that it would
identify and  eliminate the  weak elements  of our  society.  The
purpose of  Project Grudge was to collect all scientific, techno-
logical, medical and intelligence information from UFO/IAC sight-
ings and contacts with alien life forms.
     This orderly  file of collected information has been used to
advance the United States Space Program.
     MJ-12 is the name of the secret control group.
     President Eisenhower  commissioned a secret society known as
THE JASON SOCIETY (JASON SCHOLARS) to sift through all the facts,
evidence, technology,  lies and  deception and  find the truth of
the alien question.
     The society  was made  up of 32 of the most prominent men in
the country in 1972 and the top 12 members were designated MJ-12.
     MJ-12 has  total control  over everything.   They are desig-
nated by  the codes  J-1, J-2,  etc., all  the  way  through  the
members of the Jason Society.
     The director  of the CIA was appointed J-1 and is the Direc-
tor of MJ-12.
     MJ-12 is responsible only to the President.
     MJ-12 runs most of the world's illegal drug trade.
     This was  done to hide funding and thus keep the secret from
the Congress and the people of the United States.
     It was justified in that it would identify and eliminate the
weak elements of our society.
     The cost  of funding  the alien connected projects is higher
than anything you can imagine.
     MJ-12 assassinated  President Kennedy  when he informed them
that he  was going  to tell the public all the facts of the alien
presence.
     He was  killed by  the Secret Service agent driving his car,
and it is plainly visible in the film held from public view.
     A secret meeting place was constructed for MJ-12 in MARYLAND
and it was described as only accessible by air.
     It contains  full living, recreational, and other facilities
for MJ-12 and the JASON SOCIETY.
     It is  code named  "THE COUNTRY  CLUB."  Only those with TOP
SECRET/MAJIC clearance are allowed to go there.
     MAJI is the MAJORITY AGENCY FOR JOINT INTELLIGENCE.
     All information,  disinformation, and  intelligence is gath-
ered and evaluated by this agency.
     This agency  is responsible for all disinformation and oper-
ates in  conjunction with  the CIA, NSA, and the Defense Intelli-
gence Agency.
     This is a very powerful organization, and all alien projects
are under its control.
     MAJI is responsible only to MJ-12.
     SIGMA is  the project which first established communications
with the aliens and is still responsible for communications.
     PLATO is  the project  responsible for  diplomatic relations
with the aliens.
     This project secured a formal treaty (illegal under the Con-
stitution) with the aliens.
     The terms were that the aliens would give us technology.
     In return,  we agreed  to keep their presence on earth a se-
cret, not  to interfere in any way with their actions, and to al-
low them to abduct humans and animals.
     The aliens  agreed to furnish MJ-12 with a list of abductees
on a periodic basis.
     MAJIC is  the security  classification and  clearance of all
alien connected material, projects, and information.
     MAJIC means MAJI Controlled.
     AQUARIUS is  a project  which compiled  the history of alien
presence and their interaction with Homo Sapiens upon this planet
for the  last 25,000 years and culminating with the Basque people
who live  in the  mountainous country on the border of France and
Spain and the Syrians.
     GARNET is  the project responsible for control of all infor-
mation and documents regarding this subject and accountability of
the information and documents.
     PLUTO is  a project to evaluate all UFO/IAC information per-
taining to space tel [TRANSMISSION GARBLED]
     POUNCE is  the project  formed to recover all downed/crashed
craft and aliens.
     REDLIGHT is the project to test fly recovered alien craft.
     It is conducted at AREA 51 (DREAMLAND) in Nevada.
     It was aided when the aliens gave us craft and helped us fly
them.
     The initial  project was somewhat successful in that we flew
a recovered craft, but it blew up in the air, and the pilots were
killed.
     The project  was suspended  at that  time until  the  aliens
agreed to help us.
     SNOWBIRD was  established as  a cover  for project REDLIGHT.
Several flying  saucer type  craft were  built using conventional
technology.
     They were  unveiled to  the press  and flown in front of the
press.
     The purpose  was to  explain accidental sightings or disclo-
sure of REDLIGHT as having been the SNOWBIRD craft.
     LUNA is the alien base on the far side of the Moon.
     It was seen and filmed by the Apollo astronauts.
     A base,  a mining  operation using  very large machines, and
the very  large alien  craft described  in  sighting  reports  as
MOTHER SHIPS exist there.
     NRO is the National Recon Organization based at Fort Carson,
Colorado.
     It is  responsible for security for all alien or alien craft
connected projects.
     DELTA is  the designation  for the  specific arm of the NRO,
which is  especially trained  and tasked  with security  of these
projects.
     JOSHUA is  a project to develop a low frequency pulsed sound
generating weapon.
     It was  said that this weapon would be effective against the
alien craft and beam weapons.
     EXCALIBUR is  a weapon  to  destroy  the  alien  underground
bases.   It is to be a missile capable of penetrating 1000 meters
of Tuff/hard packed soil such as that found in New Mexico with no
operational damage.
     Missile apogee not to exceed 30,000 feet AGL and impact must
not deviate in excess of 50 meters from designated target.
     The device will carry a one-megaton nuclear warhead.
     ALIENS:   There were  four types  of aliens mentioned in the
papers.   A LARGE  NOSED GREY  with whom  we have the treaty, the
GREY reported  in abductee  cases that  works for the LARGE NOSED
GREY, a  blond human  like type  described as  the NORDIC,  a red
haired human like type called the ORANGE.
     The home of the aliens were described as being a star in the
Constellation of Orion, Barnards star, and Zeta Riticuli 1&amp;2.
     I cannot remember even under hypnosis which alien belongs to
which star.
     EBE is  the name or designation given to the live alien cap-
tured at the 1949 Roswell crash.
     He died in captivity.
     KRLL OR KRLLL OR CRLL OR CRLLL pronounced Crill or Krill was
the hostage  left with  us at  the first  Holloman landing  as  a
pledge that  the aliens  would carry  out their part of the basic
agreement reached during that meeting.
     KRLL gave  us the  foundation of  the yellow  book which was
completed by the guests at a later date.
     KRLL became sick and was nursed by Dr. G. Mendoza who became
the expert on alien biology and medicine.  KRLL later died.
     His information  was disseminated  under the  pseudonym O.H.
Cril or Crill.
     GUESTS were aliens exchanged for humans who gave us the bal-
ance of the yellow book.
     At the time I saw the information there were only three left
alive.
     They were called (P&amp;#'s) Alien Life Forms.
     [TRANSMISSION GARBLED]
     RELIGION
     The aliens  claim to  have created  Homo Sapiens through hy-
bridization.
     The papers said that RH-blood was proof of this.
     They further  claimed to  have created  all four major reli-
gions.
     They showed  a hologram  of the  crucifixion of Christ which
the government filmed.
     They claim that Jesus was created by them.
     ALIEN BASES  exist in  the four  corners area  of Utah, Col-
orado, New Mexico, and Nevada.
     Six bases  were described  in the 1972 papers, all on Indian
reservations and  all in  the four  corners area.   The base near
Dulce was one of them.
     MURDER
     The documents  stated that many military and government per-
sonnel had  been terminated (murdered without due process of law)
when they had attempted to reveal the secret.
     CRAFT RECOVERIES
     The documents stated that many craft had been recovered.
     The early  ones from  Roswell, Aztec,  Roswell again, Texas,
Mexico, and other places.
     GENERAL DOOLITTLE  made a  prediction that  one day we would
have to  reckon with  the aliens, and the document stated that it
appeared that General Doolittle was correct.
     ABDUCTIONS were occurring long before 1972.
     The document  stated that  humans and animals were being ab-
ducted and or mutilated.
     Many vanished without a trace.
     They were  taking sperm  and ova  samples, tissue, performed
surgical operations,  implanted a  spherical device  40 to 80 mi-
crons in  size near the optic nerve in the brain and all attempts
to remove it resulted in the death of the patient.
     The document  estimated that one in every 40 people had been
implanted.
     This implant  was said  to give  the aliens total control of
that human.
     CONTINGENCY PLAN  SHOULD THE  INFORMATION BECOME  PUBLIC  OR
SHOULD THE ALIENS ATTEMPT A TAKEOVER.
     This plan  called for a public announcement that a terrorist
group had entered the United States with an atomic weapon.
     It would  be announced  that the terrorists planned to deto-
nate the weapon in a major city.
     Martial law  would be declared and all persons with implants
would be rounded up along with all dissidents and would be placed
into concentration camps.
     The press,  radio, and  TV would  be nationalized  and  con-
trolled.   Anyone attempting  to  resist  would  be  arrested  or
killed.
     CONTINGENCY PLAN TO CONTAIN OR DELAY RELEASE OF INFORMATION
     This plan  called for the use of MAJESTIC TWELVE as a disin-
formation ploy  to delay  and confuse  the release of information
should anyone get close to the truth.
     It was  selected because  of the  similarity of spelling and
the similarity to MJ-12.
     It was  designed to confuse memory and to result in a fruit-
less search for material that does not exist.
     SOURCE OF MATERIAL CONTAINED IN THE DOCUMENTS WHICH I SAW
     The source  of the  material was an Office of Naval Intelli-
gence counter-intelligence  operation against  MJ-12 in order for
the Navy to find out the truth of what was really going on.
     The Navy  (at that  time or  at least the Navy that I worked
for) were not participants in any of this.
     The different  services and the government conduct this type
of operation against each other all the time.
     The result  of this  operation was  that the  Navy cut them-
selves in  for a  piece of the action (technology) and control of
some projects.
     As you  can see this file is only a little different from my
previous file.
     Only some  names were  scrambled previously  to confuse  the
government long  enough for  someone to  verify that  what I have
said is the truth.
     I have  added information in this file that puts me in abso-
lute danger.
     I have sent a copy of this file to people all over the coun-
try and will continue to do so.
     Please get this file into as many hands as you can and maybe
that will protect me but I doubt it.
     HISTORY WILL  BE THE JUDGE OF ME AND THIS INFORMATION, AND I
HAVE NO FEAR OF THAT JUDGEMENT.
     I SWEAR  THAT THIS  INFORMATION IS  TRUE AND  CORRECT TO THE
BEST OF MY KNOWLEDGE.
     I wish to thank all those people who have aided me in reach-
ing this point and for their patience and understanding.
     I owe you all more than I can ever repay.
     Finally, it does not matter who is right and who is wrong or
if a project name is in the wrong place.
     It does not matter who is working for whom or what is really
what.
     It should be obvious by now that something sinister and ter-
ribly wrong is going on involving the government and the UFO phe-
nomenon.
     We must all band together and expose it now.
     I have done my part in the best manner that I could.
     I can  add nothing else except my testimony in Congress or a
court of  law that  what I  saw and  have written in this file is
true and that I saw it.
     Everything in  my previous* file that does not conflict with
this file  is true  and correct  to the  best of my knowledge and
some of it is from sources and research.
     You may combine the files to get the entire picture.
     Throw out  only that  information that  conflicts with  that
contained in this file.
     There will  be no  further additions  or corrections to this
information either now or in the future.
     My file is complete and stands to be judged by history.
     Sometime in the future the exact papers that I saw will sur-
face, and  you will  all see  this  exact  information  contained
within them.
     Milton William Cooper
     Jan. 10, 1989   

