L’autore (Vasili Mitrokhin), dal ’56 al ’84, ha prestato servizio presso gli archivi della sezione esteri del KGB: qui ha svolto una certosina attività di trascrizione delle schede dell’archivio (300.000 documenti trafugati). I documenti riguardanti l’Italia occupano 645 pagine (dagli anni ’60 al 1991). L’8 ottobre 1999, il materiale e’ stato reso pubblico.
Oggetto: Carlo Fortunati – Nome in codice “Figaro”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -
Carlo Fortunati – Nome in codice “Figaro”
Carlo Fortunati nato nel 1938, è stato oggetto di una coltivazione attiva del KGB nel 1969-1970 a Mosca, quando lavorava come addetto alla cifra presso l’ambasciata italiana. Il KGB aveva piazzato diverse donne sul soggetto. Era noto che FORTUNATI votasse per il Partito comunista italiano. Il suo nome in codice era “FIGARO”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Bonifacio Pansini – Nome in codice “Pan”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Notiamo da elenchi diplomatici che Bonifacio PANSINI è stato nominato console onorario austriaco a Bari nel 1970. Bonifacio Pansini – Nome in codice “Pan”
1. Bonifacio PANSINI nato nel 1927 a Molfetta, era un imprenditore italiano e direttore commerciale della società VRS. Era anche Console onorario austriaco a Bari.
2. PANSINI era in contatto con il KGB ed era manipolato dal 2^ dipartimento del Direttorato S del Primo Direttorato Generale del KGB. Il suo nome in codice era “Pan”.
(data delle informazioni: 1981 e seguenti).
SEGRETISSIMO*
Oggetto:
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento
1. Notiamo da elenchi diplomatici che Gianluigi PASQUINELLI ha lavorato all’ambasciata italiana di Berna dal 1970 al 1972 e all’ambasciata italiana di Giacarta dal 1973 al 1977 circa.
2. Non siamo riusciti ad identificare V. PYZHIKOV.
Gianluigi Pasquinelli – nome in codice “Tonio”
1. Gianluigi PASQUINELLI, nato nel 1935, aveva lavorato al MAE dal 1964. Dal 1970 al 1973 è stato Primo Segretario all’ambasciata italiana di Berna. E’ stato coltivato dall’agente operativo V. PYZHIKOV della Residentura del KGB cui ha passato delle informazioni. Fra queste era incluso un comunicato dell’ambasciata italiana di Berna sulla politica estera ed interna della Svizzera e traduzioni di telegrammi circolari del Ministero degli Affari Esteri. PASQUINELLI è stato ripagato con costose ricompense. Aveva il nome in codice “TONIO”.
2. Nel febbraio 1973 PASQUINELLI è stato trasferito all’Ambasciata italiana di Giacarta. Il KGB ha stabilito delle modalità per i contatti a Giacarta e la locale Residentura del KGB ha continuato a coltivare PASQUINELLI. Un rapporto della Residentura di Giacarta della metà degli anni ’70 descriveva “TONIO” come “un agente documentario di un paese NATO”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Giuliano Zincone – Nome in codice “Zvyagin”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Giuliano Zincone – Nome in codice “Zvyagin”
Giuliano ZINCONE nato nel 1943 a Roma era un corrispondente del giornale “Corriere della Sera”. Era legato al gruppo di sinistra il “Manifesto”. Dal 1973 al 1981 ZINCONE è stato coltivato dalla Residentura del KGB a Roma. Il suo nome in codice era “ZVYAGIN”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Sandro Viola – Nome in codice “Zhukov”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Riteniamo che FEDYASHIN si identifichi con Georgiy Arsenyevich FEDYASHIN , vice-direttore di NOVOSTI.
Sandro Viola – Nome in codice “Zhukov”
1. Sandro VIOLA nato nel 1931, era un corrispondente del giornale “La Repubblica”, dove scriveva di affari internazionale. E’ stato coltivato dal KGB ed era un contatto confidenziale della Residentura del KGB di Roma. Il suo nome in codice era “ZHUKOV”.
(data delle informazioni non nota).
2. Nel 1981 VIOLA ha redatto un rapporto sul 26^ congresso del PCUS. FEDYASHIN lavorava con lui (presumibilmente a Mosca) e ha tenuto dei discorsi influenzatori basati su temi forniti dal Servizio A del Primo Direttorato Generale del KGB.
SEGRETISSIMO*
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -
Luigi Fossati – Nome in codice “Anatol”
1. Luigi FOSSATI nato nel 1927 a Milano, era un giornalista italiano che ha lavorato come corrispondte ad Amburgo, Varsavia e, dal 1964 al 1969, da Mosca. E’ stato reclutato nell’ottobre 1966 da “N”, un residente del Secondo Direttorato Generale del KGB. Gli è stato dato il nome in codice “ANATOL”. All’epoca del suo reclutamento una delle richieste di FOSSATI era stata che nessuno all’infuori di “N” avrebbe dovuto mantenere i contatti con lui. FOSSATI ha fornito al KGB informazioni su corrispondenti esteri e su diplomatici.
2. Nel 1975 FOSSATI era vice-capo redattore del giornale “Il Messaggero”..
Oggetto: Nestore Di Meola – Nome in codice “Klement” Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Il 1975 è stato fornito come data alternativa per il reclutamento di DI MEOLA, ma in genere una pratica di coltivazione operativa (DOR) veniva aperta prima che il reclutamento avesse luogo. Questa data sembra pertanto essere meno probabile di quella fornita nel testo (1978).
Nestore Di Meola – Nome in codice “Klement”
1. Nestore DI MEOLA nato nel 1930 a Palo e residente a Roma, era membro del Dipartimento Internazionale dell’Associazione Lavoratori Cristiani (ALCI). Nel 1973 e nel 1975 è stato in URSS per conto dei sindacati. DI MEOLA è stato attentamente esaminato dalle agenzie del KGB ed è stata esercitata su di lui una proficua influenza.
2. La coltivazione del KGB è continuata a Roma e nel 1976 è stato aperto un dossier di cotivazione operativa (DOR) sul conti di DI MEOLA. E’ stato reclutato nel novembre 1978 per motivi politici e ideologici, oltre che per questioni materiali, ed è stato inserito nella rete di agenti del Primo Direttorato Generale. Ha ricevuto il nome in codice “KLEMENT”. E’ venuto fuori, tuttavia, che le informazioni di DI MEOLA davano scarsi risultati e che non aveva possibilità di prendere misure attive. Inoltre era indisciplinato come agente, mancava agli appuntamenti e cercava di mettere le sue relazioni su un piano ufficiale. Nel 1981 DI MEOLA è passato all’Unione Italiana Lavoratori. Il KGB lo ha congelato fino al 1983.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Vice-Addetto navale italiano a Mosca – Nome in codice “Polatov”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Notiamo da elenchi diplomatici che Armando VIGLIANO ha lavorato come Addetto Navale all’ambasciata italiana di Mosca dal 1976 al 1978. Non sappiamo se si identifica con “POLATOV’
Vice-Addetto navale italiano a Mosca – Nome in codice “Polatov” “POLATOV” o “POLETOV” è stato vice-addetto navale all’ambasciata italiana di Mosca e ufficiale del SIOS (espansione non nota) della Marina. Nel 1978 è stato reclutato dal Secondo Direttorato Generale del KGB.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di “POLATOV”
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Ermanno Squadrilli – Nome in codice “Strelok”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Secondo i nostri atti, Georgiy Pavlovich ANTONOV, nato il 26 novembre 1939 sarebbe un agente del KGB identificato, accreditato a Roma (1966-1971), Ginevra (1979-1986) e a Bruxelles (1991-1994).
Ermanno Squadrilli – Nome in codice “Strelok”
1. Ermanno SQUADRILLI, nato nel 1938 a Palermo, è stato funzionario del Ministero degli Esteri italiano. Nel 1969 faceva parte del Dipartimento di Stampa e Informazione del Ministero. Nel 1970 è stato reclutato dalla Residentura del KGB di Roma; il reclutamento è stato condotto dall’agente della Residentura G P Antonov. Il nome in codice di SQUADRILLI era “STRELOK”.
2. Nel 1971 SQUADRILLI è stato accreditato all’ambasciata italiana di Tokio. In seguito ha lavorato a San Francisco, dove ricopriva la carica di Console italiano. Era riluttante a collaborare con il KGB.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Angelo Travaglini – Nome in codice “Anzheluti” Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
Riteniamo che Dimitri ZLATANOV si identifichi con Dimitur Cristov ZLATANOV, nato l’1 aprile 1923, espulso dall’Italia nell’aprile 1976 Angelo Travaglini – nome in codice ” Anzheluti”
1. Angelo Travaglini, nato nel 1944 a Terni, era un funzionario del MAE. E’ stato Secondo Segretario dell’ambasciata italiana di Yaounde, Camerun, dove è stato coltivato dalla Residentura del KGB. La coltivazione era iniziata nel 1975 ad opera dei bulgari a Roma, tramite il Residente “DIMCHEV” (Dimitri ZLATANOV). Il nome in codice di TRAVAGLINI era “ANZHELUTI”
2. A Yaounde, il contatto con TRAVAGLINI è stato stabilito da “BATOV”, un agente della Residentura del KGB. Si è creato un saldo rapporto di amicizia che si è trasformato in un rapporto strettamente confidenziale fondato sull’affinità ideologica. TRAVAGLINI aveva idee comuniste. Il KGB ha deciso, tuttavia, di non continuare il contatto con lui perché le autorità italiane potevano venire al corrente delle idee di TRAVAGLINI e del fatto che era stato uno dei contatti di ZLATANOV a Roma. Il KGB ha deciso di rimandare la coltivazione con l’obiettivo ultimo di reclutarlo una volta che fosse stato di nuovo accreditato all’estero.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Giambattista Tura – Nome in codice “Dodzh”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
B L SARYCHEV si identifica con Boris Leonidovich SARYCHEV, nato il 21 giugno 1923, noto agente del KGB espulso dalla Germania occidentale nel 1966. Nel 1976 SARYCHEV era vice-direttore del Dipartimento di Relazioni Estere del Ministero per la Raffinazione del Petrolio e l’Industria Petrolchimica russo
Giambatista Tura &endash; Nome in codice “Dodzh”
Giambatista TURA, nato il 2 novembre 1939 in Austria era un cittadino italiano di origine austriaca. Era direttore della società Vartington di Milano. TURA è stato coltivato dalla Residentura del KGB di Roma, ma dopo il 1978 ha evitato i contatti con B L. SARYCHEV.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Giorgio Girardet &endash; Nome in codice “TURIST” Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
1. Nikolay Pavlovich Anfinogenov, nato il 3 gennaio 1924 frequenta diversi gruppi e conferenze ecclesiastiche internazionali almeno dal 1975. E’ stato membro di numerose delegazioni sovietiche alle riunioni del Consiglio Mondiale delle Chiese e della Conferenza di Pace Cristiana.
2. Fedor Konstantinovich Rogushin, nato il 7 marzo 1931 ha avuto due incarichi all’ambasciata sovietica di Roma (1958-1964 e 1966-1968).
3. Non siamo riusciti ad identificare l’agente operativo SURNIN.
Giorgio Girardet &endash; Nome in codice “Tursit”
1. Giorgio GIRARDET, nato nel 1919 in Spagna, era un cittadino italiano e redattore capo del giornale “Nuovi Tempi”. Dopo la guerra è diventato ministro della Chiesa Riformista di Trieste e si è recato in Ungheria, Cecoslovacchia e Unione Sovietica per questioni ecclesiastiche.
2. La coltivazione di GIRARDET da parte del KGB è iniziata nel 1962 a Praga, mentre GIRARDET stava partecipando alla Conferenza Cristiana Mondiale. L’agente del KGB ANFINOGENOV, che operava sotto la copertura del Dipartimento delle Relazioni Ecclesiastiche Internazionali del Patriarcato di Mosca, ha preso contatti con GIRARDET a Praga e ha condotto la coltivazione. Gli agenti operativi SURNIN e ROGUSHIN hanno terminato il lavoro. Nel dicembre 1969, GIRARDET era stato inserito nella rete di agenti del Primo Direttorato Generale del KGB e aveva ricevuto il nome in codice “TURIST”.
3. Un nuovo agente operativo (identità non nota) ha incontrato notevoli difficoltà nel riprendere i contatti e nell’organizzare la collaborazione con GIRARDET. Secondo l’agente, GIRARDET sembrava non capire e interpretare correttamente la situazione dei fedeli, della Chiesa e dei dissidenti in URSS. Ricorrendo a vari pretesti, si rifiutava di passare informazioni o di presentarsi ad incontri.
4. Nel gennaio 1977 GIRARDET riceveva un salario mensile di 150 rubli per il suo prezioso lavoro di agente della Residentura del KGB di Roma. Ciò nonostante, in seguito sempre nel 1977 GIRARDET avrebbe posto fine di sua iniziativa agli incontri con l’agente operativo. Nonostante l’elargizione dello stipendio, le indicazioni evidenziano che la coltivazione di GIRARDET non si sarebbe mai conclusa con il suo reclutamento come agente.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: “Nino” &endash; Contatto confidenziale del KGB
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
Gradiremmo conoscere l’identità di “NINO” non appena possibile
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Giornalista italiano – Nome in codice “Podvizhnyy”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -
1. ZAMOYSKIY si idenfica con Lolliy Petrovich ZAMOYSKIY, nato il 29 luglio 1929, agente del Kgb identificato che ha operato sotto copertura giornalistica a Roma (1968-1973) e a Parigi (1977-1980)
2. Gradiremmo conoscere l’identità di “PODVIZHNYY” non appena possibile.
Giornalista italiano – Nome in codice “PODVIZHNYY”
1. “PODVIZHNYY” era direttore della sede di Roma di un’importante rivista italiana. E’ stato inoltre corrispondente del “Tempo” e dell’”Automobile”. Era in contatto con ZAMOYSKIY, agente operativo della Residentura del KGB di Roma che agiva sotto copertura di corrispondente dell’”Izvestiya”.
2. “PODVIZHNYY” è stato inviato in Albania per raccogliere informazioni. Ha anche condotto indagini sull’ambasciatore albanese in Italia e su Faik DEKAJ, consigliere dell’ambasciata albanese a Roma. “PODVIZHNYY” ha partecipato ad azioni per conto del KGB nel 1972.
3. Nel gennaio 1977, per il suo prezioso lavoro di agente della Residentura di Roma del KGB, “PODVIZHNYY” riceveva uno stipendio mensile di 240 rubli.
Commento al servizio
E’ possibile che l’importante rivista cui si è fatto prima riferimento sia in realtà il “Tempo” o l’”Automobile”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Giuseppe Planchenti – Nome in codice “Platon”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
G P ANTONOV si identifica con Georgiy Pavlovich ANTONOV, nato il 26 novembre 1939, che ha presentato servizio a Roma (1966-1971), Ginevra (1979-1986) e Bruxelles (1991-1993).
ANTONOV è un agente del KGB identificato cui sono stati rifiutati diversi visti di ingressi in vari paesi europei.
Giuseppe Planchenti – Nome in codice “Platon”
1. Giuseppe PLANCHENTI lavorava presso l’ambasciata italiana di Mosca (data non nota). Una donna, agente “R” è stata assegnata al suo caso e il soggetto è andato a convivere con la stessa. La donna ha inscenato una falsa gravidanza e aborto. L’agente “R” ha indotto PLANCHENTI a chiedere alle autorità sovietiche di non informare l’ambasciata italiana del fatto che aveva vissuto con la donna e che lei si era sottoposta ad un aborto su suo consiglio e sue spese. Per la legge italiana è reato penale indurre una donna ad avere un aborto.
2. Planchenti è stato reclutato dal KGB e ha ricevuto il nome in codice “PLATON”. Ha fornito ritratti a penna di membri del personale dell’ambasciata italiana e ha indicato quali di loro appartenevano ai servizi speciali. Ha inoltre fornito dettagli specifici sulla struttura e sulle misure di sicurezza dell’ambasciata.
3. In seguito il KGB ha rintracciato PLANCHENTI in Belgio (data non nota). Il KGB aveva progettato di inviare G.P. ANTONOV sul posto. ANTONOV era un direttore di sezione del 5º Dipartimento del KGB che parlava italiano. I belgi non gli hanno concesso il visto. Il KGB ha allora fatto richiesta di visto per l’Olanda, in quanto lo stesso sarebbe stato valido per visitare tutti i paesi del Benelux. Il piano era che ANTONOV avrebbe dovuto entrare in Belgio dall’Olanda nel maggio 1976.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente informativo del KGB – Nome in codice “Kars”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
Gradiremmo conoscere l’identità di “KARS” non appena possibile.
Agente informativo del KGB – Nome in codice “Kars”
1. “KARS” era un agente informativo del KGB nel campo dell’informazione tecnica e scientifica in Italia. Era professore universitario, Presidente dell’Associazione Nazionale dei fisici e anche di diverse organizzazioni pubbliche ed economiche. “KARS” aveva probabilmente connessioni con Torino e con un istituto specializzato nella ricerca dei neutroni (data dell’informazione non nota)
2. Dopo lo scandalo in Italia della loggia massonica P-2 “KARS” temeva che potesse essere scoperto perché era citato nelle liste della P-2.
3. Nel settembre 1981 “KARS” doveva assumere la carica di coordinatore della ricerca scientifica del gruppo “ENI”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Addetto italiano nella RDPY – Nome in codice “ALAUI”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
1. Viktor Gavriloch GORLOV nato il 13 giugno 1946 ha prestato servizio ad Aden (1973-1977) e ad Amman (1981-1986).
2. Notiamo da elenchi diplomatici che Willy THA ha prestato servizio come Addetto Amministrativo all’ambasciata Italiana di Aden dal 1972 al 1977.
Addetto italiano nella RDPY &endash; Nome in codice “Alaui”
“ALAUI” era Addetto Amministrativo all’ambasciata italiana della Repubblica Democratica Popolare dello Yemen. E’ritornato in Italia nel 1977. Ad Aden aveva avuto contatti V. G. GORLOV.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Giuseppe Prezioso – Nome in codice “Moris”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento;
Giuseppe Prezioso &endash; Nome in codice “Moris”
Giuseppe Prezioso, nato nel 1976 a Roma, si era laureato alla Falcoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma. Lavorava al Reparto Esteri dell’Eni. PREZIOSO è stato reclutato dal KGB nel 1974 e ha ricevuto il nome in codice “MORIS”. E’ stato manipolato dal 1º o dal 5º Dipartimento del Direttorato S del Primo Direttorato Generale del KGB. (data delle informazioni: prima e dopo il 1979).
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Ambasciatore Italiano &endash; Enrico Aillaud
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
1. Notiamo da elenchi diplomatici che Enrico AILLAUD ha ricoperto la carica di ambasciatore italiano in Cecoslovacchia (1960-1962), Polonia (1963-1968), Austria (1970-1973), RDT (1973-1975) e URSS (1976-1978).
2. Riteniamo che MIKHIN si identifichi con l’agente del KGB Robert Vasiliyevich MIKHIN, nato il 21 settembre 1926. Ha prestato servizio a Vienna (1953-1957), Il Cairo (1960-1962), L’Avana (1964-1966), Vienna (1966-1969), e New York (1972-1973 e 1975-1982)
Ambasciatore Italiano &endash; Enrico Aillaud
1. Enrico AILLAUD, nato nel 1911 a Roma, aveva ricoperto incarichi diplomatici sin dal 1940. Ha lavorato nelle Missioni diplomatiche italiane di New Orleans, Londra e Praga. Nel 1957 è stato consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri ZOLLI, nel 1958-59 è stato capo del gabinetto FANFANI e poi PELLE (sic). Dal 1961 a l 1971 AILLAUD è stato ambasciatore italiano in Cecoslovacchia, Polonia, Austria e RDT. E’ stato presidente dell’Interbanka di Milano. AILLAUD era membro del Partito Democratico Cristiano e amico personale di Fanfani; aveva inoltre stretti contatti con il Direttore delle Relazioni Esterne del Comitato Centrale del PCI, Sergio SERGE (sic), e con altri importanti comunisti.
2. Nel 1961 AILLAUD è stato reclutato dai servizi speciali cecoslovacchi sulla base di materiali compromettenti: in particolare la sua relazione con una donna di facili costumi e con speculazioni monetarie. I contatti con AILLAUD erano mantenuti attraverso un alto rappresentante del Ministero degli Affari Interni cecoslovacco, Noek SOUCHEK (fonetico). Nella RDT il contatto è avvenuto attraverso JENIKE (nome di battesimo non noto), generale maggiore del Ministero della Sicurezza di Stato della Germania Orientale, che si presentava come alto funzionario del Ministero degli Esteri della RDT. AILLAUD, tuttavia, si è rifiutato di collaborare con il Ministero della Sicurezza di Stato.
3. Attraverso un intermediario dei cecoslovacchi, il contatto informativo è stato stabilito a Mosca da MIKHIN, agente del 3º Dipartimento del Secondo Direttorato Generale del KGB. AILLAUD ha fornito informazioni riguardanti la Nato, la Cee, la Cina e membri dei corpi diplomatici di Mosca. Il KGB lo ha ricompensato con preziosi regali. Ad Aillaud sono state pagate le spese per l’organizzazione e la partecipazione a varie spedizioni di caccia nella zona di Mosca. Nel 1976 è stato inserito nella rete di agenti del KGB. AILLAUD ha ammesso la sua disponibilità a lavorare per il KGB in ambiente italiano e persino a Roma.
4. Nel 1980 AILLAUD è andato in pensione e il flusso di informazioni da lui provenienti è diminuito. E’ stato tolto dalla rete di agenti nel 1983. All’epoca in cui era agente, Aillaud aveva ricevuto diversi nomi in codice: “ARTUR”, “ARLEKINO” e “SHEF”.
SEGRETISSIMO*Fonte sensibile
Rapporto Impedian numero 22
Data di emissione: 23 marzo 1995
Oggetto: Angelo Sferrazze – Nome in codice “Kant”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -
Angelo Sferrazze – nome in codice “Kant”
Angelo SFERRAZZE, nato nel 1937 a Fano, era un esponente del Dipartimento Internazionale del Partito Democratico Cristiano Italiano. Dal 1975 al 1982 è stato sottoposto a coltivazione da parte della Residentura del KGB di Roma e il suo nome in codice era “KANT”. La coltivazione di SFERRAZZE è stata scoperta dai servizi speciali occidentali.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Francesco Gozzano – Nome in codice “Frank”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: ZAMOYSKIY si identifica con Lolliy Petrovich ZAMOYSKIY, nato il 29 luglio 1929, agente del KGB identificato che ha operato sotto copertura giornalistica a Roma (1968-1973) e a Parigi (1977-1980).
Francesco Gozzano – nome in codice “Frank”
1. Francesco GOZZANO era direttore del Dipartimento Internazionale del giornale “Avanti” del Partito Socialista Italiano. Era agente della Residentura del KGB di Roma ed era in contatto con ZAMOYSKIY. Il nome in codice di GOZZANO era “FRANK”.
2. Nel gennaio 1977 gli agenti più importanti della Residentura di Roma ricevevano salari mensili in rubli. Lo stipendio di GOZZANO era di 240 rubli.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Amadeo Mencuccini – Nome in codice “Butil” e Salvatore Cassarino – nome in codice “Metil”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Abbiamo le seguenti notizie sul conto dei russi elencati nel rapporto:
Gennadiy Akimovich NIKOLAYEV, nato il 7 agosto 1928.
1961-1963: ingegnere capo, società commerciale AMTORG, New York.
1965-1971: vice-direttore, Delegazione Commerciale Sovietica, Roma.
1972-1977: vice-direttore, Delegazione Commerciale Sovietica, Parigi.
1985-1988: vice-direttore, Delegazione Commerciale Sovietica, Harare.
Aleksey Anatoliyevich MALYSHEV, nato il 14 aprile 1924 o 1926.
1960-1966: rappresentante, Delegazione Commerciale Sovietica, Parigi.
1971-1976: consulente scientifico, Ambasciata Sovietica, Roma.
Gennadiy Georgiyevich KRYUKOV, nato il 18 luglio 1936.
1964-1969: 3° Segretario (scientifico), Ambasciata Sovietica, Roma.
1976-1981: consulente scientifico, Ambasciata Sovietica, Roma.
Tutti e tre gli individui sono agenti del KGB identificati.
Amadeo Mencuccini – Nome in codice “Butil” e Salvatore Cassarino – nome in codice “Metil”
1. Amedeo MENCUCCINI, nato nel 1937 a Roma, era co-proprietario della società “CONSER” e proprietario della società “INTEMA”. La società “INTEMA” era specializzata in calcolo ingegneristico nel campo dell’ingegneria chimica. MENCUCCINI era assistente universitario all’Università di Roma.
2. Salvatore CASSARINO, nato nel 1937 a Roma, era direttore tecnico e co-proprietario della società “CONFER” ed era anche legato alla società “VDC-Biochem”.
3. La coltivazione di MENCUCCINI è stata iniziata nel 1969 dall’agente della Residentura del KGB di Roma G A NIKOLAYEV ed è stata continuata da A A MALYSHEV e G G KRYUKOV. MENCUCCINI ha ricevuto il nome in codice “BUTIL”, mentre CASSARINO era noto come “METIL”.
4. Nel 1970 MENCUCCINI, insieme a CASSARINO, ha fornito ai russi un’intera serie di documenti relativi al processo per la produzione della gomma butile. I due hanno ricevuto un compenso di 50.000 dollari. La documentazione ha permesso all’amministrazione sovietica di realizzare la costruzione della fabbrica di Sumgait e di ridisegnare due nuove linee di produzione su larga scala nel complesso industriale di Nizhnekamsk e nella fabbrica SK (gomma sintetica) di Kuibyshev. Questo ha prodotto un risparmio di 16.000.000 di rubli.
5. Dal 1970 al 1974 MENCUCCINI ha fornito abbondante documentazione relativa a diversi processi chimici e petrolchimici. I russi hanno trovato la documentazione di interesse pratico e hanno ottenuto dei risparmi in campo finanziario.
6. Nel 1974 CASSARINO ha raffreddato i suoi contatti professionali con MENCUCCINI. MENCUCCINI aveva considerato questa collaborazione non ufficiale con i russi come un mezzo per ricevere commesse da organizzazioni per il commercio estero sovietiche. Essendosi reso chiaro che tali commesse non erano prossime ad arrivare, nel 1979 MENCUCCINI ha interrotto il suo contatto non ufficiale con la Residentura del KGB.
SEGRETISSIMO*Fonte sensibile
Rapporto Impedian numero 26
Data di emissione: 23 marzo 1995
Oggetto: Agente del KGB italiano – nome in codice “Rene”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Gradiremmo conoscere in tempo utile se siete riusciti ad identificare “RENE”.
Agente del KGB italiano – nome in codice “Rene”
1. “RENE” era un italiano che ricopriva la carica di direttore del Dipartimento di Informazione Estera dell’Agenzia di stampa marocchina. Era inoltre corrispondente dell’agenzia di stampa italiana ANSA.
2. “RENE” è stato reclutato dal KGB nel 1970.
COMMENTO DEL SERVIZIO
La fonte non conosceva l’identità di “RENE”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Franco Leonori – nome in codice “Fidelio”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Franco Leonori – nome in codice “Fidelio”
1. Leonori FRANCO, nato nel 1923 a Roma, era direttore dell’agenzia di stampa cattolica “Adista”. E’ stato reclutato dal KGB nel 1975 e riceveva un salario mensile di 170 rubli. Il nome in codice di FRANCO era “FIDELIO”.
2. Nel 1978 il KGB ha scoperto che gli ungheresi avevano regolari contatti con FRANCO e che questi gravitava anche nell’orbita dell’informazione cecoslovacca e polacca. FRANCO non aveva detto nulla al KGB dei suoi contatti con altri servizi informativi. Il KGB riteneva che questa mancanza costituisse una seria minaccia per la sicurezza dell’attività dell’informazione sovietica. Nel 1978 il KGB ha cessato i suoi contatti con FRANCO.
SEGRETISSIMO *
Oggetto: Antonio Priori – nome in codice “Rof”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Non siamo riusciti a identificare “Compagno SANIN”
Antonio Priori – nome in codice “Rof”
1. Antonio PRIORI, nato nel 1930, era un esperto di questioni cinesi e direttore dell’Istituto Asiatico italiano. Era sotto coltivazione da parte della Residentura del KGB di Roma. Nel 1975 le relazioni sono diventate confidenziali e PRIORI è stato inserito nella rete di agenti del KGB. Ha ricevuto il nome in codice “ROF”.
2. PRIORI aveva accesso alle ambasciate cinese e albanese di Roma e ad organizzazioni pubbliche italiane che si occupavano dei problemi della Cina. Ha fornito al KGB informazioni sulla Cina.
3. Nel giugno 1980 una fonte del GRU ha fornito delle informazioni documentali, che si riferivano a regolari contatti tra un agente del servizio di informazione sud-coreano a Roma e “Compagno SANIN”. L’analisi delle informazioni ha portato il KGB a credere che l’agente informativo sud-coreano non fosse altro che PRIORI. Altri elementi di sospetto su PRIORI sono inoltre stati notati. Il KGB ha quindi deciso che PRIORI era un doppiogiochista e che le sue attività avrebbero potuto essere controllate dai servizi speciali italiani.
SEGRETISSIMO *
Oggetto: Giuseppe Enrico Reyna – nome in codice “Nil”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Giuseppe Enrico Reyna – nome in codice “Nil”
1. Giuseppe Enrico REYNA, nato nel 1900 a Monza, era un avvocato italiano. Negli anni ’20 i servizi cekisti hanno mantenuto relazioni confidenziali con lui e nel 1930 è stato reclutato dall’informazione sovietica. Il suo nome in codice era “NIL”.
2. REYNA aveva connessioni negli ambienti industriali e finanziari italiani e ha sostenuto attivamente lo sviluppo delle relazioni commerciali tra l’Italia e l’Unione Sovietica. Con il suo aiuto, numerose persone sono state attirate nella cooperazione con l’informazione sovietica.
3. Nel 1964 il KGB ha assegnato a REYNA una pensione vitalizia di 70.000 lire. La collaborazione è cessata dopo il 1971.
SEGRETISSIMO *
Oggetto: Viviana Ventura – Segretaria italiana alla Nato
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Non siamo riusciti a identificare “Gerd FULLER”
Viviana Ventura – Segretaria italiana alla Nato
1. Alla fine degli anni ’60 Viviana VENTURA lavorava come segretaria nella delegazione italiana alla NATO. Aveva 25 anni, viveva a Bruxelles ed era coltivata dal KGB.
2. Nel 1969 l’agente speciale “Gerd FULLER” fù (sic) inviato in Belgio per 2-3 mesi. Il suo compito era quello di riuscire a conoscere VENTURA e di riuscire a capire in che modo potesse essere reclutata.
SEGRETISSIMO *
Oggetto: Abdul-Hadi Shokur – Nomi in codice “Miron” e “Grigoriy”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Abdul-Hadi Shokur – nomi in codice “Miron” e “Grigoriy”
Abdul-Hadi SHOKUR ha prestato servizio come Secondo Segretario all’Ambasciata afgana di Roma dal 1977 al 1984. Nel 1987 era vice-direttore dell’Ufficio Protocollo del Ministero degli Esteri afgano.
Abdul-Hadi SHOKUR nato nel 1950 a Kabul, ha prestato servizio come addetto all’Ambasciata afgana di Roma dal 1978 fino a data sconosciuta. Era un agente del 7^ Dipartimento del Direttorato S del KGB, sia prima che dopo il 1983. I suoi nomi in codice erano “MIRON” e “GRIGORIY”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Giovanni De Luca – Nome in codice “Araldo” e il reclutatore di agenti Libero Lizzadri – Nome in codice “MAVR”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornata al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Giovanni De Luca – Nome in codice “ARALDO” e il reclutatore di agenti Libero Lizzadri – Nome in codice “MAVR”
1. Giovanni DE LUCA nato nel 1933 a Catania, era un italiano che è stato reclutato e diretto dal KGB dietro una falsa facciata. DE LUCA è caduto nel campo d’azione della residentura del KGB di Roma a seguito di un abboccamento da parte dell’agente “MAVR”. “MAVR” si identificava con Libero LIZZADRI, che contemporaneamente godeva dei favori dell’allora Ministro per il Commercio Estero italiano, Guisto TOLLOY.
2. DE LUCA era un funzionario del Ministero per il Commercio Estero italiano. “MAVR” descriveva DE LUCA come un uomo di istinto reazionario che però odiava la corrotta burocrazia del governo italiano. DE LUCA definiva la dirigenza politica italiana una banda di ladri, alcuni dei quali avevano più successo di altri. Era considerato molto cinico.
3. DE LUCA riceveva uno stipendio di 20.000 lire dal Ministero per il Commercio Estero ed era in difficoltà finanziarie. “MAVR” lo ha aiutato ad ottenere un lavoro meglio retribuito alla Segreteria del Ministero del Commercio Estero e De Luca gli era estremamente riconoscente. “MAVR” ha coinvolto DE LUCA anche nella preparazione di materiale per il bollettino d’informazione dell’ “ADN-CHRONOS”. Questo fornì a DE LUCA un’ulteriore fonte di guadagno del valore di 50.000 lire. Allora ha iniziato a passare documenti segreti a “MAVR”. DE LUCA ricevette il nome in codice “ARALDO”.
4. Alla fine del 1968 TOLLOY ha cessato di essere ministro e ha lasciato il ministero per il Commercio Estero, insieme a “MAVR” ed è ritornato al giornale “AVANTI”. DE LUCA ha continuato comunque a fornire documenti segreti a “MAVR”. Riceveva uno stipendio di 100.000 lire al mese per questo lavoro.
5. Nel 1973 DE LUCA iniziò a lavorare alla Corte dei Conti e il suo salario salì a 600.000 lire. Per tanto non sentì più la necessità di ulteriori guadagni. Il legame tra “MAVR” e DE LUCA diventò più debole e DE LUCA aveva comunque perso il suo accesso alle informazioni.
6. Nel gennaio 1977 “MAVR” era ancora considerato un agente di valore della Residentura di Roma e riceveva un salario mensile di 170 rubli.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Vladimir Yevgeniyevich Strelkov – Agente del KGB
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte e’ sensibile. il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Vladimir Yevgeniyevich Strelkov – Agente del KGB
Ricordiamo che Vladimir Yeveniyevich STRELKOV, nato il 6 agosto 1932, ha ricoperto la carica di Secondo Segretario (culturale) all’ambasciata sovietica di Roma, dal 1967 al 1974.
Vladimir Yevgeniyevich STRELKOV ha lavorato presso l’ambasciata sovietica di Roma dal 1967 al 1973 sotto gli auspici dell’SSOD (Unione delle società per l’Amicizia Sovietiche). STRELKOV era un agente del 5^ Dipartimento del Primo Direttorato Generale del KGB, che operava in Italia.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Gianni Corbi – Contatto confidenziale del KGB
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
Georgiy Pavlovich ANTONOV, nato il 26 novembre 1939 è un agente identificato del KGB che è stato accreditato a Roma (1966-1971), Ginevra (1979-1986) e Bruxelles (1991-1994).
Gianni Corbi – Contatto confidenziale del KGB
1. Gianni CORBI, redattore capo del settimanale politico “L’Espresso”, era un contatto confidenziale della residentura del KGB di Roma. Nel 1972 si recò in URSS con un gruppo di giornalisti che accompagnavano il primo ministro italiano ANDREOTTI. In URSS, G P ANTONOV lavorava con CORBI. ANTONOV utilizzava la copertura di funzionario dell’Ufficio Stampa del Ministero degli Esteri Sovietico. CORBI era ancora un contatto confidenziale della residentura di Roma nel 1974.
2. La rivista politica “L’Espresso” era stata pubblicata e finanziata dal KGB in Italia dal giugno 1962.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Alberto Cavallari – Contatto confidenziale del KGB
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Alberto Cavallari – Contatto confidenziale del KGB
Alberto CAVALLARI, direttore dell’ufficio di Roma del periodico “Europeo”, era un contatto confidenziale della residentura del KGB di Roma (data dell’informazione – 1974) .CAVALLARI era anche corrispondente del “Corriere della Sera”. Il KGB lo utilizzava per attuare provvedimenti attivi. CAVALLARI scriveva per il giornale su temi connessi al KGB, in particolare sulle Olimpiadi di Mosca.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Orfei Rugiero – Sotto coltivazione KGB
Fonte: Ex Agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
Sergey Anatoliyevich VESELOVSKIY nato l’8 febbraio 1948 ha prestato servizio presso l’ambasciata sovietica di Roma (1980-1987) e la missione sovietica presso le NU, Ginevra (1990-1994).
