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	<title>Il Portale del Paranormale</title>
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	<description>Misteri e Segreti del Pianeta Terra</description>
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		<title>La “Tomba di Cristo”</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 02:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[talpiot]]></category>
		<category><![CDATA[Tomba di Cristo]]></category>

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		<description><![CDATA[  La Tomba di Cristo Business, realtà o fantasia Enrico Baccarini     Gli ultimi anni ci hanno abituato a rivelazioni epocali, a incredibili scoperte in grado di rivoluzionare il corso della nostra storia o a modificare le nostre credenze. Lo scorso febbraio una nuova bomba è esplosa nel mondo dell’archeologia lanciando i propri dardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="center"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><em>La Tomba di Cristo</em></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="center"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><em>Business, realtà o fantasia</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center">Enrico Baccarini</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> <span id="more-762"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Gli ultimi anni ci hanno abituato a rivelazioni epocali, a incredibili scoperte in grado di rivoluzionare il corso della nostra storia o a modificare le nostre credenze. Lo scorso febbraio una nuova bomba è esplosa nel mondo dell’archeologia lanciando i propri dardi infuocati nel già tormentato campo dell’archeologia biblica e della religione. Un mix di fanta-archeologia, unita ad abili tecniche pubblicitarie, hanno fatto gridare a quella che da molti è stata considerata la “<span style="color: #000000;"><em>scoperta archeologica più importante della storia: il ritrovamento della tomba di Gesù e della Santa Famiglia</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. </span>Quale credibilità si può dare ad una affermazione tanto eccezionale. I vangeli quanto le trascrizioni giunte fin dal più remoto passato della nostra religione e della storia ci avevano infatti abituato a conoscere un corso degli eventi diverso da quello recentemente sbandierato a livello mondiale da giornalisti, documentaristi e studiosi. Cristo era asceso al cielo dopo tre giorni dalla sua morte e la Santa Famiglia, intesa come una discendenza terrena del Messia, erano considerate il frutto di speculazioni e distorsioni di una ricerca biblica fuori da ogni canone e rigore scientifico. Dan Brown ci aveva parimenti introdotto, attraverso le pagine del suo celebre romanzo <em>Il Codice da Vinci</em>, a nuove ipotesi interpretative affascinanti, in alcuni casi plausibili ma comunque poste sotto la forma di un romanzo che di storico ha dimostrato aver ben poco.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Autore di questa nuova ri-scoperta è stato il regista di “Titanic” James Cameron , vincitore di ben 11 premi Oscar e, negli ultimi anni, prestatosi al mondo della ricerca storica e archeologica come documentarista attento e scrupoloso. Il suo <span style="color: #000000;">&#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>The Lost Tomb of Jesus</em></span><span style="color: #000000;">&#8221; (La tomba perduta di Gesù), documentario prodotto in esclusiva per Discovery Channel, ha letteralmente imposto a milioni di spettatori la prima presunta prova storica di una sopravvivenza terrena, e di una discendenza reale, di Gesù. </span>Ben presto però <span style="color: #000000;">ad affondare le convinzioni del regista non è stata la montagna di ghiaccio del Titanic ma il parere di molti e autorevoli archeologi mediorientali e occidentali, come Amos Kloner e padre Michele Piccirillo, che hanno letteralmente dimostrato l’invalidità storico-metodologica, nonché ricostruttiva, delle tesi sostenute da Cameron mentre non sembra parimenti rientrare nel panorama dell&#8217;archeologia-patacca, come è stata da molti definita, la scoperta di un seme di dattero germogliato dopo ben 2000 anni e ritrovato durante alcuni recenti scavi condotti presso la fortezza di Masada. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">La storia del “ritrovamento” avvenuto lo scorso Febbraio non è infatti di questi giorni ma risale a ben 27 anni fa quando durante i lavori di costruzione di alcuni palazzi a Talpiot, sobborgo di Gerusalemme a pochi chilometri dal Santo Sepolcro, fu rinvenuta da alcuni operai una grotta di 2000 anni contenente 10 urne funebri. Nel documentario di Cameron, co-firmato dal documentarista Simcha Jacobovici, si sostiene che la grotta avrebbe ospitato gli ossari di Gesù di Nazareth, della Vergine Maria e di Maria di Magdala, detta la Maddalena, oltre quelle di un certo Giuda, il figlio che secondo molte correnti di pensiero e di ricerca moderne sarebbe nato da un legame fra Gesù e Maria Maddalena. Vera o no che sia la tesi di Cameron il destino del sito sembra aver trovato maggior gloria delle tesi riportate in auge dal suo moderno scopritore. Secondo il </span><span style="color: #000000;"><em>Jerusalem Post</em></span><span style="color: #000000;">, una commissione di indagine voluta dall’Autorità delle Antichità israeliane e dal comune di Gerusalemme vorrebbe, a breve, aprire il sito al turismo di massa e consacrarlo quindi indirettamente come nuovo luogo di interesse storico della nazione di Israele.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Il forte scetticismo dimostrato da molti archeologi pesa però sempre di più e inesorabilmente sulle reali basi storiche all’origine di questa scoperta.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Tra i primi detrattori troviamo Amos Kloner lo studioso che nel 1980 guidò i lavori nella cripta. In numerose interviste rilasciate ai maggiori network mondiali Kloner ha ritenuto poco plausibile &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>che Gesù e i suoi avessero una tomba di famiglia. Erano della Galilea, senza legami a Gerusalemme, mentre la tomba di Talpiot apparteneva a una famiglia della classe media del primo secolo dopo Cristo</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. Per Kloner i nomi riportati sulle urne trovate a Talpiot, estremamente comuni nella Palestina di 2000 anni fa, sono stati trovati in molte altre tombe rinvenute nei decenni passati in numerosi siti archeologici, etichettando quindi la tesi sviluppata nel documentario come &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>una assurdità</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Padre Michele Piccirillo, dal 1973 alla guida degli scavi francescani in Terra santa e direttore dell&#8217;istituto di archeologia di Amman, ha liquidato con la frase &#8220;… </span><span style="color: #000000;"><em>un chiaro esempio di mala-archeologia</em></span><span style="color: #000000;">&#8221; il ritrovamento tardivo della presunta tomba di Gesù e della sua famiglia. &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>Siamo davanti a un errato uso della archeologia</em></span><span style="color: #000000;"> &#8211; dichiara &#8211; </span><span style="color: #000000;"><em>che dalle nostre parti ma anche altrove, impera per far colpo magari a sfondo turistico, o se vogliamo, per alimentare delle cattiverie contro la Chiesa. Non c&#8217;è nulla di scientifico in questo ritrovamento</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;.<br />
Anche Padre Piccirillo commenta che i nomi rinvenuti sulle urne trovate a Talpiot erano molto comuni 2000 anni fa e sono stati trovati anche in altri cimiteri. Secondo Piccirillo, archeologo tra i più stimati in tutto il Medio Oriente, è alquanto &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>fantasioso pensare di trovare tombe a Gerusalemme appartenenti a persone provenienti dalla Galilea</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>Ogni anno</em></span><span style="color: #000000;"> &#8211; conclude &#8211; </span><span style="color: #000000;"><em>siamo di fronte a qualche ritrovamento &#8220;importante&#8221;: prima la tomba di Haifa, poi quella di Giacomo, adesso quella di Gesù. Il fatto è che quando arrivano notizie di questo tenore dalla Terra Santa vengono subito gonfiate dai giornali. Ma sono solo cose commerciali senza nessun fondamento scientifico</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. Vorremmo aggiungere alle parole di Padre Piccirillo la scoperta, avvenuta negli ultimi mesi del 2006, della presunta grotta da cui secondo la tradizione Giovanni Battista avrebbe impartito i propri insegnamenti. </span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Non sempre però la “mala-archeologia” partorisce mostri informi privi di continuità storica e di realtà oggettiva. Ricordiamo proprio come, attraverso le pagine di ARCHEOMISTERI, lo scorso anno avessimo pubblicato a nostra firma un lungo studio su la dinastia dei </span><span style="color: #000000;"><em>Desposini</em></span><span style="color: #000000;">, parenti collaterali del Cristo sopravvissuti alle persecuzioni romane, e protrattasi per i successivi quattro secoli. A tale riguardo storici come Eusebio di Cesarea ci forniscono notizie quantomeno dettagliate a riguardo, ricordandoci anche come una delegazione composta da almeno trenta Desposini fosse giunta a Roma al soglio di Papa Silvestro per reclamare il primato della Chiesa di Gerusalemme su quella di paolino-romana. La realtà storica di questa dinastia “collaterale”, pur se taciuta e non pubblicizzata, ci viene confermata dai documenti storici e dagli stessi scritti dei padri della Chiesa.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Per quanto riguarda invece le vicende del </span>regista di &#8220;Titanic&#8221; James Cameron, questi ha difeso strenuamente il suo controverso documentario, principalmente in una conferenza stampa indetta a New York lo scorso febbraio dove sono stati portati e &#8220;svelati&#8221; due degli ossari al centro delle polemiche.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">«<em>Sono un cineasta, non un archeologo</em>», ha sottolineato Cameron che ha detto di essersi inizialmente avvicinato alla materia «<em>da profano, e di essersi convertito: non ho trovato niente che contraddicesse l’ipotesi iniziale</em>». Purtroppo però la sua formazione da cineasta e non da archeologo ha pregiudicato a detta di molti quel rigore metodologico fondamentale per una produzione di questo tipo. «<em>Chi ci critica non ha visto il film, non ha letto il libro che lo accompagna</em>», ha detto il giornalista investigativo canadese Simcha Jacobovici, che ha collaborato al progetto e che è stato inseguito dalle polemiche dopo la conferenza stampa di New York. «<em>Ogni cristiano sa che Gesù è il figlio di Dio e che è morto e risorto il giorno di Pasqua</em>», ha invece affermato Joseph Zwilling portavoce dell’Arcidiocesi di New York, «… <em>nessun presunto test del Dna o un film di Hollywood cambieranno questo fatto</em>».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&#8220;La tomba perduta di Gesù&#8221; è stato proiettato lo scorso 4 marzo sul canale televisivo inglese Discovery Channel e, nei 59 minuti della pellicola, si è teso a riesaminare i resti archeologici riportati alla luce nel 1980 e sottoposti, in seguito, a una serie di analisi tra cui test del Dna di materiali umani rinvenuti negli ossari. Il documentario racconta inoltre gli studi effettuati da un’equipe di scienziati, archeologi, esperti di statistica e di genetica, su la contraddittoria decina di ossari rinvenuti durante i lavori di costruzione del complesso condominiale a Talpiot.<br />
Secondo Jacobovici, le analisi statistiche hanno stimato che le probabilità che quelle ossa non siano appartenute a Giuseppe, Maria, Gesù, Maria Maddalena e ad un figlio di Gesù, sono inferiori ad una su cento. Dalle prove del Dna, poi, è emerso che tra i resti attribuiti a Gesù e quelli attribuiti alla Maddalena non vi erano legami di sangue, rafforzando l’ipotesi che i due sarcofagi appartenessero a una coppia di coniugi. Poco dopo la loro scoperta, hanno ricordato Cameron e Jacobovici alla loro conferenza stampa newyorchese, «<em>le ossa furono nuovamente sepolte in un luogo consacrato, come vuole la tradizione ebraica</em>». Ma i progressi della scienza genetica &#8211; ha aggiunto Jacobovici &#8211; permettono oggi di realizzare analisi del Dna anche partendo da minuscoli residui, dalle polveri lasciate da quelle ossa.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Le ultime informazioni emerse lo scorso Aprile da studiosi come Amos Kloner tenderebbero a confermare l’ipotesi della strategia mediatico-pubblicitaria; &#8220;…<em>vogliono soltanto ricavarne dei soldi</em>&#8221; è stato il suo ultimo secco commento. Aspri anche i commenti degli esponenti religiosi e della comunità scientifica da molte parte del globo. &#8220;<em>Le prove storiche, religiose e archeologiche dimostrano che il luogo dove il Cristo fu deposto è presso la Chiesa della Resurrezione</em>&#8220;, ha detto Attallah Hana, prete Greco Ortodosso di Gerusalemme. Anche Stephen Pfann, studioso della Bibbia presso l&#8217;università di Terra Santa a Gerusalemme e studioso intervistato nel documentario, preferisce non dare troppo peso alla scoperta. &#8220;<em>Non credo che i Cristiani ci cadranno</em>&#8220;, ha detto, aggiungendo di non essere neppure sicuro che il nome di Gesù sia stato letto correttamente sull&#8217;incisione: &#8220;<em>Più probabilmente si tratta del nome Hanun</em>&#8220;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L’intrigante dibattito non sembra ancora aver cessato la propria corsa, ulteriori aggiornamenti si susseguiranno nei prossimi mesi, a seguito anche di ulteriori prove che lo stesso Cameron afferma di non aver ancora pubblicizzato. Il mondo scientifico osserva e prepara le proprie armi, ovviamente testi e documenti in un paese purtroppo ancora martoriato da una guerra disastrosa, per comprovare definitivamente la sola natura mediatica del materiale prodotto. “Ai posteri l’ardua sentenza”, affermava Manzoni tra le pagine del suo più bel romanzo. Solo il futuro, e nuove scoperte, potranno aiutarci a comprendere un filone che sembra ogni giorno riservarci sempre nuove sorprese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