                Appendix B:  For More Information   

Cooper's home address and phone number:   

1311 S. Highland #205
Fullerton, Calif.  92632
1-714-680-9537   

That phone number connects you to an anonymous answering machine.   

This information  was taken  from the  Bill Cooper answering com-
puter on 1-213-281-8222.   

For materials  and bibliography,  send $2  (no mention made of to
whom you  should make out the check) and a 45-cent self-addressed
stamped envelope to:   

19744 Beach Blvd. Suite #301
Huntington Beach, Calif.  92648   

To talk  to someone  about ordering  or available materials, call
Stan Barrington  at 1-805-948-1255.   He'll  even call  you back.
Here's what he had to offer as per my phone conversation with him
on Feb. 27, 1990:   

The real  Kennedy assassination  tape, $18.  This is the unedited
    Zapruder film  that clearly shows the driver killing JFK.  On
    VHS tape.
Video of  Cooper speech  and workshop  from Sedona,  Ariz.,  $32.
    This is  a videotaped  speech and  workshop from  Cooper that
    also shows  the Kennedy  tape (not  very clearly, though).  I
    think this  is basically  the same  deal as  the above  tran-
    script.  On VHS tape.
"Secret Government,"  $12.  Details, in 28 pages, the workings of
    the secret subgovernment in the U.S. since 1947.
"Operation Majority,"  $12.   Details the goings on and structure
    of Operation Majority, the people who run all UFO-related ac-
    tivities.
"Jason Society,"  $12.   List of  51 scientists,  last updated in
    1987, who  work for  Operation Majority.   The group is still
    trying to  find the last three scientists who are Jason Soci-
    ety members.   

For any of the above, send a check to:   

Stan Barrington
2059 E. Ave. I #11
Lancaster, Calif.  93535   

Barrington says  that the target date for one-world government is
1992.   

To invite  Cooper to  speak or  be on  TV, call Jeff Patterson or
Scott Reid at 1-213-657-8004.   

Cooper's manager is Michael Callan, at 1-213-550-8368.   

Cooper was  in Atlanta  on Feb.  25.  For  information  call  Sam
Matthews at 1-404-435-4233.   