Orfei Rugiero – Sotto coltivazione del KGB
Orfei RUGIERO, direttore della rivista settimanale “Sette Giorni”, era stato coltivato dalla residentura del KGB di Roma a partire dal 1972. RUGIERO si recò in URSS su invito dell’agenzia Novosti. In URSS un agente operativo del KGB, S A VESELOVSKIY, lavorava con RUGIERO. VESELOVSKIY era sotto copertura di interprete.
(data delle informazioni 1974)
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Anvar Akhmedovich Starkov – Agente del KGB
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Anvar Akhmedovich Starkov – Agente del KGB
Anvar Akhmedovich STARKOV, nato il 6 dicembre 1936 ha prestato servizio a Roma (1973-1977 e 1981-1985) e Milano (1988-circa 1992).
Anvar Akhmedovic STARKOV, tataro, nato nel 1936, era un agente del Secondo Direttorato Generale del KGB. Quando STARKOV prestava servizio come 3^ Segretario all’ambasciata sovietica di Roma, si rifiutò di collaborare con il Primo Direttorato Generale del KGB. Gli vennero fatte delle pressioni e gli fu ricordato che nel 1962 aveva ricevuto una lettera da una donna italiana di nome Tulia De MAYON (traslitterazione). Il KGB considerava questa lettera materiale compromettente, anche se in sostanza si trattava di una lettera d’amore.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente dell’informazione ungherese – Nome in codice “SHILLER”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984
AVVERTENZA Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore..
Commento: &endash;
Agente dell’informazione ungherese – Nome in codice “Shiller”
L’agente “SHILLER” (o “SCHILLER”) era un giornalista italiano. Nel 1976 e in seguito era accreditato presso l’ufficio stampa del Comando Europa Meridionale NATO di Napoli. “SHILLER” era un agente dell’informazione ungherese.
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “SHILLER”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Contatto confidenziale del KGB – Nome in codice “SPIN”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Contatto confidenziale del KGB – Nome in codice “Spin”
“SPIN”, nato nel 1934, era un docente italiano al dipartimento di chimica applicata dell’Università di Roma. Era un contatto confidenziale della residentura del KGB di Roma.
(data delle informazioni – 1975)
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “SPIN”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente del KGB “Enero”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto solo da personale indottrinato. Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal nostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Agente del KGB “Enero”
Funzionario del Ministero degli Esteri italiano, nato nel 1909, era agente del Secondo direttorato generale del KGB di Mosca, Il suo nome in codice era “ENERO”.
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “ENERO” o la data di questa informazione.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Consulente commerciale italiano in Danimarca nel 1953 – Nome in codice “Korporator”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
Rileviamo dagli elenchi diplomatici danesi che Gaetano LIBRANDO ha lavorato come consulente commerciale presso l’ambasciata italiana di Copenaghen circa dal 1948 perlomeno fino al 1955.
Consulente commerciale italiano in Danimarca nel 1953 – Nome in codice “Korporator”
Nel 1953 la residentura del KGB di Copenaghen definiva il consulente commerciale dell’ambasciata italiana in Danimarca come un agente di valore. Aveva il nome in codice “KORPORATOR”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Contatto confidenziale del KGB Carlo Longo – Nome in codice “Kirill”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Contatto confidenziale del Kgb Carlo Longo – nome in codice “Kirill”
Carlo LONGO, direttore del giornale siciliano “Sette Giorni”, era un contatto confidenziale del KGB. Contribuiva alla divulgazione di articoli della stampa italiana che erano favorevoli al KGB. Nel 1980 ha condotto incarichi attivi contro il dissidente Andrey SAKHAROV e sua moglie Yelena BONNER. Il nome in codice di LONGO era “KIRILL”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Funzionario consolare italiano – Nome in codice “Milgo”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Rileviamo da elenchi diplomatici che nel 1973 il Dr. Marco COLOMBO era console italiano a Saarbrucken, Germania occidentale.
Funzionario consolare italiano – nome in codice “Milgo”
1. L’agente “MILGO” era un italiano che nel 1950 viveva in Bulgaria e lavorava all’ambasciata italiana di Sofia. “MILGO” è stato reclutato dal Secondo Direttorato Generale del KGB. Passava messaggi cifrati e faceva in modo che dei documenti venissero sottratti all’ambasciata. Nel 1961 è ritornato in Italia e si è perso il contatto.
2. Nel 1974 “MILGO” si è recato in Bulgaria per andare a trovare la sorella e il contatto è stato ristabilito. Allora lavorava al Consolato italiano di Saarbrucken, Germania occidentale. “MILGO” è stato manipolato dall’Informazione bulgara e utilizzato per ottenere documenti relativi a informazioni su un singolo individuo (nessun ulteriore dettaglio).
Commento della fonte
La fonte non conosceva l’identità di “Milgo”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Contatto confidenziale del KGB – Nome in codice “Kvant”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Gradiremmo a tempo debito sapere se siete riusciti ad identificare “KVANT”.
Contatto confidenziale del Kgb – nome in codice “Kvant”
“KVANT”, nato nel 1948, era un cittadino italiano e membro del personale dell’Istituto di Geofisica. E’ stato reclutato nel 1974 come contatto confidenziale della residentura del KGB di Roma. “KVANT” ha fornito informazioni sul prolungamento di una trasmissione radio a lunga distanza. Era manipolato dalla sezione di Informazione Tecnica e Scientifica del KGB.
COMMENTO DEL SERVIZIO
La fonte non conosceva l’identità di “KVANT”.
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Joachino De Feo – Rappresentante di una società a Mosca
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Joachino De Feo – Rappresentante di una società a Mosca
Joachino DE FEO era il rappresentante della società italiana “Coe I Clerici” a Mosca. Nel 1973-1974 gli organi di sicurezza sovietici erano in contatto con lui, ma la collaborazione con DE FEO è stata successivamente abbandonata perché le prospettive di utilizzarlo per informazioni scientifiche e tecniche erano scarse. DE FEO è stato espulso dall’Unione Sovietica per aver preso contatti non autorizzati con cittadini sovietici.
SEGRETISSIMO*Fonte sensibile
Rapporto Impedian numero 49
Data di emissione: 7 aprile 1995
Oggetto: Corrado Macioni – Nome in codice “Mansentsio”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: &endash;
Corrado Macioni – Nome in codice “Mansentsio”
1. Korado MACHIONI (fonetico – traslitterazione Corrado MACIONI) nato nel 1913 a Magerat (Macerata), era un italiano che viveva a Roma. Era capo-messaggero del direttorato politico generale e del Dipartimento NATO del Ministero degli Esteri italiano. MACIONI era un agente dell’Informazione bulgara e il suo nome in codice era “MANSENTSIO”. Era destinato ad essere utilizzato per collocare apparecchi per l’ascolto nelle strutture del Ministero degli Esteri, sia nei singoli uffici che nella sala conferenze del Dipartimento NATO. Apparecchi per l’ascolto dovevano essere collocati anche nelle stanze della villa di Ginevra che era occupata dalla delegazione italiana presente alla conferenza della CSCE sul disarmo.
2. MACIONI è risultato essere una trappola degli italiani che si sono traditi nella fretta di esibire un filmato.
SEGRETISSIMO*
Fonte sensibile
Rapporto Impedian numero 50
Data di emissione: 7 aprile 1995
Oggetto: Reclutamento del diplomatico italiano “Plemyannik” da parte dell’agente informativo bulgaro Zlatanov.
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
1. ZLATANOV si identifica con Dimitur Cristov ZLATANOV, nato l’1 aprile 1923, che ha prestato servizio presso l’ambasciata bulgara di Roma (1955-1961), Atene (1964-1967) e di nuovo a Roma (1973-1976).
2. Vi saremmo grati se ci informaste a tempo debito se siete riusciti ad identificare ” PLEMYANNIK” e “DOBRIN”.
Reclutamento del diplomatico italiano “Plemyannik” da parte dell’agente informativo bulgaro Zlatanov.
1. ZLATANOV, direttore del Dipartimento di Informazione bulgara ed ex residente di Roma, si trovava al Cairo per lavoro dal 7 al 14 marzo 1977. Il suo compito era quello di reclutare “PLEMYANNIK” (“Nipote”), un funzionario del Ministero degli Esteri che era addetto alla cifra presso l’ambasciata italiana del Cairo.
2. “DOBRIN” è arrivato al Cairo contemporaneamente a ZLATANOV. “DOBRIN” era un agente bulgaro ed ex corriere diplomatico del Ministero degli Esteri italiano. Al momento era andato in pensione. La moglie di “DOBRIN” e la madre di “PLEMYANNIK” erano sorelle. “DOBRIN” lavorava su “PLEMYANNIK” per convincerlo a collaborare con l’Informazione sovietica. “DOBRIN” ci è riuscito e “PLEMYANNIK” ha deciso di collaborare. Per garantire la sicurezza dell’operazione di reclutamento, durante gli incontri sono state utilizzate delle apparecchiature di controllo radio.
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “PLEMYANNIK” o “DOBRIN”.
SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 51
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Angelo Podovan – Contatto segreto del KGB
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Prego notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrà essere custodito e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Sulla base delle informazioni contenute in questo rapporto non dovranno essere intraprese né azioni né discussioni/disseminazioni del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio se non previa autorizzazione del servizio originatore.
Commento: &endash;
Angelo Podovan – Contatto segreto del KGB
Angelo PODOVAN era il redattore della Politica Estera de “Il Popolo”, quotidiano della Democrazia Cristiana. Era un contatto segreto della Residentura del KGB di Roma.
(Data dell’informazione non nota.)
SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 52
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Roland Walter – Nome in codice “Krez”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento: &endash;
Roland Walter – Nome in codice “Krez”
Roland WALTER nato nel 1946 in Italia era un cittadino italiano. Nel 1980 era un impiegato ed aveva un recapito in Austria. WALTER era in contatto con il KGB ed era manipolato dal V Dipartimento del Direttorato S. Il suo nome in codice era “KREZ”.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 53
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Francesco Virdia – Nome in codice “Kvestor”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento:
1. Paragrafo 7 del rapporto.
2. Gurgen Semenovich AGAYAN, nato il 28 aprile 1915, è un ufficiale identificato del KGB che ha prestato servizio a Venezia (1946-1952), Teheran (1955-1956) e Roma (1958-1963 e 1966-1971).
3. Mikhail Aleksandrovich ALEKSEYEV nato il 29 agosto 1921, parimenti identificato come appartenente al KGB, ha prestato servizio a Roma (1960-1963) e a Genova (1968-1970).
Francesco Virdia – Nome in codice “Kvestor”
1. Francesco VIRDIA nato nel 1902, era un ufficiale cifratore del Ministero degli Interni italiano. Nel 1927 iniziò a lavorare presso il Ministero degli Interni con il grado di Capitano della Polizia. Fino al luglio 1944 lavorò come ufficiale cifratore al Ministero degli Interni, negli anni 1944-48 presso il Dipartimento di Polizia (Questura), e successivamente nel dipartimento cifra del Ministero degli Interni. VIRDIA fu individuato come talento da “DEMID”, un agente della Residentura di Roma. I due si conoscevano perché colleghi nel Ministero degli Interni. A VIRDIA fu assegnato il nome in codice di “KVESTOR”.
2. Nel 1948 “DEMID” raccomandò “KVESTOR” per fargli ottenere di lavorare presso il dipartimento cifra. Da allora in poi la Residentura del KGB cominciò a coltivare “KVESTOR” molto seriamente, e tale compito fu affidato a “DEMID”, usando la bandiera del Partito Comunista Italiano. Inizialmente “DEMID” si limitò a dare segni di amicizia, esaminò le possibilità di raccogliere informazioni, e rese servigi finanziari minori sotto forma di regali non superiori alle 20.000 lire. “KVESTOR” riteneva che tale aiuto provenisse dal Partito Comunista e disse a “DEMID” di essere pronto ad accettare l’assistenza finanziaria dell’organizzazione cui “DEMID” apparteneva, senza tuttavia rilasciare ricevute per tale denaro, poiché all’interno dei ranghi del Partito Comunista erano stati infiltrati molti membri del Partito Democratico Cristiano, con lo scopo di scoprire le attività e gli accordi interni del Partito Comunista. Dal 1950, a “KVESTOR” fu passato uno stipendio mensile di 10.000 lire. All’inizio del 1952, riferì oralmente a “DEMID” il contenuto di un telegramma cifrato con cui si trasmetteva un ordine del Ministero degli Interni secondo cui DI VITTORIO, al suo rientro dall’URSS avrebbe dovuto essere privato del passaporto alla frontiera; tuttavia il nome fu capito male e scambiato per D’ONOFRIO. La Residentura usò questo incidente per insistere tramite “DEMID” affinché “KVESTOR” fornisse una copia del telegramma cifrato. Quest’ultimo eseguì dopo qualche esitazione. “DEMID” gli disse che per evitare errori di questo genere in futuro, “KVESTOR” doveva passare le copie dei telegrammi cifrati e non semplicemente trasmetterne il contenuto oralmente. Egli promise che ci sarebbe stato un compenso per ciascuna copia di telegramma cifrato. Ricevendo un pagamento mensile di 12-15.000 lire, “KVESTOR”, per far quadrare il suo bilancio faceva affidamento su tale somma. Ciò lo indusse a sentirsi costantemente costretto a guadagnarsi le somme a lui corrisposte.
3. “DEMID” (“MARIO”), era un cittadino italiano nato nel 1916, che lavorava presso il Ministero degli Interni Italiano (Dipartimento dell’Amministrazione Civile). Era un ex membro del Partito Comunista Italiano, da cui uscì su istruzioni della Residentura del KGB. Era stato reclutato nel 1944.
4. La Residentura riteneva che “KVESTOR”, temendo che i suoi contatti con i comunisti venissero scoperti, si limitava a passare a “DEMID” solo i messaggi cifrati più insignificanti, in modo da non indurre i comunisti a fare alcuna pubblica dichiarazione sulla base delle informazioni ottenute. Il tentativo di “DEMID” di indurre “KVESTOR” a fare la conoscenza con uno che occupava una posizione di rilievo nel Partito Comunista (di fatto un ufficiale operativo) si scontrò soltanto con l’ostinato rifiuto da parte di “KVESTOR” di discutere della questione.
5. Senza ottenere il consenso di “KVESTOR”, fu deciso di costringerlo a conoscere un ufficiale operativo. A “DEMID” fu detto di offrire a “KVESTOR” 100.000 lire se questi avesse acconsentito a consegnare per qualche ora il libro cifrato (i codici) del suo dipartimento. “KVESTOR” decise di non perdere la sua vecchia abitudine di un’entrata aggiuntiva e un certo livello di agio materiale. Alla fine del 1953, consegnò i codici. Il 3 marzo 1954, “DEMID” gli disse che stava lavorando per il KGB e non per il Partito Comunista Italiano. Quindi “KVESTOR” firmò la sua prima ricevuta.
6. “KVESTOR” consegnò il seguente materiale: i cifrari “FINANZA”, adoperati dalle prefetture e dalle istituzioni finanziarie; il cifrario “KUYELKTSA” (fonetico – QUELCSA?) e quello di tutte le centrali dei Carabinieri; il cifrario “RODRIGUES” delle centrali dei Carabinieri comandate dagli ufficiali della gendarmeria; il cifrario “MARCONI” fornito a tutte le Missioni italiane all’estero; il cifrario “MAZZINI”, adoperato dallo Stato Maggiore Italiano e dal suo servizio informativo (SIFAR); il codice “DANTE” usato per il traffico sulle reti interne italiane (a partire dal gennaio 1955 i telegrammi e le comunicazioni cifrate si basavano su questo codice); il codice cifrato “ROMA” per il 1964; Consegnò anche elenchi di cittadini italiani sorvegliati dalla Polizia, e liste di stranieri e comunisti tenuti sotto controllo.
7. Dal 1954 “KVESTOR” fu in contatto con l’ufficiale operativo della Residentura “STEPAN”; negli anni 1955-59 e 1959-62 fu in contatto con l’ufficiale operativo “KARLO” (AGAYAN G.S.), “KRASIN” (ANDREYEV M.A.). “KVESTOR” fu indottrinato alla fotografia e all’uso di una macchina fotografica “MINOX”. Il KGB gli assegnò una pensione.
(Data dell’informazione 1980.)
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “MARIO”.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 54
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Diplomatico italiano ad Algeri &endash; Nome in codice “List”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTENZA: Vedere dicitura
Commento: Abbiamo notato dagli elenchi diplomatici algerini che Giuseppe DE MICHELIS DI SLONGHELLO fu destinato all’Ambasciata Italiana ad Algeri nel 1969.
Diplomatico Italiano ad Algeri &endash; Nome in codice “List”
1. “LIST” era un funzionario del Dipartimento Politico del Ministero degli Esteri italiano. Nel 1969 fu assegnato all’Ambasciata Italiana di Algeri.
2. “LIST” era un elemento di interesse per il KGB, ma la sua condizione di reclutamento non è nota.
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “LIST”.
SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 55
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Ingegnere chimico italiano &endash; Nome in codice “Franko”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTENZA: Vedere dicitura
Commento: Gradiremmo sapere a tempo debito se siete riusciti a identificare “FRANKO”.
Ingegnere chimico italiano &endash; Nome in codice “Franko”
“FRANKO”, nato nel 1938, era uno specialista dell’industria chimica italiana. Lavorava come ingegnere per la società “SNIA-VISCOSA”. Nel 1975 “Franko” fu reclutato dal Direttorato del KGB dell’Oblast di Lvov (Ucraina), cioè Regione di L’vov.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di “Franko” né perché il Direttorato del KGB dell’Oblast di Lvov (cioè Regione di L’vov) fosse coinvolto nel suo reclutamento. E’ possibile che all’epoca “Franko” lavorasse in Ucraina.
SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 56
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Agente del Kgb “Aro”
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTENZA: Vedere dicitura
Commento:
1. Viktor Pavlovich CHURAKOV, nato il 23 gennaio 1923, prestò servizio presso la Delegazione Commerciale Sovietica a Roma nei periodi dal 1966-1969 e 1979-1985.
2. Gradiremmo sapere a tempo debito se siete riusciti a identificare “Aro”
Agente del KGB “Aro”
“ARO” faceva parte del personale della società “Ansaldo Meccaniche Nuclear” di Genova. Fu reclutato dall’ufficiale della Residentura del KGB V. P. CHURAKOV. Dal 1978-81 CHURAKOV era stato un esperto della società italo-sovietica a capitale misto “Techicon” di Genova.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di “ARO” né la data del suo reclutamento.
SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 57
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Fisico italiano Barone &endash; Nome in codice “Bernardo”
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTENZA: Vedere dicitura
Commento: &endash;
Fisico italiano Barone &endash; Nome in codice “Bernardo”
BARONE (primo nome non noto), nato nel 1939, era fisico e responsabile di un gruppo di laboratorio di cibernetica del Consiglio di Ricerca Nazionale di Napoli. Nel 1976 risiedeva a Napoli. BARONE era un contatto segreto del KGB lettone. Il suo nome in codice era “BERNARDO”.
SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 58
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Impiegata italiana della Fiat &endash; Nome in codice “Ruta”
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Vedere dicitura
Commento: Gradiremmo sapere a tempo debito se siete riusciti a identificare “RUTA”.
Impiegata italiana della Fiat &endash; Nome in codice “Ruta”
“Ruta” era una donna italiana che lavorava per la società FIAT. Nel 1976 fu reclutata dal KGB mentre era a Mosca.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di “Ruta”.
SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 59
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Giuseppe Stangamini &endash; Nome in codice “Sinbad” e “Fedos”
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Vedere dicitura
Commento: Non siamo stati in grado di identificare Rifov.
Giuseppe Stangamini &endash; Nome in codice “Sinbad” e “Fedos” 1. Giuseppe STANGAMINI era segretario di un comune in Oledano. Era un agente del KGB e in contatto con Rifov. Il suo nome in codice era “Fedos”, successivamente cambiato in “Sinbad”. Consegnò al KGB il registro delle nascite relativo agli anni 1955-1957, insieme ad altri documenti italiani. (Data dell’informazione: 1982 e successivamente).
2. Nel 1983 il Direttorato S del Primo Direttorato Principale del KGB notò che il nome in codice “Fedos” era stato cambiato in “Sinbad”. I nomi in codice facevano riferimento all’Italia.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 60
Data di emissione: 19 giugno 1995
Oggetto: Roberto Galeazzi &endash; Studente di lingue italiano
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Vedere dicitura
Commento: Anatoliy Vasiliyevich KLIMKIN, nato il 21 giugno 1954, prestò servizio presso l’Ambasciata Sovietica a Roma dal 1982 al 1988 e vi ritornò nel 1993.
Roberto Galeazzi &endash; Studente di lingue italiano
Roberto GALEAZZI, nato nel 1953, era uno studente della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma. Nel 1980 frequentò corsi di lingua russa presso l’Istituto di Lingua Russa Pushkin a Mosca. GALEAZZI fu coltivato dal KGB e l’ufficiale operativo del KGB A.V. KLIMKIN lavorò con lui. KLIMKIN era un ufficiale del V Dipartimento del Primo Direttorato Principale del KGB e lavorava in Italia.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 61
Data di emissione: 14 luglio 1995
Oggetto: Residentura del KGB a Roma &endash; Principali obiettivi di coltivazione
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Vedere dicitura
Commento: &endash;
Residentura del KGB a Roma &endash; Principali obiettivi di coltivazione
1. Nel 1974 i principali obiettivi di coltivazione della Residentura del KGB a Roma furono i seguenti:
- l’Ambasciata degli Stati Uniti
- la rappresentanza USIS
- l’Ufficio Stampa Associato
- il Collegio di Difesa NATO
- i Dipartimenti della Nato all’interno del Ministero degli Esteri e del Ministero della Difesa
- l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese
- l’Ambasciata di Albania
- l’Associazione Italia-Cina
- l’Associazione Italia-Albania
- il Partito Comunista Italiano filo-cinese (marxista-leninista)
- il partito al governo
- i partiti di estrema destra, in particolare il neo-fascista SDI
- le rappresentanze dei paesi membri della NATO in Italia
- gli ambienti economici e commerciali italiani
- l’Associazione degli Industriali “Confindustria”.
2. Nella coltivazione di tali obiettivi sono state ampiamente adoperate false bandiere.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 62
Data di emissione: 14 luglio 1995
Oggetto: Oleg Grigoriyevich Pichugin &endash; Ufficiale del KGB
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Vedere dicitura
Commento:
Oleg Grigoriyevich PICHUGIN, nato il 13 marzo 1939, ha prestato servizio a Mogadiscio (1962-1963), Roma (1969-1975), Milano (1979-1983) e Madrid (1986-1991).
Oleg Grigoriyevich Pichugin &endash; Ufficiale del KGB
Oleg Grigoriyevich PICHUGIN era un ufficiale del KGB in Italia, 1969-1973.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 63
Data di emissione: 14 luglio 1995
>Oggetto: Vadim Porfiryevich Ardatovskiy – Nome in codice “Dotov”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento: Vadim Porfiryevich Ardatovskiy nato il 7 marzo 1926 è stato corrispondente del giornale “Izvestiya” a Roma dal 1971 al 1977.
Vadim Porfiryevich Ardatovskiy – Nome in codice “Dotov”
Vadim Porfiryevich ARDATOVSKIY, corrispondente del quotidiano “Izvestiya” in Italia, era un contatto segreto del KGB.
(Data dell’informazione 1974.)
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 64
Data di emissione: 14 luglio 1995
Oggetto: Nikolay Nikolayevich Teterin &endash; Nome in codice “Karelin”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento: Nikolay Nikolayevich TETERIN, nato l’8 maggio 1946, ha avuto vari incarichi presso l’ufficio della TASS a Roma.
Nikolay Nikolayevich Teterin &endash; Nome in codice “Karelin”
Nikolay Nikolayevich TETERIN ha lavorato presso l’ufficio della TASS a Roma nel 1975. Precedentemente aveva lavorato come interprete presso la sede torinese della Delegazione Commerciale Sovietica.
TETERIN fu reclutato dal KGB nel 1968. Il suo nome in codice era “KARELIN”.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 65
Data di emissione: 14 luglio 1995
Oggetto: Giovanni Gallina &endash; Nome in codice “Mont”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento: -
Giovanni Gallina &endash; Nome in codice “Mont”
1. Giovanni GALLINA, nato nel 1928 era un vice direttore della società italiana “Monticatine” a Milano.
2. GALLINA fu reclutato nel 1956. Propose di istituire un ufficio commerciale della sua società in Giappone. Il personale di tale ufficio avrebbe dovuto essere costituito da individui legati al KGB. GALLINA fu ucciso in un incidente automobilistico nel 1966.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 66
Data di emissione: 14 luglio 1995
Oggetto: Reclutamento di un consigliere presso l’Ambasciata Italiana a Sofia
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento:
Poiché la fonte non ha potuto fornire una data per questa informazione, abbiamo consultato gli elenchi diplomatici bulgari relativi al periodo 1970-1985. Secondo tali elenchi, nel periodo in oggetto c’erano quattro consiglieri presso l’Ambasciata Italiana a Sofia: Guido BORGOMANERO, Alberto DE CATERINA, Alessandro PIETROMARCHI e Fabrizio DE AGOSTINI. Abbiamo notato che PIETROMARCHI è il solo ad avere un cognome che inizia per “P”, ma “P” potrebbe anche essere un nome in codice o un simbolo in nessun modo legato al cognome del soggetto interessato.
Reclutamento di un consigliere presso l’Ambasciata Italiana a Sofia
“P”, il consigliere presso l’Ambasciata Italiana in Bulgaria, fu reclutato dal KGB.
Commento del servizio:
La fonte non conosceva l’identità di “P” né la data del suo reclutamento.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 67
Data di emissione: 14 luglio 1995
Oggetto: Yuriy Mikhailovich Zhiltsov &endash; Nome in codice “Vetrov”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento:
Yuriy Mikhailovich ZHILTSOV nato l’1 gennaio 1926, ha prestato servizio a Tripoli (1956-1960) e a Roma (1962-1967 e 1970-1975).
Yuriy Mikhailovich Zhiltsov &endash; Nome in codice “Vetrov”
Yuriy Mikhailovich ZHILTSOV era un ufficiale del KGB che aveva prestato servizio in Italia. Il suo nome in codice era “VETROV”. Era stato nominato vice direttore del Direttorato Relazioni Esterne del Ministero della Cultura dell’URSS. In Unione Sovietica ZHILTSOV lavorò con Paolo Emilio TAVIANI, l’ex Ministro degli Interni italiano e membro della dirigenza della Democrazia Cristiana Italiana.
(Data dell’informazione: 1975)
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 68
Data di emissione: 14 luglio 1995
Oggetto: Impiegato dell’Amministrazione Locale italiana &endash; Nome in codice “Gor”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento:
1. Anatoliy Vasiliyevich KUZNETSOV nato il 6 maggio 1940 prestò servizio a Parigi (1970-1975) e a Milano (1978-1981). Fu espulso dall’Italia nel 1981.
2. Vladislav Anatoliyevich ISTOMIN nato il 30 aprile 1938 prestò servizio a Roma (1969-1974) e a Ginevra (1977-1983). Fu espulso da Ginevra nel 1983.
Impiegato dell’Amministrazione Locale italiana &endash; Nome in codice “Gor”
1. “GOR” lavorò per la società presso cui era impiegato Mario MACCHI (fonetico) come consulente (nessun ulteriore dettaglio). Nel 1978 il contatto con “GOR” passò da V.A. ISTOMIN presso la Residentura di Ginevra a KUZNETSOV (PRIMO NOME NON NOTO) presso la missione decentrata di Milano.
2. Nel luglio 1980 “GOR” fu eletto consigliere presso il suo Comune locale. Fornì al KGB esemplari di moduli ufficiali.
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “GOR” né la sua condizione di reclutamento nel KGB.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 71
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: Reclutamento da parte del KGB di un ufficiale cifratore italiano in Libano &endash; Nome in codice “Denis”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento: &endash;
Reclutamento da parte del KGB di un ufficiale cifratore italiano in Libano &endash; Nome in codice “Denis”
“DENIS” era un ufficiale cifratore della Residentura dello spionaggio italiano in Libano. Fu reclutato dal KGB nell’ottobre 1961 insieme a KRALAVIN. “DENIS” fu manipolato dal Servizio 2 del Primo Direttorato Principale del KGB.
(Data dell’informazione 1965.)
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “DENIS”.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 72
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: Paulo Vissiac &endash; Nome in codice “Marvis”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento:
1. B.A. SUKHAREV si identifica probabilmente in Boris Arseniyevich SUKHAREV nato il 19 giugno 1927. SUKHAREV prestò servizio come rappresentante della MORFLOT a Parigi dal 1965 al 1970 e come I segretario presso l’Ambasciata Sovietica a Ottawa negli anni 1974-1980 e 1983-1989. E’ un ufficiale identificato del KGB.
2. Non siamo riusciti a identificare definitivamente SHESTERNEV. Potrebbe identificarsi in Yevgeniy Lukich SHESTERNEV nato il 17 luglio 1939 che prestò servizio come rappresentante della RAZNOEKSPORT a Londra dal 1974 al 1978.
3. Viktor Iosifovich LEVIN nato il 14 aprile 1927 prestò servizio come rappresentante della SOVFRAKHT al Cairo nel 1957-1958 e a L’Avana negli anni 1961-1965. Fu presidente dell’Agenzia Dolphin Shipping di Genova negli anni 1974-1980 e quindi di nuovo al Cairo dal 1980 fino al 1987 circa.
Paulo Vissiac &endash; Nome in codice “Marvis”
1. Paulo VISSIAC nato nel 1930 a Genova, era il direttore generale della società “SAGITAL”. Nel 1975 il KGB stabilì con lui relazioni segrete usando il nome del Ministero della Flotta Marittima dell’URSS. A VISSIAC fu dato il nome in codice “MARVIS”. Egli fornì informazioni sulla situazione operativa attiva nel porto di Genova, sulla struttura e i compiti della Polizia Portuale di Genova e sui provvedimenti intrapresi per garantire la sicurezza degli equipaggi delle imbarcazioni sovietiche.
2. VISSIAC passò anche elementi informativi sul conto di Giuseppe ZANGE. Quest’ultimo era un ufficiale del SID che lavorava nel Dipartimento Esteri della Polizia di Genova e che attraverso le società “CASTALDI” e “SAGITAR” studiava le attitudini dei marinai sovietici.
3. Il contatto con VISSIAC fu mantenuto da B.A. SUKHAREV e (primo nome non noto) SHESTERNEV, entrambi ufficiali del KGB assegnati alla SOVINFLOT. VISSIAC era anche in contatto con Viktor Iosifovic LEVIN, Direttore dell’Associazione All-Union SOVINFLOT. LEVIN era un agente del KGB con nome in codice “TED”.
4. Nel marzo 1978 VISSIAC comunicò a un ufficiale operativo del KGB di essere sempre pronto a cooperare, ma solo entro i limiti delle sue possibilità legali e su base commerciale. Non avrebbe mai collaborato su una base che “avrebbe potuto essere fraintesa.”
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 73
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: Luciano Pilotto &endash; Nome in codice “Tvist”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento: -
Luciano Pilotto &endash; Nome in codice “Tvist”
1. Luciano PILOTTO nato nel 1922 a Brescia si era laureato presso la Facoltà di Economia e Finanza dell’Università di Roma. Successivamente PILOTTO lavorò presso l’agenzia Telepress, come segretario dell’Addetto Agrario dell’Ambasciata Canadese a Roma e in un ufficio dell’Istituto ISAP (espansione non nota) per lo sviluppo della produttività a Milano.
2. Il KGB stabilì con PILOTTO relazioni attive nel 1952 e alui fu dato il nome in codice di “TVIST” (“TWIST”). Nel 1956 PILOTTO usò i suoi contatti per ottenere materiale segreto da Ida FULVIO, la segretaria di TAVIANI, Ministro della Difesa italiano. Il nome in codice della FULVIO era “ADA”.
3. Nel 1966 PILOTTO viveva in Corso Mangeta (sic) a Milano.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 75
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: Agente “Oston” del KGB
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento:
Gradiremmo sapere a tempo debito l’identità di “OSTON”. Agente “Oston” del KGB
“OSTON” era il redattore del periodico politico italiano “Politica Nuova”. Era un agente del KGB. Il periodico era sostenuto dal KGB.
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “OSTON” né la data a cui si riferiva l’informazione.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 76
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: Mario Prezioso &endash; Nome in codice “Armado” o “Armando”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento: -
Mario Prezioso &endash; Nome in codice “Armado” o “Armando”
1. Mario PREZIOSO nato nel 1932 o 1940 a Roma, viveva nel distretto Guidonia di Villanova, a 30 Km da Roma. Lavorava presso l’ufficio anagrafe di Villanova.
2. PREZIOSO faceva parte del Partito Socialista Italiano e fu reclutato dalle agenzie dello spionaggio bulgaro nel 1975 in cambio di ricompense materiali. Il suo nome in codice era “ARMADO” o “ARMANDO”. “PREZIOSO” ebbe accesso ai registri e fornì informazioni sugli abitanti del distretto che andavano all’estero. Il contatto con lui fu mantenuto tramite i bulgari, ma il suo caso fu manipolato dal Secondo Dipartimento del Direttorato S del KGB, sia prima che dopo il 1982.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 77
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: A Manfre &endash; Nome in codice “Karbone”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento: Non siamo riusciti a identificare S.V. MASHKOV.
A Manfre &endash; Nome in codice “Karbone”
A MANFRE era uno scienziato del settore delle fibre a modulo elevato e dei materiali compositi da esse derivati. Fu direttore del Dipartimento di Ricerca della società italiana “Technicon”, probabilmente con base a Milano. MANFRE fu reclutato dall’ufficiale del KGB S.V. MASHKOV e gli fu dato il nome in codice “KARBONE”.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 78
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: Cittadino italiano che collaborava spontaneamente con il KGB &endash; Nome in codice “PETROV”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento:
Gradiremmo sapere a tempo debito se potete identificare questo caso e fornire qualche trascorso.
Cittadino italiano che collaborava spontaneamente con il KGB &endash; Nome in codice “PETROV”
1. “PETROV” era un ufficiale della Marina Italiana e un collaboratore spontaneo.
2. Nel 1983 “PABLO” passò materiale concernente la NATO a “KLARA”.
Commento del servizio
La fonte riteneva che “PABLO” potesse identificarsi in “PETROV”. Non conosceva l’identità di nessuno dei soggetti coinvolti.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 82
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Agente italiano del KGB &endash; Nome in codice “Vittorio”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento: Gradiremmo sapere a tempo debito l’identità di “Vittorio”.
Agente italiano del KGB &endash; Nome in codice “Vittorio”
1. “VITTORIO” era un ex membro del Partito Comunista Italiano. Nel 1956 aveva pubblicato il giornale trotzkista “Azione Comunista”, ma successivamente si allontanò dai trotzkisti.
2. “VITTORIO” era un agente del KGB reclutato nel 1970 dalla Residentura del KGB in Messico, dove “VITTORIO” lavorava presso l’Istituto per le Relazioni Culturali tra Italia e Messico. In Messico egli fu addestrato come agente con l’intenzione di inviarlo in Cina sotto gli auspici del Ministero degli Esteri Italiano.
3. “VITTORIO” ritornò in Italia nel 1974 come funzionario del Ministero degli Esteri. Quando l’Italia stabilì relazioni diplomatiche con la Cina, egli presentò richiesta di essere trasferito presso l’Ambasciata Italiana in Cina.
Commento del servizio:
La fonte non conosceva l’identità di “VITTORIO”.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 83
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Sergey Fedorovich Sokolov &endash; Ufficiale del KGB
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento:
1. Sergey Fedorovich SOKOLOV nato il 5 giugno 1953 fu corrispondente della TASS a Roma dal 1981 al 1985 circa.
2. Vladimir KUZICHKIN defezionò agli inglesi nel 1982.
Sergey Fedorovich Sokolov &endash; Ufficiale del KGB
Sergey Fedorovich SOKOLOV nato nel 1953 era un ufficiale del 5° Dipartimento del Primo Direttorato Principale del KGB che lavorava sull’Italia. SOKOLOV fu in Italia negli anni 1981-1982 sotto la copertura di corrispondente della TASS. Fu richiamato prima della fine del suo viaggio perché aveva studiato insieme a Vladimir KUZICHKIN, che scomparve dall’Iran in circostanze misteriose.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 84
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Robert Iodigue &endash; Nome in codice “Rudi”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Robert Iodigue &endash; Nome in codice “Rudi”
1. Robert IODIGUE nato il 20 maggio 1945 a Torino era un biologo. Viveva a Torino come membro segreto del Partito Comunista Italiano (PCI). Il suo nome non compariva negli elenchi del Partito.