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		<title>Presentazione del libro “Upui. L’arte della strega”</title>
		<link>http://www.unknown.it/esoterismo/upui-l-arte-della-strega/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/esoterismo/upui-l-arte-della-strega/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 23:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni pensieri sparsi. Personalmente ho avuto la possibilità di conoscere l’arte di Upui attraverso i primi numeri di “Athame” (il bollettino del Circolo dei Trivi), nel 2002 circa, quando pubblicò diversi articoli sulla sua stregoneria istintiva e diversi disegni. Inoltre, essendo iscritta ad alcune mailing-list a cui era iscritto anche Nicolò, leggevo i sogni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni pensieri sparsi. </p>
<p>Personalmente ho avuto la possibilità di conoscere l’arte di Upui attraverso i primi numeri di “Athame” (il bollettino del Circolo dei Trivi), nel 2002 circa, quando pubblicò diversi articoli sulla sua stregoneria istintiva e diversi disegni.<br />
Inoltre, essendo iscritta ad alcune mailing-list a cui era iscritto anche Nicolò, leggevo i sogni che inviava ai vari gruppi e guardavo con interesse gli schemi che ne scaturivano, pensando, all’epoca, che fosse una donna..il dubbio mi è rimasto a lungo perché i suoi scritti erano ambigui dal punto di vista della sua vera identità. <span id="more-757"></span><br />
Comunque, quando recentemente, nel 2006, mi ha contattata per proporsi come collaboratore di Labrys, sapevo già chi fosse dal punto di vista artistico e magico e avevo letto diverse cose nel suo sito, riguardo la sua storia, i ricordi su Gualina, gli schemi di pratica disegnati su carta e le incisioni su rame e nel frattempo avevo intuito quale fosse la realtà circa il suo essere uomo con ricordi di donna. </p>
<p>Reputo il percorso spirituale di Upui e la sua arte originali per diversi motivi. Intanto perché il nostro autore proviene da un percorso cattolico, voleva addirittura entrare in seminario, e – proprio dopo una particolare attività per il Gris di Torino, oltre che nel CUN, il centro ufologico nazionale – è arrivato al sentiero della Dea. In più perché la sua arte unisce il fascino dei grimori rinascimentali allo stile più fumettistico – e lo dico in senso positivo – un tipo di comunicazione più contemporanea, simpatica ed ironica. </p>
<p>Quando nel 2007 con Andrea Armati abbiamo potuto conoscere e incontrare direttamente Nicolò, ci siamo convinti a maggior ragione di quanto fosse importante scrivere riguardo la sua arte, anche per l’originalità dell’autore, per il suo credere profondamente in ciò che vede e sente nei suoi rituali (per quanto  non pretenda di essere creduto per forza), quindi per il suo misticismo e anche per la sua fiducia in noi, nonostante ci conoscessimo relativamente da poco. </p>
<p>Personalmente mi sento di parlare di Upui come di un artista-medium in quanto egli stesso dice che è la sua “non mano” (ovvero quello della strega Gualina) a creare gli schemi sotto la guida degli spiriti amici e della Dea. Egli è, a mio parere, un tramite dell’ispirazione Divina o, per lo meno, di quello che per Upui è il Divino. </p>
<p>Quella di Nicolò, quindi, non è arte in senso stretto ma arte esoterica. Upui non è del tutto consapevole quando crea, questa è la sua caratteristica principale. E’ come se durante i rituali entrasse in trance e avesse visioni di riti e celebrazioni con la Dea (che egli si vede attuare  come donna) e gli Spiriti grazie ai quali comprende delle “leggi” esoteriche e magiche che poi riporta nelle sue opere (disegni e incisioni su rame). Quindi la cosa importante è far capire come l’arte possa diventare veicolo del mondo dello spirito e del contatto tra l’uomo e il Divino. </p>
<p>Per chi mi chiedesse in cosa consista l’originalità della pratica di Nicolò, risponderò che a mio parere consiste nell’essere molto spontanea e istintiva  e nel non appoggiarsi a cose già preconfezionate da altri e quindi di essere veramente originale. In nessun libro di Wicca o di altre forme di stregoneria contemporanea si trovano tali e simili schemi. Il nostro autore segue solo le proprie visioni. Tanto è vero che la stessa simbologia che appare nelle sue opere è molto eclettica: vi sono sia alcuni simboli usati convenzionalmente da movimenti neopagani come la Wicca sia simboli personali di Upui. Non solo. Il nostro autore utilizza anche una serie di alfabeti differenti per raccontare nei suoi schemi ciò che ha visto e sentito: Tebano, Isiaco (non solo in modo tradizionale ma anche in chiave) oltre a caratteri relativi e quindi personali. </p>
<p>A questo punto ci si potrà chiedere in cosa consista, invece, l’originalità del libro. Dal mio punto di vista, consiste nell’aver cercato di fondere testo ed immagini, in modo tale da farli dialogare per esaltare l’opera di Nicolò. Ci è parso che in ambito esoterico non vi fosse nulla di simile, almeno qui in Italia: l’opera che ne è risultata è a metà via tra un saggio e un libro d’arte illustrato che cerca di sviscerare l’opera di Upui sia a livello di contenuto sia a livello visivo. Un libro che, anche per chi non fosse del “settore”, sarà piacevole anche solo sfogliare. </p>
<p>Ma come si compone il libro? L’opera inizia con una biografia dell’autore, il quale ha cominciato il proprio percorso passando dalla sua originale intenzione di entrare in seminario e quindi dal gruppo di ricerca sulle sette, il Gris di Torino, al suo interesse per i movimenti dischisti e del CUN (Centro Ufologico Nazionale) di Torino fino a giungere alla scoperta degli amici spiriti, ai ricordi su una possibile vita passata come la strega Gualina Stabiosa e al rapporto con la Dea. Successivamente, appare un riassunto dei primi ricordi riguardanti Gualina (ricordi tutt’ora in corso, tanto è vero che l’autore sta ancora cercando di ricostruire alcuni fatti non chiariti prima), una sezione dedicata alle simbologie ricorrenti nelle opere grafiche e l’appendice in cui appaiono ulteriori ricordi recenti riguardanti un personaggio un po’ negativo che ha avuto a che fare con Gualina, tale Marcherio, i sogni e le visioni dell’autore e le interviste che gli abbiamo fatto per dare forma al libro. </p>
<p>Spero che questi brevi spunti possano suscitare curiosità nel lettore, tanto da voler entrare nel favoloso mondo della Strega Upui. </p>
<p>Sarah Bernini<br />
(articolo tratto dal sito artesassociazione.org) </p>
<p>&#8212; </p>
<p>Myspace del libro: myspace.com/upuiartedellastrega<br />
Sito della casa editrice Eleusi: eleusiedizioni.it<br />
Sito personale di Nicolò Mulè (UPUI): http://upui.altervista.org/</p>
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		<title>Villa di Faragola</title>
		<link>http://www.unknown.it/storia/villa-di-faragola/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 22:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luz09</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è chi l’ha definita la Piazza Armerina di Puglia; infatti la residenza tardo antica in corso di scavo in località FARAGOLA,nel territorio di Ascoli Satriano (Fg). Anche se l’area finora indagata,circa 1550 metri quadri,è solo parte di un complesso molto più vasto e articolato,la villa di Faragola,databile fra IV e VI sec.d.C.,si presenta già come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-734" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/1240484787956_faragola-ricostr-cenatio.jpg" alt="Ricostruzione 3d della villa" width="448" height="253" />C’è chi l’ha definita la Piazza Armerina di Puglia; infatti la residenza tardo antica in corso di scavo in località FARAGOLA,nel territorio di Ascoli Satriano (Fg).<br />
<span id="more-733"></span></p>
<p>Anche se l’area finora indagata,circa 1550 metri quadri,è solo parte di un complesso molto più vasto e articolato,la villa di Faragola,databile fra IV e VI sec.d.C.,si presenta già come uno dei più significativi esempi di residenze rurali tardo antiche nell’Italia meridionale.</p>
<p>Le ricerche stanno ricostruendo una lunga vicenda,a partire dalle fasi insediative che precedettero la villa,prima della conquista romana della Daunia avvenuta tra fine IV e II sec.a.C. : per l’età daunia nella stessa area è presente un abitato rurale,al momento attestato solo da una piccola porzione di mosaico a ciottoli databile al IV-III sec.a.C.</p>
<p>Alquanto limitati sono,finora,anche i dati per l’età tardo repubblicana e per la prima e media età imperiale,alla quale risale la prima e media età imperiale,alla quale risale la prima fase della villa di Faragola,come documentano alcune strutture murarie in opus incertum riutilizzate come fondazione di muri della residenza nella sua straordinaria fase tardo antica.</p>
<p>Il sito di Faragola ha una collocazione per più versi strategica,rispondente ai precetti degli agronomi romani Catone, Varrone e Columella,relativi alla scelta del luogo ideale per la costruzione di una villa : l’edificio è posto su un pianoro alle ultime propaggini collinari che delimitano la fertile valle del Carapelle,a soli cinque chilometri da Asculum ,del cui territorio questa proprietà faceva parte,e a nove da Herdonia.</p>
<p>La villa era dunque vicina a due importanti centri urbani,nei cui mercati potevano essere venduti i prodotti freschi e acquistati i generi necessari alla vita dell’azienda agricola.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-735" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/cron_6591683_125101.jpg" alt="La Cenatio oggi" width="200" height="141" />Ma ciò che rendeva l’area di Faragola particolarmente adatta all’insediamento era l’ampia disponibilità d’acqua,garantita da molte sorgenti e dal fiume.</p>
<p>Infine,la villa non era isolata,ma sorgeva lungo un’importante arteria,che,oltre a dare sicurezza,garantiva facili collegamenti: la via Aurelia Aeclanensis o Herdonitana , strada che assunse particolare rilievo proprio in età tardo antica,realizzata con funzioni di “bretella” per collegare Aeclanum , cioè le zone interne appenniniche,attraversate dalla via Appia,alla via Traiana, intercettata a Herdonia.</p>
<p>Due sono i poli principali del complesso finora individuati:un ampio e articolato balneum (terma ) e una lussuosa cenatio (sala da pranzo) estiva.</p>
<p>La circostanza non sorprende poiché è nota l’importanza assunta dalle terme e dalle sale per banchetto nelle residenze rurali tardo antiche,a conferma della centralità attribuita dalle aristocrazie sia alla cura del corpo sia ai piaceri della tavola,e in generale agli spazi e alle pratiche della vita sociale e della convivialità.<br />
Al momento,invece, non è stato individuato il quartiere produttivo,s si esclude una fornace per laterizi databile al IV secolo,parte di un più esteso settore artigianale.<br />
La terma comprende un ampio salone,gli ambienti tiepidi (tepidaria) e caldi ( caldaria ) ,oltre a una serie di vasche.</p>
<p>Alcuni vani presentano una pregevole pavimentazione a mosaico con motivi geometrici. L&#8217;ambiente di maggiori dimensioni,probabilmente utilizzato come palestra,per massaggi e altre attività termali,si caratterizza per un mosaico articolato in quattro pannelli quadrati ( emblemata ), mentre una cornice a foglie d’edera,cui sono unite grandi foglie cuoriformi campite in rosa,segna il margine esterno del pavimento.</p>
<p>La parte meridionale dell’ambiente è occupata da un lungo pannello con motivo a stuoia e anche il vano di accesso alle terme conserva una decorazione musiva geometrica policroma.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-736" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/faragola21.jpg" alt="Cenaio ieri ( proposta ricostruttiva)" width="200" height="150" />Oltre a una serie di vani di servizio,particolare rilievo aveva nel complesso termale un ambiente (frigidarium),pavimentato con grandi lastre di marmo,che consentiva l’accesso a vasche di diverse dimensioni,tra cui si distingue una vera a e propria piscina (natatio) .</p>