This is  the journalist whom Cooper mentions in his Operation Ma-
jority file.  This person supposedly can verify the facts:   

Tony Pelham
Las Vegas Bullet
300 West Boston
Las Vegas, Nevada  89102   

For the book Alien Magic by William Hamilton, which has all kinds
of pictures from a secret lab, write:   

Robert Girard
P.O. Box 83183
Stone Mountain, Ga.  30083-0023
1-404-297-4624   

                      Appendix C:  Musings   

     There is  some thought  that the U.S. Air Force, in conjunc-
tion with  the Canadians,  has standing  orders to  deny any  UFO
sightings to the public.
     Timothy  Good,   in  his  book  Above  Top  Secret,  states:
"Cooperation between  the United States and Canada in the report-
ing of  UFOs was  laid down,  for example, in the Canadian-United
States Communications  Instructions for  Reporting Vital Intelli-
gence Sightings  (CIRVIS) JANAP  146 (E), issued in March 1966 by
the Joint  Chiefs of Staff as well as the Canadian Defense Staff.
This  publication   lists  instructions   for  the  reporting  of
'information of  vital importance  to the  security of the United
States of America and Canada and their forces, which in the opin-
ion of the observer, requires very urgent defensive and/or inves-
tigative action by the U.S. and/or Canadian armed forces.' Sight-
ings within  the scope  of JANAP 146 include 'Unidentified Flying
Objects' as  distinct from  'Hostile of  unidentified single air-
craft or formations of aircraft,' and there are lengthy and elab-
orate instructions for reporting UFOs" (Good, 192).
     And later he states:  "Because of reports like these [UFOs],
airline pilots  became subject to military restrictions contained
in a  Joint Army-Navy-Air  Force Publication (JANAP), drawn up by
the Joint  Communications-Electronics Committee,  and promulgated
by the  Joint Chiefs of Staff, and could thus find themselves li-
able to  a prison term of up to 10 years and/or a fine of $10,000
if they  discussed their  sightings with  the  media  or  public"
(Good, 283).   

                              * * *   

     Stan Barrington offers a document about "Operation Majority,
which concerns  the dealings of MJ-12.  The following discussion,
taken from  the alt.conspiracy  section of Usenet, focuses on the
validity of those documents:
     "What  is   the  latest   status  of   the  MJ-12  documents
(concerning authenticity)?   I  know that Klass did his usual de-
bunking job,  but also  read that  Friedman produced all the sup-
porting evidence  Klass had demanded (similar typefaces in use on
other documents  of the same era, etc.).  Has the U.S. Government
taken a  formal position on the MJ-12  documents?  What evidence,
pro and  con, has  been produced  on the authenticity issue since
their release.  What are the details of the release?  Any and all
information will be appreciated.  Thanks."
     The reply  was:   "I don't  know about the U.S. Government's
position, but  Klass has  done a  pretty good job of showing that
there is  at least  some fraud  in the papers.  In particular, he
has shown  that the  supposed signature of Harry Truman on one of
the critical  papers is  identical to  the signature  on  another
document in  the National Archives, except that it's (if I recall
correctly)  3.6  percent  larger.    It  is  impossible  for  two
signatures to  be identical  unless one is a photographic copy of
the other,  and interestingly,  most copying  machines do  a very
small expansion  of what  they copy  to prevent  edge  effects--a
blow-up of exactly 1.2 percent.  So it would appear this supposed
signature is  actually a  third-generation photocopy  of Truman's
signature.   Handwriting experts  have confirmed this.  I believe
it's written  up in the current (Spring 1990) Skeptical Inquirer,
but I can't find my copy at the moment so I can't say for sure."
     I don't  know who  Klass or Friedman are, (although Friedman
may be the same person that was mentioned as a helper in Majestic
by Whitley  Strieber, and also mentioned as a government official
in the speech) but the Skeptical Inquirer is a respected paranor-
mal debunking newspaper put out by James "the Amazing" Randi.
     It also seems to me that the idea that Truman's signature is
a photocopy of another one in the National Archives is a bit odd.
There must  be thousands of Truman signature in the Archives, and
thinking that  someone could  find the one that exactly matched a
3.6 percent  enlargement is laughable (but then again, those same
people find the idea of a huge UFO cover-up laughable).   

                              * * *   

     Whitley Strieber  is a  strange character  in this whole af-
fair.   He is  the writer  of Wolfen  and The Howling, two horror
novels.  Lately, he turned to writing about UFOs.
     His first  book on  the subject,  Communion, deals  with his
personal experiences  with abduction  by an  unknown intelligence
(Strieber always tries to avoid the word "alien," so he can leave
the options open that these are humans that are traveling through
time or  even an unknown earthly intelligence).  His second book,
Transformation, is  not as  familiar to me, but I have heard that
it is more of the same as Communion, except that it is less well-
supported and  deals with  a sort  of religion  of  the  unknown.
Strieber contends  in that  book that  the "others"  (as he calls
them) gave  him a  sketchy design  for an anti-gravity motor that
relies on rotating magnets.
     His third  book is Majestic.  Milton William Cooper mentions
it in his speech.  This book follows the Cooper speech closely in
many regards;  in fact,  sometimes it  seems like one is stealing
from the  other because  they are so close.  Strieber writes this
book as  fiction, but  at the  end there is a section in which he
says that  the book  is based on truth and that the government is
hiding information  from the  public.  He insists that this truth
must be brought out.  However, Cooper says that Strieber is work-
ing for  the government.  He offers some proof to this claim, but
he doesn't  really say  why the government would hire Strieber to
write Majestic, or whether he was hired before he wrote Communion
and Transformation.   All Cooper says is that Strieber is testing
the waters,  leaking the information in a way that the government
could deny.
     I think  that if  Strieber works for the government, then it
is mostly  likely because  the government thinks that people will
not believe  anything he  writes about UFOs, given his history of
writing horror.   Thus,  the government  has Strieber write some-
thing that  is based  on truth,  and everyone thinks it is coming
from such a bad source that it must be false.   

