Alcuni pensieri sparsi.

Personalmente ho avuto la possibilità di conoscere l’arte di Upui attraverso i primi numeri di “Athame” (il bollettino del Circolo dei Trivi), nel 2002 circa, quando pubblicò diversi articoli sulla sua stregoneria istintiva e diversi disegni.
Inoltre, essendo iscritta ad alcune mailing-list a cui era iscritto anche Nicolò, leggevo i sogni che inviava ai vari gruppi e guardavo con interesse gli schemi che ne scaturivano, pensando, all’epoca, che fosse una donna..il dubbio mi è rimasto a lungo perché i suoi scritti erano ambigui dal punto di vista della sua vera identità.
Comunque, quando recentemente, nel 2006, mi ha contattata per proporsi come collaboratore di Labrys, sapevo già chi fosse dal punto di vista artistico e magico e avevo letto diverse cose nel suo sito, riguardo la sua storia, i ricordi su Gualina, gli schemi di pratica disegnati su carta e le incisioni su rame e nel frattempo avevo intuito quale fosse la realtà circa il suo essere uomo con ricordi di donna.

Reputo il percorso spirituale di Upui e la sua arte originali per diversi motivi. Intanto perché il nostro autore proviene da un percorso cattolico, voleva addirittura entrare in seminario, e – proprio dopo una particolare attività per il Gris di Torino, oltre che nel CUN, il centro ufologico nazionale – è arrivato al sentiero della Dea. In più perché la sua arte unisce il fascino dei grimori rinascimentali allo stile più fumettistico – e lo dico in senso positivo – un tipo di comunicazione più contemporanea, simpatica ed ironica.

Quando nel 2007 con Andrea Armati abbiamo potuto conoscere e incontrare direttamente Nicolò, ci siamo convinti a maggior ragione di quanto fosse importante scrivere riguardo la sua arte, anche per l’originalità dell’autore, per il suo credere profondamente in ciò che vede e sente nei suoi rituali (per quanto non pretenda di essere creduto per forza), quindi per il suo misticismo e anche per la sua fiducia in noi, nonostante ci conoscessimo relativamente da poco.

Personalmente mi sento di parlare di Upui come di un artista-medium in quanto egli stesso dice che è la sua “non mano” (ovvero quello della strega Gualina) a creare gli schemi sotto la guida degli spiriti amici e della Dea. Egli è, a mio parere, un tramite dell’ispirazione Divina o, per lo meno, di quello che per Upui è il Divino.

Quella di Nicolò, quindi, non è arte in senso stretto ma arte esoterica. Upui non è del tutto consapevole quando crea, questa è la sua caratteristica principale. E’ come se durante i rituali entrasse in trance e avesse visioni di riti e celebrazioni con la Dea (che egli si vede attuare come donna) e gli Spiriti grazie ai quali comprende delle “leggi” esoteriche e magiche che poi riporta nelle sue opere (disegni e incisioni su rame). Quindi la cosa importante è far capire come l’arte possa diventare veicolo del mondo dello spirito e del contatto tra l’uomo e il Divino.

Per chi mi chiedesse in cosa consista l’originalità della pratica di Nicolò, risponderò che a mio parere consiste nell’essere molto spontanea e istintiva e nel non appoggiarsi a cose già preconfezionate da altri e quindi di essere veramente originale. In nessun libro di Wicca o di altre forme di stregoneria contemporanea si trovano tali e simili schemi. Il nostro autore segue solo le proprie visioni. Tanto è vero che la stessa simbologia che appare nelle sue opere è molto eclettica: vi sono sia alcuni simboli usati convenzionalmente da movimenti neopagani come la Wicca sia simboli personali di Upui. Non solo. Il nostro autore utilizza anche una serie di alfabeti differenti per raccontare nei suoi schemi ciò che ha visto e sentito: Tebano, Isiaco (non solo in modo tradizionale ma anche in chiave) oltre a caratteri relativi e quindi personali.

A questo punto ci si potrà chiedere in cosa consista, invece, l’originalità del libro. Dal mio punto di vista, consiste nell’aver cercato di fondere testo ed immagini, in modo tale da farli dialogare per esaltare l’opera di Nicolò. Ci è parso che in ambito esoterico non vi fosse nulla di simile, almeno qui in Italia: l’opera che ne è risultata è a metà via tra un saggio e un libro d’arte illustrato che cerca di sviscerare l’opera di Upui sia a livello di contenuto sia a livello visivo. Un libro che, anche per chi non fosse del “settore”, sarà piacevole anche solo sfogliare.

Ma come si compone il libro? L’opera inizia con una biografia dell’autore, il quale ha cominciato il proprio percorso passando dalla sua originale intenzione di entrare in seminario e quindi dal gruppo di ricerca sulle sette, il Gris di Torino, al suo interesse per i movimenti dischisti e del CUN (Centro Ufologico Nazionale) di Torino fino a giungere alla scoperta degli amici spiriti, ai ricordi su una possibile vita passata come la strega Gualina Stabiosa e al rapporto con la Dea. Successivamente, appare un riassunto dei primi ricordi riguardanti Gualina (ricordi tutt’ora in corso, tanto è vero che l’autore sta ancora cercando di ricostruire alcuni fatti non chiariti prima), una sezione dedicata alle simbologie ricorrenti nelle opere grafiche e l’appendice in cui appaiono ulteriori ricordi recenti riguardanti un personaggio un po’ negativo che ha avuto a che fare con Gualina, tale Marcherio, i sogni e le visioni dell’autore e le interviste che gli abbiamo fatto per dare forma al libro.

Spero che questi brevi spunti possano suscitare curiosità nel lettore, tanto da voler entrare nel favoloso mondo della Strega Upui.

Sarah Bernini
(articolo tratto dal sito artesassociazione.org)

Myspace del libro: myspace.com/upuiartedellastrega
Sito della casa editrice Eleusi: eleusiedizioni.it
Sito personale di Nicolò Mulè (UPUI): http://upui.altervista.org/

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