<p>Soprattutto,è la cenatio , la sala da pranzo,a fornire le indicazioni più chiare sul progetto architettonico,decorativo e ideologico che sta alla base dell’intervento edilizio promosso in età tardo antica dal dominus, il padrone,di sicuro un personaggio colto,oltre che dotato di cospicue risorse finanziarie,perfettamente integrato nelle forme di vita e nelle manifestazioni tipiche della classe aristocratica cui apparteneva.</p>
<p>Il grande vano a pianta rettangolare,dotato di tre ingressi,si presentava come un padiglione,una sorta di “gazebo” in giardino, provvisto di copertura ma con i lati lunghi aperti.</p>
<p>In una prima fase,tra fine IV e inizi V secolo,il pavimento era costituito da un mosaico policromo con decorazione geometrica del tutto simile ai pavimenti della terma ed p verosimile che già allora l’ambiente svolgesse funzione di sala da pranzo,probabilmente con la tradizionale sistemazione a triclinio.</p>
<p>Nel corso del V secolo,il dominus ritenne di dare alla cenatio una sistemazione più lussuosa e monumentale,oltre che fortemente innovativa.</p>
<p>Le trasformazioni riguardano principalmente il pavimento e la realizzazione di un tipo particolare di divano per banchetto (stibadium)  in muratura,provvisto di una fontana.</p>
<p>Il pavimento,sovrapposto al precedente mosaico,fu realizzato con lastre di marmo prevalentemente di reimpiego di vario tipo e colore,sistemate in moda da creare tre diversi livelli pavimentali.</p>
<p>Particolare rilievo,per la posizione enfatica e il pregio dei materiali impiegati,avevano tre tappeti in opus sectile,originariamente montati forse su pareti e poi inseriti come emblemata  nella pavimentazione marmorea lungo l’asse centrale del vano.</p>
<p>L’elemento di maggior spicco della cenatio era costituito dal raro stibadium,il divano in muratura per il banchetto,collocato i posizione dominante e in maniera enfatica sull’asse principale dell’ambiente. Di forma grosso modo semicircolare,aveva lo spazio centrale occupato da una piccola vasca.</p>
<p><img class="alignright" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/mlongobardi41.jpg" alt="Stibadium oggi e ieri" width="460" height="286" />Il rivestimento della struttura era particolarmente accurato: le parti meno visibili(la vaschetta e il muro semicircolare esterno) erano foderate da lastre di marmo bianco,mentre la facciata presentava una ricercata decorazione nella quale si integravano sapientemente opus sectile marmoreo,mosaico ed elementi scultorei figurati.</p>
<p>È possibile ricostruire la presenza di tre pannelli centrali,uno in porfido e due in serpentino,delimitati da una cornice a dentelli triangolari,e ai lati due pannelli rettangolari nei quali erano iscritti rombi delimitati da cornici in cipollino e decorati da lastrine lapidee con motivo a onde con tessere musive a foglia d’oro.</p>
<p>Il lato destro,meglio conservato,presenta al centro un tondo di marmo bianco scolpito a bassorilievo,inquadrato da due cornici di tessere musive di pasta vitrea con foglia d’oro e di dentelli triangolari,con la raffigurazione di una danzatrice davanti a un’ara sulla quale è poggiata una cista con avvolto un serpente.</p>
<p>Un secondo frammento,rinvenuto negli strati di crollo,conserva un volto femminile con il caratteristico copricapo di canne : si tratta di un oscillum del I sec. d.C., reimpiegato nella decorazione della fronte dello stibadium,a testimonianza della stretta connessione tra il mondo conviviale e i temi dionisiaci.</p>
<p>In questa scelta,infatti,va sottolineato non solo il significato legato al reimpiego dell’oscillum, nel quadro di un generalizzato fenomeno di riuso di manufatti più antichi ben attestato nella villa,ma anche,e soprattutto,la scelta di temi legati al patrimonio iconografico pagano,di chiara ispirazione dionisiaca,tipico degli ambienti conviviali ancora in età tardo antica.</p>
<p>È un fenomeno ricorrente e ,anche se in alcuni casi è possibile che questa scelta sia da interpretare come un segno di appartenenza religiosa alternativa al cristianesimo,risulta più diffusa la prassi di utilizzare tali simboli,nel quadro di una forte persistenza di immagini convenzionali,quali sinonimi di convivialità,ospitalità,felicità della vita terrena.</p>
<p>Non è chiaro se al di sopra della vasca posta al centro del divano in muratura fosse sistemata una mensa di marmo,oppure se,come descrive Plinio nel caso dello stibadium  della sua villa in Lazio,nella vaschetta piena d’acqua galleggiassero “piatti”con le diverse portate.</p>
<p>È molto probabile che,sulla fronte dello stibadium,dalla vaschetta l’acqua fuoriuscisse a “cascata”,in modo da defluire nella parte centrale della sala da pranzo,ribassata rispetto ai corridoi laterali. Un velo d’acqua doveva quindi “ricoprire” i marmi del pavimento e i tappeti in opus sectile,offrendo uno straordinario effetto scenografico,in particolare grazie al gioco di riflessi che enfatizzava la cromia dei marmi e della paste vitree.</p>
<p>La presenza d’acqua nell’ambiente,inoltre,contribuiva a garantire una piacevole frescura durante i banchetti estivi. Questa trovata trasformata lo stibadium quasi un ninfeo,molto simile ad esempio al ninfeo imperiale di Punta Epitaffio a Baia.</p>
<p>Qui l’insieme degli elementi architettonici e decorativi manifesta la volontà di collegare l’interno al contesto esterno,”sfondando” le pareti e aprendo lo spazio della sala da pranzo al paesaggio circostante.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_738" class="wp-caption alignleft" style="width: 552px;">
<dt><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/villa_romana_ascoli_satriano1.jpg" alt="lato destro" width="542" height="371" /></dt>
<dd>lato destro</dd>
</dl>
</div>
<p>Si conferma così la tendenza all’”uso architettonico” dell’acqua in tali strutture per banchetto,secondo un carattere aulico riscontrabile già in case e ville romane più antiche,come nella celebre descrizione dello stibadium della villa di Plinio o nel monumentale stibadium in muratura del Canopo di villa Adriana a Tivoli,in particolare nel giardino – cenatio ,il cosiddetto “ninfeo – stadio”,il cui settore meridionale,terminante con una gradinata a emiciclo e una elaborato gioco d’acqua,somiglia molto alla cenatio di Faragola.<br />
Nella sala da pranzo,lo stibadium è in posizione enfatica,sopraelevato e in asse con l’accesso,offriva una visione frontale e simmetrica. I percorsi reali e visivi costituivano,uno degli aspetti più curati nell’edilizia residenziale,in particolare per le sale di ricevimento e per quelle da pranzo. Il banchetto era sentito come una sorta di spettacolo,non solo per l’esibizione di musici,attori,mimi e intrattenitori vari,ma perché la sala da pranzo era vissuta quasi come uno spazio teatrale nel quale il dominus, come ogni ospite,nel rispetto di precise convenzioni sociali,recitava una parte in modo da ostentare il proprio status nei confronti di amici e clienti.<br />
 </p>
<table class="MsoNormalTable" style="border-collapse: collapse; mso-border-top-alt: solid windowtext 2.25pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext 2.25pt; mso-yfti-tbllook: 1184; mso-padding-alt: 0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr style="mso-yfti-irow: 0; mso-yfti-firstrow: yes;">
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: center;" align="center"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">NON       TUTTI</p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 96.5pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" colspan="2" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">SANNO   CHE</p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" width="127" valign="top">
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" width="44" valign="top">
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 1;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Aeclanum</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Insediamento osco sorto nella fertile valle del Calore (in Campania),divenuto municipio romano e poi colonia. Conobbe notevole sviluppo dopo la costruzione della via Appia.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Opus Incertum</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> Opera incerta: muratura costituita da piccole pietre,messe in opera in filari irregolari.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 129.6pt; mso-yfti-irow: 2;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Ausculum</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Insediamento daunio divenuto municipio romano,caratterizzato da una continuità di vita durante il Medioevo e l’età moderna,fino ad oggi.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; height: 129.6pt; background-color: transparent; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; background-color: transparent; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Opus       sectile</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Rivestimenti pavimentali o parietali realizzati con lastrine di marmo o di altro materiale pregiato in modo da realizzare decorazioni geometriche o figurate.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 3;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Daunia</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Territorio daunio corrispondente alla Puglia settentrionale e alla parte orientale dell’attuale Basilicata.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Oscillum</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Lastra marmorea rotonda,finemente scolpita,appesa a decorazione degli intercolumni dei peristili.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 73.2pt; mso-yfti-irow: 4;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Emblemata</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Quadri decorati inseriti all’interno di pavimenti a mosaico o in opus sectile.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; height: 73.2pt; background-color: transparent; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; background-color: transparent; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Tardoantica(età)</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> Periodo storico(circa IV-VII sec.d.C.) corrispondente ai secoli finali dell’Antichità e alla fase di passaggio al Medioevo.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 73.2pt; mso-yfti-irow: 5;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Herdonia</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Insediamento daunio divenuto municipio romano,posto lungo il tracciato della via Traiana e occupato fino alla tarda antichità. Il villaggio medievale sorto al di sopra della città antica fu abbandonato nel XV secolo circa.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; height: 73.2pt; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Villa           </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Azienda agricola,generalmente suddivisa in pars urbana ,dove risiede il signore(dominus) e pars fructoria , per la gestione della produzione agricola,spesso con l’impiego di manodopera schaivile.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 73.2pt; mso-yfti-irow: 6; mso-yfti-lastrow: yes;">
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Triclinio</p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Sala da pranzo con tre letti disposti a ferro di cavallo e mensa al centro.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent; mso-border-bottom-alt: solid windowtext 2.25pt; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent;" width="44" valign="top"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 5)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-5/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 09:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[neopaganesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte V) Voglio dire che basterebbe capovolgere il punto di vista. Ma è ovvio che questa gente non porti avanti una visione relativista della realtà (e tantomeno laica, come invece una carica istituzionale dovrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte V)</p>
<p><span id="more-717"></span></p>
<p>Voglio dire che basterebbe capovolgere il punto di vista. Ma è ovvio che questa gente non porti avanti una visione relativista della realtà (e tantomeno laica, come invece una carica istituzionale dovrebbe garantire), anzi c’è una tendenza fortemente retrograda che porta a detestare tutto ciò che non si conosce e che va al di là della propria comprensione. Inutile dire che un po&#8217; in tutta Italia si stia verificando un ritorno pesante a certo tradizionalismo assurdo che ricorda tanto certo modo benpensante di fare anni &#8217;50. Ma andiamo avanti. Leggiamo l’articolo riguardante Cacciari: “Cacciari e la crociata anti-Halloween. Il primo cittadino veneziano: di Halloween non mi piace l’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario.<br />