                              * * *   

     This from Keith Rowell in Oregon:
     "You folks  interested in Strieber's claims should check out
the book Report on Communion (Morrow, 1989) by Ed Conroy.
     "Conroy is  a San Antonio-based freelance reporter who wrote
some early articles for the local newspaper and then continued to
explore and  investigate till  he ended up with a book.  He basi-
cally concludes  that Strieber's claims are true as far as we now
understand the UFO phenomenon, which is very far from adequate at
this time.   (The  scholarly and scientific establishment has yet
to honestly  and openly embrace the problem of the UFO.  Conroy's
book is  opening the  way for  the  investigative  media  people,
though.   Things are changing as the UFO issue just refuses to go
away.)   You will all hear more and more about the reality status
of UFOs  as we  go through the 1990s.  Intelligence establishment
secrecy is  being slowly broken down and the scientific/scholarly
community is  slowly putting  up less  resistance as the years go
by.
     "My opinions are based on 15 years of reading the UFO liter-
ature and  four years  or so of more or less active participation
in the  UFO community.  It is very hard to understand what is go-
ing on  in the  UFO community without paying very close attention
to it.   The  normal sources  of news  and information cover this
group of  people in  a very  inconsistent and sometimes downright
biased way.   You're  just going  to have to get your feet wet on
this one; otherwise, you'll just being talking through your hat.
     "I'll be happy to send via electronic mail my representative
UFO bibliography  to anyone  who wants it.  Lately, new (and sig-
nificant) UFO books are added practically monthly in the past few
years.   UFOs are hot again.  We seem to be in a peak of activity
again.
     "The latest  significant book  is by Ed Walters on his Gulf-
breeze UFO/photograph  experiences, being distributed to your lo-
cal bookstores as I write this."</pre>
<p></strong></font></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Codici delle aree dell’Area 51</title>
		<link>http://www.unknown.it/ufo/codici-delle-aree-dell-area-51/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 23:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ufo]]></category>
		<category><![CDATA[area 51]]></category>
		<category><![CDATA[dreamland]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi proponiamo un interessantissimo Vademecum sui Codici delle Aree dell&#8217;Area 51 a cura del nostro collaboratore Enrico Baccarini.
 