(Data dell’informazione &endash; 1976)
2. IODIGUE era d’interesse per il KGB, ma la condizione del suo reclutamento non è nota.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 85
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Ivan Illarionovich Ortunskiy &endash; Nome in codice “Vernyy”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Ivan Illarionovich Ortunskiy &endash; Nome in codice “Vernyy”
1. Ivan Illarionovich ORTUNSKIY nato nel 1922 nella regione di Lvov (Ucraina), era di origini ucraine e con cittadinanza italiana. ORTUNSKIY era un prete della Chiesa Cattolica Greca. Era laureato presso il Seminario Teologico del Vaticano e nel 1964 aveva lavorato come lettore presso il Seminario Ucraino a Roma. Dal 1973 viveva nella città di Ingolstadt, Germania Occidentale.
2. ORTUNSKIY fu adocchiato dal KGB nel 1968, quando andò a Lvov a far visita ai suoi genitori e ad altri parenti. Nel 1970 ritornò in Ucraina e fu stabilito un contatto operativo da parte del KGB ucraino, seguito da un reclutamento nel 1971. A ORTUNSKIY fu dato il nome in codice di “VERNYY” (“CREDENTE”).
3. Dal 1971 al 1974 il KGB collaborò con ORTUNSKIY dall’interno dell’URSS. La corrispondenza fu effettuata su linee preorganizzate tramite la sorella di ORTUNSKIY, “CHESTNAYA” (“ONESTA”), anche lei agente del KGB. ORTUNSKIY fornì informazioni sugli sviluppi all’interno della Chiesa Unite e sui disaccordi tra la dirigenza e gli ufficiali più giovani all’interno del “32 OUN” (Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini).
4. Nel 1978 a Vienna, tramite sua sorella “CHESTNAYA”, ORTUNSKIY fece sapere che non avrebbe più cooperato con il KGB. Disse che la gente in chiesa non gli credeva più, perché era sospettato di essere in contatto con il KGB.
Commento del servizio
La fonte non conosceva il nome di “CHESTNAYA”.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 86
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Natalya Ivanovna Nozentso &endash; Nome in codice “Gera”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Natalya Ivanovna Nozentso &endash; Nome in codice “Gera”
1. Natalya Ivanovna NOZENTSO, precedentemente KERASNOVA, nacque a Leningrado nel 1951. Era un’agente del KGB con compiti contro gli stranieri. Il suo nome in codice era “GERA”.
2. Nel 1973 la NOZENTSO si trasferì in Italia per vivere con suo marito a Torino. Ottenne un lavoro come interprete presso la società “FATA”.
3. La NOZENTSO fu rimossa dalla rete di agenti del KGB nel 1983 perché aveva perso il suo accesso informativo.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 87
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Karolina Francheskovna Miziano &endash; Nome in codice “Vanda”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Karolina Francheskovna Miziano &endash; Nome in codice “Vanda”
1. Karolina Francheskovna MIZIANO era nata nel 1913 a Napoli ed era cittadina italiana. Era un autorevole membro del personale dell’Istituto di Storia Generale presso l’Accademia delle Scienze dell’URSS a Mosca. La sua specializzazione era l’Italia
2. La MIZIANO fu reclutata dal KGB nel 1938 e le fu dato il nome in codice “VANDA”. Partecipò alla coltivazione degli emigrati italiani e lavorò su altri temi italiani.
3. I genitori della MIZIANO erano emigrati per motivi politici e anche sua madre era un’agente del KGB. La stessa MIZIANO fu rimossa dalla rete degli agenti del KGB nel 1981 per motivi di salute.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 88
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Proprietario di una società meccanica italiana &endash; Nome in codice “Kozak”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Proprietario di una società meccanica italiana &endash; Nome in codice “Kozak”
1. “KOZAK” nato nel 1920, era un cittadino argentino di origine russa. Era un ingegnere chimico e viveva in Italia, dove era proprietario dell’azienda meccanica “TECHNOKOMIND”.
2. “KOZAK” era un agente del KGB.
(Data dell’informazione &endash; 1978)
Commento del Servizio:
La fonte riteneva che il nome di “KOZAK” potesse essere K. GORIN, ma essa non ne era sicura.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 90
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Gianguido Carrara &endash; Nome in codice “Kulon”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Non siamo stati in grado di identificare Georgiy Nikoayevich ALEKSANDROV né V.A. SEREBRYANNIKOV.
Gianguido Carrara &endash; Nome in codice “Kulon”
1. Gianguido CARRARA, nato nel 1930 a Brescia, era il direttore tecnico del CESI (espansione ignota) e uno specialista di “tensione super-alta”. Fu coltivato dall’agente “AYUN” – Georgiy Nikolayevich ALEKSANDROV &endash; del KGB che era un professore presso l’Istituto Politecnico di Leningrado (LPI). CARRARA fu sviluppato in un “contatto fidato” del KGB e gli fu dato il nome di “KULON”. Passò documenti durante gli incontri personali.
Fu stilato un emendamento al memorandum sulla cooperazione tra LPI e CESI. Questo affermava: “In considerazione dell’importanza dello scambio di informazioni scientifiche e tecniche, e dell’opportunità di ottenere informazioni sulla ricerca in altri Paesi, LPI da una parte &endash; nella persona del suo prorettore per i contatti scientifici con i Paesi stranieri, V.A. SEREBRYANNIKOV, e CESI dall’altra, nella persona del consigliere scientifico del suo direttore, Professor G. CARRARA, convengono quanto segue:
Il Professor CARRARA accetta di adoperare i suoi strumenti e quelli del LPI per aiutare quest’ultimo nell’ottenere informazioni scientifiche e tecniche su problemi basilari di elettronica di natura applicata. Tali informazioni scientifiche e tecniche dovranno avere la forma di rapporti e articoli che non siano stati pubblicati in riviste o in altro materiale emesso da ditte sulla base di risultati di studi eseguiti in laboratori di aziende ed istituti scientifici negli Stati Uniti, RFT, Francia, RU e Giappone. Se l’informazione sarà di natura riservata, verrà trasmessa al prorettore del LPI o al suo rappresentante in incontri personali, che si potranno tenere in uno di tre Paesi come convenuto. La richiesta del prorettore sarà fatta nella forma di un elenco separato. LPI pagherà per le acquisizioni in qualsiasi valuta. Il prorettore verrà informato dell’acquisizione dell’informazione tramite una lettera in cui si affermi che il materiale per un rapporto congiunto è pronto.
“A sua volta LPI si impegna ad aiutare il Professor CARRARA ad effettuare pubblicazioni in esclusive riviste specializzate sovietiche e a organizzare per lui inviti in URSS per metterlo al corrente di altre istituzioni sovietiche ed effettuare studi congiunti, nonché per familiarizzare con le più grandi centrali idroelettriche e linee di trasmissione di corrente”.
3. La Svizzera si rivelò il luogo più adatto per CARRARA per passare il suo materiale.
(Data dell’informazione &endash; febbraio 1976).
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 91
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Fernando Rizzo &endash; Funzionario del Ministero degli Interni italiano
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Fernando Rizzo &endash; Funzionario del Ministero degli Interni italiano
1. Fernando RIZZO, nato nel 1925, era vice direttore del Dipartimento Legale del Ministero degli Interni italiano. La coltivazione di RIZZO fu compiuta dal 2° Dipartimento del Ministero degli Interni polacco, che usò l’agente “VERA”.
2. RIZZO era solito incontrare “VERA” quando viaggiava nei paesi socialisti. Egli nascondeva questi incontri perché temeva che il legame con “VERA” potesse essere scoperto da sua moglie. Quando RIZZO visitò Mosca, anche “VERA” andò con lui, accompagnata dall’agente operativo NOVITSKIY. RIZZO fu reclutato a Mosca con l’aiuto del gruppo operativo “VISLA”.
(Possibile data dell’informazione: 1969)
Commento del Servizio:
La fonte non è stata in grado di fornire alcun altro dettaglio su “VERA”, NOVITSKIY e sul gruppo operativo “VISLA”.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 92
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: A.L. Martingano &endash; Nome in codice “Monti”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
A.L. Martingano &endash; Nome in codice “Monti”
A.L. MARTIGNANO era un funzionario italiano dell’Onu a Cipro. Era d’interesse per il KGB, ma la condizione del suo reclutamento non è nota. Il suo nome in codice era “Monti”.
(Data dell’informazione ignota)
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 93
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Corrispondente parlamentare italiano &endash; Nome in codice “Fler”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Corrispondente parlamentare italiano &endash; Nome in codice “Fler”
“FLER” era un agente del KGB che lavorava come corrispondente parlamentare per vari giornali italiani. Aveva contatti negli ambienti parlamentari e tra le figure di spicco dei partiti politici. “FLER” godeva anche di un certo ascendente su NENNI e sulla sua famiglia.
Commento del Servizio: La fonte non conosceva l’identità di “FLER” né la data a cui questa informazione si riferiva.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 94
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Contatto segreto del KGB &endash; Nome in codice “Fogt”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Gurgen Semenovich Agayan, nato il 28 aprile 1915, è un ufficiale identificato del KGB che prestò servizio a Venezia (1946-1952), Teheran (1955-1956) e Roma (1958-1963 e 1966-1971).
Contatto segreto del KGB &endash; Nome in codice “Fogt”
“FOGT” era un funzionario italiano con alta carica in ambito statale. Era un contatto segreto della Residentura di Roma del KGB. AGAYAN, residente del KGB a Roma, lavorò con “FOGT”.
(Data dell’informazione 1968-1971)
Commento del Servizio: La fonte non conosceva l’identità di “FOGT”.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 96
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Gennadiy Mikhailovich Semin-Vadov &endash; Nome in codice “Selivanov”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Gennadiy Mikhailovich Semin-Vadov &endash; Nome in codice “Selivanov”
1. Gennadiy Mikhailovich SEMIN-VADOV, nato nel 1939 a Mosca, era il Direttore dell’organizzazione di trasporti “ENERGOMASHEKSPORT”. Fu reclutato nel 1975 dall’8° Dipartimento del Secondo Direttorato Principale del KGB e gli fu dato il nome di “SELIVANOV”. Il suo compito era quello di coltivare stranieri per scoprire i metodi usati dagli uomini d’affari occidentali per corrompere i funzionari del commercio estero sovietici (il KGB riteneva che gli uomini d’affari offrissero l’apertura di conti bancari stranieri ai funzionari sovietici e che i servizi speciali occidentali potessero essere coinvolti in questa attività).
2. SEMIN-VADOV prese parte alla coltivazione dell’uomo d’affari italiano Todoro SILVANO e di (primo nome ignoto) RANDOLFI, proprietari della società di intermediazione “SITKO”. Gli italiani offrirono delle ricompense a SEMIN-VADOV in cambio della preferenza accordata a “SITKO” nella conclusione di affari commerciali.
3. Nel 1978 SEMIN-VADOV fu destinato all’Italia come Direttore Generale della società mista sovieto-italiana “ENITAL”. Il contatto con SEMIN-VADOV passò allo spionaggio scientifico e tecnico del KGB. La Residentura del KGB a Roma espresse giudizio negativo su SEMIN-VADOV poiché questi tentava di evitare la cooperazione, non frequentava gli altri russi e faceva un uso improprio delle sue risorse finanziarie. SEMIN-VADOV comprò una vettura Merceds 280 con rimorchio, pezzi di ricambio e varie altre cose, compresa attrezatura fotografica. Tutte queste spese furono a carico del conto della “ENITAL”. SEMIN-VADOV si concesse anche vacanze in montagna e al mare che costarono 12 milioni di lire (pari a 10.000 rubli) e furono messe a carico della “LOMBARMET”. La “LOMBARMET” presentò i conti alla “ENITAL” per il pagamento, indicandoli come spese di lavoro straordinario eseguito dalla “LOMBARMET”. Il titolare della “LOMBARMET” era tale F. Griniani (GRIGNIANI?), il cui figlio studiava alla Scuola Americana.
RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 98
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Agente del KGB Vittorie Alongi
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Agente del KGB Vittorie Alongi
Vittori (sic) ALONGI nato nel 1937 a Milano fu reclutato dal KGB bielorusso. Fornì informazioni sulla cromografia. Gli incontri con ALONGI si tennero a Roma e Milano.
(Data dell’informazione – 1964-1970.)
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Anelito Barontini – Nome in codice “Klaudio” e il suo ruolo nel trasferimento di fondi da KGB al Partito Comunista italiano
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
DDI: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato. Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/ distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento:
Genrikh PAVLOVICH SMIRNOV nato il 5 gennaio 1930 è stato in servizio all’Ambasciata Sovietica di Roma dal 1968 al 1972. Successivamente al suo rientro da Roma Smirnov venne identificato sulla stampa sovietica in un funzionario del dipartimento internazionale del comitato centrale del PCSU. Egli ha visitato con frequenza in Italia per incontri con il PCI.
1. Un rapporto della Residentura del KGB di Roma citava il fatto che il KGB spesso avesse svolto i preparativi tecnici per il compimento di operazioni “commerciali”. I dettagli di tutta l’operazione, incluso il passaggio di danaro al PCI, erano decisi dall’ambasciatore sovietico RIZHOV. Un funzionario del comitato centrale del CPSU, SMIRNOV che era primo segretario dell’ambasciata, partecipava a sua volta alla definizione.
Si trattava di un metodo da lungo tempo sperimentato. Si riteneva poco intelligente coinvolgere il residente del KGB nel caso che esistessero dei funzionari del controspionaggio nei ruoli guida del PCI.
2. Il denaro veniva consegnato a “KLAUDIO”, che era un contatto confidenziale del KGB all’interno del PCI. “KLAUDIO” era Anelito Barontini.
3. Quando la Residentura del KGB a Roma riceveva un messaggio dal centro, che una spedizione era stata inviata, la Residentura allertava Armando Cossutta attraverso l’ambasciatore o attraverso Smirnov e gli chiedeva di mandare “KLAUDIO”.
Tutti i dettagli per l’operazione da svolgere venivano stabiliti con Cossutta e l’operazione si realizzava in serata nei giardini della villa dell’ambasciata sovietica.
“KLAUDIO” doveva entrare in macchina nei giardini dopo aver effettuato controlli di controsorveglianza.
4. Concludere l’operazione nella villa e non in città era giustificato perché era normale per funzionari del PCI capitare nella villa e l’ambasciatore riceveva spesso la visita di amici o di altri diplomatici.
La effettiva consegna di denaro doveva essere fatta riservatamente non in presenza di estranei. Questo era difficile da ottenersi in città.
Inoltre non vi erano rischi per la parte sovietica. Trasportare carichi di valore durante i controlli di controsorveglianza che duravano molte ore era un rischio molto alto, poiché le auto sovietiche e del PCI potevano essere sottoposte a pedinamento o ad altre forme di controllo di Polizia.
Anche il PCI considerava che questa era la maniera più sicura di portare a termine l’operazione.
Durante lo svolgimento dell’operazione “KLAUDIO” era scortato da presso in città da una seconda macchina del PCI.
Il KGB ritenne opportuno che le consegne di denaro dovessero diventare meno frequenti. Inoltre si ritenne preferibile la consegna di grosse somme di denaro e l’utilizzo di banconote di grosso taglio per ridurre le dimensioni degli involucri.
6. Nel 1971 “KLAUDIO” consegnò al KGB ricevute per un milione di dollari e per un milione seicentomila dollari.
Sempre nel 1971 “KLAUDIO” venne eletto sindaco della sua città nativa in provincia di La Spezia ed inoltre lasciò Roma.
RISERVATO
Oggetto: Incontro fra l’ambasciatore sovietico in Italia ed il segretario generale del Partito Comunista italiano: marzo 1970
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Nessuna azione va presa sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza il consenso dell’originatore.
Commento: -
1. Il 30 marzo 1970 ha avuto luogo un incontro fra Nikiti RYZHOV, Ambasciatore sovietico in Italia, e Luigi LONGO, Segretario generale del Partito Comunista italiano (PCI). La conversazione ha avuto come oggetto la condizione della dirigenza del PCI e le prospettive per le relazioni PCI/PCUS. RYZHOV ha poi inviato un rapporto al Comitato Centrale del PCUS.
2. A LONGO i medici avevano raccomandato di evitare superlavoro e stress ed Enrico BERLINGUER svolgeva le mansioni di Segretario Generale del PCI. LONGO riteneva che, fra tutti i membri della dirigenza del PCI, BERLINGUER fosse il migliore e pertanto faceva ogni sforzo per accrescerne l’autorità all’interno del Partito.
3. LONGO non ha fatto mistero a RYZHOV che in seno alla dirigenza del PCI vi fosse opposizione a BERLINGUER, principalmente da parte di Giorgio AMENDOLA, Giancarlo PAJETTA e Pietro INGRAO. LONGO ha detto che il PCUS non avrebbe dovuto sostenere AMENDOLA perché aveva troppo del “borghese democratico” ed in passato aveva commesso troppi errori revisionistici. L’influenza di PAJETTA andava decrescendo, era troppo collerico e non avrebbe favorito l’unità. INGRAO era superficiale e dedito alle teorie, che lo allontanavano dalla realtà. LONGO ha detto che il PCUS avrebbe invece dovuto sostenere BERLINGUER.
4. LONGO ha chiesto che il PCUS fornisse gratifiche per il fatto che il PCI stava operando in difficili condizioni della realtà capitalista. Si era trovato spesso a dover focalizzare l’attenzione sui problemi d’indipendenza ed autonomia, al fine di fronteggiare la propaganda ostile. LONGO ha sottolineato particolarmente, comunque, che per il PCI l’amicizia con il PCUS e con l’Unione Sovietica non era una formalità, ma un’esigenza reale per la sua stessa esistenza.
RISERVATO
Oggetto: Finanziamenti sovietici al PCI, 1970-77.
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDi: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato. Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: -
Nel periodo 1970-77 la Residentura del KGB a Roma ha consegnato le seguenti somme di denaro al Partito Comunista italiano (PCI):
1970 Cifra non nota Armando COSSUTTA aveva richiesto che la cifra fosse aumentata di circa due milioni di $.
1971 consegnato 1 milione $ – consegnato 1.600.000 $
1972 totale destinato 5.200.000 $ Gennaio consegnato 1 milione $. Il KGB aveva ricevuto una ricevuta da Roberto MARMUGI, contatto del PCI a Roma. Il nome in codice di MARMUGI era “KARO”.
Consegnati 200.000 $ Somma ricevuta da Guido CAPPELLONI. CAPPELLONI ha sostituito MARMUGI che era morto. Il suo nome in codice era “ALBERTO”
Ulteriore somma – 2 milioni di $ (il PCI aveva richiesto 3 milioni extra)
1974 febbraio. Consegnati 3 milioni $ entro maggio 6 milioni di $, incluso un milione di $ in più. COSSUTTA aveva chiesto il rimanente anticipo di 500.000$.
1976 Stanziamento totale 5.5 milioni di $ più 1 altro milione di $ successivo. Giugno consegnato 1 milione $. Agosto consegnato 1 milione $. Entro settembre consegnati 4 milioni $. Dicembre consegnati 500.000$.
1977 Gennaio – consegnato 1,00,000$. Marzo consegnato 1,00,000$.
Nel 1969 e nel 1972 molti biglietti da 100 $ consegnati dal KGB risultarono falsi. Il PCI li restituì alla Residentura del KGB.
Nel 1976 la situazione operativa degli agenti in Italia divenne più difficile.
Il residente del KGB a Roma ebbe un incontro con Guido CAPPELLONI (PCI), in cui si discusse la questione di organizzare operazioni per consegnare il denaro al PCI. Vennero alla conclusione che era più sicuro condurre tali operazioni la domenica mattina presto in zone della periferia di Roma.
Le operazioni dovevano svolgersi in luoghi convenuti in precedenza con il PCI a seguito di un attento controllo di contro-sorveglianza da parte di una autovettura operativa della Residentura del KGB e di un’auto del PCI.
Da parte italiana le operazioni dovevano essere gestite da un individuo affidabile, che il PCI aveva selezionato in modo specifico e la cui condizioni di membro del PCI non era nota pubblicamente.
Dopo la consegna di fondi, all’auto del PCI, che di solito non era noto che fosse di proprietà del PCI, veniva fornita una protezione lungo l’itinerario dal PCI stesso, ed in seguito i fondi erano trasferiti in un’altra auto e consegnati al PCI in un luogo prescelto.
Nel 1976 la Residentura del KGB insistette che la frequenza di tali operazioni fosse ridotta a 2-3 volte all’anno.
Prima le consegne si svolgevano ogni due mesi.
V V ZAGLADIN, del Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del PCUS, ritenne che la frequenza delle operazioni poteva essere ridotta se il denaro fosse stato inviato in rate più sostanziose.
RISERVATO
Oggetto: Renzo Benzoni – banchiere italiano.
Fonte: Ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura.
Commento:
Abbiamo appreso da “Mosca Informazioni” (l’equivalente dell’elenco diplomatico russo) che Renzo Benzoni lavorò come vice direttore e poi come direttore della “Banca Commerciale Italiana” a Mosca dal 1975 al 1983.
Renzo Benzoni – banchiere italiano
1. Renzo BENZONI nacque a Gussola nel 1940, era un cittadino italiano e vice rappresentante permanente della “Banca Commerciale Italiana” a Mosca. Faceva parte del Partito Comunista Italiano (PCI). Il PCI riteneva che nell’eventualità di una vittoria comunista in Italia, BENZONI avrebbe potuto usare le sue conoscenze per favorire gli interessi del PCI.
(Data dell’informazione: 1976).
SEGRETISSIMO*
Oggetto: Francesco De Martino – Contatto confidenziale del KGB.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
DDI: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato. Nessuna azione va presa sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza il consenso dell’originatore.
Commento: -
1. Francesco DE MARTINO era uno dei leader del Partito Socialista italiano. Era un contatto confidenziale del KGB ed era in contatto con la Residentura del KGB di Roma. DE MARTINO ha svolto diversi compiti, mirati ad influenzare l’opinione pubblica in Italia (non si hanno ulteriori dettagli).
2. Nel 1968 DE MARTINO è stato nominato Vice-Presidente del Consiglio dei ministri italiano. Con l’assunzione del suo alto ufficio amministrativo, sono aumentate le sue possibilità di acquisire informazioni e questo fatto è stato riferito al Comitato Centrale del PCUS. Il primo direttorato Principale del KGB ha chiesto alle massime autorità (Instantsii) l’autorizzazione a continuare il contatto operativo con DE MARTINO.
RISERVATO
Oggetto: Fondi sovietici al partito Comunista di San Marino, 1970-1977.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato. Nessuna azione va presa sulla scorta di questo rappporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza il consenso dell’originatore.
Commento: -
1. Nel periodo 1970-1977 il KGB ha versato le seguenti somme di denaro al Partito Comunista di San Marino:
Aprile 1970 $ 25.000 la ricevuta è stata firmata da GASPERONI.
Settembre 1971 $ 20.000.
1974 $ 25.000.
Gennaio 1977 $ 30.000.
Nel 1974 il Segretario Generale del Partito Comunista di San Marino ha offerto a BREZHNEV un orologio di Capodimonte come segno di riconoscenza per l’aiuto che il PCUS stava estendendo al Partito Comunista. La Residentura del KGB ha spedito l’orologio a Mosca per via aerea.
RISERVATO
Oggetto: Fondi sovietici al partito Socialista italiano di Unità Proletaria, 1969-1972.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato. Nessuna azione va presa sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza il consenso dell’originatore.
Commento: -
Il KGB ha inviato le seguenti somme di denaro al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP).
Febbraio 1969: $ 350.000
Marzo 1969: $ 350.000
Giugno 1969: $ 200.000
1970: Il PSIUP ha chiesto che la somma a loro assegnata aumentasse da $ 700.000 a $ 900.000.
1971: $ 100.000
1971: $ 75.000
Giugno 1971: $ 500.000
Luglio 1971: $ 100.000
Dicembre 1971: $ 50.000
Febbraio 1972: $ 250.000
Marzo 1972: Il PSIUP ha chiesto un extra di $ 600.000 per finanziare la propria campagna elettorale.
Maggio 1972: $ 450.000.
Il denaro era di solito consegnato a Francesco LAMI del PSIUP, che ne dava ricevuta al KGB. Il nome in codice di LAMI era “ALEKSANDR”.
RISERVATO
Oggetto: Pubblicazione di archivi del funzionario del Partito Comunista Italiano Pietro SECCHIA.
DDI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Trattasi di fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere tenuto e visto solo da personale indottrinato. Non deve essere intrapresa alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, o discussione/disseminazione del materiale Impedian all’esterno del vostro servizio, se non previa autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
1. Pietro SECCHIA, ex Vice Segretario Generale del Partito Comunista Italiano (PCI) ha lasciato in eredità i suoi archivi a suo figlio Matteo, e gli ha chiesto di non consegnarli per nessun motivo all’attuale dirigenza del PCI. SECCHIA credeva che la dirigenza del PCI non avrebbe permesso la pubblicazione degli archivi e li avrebbe distrutti.
2. La dirigenza del PCI fece ogni cosa per ottenere gli archivi, ma avendo fallito, proposero al figlio di SECCHIA di venderglieli per 90 milioni di lire. Il figlio rifiutò e in tempo debito fu pubblicato il libro di SECCHIA “Come sono i Comunisti”. La dirigenza del PCI cercò di impedire la pubblicazione del libro, rilevando come gli archivi appartenessero al PCI e non al figlio di SECCHIA.
3. Il libro gettava luce sul periodo dal 1948 al 1970 ed includeva discorsi, lettere ed articoli. Criticava la teoria del compromesso storico, le tesi di BERLINGUER che il sistema occidentale ponesse meno restrizioni all’autonomia di Partito e la convinzione che “era possibile sentirsi più sicuri sotto lo scudo della NATO. A DONINI, un membro del Comitato Centrale del PCI, scrisse un’introduzione al libro. “L’Unità” accusò DONINI di attaccare la linea politica del PCI.
RISERVATO
Oggetto: Attività di ricerca del KGB su membri della segreteria del Partito Comunista Italiano.
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato.
Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione delle’ente originatore.
Commento: -
Nel 1977 il capo del primo direttorato del KGB ha compilato delle note sui precedenti dei seguenti membri della segreteria del Comitato centrale del Partito Comunista Italiano (PCI):
GUTIE ANSELMO
BERANDI MARIA
CERVETTI GIOVANNI – Uno dei segretari del Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano.
Le note furono passate a V V ZAGLADIN del dipartimento nazionale del Comitato Centrale del CPSU.
RISERVATO
Oggetto: Piano del KGB per compromettere Enrico BERLINGUER, segretario generale del Partito Comunista Italiano.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Trattasi di fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Nessuna azione deve essere intrapresa sulla scorta di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/disseminazione del materiale Impedian all’esterno del vostro servizio se non previa autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
1. Nei primi anni 70 il Primo Direttorato Principale del KGB stava raccogliendo materiale per compromettere Enrico BERLINGUER e fu preparato un documento di base. BERLINGUER possedeva un pezzo di terra in Sardegna. Era stato coinvolto in un affare equivoco relativo a intrighi edilizi per decine di miliardi di lire.
2. Il documento sottolineava la natura strana e contraddittoria della politica del Partito Comunista Italiano (PCI) negli affari internazionali, in particolare:
- contatti tra rappresentanti del PCI e rappresentanti USA;
- la posizione del PCI sull’appartenenza dell”Italia alla NATO;
- tolleranza della aggressività politica di Israele;
- Ttentativi di sviluppare contatti con il Partito Comunista Cinese;
e negli affari interni:
- supporto al Governo italiano;
- polemiche con il PCUS su questioni di religione, dissidenza, eventi in Cecoslovacchia ed altri argomenti.
L’orientamenti del PCI irritava i marxisti impegnati.
3. Giancarlo PANJETTA (sic), Sergio SEGRE e Giorgio NAPOLITANO consigliarono BERLINGUER di non partecipare al 25° Congresso del PCUS (1976). BERLINGUER non accettò il loro consiglio in quanto temeva di perdere la sua autorità se non avesse partecipato.
RISERVATO
Oggetto: Preoccupazione del PCUS per la politica del partito Comunista italiano (PCI): 1977 richiesta del PCI di assistenza per la rilevazione di apparati di ascolto.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Trattasi di fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere tenuto e visto solo da personale indottrinato. Non deve essere intrapresa alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, o discussione/disseminazione del materiale Impedian all’esterno del vostro servizio, se non previa autorizzazione dell’originatore.
Preoccupazione del PCUS per la politica del Partito Comunista Italiano (PCI): 1977.
1. Il 17 febbraio 1977, secondo istruzioni del Comitato Centrale del PCUS, Nikita RYZHOV, Ambasciatore sovietico in Italia, chiamò Enrico BERLINGUER. RYZHOV gli consegnò una lettera del Comitato Centrale del PCUS in cui si esprimeva allarme per il meeting di Madrid di tre Partiti Comunisti e preoccupazione per la instaurazione di una sorta di area regionale. Il PCUS temeva che il movimento comunista si dividesse, con i Partiti Comunisti Occidentali che si distanziavano dai Partiti Comunisti dell’Europa Orientale.
2. In una conversazione riservata del marzo 1977 Tullio VECCHIETTI disse che BERLINGUER aveva rigettato il principio della dirigenza collettiva del PCI. Al contrario, egli stava cercando di decidere su tutte le questioni da solo e stava prendendo decisioni unilateralmente, anche dopo consultazione.
Riservato
1. Durante la notte del 12 dicembre 1975 Armando Cossutta ebbe un incontro segreto con Nikita RYZHOV, ambasciatore sovietico in Italia. Cossutta disse che i vertici del Partito Comunista Italiano (PCI), volevano distruggere la conferenza dei partiti comunisti europei in Berlino che intendeva elaborare una bozza comune. Il PCI voleva ottenere questo attraverso altri (gli jugoslavi o i romeni) e lasciava intendere che il PCSU non voleva una conferenza, o voleva farla posticipare (a causa dei contrasti tra i partiti comunisti).
2. Cossutta espresse il timore che il PCI avesse gravemente equivocato riguardo al socialismo reale ed al socialismo nell’Unione sovietica in particolare, e che la ricerca di unificazione con i socialisti italiani potesse portare ad una rottura con il PCSU. Alcune persone (per esempio GALLUZZI, membro centrale del PCI) stavano chiedendo al PCI se questo potesse essere chiamato socialismo. La critica del socialismo stava acquistando toni anti sovietici. Cossutta si lamentò che la posizione del PCI era un vile rifiuto del leninismo e disse a Ryzhov che il PCSU avrebbe dovuto pubblicare articoli di critica agli attuali punti di vista dei vertici del PCI. L’amicizia con il PCSU non doveva essere messa in discussione da nessuno.
Secondo Cossutta se ci fossero stati attacchi ostili durante la conferenza di Berlino, allora il PCSU avrebbe dovuto indire con calma un dibattito aperto. Sebbene questo avesse potuto spaccare il PCI, avrebbe permesso di salvare la situazione.
3. Armando Cossutta era un contatto confidenziale della Residentura del KGB di Roma.
Riservato – Fonte sensibileRapporto Impedian numero 134
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Emanuele Macaluso, Funzionario del Partito Comunista Italiano
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Sino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato. Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: -
1. Durante una conversazione confidenziale con un membro del comitato centrale del CPSU, P. ROBOTTI, un veterano del Partito Comunista Italiano (PCI), ha parlato degli aspetti negativi della vita del segretario della Federazione PCI in Sicilia, Emanuele Macaluso.
2. Il veterano ha criticato la personalità politica di Macaluso perché non aveva attaccato la mafia sulla stampa o nei suoi discorsi. Macaluso aveva avuto una relazione duratura con la moglie del direttore del “Giornale di Sicilia” quotidiano che esercitava influenza in Italia ed era determinante in Sicilia. Egli la incontrava in una villa ed ha velegiato (sic) con lei in uno Ojett nel Mediterraneo, talvolta in compagnia degli uomini d’affari italiani De Cavera ed il professore Galvano Lanza. Gli ultimi due erano legati ai capi della mafia siciliana e a Ufficiali della 6ª Flotta Usa nel Mediterraneo. Macaluso ha anche goduto della protezione del Ministro degli Affari Interni italiano.
3. Macaluso aveva avuto in precedenza una relazione intima con la sorella di un eminente economista e membro del PCI chiamato Peggio. La sorella si era suicidata perché Macaluso la stava costringendo ad avere un aborto. Lei lasciò una lettera spiegando perché aveva scelto di morire. Il contenuto della lettera era conosciuto dalla Polizia, dal Ministro dell’Interno Restivo e dal Capo della Polizia Vicari. Restivo e Vicari tentarono di far passare sotto silenzio il fatto e non gli dettero pubblicità. Entrambi erano di origini siciliane e legati alla mafia.
4. Nel 1970 Macaluso abbandonò sua moglie e quattro figli con il pretesto che il matrimonio non era stato registrato formalmente.
5. Il segretario generale del PCI Luigi LONGO era al corrente dei fatti relativi al caso Macaluso.
Riservato – Fonte sensibile
Rapporto Impedian numero 144
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: Richiesta del PCI di assistenza per la rivelazione di apparati di ascolto
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere tenuto e visto solo da personale indottrinato. Non deve essere intrapresa alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, o discussione/disseminazione del materiale impedian all’esterno del vostro servizio, se non previa autorizzazione dell’originatore.
La dirigenza del Partito Comunista Italiano (PCI) ha chiesto al KGB assistenza nel controllo dell’edificio che appartiene al Comitato Centrale del PCI. Il PCI ha richiesto l’aiuto di specialisti sovietici per la rilevazione di apparati di ascolto di speciale disegno.
(data di informazione non nota).
Riservato – Fonte sensibile
Rapporto Impedian numero 145
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: Preoccupazione sovietica circa il miglioramento delle relazioni del Partito Comunista Italiano con la Cina: 1971.
Fonte: Un ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Trattasi di fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere tenuto e visto solo da personale indottrinato. Nessuna azione deve essere intrapresa sulla scorta di questo rapporto, o discussione/disseminazione del materiale Impedian all’esterno del vostro servizio, se non previa autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
1. Nel giugno 1971, l’Ambasciatore sovietico in Italia, Nikita RYZHOV riferì le sue preoccupazioni circa il Partito Comunista Italiano (PCI) al Politburo del Comitato Centrale del PCUS.
2. RYZHOV affermò che la dirigenza del PCI stava tendendo a più strette relazioni con i Cinesi. Il PCI stava attenuando la sua critica dei gruppi maoisti ed ignorando vari fatti connessi con la rivoluzione culturale cinese (per esempio, la militarizzazione del lavoro delle organizzazioni di Partito). Il PCI, secondo RYZHOV, si stava comportando così in cambio del fatto che al Vice Redattore dell’Unità, Luca PAVOLINI, era stato dato il permesso di visitare la Cina.
Nel quadro della sua preoccupazione circa il comportamento della dirigenza del PCI, RYZHOV richiese che avesse luogo a Mosca una conversazione riservata tra funzionari sovietici e Armando COSSUTTA. RYZHOV stimava che COSSUTTA avrebbe senza dubbio riferito questa richiesta a Luigi LONGO ed Enrico BERLINGUER.
Riservato – Fonte sensibile
Rapporto Impedian numero 182
Data di emissione: 11 maggio 1997
Oggetto: Misure attive del KGB in Italia: 1977
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato. Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: Il rapporto Impedian nr. 33 ha identificato “MAVR” in Libero Lizzadri.
F. Accame era il presidente della Commissione della Camera dei Deputati del Parlamento italiano. La residentura del KGB a Roma ha usato il proprio agente “MAVR” per sviluppare misura attiva (sic) che riguardavano Accame. “MAVR” intendeva spingere Accame a presentare una interrogazione al Ministero della Difesa italiana. L’interrogazione riguardava la presenza dei sottomarini americani nelle acque della Sardegna e il conseguente pericolo dell’ambiente e della popolazione dell’isola.