ROMA &#8211; «Festeggiare Halloween a Venezia? Non se ne parla proprio. Roba da Disneyland. O da Peschiera del Garda, lì dove c’è Gardaland. Noi abbiamo il Carnevale più bello, intelligente ed elegante del mondo. Perché mai dovremmo concedere spazio a qualcosa che non c’entra niente, dico niente, con le tradizioni italiane?».Mio commento: non tornerò a disquisire sul senso del Samhain/Halloween per la nostra cultura: sarebbe ora che questi signori, prima di parlare, si andassero a studiare i libri di storia e di antropologia.<br />
Massimo Cacciari non è uomo da mezzi toni, si è visto sabato scorso con la manifestazione del Pd contro il governo Berlusconi («non ho alcun interesse a parlarne, mi importa come si organizzerà il Pd, non certo un corteo&#8230;»). Figuriamoci se può usare giri di parole per la festa più amata dai bambini italiani.<br />
Solo dai bambini? A me risulta che le feste, di qualsiasi tipo siano, piacciano a bambini e ad adulti, perché è un modo per rendere gioioso e sacro un momento della vita, un momento dell’anno, e per stare in compagnia tra persone. Questo modo di sminuire le cose della vita mi dà molto fastidio e mi fa tanto moralismo da quattro soldi. Come dire: “ma sì, a noi cosa interessa di Halloween, è roba da bambini” per poi, magari, fiondarsi nel primo negozio a comprarsi oggetti in tema per arredare la casa perché è tanto carino e va di moda.<br />
Perché no a Halloween, professor Cacciari? «Semplicemente perché non possiede alcun collegamento con la cultura italiana, con le vere feste delle nostre radici. Certo, mi sembra che la potenza mediatica americana riesca a imporre benissimo nel resto del mondo anche un appuntamento come Halloween. Viene da dire:<br />
è la globalizzazione, amico mio. Ma noi possiamo ribattere: l’Italia è la patria di una meravigliosa tradizione come il Carnevale.<br />
Venezia dal ’400 vanta il più straordinario appuntamento carnevalesco dell’intera Europa, imitato con fatica in tutto il mondo. E quindi possiamo permetterci il lusso di dire no a Halloween, nella nostra città non si festeggia, grazie mille&#8230; ».<br />
Ma cosa c’entra il Carnevale di Venezia con Halloween?<br />
Chi glielo tocca il Carnevale? Non è che se festeggi Halloween tu non possa festeggiare più il Carnevale..<br />
non è una questione di chi ha la festa più bella e divertente o antica, sono cose diverse per quanto simili, visto che anche il Carnevale ha origini pagane, ma questo, ovviamente, non si può dire, se no il Vaticano ci obbligherà a non festeggiare più nemmeno il Carnevale di Venezia.<br />
Il filosofo sindaco di Venezia se la prende anche con altre festività da calendario:<br />
«Halloween alla fine è una delle tante feste finte, fintissime, inventate a puri scopi commerciali. Basta guardare le vetrine piene di oggetti tutti uguali per Halloween. Mi viene in mente la festa della mamma, del papà, dei nonni, e chi più ne ha più ne metta. Roba che fino a qualche decennio fa non esisteva ed è stata imposta artificialmente solo per far soldi».<br />
A parte il fatto che, come già dimostrato più volte, Halloween non è una cosa inventata solo a scopi commerciali. Ma poi: dovremmo prendere lezioni dal Carnevale di Venezia, una città che ti spenna vivo per farti comprare maschere in ogni angolo della città? Ma ci stiamo prendendo in giro o diciamo sul serio? Cacciari pensa forse che la gente non sappia che giro di soldi porti a Venezia il Carnevale??? E facciamo lezioni morali su Halloween? Cosa non le piace, a parte l’aspetto commerciale, della festa delle Streghe? «L’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario, quasi di decomposizione&#8230; Qui c’è il teschio, non il puer aeternus, allegro e sorridente, che è il simbolo del Carnevale». Cacciari ammette che se comincia a parlare di Carnevale non la smette più: «La festa affonda le sue radici addirittura in un’era pre-romana. Il suo significato è legato al cambio dell’anno, alla tras-gressione nel senso più puro del termine, cioè del procedere verso il nuovo&#8230;. Lì è tutta la sua bellezza. Persino la parola è di origine incerta. Forse è Carnem- Vale, addio alla carne per la Quaresima. O potrebbe essere Carro-navale, perché nell’antica Roma Iside si presentava a bordo di un mezzo del genere».<br />
Oh, finalmente, l’abbiamo detto. Il Carnevale è una festa pagana pre-cristiana. E, guarda un po’, anche Halloween è nata da una festa pagana legata al ciclo dell’anno, essendo il capodanno celtico. Toh, che strano.<br />
E se parliamo, comunque, di figure del Carnevale, non si può negare che in esso appaiano esseri demoniaci ed inquietanti. Arlecchino è nato come demone (Hellchino), lo sanno tutti quelli che studiano storia del teatro e dello spettacolo. Pulcinella, invece, è una larva, un fantasma. E questo proprio perché, essendo in origine una festa primaverile, per rendere la terra fertile si davala possibilità agli esseri degli Inferi (sotto la terra, appunto) di scorrazzare liberi sulla terra per un certo periodo di tempo, per ingraziarseli e poter avere raccolti abbondanti. [5] Ma continuiamo. Il giornalista, a questo punto, chiede al Sindaco come sarà il Carnevale veneziano 2009 e lui parla dei progetti per il nuovo anno, ma la cosa interessante viene dopo: “[…] L’aspetto commerciale, nel 2009, viene messo da parte: «In pieno col sindaco Cacciari, non punteremo tanto sulla quantità di pubblico, che ormai si aggira sul milione e 200 mila presenze ogni Carnevale. Piuttosto vogliamo proporre una vera esperienza cognitiva. Un’occasione per capire e apprendere, naturalmente divertendo».<br />
E i giovani legati a Halloween? «Io sono convinto che molti ragazzi potranno facilmente capire l’immensa differenza che esiste tra un &#8220;qualsiasi&#8221; Halloween e l’irripetibile Carnevale veneziano. Quando sento che qui in Italia si scimmiottano le streghette americane mentre a New Orleans o in Sud America impazziscono per cercare di imitare il modello veneziano divento matto&#8230;».<br />
Articolo di Paolo Conti, del 31 ottobre 2008<br />
[http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_31/cacciari_anti_halloween_491cce32-a71d-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml]<br />
Credo che non servano altri commenti: le ultime frasi si commentano tutte da sole. Ma cos’è, una gara ??? Per la serie: “chi ce l’ha più bella??” (la festa, ovviamente).<br />
Sinceramente, mi sembrano giochetti e atteggiamentida bambini, questo sì. E per finire, un articolo dell’Ansa sempre riportato da Dafne nel suo blog:</p>
<p>Ansa, 2008-10-31 19:28<br />
HALLOWEEN: FESTA DILAGA IN ITALIA E PREOCCUPA CHIESA<br />
ROMA &#8211; La festa celtica dei morti che per una notte tornano tra i vivi dilaga in Italia, soprattutto tra i giovani, e la Chiesa lancia l&#8217;allarme. Altro che innocui &#8216;scherzetti o dolcetti&#8217; e zucche ritagliate per bambini: Halloween, ammonisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio Antisette Occulte dell&#8217;Associazione Papa Giovanni XXIII, promuove &#8220;la cultura della morte&#8221; e favorisce &#8220;connivenze con il crimine e con spietate sette che non hanno alcuno scrupolo&#8221;. Per questo, è l&#8217;appello del religioso dalle colonne del quotidiano della Cei &#8216;Avvenire&#8217;, genitori ed educatori scoraggino stanotte i ragazzi dal partecipare ad incontri &#8220;sconosciuti, ambigui&#8221; o peggio ancora &#8220;segreti&#8221;.<br />
&#8220;Quest&#8217;inneggiamento al macabro e all&#8217;orrore &#8211; scrive don Buonaiuto &#8211; spinge le nuove generazioni ad una mentalità magicoesoterica, attacca il sacro e i valori dello spirito attraverso una subdola iniziazione alle arti e alle immagini dell&#8217;occulto&#8221;. Una &#8216;scomunica&#8217; che ricorda quella rivolta dalla Chiesa nei confronti di Harry Potter, il maghetto nato dalla penna della scrittrice britannica J. K. Rowling, che ha scalato le classifiche librarie di tutto il mondo.</p>
<p>Vai alla Sesta parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-6/">Il movimento Neopagano (parte 6)</a></p>
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		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 2)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-2/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 20:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
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		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte II) Spesso e volentieri io stessa mi sono chiesta se abbia senso continuare con la rivista, non lo nego. La maggior parte delle volte mi ritrovo a postare nella mailing list della rivista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte II)</p>
<p><span id="more-693"></span></p>
<p>Spesso e volentieri io stessa mi sono chiesta se abbia senso continuare con la rivista, non lo nego. La maggior parte delle volte mi ritrovo a postare nella mailing list della rivista articoli che non so neppure se vengano mai letti da qualcuno. Poiché cadono nel totale silenzio.<br />
Invio. E c’è silenzio. Fai una domanda per vedere di provare anche solo per 5 secondi ad attivare una piccola reazione e … silenzio. Se qualcuno risponde – e per questo lo ringrazio – solitamente si tratta sempre delle due-tre persone che so esserci e che seguono con costanza.<br />
Ma difficilmente una voce nuova si aggiunge. E dopo anni e anni ad andare avanti così, non è facile. Ti senti davvero stupido. A che lo fai a fare? Per il tuo ego? All’ego, anche se fosse questo il motivo, non serve di certo buttare lì qualcosa che cade nel silenzio, anzi. Ti crea solo un senso di tristezza, solitudine e insensatezza. Quando per anni scrivi dicendo: “chi abbia un’idea o anche solo una domanda, mi scriva e la pubblicherò” e vedi che nessuno ha mai nulla da chiedere o da proporre, ti rendi conto che quel che scrivi forse davvero finisce nel vuoto e non serve a nulla. Poi, magari, trovi forum e gruppi di discussione pieni di gente che discute insultandosi su scemenze, mandandosi le maledizioni via mail, minacciandosi a vicenda di denunciarsi e cose di questo tipo e ti chiedi: ma quale contributo dà una situazione del genere al movimento? Non ci farà apparire come un sacco di gente che davvero segue un percorso solo per moda e non perché senta davvero qualcosa d’altro, il Divino, un’energia che va oltre a ciò che si vede con gli occhi? Eppure, nonostante queste strane contraddizioni, di persone che scrivano in giro e facciano studi più o meno seri ce ne sono: nascono di continuo bollettini e riviste, cartacee o on-line, forum e gruppi, il che è rassicurante e positivo; ma è un po’ come se i creatori di questi progetti fossero spinti da un’esigenza interiore che non corrisponde all’esigenza esterna, che non corrisponde, cioè, ad una richiesta alla pari con il loro bisogno di far conoscere ed informare, a loro modo, gli altri, ovvero quelli che non scrivono. Un po’ come se si scrivesse più per sé, per il proprio bisogno, che non per gli altri e per un’esigenza esterna esistente. Spesso mi sono chiesta se qualcuno pensi di me la stessa cosa, cioè che scrivo solo per il mio ego o cose di questo tipo. Chi pubblica – senza scopo di lucro come la maggior parte delle fanzine e delle riviste di questo ambito &#8211; lo fa con il solo scopo di divulgare e rendersi utile, ma spesso non riceve quasi nulla in cambio: né attenzione né un minimo di soddisfazione nel farlo, se non sempre da quelle due-tre persone. Per carità, non che uno fondi una rivista, un sito o altro sperando di ricevere qualcosa in cambio: se no, non ci sarebbe il puro spirito di studio e di informazione libera. Ma alle volte sembra di parlare davvero a vuoto. E quelli che danno un vero contributo sono sempre i soliti che girano. Eppure i forum e le mailing list sono pieni di iscritti. Quindi la partecipazione dovrebbe esserci. Ma non sempre appare, non sempre è così manifesta. Spesso si rivolge una domanda ad un pubblico virtuale che neppure risponde,che non fa conoscere la propria opinione, e ti chiedi: ma per quale motivo allora si sono iscritti? Non voglio credere che alle persone piaccia ricevere sempre e solo la “pappa pronta”. Spesso penso: romperò le scatole ad un sacco di gente con i miei articoli, prima o poi si diranno “che due scatole!, ma perché questa continua a blaterare?” Mi dispiacerebbe davvero tanto se una cosa di questo tipo accadesse, perché il mio scopo non è quella di stressare o rompere le uova nel paniere, ma cercare di dare un contributo, per quanto piccolo, alla comunità neopagana italiana. Personalmente, sono iscritta ad un sacco di gruppi ed anch’io, è vero, non sono molto attiva nelle altre ml ma nella maggior parte dei casi mi sono iscritta perché dai gruppi posso trarre nuove informazioni da inoltrare agli iscritti del mio gruppo e fare “pubblicità” a movimenti ed associazioni neopagane…perché è bello far sapere cosa fa chi. E’ fondamentale, perché è l’unico modo per far circolare notizie e idee. Spesso, anche, ho avvisato i gestori di altre ml che non avrei potuto scrivere per motivi di tempo, perché già Labrys è un grosso impegno.<br />