Aree 1/30 : numero delle aree appartenenti al nevada test site, le zone denominate con i numeri : 13, 21, 24 e 28 non sono registrate. La sequenza delle aree numerate non seguono un’ordine logico. I confini dell’area 51 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;">Vi proponiamo un interessantissimo Vademecum sui Codici delle Aree dell&#8217;Area 51 a cura del nostro collaboratore Enrico Baccarini.</span></span></p>
<p align="center"><span id="more-581"></span> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><strong>Aree 1/30</strong> : numero delle aree appartenenti al nevada test site, le zone denominate con i numeri : 13, 21, 24 e 28 non sono registrate. La sequenza delle aree numerate non seguono un’ordine logico. I confini dell’area 51 sono 115-45’ e 115-56’ di longitudine &amp; 36-12.5’ e 37-17.5’ di latitudine precisando che i confini attuali possono essere modificati dal Distretto Amministrativo.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><strong>Area 2</strong> : codice dell’area adibita a deposito munizioni, ubicato a Nord-Est e confinante con Nellis. Quest’area è meglio conosciuta come “Base di Lake Mead”.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><strong>Area 13</strong> : Piccola area usata per il collaudo nucleare presso l’Emmigrant Valley, a nord dell’Area 51. Quest’area è dove vengono circoscritte le dispersioni di plutonio del “progetto 57”.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><strong>Area 15</strong> : nome in codice dell’Area appartenente al nevada test site, adiacente all’area51.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><strong>Bald Mountain</strong> : offre una delle migliori viste su Groom Lake e sulla Emmigrant Valley.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><strong>Base Camp </strong>: luogo della pista d’atterraggio ausialiare, completamente asfaltata e ben equipaggiata. L’ubicazione è adiacente al settore US-6 posta a 15 miglia a nord-est di warmsprig. Questo luogo era precedentemente il campo base per il progetto Faulttle SS, base operativa dei Test Nucleari sotterranei posta più a nord.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><strong>Bechtel </strong>: presunto imprenditore privato assunto dal governo USA per la progettazione degli edifici della base 51.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><strong>Striscia di Sandia </strong>: è il nome della pista di atterraggio del TTR (Tonopah Test Range). Secondo quanto affermato da Lear è il nome di una base segreta a Pahule Mesa, posta a Nord del Nevada Test Site.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;">Nel blocco di spazio aereo noto sulle tabelle di volo come R-4808E e ristretto ai voli per transiti di 24 ore a quello di Dreamland. Aerei dalla base di Nellis pattugliano e scoraggiano le intromissioni in questo spazio aereo, inoltre il Dreamland Control opera su una frequenza di 261.2 Mhz (per il controllo aereo).</span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><strong>Emigrant</strong> : complesso che appartiene a Nellis, posta nella valle del deserto ove sono dislocate Groom e Papoose Lake. Il groom dry lake è un lago asciutto di 3 miglia di larghezza per 4 di lunghezza. Tra il ’50 ed il ’60 il letto del lago venne usato come un piano per lo scorrimento aereo sfruttato dal collaudo dell’aereospia U-2 richiesto dalla CIA. Il lago si riempe temporaneamente durante le perturbazioni metereologiche. </span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;">Nomi e sinonimi dell’Area51:</span></span></p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;">- The Ranch o Paradise Ranch (usato dalla Lookheed)</span></span></p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;">- Watertown o Watertown Strip, The Site o the site test (usato dai laboratori locali)</span></span></p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;">- Station3, usato dai piloti del Janet 737 (aerei che collegano Groom Lake con l’aereoporto di Las Vegas, McCarran) con 10-12 voli a Groom Lake e 8-10 a Tonopah, giornalieri, per portare i lavoratori e rifonimenti . La janet è governativa e assunta dalla EG&amp;G, non si conosce il propietario (forse Betchel).</span></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Nazismo e Odinismo: il connubio imperfetto</title>
		<link>http://www.unknown.it/storia/nazismo-e-odinismo-il-connubio-imperfetto/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/storia/nazismo-e-odinismo-il-connubio-imperfetto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 10:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Asatru]]></category>
		<category><![CDATA[etenismo]]></category>
		<category><![CDATA[Hilter]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence M.F. Sudbury]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Sudbury]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[odinismo]]></category>
		<category><![CDATA[rune]]></category>
		<category><![CDATA[ss]]></category>
		<category><![CDATA[Von List]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;«I leader nazisti volevano estirpare totalmente la cristianità e sostituirla con una religione razziale adatta ai loro obiettivi. Credevano di potere soffocare le chiese protestanti e cattolica in un tempo relativamente breve. Stabilirono un piano prima ancora di prendere il potere. Il piano nacque dagli incontri dei gerarchi più fidati di Hitler, Goering, Goebbels, Rosenberg, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>«I leader nazisti volevano estirpare totalmente la cristianità e sostituirla con una religione razziale adatta ai loro obiettivi. Credevano di potere soffocare le chiese protestanti e cattolica in un tempo relativamente breve. Stabilirono un piano prima ancora di prendere il potere. Il piano nacque dagli incontri dei gerarchi più fidati di Hitler, Goering, Goebbels, Rosenberg, Hess, Schemm, Von Schirach. Gerarchi meno antireligiosi come Von Epp e Von Papen ne furono probabilmente tenuti all’oscuro». Così inizia un massiccio dossier compilato dall’Oss, lo spionaggio americano della Seconda guerra mondiale, in vista del processo di Norimberga. Sono 148 volumi custoditi dalla Cornell University, una delle università più prestigiose d’America, diretti da William Donovan, detto &#8220;wild Bill&#8221;, il selvaggio Bill, il fondatore dello stesso Oss, morto nel 1959. La ricercatrice Julie Seltzer Mandel ne ha pubblicato il primo, di 108 pagine. [...] Il capo dell’Oss potrebbe non essere del tutto imparziale: cattolicissimo, gesuita mancato, fu sempre dalla parte del Vaticano (che lo impiegò a fini spionistici persino in Giappone). Ma sul neo paganesimo nazista ha forti pezze di appoggio, compresi i filmati degli ancestrali riti notturni, soprattutto per i giovani, alla luce delle torce, e i simboli e le formule magiche delle antiche deità tedesche, a cominciare da Odino, onorate dai gerarchi&#8230;</em>&#8220;<span id="more-314"></span></p>
<p>Questo è quanto riportato da un articolo comparso sul Corriere della Sera nel marzo 2002 [1], uno dei molti testi, storici e giornalistici, che nel corso degli anni, hanno contribuito a creare nell&#8217;immaginario collettivo il binomio tra &#8220;spiritualità e ideologia nazista&#8221; e culto degli antichi dei norreni, tanto da far diventare la &#8220;runa di Odino&#8221; (&#8221;Othala&#8221;) una sorta di simbolo internazionale neo-nazista.</p>
<p>In realtà, si tratta di un binomio a dir poco imperfetto.</p>
<p>Per comprendere il senso di questa &#8220;imperfezione&#8221;, dobbiamo partire, innanzitutto, da una breve analisi del senso dell&#8217;&#8221;Odinismo&#8221;.</p>
<p>La religione che oggi viene comunemente chiamata Odinismo è una branca del movimento eteno, un culto che ripropone in epoca moderna l&#8217;antico paganesimo germanico in forme talvolta definibili ricostruzioniste, talvolta esplicitamente innovative ed eclettiche.</p>