In una differente occasione, la residentura del KGB a Roma ha utilizzato “MAV” per trasferire ad Accame argomenti di critica alla politica di difesa italiana.
Il periodico italiano “Alata internazionale” aveva organizzato una tavola rotonda sulla politica della difesa, l’operazione della residentura del KGB era mirata per esprimere opposizione alla politica militare del governo durante la tavola rotonda. Il loro argomento avrebbe dovuto essere che non vi era senso nella pianificazione della difesa, dal momento che non vi era una minaccia diretta di un attacco contro l’Italia.
In differenti tavole rotonde a Pisa e a Modena, la residentura del KGB ha utilizzato il generale in pensione Nino PASTI E lo scrittore Carlo TASSOLA (sic) per misure attive tese a discretitare (sic) i piani degli Usa di produrre un’arma a neutroni.
L’informazione si riferisce al 1977.
Riservato – Fonte sensibile
Rapporto Impedian numero 197
Data di emissione: 23 luglio 1997
Oggetto: Kekkini – Nome in codice “Andrea”, un membro del PCI
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato. Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
1. Accordi per inviare KEKKINI (traslitterazione = CHECCHINI) del Comitato centrale del PCI, in Unione Sovietica. CHECCHINI doveva usare il suo passaporto italiano e recarsi in Australia. Lì, avrebbe incontrato il suo rappresentante di fiducia, da cui avrebbe ricevuto un passaporto straniero falso a nome di Ettore MORANDI.
2. Rimase in URSS dal giugno all’agosto 1972.
3. Venne ricevuto in un appartamento clandestino del Comitato Centrale del PCUS da V V ZAGLADIN, il Vice Capo del Dipartimento internazionale del Comitato Centrale del PCUS e dai funzionari del “KGB FCD” PAKOV E A (del 5ª Dipartimento del FCU) e MEDVEDEV (probabilmente del 13º Dipartimento del FCD).
4. “ANDREA ” – Kekkini era un italiano che nel novembre del ’72 si era recato in URSS ed aveva ricevuto addestramento su cifra e radio. Era membro del PCI. La Residentura a Roma riferì che (i Comunisti italiani) avevano personale addetto alle comunicazioni radio specializzato ed avevano a disposizione i mezzi tecnici per stabilire un servizio centralizzato in grado di assolvere alle necessità di comunicazioni del Partito in tutte le città d’Italia.
5. Nel 1972, a nome del Comitato Centrale PCI, Kekkini chiese al Comitato Centrale del PCUS quanto segue:
a. Organizzare comunicazioni radio nei due sensi tra il quartier generale del PCI e le organizzazioni periferiche del PCI ed anche comunicazioni radio con il KGB tramite un centro radio ricetrasmittente.
b. Utilizzare il centro radio succitato per trasmettere informazioni in chiaro alle organizzazioni periferiche del PCI e trasmettere in direzione dell’Italia in caso di emergenza.
c. Ideare uno speciale apparato portatile per trasmettere sui canali radio-televisivi della rete nazionale italiana.
d. Fabbricare congegni speciali in grado di distruggere completamente il contenuto di casseforti con un comando a distanza.
e. Produrre documenti per le necessità del PCI, poiché il Partito aveva dei problemi per l’acquisizione di documenti professionali di quel tipo, nello specifico, di patenti di guida, certificati postali, carte di identità, certificati del luogo di lavoro e diplomi scolastici. Il PCI poteva procurarsi esemplari di questi documenti e metterli a disposizione del KGB affinchŽ questi producesse documenti nuovi sullo stesso modello. Uno dei loro compagni sarebbe stato addestrato in questo settore. Il KGB raccomandava che quest’ultima operazione fosse realizzata dall’Italia. Gli italiani furono anche avvertiti di non unificare le funzioni di operatore radio e di operatore cifra. Venne anche presa in considerazione la questione di quale canale dovesse essere usato per l’invio di rappresentanti del PCI in Unione Sovietica. Riservato
Rapporto Impedian numero 221
Data di emissione: 25 febbraio 1998
Oggetto: Ambasciatore sovietico in Italia sottoposto a briefing da parte di un membro del Partito Comunista italiano (PCI) comitato centrale del Politburo sulla lotta della leadership all’interno del PCI.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato. Nessuna attività va presa sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza il consenso dell’originatore.
Commento: -
Nel corso di una conversazione confidenziale, A NOVELLA, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano, ha riferito all’Ambasciatore dell’URSS, RYZHOV, in merito alla lotta della leadership ai massimi livelli del Partito Comunista. Un gruppo di cui faceva parte AMENDOLO (sic), PAJETTA ed INGRAO, agiva sotto copertura. Il gruppo tentava di fare il possibile per impedire il viaggio di L. LONGO in Unione Sovietica per cure mediche, posizione condivisa del Professor M. SPALLONE, il medico che curava LONGO.
Riservato – Fonte sensibile
Rapporto Impedian numero 249
Coltivazione di M. Garlato da parte del KGB
1. M. GARLATO (o SGARLATO?) era membro democristiano del Parlamento italiano, oggetto di coltivazione da parte del KGB.
2. Nell’agosto 1973 una delegazione italiana guidata dal Cardinale CARPINO ha visitato l’URSS. GARLATO faceva parte della delegazione, che è stata ricevuta dal Patriarca PIMEN a Mosca e dal Metropolita NIKODIM di Leningrado.
3. V. A. POPOV, agente del KGB, ha lavorato con la delegazione in URSS ed ha stabilito un contatto operativo con GARLATO. POPOV all’epoca veniva preparato per raggiungere la Residentura del KGB a Roma sotto la copertura di corrispondente dell’”Izvestiya”.
ù RISERVATO
Oggetto: Agente italiano del KGB – Nome in codice “Loreto”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Agente italiano del KGB – nome in codice “Loreto”
1. ‘Loreto’ era il responsabile della sezione filo-cinese del Partito Marxista-Leninista in Italia. È possibile che sia stato coinvolto nelle attività tecniche del partito. ‘Loreto’ fu reclutato dal KGB nel 1969 e passò informazioni su cittadini cinesi e organizzazioni filo-cinesi in Europa.
2. Nel gennaio 1977, preziosi agenti della Residentura del KGB a Roma ricevettero stipendi mensili in rubli. ‘Loreto’ ricevette 170 rubli al mese.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di ‘Loreto’.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Giuseppe Ferranini – Nome in codice “Agero” o ‘Achero’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Giuseppe Ferranini – nome in codice “Agero” o ‘Achero’
1. Giuseppe FERRANINI era un agente della Residentura di Roma del KGB. Il suo nome in codice era ‘Achero’ o ‘Agero’ (Possibile data dell’informazione 1969).
2. Nel gennaio 1977, preziosi agenti della Residentura di Roma ricevettero stipendi mensili in rubli. ‘Agero’ ricevette 170 rubli al mese.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Parlentino Parlanti – Nome in codice “Argo”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Parlentino Parlanti – Nome in codice “Argo”
A partire dal 1963 Parlentino Parlanti fu un agente della Residentura di Roma del KGB. Il suo nome in codice era ‘Argo’
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente del KGB Galina Aleksandrovna Oborina
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: Riteniamo che Galina Aleksandrovna OBORINA vi sia ben nota. Gradiremmo sapere se la stessa sia recentemente emersa alla vostra attenzione.
Agente del KGB Galina Aleksandrovna Oborina
Galina Aleksandrovna OBORINA, nata nel 1921, ha vissuto permanentemente in Italia. Fino al 1962 era stata membro del personale scientifico dell’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali (IMEMO) dell’Accademia delle Scienze dell’URSS. La OBORINA era un agente del Secondo Direttorato Principale del KGB.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Fisico nucleare italiano – Nome in codice “Mario’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: Gradiremmo sapere se siete riusciti ad identificare ‘Mario’
Fisico nucleare italiano – Nome in codice “Mario’
‘MARIO’ era un fisico nucleare e professore dell’Università di Torino. Fu reclutato dal KGB nel 1972. Gli incontri con ‘MARIO’ avvennero in URSS.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di ‘MARIO’
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente del KGB – Nome in codice “Albert”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Agente del KGB – Nome in codice “Albert”
1. ‘ALBERT’ era un agente del Direttorato del KGB dell’Oblast (Regione) di Leningrado. Nel 1974 studiò al Collegio Russicum presso il Vaticano. Nel maggio-giugno 1974 frequentò l’Università Gregoriana e l’Istituto Biblico a Roma. Viveva presso l’Ostello del Russicum.
2. ‘ALBERT’ superò gli esami e gli fu dato il permesso di scrivere una dissertazione di dottorato sul teologo russo Vladimir LOSSKIY. Il correlatore della dissertazione di ‘ALBERT’ fu Stefan VIRGULIN, un professore di Nuovo Testamento dell’Università Urbaniana di Roma.
Commento del servizio: la fonte non conosceva l’identità di ‘ALBERT’.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente del KGB – Nome in codice “Miloslavskiy’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Agente del KGB – Nome in codice “MILOSLAVSKIY”
‘MILOSLAVSKIY’ era un agente del Direttorato del KGB dell’Oblast (Regione) di Leningrado. Dal 1973 al 1974 studiò al Collegio Russicum presso il Vaticano. ‘MILOSLAVSKIY’ trascorse più di sei mesi in Italia.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di ‘MILOSLAVSKIY’
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente del KGB – Nome in codice “Ervin’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: Valeriy Ivanovich BELOUSOV, nato il 2 giugno 1938 prestò servizio come rappresentante della MORFLOT a Roma dal 1971 al 1974 e da allora lavorò per la YUZHFLOT e la SOVFRAKHT a Mosca.
Agente del KGB – Nome in codice “Ervin’
‘ERVIN’ era un cittadino italiano e direttore di una società. Nel 1974 fu reclutato dall’ufficiale del KGB BELOUSOV, che operava sotto la copertura di vice direttore del Dipartimento Trasporto Container della YUZHFLOT. Il lavoro di agente con ‘ERVIN’ fu effettuato dal territorio sovietico.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di ‘Ervin’
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Nazzareno Fabretti Ð Sotto coltivazione da parte dello spionaggio ungherese
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Nazzareno Fabretti Ð Sotto coltivazione da parte dello spionaggio ungherese.
1. Nazzareno FABRETTI era un monaco francescano italiano e corrispondente del quotidiano torinese ‘La Gazzetta del Popolo’. Viveva a Voghera, nell’Italia settentrionale.
2. Nel 1965 FABRETTI fu coltivato dallo spionaggio ungherese.
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Oggetto: Preventivi di spesa della residentura di Roma del KGB, 1975-1978
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Preventivi di spesa della residentura di Roma del KGB, 1975-1978
I prevenditivi di spesa della Residentura del KGB a Roma erano i seguenti:
1975 – 95.300 rubli;
1976 – 109.100 rubli;
1978 – 118.000 rubli;
Nel 1977 c’erano 30 ufficiali operativi nella Residentura di Roma.
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Oggetto: Telegrammi cifrati del KGB: Roma
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Telegrammi cifrati del KGB: Roma
Nel 1977, nei telegrammi cifrati per e dalla Centrale di Mosca, la Residentura del KGB a Roma indicava le date relative agli incontri di agenti e ad altre operazioni, applicando alle date effettive il coefficiente “meno 3″.
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Oggetto: Stanziamenti finanziari alla residentura del KGB a Roma per l’attività OT nel 1976.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Stanziamenti finanziari alla residentura del KGB a Roma per l’attività OT nel 1976.
Nel 1976 la Residentura del KGB a Roma ricevette uno stanziamento di 3.300 rubli per l’attività della Linea OT (Operazioni Tecniche).
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Oggetto: Revoca dell’accreditamento della società “SIRGE” presso il GKNT, Mosca, 1977.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Revoca dell’accreditamento della società “SIRGE” presso il GKNT, Mosca, 1977
Nel 1977, l’accreditamento della rappresentanza della Società italiana “SIRGE” presso il Comitato di Stato dell’Urss per la scienza e la Tecnologia (GKNT) fu annullato. Ciò fu fatto su consiglio della Residentura di Roma del KGB e con l’approvazione dell’Ambasciatore sovietico a Roma, Nikita Ryzhov. La ragione della cancellazione era dovuta all’ostilità del Partito Comunista Italiano (PCI) nei confronti della “SIRGE” e al legame di Albert LEVY, Presidente della società, con gli ebrei.
RU SEGRETISSIMO *
Oggetto: Illegali del KGB “SLAVIN” e Slavina: Valeriy Vyacheslavovich Vasilyev e Olga Konstantinovna Vasilyeva e Maria Tereza Alvarez.
AVVERTENZA: Vedere dicitura.
Commento:
1. Abbiamo passato una versione di questo rapporto al servizio danese, e questo ci ha fornito dettagli sulla storia di Vasilyev dagli atti del suo matrimonio celebrato a Copenaghen. Maria Teresa ALVAREZ sposò Pietro CALDARELLI, nato il 22 giugno 1941 a Nieder Gorisseifen (sic – forse Gross Ziethen?), Germania, cittadino italiano residente in Stefano di Senanio (sic), Italia. Il matrimonio fu celebrato il 15 marzo 1972 presso il Municipio di Copenaghen, Danimarca. Dopo la partenza da Copenaghen CALDARELLI indicò come destinazioni future l’Argentina o la Spagna. Non abbiamo alcuna informazione su CALDARELLI o ALVAREZ nei nostri atti.
2. Maria de la SIERRA appare nel libro “Compiti Speciali’, di Pavel A SODUPLATOV, dove viene descritta prima come un agente (nome in codice “AFRICA”) “piazzata” come segretaria di TROTSKY in Norvegia e Messico fino al 1939. Richiamata a Mosca dopo la defezione di Aleksandr ORLOV, operò come guerrigliera dietro le linee tedesche nella Seconda Guerra Mondiale. Successivamente fu attiva nella rete illegale del KGB in America Latina, dove fu impiegata come radio-operatrice. Fu descritta come facente parte di una rete creata da William FISHER e Rudolf ABEL, un illegale del KGB arrestato negli Stati Uniti negli anni ’50. Tornò in URSS negli anni ’70 e morì nel 1988.
Illegali del KGB “SLAVIN” e SLAVINA: Valeriy Vyacheslavovich VASILYEV e Olga Konstantinovna VASILYEVA e Maria Tereza ALVAREZ
1. “SLAVINA” era Olga Konstantinovna VASILYEVA, nata nel 1940. Fu sottoposta ad addestramenti speciali fin dal 1964.
2. “SLAVIN” era Valeriy Vyacheslavovich VASILYEV, nato nel 1939. Partecipò a operazioni “PROGRESS” ed entrambi questi illegali portarono a compimento missioni in Unione Sovietica.
3. In seguito alla pubblicazione della Legge n. 6795 nel 1964, alla Residentura in Argentina fu dato il compito di effettuare registrazioni in ritardo con l’aiuto di agenti; e ciò fu fatto dalla Residentura attraverso l’agente “GREK”.
4. La base per la documentazione dell’illegale “SLAVINA” fu una registrazione in ritardo della data di nascita sotto falso nome. Secondo la legge argentina, qualsiasi persona, la cui nascita non fosse stata registrata a tempo debito, poteva effettuare una registrazione successiva senza farne richiesta al tribunale. Il richiedente poteva essere rappresentato dai genitori o dal tutore del bambino, o da qualunque persona interessata a registrare la nascita.
5. Nel caso in questione, fu “SLAVINA” in persona a fare richiesta di registrazione tardiva della propria nascita.
Di fatto, la donna si limitò ad apporre le proprie impronte digitali e la sua firma sui moduli compilati. Il lavoro di base fu fatto nella Residentura con l’aiuto dell’agente “GREK”, il quale lavorò all’interno dell’ufficio Registrazioni Nascite, Matrimoni e Morti della provincia di Buenos Aires.
6. L’agente “GREK” considerava l’URSS come sua patria; egli introdusse dettagli relativi alla donna illegale “SLAVINA” in tutti gli atti ufficiali argentini, e questi furono del tutto sufficienti per ottenere un passaporto straniero.
7. Il risultato di questa operazione fu che una registrazione in ritardo della nascita di “SLAVINA” fu effettuata e furono così ottenuti tutti i documenti locali necessari per l’illegale.
8. I genitori di “SLAVINA” furono scelti arbitrariamente, il loro indirizzo privato e i testimoni furono scelti da “GREK”; gli indirizzi selezionati erano relativi a case che sarebbero state presto demolite. Il rapporto medico su “SLAVINA” fu preparato alla Centrale. La registrazione stessa fu fatta il 14 ottobre 1965 e fu immessa alla pagina 118 del primo volume del registro del 1965.
9. Secondo questa registrazioine Maria Tereza ALVAREZ (“SLAVINA”), era nata il 24 maggio 1941 a Valentin Alsina, Lanus, nella provincia di Buenos Aires, Argentina; era una cittadina argentina, non coniugata, e impiegata. Furono ottenuti i seguenti documenti: un certificato di nascita argentino (una copia dell’immissioine nel registro delle nascite fu legalizzata nell’archivio centrale di La Plata); un libretto civile; e una Carta d’Identità rilasciata il 5 aprile 1966, valida per 10 anni.
10. Il passaporto straniero n. 8186407 datato 10 marzo 1970 fu ottenuto per la ALVAREZ dalla Polizia Federale di Buenos Aires; “GREK” fece da sponsor insieme a “PATRIYA”. La validità del passaporto straniero fu estesa presso il Consolato Argentino a Berlino Ovest il 7 febbraio 1972 e il 24 gennaio 1974; a Ginevra nel 1976 e nel 1978 (nei primi giorni di gennaio), a Zurigo nel 1979 (prima del 13 ottobre), e a Berlino Ovest il 18 ottobre 1979, valido tre anni fino al 18 ottobre 1982.
11. “SLAVINA” si sposò a Copenaghen.
12. La donna portò a termine compiti relativi alla Polonia, sotto la procedura “PROGRESS”. Era in possesso di un passaporto uruguaiano. Affermava di essere una decoratrice, con interessi artistici. Entrò in contatto con il Direttore di un Dipartimento dell’Associazione per lo Studio della Storia dell’Arte di Varsavia, Margarita MARKEL e con il suo patrigno, il dottor Jan MARKEL, che lavorava in un ospedale ferroviario; nonché con l’artista Iren Anna STAWINSKIAKA, e con il direttore della biblioteca del museo etnografico Anna LEZCZINSKA. Da loro ottenne informazioni.
13. Nel 1975 l’agente codificato “VILGELM” (Wilhelm) fu utilizzato come casella postale per la corrispondenza con illegali. Lettere operative da parte di quattro illegali, compreso “SLAVIN”, furono inviate a lui. L’indirizzo era: Berlino 51, Pankower Allee 8/10. Nel 1980, i contatti con l’agente furono interrotti.
14. Nel 1976 gli “SLAVIN” vivevano a Mosca in Komsomol Prospekt, edificio 23/7 appartamento 51.
Commento del servizio:
1. Le aggiunte del funzionario alle informazioni originali della fonte sono indicate tra parentesi.
2. Secondo la fonte, “PROGRESS” era il nome in codice per le operazioni condotte dagli illegali del KGB che lavoravano utilizzando documenti occidentali nell’ex Unione Sovietica e nei paesi satelliti socialisti.
3. “PATRIYA” è stata altrove identificata dalla fonte come un’illegale:
“PATRIYA” – Maria de la SIERRA / “AFRICA” /, nata nel 1910 a Ceuta, era una donna spagnola, tenente-colonnello del KGB insignita dell’Ordine di Lenin. Lavorò come illegale dal 1947 al 1967 sotto il nome di Maria Luisa de MARCHETTE. Quando il marito di “PATRIYA” morì, lei diventò un istruttore illegale (trener-nelegal), portando a termine una serie di compiti distinti; viaggiò all’estero accompagnando aspiranti illegali in soggiorni di ambientamento.
4. La fonte riuscì a fornire i seguenti ulteriori dettagli sull’agente “GREK”:
a. “GREK” era un agente del II Dipartimento del Direttorato S nel 1963 in Argentina.
b. “GREK” lavorava in un ufficio di intermediazione a Buenos Aires che aveva connessioni con l’ufficio di registrazione nascite, matrimoni e morti e con gli organi di controllo per l’emissione di vari documenti personali.
c. “GREK” era Pedro RUZAK, che viveva al seguente indirizzo: Buenos Aires (?), Pringles Street, House 4059, nel distretto di Lapus Este.
La madre di “GREK” era una donna greca che si chiamava Lyudmila Nikolayevna.
RU SEGRETISSIMO*
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Rafael TORRECILLA, uomo d’affari spagnolo
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: Grigoriy Danilovich KALMYKOV, nato nel 1925, è noto in atti per aver prestato servizio a New York, 1957-61, Amtorg Trading Corp (espulso) e a Bruxelles, 1964-69, STD.
Rafael Torrecilla, uomo d’affari spagnolo
1. Rafael TORRECILLA, nato nel 1927 in Spagna, era un uomo d’affari spagnolo che lavorava per la società italiana “GACCI e TORRECILLA” e viveva in Italia. Dal 1970 al 1976 TORRECILLA fornì al KGB esemplari di vari congegni, nonché informazioni su produzioni elettroniche e farmaceutiche. Fu usato per svolgere compiti assegnati dal VPK (Comitato Industriale Militare). Aveva il nome in codice “TELINI”.
2. G. KALMYKOV lavorò con TORRECILLA, e visitò varie mostre industriali all’estero.
Commento del servizio:
a) In rapporti disgiunti da Impedian G. KALMYKOV viene identificato in Grigoriy Danilovich KALMYKOV, un ufficiale del Dipartimento 3, Direttorato T, sotto copertura del Ministero del Commercio Estero.
b) Non è noto in quale o quali paesi TORRECILLA e KALMYKOV erano soliti incontrarsi.
RU SEGRETISSIMO *
Oggetto: Umberto PIZZI – nome in codice “WALTER”.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Umberto Pizzi – Nome in codice “Walter”
1. Umberto PIZZI, nato nel 1937 a Roma era un cittadino italiano e fotografo professionista. Fu reclutato dal KGB nel 1970 e introdotto nella rete degli agenti come un contatto fidato. Nel 1971 PIZZI passò alla categoria di agente. Il suo nome in codice era “WALTER”.
2. Il KGB usò PIZZI per controllare i trascorsi di individui sospettati di collaborare con i servizi speciali americani o italiani. PIZZI fu incaricato di andare a Napoli per scoprire dove vivessero le donne che lavoravano per strutture della Nato. Fu coinvolto nello studio e nel controllo di individui per conto della Linea KR del KGB.
3. Dal 1977 PIZZI incominciò a evitare di partecipare agli incontri con il KGB. Dichiarò che la sua istruzione limitata e il basso livello culturale gli impedivano di sostenere conversazioni con persone in possesso di informazioni utili.
4. PIZZI fu congelato dal 1980 al 1985, ma il KGB decise di tenerlo comunque presente.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Luciano DE CET – nome in codice “CHIZ”.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Luciano De Cet – nome in “Chiz”
1. Luciano DE CET, nato nel 1940 a Roma era un cittadino italiano e funzionario della società italiana “KODZHIS”. Nel 1971 DE CET fu individuato come potenziale talento per il KGB dall’agente “ESPURA” e gli fu dato il nome in codice “CHIZ”.
2. DE CET fu usato dal KGB per effettuare le seguenti coltivazioni:
“NILS” – Sandro BERNOTTI, il rappresentante di una società italiana.
“MEDIK” – Alberto Brusaferri.
“BARI” – un cittadino americano che passava informazioni e esemplari con applicazioni militari. Tramite lui il KGB ottenne campioni della placcatura del Sermetel – 534 usata nell’aeronautica. “BARI” aiutò anche “NILS” a trovare lavoro presso la società statunitense “TELEFLEX”. È possibile che “BARI” si identifichi in Gary BLACK.
DE CET fu usato come corriere per contattare “NILS” e “BARI”.
3. Nel gennaio 1976 DE CET fu fermano all’aeroporto dagli ufficiali della Dogana poiché tentava di portare oltre frontiera antiquariato di valore. Fu coinvolto in piccole speculazioni. Il fatto fu pubblicizzato sul quotidiano “Komsomolskaya Pravda” e sul settimanale “Nedelya”. DE CET era stato trascinato in attività di speculazione da Vera ARUTYUNOVA, la donna con cui viveva e da cui aveva avuto due figli. La ARUTYUNOVA era un agente del I Dipartimento del Secondo Direttorato Principale del KGB e aveva collaborato al reclutamento di numerosi stranieri.
RU SEGRETISSIMO *
Oggetto: Uso di illegali per operazioni di sabotaggio: Vitalyevich VOYTETSKY e Emil EVRAERT (“POL”) e Gennadiy MIKHAYLOVICH ALEKSEYEV e Igor MUERNER (“YAKOV”).
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
1. Abbiamo le seguenti informazioni:
a. Igor MUERNER – Un ben noto caso che si concluse in maniera insoddisfacente per gli svizzeri poiché non riuscirono a dimostrare che i MUERNER compivano attività di spionaggio contro la Svizzera. Non abbiamo notizie su ALEKSEYEV, Gennadiy MIKHAYLOVICH, nato nel 1931 a Leningrado.
b. DERZHAVIN Yuriy Vladimirovich, nato l’1 agosto 1928 a Mosca; impiegato presso il Dipartimento Commerciale dell’Ambasciata Sovietica a Vienna dall’ottobre 1964 al luglio 1968.
c. GRIGORYEV A.D. – forse identificabile in Aleksandr Dmitriyevich GRIGORYEV, nato l’8/12/1915. Dal 10/2/1950 al 6/2/1952 assegnato da Mosca a Bangkok come I segretario in ECAFE; dal marzo 1954 al maggio 1955 fu delegato permanente presso la Commissione Economica per l’Europa a Ginevra; dal 1979 all’ottobre 1982 fu a Budapest. Nessuna affiliazione al RIS è stata notata.
d. MALININ B.N., forse identificabile in Boris Nikolayevich MALININ, nato il 14/6/1912 a Saratov, URSS. Dal luglio 1958 al maggio 1963 fu I segretario dell’Ambasciata Sovietica a Berlino Est; nel 1976 fu capo del Dipartimento Relazioni Esterne del Ministero del Ferro e dell’Acciaio. Tra i suoi viaggi a tempo determinato ci sono 2 visite in Austria nel 1979 e 1 visita a Bruxelles nel 1981.
e. SHCHERBANOV Ye. S., forse identificabile in Yevgeniy Sergeyevic SHCHERBAKOV, nato il 28 o 29/5/1938 nella Regione di Mosca, URSS. Dal marzo 1965 al gennaio 1970 prestò servizio presso l’Ambasciata Sovietica a Vienna, poi presso la Sezione P3 della IAEA. Dal giugno 1982 all’ottobre 1984 fu a Berlino Est come I Segretario presso l’Ambasciata Sovietica.
La fonte la riferito altrove che “Nel 1981, Yevgeniy Sergeyevic SHCHERBAKOV e GRISHIN, nato nel 1938, fu arrestato dalla polizia della Germania Occidentale mentre veniva compiuta un’operazione di Misure Attive relativa all’incontro con un soggetto sviluppato per il reclutamento, un militare statunitense che prestava servizio a Berlino Ovest”. Yevgeniy Sergeyevic SHCHERBAKOV, nato il 29/5/1938 a Mosca, fu arrestato l’1 dicembre 1981, a Berlino Ovest dalle autorità della Germania Occidentale. SHCHERBAKOV, insieme ad altri 3 UI sovietici, stava fornendo supporto di contro-sorveglianza per l’incontro e fu arrestato nella retata. Il giorno dopo fu affidato in custodia di un funzionario diplomatico sovietico.
f. OLIKHEYKO Boris Sergeyevich, nato il 2/11/1917 a Kislovodsk in URSS o nel 1928 a Dnepropetrovsk; prestò servizio a Vienna nel 1950 sotto copertura della Soveksportfilm; dal giugno 1952 al febbraio 1957 fu a Berlino Est come direttore della Soveksportfilm; dal febbraio 1959 al settembre 1962, nel periodo maggio-dicembre 1972 e nel 1977 fu a Bonn; dal dicembre 1972 al gennaio 1975 fu a Vienna.
g. SAVIN A.S. – forse identificabile in Aleksey Nikolayevich SAVIN, nato il 6/3/1929 in Skopinskiy Rayon, Urss. Ex ufficiale identificato del Dipartimento V, successivamente della Linea N, prestò servizio a Londra dal 1964 al 1968 e ad Helsinki dal 1976 al 1981.
h. KOVALIK, identificato in Ivan Karpovich KOVALIK, nato il 14/3/1922 a Ligovka, URSS; impiegato presso l’STD di Vienna dal luglio 1960 al marzo 1965 e dal marzo 1968 al gennaio 1972. Un defettore nel 1971 lo ha indicato come membro del Dipartimento V nel 1950.
i. SHAROV Ye.A., altrove identificato da una Fonte come ufficiale del Direttorato S.
j. PANASYUK G.T., forse identificabile in Genian Tikhonovich PANASYUK, nato l’8/2/1936 a Pyatigorsk o il 2/6/1939 a Stavropol, URSS. Fu studente universitario a Bonn nel 1963 e feci brevi viaggi all’Ambasciata Sovietica di Vienna nei mesi di giugno e novembre 1987.
k. Ryabov V.P., forse identificabile in Viktor Petrovich Ryabov, nato l’1/2/1921 o il 6/2/1921 o il 21/1/1929 nella regione di Mosca, URSS. Fu impiegato nell’STD di Vienna da luglio 1957-60 ad agosto 1976-novembre 1980.
l. KIKOT – Altrove identificato dalla fonte come V.I. KIKOT, un ufficiale del Direttorato S, Dipartimento 8. Forse identificabile in Valentin KIKOT, partecipò alle Olimpiadi di Città del Messico nell’ottobre 1968 come specialista in judo, identificato da un defettore come ufficiale del Dipartimento 1 FCD del KGB nel settembre 1971.
m. KUTUSOV – Stratega dell’epoca di Napoleone.
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Oggetto: Uso di illegali per operazioni di sabotaggio: Vitalyevich Voytetsky e Emil Evraert (“POL”) e Gennadiy Mikhaylovich ALEKSEYEV e Igor MUERNER (“YAKOV’).
b. il compimento di azioni speciali;
c. la sottrazione e la consegna di tecnologia militare;
2. Nel 1969 il lavoro del Dipartimento fu severamente criticato. Fu notato che nelle operazioni su larga scala soltanto il reclutamento e l’addestramento della Riserva Speciale per le RDG (unità di sabotaggio spionistico) e la scelta dei siti di atterraggio era ben fatta. Il resto non veniva fatto, o perché era eseguito da altri organi o perché il Dipartimento V non era in grado. Durante i quindici anni di vita del XIII Dipartimento, si erano avuti dei cambiamenti nelle forze armate sovietiche e nella struttura del Primo Direttorato Principale che avevano avuto ripercussioni sull’attività e sulla posizione del Dipartimento V.
3. Innanzitutto, lo sviluppo dei missili nucleari e la creazione di unità per impieghi speciali all’interno del GRU in numero maggiore rispetto a quelle del Dipartimento V, avevano fatto dubitare circa i meriti del Dipartimento V nell’organizzazione di attività sovversive ai danni dei siti militari, strategici dell’avversario. C’era la necessità di modificare i compiti. In secondo luogo, non c’era alcun bisogno che il Dipartimento V sottraesse esemplari tecnici militari dal momento che questo era per lo più fatto dal Direttorato T che era stato creato nel 1963. Quando necessario i validi agenti del Direttorato T sarebbero stati messi a disposizioine delle Residenture Illegali. In terzo luogo, in vista di questi cambiamenti, le attività del Dipartimento V sarebbero state prevalentemente costituite da azioni speciali di natura politica. Ma questa erano rare. Negli ultimi tre anni ce ne era stata una sola, “PEPEL” (Ceneri). Ce ne erano così pocheÉ (Nota del traduttore: Frase incompleta nel testo originale, per cui il senso non risulta chiaro) non possiede le informazioni operative e politiche attuali necessarie per pianificare azioni speciali. Queste devono essere strettamente legate agli obiettivi politici dell’area e a tutto il complesso delle misure attive. Devono essere basate sulla situazione operativa del momento, l’Informazione è basata sui Dipartimenti geografici ed è concentrata nel Dipartimento A che è stato creato nel 1959. Il Dipartimento A escogita misure attive congiuntamente al dipartimento geografico. Le misure sono quindi effettuate utilizzando l’apparato di agenti delle residenture e, quando necessario, gli illegali del Direttorato S.
4. Il Dipartimento V non dispone di un apparato di agenti proprio in grado di compiere azioni speciali e di preparare lo sbarco di un’unità sovversiva. La dirigenza del Dipartimento V ritiene che sarà impossibile creare un apparato di agenti di dimensioni e qualità adeguate nei prossimi sette – dieci anni. Per tale ragione il Dipartimento, tranne in pochissimi casi, non è in una posizione tale da eseguire azioni senza la partecipazione di altri sotto-dipartimenti.
5. Il Dipartimento non ha un vero e proprio apparato illegale. Ha un illegale “POL”, e due coppie di Agenti Illegali Tedeschi. La creazione di un apparato indipendente della Linea F aveva senso nel 1955 quando il Direttorato Speciale era impegnato soltanto nella documentazione e nell’invio di illegali e questi venivano adoperati dai dipartimenti geografici. Al giorno d’oggi, l’intero apparato illegale è virtualmente concentrato nel Direttorato S. Nel 1966 al Direttorato S fu affidato il compito di gestire lo spionaggio illegale in tempo di pace e di impiegare l’apparato degli agenti in condizioni speciali. Allo scopo di utilizzare in maniera più efficace l’oneroso apparato illegale, non sarebbe sensato suddividerlo, dal momento che gli illegali possono e dovrebbero eseguire compiti spionistici e allo stesso tempo compiti per la Linea F.
6. Fattori oggettivi non consentirebbero la creazione di un apparato realmente grande che rifornisce separatamente tutti i sotto-dipartimenti di spionaggio del Primo Direttorato Principale. Dal momento che solo il Direttorato S ha illegali, il piano di trasferire alcuni agenti in tempo di guerra dal dipartimento geografico o da altri dipartimenti del Primo Direttorato Principale al Dipartimento V ha pochissimo senso dal momento che il Dipartimento V può usarli soltanto in aree dove le unità sovversive vengono adoperate per un lungo periodo, e ciò naturalmente accade solo in aree scarsamente popolate. Questo avverrebbe nei paesi dell’Europa occidentale e in alcune aree del continente americano dove le unità sovversive potrebbero compiere un attacco e poi lasciare l’area.
7. “POL” (PAUL) era Igor Vitalyevich VOYTETSKY, nato nel 1933 a Mosca. Suo padre Gleb Pavlovich SHLENDIN, si suicidò nel 1937. Sua madre, S.D. RUDNITSKAYA, era insegnante di musica presso l’Istituto d’istruzione IPPOLITOV-IVANOVO. Il suo patrigno, Vitalii Panteleymonovich Voytetsky è regista presso il Gorky Film Studio. “POL” fu arruolato dal Dipartimento V per l’addestramento speciale nel 1956.
8. La sua documentazione fu creata sulla base della versione del belga “MONTEUR”, essendo suo padre un individuo belga, Ernst EVRAERT, e sua madre una tedesca, Hedwig Marta ALTHAMMER. Il cognome della madre fu inventato, mentre la nascita fu registrata a Dresda nel 1907. Secondo la storia di copertura, dopo la nascita di “POL” il 23 dicembre 1933 a Kalau, il padre “MONTEUR” partì per il Belgio e non fece più ritorno in Germania. In realtà, dal 1933 “Monteur” è vissuto in URSS. La nascita di un figlio è fittizia ma fu introdotta dal KGB nel registro comunale di Kalau.
9. Tramite l’agente “RAG”, la residenza di “POL” e di sua madre in Belgio dal 15 ottobre 1943 al 14 dicembre 1944 fu registrata nei documenti del Comune di Bellecour, provincia di Hainaut. Gli atti mostrano che “POL” è figlio del cittadino belga “MONTEUR” e di sua moglie, cittadina tedesca divenuta belga a seguito del matrimonio.