Ma è mai possibile che tutte, proprio tutte, le persone iscritte non abbiano mai neppure due minuti di tempo per fare un commento? Alla fin fine, a differenza che negli incontri “fisici” in cui serve tanto tempo per spostarsi e magari fermarsi in un luogo, benzina e costi di vario tipo, scrivere due righe in una mailing list non costa nulla, se non qualche minuto del proprio tempo. E uno non deve neppure farlo spesso…ma basterebbe qualche volta far capire che “sì, esisto, ci sono, non cade tutto nel nulla”. Questo è un problema che mi pongo davvero spesso. Un altro punto è legato forse all’Ego e al vivere in modo solipsistico, ovvero come se chi scrive non dovesse leggere gli altri. Personalmente, appena ne ho l’opportunità, cerco di leggere le opere degli altri perché se no come potrei crescere mentalmente e culturalmente?<br />
E’ un po’ il problema che mi sono trovata davanti ad alcuni vecchi amici che fanno gli artisti. Personalmente amo osservare le opere e le mostre altrui: non mi toglie nulla, non è che il successo di uno tolga qualcosa a me, anzi: sono molto felice della riuscita altrui e grazie all’arte di un’altra persona posso arricchirmi interiormente in un modo tale che se ne rimanessi estranea non mi capiterebbe. Eppure, chissà perché, da parte degli altri non è mai così. Mai che ti diano una soddisfazione, mai che vengano a vedere quello che hai realizzato perché sarebbe, forse, come ammettere che tu hai realizzato una cosa a cui loro non hanno mai pensato. Ma è normale che sia così, è bello che sia così: siamo tutti diversi, abbiamo passioni e interessi e capacità diverse, se no sai la noia? E invece…Ecco, forse è anche questo che ho ritrovato nei due testi sopra citati: qualcosa che appartiene anche a me, un non poter mai ricevere una piccola soddisfazione da persone che ti circondando tutti i giorni e che sarebbe bello se volessero collaborare per realizzare qualcosa insieme. Forse l’ego ele incomprensioni a causa di questo è davvero uno dei peggiori mali di questa realtà fisica. Il vero motivo per cui anche tanti gruppi si sciolgono, lasciano tanta amarezza in bocca. Un esempio che mi viene in mente è anche la fine di MadreDea….Un vero peccato. Da quel che riporta il sito [2] dell’associazione culturale – tra l’altro tutto al femminile – con delibera dell’8 settembre 2008 del direttivo, è stata presa la decisione di chiudere l’associazione. I motivi citati nel testo sarebbero la mancanza di tempo per gestire gli eventi da parte della maggioranza dei membri del direttivo – cosa, questa, piuttosto comprensibile – e anche per “inconciliabili diversità di opinione tra le socie fondatrici”. Per favore, vi prego, ditemi che non è per una questione di ego che anche un gruppo di questo tipo si è sciolto. E’ il male del nostro movimento e sapere che si infiltra ovunque come una malattia endemica non ci fa bene, non fa bene a nessuno di noi. Siamo esseri umani, è vero, quindi è naturale non trovarsi sempre d’accordo. Ma lo scopo di realizzare qualcosa in comune dovrebbe essere più alto dei singoli punti di vista, ci sarà un modo per venirsi incontro … almeno, io lo spero.<br />
Sempre l’ego è la causa anche del fatto che ci sia tanta competizione tra tradizioni e gruppi neopagani diversi invece che la collaborazione. Gente che pensa a strani complotti, al mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda per far concorrenza ad un gruppo piuttosto che ad un altro, un modo per spendere energia in rabbia e antagonismo che uccide il movimento e che ci rende vulnerabili e attaccabili troppo facilmente dall’esterno, soprattutto da quelle forze e da quei poteri tradizionalisti di certa matrice cattolica che non vedono l’ora di trovare i nostri punti deboli per farci apparire gente priva di serietà. Un grosso baraccone, insomma. Eppure, ci sono persone che vogliono evitare di dare questa immagine e vanno avanti, credendo nel proprio sogno, scrivendo e cercando di divulgare idee e informazioni il più possibile. Occorre andare avanti, proprio come vogliono continuare a fare gli autori de I quaderni di Ipazia e come hanno fatto, anche con altre pubblicazioni, persone che provenivano dall’esperienza di Sacre Radici. E come vorrei fare io. L’ego, l’indifferenza e il troppo individualismo sfrenato uccidono, uccidono tutto lasciando dietro di sé solo odore di bruciato, speranze infrante, amarezza in bocca e mancanza di coesione all’interno del movimento neopagano. Per questo non ringrazierò mai abbastanza le poche persone che seguono con interesse Labrys e che collaborano a realizzarlo: perché anche se rimarranno solo una o due varrà la pena andare avanti, anche solo per loro. Grazie. Significa che qualcosa resta, che non tutto è perduto.<br />
Ma pensiamoci, per favore. Non lasciamo che l’indifferenza vinca su tutto. E ditemi cosa ne pensate, per piacere, non rimanete in silenzio…</p>
<p>Vai alla Terza parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-3/">Il movimento Neopagano (parte 3)</a></p>
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		<item>
		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 4)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-4/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 08:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte IV) Un’altra questione da sollevare, a mio parere, è legata alla cultura pagana. In questo senso, è interessante questo passo dell’editoriale dei “Quaderni di Ipazia”: “[…] Le fiction televisive “Pompei”, “L’inchiesta” ed i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte IV)</p>
<p><span id="more-711"></span></p>
<p>Un’altra questione da sollevare, a mio parere, è legata alla cultura pagana. In questo senso, è interessante questo passo dell’editoriale dei “Quaderni di Ipazia”: “[…] Le fiction televisive “Pompei”, “L’inchiesta” ed i vari dibattiti che ne sono seguiti si sono rivelati poco accurati dal punto di vista storico e, soprattutto, alquanto impietosi verso quella che consideriamo l’unica cultura, spiritualità e religione in grado di vibrare nella nostra anima: il mondo dell’antico Paganesimo. Fa piacere che fra i vari argomenti verso i quali i/le nostri/e concittadini/e mostrano interesse vi siano quelli storici, eppure pensiamo sia quantomeno doveroso, da parte nostra, denunciare i vari errori sul piano storico e, soprattutto, difendere la memoria di quelle che consideriamo le nostre uniche radici. Ecco, dunque, una cosa che ci spinge a non rimanere con la bocca chiusa e ad andare avanti con i nostri bollettini: il desiderio di fare chiarezza in mezzo a tanto ciarpame storico e culturale. Di lavoro da fare ce n’è tanto, nel caso qualcuno decida di unirsi a noi, non potremmo che esserne lieti. […]”<br />
[Testo tratto dall’editoriale di I Quaderni di Ipatia, n.10 – Primavera 2783 – 2821 – 2760 ab Urbe condita tratto da http://anticamadre.net/testipdf/I_Quaderni_di_Ipatia_10.pdf, 2007]<br />
A mio avviso, noi neopagani abbiamo il dovere morale e culturale di informare, evitando le mistificazioni, sulla cultura pagana antica e contemporanea. E questo per evitare che si creino atteggiamenti di rifiuto verso la nostra cultura e il nostro modo di sentire e vivere, per evitare che vi siano atteggiamenti di intolleranza verso le cose minime. Mi vengono in mente, tra le altre cose, i recenti divieti di far festeggiare Halloween in diverse città italiane, come riportato ad esempio su “La Tribuna di Treviso” del 25 Ottobre 2008 [3], in cui si diceva che il sindaco della città di Oderzo avrebbe negato la celebrazione della festa di Halloween nelle strutture di proprietà pubblica, cosa avvenuta anche a Venezia da parte del Sindaco Cacciari. Infatti, come riporta Dafne Eleutheria nel suo blog per quanto riguarda il primo articolo, sulla negazione della festa ad Oderzo, si diceva che “Nessuna festa di Halloween sarà permessa in città, non per lo meno nelle strutture di proprietà pubblica. E’ la decisione del sindaco Pietro Dalla Libera che, in linea con quanto già accaduto negli ultimi due anni, ha deciso di non concedere spazi comunali alle feste del 31 ottobre dedicate alla ricorrenza tipica del mondo anglosassone. Obiettivi: tutelare le tradizioni religiose ed evitare vandalismi.” […]“La nostra è una scelta ben precisa &#8211; sottolinea il primo cittadino &#8211; siamo contrari alla celebrazione di feste che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione culturale e religiosa come nel caso specifico. Il nostro è uno spirito che intende tutelare i santi ed i defunti puntando a consolidare le tradizioni locali”. […] Quello che propongono le nostre liste civiche è un cambio di mentalità contro la dilagante perdita di valori &#8211; chiude il sindaco Dalla Libera &#8211; è essenziale proporre iniziative che rafforzino le nostre tradizioni, soprattutto religiose. Al di là di essere favorevoli alle feste, non crediamo che Halloween sia una ricorrenza che si sposa con la nostra cultura. Come può un giovane festeggiare fino alle 3 o 4 del mattina e poi alzarsi per andare in cimitero a celebrare la festività religiosa dell’ 1 novembre? Abbiamo fatto una scelta ben precisa e finché ci saremo noi non intendiamo cambiare rotta”.<br />
Dunque, partiamo dal fatto che scelte di questo tipo siano piuttosto liberticide anziché no, come già faceva notare la nostra cara Dafne. E su questo, credo non vi sia molto altro da dire. Aggiungiamo anche che l’usanza di Halloween, per quanto sia divenuta anglosassone per ovvi motivi (nei paesi anglosassoni le antiche tradizioni pagane si sono mantenute vive più a lungo che da noi e quindi si sono poi evolute nelle festività più moderne e commerciali), ha origini antiche di stampo celtico, essendo il Samhain una festa legata a quella cultura. Non staremo a ripeterci sui suoi significati, già approfonditi in tanti libri ed articoli anche apparsi in questa rivista [4], noi sappiamo che una festa del genere ha forti e antichi legami con la nostra civiltà, per quanto la versione moderna americana sia stata “corrotta” da puri scopi commerciali (ma quale festa non la è, pensiamo al Natale …).<br />
Sul tutelare le tradizioni religiose: quali? Solo quelle cattoliche, immagino. Come se in Italia fossimo tutti, dal primo all’ultimo, cattolici. Tutti gli altri, infatti, non esistono, ovvio. Mi sembra una posizione talmente arrogante che si commenta da sola.<br />
I vandalismi? Come rispondevo nel blog di Dafne, inutile dire che se i vandali vogliono agire non aspettano di certo la notte di Halloween&#8230;insomma, voglio dire, le mele marce ci sono 365 giorni all&#8217;anno, purtroppo. Per quanto poi riguarda il fatto di andare al letto alle tre di notte e poi alzarsi per andare in cimitero, come rispondevo nel blog sopra citato, tra le varie opzioni che si possono trovare tra le molte altre è che la festa possa essere fatta e chi voglia andare (cristiano o meno) possa andare, mentre chi non voglia andare non ci vada a prescindere che la festa ci sia o meno, perché non gli interessa a priori. Dare, quindi, la possibilità di fare una festa piuttosto che un&#8217;altra non incide per niente sulla mentalità e &#8220;moralità&#8221; (???) delle persone. Se sei cristiano cattolico nel sangue non ti dovrebbe toccare minimamente che vi sia una festa non cattolica in giro e viceversa perché questo non dovrebbe creare in te dubbi o altro&#8230;se credi in un modo, le altre credenze o modi di vivere non ti causano scompensi interiori, al massimo un po&#8217; di curiosità o, al contrario, indifferenza. O, per lo meno, dovrebbe essere così. Io sono pagana e non mi tange che tutte le domeniche la gente vada a messa, non ci vado perché non è più la mia via da quel dì, ma rispetto le scelte altrui (senz&#8217;altro, invece, mi infastidisce il campanile vicino a casa che batte ogni ora, anche di notte, ma questo è un altro discorso&#8230;).</p>
<p>Vai alla Quinta parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-5/">Il movimento Neopagano (parte 5)</a></p>
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		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 3)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-3/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 20:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[neopaganesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte III) Il rapporto con i mass media In riferimento a Sacre Radici e alla sua descrizione apparsa nel testo del Ministero dell’Interno riguardante sette e movimenti magici in Italia: “[…]“E’ un fulmine a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte III)</p>
<p><span id="more-703"></span></p>
<p>Il rapporto con i mass media</p>