<p>Sostanzialmente, comunque, l&#8217;Odinismo e l&#8217;Etenismo si inquadrano in un filone piuttosto ben definito di ritorno a religiosità primarie di cui fanno parte elementi quali il neopaganesimo naturista o la Wicca: a differenza di queste forme religiose, però, evolutesi in forme &#8220;modernizzate&#8221;, l&#8217;Etenismo o, più tecnicamente, l&#8217;&#8221;Asatru&#8221; (che originariamente [2], nel suo significato di &#8220;credo negli Asi&#8221;, sta ad indicare il culto degli dei d&#8217;Islanda, una delle ultime terre nordiche a convertirsi al cristianesimo, ma è andato progressivamente a disegnare il quadro del culto complessivo delle divinità scandinave) o il &#8220;Forn Sed&#8221; (&#8221;Vecchie Usanze), si fonda molto di più su una operazione quasi &#8220;archeologica&#8221; di ricostruzione dell&#8217;originale religiosità norrena [3].</p>
<p>Le origini di tale religiosità, per altro, si perdono nella più remota antichità e includono alcuni nuclei tematici fondamentali:</p>
<p>- il credo politeistico in tre &#8220;razze&#8221; divine coinvolte negli affari umani, gli Asi, che rappresentano il potere, l&#8217;ordine e le capacità produttive, i Vani, che rappresentano la fertilità della terra e le forze della natura e gli Jotnar, i giganti che rappresentano il caos e le distruzione;</p>
<p>- la presenza di alcuni dei più importanti e con &#8220;funzioni&#8221; specifiche. Tra essi si possono ricordare: Thor il dio del tuono che genera la pioggia con il suo martello, Odino, il capo di tutti gli dei, simbolo della saggezza, capace di donare un occhio per bere alla fonte della conoscenza e di rimanere appeso nove notti all&#8217;albero sacro Yggdrasil per apprendere il segreto delle sacre rune, Frey, dio della fertilità dei campi e dell&#8217;agricoltura, Ostara dea della generatività femminile e Skadi, dea dell&#8217;indipendenza, della morte, della caccia e&#8230; dello sci4;</p>
<p>- un sistema valoriale basato sulle cosiddette &#8220;Nove Nobili Virtù&#8221;: coraggio, verità, onore, fedeltà, disciplina, ospitalità, industriosità, autostima e perseveranza. E&#8217; altresì da notare che nella &#8220;antica religione&#8221; non esistevano assolutamente forme di discriminazione basate su etnicità, genere, lingua, nazionalità, razza, orientamento sessuale o elementi simili;</p>
<p>- l&#8217;origine diretta degli esseri umani dagli dei, con i tre fratelli Odino, Ve e Vili che avrebbero creato gli uomini da tre alberi e una quarta divinità, Rig, che avrebbe portato il senso delle &#8220;classi sociali&#8221; sulla terra. La differenza centrale tra uomini e animali starebbe nella capacità dei primi di avere l&#8217;&#8221;Od&#8221;, cioè l&#8217;estasi mistica. Dopo la morte, coloro che muoiono in battaglia saranno portati nel Valhalla dalle Valchirie e banchetteranno con gli dei, mentre coloro che si comportano in modo disonorevole dimoreranno nel triste e tormentato regno della dea Hel;</p>
<p>- una cosmogonia che si basa sulla fusione di fuoco e ghiaccio provenienti dai rispettivi regni di Muspelheim e Niflheim nello spazio vuoto chiamato Ginnungigap (con Odin, Vili e Ve che, successivamente, avrebbero forgiato la terra dalle ossa di un gigante che avevano ucciso) e una teleologia che si fonda sul concetto fondamentale del Ragnarök, la grande battaglia tra gli dei e i giganti. A differenza dell&#8217;Apocalisse, la descrizione del Ragnarök è molto chiara in tutti i suoi aspetti: dai lupi che inghiottiranno sole e luna al crollo delle montagne, dalla morte della maggior parte degli dei alla sopravvivenza di un uomo e una donna Lifthrasir e Lif, che ripopoleranno il mondo e daranno inizio ad una nuova era di pace [5].</p>
<p>Già da queste poche note risulta piuttosto evidente la difformità tra credo odinistico e mistica nazista: esistono certamente punti di unione, in particolare riguardo alle &#8220;Nove Virtù&#8221;, ma, come si è visto, la grande apertura mentale propria della religiosità etenico-norrena, crea una divaricazione notevolissima tra i due sistemi di pensiero.</p>
<p>Da cosa nasce, dunque, un accostamento persistente quanto erroneo?</p>
<p>Per capire questo punto, è necessario analizzare quel grande sostrato mistico-ideologico e fondamentalmente sincretico di ogni tradizione religiosa o pseudo-religiosa di matrice antica che formo la cultura &#8220;misterica&#8221; europea tra fine XIX e, soprattutto, inizio XX secolo.</p>
<p>In questo travagliato periodo di perdita delle &#8220;certezze positive&#8221;, alcuni personaggi particolari, capaci proprio di operazione sincretiche a tratti a dir poco &#8220;spericolate&#8221; dal punto di vista storico e teologico, seppero emergere ed imporre le proprie idee a circoli di persone che avevano visto cadere progressivamente ogni certezza.</p>
<p>Tra costoro, un ruolo di primo piano fu quello assunto da Guido Von List, poeta, giornalista, intellettuale, drammaturgo e pellaio viennese che, a partire dal suo famoso <em>Deutsch-Mythologische Landschaftsbilder </em>[6] e poi in una serie di scritti in prosa e poesia, pose le basi di quella sorta di religione occulta che prese il nome di &#8220;Armanismo&#8221;. La &#8220;leggenda&#8221;, creata da Von List stesso, sulla prima ispirazione che lo condusse allo sviluppo della sua teoria teologica vuole che il giovane Guido, all&#8217;età di 14 anni, rimanesse così folgorato da una visita alla cripta della cattedrale di Santo Stefano (chiesa costruita sul sito di un tempio pagano) a Vienna nel 1862 da decidere fin da allora di costruire un giorno un tempio al dio Odino [7]. Purtroppo, da quanto è possibile comprendere oggi, Von List, con l&#8217;andare del tempo, pur ampliando in estensione il raggio del suo pensiero, non pare, dal punto di vista storico, averlo approfondito ulteriormente da quel giorno. L&#8217;Armanismo, infatti, si presenta oggi allo storico delle religioni come una sorta di confuso guazzabuglio di idee in cui le già discutibili teorie teosofiche della celeberrima occultista Madame Blavatsky si mescolano ad elementi provenienti dalla Gnosi e ad elementi raccogliticci di storia romana e germanica, il tutto condito da un certo gusto tardo-romantico e vagamente ossianico. Ne deriva una specie di culto solare e di esaltazione delle antiche tradizioni germaniche, in cui il ritorno alla antica religiosità para-naturale norrena (e, si badi bene, la confusione tra tradizione germanica e tradizione scandinava, che, per quanto legate a radici comuni, si differenziano storicamente piuttosto nettamente, è pressoché totale) e allo studio della &#8220;magia delle rune&#8221; (&#8221;Armanen Futharkh&#8221;) hanno un peso sostanziale. Particolarmente interessante è, poi, la concezione della superiorità filosofico-etnica del &#8220;popolo ariano&#8221;, il cui profondo misticismo sarebbe derivato da conoscenze superiori, perdute con l&#8217;avvento del cristianesimo, di cui il popolo germanico avrebbe dovuto reimpossessarsi [8].</p>
<p>E&#8217; impossibile non vedere in questi nuclei tematici le ragioni di un interesse successivo per l&#8217;Armanismo da parte di numerosi circoli politico-occultistici pre, para e proto-nazisti.</p>
<p>Tra questi, uno assume, in prospettiva storica, particolare importanza: la &#8220;Società Thule&#8221; (&#8221;Thule Gesellschaft&#8221;).</p>
<p>Il fondatore di questo gruppo era stato Rudolph Blauer (che poi mutò il proprio nome in Rudolf von Sebottendorff), un ricco commerciante tedesco che, durante un soggiorno in Turchia, era stato istruito sui segreti della massoneria, del rosicrucianesimo e del misticismo orientale.</p>
<p>Sebottendorff, per molti versi, fornì la base esoterica del nuovo gruppo occultista, che nacque ufficialmente nell&#8217;agosto del 1918, prendendo il nome dalla leggendaria isola nordica dell&#8217;Artico: secondo la tradizione, la terra di Thule si doveva identificare con l&#8217;Islanda, la Scandinavia o la Groenlandia, ed era un&#8217;isola abitata da esseri superiori (noti col nome di Ariani o Iperborei) che possedevano facoltà telepatiche e tecnologie avanzatissime rispetto a quelle umane.</p>