10. Nel 1958 “POL” partì per l’Austria, dove visse fino al 1962, senza avere la cittadinanza. Certificati di matrimonio e nascita per il padre e la madre furono fabbricati in Centrale. Emil EVRAERT, con le sue generalità, fu registrato a Salisburgo. Il 22 maggio 1962 fu inviata una lettera al comune di Bellecour in Belgio in cui si chiedeva un certificato di cittadinanza. Questo documento fu ricevuto il 14 giugno. Il 10 settembre, “POL” chiese all’Ambasciata Belga a Vienna che lo status della sua nazionalità fosse legalizzato.
11. Quando ottenne un certificato di cittadinanza belga, “POL” andò in Francia e lì chiese all’Ambasciata Francese un passaporto straniero. Lo ottenne l’8 novembre, ma della durata di soli tre mesi. Il 30 gennaio 1953 (sic – 1963), sposò “VIRGINIYA” (Virginia) a Dover. La coppia si stabilì nel comune di Jette in Belgio e furono rilasciate loro Carte d’Identità belghe e un libro di registrazione di famiglia. Secondo la storia di copertura, “POL” sarebbe un operatore cinematografico.
12. L’agente “ONEGA” era Mary PHILLIPART, nata nel 1913 a Bruxelles, una cittadina belga che fu reclutata nel 1952 come custode di un OSP. Lettere operative da parte degli illegali “VAREN”, “ALBERT”, “MICHEL”, “NORA” furono indirizzate al suo appartamento. Nel 1961 “ONEGA” andò a Tunisi e il suo indirizzo lì fu usato per la corrispondenza da parte di sei illegali, compreso “POL”.
Nel 1978 “ONEGA” fu congelato.
13. “VIRGINIYA” – Yulia Ivanovna GORANKOVA, nata nel 1931, fu provvista dei documenti della cittadina della RFT Waldtraut Erne HERRMANN, nata il 27 luglio 1932 a Freidstadt. Le fu dato un padre fittizio, la sua nascita era registrata nell’Ufficio di Registro di Swinemunde, una madre parimenti fittizia, la cui nascita era registrata nella città di Bergen. Il matrimonio era registrato in un passaporto fittizio della RFT, teoricamente emesso a Dortmund; la Centrale fabbricò il passaporto e falsi certificati di nascita e matrimonio.
14. Il 30 gennaio 1963 nella città britannica di Dover fu registrato il matrimonio tra gli illegali “POL” e “VIRGINIYA”. Poi “POL” eseguì compiti spionistici per il Dipartimento V in Bretagna. In particolare, nell’Irlanda del Nord selezionò aree per sbarchi aerei e marittimi.
15. Illegale “POL” fu impegnato nella selezione delle aree adatte agli sbarchi marittimi e con paracadute in Scozia.
16. Negli anni 1964-74 eseguì compiti dello stesso tipo in Francia, Turchia, Italia, Belgio, Canada, Stati Uniti, Grecia, Hong Kong, Austria, RFT e Israele.
17. In Spagna selezionò siti per gli sbarchi, obiettivi di azioni speciali; in Austria, siti di sbarchi e rotte da paracadutisti per il passaggio dall’Austria alla RFT. Compiti simili furono svolti per Grecia, Belgio, Israele, Hong Kong, e per il porto di Anversa, con particolare riferimento ai depositi di carburante e la possibilità di compiere azioni speciali contro di essi.
18. In Belgio, “VIRGINIYA” ottenne una Carta d’Identità belga da coniugata. La coppia fu richiamata dal Belgio nel 1963.
19. In Belgio furono studiati punti nodali delle linee della corrente elettrica e degli oleodotti.
Francia
20. In Francia, ad esempio, egli studiò le aree adatte a un movimento di resistenza, i siti di sbarco, e gli obiettivi per azioni speciali.
21. In Francia, nell’area di Vosges, egli selezionò aree adatte a un movimento di resistenza, siti di sbarco, aree di dispersione per gruppi di sabotatori, vie di transito, e siti dove dislocare pacchi di grosse dimensioni. In varie occasioni viaggiò con compiti simili in Italia, Francia, Belgio, Spagna e Austria.
22. In Francia, perlustrò i seguenti settori: St. Etienne-Valence-Montelimar-Ales-Rodez, e descrisse il sito di atterraggio 30 km ad est della città di Le Puy, entro il quadrilatero formato dalle strade D-15, D-7, D26 e D-500, circa mezzo km a sud della strada D-15. Descrisse anche siti di atterraggio nell’area di Bordeaux-Marmande-Cond (sic per Condom?)-Mirande-Bagneres; e Marsiglia-Avignone-Valence, nonché settori sul confine spagnolo e sulla costa atlantica, nell’area di Grenoble, sulla frontiera italiana, e sulla costa mediterranea.
23. In Francia, egli identificò quanto segue: un sito 52 km a nord-est di Digione, sul bordo sud-orientale della foresta di Chatillon, 10 km a sud-ovest del piccolo villaggio di Recey e a 2 km dal paesino di Essarois. Sulla carta Michelin n. 66 i riferimenti sono: 2_70′ a est di Parigi e 53_06′ N (sic). Un sito da atterraggio 25 km a nord-ovest di Digione e 500 m a est della strada D-16, tra i paesini di St. Seine l’Abbaye e Lamargelle. Un altro sito da atterraggio si trovava 8 km a nord-est della città di Arbois, e 7 km a est-nord-est della città di Poligny. Furono perlustrate anche basi per gruppi di spionaggio e di sabotatori (DRG= diversionnye razvedyvatelnye gruppy).
Italia
24. In Italia studiò luoghi adatti allo spiegamento di un movimento di resistenza, fece ricognizioni di punti sensibili negli oleodotti, di punti adatti a sbarchi marittimi e di punti per azioni speciali contro ferrovie e autostrade.
25. In Italia fu selezionato un sito di atterraggio e descritto nell’area del Valico del Rastrello.
26. In Italia descrisse siti di atterraggio nell’area di Barsi-Groipallo (traslit), nel villaggio di Christina, a ovest di Laonta; sud-est di Aulla, nord di Firenzuola, e un distretto tra Genova e La Spezia, Riva-Trigoso-Levanto; Sori-Nervi, e l’autostrada Genova-Piacenza, Genova-La Spezia, La Spezia-Reggio nell’Emilia.
27. In Spagna, “POL” perlustrò i distretti di Catalogna e Valenza: tra Tora-Oliana-Gironella; tra Calaf-Igualada-Tarrasa-Moilla; nell’area di Morella-Cantavieja-Aliaga-Alcorisa; tra Monrojo-Valderrobres-San Mateo-Morella; nell’area di Valenza-Taitil.
28. In Spagna descrisse il distretto di Cadice-Siviglia-Granada-Almeria, gli sbocchi degli oleodotti in superficie a Rota-Saragozza, dove l’oleodotto incrocia il fiume Guadeira e fiumi che si gettano nel lago Candilejo, stazioni di estrazione dell’oleodotto nei pressi delle città di Marchena, El Arahal, Jerbes e punti di immagazzinamento vicino alle città di La Puebla e Jerez. Quattro siti di atterraggio furono selezionati vicino alle città di Oviedo-Leon-Burgos-San Sebastian;
29. In Israele, furono selezionati DLB.
30. A “POL” furono due volte assegnati compiti di spionaggio in Israele, tentò di installarsi ad Hong Kong.
31. Nel 1965, “POL” eseguì un’azione aggressiva in Austria per conto della Linea A.
32. Partecipò a severe misure intraprese seguendo le istruzioni del Dipartimento “A”. Nel 1968, lavorò su soggetti specifici in Cecoslovacchia.
33. Nel 1968, effettuò un’operazione speciale (spetsaktsiya) contro due precisi individui in Cecoslovacchia. “POL” estese la validità del suo passaporto straniero in Belgio, dal momento che questo era il suo domicilio permanente, sebbene non venisse lì e non vi avesse una fissa dimora.
Grecia
34. In Grecia, egli studiò il settore tra Agrinion-Amfissa-Lamia; e tra Servia-Veria-Katerini e il Monte Olimpo.
35. Nel 1968, a tutte le residenture del KGB furono inviate lettere operative intitolate “Raccomandazioni per la creazione delle condizioni necessarie sul territorio di un potenziale avversario per le operazioni di gruppi speciali in caso di emergenza”.
36. La lettera indirizzata al residente in Grecia MAYSKIY diceva:
“Non è impossibile che il corso degli eventi ci richiederà in pratica di assistere le forze progressiste nel prossimo futuro, e pertanto dobbiamo prepararci in anticipo a tale evenienza”.
37. Nel 1968, un illegale fu inviato in Grecia allo scopo di selezionare “PISTE” (“doroshki”) e “ALVEARI” (“ulya”) in specifici distretti della Grecia e controllare l’attuale adeguatezza dei luoghi scelti in precedenza.
38. La “PISTA ALFA” era collocata nella parte meridionale della pianura Thessaly, circa 40 km a nord-ovest della città di Lamya, 42 gradi a nord e 2 gradi a est (sic).
39. La “PISTA BETA” era ubicata nella parte nord-occidentale della pianura Thessaly, 4 o 5 km a sud dell’installazione Kalambaka, 4 gradi a sud e 54 gradi a est (sic).
40. Esse erano collocate nelle valli dei fiumi Grona e Pinios. Questi siti erano contrassegnati in specifiche mappe, in modo da poter essere subito trovati.
41. I distretti collinosi boscosi di Belasitsa, Pirin e Sengal, tra Mesta e il delimitatore di frontiera n. 3 furono riconosciuti come aree adatte all’attraversamento del confine greco-bulgaro e all’immissioine di agenti sul territorio greco. Questi e altri punti furono usati dai bulgari. La zona pericolosa per i movimenti era l’area che si estendeva dal confine alla linea di Kukush, Seres, Drema, Ksanti, Gumurdzhina e Dimotika, cioè la zona di frontiera stessa, in cui qualsiasi cosa sospetta era prontamente individuata dai distaccamenti speciali di frontiera e dalle forze di polizia.
42. C’era la necessità di creare le condizioni per il compimento in tempo di pace di operazioni di sabotaggio denominate “GIGLI” contro gli obiettivi codificati “YAYTSO” (Uovo) e “GNEZDO” (Nido).
43. Nella lettera operativa n. 2039/F alla Residentura di Atene, datata 25 novembre 1968, fu introdotto uno dei principali compiti della Linea F: la creazione di una rete di agenti che, oltre a eseguire altri compiti, fosse in grado di effettuare operazioni contro il Nemico Principale, in particolare il reclutamento e l’invio di agenti direttamente negli Stati Uniti per gli scopi della Linea F, nonché la preparazione di misure attive contro il Nemico Principale sul territorio greco.
44. Negli ultimi due anni, le Residenture avevano compiuto un significativo lavoro nell’ottenere informazioni su vari obiettivi del Nemico Principale. Da “ZHAK” (Jacques o Jack) ricevettero più volte materiale, il cui studio e analisi rivelò un vasto sistema di collegamenti radio che portava ad immettersi nel sistema di comunicazioni mediterraneo “MEDKOM” (forse Medcom) (codice 486 L) e furono stabiliti i punti in cui esso si congiungeva con altri sistemi. Il sistema “MEDKOM” comprendeva la linea di comunicazioni nota come “BIG RELLI 11″ (sic – forse “Big Rally 11″), che permetteva la comunicazione con le truppe americane in Italia, Turchia Orientale e isola di Creta. Furono altresì rivelati alcuni dati sulla sua natura tecnica, compresi i tipi e periodi di attività delle trasmittenti per le linee di comunicazione radio-ripetitrici e troposferiche del sistema sul territorio greco, e il loro rapporto con le varie componenti delle Forze Armate statunitensi. Il possesso di questa informazione permise al KGB di identificare la natura di ciò che veniva trasmesso tramite il sistema “MEDKOM” e di reindirizzare un gruppo speciale per organizzare tale attività spionistica e intercettare i materiali.
45. Nel 1969, oltre agli incarichi di elaborare piani per la collocazione di “GIGLI” in “VASI”, “GNEZDO” e “CAVOLO” (tutte parole in codice che si riferivano alla collocazione di esplosivi in vari siti presi di mira), c’erano istruzioni a: installare dispositivi per l’ascolto nella casa del cappellano presso la base americana “Ellinikon”; avere un ufficiale operativo che stabilisse contatti personali con una persona d’interesse, e far in modo di reclutare persone che lavoravano presso obiettivi del Nemico Principale.
46. Nel 1970 fu messo insieme un piano preliminare per la collocazione di un “GIGLIO” (parola in codice per ordigno esplosivo) in un “VASO”, e specificatamente nel “VASO” (in codice) “CAVOLO” – la biblioteca dell’USIS ad Atene – allo sopo di danneggiare politicamente e moralmente la politica americana in Grecia. L’azione avrebbe dovuto essere compiuta in nome di un’organizzazione chiamata “Difesa Democratica”, che rappresenta gli interessi dell’opposizione di centro-destra.
America Del Nord
47. “KEDR” (Cedro) è la designazione in codice di obiettivi sensibili in Canada che dovevano esser messi fuori uso. Essi furono sotto studio da parte della Residentura di Ottawa negli anni 1959-71. Essi comprendevano oleodotti e gasdotti attivi o in via di costruzione e raffinerie petrolifere a Kamloops, Colombia Britannica; nell’area di Winnipeg; a Trafalgar vicino Toronto; a Shelbourne; a Calgary, Alberta; a Edmonton; a Midale, Saskatchewan; a Montreal e altrove. Gli obiettivi furono fotografati da varie angolazioni, furono fissati per longitudine e latitudine sulle mappe geografiche; furono determinate e indicate le vie d’accesso, e anche i percorsi di uscita per allontanarsi dopo il compimento dell’azione; furono compilate descrizioni dei percorsi seguiti dagli oleodotti, delle stazioni di estrazione, dei luoghi di scarico del materiale liquido e furono osservati i loro punti vulnerabili.
48. In Canada, “POL” studiò il Movimento Separatista del Quebec, i siti di atterraggio, e i punti di attraversamento segreti sul confine tra Canada e Stati Uniti. Gli fu incidentalmente affidato il compito di verificare la possibilità che “GORBATY” e “IDOL” partecipassero alla Fiera Mondiale di Montreal e che un’azione speciale fosse intrapresa contro di loro.
49. Negli anni 1967-68, l’illegale “POL” fu intensamente impegnato nella scelta di siti d’atterraggio per distaccamenti di sabotaggio, in particolare nell’area di Calgary, Alberta, tra le città di Calgary e Cananaskis. A est, da Calgary seguendo l’autostrada n. 2 verso il confine con gli Stati Uniti; a ovest, lungo il confine tra la Colombia Britannica e Alberta in giù verso la frontiera statunitense. Furono selezionati punti di raggruppamento e di occultamento, nonché DLB, e percorsi per il raggiungimento della frontiera Canada/Stati Uniti tra le Autostrade n. 2 e n. 93; e anche le aree adatte ad attraversare apertamente la frontiera tra Canada e Stati Uniti. C’erano siti per lo sbarco a sud-est di Winnipeg, sull’Autostrada n. 1 a nord e sull’autostrada n. 12 a ovest; e a ovest del Lake of Woods lungo l’Autostrada n. 59. Furono selezionate le zone adatte all’attraversamento della frontiera canadese per entrare negli Stati Uniti. Nel 1975, “POL” ottenne un visto illimitato per gli Stati Uniti.
50. Negli Stati Uniti, “POL” cercò punti di attraversamento e di occultamento, nonché siti di atterraggio.
Turchia
51. In Turchia, selezionò siti e nascondigli di grosse dimensioni (KGT= krupno-gabaritnye tayniki) in cinque distretti.
52. Nel 1976 in Turchia cercò siti di atterraggio e effettuò ricerche dei “PIRATY” (Pirati) (1974).
53. Dal 1975, “POL” è stato un istruttore illegale ed è stato assegnato alla riserva del Dipartimento “V” per l’eventualità di una situazione di crisi. Tale evento coinvolgerebbe tutti gli ex illegali del Direttorato “S”.
Operazione Speciale – Nome in codice “ZVENO” (Anello)
54. Per distrarre l’opinione pubblica da ciò che accadeva in Cecoslovacchia (1968), fu deciso di compiere un’operazione speciale contro l’obiettivo “ZVENO”.
L’obiettivo “ZVENO” era una sezione dell’oleodotto della NATO (la linea Italia -RFT) che passava attraverso l’Austria nell’area Bodensee. La portata dell’oleodotto era di 10.000.000 tonnellate all’anno su una distanza di 650 km.
55. L’obiettivo “ZVENO” poteva essere messo fuori uso per un po’ di tempo interrompendo l’oleodotto nel punto in cui esso incrociava il Canale Rhine. L’operazione avrebbe causato inquinamento da petrolio nel Bodensee, e questa era la sola fonte di acqua potabile sulla frontiera austro-tedesca.
56. Si ritenne che questa operazione sarebbe stata considerata dall’opinione pubblica come una risposta da parte degli estremisti italiani alle azioni di sabotaggio dei terroristi del Sud-Tirolo. L’operazione avrebbe dovuto essere eseguita da un illegale o da un agente speciale dell’apparato del KGB nella RDT.
57. L’obiettivo fu studiato in tutti i suoi particolari e la Residentura di Vienna preparò un piano dell’operazione – settembre 1968. A tale scopo furono acquistate 4 bottiglie termiche e 10 penne a sfera prodotte nella Germania Occidentale, manufatti italiani e austriaci furono acquistati per il mascheramento. Ciascuna bottiglia termica aveva la capacità di 1 litro, e il diametro esterno della bocca del contenitore di vetro non era maggiore di 40 mm.
58. Esaminando un insieme di misure attive, la dirigenza della FCD le collegò al problema del Sud-Tirolo. Fu considerato vantaggioso rimandare le azioni al maggio 1969 e compierle al di fuori del territorio austriaco. L’Operazione Speciale “ZVENO” fu mantenuta di riserva per una possibile esecuzione in un altro momento conveniente.
59. L’operazione speciale “PANTSIR” (Corazza) rientrava nel complesso “ZVENO”. Fu preparata una mappa approssimativa dell’area, in cui si mostravano i percorsi che un operativo avrebbe dovuto seguire (a piedi, in bicicletta, o in automobile), l’ubicazione di grossi nascondigli (KGT= krupno-gabaritnye-tayniki) una bozza dell’area selezionata per l’esecuzione dell’operazione speciale, le dimensioni dell’oleodotto, i suoi supporti in cemento, i recinti di protezione e le scale d’accesso. Nel maggio 1971 e poi una volta all’anno la situazione nell’area presa di mira fu controllata. Il punto più vulnerabile era attraverso il canale Rhine (o Nuovo Rhine) presso l’insediamento di Brugg. Un contenitore finto di grosse dimensioni fu collocato nel nascondiglio nel giugno 1965, e tirato fuori il 9 aprile 1966; il contenitore non era stato individuato. Ciò avvenne nell’area del paesino di Wolfurt. Un secondo involucro fu rimosso nell’ottobre 1967.
60. Lo schema del luogo fu studiato dall’illegale “YAKOV” e dall’agente “ROBBI” della Residentura di Vienna. L’operazione “ZVENO” era nota e coinvolgeva le seguenti persone:
DERZHAVIN Yu. V.,
GRIGORYEV A.D.,
MALININ B.N.,
SHCHERBANOV Ye.S.,
OLIKHEYKO B.S.,
SAVIN A.S.,
KOVALIK,
SHAROV Ye.A.
Ridesignazione del direttorato S al Dipartimento 8
61. L’VIII Dipartimento fu integrato nella struttura del Direttorato S nel 1976. Prima di ciò era stato una sezione autonoma annessa alla FCD (il XIII Dipartimento, o Dipartimento V). La defezione di un ufficiale del Dipartimento, LYALIN, in Occidente e la conseguente espulsione da parte del governo britannico di 105 ufficiali e agenti del KGB nel settembre 1971 pose il Dipartimento e la Residentura in una situazione eccezionalmente difficile. La Residentura di Londra fu costretta ad agire interamente su posizioni ufficiali. Il processo di ricostruzione della rete di agenti durò fino alla fine del 1975.
62. Il Dipartimento fu impegnato in ciò che in gergo criminale è noto come “lavori bagnati” cioè omicidi, sabotaggi, incendi, esplosioni, avvelenamenti, guasti meccanici e terrorismo. La sua base principale era ubicata nel distretto di Balashikha, regione di Mosca, nelle strutture dell’ex Scuola Superiore di Spionaggio. Le basi addestrative erano dislocate in varie parti del Paese. L’addestramento con paracadute avvenne in una base addestrativa vicino a Kaunas.
63. Il Dipartimento addestrò gruppi di spionaggio e sabotaggio. I giovani arditi e i “nottambuli” selezionati per lo scopo furono sottoposti ad addestramento base per il sabotaggio, seguendo un ordine, e furono chiamati per un addestramento di 45 giorni e suddivisi in piccoli distaccamenti. Di volta in volta furono organizzati appelli d’emergenza, in cui, rispondendo a un dato segnale, i membri del gruppo dovevano riunirsi con le loro attrezzature essenziali in un sito prestabilito.
64. I gruppi di spionaggio e sabotaggio erano addestrati per le operazioni in un’area specifica del paese. In pratica il Dipartimento controllò tutte le imprese più importanti, le centrali idroelettriche e quelle nucleari, le gallerie, i depositi, i ponti, gli oleodotti e i cavi. Studiò i siti adatti all’atterraggio – le piste di atterraggio aereo, le coste, la topografia delle località, gli insediamenti vicini, le condizioni climatiche in vari periodi dell’anno, la direzione dei venti nelle varie stagioni, punti di riferimento caratteristici e percorsi dal punto di atterraggio all’obiettivo del sabotaggio. I percorsi che i gruppi di spionaggio e sabotaggio avrebbero dovuto seguire e gli obiettivi da sabotare erano fotografati e collocati nella mappa.
65. Allo scopo di camuffare i gruppi di spionaggio e sabotaggio con gli abitanti del posto, fu acquistato l’equipaggiamento necessario: esemplari di uniformi militari, i distintivi degli ufficiali e di altri ranghi, delle unità di tiratori in montagna, dei guardalinee ferroviarii, degli ufficiali forestali, degli ufficiali della polizia e della gendarmeria, e articoli di abbigliamento civile indossati dagli abitanti delle aree di sbarco.
66. Furono studiate le peculiarità fonetiche e linguistiche dell’area data, così come il tipo e la ricorrenza delle festività di stato e religiose e le celebrazioni popolari. Luoghi di immagazzinamento furono cercati e preparati anzitempo, e in essi furono preposizionati apparecchi radio rice-trasmettenti e armamenti. Armi furono acquistate all’estero tramite vari mezzi e furono gradualmente accumulate per un eventuale uso.
67. Ci furono occasioni in cui il KGB fece ricorso all’attività di compromissione di uno stato straniero. Così, all’epoca dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle forze sovietiche nel 1968, il gruppo operativo V dell’apparato plenipotenziario del KGB nella RDT – costituito da PANASYUK G.T., BOTYAN e RYABOV V.P. – creò un deposito nascosto sul territorio ceco e vi collocò armi di fabbricazione americana e della Germania occidentale conducendo poi a tale nascondiglio le forze di sicurezza cecoslovacche. Si cercava di suggerire che BND e CIA stavano preparando il popolo all’insurrezione armata contro le conquiste socialiste. Il KGB abbozzò il testo di un articolo per la stampa. A suo credito, il Ministro degli Affari Interni cecoslovacco PAVEL, dubitò della plausibilità della versione inoltrata.
68. L’idea di creare e poi scoprire un nascondiglio di armi americane in Afghanistan, al confine con l’Iran fu sviluppata dalle agenzie di spionaggio allo scopo di accusare pubblicamente gli Stati Uniti di interferire negli affari interni di uno stato sovrano.
69. Nel 1982 un “Centro di addestramento per l’Afghanistan” fu creato a Balashikha; un ufficiale nell’VIII Dipartimento, KIKOT, che era stato richiamato dal L’Avana, fu nominato a capo dello stesso. Il Dipartimento fu pienamente impegnato nella messa a punto di metodi di sabotaggio e terrorismo sulla scena afgana. L’esperienza israeliana contro i campi palestinesi in Libano e i metodi palestinesi contro gli israeliani furono adoperati nei campi profughi afgani e nelle aree densamente popolare del Pakistan.
70. A Balashikha, si tenevano anche corsi per ufficiali di frontiera e un programma di 100 ore volto ad elevare la capacità di combattimento dei giovani ufficiali del KGB.
71. Il Dipartimento studiò diligentemente l’organizzazione e la struttura dei distaccamenti di guerriglia, lo sviluppo di un movimento di resistenza, e metodi e mezzi della lotta armata all’estero.
72. Allo scopo di addestrare stranieri, si tenevano speciali corsi “VYSTREL” per ufficiali a Solnechnegorsk (vicino Mosca) sul seguente tema: “il personale della dirigenza militare”. I partecipanti diventavano comandanti delle formazioni armate operanti contro il loro stesso governo.
73. I gruppi di agenti di nazionalità straniera di solito erano costituiti da un agente speciale, un agente di supporto, un agente custode di una casella postale, e agenti operativi. Gli agenti di supporto dovevano assicurare l’efficacia del combattimento, la sicurezza e la viabilità delle informazioni e i distaccamenti di sabotaggio sul territorio dei paesi stranieri. I custodi delle caselle postali erano utilizzati dal servizio informativo per le comunicazioni postali clandestine con i gruppi di spionaggio e sabotaggio.
74. Tutte le schede degli agenti stranieri o di nazionalità sovietica che per qualche ragione erano consegnate agli archivi, venivano esaminate dall’VIII Dipartimento che selezionava quelli adatti ai suoi scopi.
75. Non meno di 4-6 obiettivi erano elaborati dal Dipartimento per la Linea F, cioè per il sabotaggio.
76. Lo sbarco di un gruppo di spionaggio e sabotaggio era organizzato di notte, o di giorno in condizioni meteorologiche inclementi e con nebbia. Ciascun gruppo era costituito da 15-25 individui, ma la rete dei sabotatori poteva comprendere anche singoli ufficiali dello spionaggio, illegali o agenti. Le attività di un gruppo di spionaggio e sabotaggio erano simili alle operazioni di guerriglia, ma si distinguevano nel fatto che la guerriglia confidava sul contatto con la gente, con le masse, ed effettuava una lotta armata permanente. Invece i sabotatori erano inviati dall’esterno oppure erano reclutati individualmente sul posto ed eseguivano specifici compiti di sabotaggio. KUTUSOV incluse le attività di guerriglia nel suo piano strategico per una campagna militare. Il popolo afgano fornì un esempio unico di guerriglia condotta su larga scala. Da soli, senza un esercito, senza armi moderne, e quasi senza supporto, soltanto con metodi di guerriglia, gli afgani combatterono con successo una guerra contro l’esercito di una superpotenza, che usò metodi inumani di guerra, e contro le forze governative del loro stesso paese. Davanti agli occhi di tutto il mondo la nomenklatura sovietica impiegò 7 anni a distruggere una nazione, mentre nelle sue annuali risoluzioni contrarie, l’ONU neppure nominò i banditi, vagamente ripetendo appelli per il ritiro delle forze straniere dall’Afganistan. La Lega delle Nazioni fu più decisa, infatti a seguito dell’aggressione contro la Finlandia l’URSS fu espulsa in quanto paese aggressore.
Commento del servizio:
1. Aggiunte del funzionario alle informazioni originali della Fonte sono indicate tra parentesi.
2. Il dipartimento Sabotaggio del KGB ha più volte cambiato nome a partire dal 1945. Come Dipartimento 13 e successivamente Dipartimento V (come lettera e non come numero romano) il suo lavoro all’interno delle Residenture legali all’estero fu manipolato dalla Linea F. Dopo che questo dipartimento divenne parte del Direttorato S nel 1976, il lavoro fu effettuato dagli ufficiali della Linea N.
3. “PIRATY” era il nome in codice del KGB per un padre e un figlio che dirottarono un velivolo sovietico nel 1974 circa diretto in Turchia.
4. La fonte ha fornito ulteriori informazioni sull’illegale “YAKOV” che si identifica in Gennadiy Mikhaylovich ALEKSEYEV, nato nel 1931 a Leningrado. Fu fornito di documenti sulla base della doppia variante di uno svizzero nato in URSS chiamato Igor MUERNER. “YAKOV” e sua moglie (I YAKOVLEV) furono arrestati in Svizzera nel novembre 1973 ma scontarono solo un paio di anni per uso di documenti falsi. Gli svizzeri non riuscirono infatti a dimostrare le accuse di spionaggio mosse contro la coppia.
5. Quanto all’invasione della Cecoslovacchia nel 1968 (para. 67), l’ex generale del KGB Oleg KALUGIN ammise nel suo libro “Spymaster” che le affermazioni effettuate dai mezzi di comunicazione sovietici nel 1968, secondo cui “Le truppe del Patto di Varsavia avevano trovato nascondigli di armi della CIA” erano “tutte corbellerie”, poiché le tracce di coinvolgimento della CIA erano state “fabbricate dagli esperti di “misure attive” del KGB”.
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 120
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Flavio Pereira Lopes – Nome in codice “Dyakon”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Flavio Pereira LOPES – nome in codice “Dyakon”
1. Flavio Pereira LOPES nato nel 1954, era un cittadino portoghese e membro di spicco del personale tecnico dell’Ambasciata Italiana a Luanda dal 1977 al 1980.
2. LOPES era un elemento d’interesse per il KGB, ma la sua condizione di reclutamento non era nota. Il suo nome in codice era “DYAKON”
RU SEGRETISSIMO* – Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 121
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Valentina Vladimirovna Shutrovich-Yastzhomb-Marcone – Nome in codice “Dina” o “Podruga”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -.
Valentina Vladimirovna Shutrovich-Yastzhomb-Marcone – Nome in codice “Dina” o “Podruga”
Valentina Vladimirovna SHUTROVICH-YASTZHOMB-MARCONE nata nel 1933 era una donna russa che viveva a Roma e lavorava come interprete per la società “SINA VISCOSA” (sic). Fu reclutata come agente del KGB nel 1966 e le fu dato il nome in codice “DINA” o “PODRUGA”. Fornì informazioni sull’Associazione Letteraria Internazionale, contribuì alla scoperta di talenti e fu impiegata in misure attive.
2. Nel 1982 la SHUTROVICH-YASTZHOMB-MARCONE fu allontanata dalla rete degli agenti poiché aveva perso il suo accesso alle informazioni.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 129
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Visita di giornalisti sovietici in Italia: gennaio 1977
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -.
Visita di giornalisti sovietici in Italia: gennaio 1977. Nel gennaio 1977, A B CHAKOVSKIY, redattore della “Literaturnaya Gazeta”, e il suo vice, V.A. SYROKOMSKIY, si recarono in Italia. CHAKOVSKIY rimase colpito dal livello di diffusione dell’anti-sovietismo tra le forze progressiste italiane guidate dal Partito Comunista e soprattutto tra i ranghi della sua dirigenza superiore.
RU SEGRETISSIMO* – Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 133
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Società commerciali sotto il controllo del Partito Comunista Italiano
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -.
Società commerciali sotto il controllo del Partito Comunista Italiano
Il Partito Comunista Italiano controllava varie società commerciali che lavoravano per l’Unione Sovietica. Le loro attività comprendevano:
- la distribuzione di petrolio dall’URSS all’Italia attraverso il gruppo “MONTI”.
- l’acquisto di tre trasportatori di ammoniaca dalla società “EFIM-BREDA”.
- la costruzione di alberghi in URSS.
- la fornitura di componenti atomiche.
- la cooperazione ad ampio raggio con la società “FINMECCANICA”.
- il lavoro di piccole e medie imprese.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 135
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Alberto Brusaferi – Nome in codice “Saust” o “Medik”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Luciano DE CET è l’oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 117.
Alberto Brusaferi – Nome in codice “Saust” o “Medik”
Alberto BRUSAFERI, un cittadino italiano nato nel 1937, faceva parte della società di consulenza Perpinelli SRL. Fu sotto coltivazione del KGB ed ebbe il nome in codice “SAUST” o “MEDIK”. Luciano DE CET fu usato dal KGB nella coltivazione di BRUSAFERI.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 136
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Corrispondente italiano de “L’Unità” – Nome in codice “Santini”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Gradiremmo sapere a tempo debito se siete riusciti a identificare “SANTINI”
Corrispondente italiano de “L’Unità” – Nome in codice “Santini”
1. “SANTINI” era un corrispondente del quotidiano del Partito Comunista Italiano (PCI) “L’Unità” ed era specializzato nelle questioni riguardanti il Vaticano.
2. “SANTINI” era un contatto segreto della Residentura del KGB di ROMA. Nel settembre 1980, tramite il Consiglio per gli Affari della Chiesa, il KGB organizzò un viaggio in URSS per “SANTINI” e sua moglie. Il viaggio era a spese dell’URSS.
Commento del servizio: la fonte non conosceva l’identità di “SANTINI”.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 137
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Sorelle italiane – Agenti del KGB “Suza” e “Venetsianka”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: 1. Gradiremmo sapere se siete riusciti a identificare “SUZA” e “VENETSIANKA”.
2. Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 142.
Sorelle italiane – Agenti del KGB “Suza” e “Venetsianka”
1. “SUZA”, una donna italiana il cui primo nome era Maria, nel 1955 lavorava presso la Delegazione Italiana alla NATO a Parigi. Nel 1956 lavorava nel Dipartimento Protocollo del Ministero degli Affari Esteri a Roma. Ma nell’aprile del 1956 fu trasferita presso la Residenza del Presidente della Repubblica per lavorare per LUCIOLI, il consigliere diplomatico del Presidente. Questa nomina diede a “SUZA” la possibilità di accedere ai documenti che venivano sottoposti al Presidente dal Ministero degli Esteri nonché alle comunicazioni degli Ambasciatori italiani.
2. La sorella di “SUZA”, “VENETSIANKA” (“la signora di Venezia”), intorno alla metà del 1950 lavorava presso l’Ambasciata Italiana in Francia. Nel 1958 faceva parte del personale dell’Ambasciata Italiana in Germania Occidentale.
3. Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” – fu lo strumento del reclutamento sia di “SUZA” che di ” VENETSIANKA” al servizio del KGB.
Commento del servizio: la fonte non conosceva l’identità di “SUZA” né quella di “VENETSIANKA”
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 138
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Guerina Todescat – Nome in codice “Darya”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 142.
Guerina Todescat – Nome in codice “Darya”
Guerina TODESCAT era una donna ungherese nata in Romania e cittadina italiana. Lavorava come dattilografa presso il Ministero degli Esteri italiano. La TODESCAT fu reclutata dalla Residentura del KGB di Roma tramite Giorgio CONFORTO. Per il reclutamento CONFORTO si servì della bandiera del Centro Anti-Comunista annesso al Ministero degli Esteri Italiano. Il nome in codice della “TODESCAT” era “DARYA”.
(Data dell’informazione: 1940 circa)
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 139
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Velia Fratelli – Nome in codice “Magda”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: – .
Velia Fratelli – Nome in codice “Magda”
Velia FRATELLI era una dattilografa del dipartimento stampa del Ministero degli Esteri italiano. Fu reclutata dal KGB nel 1956 e le fu dato il nome in codice “MAGDA”.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 140
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Agente italiano del KGB “Topo”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: 1. Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” – è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 142.
2. Velia FRATELLI – nome in codice “MAGDA” – è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 139.
Agente italiano del KGB “Topo”
“TOPO” era una dattilografa del Ministero degli Esteri Italiano che fu reclutata dal KGB sotto falsa bandiera. Fu avvicinata da “DARIO” attraverso “MAGDA”. Successivamente “TOPO” fu messa in contatto direttamente con la Residentura del KGB a Roma. Per 15 anni passò importanti informazioni documentarie.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di “TOPO”.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 141
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Dattilografa del Ministero degli Esteri italiano – Nome in codice “Inga”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” – è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 142.
Dattilografa del Ministero degli Esteri italiano – Nome in codice “Inga”
“INGA” era una dattilografa del Ministero degli Esteri Italiano reclutata da “DARIO” (Giorgio CONFORTO). Nel 1938 il controllo su “INGA” passò alla Residentura di Roma del KGB. Questa era un agente documentario e nel 1969 era ancora in contatto con il KGB. Il contatto con “INGA” passò poi a un illegale (nessun ulteriore dettaglio). A “INGA” fu amputata una gamba nel 1971.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di “INGA”.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 142
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Giorgio Conforto – Nome in codice “Dario”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
1. Para. 1 del Rapporto:
“DARYA’ (Guerina TODESCAT) è l’oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 138. Non abbiamo alcuna altra informazione sul conto di “ANNA’ o “MARTA’.