<p>In riferimento a Sacre Radici e alla sua descrizione apparsa nel testo del Ministero dell’Interno riguardante sette e movimenti magici in Italia: “[…]“E’ un fulmine a ciel sereno – dice il sindaco di Cremeno, Roberto Rota – non ne ho mai sentito parlare. Questo mi preoccupa ancora di più, visto che in casi del genere l’agire nell’ombra senza farsi scoprire è sinonimo di organizzazione, di grande organizzazione. Faremo dei controlli, ma non vorrei neppure che il caso s’ingrossasse più del dovuto, visto che non abbiamo mai avuto problemi su questo fronte.” Continuando nell’esame del documento del Ministero dell’Interno, alla luce anche di quello che è successo nella notte tra sabato e domenica a Lecco, il capitolo più interessante – preoccupante- è quello dedicato al satanismo dove vengono schematizzate quattro componenti. Si tratta del satanismo occultista che dissacra, rovesciandoli, emblemi del cattolicesimo. […]” [Testo tratto da un articolo apparso su La Provincia di Lecco l’11 marzo 1999, corredato di una grande fotografia di una scritta satanica – il 666 e la croce rovesciata – all’ingresso della chiesa parrocchiale di Bonacina]. “Cremeno. Bocche cucite in paese. Nessuno sembra saper niente della setta “Sacre Radici”, fondata nel 1994 con la denominazione di Federazione Pagana. Non ne sa nulla il primo cittadino Roberto Rota, che comunque è deciso a prendere informazioni dettagliate sul caso. Anche se chiaramente si troverà ad affrontare un muro di gomma visto che riuscire a mettersi in contatto con i seguaci delle “Sacre Radici” sembra a dir poco difficile. Tra le tesi più quotate si fa largo quella che la setta, abbia casualmente posto la sua sede a Cremeno. Forse attratti dalle bellezze naturalistiche in grado di dare maggiore intensità alla matrice religiosa panteista, a cui fanno riferimento. […] Il fatto lascia davvero a bocca aperta, tanto che anche il parroco di Cremeno e Cassina, don Gianni Dell’Oro, in servizio dal 1° settembre scorso, appare sconcertato. “Sono qui da pochi mesi e non ho mai sentito parlare di questa setta, però se fosse una cosa concreta e ben radicata sul territorio ne sarei stato informato. Non saprei neppure cosa dire, visto che non conosco concretamente le loro idee, e non so da cosa siano spinti. In casi come questi è bene andare con i piedi di piombo senza ingigantire i fatti, certo una cosa del genere fa pensare.” Fa pensare sul serio visto che il sodalizio da opera di proselitismo, soprattutto nell’ambito delle manifestazioni ambientaliste, oltre a pubblicare, ogni sei mesi, una propria rivista, “Mercurio”, che non si acquista certamente in edicola, ma che viene usata quale mezzo di informazione per i seguaci, oltre che per attirare nuovi adepti. Anche l’assessore Mauro Invernizzi […] è all’oscuro di questo movimento, invita “chiunque sappia qualcosa a rivolgersi in comune. E’ meglio sapere sempre cosa succede sul proprio territorio e fenomeni del genere vanno tenuti sotto controllo anche se non sono nocivi”. […] di una cosa siamo certi una notizia del genere riuscirà a scatenare molta curiosità, soprattutto in un paese piccolo come Cremeno, dove la parrocchia è ancora uno dei pochi punti di riferimento importanti.”<br />
[Testo tratto da un articolo di Paola Sandionigi, tratto da “La provincia di Lecco”, venerdì 12 marzo 1999]</p>
<p>“Sacre Radici. La setta, fondata nel 1994 con la denominazione di “Federazione Pagana”, ha una matrice religiosa di chiaro contenuto panteista, dichiarando che tutto quanto ci circonda è sacro, perché possiede in sé un’entità metafisica superiore. Le linee essenziali di tale dottrina sono state stralciate direttamente da tutti i credi precristiani, da quelli di origine indiana e dallo sciamanesimo.<br />
La fondatrice è una donna nordamericana, coniugata con un italiano; entrambi si definiscono “gli sciamani d’Europa”.<br />
Il sodalizio fa opera di proselitismo, oltre che nelle manifestazioni di stampo ambientalista, anche attraverso la diffusione di un semestrale denominato “Mercurio” – Pubblicazione interna dell’associazione Sacre Radici”. Sede: Cremeno (LC) Totale aderenti: non quantificato.”<br />
[Testo tratto da “Sette religiose e movimenti magici in Italia” del Ministero dell’Interno, Dipartimento di Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – 2001, pagg. 109-110]</p>
<p>“L&#8217;ombra del satanismo si allunga sulla mattanza di Sestri Ponente. Alimentata dagli oggetti raccolti dalla polizia nella casa dei due fratelli arrestati nei giorni scorsi con l&#8217;accusa di aver massacrato a coltellate l&#8217;amico e compagno di band: «Manoscritti,pensieri e disegni riconducibili al fenomeno del satanismo», si legge sul verbale di sequestro firmato dalla polizia dopo la perquisizione.<br />
Il giovane chitarrista, ormai fuori pericolo, ha ricostruito con gli inquirenti la dinamica dell&#8217;aggressione («Ha iniziato lui, poi lei ha continuato mentre il fratello la incitava a finirmi») ma ancora non riesce a spiegarsi il perché di un simile accanimento. Gli stessi inquirenti sono al lavoro per trovare un senso a questa vicenda, che non credono si possa ridurre all&#8217;esito violento e folle di un litigio scoppiato in sala prove per un accordo musicale sbagliato.<br />
Inevitabile che le indagini si concentrino sul materiale trovato nell&#8217;abitazione dei due fratelli. Manoscritti, schizzi, un diario. E poi un computer, una rubrica e il ceppo dei coltelli da cucina dal quale era stata presa l&#8217;arma del delitto, portata in borsa dalla cantante. Non si tratterebbe esclusivamente di testi riguardanti la religione wicca, alla quale i due ragazzi si ispiravano, fenomeno che non ha nulla a che vedere con il satanismo e tantomeno con il genere musicale del gothic metal. Ci sarebbero anche altri documenti ritenuti «interessanti» per capire la mentalità e le inclinazioni dei due ragazzi. «La regola principale dei wiccan, come si definisce chi si ispira a quella corrente naturalistica, è &#8220;fa&#8217; tutto quello che vuoi, ma non fare del male agli altri o ti tornerà triplicato&#8221; », spiega al Secolo XIX Mirko P., 20 anni, il tastierista della band di cui facevano parte la cantante e il fratello bassista: «I wiccan sono persone pacifiche<br />
dedite alla Natura, molto spesso nei rituali si celebra la comunione con i quattro elementi: Terra, Aria, Fuoco e Acqua. Ripeto, quella religione non ha nulla a che vedere con le azioni compiute da quei due. La wicca professa la pace! Cristina e A. ne avranno avuto una visione distorta, come immagino anche del Satanismo». […]”<br />
[Articolo tratto da IL SECOLO XIX - L'ombra del satanismo sull'agguato del chitarrista di Graziano Cetara dell’11 dicembre 2008]<br />
Perché ho citato questi testi? Be’, intanto perché rendersi conto ogni volta che chi dovrebbe fare informazione non la fa ma crea soltanto confusione è sempre triste. In realtà, ho citato questi testi perché li avevo facilmente sottomano ma se ne potrebbero trovare in giro molti altri, in cui si mescolano cose che non c’entrano nulla fra loro. La cosa interessante è, per quanto riguarda Sacre Radici, che un’associazione culturale panteista che professava, tra il resto, l’amore per la natura, venisse percepita come una setta e come qualcosa di minaccioso. E che il fatto che usasse un bollettino per tenere informati i propri iscritti potesse essere ritenuta opera di proselitismo, senza contare che in quasi ogni parrocchia cattolica esiste, ormai, un bollettino. E’ opera di proselitismo anche questa? Forse molto di più, visto che i cristiani e soprattutto i cattolici puntano sull’idea di evangelizzazione, cosa sconosciuta ai pagani. Ma forse, questo qualcuno lo dovrebbe fare presente alle autorità. Un’associazione culturale non ha adepti, ha semplicemente degli iscritti, questa è la differenza tra una setta e un’associazione. Ma anche se fosse stato un gruppo chiuso – e questo lo dico non amando i gruppi chiusi e settari &#8211; rimane sempre il fatto che ci sono gruppi e gruppi. Anche un gruppo che fa semplice meditazione potrebbe passare per setta, ma non per questo andrebbe messa alla pari di gente che pratica cose pericolose per sé e per gli altri. Ma andiamo avanti. Il pensare che qualcosa non si conosca e quindi per questo debba per forza avere dietro una “grande organizzazione” è davvero ridicola. Come se io domani fondassi un’associazione culturale (in modo regolare: le associazioni, solitamente, devono essere registrate all’agenzia delle entrate) e lo andassi a urlare in paese ai quattro venti. Perché mai dovrei farlo? A chi interesserebbe se non alle persone che possono condividere un interesse comune al mio? Mah. Oltre a questo, la cosa davvero sconvolgente è che si voglia a tutti costi demonizzare tutto il demonizzabile. Non siete satanisti ma vi presentiamo accanto ai satanisti; non siete satanisti ma vi accomuniamo a loro, alle sette pericolose, vi mettiamo anche un bel 666 in piena pagina così la prima cosa che la gente vede è quella e a quello associa il vostro nome, il vostro pensiero. Parliamo di un assassinio a sfondo satanico e toh, ci metto in mezzo che i due ragazzi assassini avevano con sé anche libri di Wicca che, per fortuna almeno è stato detto, “non c’entrava nulla”, i “wiccan sono pacifici”. Meno male. Come dire: ma sì, vi abbiamo messi in mezzo in qualche modo, però abbiamo detto che non c’entrate. E’ già qualcosa, per carità, ma NON BASTA. Qui occorre “mettere i puntini sulle i”, dire le cose come stanno, non mescolare le carte in tavola. Questa è DISINFORMAZIONE. Ma non per pura ignoranza, che sarebbe pure abbastanza comprensibile, anche se non accettabile. Qui c’è la programmatica VOLONTA’ di fare apparire qualcosa in un modo diverso da quel che e’. E questo avviene tutt’oggi, a distanza di anni. Quante volte sentiamo chiamare la Wicca e il Neopaganesimo “setta” dai mass media? E quante volte, se vengono ritrovate tracce di riti satanici, si definiscono genericamente “esoterici” in modo da far coincidere satanismo ed esoterismo? Quante volte? E’ mai possibile che sia solo ignoranza? Ne dubito fortemente.<br />
Questa è disinformazione fatta apposta per spaventare la gente e per farci passare per qualcosa che non siamo. Per questo dico che come Neopagani abbiamo il dovere morale di far capire cosa siamo e facciamo in realtà, far capire che non siamo una minaccia o gente che gioca a fare le streghette, ma che siamo persone con un cammino spirituale ben definito che punta alla propria evoluzione spirituale e quindi – direttamente o indirettamente – all’evoluzione spirituale della società. Le cose, negli anni, saranno forse migliorate, ma si deve pretendere che i mass media si informino maggiormente, prima di fare servizi di questo genere e, soprattutto, che non ci sia la volontà di demonizzare ciò che esula dalla visione vaticanista e tradizionale cattolica. Occorre lavorare su questo punto e quindi ogni tipo di mezzo di informazione valido per farlo va usato in questo modo: blog e siti, riviste on-line o cartacee. Fare vera informazione sul movimento, sui suoi aspetti positivi e negativi, in modo obiettivo. </p>
<p>Vai alla Quarta parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-4/">Il movimento Neopagano (parte 4)</a></p>
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		<item>
		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 1)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-1/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[neopaganesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte I) Ad ottobre, per una serie di coincidenze particolari, ho ricevuto del materiale molto interessante legato a due volti differenti del movimento italiano neopagano che presentavano, nonostante i periodi temporali differenti, alcuni forti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte I)</p>
<p><span id="more-689"></span></p>
<p>Ad ottobre, per una serie di coincidenze particolari, ho ricevuto del materiale molto interessante legato a due volti differenti del movimento italiano neopagano che presentavano, nonostante i periodi temporali differenti, alcuni forti punti in comune. Infatti, contemporaneamente ho avuto la fortuna di ricevere da Roberto Fattore una grossa quantità di materiale, grazie ad uno scambio, riguardante una delle prime associazioni culturali pagane italiane, “Sacre Radici”; e, nello stesso periodo, ho ricevuto l’ultimo bollettino uscito dei “Quaderni di Ipazia” da parte di Dafne Eleutheria. Ringrazio entrambi, oltre che per la gentilezza e la disponibilità dimostratami, anche perché mi hanno dato la possibilità di notare alcune cose che già avevo notato io stessa nella mia piccola esperienza con “Labrys”. Premetto che quelle che seguiranno sono solo mie personali riflessioni che non hanno la pretesa di essere spacciate per la realtà: ho solo pensato fossero interessanti certe coincidenze e mi sono chiesta da cosa potessero essere causate e, nel caso la situazione fosse davvero come mi è parsa, quali possano esserne i motivi. </p>
<p><strong>Indifferenza </strong></p>