<p>Il centro più importante della società fu Monaco di Baviera, dove, grazie ai contributi di alcuni ricchi adepti, la &#8220;Thule&#8221; riuscì persino ad acquistare il quotidiano locale, l&#8217;&#8221;Osservatore di Monaco&#8221;, poi rinominato l&#8217;&#8221;Osservatore del Popolo&#8221; [9].</p>
<p>Definire la ideologia di fondo della Società è impresa ardua: per molti versi il &#8220;credo&#8221; dei suoi partecipanti appare oggi come una sorta di &#8220;antologia&#8221; (per non dire di &#8220;frullato&#8221;) di tutto quanto di misterico e para-mitologico era stato costruito nel cinquantennio precedente, dall&#8217;immancabile teosofia della Blavatsky a residui steineriani, dalle teorie biblico-razziali della &#8220;teozoologia&#8221; di Jörg Lanz Von Liebenfels [10] alle elocubrazioni geopolitiche di Karl Haushofer [11], dall&#8217;infame antisemitismo più becero di Theodor Fritsch [12] allo &#8220;spiritualismo germanico&#8221; appunto di Von List, che, per alcuni versi, fungeva da &#8220;padre nobile&#8221; della società, ritenendosi quasi tutti gli altri teorici menzionati direttamente o indirettamente suoi allievi.</p>
<p>Era, dunque, quasi inevitabile che, in questo &#8220;poutpourri&#8221; pseudo e para-misticheggiante, un posto d&#8217;onore spettasse proprio alla già di per sé piuttosto inesatta teologia germano-norrena del poliedrico studioso viennese. Di fatto, però, essa, mescolandosi ad altri elementi di così varia origine, venne ulteriormente snaturata, riducendosi ad un miscuglio di simbolismi (dalle rune alla svastica) di vago sapore germanico, che, agli occhi dello studioso contemporaneo appaiono essere, più che altro, significanti svuotati di significato e pronti per essere ricaricati di senso a seconda delle esigenze e degli interessi di chi li utilizza. Non c&#8217;è, d&#8217;altra parte, da stupirsi di ciò: di fatto la &#8220;Thule Gesellschaft&#8221; fu un prodotto del suo tempo, di una società che aveva perso ogni punto di riferimento e che, nella affannosa ricerca di un sistema per &#8220;riprogrammarsi&#8221;, era disponibile alla fascinazione di ogni teoria radicata nell&#8217;alterità assoluta rispetto all&#8217;esistente e di ogni simbolismo capace di assurgere al ruolo di &#8220;nuova bandiera da seguire&#8221;, qualunque fosse il significato più o meno forzatamente imposto al simbolo stesso.</p>
<p>Purtroppo, il risultato della miscela di teorie teosofico-germanofilo-arianizzanti della Società Thule, fu un uomo capace proprio di trovare (o &#8220;appiccicare&#8221;) significati nuovi a simboli di per sé anche molto lontani dalle sue idee di fondo: Adolf Hitler.</p>
<p>È, infatti, nel 1919 che la Società Thule mostrò al mondo intero quello che diventerà il suo più celebre e &#8220;illustre&#8221; iniziato. In quegli anni il futuro fuhrer ebbe come maestro e precettore Dietrich Eckart, uno degli affiliati più brillanti dell&#8217;organizzazione, essendo egli a capo dell&#8217;edizione di un giornale anti-semita e un esperto occultista.</p>
<p>Eckart addestrò Hitler nelle tecniche oratorie, linguaggio del corpo, mimica facciale, e accrescimento dell&#8217;autostima, rendendolo così un oratore capace di entusiasmare e ammaliare con i gesti e con le parole la pressoché totalità del &#8220;volk&#8221; germanico [13].</p>
<p>Non è un caso che Hitler in seguito dedicò il Mein Kampf, la sua opera più importante, proprio al suo mentore Eckart. Dopo essere stato discepolo di quest&#8217;ultimo, Hitler ricevette anche gli insegnamenti di Karl Haushofer, nel frattempo divenuto professore di geopolitica a Monaco e fondatore della famosa e discussa Società Vril: con questo ultimo passaggio, il cerchio produttivo della ideologia mistica nazional-socialista divenne completo.</p>
<p>Ma cosa rimase, in tutto questo lavoro di filtraggio e in tutti questi passaggi rielaborativi, del nucleo etenista all&#8217;interno di tale ideologia?</p>
<p>In realtà ben poco: praticamente le scatole vuote di una visione romantico-wagneriana [14] delle antiche virtù germaniche, snaturate della loro qualità creativa originaria e reinserite nel più stretto dogmatismo [15] di quello che, secondo le parole di Pauwels e Bergier [16], doveva diventare un &#8220;altrove assoluto&#8221; rispetto a tutta la cultura sviluppata nel tardo &#8216;800, i significanti svuotati di rune reinterpretate in chiavi lontanissime dal loro senso norreno [17] e, forse, anche se è discutibile, l&#8217;auto-identificazione di Adolf Hitler con un &#8220;thurse&#8221;, un essere della distruzione che, nella sofisticata visione cosmologica dell&#8217;Asatru, doveva fungere da agente dell&#8217;entropia, a cui si contrapponeva (in un contrasto che sfociava nella complementarietà) la forza ordinatrice rappresentata, secondo la rilettura hitleriana, dell&#8217;intero popolo ariano, costruttore di un &#8220;mondo nuovo&#8221;[18].</p>
<p>D&#8217;altro canto, Hitler stesso dimostrò a più riprese la propria distanza dall&#8217;Odinismo classico.</p>
<p>Certamente, durante la sua ascesa, alcuni gruppi occultistici fondati sulla base delle dottrine che influenzavano la società tedesca dell&#8217;epoca, mostrarono un grande interesse per quello che oggi viene definita, con una certa genericità, &#8220;misticismo nazista&#8221;, ma una volta raggiunto il potere, il führer scoraggiò apertamente ogni attività di stampo religioso che potesse anche solo velatamente deviare dagli obiettivi del partito, dalla sua immagine di &#8220;deus soter&#8221;[19] o dalla linea esoterica ufficiale del &#8220;mago di Himmler&#8221; Karl Maria Willigut (che semplicemente, nella sua &#8220;Ueiskuinigsto&#8221;, riproponeva in chiave misticheggiante le fantasie occultistiche della Thule, di cui il suo &#8220;padrone si era appropriato facendone una ragione di vita [20]), cosicché parecchi gruppi neopagani e mistici germanici dovettero subire una serie di persecuzioni che si conclusero anche con deportazioni nei campi di concentramento [21]: Friedrich Marby, il grande studioso delle rune realmente scandinave passò 99 mesi a Dachau, Siegfried Kummer, leader dell&#8217;Armanismo &#8220;scientifico&#8221; sparì nel nulla e Herman Wirth, creatore della &#8220;etenistica&#8221; &#8220;Deutsches Ahnerbe&#8221; venne esiliato.</p>
<p>Le affermazioni di Hitler e quelle di altri gerarchi andarono, d&#8217;altra parte, sempre nella stessa direzione. &#8220;<em>Il Fuhrer «dichiarò che il futuro non era la rinascita del culto di Wotan»; Rosenberg proclamò che «Odino è morto»; e von Schirach «assicurò ai genitori che non avrebbe spinto i loro figli a erigere altari nelle foreste»</em>&#8221; [22]. Già nel <em>Mein Kampf</em> Hitler aveva apertamente criticato i pagani &#8220;<em>che sognano l’eroismo del passato, la preistoria, le lance e gli scudi, ma che in realtà sono i peggiori codardi che si possa immaginare</em>&#8221; [23].</p>
<p>Su queste basi, le pretese di certi moderni Odinisti di estrema destra, in particolare di quel ramo etenista che si definisce &#8220;Wotanista&#8221; e che ha come principale esponente un &#8220;teorico&#8221; (o meglio un criminale comune [24]) dello spessore (nullo) di David Eden Lane [25], di un connubio tra ideologia nazionalsocialista e culti norreno-germanici, non può che definirsi un semplice, per quanto terrificantemente nefasto, frutto dell&#8217;ignoranza storica e della facile fascinazione per simboli di seconda mano, completamente annullati da rimaneggiamenti accumulatisi nei periodi più bui del XX secolo.</p>
<p><span style="x-small;"><span style="underline;"><span style="x-small;"><span style="underline;">Note</p>
<p></span></span></span>:</p>
<p>[1] E. Carretto, &#8220;<em>Pagani in marcia sotto la svastica</em>&#8220;, Corriere della Sera, 4 marzo 2002</p>
<p>[2] Il termine è apparso per la prima volta nel periodico &#8220;Fjallkonan&#8221;, come ritorno alle tradizioni nordico-islandesi, nel 1885</p>
<p>[3] M.Mirabello, <em>The Odin Brotherhood</em>, Mandrake 2003, p.23</p>