2. Para. 4 del Rapporto:
“TOPO’ è l’oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 140.
“INGA’ è l’oggetto del rapporto IMPEDIAN No. 141.
“SUZA’ e “VENETSIANKA’ sono l’oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 137.
Non abbiamo altre notizie su “OVOD’.
3. Para. 5 del Rapporto:
Non abbiamo altre notizie su “MARA’.
Giorgio Conforto Ð Nome in codice “DARIO’
1. Giorgio CONFORTO, cittadino italiano nato nel 1908, era un avvocato che lavorava come giornalista e come funzionario agrario in Italia. Fu reclutato nel 1932 su base ideologica. Il principale nome in codice di CONFORTO era “DARIO’, ma era noto anche come “BASK’, “SPARTAK’, “GAU’, “CHESTNYY’ e “GAUDEMUS’. Nel 1937 fu infiltrato nel Partito Fascista e successivamente nel Centro Anti-Comunista annesso al Ministero degli Esteri italiano. Sotto la bandiera di questa organizzazione “CONFORTO’ reclutò tre dattilografe del MAE, “DARYA’, “ANNA’ e “MARTA’, dalle quali ottenne regolarmente notevoli informazioni documentarie.
2. Nel 1942, in seguito allo smascheramento della Residentura illegale del GRU, con cui era temporaneamente in contatto, “CONFORTO’ fu arrestato e tenuto in prigione fino al 1945. Per qualche tempo fu in un campo di concentramento in Germania, e di lì liberato con l’arrivo delle truppe sovietiche.
3. In Italia “CONFORTO’ riallacciò i contatti con “DARYA’ e “MARTA’ e ottenne da loro informazioni. Entrò nel partito socialista. Nel 1946, la dirigenza del Partito Socialista e del Partito Comunista accusò “CONFORTO’ di fare il doppio gioco, tenendo a mente la sua ex militanza nel Partito Fascista; fu così espulso dal Partito Socialista. La Residentura di Roma del KGB fece in modo che l’accusa contro “CONFORTO’ fosse ritirata e che lui potesse rientrare nel partito. Ma questo fatto divenne di dominio pubblico e “CONFORTO’ fu guardato come un elemento legato all’Ambasciata Sovietica.
4. “CONFORTO reclutò per conto della Residentura di Roma altre due dattilografe del MAE Ð “TOPO’ e “INGA’, le quali passarono una mole notevole di importanti informazioni, comprese notizie sul principale avversario (gli Stati Uniti). “CONFORTO’ ebbe anche un ruolo strumentale nel reclutamento della fonte documentaria “OVOD’ nonché di “SUZA’ e “VENETSIANKA’.
5. I contatti con “CONFORTO’ furono mantenuti personalmente, tramite DLB, comunicazioni a distanza e illegali. Nel 1968 fu congelato e gli fu assegnata una pensione a vita di 180 rubli. Tuttavia nel 1972 fu tirato nuovamente in gioco e il contatto fu riallacciato allo scopo di coltivare una dattilografa del MAE italiano il cui nome in codice era “MARA’.
6. Nel marzo 1975, al compimento dei quarant’anni di collaborazione con lo spionaggio sovietico, “CONFORTO’ e sua moglie furono insigniti dell’Ordine della Stella Rossa.
7. Alla fine di maggio 1979 la figlia di “CONFORTO’, Giuliana CONFORTO fu arrestata insieme a due terroriste di spicco delle Brigate Rosse, MORUCCI e FARANDA. La donna aveva funto da custode di un appartamento adoperato dai terroristi e, come si chiarì in seguito, era stata usata a sua insaputa. “CONFORTO’ non sapeva del legame di sua figlia con i terroristi e si trovava nell’appartamento della figlia quando questa venne arrestata insieme alle altre due terroriste. La Residentura del KGB prese nota di questo fatto e, considerando che la circostanza poteva far sì che lo stesso “CONFORTO’ fosse interrogato dai Servizi Speciali italiani, lo congelò nuovamente. La pensione che gli era stata assegnata, gli sarebbe stata corrisposta in occasione di un suo viaggio in un paese terzo con regime favorevole oppure in Unione Sovietica.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 143
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: “Brigate RossÈ italiane: contatti tra i partiti comunisti di Cecoslovacchia e Italia: 1975 e 1978
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
“Brigate RossÈ italiane: contatti tra i partiti comunisti di Cecoslovacchia e Italia: 1975 e 1978
1. Nel dicembre del 1975 Yuriy Andropov notificò quanto segue al Comitato Centrale del PCUS.
Il Ministro degli Affari Interni Cecoslovacco, OBZINA, aveva informato il rappresentante del KGB sovietico a Praga di un incontro avvenuto il 16 settembre 1975. L’incontro era stato tra Antonin VAVRUS, Capo del Dipartimento Internazionale del Comitato centrale del Partito Comunista Cecoslovacco e Salvatore CACCIAPUOTI, vice presidente della Commissione Centrale di Controllo del Partito Comunista Italiano (PCI).
CACCIAPUOTI affermò di essere stato autorizzato dalla dirigenza del PCI a informare il Comitato centrale del Partito Comunista Cecoslovacco che le agenzie ufficiali italiane erano in possesso di alcuni documenti. Tali documenti confermavano che una delle basi dell’organizzazione terroristica italiana “Brigate RossÈ era ubicata in Cecoslovacchia e che le agenzie di sicurezza cecoslovacche stavano cooperando con essa. Questo fatto poteva essere usato contro il PCI.
VAVRUS aveva garantito a CACCIAPUOTI che il Ministero degli Affari Interni Cecoslovacco non aveva alcun contatto con i terroristi italiani.
2. Durante la sua visita a Mosca, OBZINA disse al KGB che il Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco aveva dato una calma ma decisa risposta al Comitato Centrale del PCI.
3. Le “Brigate RossÈ erano un’organizzazione di estrema sinistra fondata da Renato CURCIO nel 1970. Operava su base di illegalità.
4. Il 4 maggio 1978, durante una conversazione con Vladimir KOUCKY Ð Ambasciatore cecoslovacco in Italia, Giorgio AMENDOLA Ð membro del Presidium del Comitato Centrale del PCI, lo invitò ad essere prudente riguardo alle “Brigate RossÈ. AMENDOLA disse che i contatti delle “Brigate RossÈ con la Cecoslovacchia e la loro presenza nel paese avrebbero potuto venir fuori durante un successivo processo a loro carico.
5. Anche Arturo COLOMBI, Presidente della Commissione di Controllo del PCI, aveva messo in guardia l’Ambasciatore cecoslovacco sulle “Brigate RossÈ. Egli aveva criticato il Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco perché non aveva dato risposta a specifiche domande in merito alle “Brigate RossÈ. Tali domande erano state poste da CACCIAPUOTI durante i colloqui di Praga. Il Comitato centrale del PCI non fu soddisfatto del categorico rifiuto sull’esistenza di alcun contatto tra la Cecoslovacchia e le “Brigate RossÈ.
6. KOUCKY era stato particolarmente turbato dal comportamento di Nikita RYZHOV, Ambasciatore sovietico in Italia. Questi rammentava ripetutamente a KOUCKY che aveva messo in guardia i rappresentanti cecoslovacchi in merito ai contatti con le “Brigate RossÈ, ma questi non gli avevano dato ascolto. RYZHOV era convinto che all’interno dell’Ambasciata cecoslovacca ci fosse qualcuno che, alle spalle di KOUCKY, era in contatto con le “Brigate RossÈ. RYZHOV aveva accusato KOUCKY di recare più danni che benefici associandosi con le “Brigate RossÈ.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 146
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: giornali e periodici italiani usati dalla residentura del KGB a Roma: 1974.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Giornali e periodici italiani usati dalla Residentura del KGB a Roma: 1974
Nel 1974 i nomi operativi in codice delle riviste e giornali italiani usati dalla Residentura di Roma del KGB erano i seguenti:
“ALPHA’ periodico “Tempo’
“BELLA’ quotidiano “Paese Sera’
“BETA’ periodico “Sette Giorni’
“EPSILON’ periodico “L’Europa Domani’
“GAMMA’ quotidiano “Avanti’
“LOBI’ periodico “L’Astrolabio’
“MOBI’ periodico “L’AutomobilÈ
“OMEGA’ bollettino dell’Agenzia “Adista’
“OMO’ quotidiano “Il Tempo’
“POTA’ quotidiano “Nuovi Terri’
“SHELL’ periodico “Scena Illustrata’.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 147
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: rapporti inviati alla centrale dalla Residentura del KGB, Roma: 1973
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Rapporti inviati alla centrale dalla Residentura del KGB, Roma: 1973
1. Nel 1973 la Centrale di Mosca ricevette 474 rapporti informativi dalla Residentura del KGB a Roma.
2. 110 rapporti furono presi in esame in maniera indipendente per l’informazione delle più alte autorità (l’Istantsii) e dei dipartimenti governativi. Le informazioni contenute in 98 rapporti costituirono la base di appunti e resoconti. 253 rapporti furono messi in archivio per comporre informazioni e profili. 8 rapporti furono restituiti alla Residentura senza essere stati utilizzati.
3. I rapporti contenevano una gran quantità di materiale relativo alla visita di BREZHNEV negli Stati Uniti, Germania Occidentale e Francia.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 148
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: agente del Dipartimento 2 del KGB (Direttorato S) Ð Nome in codice “Graf’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Agente del Dipartimento 2 del KGB (Direttorato S) Ð Nome in codice “GRAF’
“GRAF’ faceva parte del personale del Consolato Italiano a Le Havre nel 1970. Era un agente del KGB e fu utilizzato per le operazioni del Dipartimento 2 (Direttorato S).
Commento del servizio: la fonte non è stata in grado di confermare la nazionalità di “GRAF’. Questo rapporto è stato parimenti passato ai francesi.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 149
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: Mario Babic – Nome in codice “Ikar”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Mario Babic – Nome in codice “Ikar”
1. “IKAR’ era il generale dell’esercito Italiano Mario BABIC, nato nel 1910 a Fiume, Italia; di origine croata: dal gennaio 1957 fu addetto aeronautico presso l’Ambasciata italiana a Mosca. Fu reclutato sulla base di materiale compromettente. Venne organizzato un presunto aborto per MANGURINA Marina Fedorovna, la donna che viveva con “IKAR’. Entrò in scena un ufficiale operativo che interpretava il ruolo del marito infuriato della MANGURINA e minacciò di compromettere “IKAR’. Questi firmò un accordo di collaborazione. “IKAR’ consegnò un rapporto da parte di TERNI, l’Addetto Militare a Mosca, e anche informazioni circa l’Ambasciata italiana, la cifra utilizzata dal personale, e la combinazione della sua stessa cassaforte.
2. Successivamente “IKAR’ ebbe un ripensamento e chiese insistentemente che il suo accordo firmato fosse distrutto. Addirittura in un incontro del 4 settembre 1959 egli consegnò la seguente dichiarazione scritta:
“So che nascondete un pugnale sotto il mantello. Il giorno che mi avete intrappolato con mezzi che ritengo indegni della vostra rispettabilissima nazione, io tentai di farvi capire che il mio atteggiamento verso di voi era amichevole. Ignorando questi miei sentimenti, mi avete sottoposto a varie prove. Ma nonostante ciò continuate a dubitare della mia lealtà e delle mie buone intenzioni. Continuate a puntare una pistola contro di me, pur proferendo parole di amicizia e apprezzamento nei miei confronti. Se questi vostri sentimenti sono reali e non mera finzione, allora datemi una prova, e con ciò mi riferisco alla necessità di risolvere la questione della distruzione del documento in cui si parla delle circostanze in cui io fui intrappolato. Se non lo distruggerete, non vi considererò più degni della mia amicizia e stima.
Vi prego di capire che ho bisogno del vostro rispetto. Pertanto, se pensate che io agisca dietro la minaccia del documento relativo alle circostanze del mio reclutamento, vi sbagliate. Trovate un modo per mettere alla prova la mia lealtà senza minacce. Sono sicuro che non cadrò in fallo. Se continuerete a dubitare della mia sincerità, non potrò più lavorare o continuare a rispettarvi finché sarò in ansia.’
3. Per ragioni operative a “IKAR’ fu consegnata una copia preparata ad hoc del suo impegno firmato. Con ovvia espressione di soddisfazione, “IKAR’ distrusse “L’impegno scritto’ e dichiarò che da allora si sarebbe sentito meglio.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 150
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: agente italiano del KGB – Nome in codice “Vittorio”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Questo rapporto fornisce ulteriori informazioni e individua dettagli sull’agente “VITTORIO’ Ð oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 82.
Agente italiano del KGB Ð Nome in codice “VITTORIO’
1. “VITTORIO’ era Luciano RAIMONDI, un italiano che lavorava come addetto culturale presso l’Ambasciata italiana in Messico. Egli conosceva la lingua cinese. In passato era stato comunista. Dal 1966 fu coinvolto nel movimento filo-cinese che poi diede luogo al Partito Rivoluzionario Marxista Leninista Italiano.
2. Anche la moglie di “VITTORIO’, che si chiamava Nuncia AUGIERI conosceva il cinese.
3. “VITTORIO’ fu reclutato nell’ottobre 1969 dall’ufficiale del KGB Stanislav Vasiliyevich SYCHEV.
4. Dopo il Messico, “VITTORIO’ si stava preparando a lavorare nella Repubblica Popolare Cinese, in Giappone o ad Hong Kong.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 151
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: illegale del KGB “Yevgeniy’ e aspirante illegale “Voldemar’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Non abbiamo alcuna notizia su LOLLINI, Vladimir Albertovich o sui suoi genitori.
Illegale del KGB “Yevgeniy’ e aspirante illegale “VOLDEMAR’
1. “VOLDEMAR’ era Vladimir Albertovich LOLLINI, nato nel 1947 in Italia, nel paese di Sant Antonio, Medelcio, da padre italiano e madre bielorussa; fu reclutato nel 1966. Era un medico, laureando in scienze mediche, e viveva a Vitebsk.
2. Il padre di “VOLDEMAR’ era Albert Andrey LOLLINI, nato nel 1921 nel paese di Sant Antonio in Italia.
3. Sua madre era N.G. ZNOSENKO. I suoi genitori si erano conosciuti in un campo in Germania e nel 1945 si trasferirono in Italia.
4. Vladimir Albertovich LOLLINI nacque il 18 settembre 1947 nel paese di Sant Antonio, comune di Medigina, provincia di Bologna, Italia. Era laureando in scienze mediche e membro del PCUS. Nel 1957 si trasferì dall’Italia in URSS, andando nella città di Shklov, Bielorussia, luogo natale di sua madre. Si laureò presso l’Istituto di Medicina di Vitebsk nel 1970.
5. Nel 1971, fu arruolato nella Riserva Speciale come candidato per svolgere missioni da compiere una volta sola. Nel 1947 accettò formalmente di lavorare in speciali condizioni, e fu arruolato nella Riserva Speciale.
6. Nel 1971 a “VOLDEMAR’ fu dato un passaporto austriaco, tramite un agente, e fu destinato alla Francia. Fu rimosso dal lavoro operativo nel 1974. Fu adoperato il metodo della variante (cioè i suoi documenti furono passati a un altro illegale) per l’illegale “YEVGENIY’.
7. Nel 1976 a “YEVGENIY’ fu dato un passaporto austriaco, (una nuova variante) basato sulla variante di “VOLDEMAR’. Fu usato per viaggi da effettuare una volta sola.
8. “VOLDEMAR’ fu istruito dall’8¡ Dipartimento del Direttorato S per il suo lavoro all’estero, dove aveva numerosi contatti familiari, in Italia e in Spagna. Gli fu dato il compito di ripristinare la sua cittadinanza italiana. Furono fatti tentativi per fornire di documenti “VOLDEMAR’.
9. Nel luglio 1977 arrivò in Italia per indagare circa la possibilità di riprendere la sua cittadinanza italiana e trovare un lavoro. Nel marzo 1978 fu mandato in Italia per un anno, affinché ottenesse la cittadinanza e una laurea italiana in medicina, allo scopo di preparare il terreno per il suo trasferimento in un terzo paese (il Venezuela). Superò un esame di qualifica come dottore presso l’Istituto di Bologna, ottenne la cittadinanza italiana e il passaporto straniero No. D880819, e la carta d’identità No. 32795033, insieme a certificato di nascita No. 2325 e No.12082.
10. Tuttavia, influenzato da sua moglie, rifiutò di lavorare a condizioni speciali nel 1981. Nel 1983 fu rimosso dalla Riserva Speciale.
Commento della fonte: 1. La fonte ha spiegato che l’espressione del para. 6 “fu usato il metodo della variantÈ indica che la documentazione fu successivamente usata da un altro illegale. In questo caso il secondo illegale assunse il compito inizialmente assegnato al primo illegale.
2. Il termine “rimosso’ nel para. 6 indica che il candidato fu rimosso dal lavoro operativo nell’anno indicato, ma continuò a lavorare come illegale sotto una diversa identità per una missione speciale.
Commento del servizio: 1. Le aggiunte del funzionario alle informazioni originali della fonte sono riportate tra parentesi.
2. L’informazione della fonte sull’aspirante illegale con il nome in codice “VOLDEMAR’ suggerisce che un passaporto austriaco fu originariamente emesso per “VOLDEMAR’ come supporto da adoperare in operazioni speciali, probabilmente in tempo di guerra o di crisi per conto del Dipartimento 8. Quando divenne aspirante illegale a tempo pieno nel 1974, il suo documento austriaco fu completamente rimaneggiato per essere usato da “YENGENIY’, poiché il KGB sperava che “VOLDEMAR’ avrebbe potuto usare i suoi veri documenti d’identità per le attività di lungo periodo in Occidente. Nel frattempo fu rimosso dal suo status operativo, probabilmente per un periodo di ulteriore addestramento.
RU SEGRETISSIMO* Rapporto Impedian numero 152
Data di emissione: 5 gennaio 1996
Oggetto: Vocabolario dei termini del KGB
Fonte: Ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: fino al 1984.
AVVERTENZA: Fonte sensibile. il contenuto del rapporto deve essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione deve essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto, né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro servizio senza previa autorizzazione dell’Originatore.
Nota: Il presente rapporto è costituito da 141 pagine, non tradotto in quanto trattasi di vocabolario
TOP SECRET UK*
Rapporto numero 153
NdT: é stata mantenuta la trascrizione inglese per i nomi russi. Ad esempio, ” Alksandrevich”, mentre in italiano si tenderebbe a scrivere “Alexandrevich” lo stesso per Aleksey (Alexey), Yuriy (Yuri), ecc. Tenerlo presente in corso di verifica d’archivio
Data del rapporto: 12 febbraio 1996
Oggetto: Illegali del KGB “DUBRAVIN”, Aleksey Mikhailovich KOZLOV alias Erich Albert SVENSON e “DUBRAIVINA” Alias Marianne SVENSSON.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: aggiornate al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente dal personale indottrinato.
Nessuna azione deve essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commenti:
1. KOZLOV Aleksey Mikhailovich, nato il 21/12/34 a Oparino (URSS), alias Max TRAPPE, alias Erich Albert SVENSSON; reclutato nel 1960, addestrato come “illegale” e arrestato in Sud Africa il 28/07/80. Ben noto caso di “illegale”
2. Marianne SVENSSON; nata HERMANNS, nata il 11/09/39 a Klettbach; ha un figlio nato il 29/01/65 (nome non noto) e una figlia nata il 28/12/65 (nome non noto)
3. SURIKOV V. N., probabilmente Vasily Nikolayevich SURIKOV, nato il 7/03/31 a Gorki. Ha prestato servizio a Colombo dal 12/1966 al 10 /1970.
4. KONDRATYEV A., probabilmente Aleksey Mitrofannovich KONDRATYEV, nato il 16/07/35 o il 16/09/35 a Devitsa (URSS). Ha prestato servizio a Colombo dal 4/1970 al 1/1971
5. GRISHIN Yuriy Aleksandrovich, nato il 13/04/37 a Mosca (URSS). Ha prestato servizio a Colombo dal 2/1972 al 9/1973
6. LISENKO Konstantin Petrovich, nato il 5 o il 6/12/43 a Mosca (URSS). Ha prestato servizio a Colombo dal 1/1973 al 2/1978
7. SOKOV Mikhail Anatolyevich, nato il 5 o il 31/07/45 a Kostroma Oblats (URSS). Ha prestato servizio a Colombo dal 12/1974 al 7/1982. Agente identificato KGB/SVR
8. RAZIN “SEKTANT” identificato dalla fonte quale BOGATIY Anatoily Nikolayevich, scomparso da Rabat nel 1982
9. “ONEGA” è stata identificata dalla fonte in Mary PHILIPPART, nata il 1923 a Bruxelles (Belgio). Reclutata nel 1952
10. Segey Vladimirovich PRAOTTSEV, nato il 20/09/49; nel 1973-76 studente in Giappone; nel 1976-79 addetto, Sezione Consolare, Ambasciata sovietica a Nuova Delhi; nel 1981-83, Secondo Segretario, Ambasciata sovietica a Tokio. Identificato da REDWOOD nel 1982 quale ufficiale della linea N del KGB. Il resoconto di REDWOOD riferisce che dopo l’addestramento di PRAOTTSEV presso la scuola 101 del KGB egli era stato inviato in Giappone per un aggiornamento linguistico. Al suo rientro nel 1976, fu destinato al 2¡ Dipartimento, Direttorato S, dove divideva l’ufficio con REDWOOD. Redwood Ha inoltre riferito che durante il periodo trascorso in India, PRAOTTSEV ebbe un grave incidente d’auto mentre guidava in stato di ubriachezza. PRAOTTSEV era stato destinato a Nuova Delhi nel 1976 ed espulso nel 1979 in seguito ad un caso di spionaggio. Nel marzo 1981 venne fatto rientrare da Tokio a causa del suo coinvolgimento in un caso con un diplomatico occidentale, suo “compagno di bevute” e, apparentemente, venne espulso dal KGB.
11. Alexander Sergeyevich POCHATKOV, nato il 24/12/1952, sospettato appartenente al KGB. Ha prestato servizio a Singapore nel 1977/81 e Manila nel 1985-90
TOP SECRET UK*
Rapporto numero 153
NdT: il “rapporto” è, verosimilmente, la trascrizione letterale delle dichiarazioni della fonte. é per questo che a volte vi si legge il termine “straniero”, ad esempio riferito a passaporti, che appare incongruo se non si tiene presente che è “straniero” rispetto all’ URSS.
Illegali del KGB “DUBRAVIN’, Aleksey Mikhailovich KOZLOV alias Erich Albert SVENSSON e “DUBRAIVINA” alias Marianne SVENSSON.
1. “DUBRAVIN” era un illegale del KGB che usava la copertura di un uomo nato il 27/12/1938
2. “DUBRAVIN”, Aleksey Mikhailovich KOZLOV, nato nel 1934 era un illegale. L’identità di Erich Albert SVENSSON, nato il 27 12/1938 a Magdeburgo (Germania), di cittadinanza tedesca. Era un commerciante, domiciliato in Austria, Neubaugasse 25, Appartamento 2, Vienna. Aveva ottenuto un passaporto della RFG
3. é stato destinato in RFG nel 1964-66, Belgio 1967-70, Austria, Italia, Paesi del Medio e Estremo Oriente, Sud Africa, Polonia e Cina.
4. “DUBRAVINA”, nata nel 1937 era una cittadina russa che usava la copertura di una donna della RFG; usava anche la variante “IRMA”.
5. “IRMA”, era Marianne MAROUF, nome da nubile HERMANNS, nata il 11/09/1939 a Klettbach, nel distretto di Erfurt; era cittadina tedesca del RDT, sposata al cittadino algerino Mahmud MAROUF.
6. Nel luglio 1961 “IRMA” lasciava clandestinamente la RDT e raggiungeva Berlino Ovest, facendosi registrare a Marienfeld per poi recarsi a Giessen, provincia di Coblenza. Otteneva un passaporto straniero a Francoforte sul Meno (settembre 1961) e da Francoforte si trasferiva a Tunisi. Nel novembre 1961 “IRMA” e MAROUF arrivavano e Erfurt dove si installavano definitivamente.
7. “IRMA” visse a Erfurt fino al 1965, quando si suicidò.
8. “DUBRAVINA” ha usato tutti questi particolari (sotto il nome di copertura SVENSSON) con alcune differenze relative alla professione e l’apparenza esteriore. “DUBRAVINA”, secondo la storia di copertura lasciava la RFG non alla volta di Tunisi, ma dell’Algeria, dove “DUBRAVIN” la aspettava. Fu montata una storia di copertura circa il soggiorno ad Algeri ed il lavoro che si svolgeva: la sua abitazione era esplosa in seguito ad un attacco dell’OAS, le fotografie del suo passaporto straniero vennero sostituite e aggiunti i timbri d’ingresso al suo passaporto per simulare il soggiorno ad Algeri. Il 25 novembre 1964 si sposava presso l’ufficio civile di Stoccarda-Neirngen e prendeva il nome di SVENSSON.
9. Secondo la storia di copertura di “DUBRAVINA” in Algeria, tra il 1961 e il 1964 ella era nubile. Tra il 1966 e il 1967 vi erano alcune discrepanze con i veri dettagli del suo personaggio di copertura.
10. Nel 1965, a DUBRAVIN nascevano due figli in RFG
11. Il 29/01/1965 DUBRAVIN dava alla luce un figlio di nome Thomas Mikhail SVENSSON, registrato presso l’ufficio n. 3 della città di Monaco di Baviera, con il numero di serie 591; il successivo 28/12/1965 nasceva la secondogenita Anna Evelyn SVENSSON, registrata presso l’ufficio di Monaco di Baviera con il n. 4621.
12. A Monaco di Baviera “DUBRAVINA” otteneva un passaporto straniero il 16/02/1966.
13 La calligrafia del suo personaggio di copertura, conservata nei registri degli interrogatori dei campi profughi, non era simile a quella di “DUBRAVINA” e ciò avrebbe potuto emergere in corso di verifica.
14 I DUBRAVIN nel 1967 vivevano in Svizzera.
15 “ONEGA”, era il contatto in Belgio dei due illegali, compreso “DUBRAVIN”; egli era un Agente speciale.
16 Aleksander Sergeyevich POCHATKOV (nome di battaglia nel KGB PAVLOV) nato nel 1952 , prestava servizio per conto della linea N, tra il 1977 e il 1981 a Singapore, sotto copertura diplomatica. Era in contatto con i seguenti agenti: 2 ufficiali intelligence “Illegali”, 2 agenti illegali, 1 agente speciale, 1 agente, 1 confidente.
17 Inoltre PAVLOV manteneva i contatti con 6 illegali della Centrale che si recavano periodicamente a Singapore, tra due “DUBRAVIN”
18 KOZLOV era l’illegale DUBRAVIN. Egli era a conoscenza dei dettagli relativi all’illegale “BAYRAM” e del suo indirizzo in Madagascar. Poi si verificava un altro avvenimento: la defezione di RAZIN SEKTANT in Algeria; egli sapeva dell’operazione “START 2″ – tentativo di ottenere un passaporto straniero della DRM (Rep. Dem. Del Madagascar) per “BAYROMA”. Nel settembre 1980 i BAYROM venivano richiamati urgentemente a Mosca.
MEZZI DI COMUNICAZIONE DI DUBRAVIN
19 “Walter BRAUN” – Gunter SEIDITZ (fonetico) nato nel 1920; titolare di una casella postale a Berlino. Il suo indirizzo venne dato a DUBRAVIN, che cadde nelle mani dell’avversario.
20 “IOAKIM” – Friz MILLER nato nel 1933; aveva un indirizzo a Leipzig ed era un agente del KGB. Era titolare di una casella postale. Dal 1964 al 1970, 59 lettere da parte del Contingente Speciale furono spedite al suo indirizzo. Tale indirizzo era noto a DUBRAVIN che era detenuto dai Servizi Speciali ostili. 1981.
21 “SATKHI” – Vishnu Khunsuli BAKHRU, nato a Lahore (India), era direttore della società: Corporazioni Viaggi del Turismo Indiano. Egli era in contatto operativo con la residentura dal 1967; nel 1968 furono stabilite relazioni confidenziali e nel 1974 relazioni da “Agente”.
22 Dal 1975 al 1978, venne usato come titolare di una casella postale per 4 illegali tra cui DUBRAVIN. Nel dicembre 1976, vennero aperte due lettere provenienti da un illegale in Israele.
23 “SATKHI” era uno dei Direttori di una società di Viaggi, reclutato nel 1974, in contatto con PRAOTTSEV. Veniva usato come casella postale per 5 unità illegali, comprendenti anche l’illegale DUBRAVIN. Nel gennaio 1979 veniva arrestato per contatti con i Servizi sovietici e PRAOTTSEV veniva espulso dal paese (l’India, NdT).
24 Nel gennaio 1979, “SATKHI” veniva interrogato dai Servizi Speciali Indiani circa i suoi rapporti con PRAOTTSEV, un ufficiale della Residentura. Con il quale l’agente era stato in contatto. A causa mancanza di prove, l’agente venne rilasciato.
25 Di seguito, un indirizzo operativo: “KRIS” – Douglas De Silva, 25 Polkotuva Road, (Kudunamulla/Moratula), Sri Lanka
26 “KRIS” – Douglas De Silva, era un cingalese, nato nel 1925, cittadino dello Sri Lanka e ufficiale del MFA. Era un agente del KGB dal 1970. Dal 1978, era titolare di un indirizzo posta per illegali della Centrale. 28 lettere vennero inoltrate. Viveva nella città di Moratuva, un sobborgo di Colombo. In seguito all’arresto in Africa del Sud di “DUBRAVIN”, che aveva usato l’indirizzo di KRIS, i contatti con l’agente vennero interrotti.
27 “KRIS” era stato in contatto con: SURIKOV V.N., KONDRATYEV A., GRISHIN YURIY Aleksandrovich, LYSENKO Konstantin Petrovich e SOKOV Mikhail Anatolyevich.
28 Nel 1979 in Mo e Africa vi erano 8 indirizi postali per agenti , usati da 16 corrispondenti: 7 illegali, 6 agenti speciali, e 3 agenti illegali. Inoltre vi erano 10 BPA (indirizzi postali per non-agenti) usati da 18 corrispondenti: 5 illegali, 6 agenti speciali e 7 agenti illegali.
29 In Kuwait, la casella postale 1455 veniva usata dal corrispondente della TASS G. Saleh, da DUBRAVIN quando scriveva dall’ Egitto, Giordania e Zambia e da un altro illegale, un agente illegale e due agenti speciali
COMMENTO DEL SERVIZIO
1 Le modifiche apportate dal Desk Officer della fonte rispetto all’informazione originale sono indicate entro parentesi quadre
2 Il termine “Unità illegale” può significare sia un singolo agente illegale che una coppia sposata i cui componenti sono entrambi inviati a lavorare all’estero.
3 é probabile che RAZIN fosse il nome di battaglia del KGB per una residentura legale IO cui era stato assegnato il nome in codice SEKTANT dopo la sua scomparsa dalla Residentura del KGB a Rabat. Il KGB, secondo la fonte, sembra credere che abbia defezionato.
4 Il termine BPA è un’abbreviazione del KGB per “indirizzo postale per non-agenti”, che potrebbe essere, ad esempio, un ente russo o un ostello, dove la posta non viene controllata scrupolosamente.
TOP SECRET UK*
Rapporto numero 154
Data del rapporto: 15 febbraio 1996
Oggetto: GIORGIO BONELLI – Alias “BOK”, giornalista italiano gestito dal Dipartimento 1 del Direttorato S.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’ informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commenti:
Non vi sono evidenze di BONELLI nei nostri atti.
“BOK” – Giorgio BONELLI, nato nel 1937, cittadino italiano, residente in Italia; giornalista (1978). Veniva gestito da Dipartimento 1 del DIRETTORATO S.
Commento del servizio
Il fatto che “BOK” fosse gestito dal Dipartimento del Direttorato S. , competente per i viaggiatori illegali, piuttosto che dal Dipartimento geografico 5, ci lascia supporre che si tratti di un agente del Dipartimento 5, forse usato come fonte o come “Talent Scout” o, meno probabilmente come LLB.
TOP SECRET UK*
Rapporto numero 155
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Le scuole italiane obiettivo di ricerca del KGB.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’ informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
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Le scuole italiane obiettivo di ricerca dl KGB
La residentura del KGB a Roma aveva tra i propri obiettivi di ricerca le scuole di Civitavecchia, Cesena (Data dell’informazione non nota) e Orvieto. Il KGB era interessato in tali scuole perché si svolgono corsi di addestramento per quadri di unità speciali.
TOP SECRET UK*
Rapporto numero 156
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Obiettivi di ricerca generali del 1¡ Direttorato del KGB concernenti l’Italia: 1970.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’ informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
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Commenti: -
Gli obiettivi di ricerca generali che il Dipartimento V del 1¡ Direttorato del KGB aveva fissato per la residentura a Roma nel 1970 erano i seguenti:
- Selezione e costituzione di gruppi di agenti operativi ed esecutivi affidabili per l’attuazione di misure attive sia in tempo di pace che in periodi di emergenza
- Ogni gruppo di agenti doveva essere formato da 1 agente speciale, 1 agente di supporto, 1 titolare di indirizzo postale e un agente esecutivo.
- Elaborazione di un piano di operazioni. Ciò contemplava: metodi affidabili di avvicinamento e allontanamento dall’obiettivo; individuazione e installazione di dispositivi speciali in un nascondiglio vicino all’obiettivo o nella residentura; addestramento di agenti per l’operazione
- Creazione delle condizioni necessarie per la costituzione di un movimento di resistenza; monitoraggio delle contraddizioni tra l’Italia e gli altri paesi capitalisti
- Sviluppare le condizioni necessarie per condurre operazioni speciali in tempo di pace contro 2 o 3 obiettivi principali dell’avversario, individuandone i punti di vulnerabilità
TOP SECRET UK*
Rapporto numero 157
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Piani di residentura di Roma del KGB per lo stoccaggio di materiale: 1970.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commenti: -
Piani di residentura di Roma del KGB per lo stoccaggio di materiale: 1970.
La residentura del KGB di Roma fu istruita di cercare di sfruttare le proprietà immobiliari degli agenti del KGB di comprovata affidabilità. Si riteneva che tali immobili potessero costituire eventuali nascondigli per apparecchiature di grosso taglio (Data dell’informazione: 1970)
TOP SECRET UK*
Rapporto numero 158
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Italia: principali aree per distaccamenti speciali del KGB.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commenti: -
Italia: principali aree per distaccamenti speciali del KGB.
Le principali aree per distaccamenti speciali del KGB erano le seguenti: “TSENTR” (centro): Roma, L’Aquila, Pescara, Vasto, Isernia, Frosinone, Velletri
“PRIMORSKIY” (marittime): Genova, Piacenza, Parma, Bologna, Firenze, Lucca, La Spezia
“YUZHNYY” (sud): Napoli e Benevento
Era previsto che per ogni gruppo Intelligence e di Sabotaggio venissero selezionate le seguenti aree:
- 2 aree di atterraggio (arrivo)
- Un nascondiglio per stoccaggio a lungo termine per oggetti di grosse dimensioni;
-Due siti per base, uno principale ed uno di riserva;
- Percorsi per lo spostamento dei gruppi Intelligence e di sabotaggio dell’area di atterraggio (arrivo) al luogo della base con i necessari numeri per i nascondigli nelle ore diurne
- Allestimento della base, ovvero: una dependance; un casotto o baracca; uno chalet di legno; una casa separata o un appartamento in città.
Caratteristiche indispensabili per la base dovevano essere:
- fornire un nascondiglio affidabile per persone,
- avere vie d’accesso e di uscita nascoste,
- presentare condizioni adeguate per la difesa
TOP SECRET UK*
Rapporto Impedian numero 159
Data di emissione: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB – Compiti nel 1970.
Fonte: Ex agente del Kgb di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trasferito e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione
Commenti: -
I compiti della residentura di Roma del KGB nel 1970
Essi erano i seguenti:
- procurarsi e inviare alla Centrale esemplari di uniformi di militari di truppa, ferrovieri, guardie forestali, poliziotti o carabinieri;
- procurarsi i gradi (in metallo o stoffa) di ufficiali e soldati degli Alpini;
- acquistare indumenti civili usati dalla popolazione locale nei siti di atterraggio (arrivo);
- acquistare la quantità necessaria di kit da cucito.