<p>“Fine corsa … Il 10 settembre, come già annunciato nel numero precedente di Mercurio, si è tenuto un incontro per decidere il futuro di Sacre Radici. A questo incontro erano presenti solo quattro persone, quelle che negli ultimi tempi hanno portato avanti le iniziative dell’associazione (il bollettino e le feste annuali). Già questa circostanza la dice lunga sulle condizioni attuali di Sacre Radici…Dopo una serena e tranquilla discussione, il gruppo direttivo ha deciso all’unanimità di sospendere le attività dell’associazione, tra cui la pubblicazione di Mercurio. Quello che state leggendo è quindi l’ultimo numero del bollettino. Si è trattata di una decisione spiacevole ma necessaria, in quanto non c’erano alternative. Sacre Radici era nata come un’associazione a rete, un network che doveva servire a tenere in contatto tra loro persone e gruppi interessati a vivere le religioni della Natura in Italia. Certo in questa idea di fondo era presente un forte elemento di debolezza, cioè la forte dispersione degli associati su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, abbiamo sempre sperato che col tempo si creassero gruppi locali, “nuclei di resistenza sul territorio” in grado di darci una mano nell’organizzazione delle attività e capaci inoltre di proporre e portare avanti nuove iniziative. Questo purtroppo non si è verificato e con l’eccezione dell’Istituto Mediterraneo di Studi Politeisti di Marostica (realtà peraltro preesistente e alla quale va tutta la nostra gratitudine per l’aiuto offertoci) non si è coagulato nessun gruppo intorno alle nostre iniziative. Fino a quando Zoe è rimasta con noi, queste difficoltà le abbiamo ignorate, ma con la sua partenza siamo entrati in una fase di crisi profonda. Molti associati non hanno rinnovato l’abbonamento né si sono fatti più vivi: forse in Zoe vedevano una presenza carismatica essenziale per la vita dell’associazione, la quale senza di lei perdeva ai loro occhi ogni interesse. Questa forte diminuzione di associati, non compensata dalle pochissime nuove iscrizioni, ha reso difficile anche l’organizzazione delle attività di Sacre Radici. Non ha senso farsi un c…così per organizzare una festa di Beltane o Samhain e ritrovarsi poi in quattro gatti. Non ha senso pubblicare un bollettino ove appaiono sempre e solo gli interventi delle solite 2-3 persone. Se poi tutti gli sforzi organizzativi devono ricadere unicamente sul gruppo direttivo, si capisce bene che continuare è impossibile. In queste condizioni è poi inutile pensare a nuove iniziative! Pertanto, la decisione che abbiamo preso ci è sembrata l’unica possibile, a questo punto. Ci eravamo forse illusi che col tempo le cose migliorassero ma questo non è avvenuto e ora dobbiamo fare i conti con la realtà. Ma siccome siamo degli inguaribili sognatori idealisti, la nostra è una sospensione, non una morte definitiva: se in futuro si verificassero circostanze tali da permettere in qualche modo la ripresa delle attività, noi saremo pronti a riprendere il cammino […] Riteniamo tuttavia che sia inutile stare a discutere sui motivi che hanno condotto a questa crisi. Forse noi non abbiamo avuto abbastanza carisma per guidare un movimento ma noi siamo quello che siamo e non possiamo cambiare. Forse viviamo in un paese non ancora pronto a ricevere il messaggio pagano: di certo non abbiamo assistito in tutti questi anni [1] a nessuna fioritura di gruppi pagani (al contrario stiamo assistendo ad una forte ripresa del più bieco clericalismo cattolico…)<br />
[Testo tratto dall’ editoriale di “Mercurio” n.10, Samhain 2000]</p>
<p>“Rieccoci qui con il nostro bollettino dopo un anno di silenzio. L’indifferenza con la quale i nostri bollettini sono stati sempre accolti ci ha fatto pensare che continuare a pubblicarli costituiva solo una perdita di tempo e di energie. Nelle nostre intenzioni il loro scopo era quello di stimolare discussioni, dibattiti, prese di posizione su tutta una serie di argomenti, suggerimenti per iniziare nuove iniziative, ecc., e invece&#8230;. nulla, una triste indifferenza ha sempre accolto la loro uscita, anche ora che sono gratuitamente scaricabili dal sito www.anticamadre.net.<br />
Tuttavia ci sono cose che ci hanno suggerito di provare a riprenderne la pubblicazione nella speranza di poterci confrontare su temi che penso possano essere di grande interesse per tutte le persone che si considerano “pagane” […].”<br />
[Testo tratto dall’editoriale di I Quaderni di Ipatia, n.10 – Primavera 2783 – 2821 – 2760 ab Urbe condita tratto da http://anticamadre.net/testipdf/I_Quaderni_di_Ipatia_10.pdf, 2007]</p>
<p>Cos’hanno questi due testi, apparentemente molto distanti tra loro, sia temporalmente che per tipo di esperienza culturale, per quanto rientrino entrambi nell’ambito del neopaganesimo italiano? Il fil rouge che appare nei due testi è il tema dell’indifferenza da parte delle stesse persone facenti parte del movimento neopagano, un qualcosa che fa davvero molto male a chi si dà tanto da fare per far sì che le idee circolino e le persone siano sempre aggiornate su ciò che avviene e su quel che si studia in questo ambito. La divulgazione è l’anima di un movimento, in quanto tiene in contatto persone distanti tra loro e fa sapere cose che in altri modi, magari, sarebbe più difficile reperire, soprattutto per chi non vive nei grandi centri abitati, rischiando di sentirsi tagliato fuori a causa del provincialismo culturale che si trova un po’ ovunque, per lo meno qui in Italia (non ho la pretesa di sapere come funzioni all’estero: se qualcuno volesse farci sapere come funziona altrove, ben venga).<br />
Nel testo di Sacre Radici ci si chiede se il motivo della fine dell’associazione e di questo movimento sia stata causata da mancanza di carisma – una volta fuoriuscita Zoe Redbear, praticante wiccan legata al movimento Reclaiming di Starhawk e fondatrice dell’associazione citata &#8211; o perché il periodo non fosse quello giusto.<br />
Oggi il movimento Neopagano è più radicato che all’epoca (e, senz’altro, anche e soprattutto grazie alle prime associazioni come Sacre Radici che ebbero il coraggio di mostrarsi alla luce del sole per ciò che erano), eppure i problemi esistono comunque. Che sia un problema italiano? Oppure, più semplicemente, un atteggiamento umano che tende a lasciare fare ad altri per poi aggregarsi solo se la cosa funziona? Personalmente, dubito che potesse essere solo un problema di carisma o cose di questo tipo. Quando un argomento o una causa ci interessa realmente, non badiamo a chi ne sia il portavoce; e, nel caso il portavoce non ci piacesse, potremmo sempre metterci in gioco noi stessi, in prima persona. E invece, questo spesso non avviene, ci si aspetta che ci pensi sempre qualcun altro. Non possiamo negare che mancanza (per lo meno in apparenza) di interesse e partecipazione vi sia tutt’ora spesso in questo ambito. Non solo per quanto riguarda incontri tra pagani (non parlo dei grandi eventi ormai “famosi”, immagino che in questi l’affluenza non manchi ma spero che qualcuno che ne sa più di me lo possa confermare); parlo degli incontri “minori”, diciamo così, tra persone che vogliono incontrarsi per conoscersi e confrontarsi nelle piccole città, o nelle province. Non sempre è facile far sì che vi sia partecipazione, per quanto qualcuno voglia organizzare qualcosa per smuovere le acque. Almeno, questa è stata la mia personale esperienza, c’è solo da sperare che altrove la cosa sia diversa. Per carità, non voglio negare che la colpa sia stata mia, ad esempio, nel non riuscire in questa cosa, ma vorrei saperne di più, per cui chi volesse dire la sua, la dica per favore. Non credo neppure che questa difficoltà nello “stanare” la gente interessata sia legata al problema del radicalizzarsi di certe idee come il clericalismo che possano far paura, possano far temere che vi sia un giudizio proveniente dall’esterno che “pesi” su chi ancora non ha una chiara identità spirituale. Questo non si è mai affievolito, anzi, più si va avanti e più la situazione sembra peggiorare, ma sono convinta che non possa essere questo un qualcosa che fermi i neopagani.<br />
Ma al di là degli incontri che posso immaginare creino certi problemi pratici (spostamenti, costi ecc. ) che comprendo benissimo perché io stessa sono spesso obbligata a non potermi muovere per evitare spese che non posso permettermi (nel mio caso parlo di eventi anche importanti e ben organizzati in diverse parti di Italia), quello che a me colpisce più di tutto il resto è la mancanza, spesso, di partecipazione in gruppi on-line come mailing list o cose di questo tipo, ovvero cose che non comportano né spese economiche né molta perdita di tempo.</p>
<p>Vai alla Seconda parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-2/">Il movimento Neopagano (parte 2)</a></p>
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		<title>I segreti svelati del Vaticano</title>
		<link>http://www.unknown.it/storia/i-segreti-svelati-del-vaticano/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[segreti]]></category>
		<category><![CDATA[segreti del vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono noti a molti i molteplici misteri che il Vaticano cela entro le famose mura dell&#8217;Archivio segreto vaticano. Saranno segreti sciocchi, o grandi, ma qualcosa di arcano c&#8217;è! probabilmente per non compromettere l&#8217;imponenza della religione cattolica, tanti documenti sono riservati a pochi. E&#8217; di poco tempo fa, però, la notizia di un&#8217;apertura da parte dell&#8217;archivio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono noti a molti i molteplici misteri che il Vaticano cela entro le famose mura dell&#8217;Archivio segreto vaticano. Saranno segreti sciocchi, o grandi, ma qualcosa di arcano c&#8217;è! probabilmente per non compromettere l&#8217;imponenza della religione cattolica, tanti documenti sono riservati a pochi.</p>
<p>E&#8217; di poco tempo fa, però, la notizia di un&#8217;apertura da parte dell&#8217;archivio, sul caso Galileo.<br />
<span id="more-664"></span><br />
L&#8217;Archivio Segreto Vaticano rende noti i documenti originali del processo al padre della scienza moderna,il quale fu salvato dal rogo grazie al deciso intervento del suo principale accusatore, il cardinale Roberto Bellarmino.</p>
<p>Il porporato durante lo storico processo, scrisse di suo pugno un documento nel quale specificava che Galilei &#8220;non è eretico&#8221;, ma che le sue tesi seguivano quella direttiva;evitando in questo modo il rogo,che invece subì Bruno. Il testo completo dell&#8217;intervento con cui fu salvata la vita di Galilei, unitamente all&#8217;intera documentazione del processo finora custodita in Vaticano, vedranno la luce alla fine del prossimo mese di giugno.</p>
<p>Avevamo condiviso i documenti finora resi noti sul processo in <a href="http://www.unknown.it/controinformazione/processo-galileo-galilei/">questo articolo</a>.</p>
<p>Il volume &#8211; un enorme testo di 550 pagine con 16 tavole raffiguranti le trascrizioni del dibattimento processuale e la sentenza finale &#8211; è pubblicato in coedizione dalla <em>Collectanea Archivi Vaticani</em> e dalla <em>Pontificia Academia Scientiarum</em>. <em>Scripta varia. I testo è curato dal prefetto dell&#8217;archivio il vescono Sergio Pagano.</em></p>
<p><em>Il Vaticano tiene a precisare che questo evento sposa con l&#8217;attuale anno dell&#8217;astronomia, e che la riabilitazione di Galileo già voluta da Giovanni Paolo II.Per il Vaticano questo è un altro atto,per dimostrare la costante ricerca del &#8220;Vero storico&#8221;.</em><br />
<center><br />
<br />
<div id="attachment_668" class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/galilei-1.jpg" alt="lettera autografata dal cardinale Bellarmino:affermava che Galilei non era eretico." width="454" height="600" border="0"  /><p class="wp-caption-text">lettera autografata dal cardinale Bellarmino:affermava che Galilei non era eretico.la stessa lettera firmata da Bellarmino,autografata da Galilei.</p></div></p>
<p>
<div id="attachment_669" class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/galilei-2.jpg" alt="La copia della stessa lettera di Bellarmino, autografata da Galilei come salvacondotto." width="454" height="600" border="0"  /><p class="wp-caption-text">La copia della stessa lettera di Bellarmino, autografata da Galilei come salvacondotto</p></div><br />
</center></p>
<p><map name='google_ad_map_664_05458d914eeef760'>
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		<title>ÖTZI &#8211; &#8220;L&#8217;Uomo venuto dal ghiaccio&#8221;</title>
		<link>http://www.unknown.it/storia/otzi-l-uomo-venuto-dal-ghiaccio/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/storia/otzi-l-uomo-venuto-dal-ghiaccio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 18:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luz09</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 settembre 1991 una coppia di alpinisti tedeschi, al rientro da una scalata, decise di abbandonare il sentiero segnalato per accorciare il percorso di ritorno verso il rifugio Similaun e s&#8217;imbattè in un corpo mummificato semisepolto dal ghiaccio. Scattarono una fotografia e all&#8217;arrivo al rifugio, avvertirono il gestore dello strano rinvenimento. Quella sera i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 settembre 1991 una coppia di alpinisti tedeschi, al rientro da una scalata, decise di abbandonare il sentiero segnalato per accorciare il percorso di ritorno verso il rifugio Similaun e s&#8217;imbattè in un corpo mummificato semisepolto dal ghiaccio.</p>
<p>Scattarono una fotografia e all&#8217;arrivo al rifugio, avvertirono il gestore dello strano rinvenimento. Quella sera i coniugi Simon non immaginavano minimamente che la scelta di cambiar percorso li aveva portati a fare una delle più eccezionali scoperte della storia: una mummia risalente all&#8217;Età del Rame.<span id="more-641"></span></p>