<p>[4] Dalle &#8220;funzioni specifiche&#8221; di questi dei è possibile apprendere molto sia dello stile di vita che del sistema valoriale che dominavano le esistenze degli antichi vichinghi.</p>
<p>[5] J. Lindow, <em>Norse Mythology: A Guide to Gods, Heroes, Rituals, and Beliefs</em>, Oxford University Press, USA 2002, passim</p>
<p>[6] G.Von List, <em>Deutsch-Mythologische Landschaftsbilder</em>, Verlag den Verfassers 1891-1913</p>
<p>[7] G.Von List, <em>Das Geheimnis der Runen</em>, Guido-von-List-Gesellschaft 1908, p.14</p>
<p>[8] N.Goodrick-Clarke, <em>Black Sun: Aryan Cults, Esoteric Nazism and the Politics of Identity</em>, New York University Press 2003, pp.87ss</p>
<p>[9] D.Sklar, <em>The Nazis and the Occult</em>, Dorset Press 1977, pp. 63ss.</p>
<p>[10] J. Lanz von Liebenfels, <em>Theozoologie oder die Kunde von den Sodoms-Äfflingen und dem Götter-Elektron</em>, Vienna 1905</p>
<p>[11] K. Haushofer, <em>Bausteine zur Geopolitik</em>, Berlino 1927</p>
<p>[12] T. Fritsch, <em>Antisemiten-Katechismus</em>, Berlin 1893</p>
<p>[13] T. Ravenscroft, <em>The Spear of Destiny</em>, Samuel Weiser Inc. 1973, pp.37-38</p>
<p>[14] L&#8217;influenza wagneriana sullo sviluppo del pensiero di Hitler è ben nota. In proposito cfr. J.Kohler, <em>Wagner&#8217;s Hitler: The Prophet and His Disciple</em>, Polity 2000, passim</p>
<p>[15] C.G.Jung, <em>The Collected Works of C. G. Jung</em>, Routlege &amp; Kegan Paul, 1967, pp. 231-237</p>
<p>[16] L.Pauwels, J.Bergier, <em>The Morning of the Magicians: Secret Societies, Conspiracies, and Vanished Civilizations</em>, Avon 1968, p.103</p>
<p>[17] E.Thorsson, <em>Northern Magic: Rune Mysteries and Shamanism</em>, Llewellyn Publications 2002, pp.30-33</p>
<p>[18] Tale interpretazione discende in particolare da un passo del Mein Kampf in cui Hitler scrive: &#8220;Il primo passo per distruggere una nazione è distruggere la sua cultura&#8221;. Cfr. A.Hitler, <em>Mein Kampf</em>, Houghton Mifflin 1971, p. 71</p>
<p>[19] W.C. Langer, <em>The mind of Adolf Hitler; the secret wartime report</em>, Basic Books 1972, p.29</p>
<p>[20] P.Roland, <em>The Nazis and the Occult: The Dark Forces Unleashed by the Third Reich</em>, Chartwell Books 2007, pp.89 ss.</p>
<p>[21] <em>Ivi</em>, pp.97-98</p>
<p>[22] E.Carretto, <em>Citato</em>[23] A.Hitler, <em>Citato</em>, p.49</p>
<p>[24] Lane è morto per un attacco epilettico nella prigione di Terre-Haute, Indiana, dove era detenuto per cospirazione e violazione dei diritti civili.</p>
<p>[25] Cfr. D.Lane, <em>Wotanism</em> in http://www.mourningtheancient.com/dl-2.htm</p>
<p></span></p>
<p><map name='google_ad_map_314_05458d914eeef760'>
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		<title>VIDEO &#8211; Zeitgeist Addendum (Zeitgeist 2)</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 22:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola S.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[il sequel del così tanto discusso documentario &#8220;Zeitgeist &#8211; The Movie&#8221; è uscito. Ve lo presentiamo in lingua inglese con i sottotitoli in italiano. E&#8217; diviso in 14 parti da circa 9 minuti ognuno.
Così come il primo filmato, anche questo mischia affermazioni e osservazioni inestimabili a elementi fragili o quantomeno &#8220;sospetti&#8221;. Come il riferimento un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il sequel del così tanto discusso documentario &#8220;<a href="http://www.unknown.it/controinformazione/zeitgeist_filmato_video/">Zeitgeist &#8211; The Movie</a>&#8221; è uscito. Ve lo presentiamo in lingua inglese con i sottotitoli in italiano. E&#8217; diviso in 14 parti da circa 9 minuti ognuno.<br />
Così come il primo filmato, anche questo mischia affermazioni e osservazioni inestimabili a elementi fragili o quantomeno &#8220;sospetti&#8221;. Come il riferimento un po spinto e marcato al Venus Project, che personalmente mi solleva delle perplessità. Ad ogni modo, Zeitgeist Addendum è un Documento che è bene conoscere e condividere, cogliendo e scartando liberamente quello che ognuno desidera cogliere e scartare. Buona Visione<br />
<span id="more-446"></span></p>
<p><em>(Se desideri vedere il primo capitolo della serie vai a <a href="http://www.unknown.it/controinformazione/zeitgeist_filmato_video/">Zeitgeist the Movie</a>)</em></p>
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<p>Nella seconda parte si affronta il tema della spirale del debito in un sistema<br />
bancario basato sulla &#8220;riseva frazionaria&#8221;&#8230; </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/H_oMPNYP9EM&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/H_oMPNYP9EM&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Il ciclo perpetuo del debito nel sistema bancario a riserva frazionaria&#8230;<br />
Un sistema di moderna schiavitù. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CP9-CzBkiIA&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/CP9-CzBkiIA&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>In questa quarta parte si analizza il modo in cui gli Stati Uniti<br />
hanno promosso e diretto sin dal dopoguerra azioni sovversive in numerosi paesi &#8220;non allineati&#8221; (ovviamente ricchi di risorse&#8230;)<br />
- In Iran, Mossadegh &#8211; 1953;<br />
- In Guatemala, Arbenz &#8211; 1954;<br />
- In Ecuador, Roldos Aguilera &#8211; 1981;</p>
<p>&#8230; prima di ricorrere ai rimedi più estremi&#8230; intervenivano i cosiddetti &#8220;killer&#8221; dell&#8217;economia&#8230;<br />
rappresentanti delle corporations che tentavano di corrompere i governi<br />
locali, usando anche l&#8217;arma del debito&#8230; ovvero inducendo tali governi ad accettare prestiti dalla Banca Mondiale o da altre istituzioni collaterali che non avrebbero mai potuto sostenere&#8230; </p>
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<p>In questa quinta parte si analizzano altri casi di<br />
azioni sovversive promosse in paesi che non accettavano<br />
la sudditanza economica agli Stati Uniti:<br />
- In Panama, Torrijos &#8211; 1981;<br />
- In Venezuela, il golpe promosso contro Chavez &#8211; 2002;<br />
e infine&#8230; l&#8217;Iraq, con la rimozione del regime di Saddam Hussein. </p>
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<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eZwzgcD8DjY&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/eZwzgcD8DjY&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/k4asI4_TcF8&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/k4asI4_TcF8&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DR5BTHUVi04&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DR5BTHUVi04&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Da questa parte viene trattato un argomento molto discutibile. Si parla di un &#8220;Progetto Venere&#8221; (The Venus Project) e purtroppo emerge il sospetto che tutto il film sia nato per fare propaganda ad hoc.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Gbh8OB8mLTI&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Gbh8OB8mLTI&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/obi_xyVQIlI&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/obi_xyVQIlI&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QdriWGOSwzE&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/QdriWGOSwzE&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IEho0eky5t8&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/IEho0eky5t8&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mfn_AEMs-ag&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mfn_AEMs-ag&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bzqmPMi8BaU&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bzqmPMi8BaU&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><em>(Se desideri vedere il primo capitolo della serie vai a <a href="http://www.unknown.it/controinformazione/zeitgeist_filmato_video/">Zeitgeist the Movie</a>)</em></p>
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