Data: 1970
SEGRETISSIMO *
Rapporto Impedian numero 160
Data di emissione: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB – Operazioni speciali in tempo di pace.
Fonte: Un ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Residentura di Roma del KGB – Operazioni speciali in tempo di pace.
Alla Residentura di Roma erano stati affidati il seguente compito (sic): studiare sistematicamente i seguenti gruppi in vista di un loro eventuale impiego in operazioni speciali in tempo di pace:
- organizzazioni semi-ufficiali non governative;
- centri di propaganda ideologica e loro sedi;
- accademie culturali, compresa l’Accademia di Germania a Roma;
- sedi e uffici corrispondenti di giornali;
- uffici centrali di partiti e organizzazioni politiche;
- biblioteche;
- istituti d’insegnamento italiani e stranieri.
[Data dell'informazione non nota].
SEGRETISSIMO *
Rapporto Impedian numero 161
Data di emissione: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB – Informazioni per i gruppi intelligence e di sabotaggio.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è costituita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
SEGRETISSIMO *
Rapporto Nr. 161
Residentatura di Roma del KGB: informazioni per i gruppi intelligence e di sabotaggio.
1. La Centrale ha impartito le seguenti istruzioni alla residentatura di Roma circa l’individuazione di luoghi di atterraggio per i gruppi intelligence e di sabotaggio (RDG)
2. Esssi dovevano soddisfare i seguenti requisiti:
- avere dimensioni di 1.5 km x 2 km;
- essere paineggianti, senza costruzioni, rovine e recinsioni;
- erano considerati idoeni le radure tra boschi, colline, altipiani o vallate i terreni adiacenti ai boschi.
3. La residenza doveva individuare un lugo d’atterraggio nella regione Nord-Ovest, ai piedi delle Alpi, nell’area tra Torino e Milano, una ai piedi delle Alpi nella regione di Venezia, una nella valle dell’Arno, tra Pisa, Livorno, e Firenze e un’altra nella zona tra Napoli e la regione montagnosa più a Sud.
4. Su ordine della Centrale, al Residentura ha individuato, studiato e descritto tutti gli obiettivi di natura economico/militare come magazzini, tunnel, oleodotti, linee elettriche in un raggio di 120 km da ogni luogo d’atterragio per i gruppi intelligence e di sabotaggio.
(Data dell’informazione non nota)
TOP SECRET*
Rapporto Nr. 162
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB Ð Principali obiettivi di ricerca
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
Avvertimento: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o dissemazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commenti: Ð
TOP SECRET*
Rapporto Nr. 162
Residentura di Roma del KGB: principali obiettivi di ricerca.
Erano i seguenti:
- centri e linee di comunicazioni dello Stato;
- sedi degli organismi intelligence e di contro-spionaggio;
- sedi principali e secondarie del governo, dei Ministri, dei centri di propaganda e dei comandi militari;
- servizi di analisi cibernetica e informatica, sedi di radio e televisione;
- magazzini di stoccaggio alimentare;
- luoghi dove vengono conservati documenti segreti e gli archivi di Stato;
- sedi degli obiettivi militari/strategici e tecnico/scientifici;
- percorsi degli oleodotti;
- stazioni per le comunicazioni troposferiche “Nato ace High’;
- l’oleodotto Genova-Germania;
- la “linea rossa’ punto-punto delle comunicazioni governative;
- i movimenti delle navi mercantili.
(Data dell’informazione non nota).
TOP SECRET *
Rapporto Nr. 163
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB Ð Studio delle formazioni partigiane.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984.
Avvertimento: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o dissemazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commenti: Ð
Residentura di roma del KGB Ð Studio delle formazioni partigiane.
1. Su ordine del Dipartimento V del Primo Direttorato del KGB, per molto tempo la residentura di Roma ha sutdiato a fondo l’organizzazione e la struttura delle formazioni partigiane e dialtri gruppi della resistenza, i metodi da loro usati procurarsi armi e le aree dove erano installati.
2. Le fascicoli ottenuti su quanti avevano partecipato alle formazioni partigiane venivano aperti in Centrale, in vista di un loro possibile sfruttamento negli interessi del KGB.
3. Tale materiale costituiva un fascicolo di quattro volumi.
4. Venivano raccolte informazioni anche su cittadini sovietici che avevano partecipato alle formazioni clandestine in Italia durante la guerra. Ne emerse che si trattava di persone oltre i 45 anni, con un livello di istruzione alquanto basso, che non parlavano italiano e che, una volta rientrati in URSS dopo il 1945 erano stati tutti oggetto di repressione e non avevano avuto più contatti con i partigiani italiani. La maggior parte dei cittadini sovietici non furono quindi più oggetto di attenzione.
TOP SECRET *
Rapporto Nr. 16????????
Data del rapporto: 8 maggio 1996
Oggetto: Indirizzi postali italiani usati da agenti dek KGB.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984.
Avvertimento: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o dissemazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commenti:
Oggetto: Agente italiano del KGB – Nome in codice “Loreto”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Agente italiano del KGB – nome in codice “Loreto”
1. ‘Loreto’ era il responsabile della sezione filo-cinese del Partito Marxista-Leninista in Italia. È possibile che sia stato coinvolto nelle attività tecniche del partito. ‘Loreto’ fu reclutato dal KGB nel 1969 e passò informazioni su cittadini cinesi e organizzazioni filo-cinesi in Europa.
2. Nel gennaio 1977, preziosi agenti della Residentura del KGB a Roma ricevettero stipendi mensili in rubli. ‘Loreto’ ricevette 170 rubli al mese.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di ‘Loreto’.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Giuseppe Ferranini – Nome in codice “Agero” o ‘Achero’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Giuseppe Ferranini – nome in codice “Agero” o ‘Achero’
1. Giuseppe FERRANINI era un agente della Residentura di Roma del KGB. Il suo nome in codice era ‘Achero’ o ‘Agero’ (Possibile data dell’informazione 1969).
2. Nel gennaio 1977, preziosi agenti della Residentura di Roma ricevettero stipendi mensili in rubli. ‘Agero’ ricevette 170 rubli al mese.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Parlentino Parlanti – Nome in codice “Argo”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Parlentino Parlanti – Nome in codice “Argo”
A partire dal 1963 Parlentino Parlanti fu un agente della Residentura di Roma del KGB. Il suo nome in codice era ‘Argo’
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente del KGB Galina Aleksandrovna Oborina
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: Riteniamo che Galina Aleksandrovna OBORINA vi sia ben nota. Gradiremmo sapere se la stessa sia recentemente emersa alla vostra attenzione.
Agente del KGB Galina Aleksandrovna Oborina
Galina Aleksandrovna OBORINA, nata nel 1921, ha vissuto permanentemente in Italia. Fino al 1962 era stata membro del personale scientifico dell’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali (IMEMO) dell’Accademia delle Scienze dell’URSS. La OBORINA era un agente del Secondo Direttorato Principale del KGB.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Fisico nucleare italiano – Nome in codice “Mario’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: Gradiremmo sapere se siete riusciti ad identificare ‘Mario’
Fisico nucleare italiano – Nome in codice “Mario’
‘MARIO’ era un fisico nucleare e professore dell’Università di Torino. Fu reclutato dal KGB nel 1972. Gli incontri con ‘MARIO’ avvennero in URSS.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di ‘MARIO’
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente del KGB – Nome in codice “Albert”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Agente del KGB – Nome in codice “Albert”
1. ‘ALBERT’ era un agente del Direttorato del KGB dell’Oblast (Regione) di Leningrado. Nel 1974 studiò al Collegio Russicum presso il Vaticano. Nel maggio-giugno 1974 frequentò l’Università Gregoriana e l’Istituto Biblico a Roma. Viveva presso l’Ostello del Russicum.
2. ‘ALBERT’ superò gli esami e gli fu dato il permesso di scrivere una dissertazione di dottorato sul teologo russo Vladimir LOSSKIY. Il correlatore della dissertazione di ‘ALBERT’ fu Stefan VIRGULIN, un professore di Nuovo Testamento dell’Università Urbaniana di Roma.
Commento del servizio: la fonte non conosceva l’identità di ‘ALBERT’.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente del KGB – Nome in codice “Miloslavskiy’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Agente del KGB – Nome in codice “MILOSLAVSKIY”
‘MILOSLAVSKIY’ era un agente del Direttorato del KGB dell’Oblast (Regione) di Leningrado. Dal 1973 al 1974 studiò al Collegio Russicum presso il Vaticano. ‘MILOSLAVSKIY’ trascorse più di sei mesi in Italia.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di ‘MILOSLAVSKIY’
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Agente del KGB – Nome in codice “Ervin’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: Valeriy Ivanovich BELOUSOV, nato il 2 giugno 1938 prestò servizio come rappresentante della MORFLOT a Roma dal 1971 al 1974 e da allora lavorò per la YUZHFLOT e la SOVFRAKHT a Mosca.
Agente del KGB – Nome in codice “Ervin’
‘ERVIN’ era un cittadino italiano e direttore di una società. Nel 1974 fu reclutato dall’ufficiale del KGB BELOUSOV, che operava sotto la copertura di vice direttore del Dipartimento Trasporto Container della YUZHFLOT. Il lavoro di agente con ‘ERVIN’ fu effettuato dal territorio sovietico.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di ‘Ervin’
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Nazzareno Fabretti Ð Sotto coltivazione da parte dello spionaggio ungherese
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Nazzareno Fabretti Ð Sotto coltivazione da parte dello spionaggio ungherese.
1. Nazzareno FABRETTI era un monaco francescano italiano e corrispondente del quotidiano torinese ‘La Gazzetta del Popolo’. Viveva a Voghera, nell’Italia settentrionale.
2. Nel 1965 FABRETTI fu coltivato dallo spionaggio ungherese.
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Oggetto: Preventivi di spesa della residentura di Roma del KGB, 1975-1978
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Preventivi di spesa della residentura di Roma del KGB, 1975-1978
I prevenditivi di spesa della Residentura del KGB a Roma erano i seguenti:
1975 – 95.300 rubli;
1976 – 109.100 rubli;
1978 – 118.000 rubli;
Nel 1977 c’erano 30 ufficiali operativi nella Residentura di Roma.
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Oggetto: Telegrammi cifrati del KGB: Roma
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Telegrammi cifrati del KGB: Roma
Nel 1977, nei telegrammi cifrati per e dalla Centrale di Mosca, la Residentura del KGB a Roma indicava le date relative agli incontri di agenti e ad altre operazioni, applicando alle date effettive il coefficiente “meno 3″.
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Oggetto: Stanziamenti finanziari alla residentura del KGB a Roma per l’attività OT nel 1976.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Stanziamenti finanziari alla residentura del KGB a Roma per l’attività OT nel 1976.
Nel 1976 la Residentura del KGB a Roma ricevette uno stanziamento di 3.300 rubli per l’attività della Linea OT (Operazioni Tecniche).
SEGRETISSIMO *
Oggetto: Revoca dell’accreditamento della società “SIRGE” presso il GKNT, Mosca, 1977.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Revoca dell’accreditamento della società “SIRGE” presso il GKNT, Mosca, 1977
Nel 1977, l’accreditamento della rappresentanza della Società italiana “SIRGE” presso il Comitato di Stato dell’Urss per la scienza e la Tecnologia (GKNT) fu annullato. Ciò fu fatto su consiglio della Residentura di Roma del KGB e con l’approvazione dell’Ambasciatore sovietico a Roma, Nikita Ryzhov. La ragione della cancellazione era dovuta all’ostilità del Partito Comunista Italiano (PCI) nei confronti della “SIRGE” e al legame di Albert LEVY, Presidente della società, con gli ebrei.
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Oggetto: Illegali del KGB “SLAVIN” e Slavina: Valeriy Vyacheslavovich Vasilyev e Olga Konstantinovna Vasilyeva e Maria Tereza Alvarez.
AVVERTENZA: Vedere dicitura.
Commento:
1. Abbiamo passato una versione di questo rapporto al servizio danese, e questo ci ha fornito dettagli sulla storia di Vasilyev dagli atti del suo matrimonio celebrato a Copenaghen. Maria Teresa ALVAREZ sposò Pietro CALDARELLI, nato il 22 giugno 1941 a Nieder Gorisseifen (sic – forse Gross Ziethen?), Germania, cittadino italiano residente in Stefano di Senanio (sic), Italia. Il matrimonio fu celebrato il 15 marzo 1972 presso il Municipio di Copenaghen, Danimarca. Dopo la partenza da Copenaghen CALDARELLI indicò come destinazioni future l’Argentina o la Spagna. Non abbiamo alcuna informazione su CALDARELLI o ALVAREZ nei nostri atti.
2. Maria de la SIERRA appare nel libro “Compiti Speciali’, di Pavel A SODUPLATOV, dove viene descritta prima come un agente (nome in codice “AFRICA”) “piazzata” come segretaria di TROTSKY in Norvegia e Messico fino al 1939. Richiamata a Mosca dopo la defezione di Aleksandr ORLOV, operò come guerrigliera dietro le linee tedesche nella Seconda Guerra Mondiale. Successivamente fu attiva nella rete illegale del KGB in America Latina, dove fu impiegata come radio-operatrice. Fu descritta come facente parte di una rete creata da William FISHER e Rudolf ABEL, un illegale del KGB arrestato negli Stati Uniti negli anni ’50. Tornò in URSS negli anni ’70 e morì nel 1988.
Illegali del KGB “SLAVIN” e SLAVINA: Valeriy Vyacheslavovich VASILYEV e Olga Konstantinovna VASILYEVA e Maria Tereza ALVAREZ
1. “SLAVINA” era Olga Konstantinovna VASILYEVA, nata nel 1940. Fu sottoposta ad addestramenti speciali fin dal 1964.
2. “SLAVIN” era Valeriy Vyacheslavovich VASILYEV, nato nel 1939. Partecipò a operazioni “PROGRESS” ed entrambi questi illegali portarono a compimento missioni in Unione Sovietica.
3. In seguito alla pubblicazione della Legge n. 6795 nel 1964, alla Residentura in Argentina fu dato il compito di effettuare registrazioni in ritardo con l’aiuto di agenti; e ciò fu fatto dalla Residentura attraverso l’agente “GREK”.
4. La base per la documentazione dell’illegale “SLAVINA” fu una registrazione in ritardo della data di nascita sotto falso nome. Secondo la legge argentina, qualsiasi persona, la cui nascita non fosse stata registrata a tempo debito, poteva effettuare una registrazione successiva senza farne richiesta al tribunale. Il richiedente poteva essere rappresentato dai genitori o dal tutore del bambino, o da qualunque persona interessata a registrare la nascita.
5. Nel caso in questione, fu “SLAVINA” in persona a fare richiesta di registrazione tardiva della propria nascita.
Di fatto, la donna si limitò ad apporre le proprie impronte digitali e la sua firma sui moduli compilati. Il lavoro di base fu fatto nella Residentura con l’aiuto dell’agente “GREK”, il quale lavorò all’interno dell’ufficio Registrazioni Nascite, Matrimoni e Morti della provincia di Buenos Aires.
6. L’agente “GREK” considerava l’URSS come sua patria; egli introdusse dettagli relativi alla donna illegale “SLAVINA” in tutti gli atti ufficiali argentini, e questi furono del tutto sufficienti per ottenere un passaporto straniero.
7. Il risultato di questa operazione fu che una registrazione in ritardo della nascita di “SLAVINA” fu effettuata e furono così ottenuti tutti i documenti locali necessari per l’illegale.
8. I genitori di “SLAVINA” furono scelti arbitrariamente, il loro indirizzo privato e i testimoni furono scelti da “GREK”; gli indirizzi selezionati erano relativi a case che sarebbero state presto demolite. Il rapporto medico su “SLAVINA” fu preparato alla Centrale. La registrazione stessa fu fatta il 14 ottobre 1965 e fu immessa alla pagina 118 del primo volume del registro del 1965.
9. Secondo questa registrazioine Maria Tereza ALVAREZ (“SLAVINA”), era nata il 24 maggio 1941 a Valentin Alsina, Lanus, nella provincia di Buenos Aires, Argentina; era una cittadina argentina, non coniugata, e impiegata. Furono ottenuti i seguenti documenti: un certificato di nascita argentino (una copia dell’immissioine nel registro delle nascite fu legalizzata nell’archivio centrale di La Plata); un libretto civile; e una Carta d’Identità rilasciata il 5 aprile 1966, valida per 10 anni.
10. Il passaporto straniero n. 8186407 datato 10 marzo 1970 fu ottenuto per la ALVAREZ dalla Polizia Federale di Buenos Aires; “GREK” fece da sponsor insieme a “PATRIYA”. La validità del passaporto straniero fu estesa presso il Consolato Argentino a Berlino Ovest il 7 febbraio 1972 e il 24 gennaio 1974; a Ginevra nel 1976 e nel 1978 (nei primi giorni di gennaio), a Zurigo nel 1979 (prima del 13 ottobre), e a Berlino Ovest il 18 ottobre 1979, valido tre anni fino al 18 ottobre 1982.
11. “SLAVINA” si sposò a Copenaghen.
12. La donna portò a termine compiti relativi alla Polonia, sotto la procedura “PROGRESS”. Era in possesso di un passaporto uruguaiano. Affermava di essere una decoratrice, con interessi artistici. Entrò in contatto con il Direttore di un Dipartimento dell’Associazione per lo Studio della Storia dell’Arte di Varsavia, Margarita MARKEL e con il suo patrigno, il dottor Jan MARKEL, che lavorava in un ospedale ferroviario; nonché con l’artista Iren Anna STAWINSKIAKA, e con il direttore della biblioteca del museo etnografico Anna LEZCZINSKA. Da loro ottenne informazioni.
13. Nel 1975 l’agente codificato “VILGELM” (Wilhelm) fu utilizzato come casella postale per la corrispondenza con illegali. Lettere operative da parte di quattro illegali, compreso “SLAVIN”, furono inviate a lui. L’indirizzo era: Berlino 51, Pankower Allee 8/10. Nel 1980, i contatti con l’agente furono interrotti.
14. Nel 1976 gli “SLAVIN” vivevano a Mosca in Komsomol Prospekt, edificio 23/7 appartamento 51.
Commento del servizio:
1. Le aggiunte del funzionario alle informazioni originali della fonte sono indicate tra parentesi.
2. Secondo la fonte, “PROGRESS” era il nome in codice per le operazioni condotte dagli illegali del KGB che lavoravano utilizzando documenti occidentali nell’ex Unione Sovietica e nei paesi satelliti socialisti.
3. “PATRIYA” è stata altrove identificata dalla fonte come un’illegale:
“PATRIYA” – Maria de la SIERRA / “AFRICA” /, nata nel 1910 a Ceuta, era una donna spagnola, tenente-colonnello del KGB insignita dell’Ordine di Lenin. Lavorò come illegale dal 1947 al 1967 sotto il nome di Maria Luisa de MARCHETTE. Quando il marito di “PATRIYA” morì, lei diventò un istruttore illegale (trener-nelegal), portando a termine una serie di compiti distinti; viaggiò all’estero accompagnando aspiranti illegali in soggiorni di ambientamento.
4. La fonte riuscì a fornire i seguenti ulteriori dettagli sull’agente “GREK”:
a. “GREK” era un agente del II Dipartimento del Direttorato S nel 1963 in Argentina.
b. “GREK” lavorava in un ufficio di intermediazione a Buenos Aires che aveva connessioni con l’ufficio di registrazione nascite, matrimoni e morti e con gli organi di controllo per l’emissione di vari documenti personali.
c. “GREK” era Pedro RUZAK, che viveva al seguente indirizzo: Buenos Aires (?), Pringles Street, House 4059, nel distretto di Lapus Este.
La madre di “GREK” era una donna greca che si chiamava Lyudmila Nikolayevna.
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Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Rafael TORRECILLA, uomo d’affari spagnolo
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: Grigoriy Danilovich KALMYKOV, nato nel 1925, è noto in atti per aver prestato servizio a New York, 1957-61, Amtorg Trading Corp (espulso) e a Bruxelles, 1964-69, STD.
Rafael Torrecilla, uomo d’affari spagnolo
1. Rafael TORRECILLA, nato nel 1927 in Spagna, era un uomo d’affari spagnolo che lavorava per la società italiana “GACCI e TORRECILLA” e viveva in Italia. Dal 1970 al 1976 TORRECILLA fornì al KGB esemplari di vari congegni, nonché informazioni su produzioni elettroniche e farmaceutiche. Fu usato per svolgere compiti assegnati dal VPK (Comitato Industriale Militare). Aveva il nome in codice “TELINI”.
2. G. KALMYKOV lavorò con TORRECILLA, e visitò varie mostre industriali all’estero.
Commento del servizio:
a) In rapporti disgiunti da Impedian G. KALMYKOV viene identificato in Grigoriy Danilovich KALMYKOV, un ufficiale del Dipartimento 3, Direttorato T, sotto copertura del Ministero del Commercio Estero.
b) Non è noto in quale o quali paesi TORRECILLA e KALMYKOV erano soliti incontrarsi.
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Oggetto: Umberto PIZZI – nome in codice “WALTER”.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Umberto Pizzi – Nome in codice “Walter”
1. Umberto PIZZI, nato nel 1937 a Roma era un cittadino italiano e fotografo professionista. Fu reclutato dal KGB nel 1970 e introdotto nella rete degli agenti come un contatto fidato. Nel 1971 PIZZI passò alla categoria di agente. Il suo nome in codice era “WALTER”.
2. Il KGB usò PIZZI per controllare i trascorsi di individui sospettati di collaborare con i servizi speciali americani o italiani. PIZZI fu incaricato di andare a Napoli per scoprire dove vivessero le donne che lavoravano per strutture della Nato. Fu coinvolto nello studio e nel controllo di individui per conto della Linea KR del KGB.
3. Dal 1977 PIZZI incominciò a evitare di partecipare agli incontri con il KGB. Dichiarò che la sua istruzione limitata e il basso livello culturale gli impedivano di sostenere conversazioni con persone in possesso di informazioni utili.
4. PIZZI fu congelato dal 1980 al 1985, ma il KGB decise di tenerlo comunque presente.
RU SEGRETISSIMO*
Oggetto: Luciano DE CET – nome in codice “CHIZ”.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
Luciano De Cet – nome in “Chiz”
1. Luciano DE CET, nato nel 1940 a Roma era un cittadino italiano e funzionario della società italiana “KODZHIS”. Nel 1971 DE CET fu individuato come potenziale talento per il KGB dall’agente “ESPURA” e gli fu dato il nome in codice “CHIZ”.
2. DE CET fu usato dal KGB per effettuare le seguenti coltivazioni:
“NILS” – Sandro BERNOTTI, il rappresentante di una società italiana.
“MEDIK” – Alberto Brusaferri.
“BARI” – un cittadino americano che passava informazioni e esemplari con applicazioni militari. Tramite lui il KGB ottenne campioni della placcatura del Sermetel – 534 usata nell’aeronautica. “BARI” aiutò anche “NILS” a trovare lavoro presso la società statunitense “TELEFLEX”. È possibile che “BARI” si identifichi in Gary BLACK.
DE CET fu usato come corriere per contattare “NILS” e “BARI”.
3. Nel gennaio 1976 DE CET fu fermano all’aeroporto dagli ufficiali della Dogana poiché tentava di portare oltre frontiera antiquariato di valore. Fu coinvolto in piccole speculazioni. Il fatto fu pubblicizzato sul quotidiano “Komsomolskaya Pravda” e sul settimanale “Nedelya”. DE CET era stato trascinato in attività di speculazione da Vera ARUTYUNOVA, la donna con cui viveva e da cui aveva avuto due figli. La ARUTYUNOVA era un agente del I Dipartimento del Secondo Direttorato Principale del KGB e aveva collaborato al reclutamento di numerosi stranieri.
RU SEGRETISSIMO *
Oggetto: Uso di illegali per operazioni di sabotaggio: Vitalyevich VOYTETSKY e Emil EVRAERT (“POL”) e Gennadiy MIKHAYLOVICH ALEKSEYEV e Igor MUERNER (“YAKOV”).
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Commento: -
1. Abbiamo le seguenti informazioni:
a. Igor MUERNER – Un ben noto caso che si concluse in maniera insoddisfacente per gli svizzeri poiché non riuscirono a dimostrare che i MUERNER compivano attività di spionaggio contro la Svizzera. Non abbiamo notizie su ALEKSEYEV, Gennadiy MIKHAYLOVICH, nato nel 1931 a Leningrado.
b. DERZHAVIN Yuriy Vladimirovich, nato l’1 agosto 1928 a Mosca; impiegato presso il Dipartimento Commerciale dell’Ambasciata Sovietica a Vienna dall’ottobre 1964 al luglio 1968.
c. GRIGORYEV A.D. – forse identificabile in Aleksandr Dmitriyevich GRIGORYEV, nato l’8/12/1915. Dal 10/2/1950 al 6/2/1952 assegnato da Mosca a Bangkok come I segretario in ECAFE; dal marzo 1954 al maggio 1955 fu delegato permanente presso la Commissione Economica per l’Europa a Ginevra; dal 1979 all’ottobre 1982 fu a Budapest. Nessuna affiliazione al RIS è stata notata.
d. MALININ B.N., forse identificabile in Boris Nikolayevich MALININ, nato il 14/6/1912 a Saratov, URSS. Dal luglio 1958 al maggio 1963 fu I segretario dell’Ambasciata Sovietica a Berlino Est; nel 1976 fu capo del Dipartimento Relazioni Esterne del Ministero del Ferro e dell’Acciaio. Tra i suoi viaggi a tempo determinato ci sono 2 visite in Austria nel 1979 e 1 visita a Bruxelles nel 1981.
e. SHCHERBANOV Ye. S., forse identificabile in Yevgeniy Sergeyevic SHCHERBAKOV, nato il 28 o 29/5/1938 nella Regione di Mosca, URSS. Dal marzo 1965 al gennaio 1970 prestò servizio presso l’Ambasciata Sovietica a Vienna, poi presso la Sezione P3 della IAEA. Dal giugno 1982 all’ottobre 1984 fu a Berlino Est come I Segretario presso l’Ambasciata Sovietica.
La fonte la riferito altrove che “Nel 1981, Yevgeniy Sergeyevic SHCHERBAKOV e GRISHIN, nato nel 1938, fu arrestato dalla polizia della Germania Occidentale mentre veniva compiuta un’operazione di Misure Attive relativa all’incontro con un soggetto sviluppato per il reclutamento, un militare statunitense che prestava servizio a Berlino Ovest”. Yevgeniy Sergeyevic SHCHERBAKOV, nato il 29/5/1938 a Mosca, fu arrestato l’1 dicembre 1981, a Berlino Ovest dalle autorità della Germania Occidentale. SHCHERBAKOV, insieme ad altri 3 UI sovietici, stava fornendo supporto di contro-sorveglianza per l’incontro e fu arrestato nella retata. Il giorno dopo fu affidato in custodia di un funzionario diplomatico sovietico.
f. OLIKHEYKO Boris Sergeyevich, nato il 2/11/1917 a Kislovodsk in URSS o nel 1928 a Dnepropetrovsk; prestò servizio a Vienna nel 1950 sotto copertura della Soveksportfilm; dal giugno 1952 al febbraio 1957 fu a Berlino Est come direttore della Soveksportfilm; dal febbraio 1959 al settembre 1962, nel periodo maggio-dicembre 1972 e nel 1977 fu a Bonn; dal dicembre 1972 al gennaio 1975 fu a Vienna.
g. SAVIN A.S. – forse identificabile in Aleksey Nikolayevich SAVIN, nato il 6/3/1929 in Skopinskiy Rayon, Urss. Ex ufficiale identificato del Dipartimento V, successivamente della Linea N, prestò servizio a Londra dal 1964 al 1968 e ad Helsinki dal 1976 al 1981.
h. KOVALIK, identificato in Ivan Karpovich KOVALIK, nato il 14/3/1922 a Ligovka, URSS; impiegato presso l’STD di Vienna dal luglio 1960 al marzo 1965 e dal marzo 1968 al gennaio 1972. Un defettore nel 1971 lo ha indicato come membro del Dipartimento V nel 1950.
i. SHAROV Ye.A., altrove identificato da una Fonte come ufficiale del Direttorato S.
j. PANASYUK G.T., forse identificabile in Genian Tikhonovich PANASYUK, nato l’8/2/1936 a Pyatigorsk o il 2/6/1939 a Stavropol, URSS. Fu studente universitario a Bonn nel 1963 e feci brevi viaggi all’Ambasciata Sovietica di Vienna nei mesi di giugno e novembre 1987.
k. Ryabov V.P., forse identificabile in Viktor Petrovich Ryabov, nato l’1/2/1921 o il 6/2/1921 o il 21/1/1929 nella regione di Mosca, URSS. Fu impiegato nell’STD di Vienna da luglio 1957-60 ad agosto 1976-novembre 1980.
l. KIKOT – Altrove identificato dalla fonte come V.I. KIKOT, un ufficiale del Direttorato S, Dipartimento 8. Forse identificabile in Valentin KIKOT, partecipò alle Olimpiadi di Città del Messico nell’ottobre 1968 come specialista in judo, identificato da un defettore come ufficiale del Dipartimento 1 FCD del KGB nel settembre 1971.
m. KUTUSOV – Stratega dell’epoca di Napoleone.
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Oggetto: Uso di illegali per operazioni di sabotaggio: Vitalyevich Voytetsky e Emil Evraert (“POL”) e Gennadiy Mikhaylovich ALEKSEYEV e Igor MUERNER (“YAKOV’).
b. il compimento di azioni speciali;
c. la sottrazione e la consegna di tecnologia militare;
2. Nel 1969 il lavoro del Dipartimento fu severamente criticato. Fu notato che nelle operazioni su larga scala soltanto il reclutamento e l’addestramento della Riserva Speciale per le RDG (unità di sabotaggio spionistico) e la scelta dei siti di atterraggio era ben fatta. Il resto non veniva fatto, o perché era eseguito da altri organi o perché il Dipartimento V non era in grado. Durante i quindici anni di vita del XIII Dipartimento, si erano avuti dei cambiamenti nelle forze armate sovietiche e nella struttura del Primo Direttorato Principale che avevano avuto ripercussioni sull’attività e sulla posizione del Dipartimento V.
3. Innanzitutto, lo sviluppo dei missili nucleari e la creazione di unità per impieghi speciali all’interno del GRU in numero maggiore rispetto a quelle del Dipartimento V, avevano fatto dubitare circa i meriti del Dipartimento V nell’organizzazione di attività sovversive ai danni dei siti militari, strategici dell’avversario. C’era la necessità di modificare i compiti. In secondo luogo, non c’era alcun bisogno che il Dipartimento V sottraesse esemplari tecnici militari dal momento che questo era per lo più fatto dal Direttorato T che era stato creato nel 1963. Quando necessario i validi agenti del Direttorato T sarebbero stati messi a disposizioine delle Residenture Illegali. In terzo luogo, in vista di questi cambiamenti, le attività del Dipartimento V sarebbero state prevalentemente costituite da azioni speciali di natura politica. Ma questa erano rare. Negli ultimi tre anni ce ne era stata una sola, “PEPEL” (Ceneri). Ce ne erano così pocheÉ (Nota del traduttore: Frase incompleta nel testo originale, per cui il senso non risulta chiaro) non possiede le informazioni operative e politiche attuali necessarie per pianificare azioni speciali. Queste devono essere strettamente legate agli obiettivi politici dell’area e a tutto il complesso delle misure attive. Devono essere basate sulla situazione operativa del momento, l’Informazione è basata sui Dipartimenti geografici ed è concentrata nel Dipartimento A che è stato creato nel 1959. Il Dipartimento A escogita misure attive congiuntamente al dipartimento geografico. Le misure sono quindi effettuate utilizzando l’apparato di agenti delle residenture e, quando necessario, gli illegali del Direttorato S.
4. Il Dipartimento V non dispone di un apparato di agenti proprio in grado di compiere azioni speciali e di preparare lo sbarco di un’unità sovversiva. La dirigenza del Dipartimento V ritiene che sarà impossibile creare un apparato di agenti di dimensioni e qualità adeguate nei prossimi sette – dieci anni. Per tale ragione il Dipartimento, tranne in pochissimi casi, non è in una posizione tale da eseguire azioni senza la partecipazione di altri sotto-dipartimenti.
5. Il Dipartimento non ha un vero e proprio apparato illegale. Ha un illegale “POL”, e due coppie di Agenti Illegali Tedeschi. La creazione di un apparato indipendente della Linea F aveva senso nel 1955 quando il Direttorato Speciale era impegnato soltanto nella documentazione e nell’invio di illegali e questi venivano adoperati dai dipartimenti geografici. Al giorno d’oggi, l’intero apparato illegale è virtualmente concentrato nel Direttorato S. Nel 1966 al Direttorato S fu affidato il compito di gestire lo spionaggio illegale in tempo di pace e di impiegare l’apparato degli agenti in condizioni speciali. Allo scopo di utilizzare in maniera più efficace l’oneroso apparato illegale, non sarebbe sensato suddividerlo, dal momento che gli illegali possono e dovrebbero eseguire compiti spionistici e allo stesso tempo compiti per la Linea F.
6. Fattori oggettivi non consentirebbero la creazione di un apparato realmente grande che rifornisce separatamente tutti i sotto-dipartimenti di spionaggio del Primo Direttorato Principale. Dal momento che solo il Direttorato S ha illegali, il piano di trasferire alcuni agenti in tempo di guerra dal dipartimento geografico o da altri dipartimenti del Primo Direttorato Principale al Dipartimento V ha pochissimo senso dal momento che il Dipartimento V può usarli soltanto in aree dove le unità sovversive vengono adoperate per un lungo periodo, e ciò naturalmente accade solo in aree scarsamente popolate. Questo avverrebbe nei paesi dell’Europa occidentale e in alcune aree del continente americano dove le unità sovversive potrebbero compiere un attacco e poi lasciare l’area.
7. “POL” (PAUL) era Igor Vitalyevich VOYTETSKY, nato nel 1933 a Mosca. Suo padre Gleb Pavlovich SHLENDIN, si suicidò nel 1937. Sua madre, S.D. RUDNITSKAYA, era insegnante di musica presso l’Istituto d’istruzione IPPOLITOV-IVANOVO. Il suo patrigno, Vitalii Panteleymonovich Voytetsky è regista presso il Gorky Film Studio. “POL” fu arruolato dal Dipartimento V per l’addestramento speciale nel 1956.
8. La sua documentazione fu creata sulla base della versione del belga “MONTEUR”, essendo suo padre un individuo belga, Ernst EVRAERT, e sua madre una tedesca, Hedwig Marta ALTHAMMER. Il cognome della madre fu inventato, mentre la nascita fu registrata a Dresda nel 1907. Secondo la storia di copertura, dopo la nascita di “POL” il 23 dicembre 1933 a Kalau, il padre “MONTEUR” partì per il Belgio e non fece più ritorno in Germania. In realtà, dal 1933 “Monteur” è vissuto in URSS. La nascita di un figlio è fittizia ma fu introdotta dal KGB nel registro comunale di Kalau.
9. Tramite l’agente “RAG”, la residenza di “POL” e di sua madre in Belgio dal 15 ottobre 1943 al 14 dicembre 1944 fu registrata nei documenti del Comune di Bellecour, provincia di Hainaut. Gli atti mostrano che “POL” è figlio del cittadino belga “MONTEUR” e di sua moglie, cittadina tedesca divenuta belga a seguito del matrimonio.
10. Nel 1958 “POL” partì per l’Austria, dove visse fino al 1962, senza avere la cittadinanza. Certificati di matrimonio e nascita per il padre e la madre furono fabbricati in Centrale. Emil EVRAERT, con le sue generalità, fu registrato a Salisburgo. Il 22 maggio 1962 fu inviata una lettera al comune di Bellecour in Belgio in cui si chiedeva un certificato di cittadinanza. Questo documento fu ricevuto il 14 giugno. Il 10 settembre, “POL” chiese all’Ambasciata Belga a Vienna che lo status della sua nazionalità fosse legalizzato.
11. Quando ottenne un certificato di cittadinanza belga, “POL” andò in Francia e lì chiese all’Ambasciata Francese un passaporto straniero. Lo ottenne l’8 novembre, ma della durata di soli tre mesi. Il 30 gennaio 1953 (sic – 1963), sposò “VIRGINIYA” (Virginia) a Dover. La coppia si stabilì nel comune di Jette in Belgio e furono rilasciate loro Carte d’Identità belghe e un libro di registrazione di famiglia. Secondo la storia di copertura, “POL” sarebbe un operatore cinematografico.