<p>Nelle ore seguenti a dir il vero la confusione era totale: qualcuno attribuiva il corpo ad un musicista emiliano scomparso in zona negli anni &#8217;30, qualcun altro lo dava per un mercenario dell&#8217;armata di Federico IV, ma c&#8217;era anche chi si diceva sicuro che fossero i resti di un soldato della prima guerra mondiale, che pensava che si potesse trattare di un alpinista scomparso in età recente, tanto che venne attivata la gendarmeria austriaca.<br />
Quando però si osservarono meglio gli oggetti ritrovati, cominciò a farsi strada l&#8217;ipotesi di essere di fronte ad un eccezionale ritrovamento.</p>
<p>Forse l&#8217;uomo era morto molto tempo prima di quanto gli stessi archeologi in un primo momento potevano immaginare. Iniziò così, la corsa contro il tempo per recuperare il prezioso reperto prima dell&#8217;arrivo delle prime nevicate invernali. Nei mesi seguenti, le Università fornirono i risultati delle prime analisi di laboratorio.<br />
La notizia fece il giro del mondo e in poche ore la Val Senales divenne la meta obbligata per centinaia di giornalisti e di curiosi.</p>
<p>La scoperta mise in subbuglio anche il mondo dei ricercatori e degli archeologi: mai era stata scoperta una mummia dell&#8217;Età del rame con un corredo così ricco e praticamente intatto.</p>
<p>La mummia venne ritrovata oltre lo spartiacque, a prima vista in territorio austriaco; Trascorsi alcuni giorni dalla scoperta e sulla base di indagini più approfondite, si poté giungere alla conclusione che &#8220;L&#8217;Uomo venuto dal ghiaccio&#8221; si trovava all&#8217;interno dei confini nazionali, per la precisione a 92 metri e 56 centimetri oltre lo spartiacque, in uno dei cosiddetti &#8220;Triangoli per i nidi di mitragliatrice&#8221;.</p>
<p>Questi ultimi sono delle piccole aree a forma di triangolo, imposti all&#8217;Austria al termine della prima guerra mondiale quando vi fu la revisione dei confini nazionali.</p>
<p>Si tratta del corpo di un essere umano di sesso maschile conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche prodottesi all&#8217;interno del ghiacciaio.</p>
<p>L&#8217;attribuzione del nome deriva dal toponimo registrato più vicino, appunto Similaun.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 516px"><img title="Otzi" src="http://www-tc.pbs.org/wgbh/nova/bog/images/ways-06-otzi-l.jpg" alt="(Ötzi si trova ora in una cella frigorifera nel Museo Archeologico del Sud Tirolo a Bolzano. Il suo corpo è mantenuto a -8ºC ed ad una umidita del 98%, condizioni simili a quelle in cui è stato ritrovato)" width="506" height="398" /><p class="wp-caption-text">(&quot;Ötzi&quot; si trova ora in una cella frigorifera nel Museo Archeologico del Sud Tirolo a Bolzano. Il suo corpo è mantenuto a -8ºC ed ad una umiditpa del 98%, condizioni simili a quelle in cui è stato ritrovato)</p></div>
<p>Durante il recupero, avviato senza particolari accorgimenti conservativi, furono danneggiate parti del corpo (tessuti esterni, femore sinistro seriamente danneggiato).</p>
<p>Il corpo fu inizialmente portato in Austria (Innsbruck) dove fu esaminato da esperti ed attribuito ad un antico abitante di queste zone, soprannominato in seguito da un giornalista Ötzi (od Oetzti), dato il luogo del ritrovamento (=Ötztal/Valle Ötz. Tirolo del nord).</p>
<p>Attualmente la mummia del Similaun è conservata a Bolzano, al Museo Archeologico dell&#8217;Alto Adige, in una apposita struttura che la mantiene nelle ottimali condizioni di conservazione pur permettendone l&#8217;osservazione.</p>
<p>La mummia viene presentata in un ambiente absidale appartato,il visitatore stesso decide se vedere la mummia, visibile nella sua cella di refrigerazione solo attraverso una finestrina di 40 x 30 cm.</p>
<p>Per evitare l&#8217;essiccamento della mummia si è reso necessario ricreare artificialmente le originarie condizioni di conservazione nel ghiacciaio (- 6° Celsius e umidità pari al 96 &#8211; 98%). Per l&#8217;esposizione nel Museo è stato sviluppato un apposito sistema di raffreddamento: una sorta di &#8220;box&#8221; composto da due celle frigorifere indipendenti, un laboratorio e una stanza di decontaminazione.</p>
<p>Tutti gli ambienti sono sterili, speciali filtri per l&#8217;aria garantiscono le condizioni di asetticità. Una serie di sensori trasmette alla stazione EDP i valori registrati (pressione, temperatura, umidità relativa, peso corporeo). Contro le perdite di umidità viene spruzzata sul corpo mummificato acqua sterilizzata, favorendo così la formazione di un sottile strato di ghiaccio superficiale.</p>
<p>Il pastore sembrerebbe essere morto circa 5.300 anni fa,la mummia invece di essere tranquillizzata e stesa sul lettino,è stata portata “al calduccio”,ad una temperatura di 2°C,superiore a quella sua abituale (21,2°Fareneight,cioè sotto lo 0°C) per 24 ore.</p>
<p>Gli scienziati sostengono che Otzi circa 5300 anni fa,pascolava le greggi sulle Alpi Otzalet al confine italo-austriaco,in uno dei suoi giri,mentre imperversava una tempesta di neve,probabilmente per cause naturali o forse in seguito ad una caduta,è morto.</p>
<p>Aveva circa 45 anni,sembra abbia avuto numerosi tatuaggi ed era ben vestito nonostante l’ambiente ostile; era così ben conservato che è possibile determinare come ha vissuto,da dove è venuto,che cosa lo ha ucciso; l’Uomo venuto dal ghiaccio era certamente uno dei più anziani del suo clan.</p>
<p>Il suo corpo mostra chiare manifestazioni degenerative: le articolazioni sono consumate e i vasi sanguigni calcificati. I denti, invece, sebbene molto consumati, sono del tutto privi di carie.<br />
Durante l’arco della sua vita il corpo di Ötzi inoltre, ha subito diverse lesioni: sulla parte sinistra della cassa toracica le costole mostrano una serie di fratture ben rimarginate; un’altra frattura è stata individuata sul naso; sul mignolo del piede sinistro si osserva, infine, una lesione cistica probabilmente dovuta a congelamento.</p>
<p>Ötzi è considerato il primo essere umano tatuato di cui si abbia conoscenza: ha sul suo corpo ben 57 tatuaggi, la tecnica utilizzata nel calcolitico appare diversa da quella moderna.</p>
<p>Non venivano usati aghi, ma erano invece praticate delle piccole incisioni della pelle, poi ricoperte con carbone vegetale per ottenere l&#8217;immagine.</p>
<p>I tatuaggi dell&#8217;uomo del Similaun consistono in semplici punti, linee e crocette: si trovano in corrispondenza della parte bassa della colonna vertebrale, dietro il ginocchio sinistro e sulla caviglia destra.</p>
<p>Esami radiologici hanno individuato forme di artrite proprio in quei punti:si pensa che tali immagini avessero funzione di tipo medico o cultuale (al fine di alleviare i dolori).</p>
<p>Alto circa 1,58 cm,vestito in tre strati di pellicce,pattini,cinghie,un cappello,le sue nervature rotte sono il risultato probabile di una lotta pesante. L&#8217;Uomo era equipaggiato nel migliore dei modi per la permanenza in alta montagna.</p>
<p>Il suo vestiario comprendeva calzature, leggings, perizoma, sopravveste, gratticcio d&#8217;erbe e berretto di pelo d&#8217;orso. I materiali usati sono pelliccia e pelle di cervo nobile, orso, camoscio, capra e bovino. La tecnica di taglio, le cuciture accurate e l&#8217;abile lavoro d&#8217;intreccio testimoniano l&#8217;esistenza, in quel tempo ed in quella cultura, di una rigorosa specializzazione del lavoro.</p>
<p>Il 21 agosto 2008 è stato reso noto che Hollemeyer ed altri suoi colleghi dell&#8217;Università del Saarland hanno condotto un&#8217;analisi su alcuni pezzi dei vestiti e delle scarpe della mummia utilizzando uno spettrometro di massa, che permette di determinare la composizione chimica dei campioni, e a parere dei ricercatori può dare risultati più affidabili del test del DNA nell&#8217;analisi di pelli lavorate. I ricercatori hanno così pubblicato i loro risultati su Rapid Communications in Mass Spectrometry, osservando che i peptidi delle proteine presenti nei peli antichi sono del tutto simili a quelle di varie specie di animali allevati ancora oggi, e quindi questo induce a pensare che Ötzi sia stato un pastore che a volte portava la mandria al pascolo durante gli spostamenti stagionali.</p>
<p>Secondo lo studio del DNA contenuto nei suoi mitocondri, Ötzi difficilmente ha lasciato eredi. I mitocondri, contenuti in ogni cellula ed ereditati dalla madre, contengono, assieme al nucleo, materiale genetico. Il DNA di Ötzi appartienene a un sottogruppo che, in base alle conoscenze attuali, non ha fatto proseliti. L&#8217;antropologo Franco Rollo ritiene che, probabilmemte, Ötzi possa rappresentare il capolinea di un gruppo di esseri umani vissuti in passato e che si sono estinti, tra le varie ragioni, per esiguità</p>
<p>Gli scienziati hanno detto che il corpo era così in buono stato che i pori nella pelle sono sembrati normali,anche i suoi vestiti sono completamente conservati.</p>
<p>Un campione prelevato dal suo intestino ha condotto gli scienziati a concludere che il suo ultimo pasto è stato: carne (probabilmente una capra alpina,le cui ossa sono state trovate nelle vicinanze),frumento, piante e prugne, dall’analisi dello stomaco è inoltre risultato anche che è morto in primavera o in estate, ha inoltre evidenziato la presenza di uova di tricocefalo. Nei casi più gravi, questo parassita può provocare attacchi di dissenteria e forti dolori.</p>
<p>L’attenzione nella ricerca degli indizi della sua morte,ha fatto luce sulla posizione scomoda del braccio sinistro di Otzi,usando una tecnica specializzata dei raggi X gli scienziati hanno scoperto una SAGITTARIA sotto al spalle sinistra superiore e hanno concluso che è morto nel dolore,perdendo molto sangue,probabilmente è sopravvissuto all’assalto iniziale perché la freccia non ha colpito nessun organo vitale,ma probabilmente ha perso la sensibilità del braccio sinistro dovuto a danni al nervo;sulla mano destra aveva due lesioni di arma da taglio,forse dovuti ad un combattimento.</p>
<p>L&#8217;alta quantità di arsenico nei capelli dimostra la frequente partecipazione alla lavorazione di minerali di rame.</p>
<p>La datazione al radiocarbonio gli attribuisce un&#8217;età compresa tra il 3300 &#8211; 3200 a.C. . Questo lo pone nell&#8217;Età del Rame, momento di transizione tra il Neolitico e l&#8217;Età del Bronzo.</p>
<p>Assieme al corpo furono ritrovati anche resti degli indumenti e oggetti personali di grande interesse archeologico come un arco in legno di tasso, una faretra con due frecce pronte ed altre in lavorazione, un coltello di selce, un &#8220;correttore&#8221; per lavorare la selce, un&#8217;ascia in rame, una perla in marmo, esche ed acciarino ed uno zaino per contenere questi oggetti.</p>
<p>Il maltempo e le particolari condizioni climatiche in cui il corpo del pastore si venne a trovare hanno favorito il processo di mummificazione.</p>
<p>Possedeva un copricapo di pelo d’orso con stringhe di pelle come sottogola,utilizzava una gerla per trasportare varie cose con un telaio non molto diverso da quello dei moderni zaini.</p>
<p>Nella tasca di pelle applicata alla cintura custodiva un fungo-esca da tenere sempre asciutto per poterlo accendere con facilità.</p>
<p>Forse per conservare le provviste portava con sé un contenitore in corteccia di betulla,alla cintura portava un pugnale di selce per tagliare,incidere o fare a pezzi le prede.</p>
<p>Lo scopritore della mummia, l’alpinista tedesco, Helmut Simon (Nürnberg, 11 dicembre 1937 – Bad Hofgastein, 18 ottobre 2004), è morto a causa della caduta accidentale in una scarpata durante un&#8217;escursione sulle Alpi salisburghesi; lo seguono nel destino fatale Rainer Holzl, operatore della televisione austriaca; Kurt Fritz, alpinista che aiutò a trasferire la mummia a Bolzano e Gunther Henn, medico legale che aveva studiato per primo il ritrovamento. Ed ancora Konrad Spindler, l&#8217;archeologo tedesco che per primo studiò Ötzi e che ne descrisse la storia in un famoso libro, che muore il 17 aprile 2005 per una forma aggressiva di sclerosi.</p>
<p>Chiude la fila il 4 novembre 2005 Tom Loy, l&#8217;archeologo molecolare ed anatomo-patologo statunitense che per primo ne studiò il DNA, morto nella sua casa di Brisbane (Australia) in circostanze non del tutto chiarite, forse per un incidente domestico.</p>
<p>L’Uomo venuto dal ghiaccio è una delle mummie più antiche del mondo. Non è solo l’antichità, però, a renderlo così prezioso per la scienza, ma anche il tipo di mummificazione. Ötzi, infatti, è una cosiddetta “mummia umida”, chiamata così perché le cellule del suo corpo conservano ancora dell’umidità. Poiché i tessuti sono elastici è possibile innanzitutto sottoporli ad analisi scientifiche. Inoltre, trattandosi di una mummia naturale, il corpo non è stato modificato da trattamenti rituali od altri interventi umani. L’Uomo venuto dal ghiaccio, con il suo equipaggiamento e tutti i suoi indumenti, ci appare oggi come fosse appena stato strappato alla vita.</p>
<p>Insomma la mummia più vecchia e famosa del mondo è un coraggioso eroe preistorico o un bandito d’altri tempi? Il dubbio per ora resta e sembra davvero molto difficile da sciogliere.</p>
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