12. L’agente “ONEGA” era Mary PHILLIPART, nata nel 1913 a Bruxelles, una cittadina belga che fu reclutata nel 1952 come custode di un OSP. Lettere operative da parte degli illegali “VAREN”, “ALBERT”, “MICHEL”, “NORA” furono indirizzate al suo appartamento. Nel 1961 “ONEGA” andò a Tunisi e il suo indirizzo lì fu usato per la corrispondenza da parte di sei illegali, compreso “POL”.
Nel 1978 “ONEGA” fu congelato.
13. “VIRGINIYA” – Yulia Ivanovna GORANKOVA, nata nel 1931, fu provvista dei documenti della cittadina della RFT Waldtraut Erne HERRMANN, nata il 27 luglio 1932 a Freidstadt. Le fu dato un padre fittizio, la sua nascita era registrata nell’Ufficio di Registro di Swinemunde, una madre parimenti fittizia, la cui nascita era registrata nella città di Bergen. Il matrimonio era registrato in un passaporto fittizio della RFT, teoricamente emesso a Dortmund; la Centrale fabbricò il passaporto e falsi certificati di nascita e matrimonio.
14. Il 30 gennaio 1963 nella città britannica di Dover fu registrato il matrimonio tra gli illegali “POL” e “VIRGINIYA”. Poi “POL” eseguì compiti spionistici per il Dipartimento V in Bretagna. In particolare, nell’Irlanda del Nord selezionò aree per sbarchi aerei e marittimi.
15. Illegale “POL” fu impegnato nella selezione delle aree adatte agli sbarchi marittimi e con paracadute in Scozia.
16. Negli anni 1964-74 eseguì compiti dello stesso tipo in Francia, Turchia, Italia, Belgio, Canada, Stati Uniti, Grecia, Hong Kong, Austria, RFT e Israele.
17. In Spagna selezionò siti per gli sbarchi, obiettivi di azioni speciali; in Austria, siti di sbarchi e rotte da paracadutisti per il passaggio dall’Austria alla RFT. Compiti simili furono svolti per Grecia, Belgio, Israele, Hong Kong, e per il porto di Anversa, con particolare riferimento ai depositi di carburante e la possibilità di compiere azioni speciali contro di essi.
18. In Belgio, “VIRGINIYA” ottenne una Carta d’Identità belga da coniugata. La coppia fu richiamata dal Belgio nel 1963.
19. In Belgio furono studiati punti nodali delle linee della corrente elettrica e degli oleodotti.
Francia
20. In Francia, ad esempio, egli studiò le aree adatte a un movimento di resistenza, i siti di sbarco, e gli obiettivi per azioni speciali.
21. In Francia, nell’area di Vosges, egli selezionò aree adatte a un movimento di resistenza, siti di sbarco, aree di dispersione per gruppi di sabotatori, vie di transito, e siti dove dislocare pacchi di grosse dimensioni. In varie occasioni viaggiò con compiti simili in Italia, Francia, Belgio, Spagna e Austria.
22. In Francia, perlustrò i seguenti settori: St. Etienne-Valence-Montelimar-Ales-Rodez, e descrisse il sito di atterraggio 30 km ad est della città di Le Puy, entro il quadrilatero formato dalle strade D-15, D-7, D26 e D-500, circa mezzo km a sud della strada D-15. Descrisse anche siti di atterraggio nell’area di Bordeaux-Marmande-Cond (sic per Condom?)-Mirande-Bagneres; e Marsiglia-Avignone-Valence, nonché settori sul confine spagnolo e sulla costa atlantica, nell’area di Grenoble, sulla frontiera italiana, e sulla costa mediterranea.
23. In Francia, egli identificò quanto segue: un sito 52 km a nord-est di Digione, sul bordo sud-orientale della foresta di Chatillon, 10 km a sud-ovest del piccolo villaggio di Recey e a 2 km dal paesino di Essarois. Sulla carta Michelin n. 66 i riferimenti sono: 2_70′ a est di Parigi e 53_06′ N (sic). Un sito da atterraggio 25 km a nord-ovest di Digione e 500 m a est della strada D-16, tra i paesini di St. Seine l’Abbaye e Lamargelle. Un altro sito da atterraggio si trovava 8 km a nord-est della città di Arbois, e 7 km a est-nord-est della città di Poligny. Furono perlustrate anche basi per gruppi di spionaggio e di sabotatori (DRG= diversionnye razvedyvatelnye gruppy).
Italia
24. In Italia studiò luoghi adatti allo spiegamento di un movimento di resistenza, fece ricognizioni di punti sensibili negli oleodotti, di punti adatti a sbarchi marittimi e di punti per azioni speciali contro ferrovie e autostrade.
25. In Italia fu selezionato un sito di atterraggio e descritto nell’area del Valico del Rastrello.
26. In Italia descrisse siti di atterraggio nell’area di Barsi-Groipallo (traslit), nel villaggio di Christina, a ovest di Laonta; sud-est di Aulla, nord di Firenzuola, e un distretto tra Genova e La Spezia, Riva-Trigoso-Levanto; Sori-Nervi, e l’autostrada Genova-Piacenza, Genova-La Spezia, La Spezia-Reggio nell’Emilia.
27. In Spagna, “POL” perlustrò i distretti di Catalogna e Valenza: tra Tora-Oliana-Gironella; tra Calaf-Igualada-Tarrasa-Moilla; nell’area di Morella-Cantavieja-Aliaga-Alcorisa; tra Monrojo-Valderrobres-San Mateo-Morella; nell’area di Valenza-Taitil.
28. In Spagna descrisse il distretto di Cadice-Siviglia-Granada-Almeria, gli sbocchi degli oleodotti in superficie a Rota-Saragozza, dove l’oleodotto incrocia il fiume Guadeira e fiumi che si gettano nel lago Candilejo, stazioni di estrazione dell’oleodotto nei pressi delle città di Marchena, El Arahal, Jerbes e punti di immagazzinamento vicino alle città di La Puebla e Jerez. Quattro siti di atterraggio furono selezionati vicino alle città di Oviedo-Leon-Burgos-San Sebastian;
29. In Israele, furono selezionati DLB.
30. A “POL” furono due volte assegnati compiti di spionaggio in Israele, tentò di installarsi ad Hong Kong.
31. Nel 1965, “POL” eseguì un’azione aggressiva in Austria per conto della Linea A.
32. Partecipò a severe misure intraprese seguendo le istruzioni del Dipartimento “A”. Nel 1968, lavorò su soggetti specifici in Cecoslovacchia.
33. Nel 1968, effettuò un’operazione speciale (spetsaktsiya) contro due precisi individui in Cecoslovacchia. “POL” estese la validità del suo passaporto straniero in Belgio, dal momento che questo era il suo domicilio permanente, sebbene non venisse lì e non vi avesse una fissa dimora.
Grecia
34. In Grecia, egli studiò il settore tra Agrinion-Amfissa-Lamia; e tra Servia-Veria-Katerini e il Monte Olimpo.
35. Nel 1968, a tutte le residenture del KGB furono inviate lettere operative intitolate “Raccomandazioni per la creazione delle condizioni necessarie sul territorio di un potenziale avversario per le operazioni di gruppi speciali in caso di emergenza”.
36. La lettera indirizzata al residente in Grecia MAYSKIY diceva:
“Non è impossibile che il corso degli eventi ci richiederà in pratica di assistere le forze progressiste nel prossimo futuro, e pertanto dobbiamo prepararci in anticipo a tale evenienza”.
37. Nel 1968, un illegale fu inviato in Grecia allo scopo di selezionare “PISTE” (“doroshki”) e “ALVEARI” (“ulya”) in specifici distretti della Grecia e controllare l’attuale adeguatezza dei luoghi scelti in precedenza.
38. La “PISTA ALFA” era collocata nella parte meridionale della pianura Thessaly, circa 40 km a nord-ovest della città di Lamya, 42 gradi a nord e 2 gradi a est (sic).
39. La “PISTA BETA” era ubicata nella parte nord-occidentale della pianura Thessaly, 4 o 5 km a sud dell’installazione Kalambaka, 4 gradi a sud e 54 gradi a est (sic).
40. Esse erano collocate nelle valli dei fiumi Grona e Pinios. Questi siti erano contrassegnati in specifiche mappe, in modo da poter essere subito trovati.
41. I distretti collinosi boscosi di Belasitsa, Pirin e Sengal, tra Mesta e il delimitatore di frontiera n. 3 furono riconosciuti come aree adatte all’attraversamento del confine greco-bulgaro e all’immissioine di agenti sul territorio greco. Questi e altri punti furono usati dai bulgari. La zona pericolosa per i movimenti era l’area che si estendeva dal confine alla linea di Kukush, Seres, Drema, Ksanti, Gumurdzhina e Dimotika, cioè la zona di frontiera stessa, in cui qualsiasi cosa sospetta era prontamente individuata dai distaccamenti speciali di frontiera e dalle forze di polizia.
42. C’era la necessità di creare le condizioni per il compimento in tempo di pace di operazioni di sabotaggio denominate “GIGLI” contro gli obiettivi codificati “YAYTSO” (Uovo) e “GNEZDO” (Nido).
43. Nella lettera operativa n. 2039/F alla Residentura di Atene, datata 25 novembre 1968, fu introdotto uno dei principali compiti della Linea F: la creazione di una rete di agenti che, oltre a eseguire altri compiti, fosse in grado di effettuare operazioni contro il Nemico Principale, in particolare il reclutamento e l’invio di agenti direttamente negli Stati Uniti per gli scopi della Linea F, nonché la preparazione di misure attive contro il Nemico Principale sul territorio greco.
44. Negli ultimi due anni, le Residenture avevano compiuto un significativo lavoro nell’ottenere informazioni su vari obiettivi del Nemico Principale. Da “ZHAK” (Jacques o Jack) ricevettero più volte materiale, il cui studio e analisi rivelò un vasto sistema di collegamenti radio che portava ad immettersi nel sistema di comunicazioni mediterraneo “MEDKOM” (forse Medcom) (codice 486 L) e furono stabiliti i punti in cui esso si congiungeva con altri sistemi. Il sistema “MEDKOM” comprendeva la linea di comunicazioni nota come “BIG RELLI 11″ (sic – forse “Big Rally 11″), che permetteva la comunicazione con le truppe americane in Italia, Turchia Orientale e isola di Creta. Furono altresì rivelati alcuni dati sulla sua natura tecnica, compresi i tipi e periodi di attività delle trasmittenti per le linee di comunicazione radio-ripetitrici e troposferiche del sistema sul territorio greco, e il loro rapporto con le varie componenti delle Forze Armate statunitensi. Il possesso di questa informazione permise al KGB di identificare la natura di ciò che veniva trasmesso tramite il sistema “MEDKOM” e di reindirizzare un gruppo speciale per organizzare tale attività spionistica e intercettare i materiali.
45. Nel 1969, oltre agli incarichi di elaborare piani per la collocazione di “GIGLI” in “VASI”, “GNEZDO” e “CAVOLO” (tutte parole in codice che si riferivano alla collocazione di esplosivi in vari siti presi di mira), c’erano istruzioni a: installare dispositivi per l’ascolto nella casa del cappellano presso la base americana “Ellinikon”; avere un ufficiale operativo che stabilisse contatti personali con una persona d’interesse, e far in modo di reclutare persone che lavoravano presso obiettivi del Nemico Principale.
46. Nel 1970 fu messo insieme un piano preliminare per la collocazione di un “GIGLIO” (parola in codice per ordigno esplosivo) in un “VASO”, e specificatamente nel “VASO” (in codice) “CAVOLO” – la biblioteca dell’USIS ad Atene – allo sopo di danneggiare politicamente e moralmente la politica americana in Grecia. L’azione avrebbe dovuto essere compiuta in nome di un’organizzazione chiamata “Difesa Democratica”, che rappresenta gli interessi dell’opposizione di centro-destra.
America Del Nord
47. “KEDR” (Cedro) è la designazione in codice di obiettivi sensibili in Canada che dovevano esser messi fuori uso. Essi furono sotto studio da parte della Residentura di Ottawa negli anni 1959-71. Essi comprendevano oleodotti e gasdotti attivi o in via di costruzione e raffinerie petrolifere a Kamloops, Colombia Britannica; nell’area di Winnipeg; a Trafalgar vicino Toronto; a Shelbourne; a Calgary, Alberta; a Edmonton; a Midale, Saskatchewan; a Montreal e altrove. Gli obiettivi furono fotografati da varie angolazioni, furono fissati per longitudine e latitudine sulle mappe geografiche; furono determinate e indicate le vie d’accesso, e anche i percorsi di uscita per allontanarsi dopo il compimento dell’azione; furono compilate descrizioni dei percorsi seguiti dagli oleodotti, delle stazioni di estrazione, dei luoghi di scarico del materiale liquido e furono osservati i loro punti vulnerabili.
48. In Canada, “POL” studiò il Movimento Separatista del Quebec, i siti di atterraggio, e i punti di attraversamento segreti sul confine tra Canada e Stati Uniti. Gli fu incidentalmente affidato il compito di verificare la possibilità che “GORBATY” e “IDOL” partecipassero alla Fiera Mondiale di Montreal e che un’azione speciale fosse intrapresa contro di loro.
49. Negli anni 1967-68, l’illegale “POL” fu intensamente impegnato nella scelta di siti d’atterraggio per distaccamenti di sabotaggio, in particolare nell’area di Calgary, Alberta, tra le città di Calgary e Cananaskis. A est, da Calgary seguendo l’autostrada n. 2 verso il confine con gli Stati Uniti; a ovest, lungo il confine tra la Colombia Britannica e Alberta in giù verso la frontiera statunitense. Furono selezionati punti di raggruppamento e di occultamento, nonché DLB, e percorsi per il raggiungimento della frontiera Canada/Stati Uniti tra le Autostrade n. 2 e n. 93; e anche le aree adatte ad attraversare apertamente la frontiera tra Canada e Stati Uniti. C’erano siti per lo sbarco a sud-est di Winnipeg, sull’Autostrada n. 1 a nord e sull’autostrada n. 12 a ovest; e a ovest del Lake of Woods lungo l’Autostrada n. 59. Furono selezionate le zone adatte all’attraversamento della frontiera canadese per entrare negli Stati Uniti. Nel 1975, “POL” ottenne un visto illimitato per gli Stati Uniti.
50. Negli Stati Uniti, “POL” cercò punti di attraversamento e di occultamento, nonché siti di atterraggio.
Turchia
51. In Turchia, selezionò siti e nascondigli di grosse dimensioni (KGT= krupno-gabaritnye tayniki) in cinque distretti.
52. Nel 1976 in Turchia cercò siti di atterraggio e effettuò ricerche dei “PIRATY” (Pirati) (1974).
53. Dal 1975, “POL” è stato un istruttore illegale ed è stato assegnato alla riserva del Dipartimento “V” per l’eventualità di una situazione di crisi. Tale evento coinvolgerebbe tutti gli ex illegali del Direttorato “S”.
Operazione Speciale – Nome in codice “ZVENO” (Anello)
54. Per distrarre l’opinione pubblica da ciò che accadeva in Cecoslovacchia (1968), fu deciso di compiere un’operazione speciale contro l’obiettivo “ZVENO”.
L’obiettivo “ZVENO” era una sezione dell’oleodotto della NATO (la linea Italia -RFT) che passava attraverso l’Austria nell’area Bodensee. La portata dell’oleodotto era di 10.000.000 tonnellate all’anno su una distanza di 650 km.
55. L’obiettivo “ZVENO” poteva essere messo fuori uso per un po’ di tempo interrompendo l’oleodotto nel punto in cui esso incrociava il Canale Rhine. L’operazione avrebbe causato inquinamento da petrolio nel Bodensee, e questa era la sola fonte di acqua potabile sulla frontiera austro-tedesca.
56. Si ritenne che questa operazione sarebbe stata considerata dall’opinione pubblica come una risposta da parte degli estremisti italiani alle azioni di sabotaggio dei terroristi del Sud-Tirolo. L’operazione avrebbe dovuto essere eseguita da un illegale o da un agente speciale dell’apparato del KGB nella RDT.
57. L’obiettivo fu studiato in tutti i suoi particolari e la Residentura di Vienna preparò un piano dell’operazione – settembre 1968. A tale scopo furono acquistate 4 bottiglie termiche e 10 penne a sfera prodotte nella Germania Occidentale, manufatti italiani e austriaci furono acquistati per il mascheramento. Ciascuna bottiglia termica aveva la capacità di 1 litro, e il diametro esterno della bocca del contenitore di vetro non era maggiore di 40 mm.
58. Esaminando un insieme di misure attive, la dirigenza della FCD le collegò al problema del Sud-Tirolo. Fu considerato vantaggioso rimandare le azioni al maggio 1969 e compierle al di fuori del territorio austriaco. L’Operazione Speciale “ZVENO” fu mantenuta di riserva per una possibile esecuzione in un altro momento conveniente.
59. L’operazione speciale “PANTSIR” (Corazza) rientrava nel complesso “ZVENO”. Fu preparata una mappa approssimativa dell’area, in cui si mostravano i percorsi che un operativo avrebbe dovuto seguire (a piedi, in bicicletta, o in automobile), l’ubicazione di grossi nascondigli (KGT= krupno-gabaritnye-tayniki) una bozza dell’area selezionata per l’esecuzione dell’operazione speciale, le dimensioni dell’oleodotto, i suoi supporti in cemento, i recinti di protezione e le scale d’accesso. Nel maggio 1971 e poi una volta all’anno la situazione nell’area presa di mira fu controllata. Il punto più vulnerabile era attraverso il canale Rhine (o Nuovo Rhine) presso l’insediamento di Brugg. Un contenitore finto di grosse dimensioni fu collocato nel nascondiglio nel giugno 1965, e tirato fuori il 9 aprile 1966; il contenitore non era stato individuato. Ciò avvenne nell’area del paesino di Wolfurt. Un secondo involucro fu rimosso nell’ottobre 1967.
60. Lo schema del luogo fu studiato dall’illegale “YAKOV” e dall’agente “ROBBI” della Residentura di Vienna. L’operazione “ZVENO” era nota e coinvolgeva le seguenti persone:
DERZHAVIN Yu. V.,
GRIGORYEV A.D.,
MALININ B.N.,
SHCHERBANOV Ye.S.,
OLIKHEYKO B.S.,
SAVIN A.S.,
KOVALIK,
SHAROV Ye.A.
Ridesignazione del direttorato S al Dipartimento 8
61. L’VIII Dipartimento fu integrato nella struttura del Direttorato S nel 1976. Prima di ciò era stato una sezione autonoma annessa alla FCD (il XIII Dipartimento, o Dipartimento V). La defezione di un ufficiale del Dipartimento, LYALIN, in Occidente e la conseguente espulsione da parte del governo britannico di 105 ufficiali e agenti del KGB nel settembre 1971 pose il Dipartimento e la Residentura in una situazione eccezionalmente difficile. La Residentura di Londra fu costretta ad agire interamente su posizioni ufficiali. Il processo di ricostruzione della rete di agenti durò fino alla fine del 1975.
62. Il Dipartimento fu impegnato in ciò che in gergo criminale è noto come “lavori bagnati” cioè omicidi, sabotaggi, incendi, esplosioni, avvelenamenti, guasti meccanici e terrorismo. La sua base principale era ubicata nel distretto di Balashikha, regione di Mosca, nelle strutture dell’ex Scuola Superiore di Spionaggio. Le basi addestrative erano dislocate in varie parti del Paese. L’addestramento con paracadute avvenne in una base addestrativa vicino a Kaunas.
63. Il Dipartimento addestrò gruppi di spionaggio e sabotaggio. I giovani arditi e i “nottambuli” selezionati per lo scopo furono sottoposti ad addestramento base per il sabotaggio, seguendo un ordine, e furono chiamati per un addestramento di 45 giorni e suddivisi in piccoli distaccamenti. Di volta in volta furono organizzati appelli d’emergenza, in cui, rispondendo a un dato segnale, i membri del gruppo dovevano riunirsi con le loro attrezzature essenziali in un sito prestabilito.
64. I gruppi di spionaggio e sabotaggio erano addestrati per le operazioni in un’area specifica del paese. In pratica il Dipartimento controllò tutte le imprese più importanti, le centrali idroelettriche e quelle nucleari, le gallerie, i depositi, i ponti, gli oleodotti e i cavi. Studiò i siti adatti all’atterraggio – le piste di atterraggio aereo, le coste, la topografia delle località, gli insediamenti vicini, le condizioni climatiche in vari periodi dell’anno, la direzione dei venti nelle varie stagioni, punti di riferimento caratteristici e percorsi dal punto di atterraggio all’obiettivo del sabotaggio. I percorsi che i gruppi di spionaggio e sabotaggio avrebbero dovuto seguire e gli obiettivi da sabotare erano fotografati e collocati nella mappa.
65. Allo scopo di camuffare i gruppi di spionaggio e sabotaggio con gli abitanti del posto, fu acquistato l’equipaggiamento necessario: esemplari di uniformi militari, i distintivi degli ufficiali e di altri ranghi, delle unità di tiratori in montagna, dei guardalinee ferroviarii, degli ufficiali forestali, degli ufficiali della polizia e della gendarmeria, e articoli di abbigliamento civile indossati dagli abitanti delle aree di sbarco.
66. Furono studiate le peculiarità fonetiche e linguistiche dell’area data, così come il tipo e la ricorrenza delle festività di stato e religiose e le celebrazioni popolari. Luoghi di immagazzinamento furono cercati e preparati anzitempo, e in essi furono preposizionati apparecchi radio rice-trasmettenti e armamenti. Armi furono acquistate all’estero tramite vari mezzi e furono gradualmente accumulate per un eventuale uso.
67. Ci furono occasioni in cui il KGB fece ricorso all’attività di compromissione di uno stato straniero. Così, all’epoca dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle forze sovietiche nel 1968, il gruppo operativo V dell’apparato plenipotenziario del KGB nella RDT – costituito da PANASYUK G.T., BOTYAN e RYABOV V.P. – creò un deposito nascosto sul territorio ceco e vi collocò armi di fabbricazione americana e della Germania occidentale conducendo poi a tale nascondiglio le forze di sicurezza cecoslovacche. Si cercava di suggerire che BND e CIA stavano preparando il popolo all’insurrezione armata contro le conquiste socialiste. Il KGB abbozzò il testo di un articolo per la stampa. A suo credito, il Ministro degli Affari Interni cecoslovacco PAVEL, dubitò della plausibilità della versione inoltrata.
68. L’idea di creare e poi scoprire un nascondiglio di armi americane in Afghanistan, al confine con l’Iran fu sviluppata dalle agenzie di spionaggio allo scopo di accusare pubblicamente gli Stati Uniti di interferire negli affari interni di uno stato sovrano.
69. Nel 1982 un “Centro di addestramento per l’Afghanistan” fu creato a Balashikha; un ufficiale nell’VIII Dipartimento, KIKOT, che era stato richiamato dal L’Avana, fu nominato a capo dello stesso. Il Dipartimento fu pienamente impegnato nella messa a punto di metodi di sabotaggio e terrorismo sulla scena afgana. L’esperienza israeliana contro i campi palestinesi in Libano e i metodi palestinesi contro gli israeliani furono adoperati nei campi profughi afgani e nelle aree densamente popolare del Pakistan.
70. A Balashikha, si tenevano anche corsi per ufficiali di frontiera e un programma di 100 ore volto ad elevare la capacità di combattimento dei giovani ufficiali del KGB.
71. Il Dipartimento studiò diligentemente l’organizzazione e la struttura dei distaccamenti di guerriglia, lo sviluppo di un movimento di resistenza, e metodi e mezzi della lotta armata all’estero.
72. Allo scopo di addestrare stranieri, si tenevano speciali corsi “VYSTREL” per ufficiali a Solnechnegorsk (vicino Mosca) sul seguente tema: “il personale della dirigenza militare”. I partecipanti diventavano comandanti delle formazioni armate operanti contro il loro stesso governo.
73. I gruppi di agenti di nazionalità straniera di solito erano costituiti da un agente speciale, un agente di supporto, un agente custode di una casella postale, e agenti operativi. Gli agenti di supporto dovevano assicurare l’efficacia del combattimento, la sicurezza e la viabilità delle informazioni e i distaccamenti di sabotaggio sul territorio dei paesi stranieri. I custodi delle caselle postali erano utilizzati dal servizio informativo per le comunicazioni postali clandestine con i gruppi di spionaggio e sabotaggio.
74. Tutte le schede degli agenti stranieri o di nazionalità sovietica che per qualche ragione erano consegnate agli archivi, venivano esaminate dall’VIII Dipartimento che selezionava quelli adatti ai suoi scopi.
75. Non meno di 4-6 obiettivi erano elaborati dal Dipartimento per la Linea F, cioè per il sabotaggio.
76. Lo sbarco di un gruppo di spionaggio e sabotaggio era organizzato di notte, o di giorno in condizioni meteorologiche inclementi e con nebbia. Ciascun gruppo era costituito da 15-25 individui, ma la rete dei sabotatori poteva comprendere anche singoli ufficiali dello spionaggio, illegali o agenti. Le attività di un gruppo di spionaggio e sabotaggio erano simili alle operazioni di guerriglia, ma si distinguevano nel fatto che la guerriglia confidava sul contatto con la gente, con le masse, ed effettuava una lotta armata permanente. Invece i sabotatori erano inviati dall’esterno oppure erano reclutati individualmente sul posto ed eseguivano specifici compiti di sabotaggio. KUTUSOV incluse le attività di guerriglia nel suo piano strategico per una campagna militare. Il popolo afgano fornì un esempio unico di guerriglia condotta su larga scala. Da soli, senza un esercito, senza armi moderne, e quasi senza supporto, soltanto con metodi di guerriglia, gli afgani combatterono con successo una guerra contro l’esercito di una superpotenza, che usò metodi inumani di guerra, e contro le forze governative del loro stesso paese. Davanti agli occhi di tutto il mondo la nomenklatura sovietica impiegò 7 anni a distruggere una nazione, mentre nelle sue annuali risoluzioni contrarie, l’ONU neppure nominò i banditi, vagamente ripetendo appelli per il ritiro delle forze straniere dall’Afganistan. La Lega delle Nazioni fu più decisa, infatti a seguito dell’aggressione contro la Finlandia l’URSS fu espulsa in quanto paese aggressore.
Commento del servizio:
1. Aggiunte del funzionario alle informazioni originali della Fonte sono indicate tra parentesi.
2. Il dipartimento Sabotaggio del KGB ha più volte cambiato nome a partire dal 1945. Come Dipartimento 13 e successivamente Dipartimento V (come lettera e non come numero romano) il suo lavoro all’interno delle Residenture legali all’estero fu manipolato dalla Linea F. Dopo che questo dipartimento divenne parte del Direttorato S nel 1976, il lavoro fu effettuato dagli ufficiali della Linea N.
3. “PIRATY” era il nome in codice del KGB per un padre e un figlio che dirottarono un velivolo sovietico nel 1974 circa diretto in Turchia.
4. La fonte ha fornito ulteriori informazioni sull’illegale “YAKOV” che si identifica in Gennadiy Mikhaylovich ALEKSEYEV, nato nel 1931 a Leningrado. Fu fornito di documenti sulla base della doppia variante di uno svizzero nato in URSS chiamato Igor MUERNER. “YAKOV” e sua moglie (I YAKOVLEV) furono arrestati in Svizzera nel novembre 1973 ma scontarono solo un paio di anni per uso di documenti falsi. Gli svizzeri non riuscirono infatti a dimostrare le accuse di spionaggio mosse contro la coppia.
5. Quanto all’invasione della Cecoslovacchia nel 1968 (para. 67), l’ex generale del KGB Oleg KALUGIN ammise nel suo libro “Spymaster” che le affermazioni effettuate dai mezzi di comunicazione sovietici nel 1968, secondo cui “Le truppe del Patto di Varsavia avevano trovato nascondigli di armi della CIA” erano “tutte corbellerie”, poiché le tracce di coinvolgimento della CIA erano state “fabbricate dagli esperti di “misure attive” del KGB”.
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 120
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Flavio Pereira Lopes – Nome in codice “Dyakon”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Flavio Pereira LOPES – nome in codice “Dyakon”
1. Flavio Pereira LOPES nato nel 1954, era un cittadino portoghese e membro di spicco del personale tecnico dell’Ambasciata Italiana a Luanda dal 1977 al 1980.
2. LOPES era un elemento d’interesse per il KGB, ma la sua condizione di reclutamento non era nota. Il suo nome in codice era “DYAKON”
RU SEGRETISSIMO* – Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 121
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Valentina Vladimirovna Shutrovich-Yastzhomb-Marcone – Nome in codice “Dina” o “Podruga”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -.
Valentina Vladimirovna Shutrovich-Yastzhomb-Marcone – Nome in codice “Dina” o “Podruga”
Valentina Vladimirovna SHUTROVICH-YASTZHOMB-MARCONE nata nel 1933 era una donna russa che viveva a Roma e lavorava come interprete per la società “SINA VISCOSA” (sic). Fu reclutata come agente del KGB nel 1966 e le fu dato il nome in codice “DINA” o “PODRUGA”. Fornì informazioni sull’Associazione Letteraria Internazionale, contribuì alla scoperta di talenti e fu impiegata in misure attive.
2. Nel 1982 la SHUTROVICH-YASTZHOMB-MARCONE fu allontanata dalla rete degli agenti poiché aveva perso il suo accesso alle informazioni.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 129
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Visita di giornalisti sovietici in Italia: gennaio 1977
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -.
Visita di giornalisti sovietici in Italia: gennaio 1977. Nel gennaio 1977, A B CHAKOVSKIY, redattore della “Literaturnaya Gazeta”, e il suo vice, V.A. SYROKOMSKIY, si recarono in Italia. CHAKOVSKIY rimase colpito dal livello di diffusione dell’anti-sovietismo tra le forze progressiste italiane guidate dal Partito Comunista e soprattutto tra i ranghi della sua dirigenza superiore.
RU SEGRETISSIMO* – Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 133
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Società commerciali sotto il controllo del Partito Comunista Italiano
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -.
Società commerciali sotto il controllo del Partito Comunista Italiano
Il Partito Comunista Italiano controllava varie società commerciali che lavoravano per l’Unione Sovietica. Le loro attività comprendevano:
- la distribuzione di petrolio dall’URSS all’Italia attraverso il gruppo “MONTI”.
- l’acquisto di tre trasportatori di ammoniaca dalla società “EFIM-BREDA”.
- la costruzione di alberghi in URSS.
- la fornitura di componenti atomiche.
- la cooperazione ad ampio raggio con la società “FINMECCANICA”.
- il lavoro di piccole e medie imprese.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 135
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Alberto Brusaferi – Nome in codice “Saust” o “Medik”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Luciano DE CET è l’oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 117.
Alberto Brusaferi – Nome in codice “Saust” o “Medik”
Alberto BRUSAFERI, un cittadino italiano nato nel 1937, faceva parte della società di consulenza Perpinelli SRL. Fu sotto coltivazione del KGB ed ebbe il nome in codice “SAUST” o “MEDIK”. Luciano DE CET fu usato dal KGB nella coltivazione di BRUSAFERI.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 136
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Corrispondente italiano de “L’Unità” – Nome in codice “Santini”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Gradiremmo sapere a tempo debito se siete riusciti a identificare “SANTINI”
Corrispondente italiano de “L’Unità” – Nome in codice “Santini”
1. “SANTINI” era un corrispondente del quotidiano del Partito Comunista Italiano (PCI) “L’Unità” ed era specializzato nelle questioni riguardanti il Vaticano.
2. “SANTINI” era un contatto segreto della Residentura del KGB di ROMA. Nel settembre 1980, tramite il Consiglio per gli Affari della Chiesa, il KGB organizzò un viaggio in URSS per “SANTINI” e sua moglie. Il viaggio era a spese dell’URSS.
Commento del servizio: la fonte non conosceva l’identità di “SANTINI”.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 137
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Sorelle italiane – Agenti del KGB “Suza” e “Venetsianka”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: 1. Gradiremmo sapere se siete riusciti a identificare “SUZA” e “VENETSIANKA”.
2. Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 142.
Sorelle italiane – Agenti del KGB “Suza” e “Venetsianka”
1. “SUZA”, una donna italiana il cui primo nome era Maria, nel 1955 lavorava presso la Delegazione Italiana alla NATO a Parigi. Nel 1956 lavorava nel Dipartimento Protocollo del Ministero degli Affari Esteri a Roma. Ma nell’aprile del 1956 fu trasferita presso la Residenza del Presidente della Repubblica per lavorare per LUCIOLI, il consigliere diplomatico del Presidente. Questa nomina diede a “SUZA” la possibilità di accedere ai documenti che venivano sottoposti al Presidente dal Ministero degli Esteri nonché alle comunicazioni degli Ambasciatori italiani.
2. La sorella di “SUZA”, “VENETSIANKA” (“la signora di Venezia”), intorno alla metà del 1950 lavorava presso l’Ambasciata Italiana in Francia. Nel 1958 faceva parte del personale dell’Ambasciata Italiana in Germania Occidentale.
3. Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” – fu lo strumento del reclutamento sia di “SUZA” che di ” VENETSIANKA” al servizio del KGB.
Commento del servizio: la fonte non conosceva l’identità di “SUZA” né quella di “VENETSIANKA”
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 138
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Guerina Todescat – Nome in codice “Darya”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 142.
Guerina Todescat – Nome in codice “Darya”
Guerina TODESCAT era una donna ungherese nata in Romania e cittadina italiana. Lavorava come dattilografa presso il Ministero degli Esteri italiano. La TODESCAT fu reclutata dalla Residentura del KGB di Roma tramite Giorgio CONFORTO. Per il reclutamento CONFORTO si servì della bandiera del Centro Anti-Comunista annesso al Ministero degli Esteri Italiano. Il nome in codice della “TODESCAT” era “DARYA”.
(Data dell’informazione: 1940 circa)
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 139
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Velia Fratelli – Nome in codice “Magda”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: – .
Velia Fratelli – Nome in codice “Magda”
Velia FRATELLI era una dattilografa del dipartimento stampa del Ministero degli Esteri italiano. Fu reclutata dal KGB nel 1956 e le fu dato il nome in codice “MAGDA”.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 140
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Agente italiano del KGB “Topo”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: 1. Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” – è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 142.
2. Velia FRATELLI – nome in codice “MAGDA” – è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 139.
Agente italiano del KGB “Topo”
“TOPO” era una dattilografa del Ministero degli Esteri Italiano che fu reclutata dal KGB sotto falsa bandiera. Fu avvicinata da “DARIO” attraverso “MAGDA”. Successivamente “TOPO” fu messa in contatto direttamente con la Residentura del KGB a Roma. Per 15 anni passò importanti informazioni documentarie.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di “TOPO”.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 141
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Dattilografa del Ministero degli Esteri italiano – Nome in codice “Inga”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Giorgio CONFORTO – nome in codice “DARIO” – è l’oggetto del Rapporto Impedian No. 142.
Dattilografa del Ministero degli Esteri italiano – Nome in codice “Inga”
“INGA” era una dattilografa del Ministero degli Esteri Italiano reclutata da “DARIO” (Giorgio CONFORTO). Nel 1938 il controllo su “INGA” passò alla Residentura di Roma del KGB. Questa era un agente documentario e nel 1969 era ancora in contatto con il KGB. Il contatto con “INGA” passò poi a un illegale (nessun ulteriore dettaglio). A “INGA” fu amputata una gamba nel 1971.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di “INGA”.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 142
Data di emissione: 6 ottobre 1995
Oggetto: Giorgio Conforto – Nome in codice “Dario”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
1. Para. 1 del Rapporto:
“DARYA’ (Guerina TODESCAT) è l’oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 138. Non abbiamo alcuna altra informazione sul conto di “ANNA’ o “MARTA’.
2. Para. 4 del Rapporto:
“TOPO’ è l’oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 140.
“INGA’ è l’oggetto del rapporto IMPEDIAN No. 141.
“SUZA’ e “VENETSIANKA’ sono l’oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 137.
Non abbiamo altre notizie su “OVOD’.
3. Para. 5 del Rapporto:
Non abbiamo altre notizie su “MARA’.
Giorgio Conforto Ð Nome in codice “DARIO’
1. Giorgio CONFORTO, cittadino italiano nato nel 1908, era un avvocato che lavorava come giornalista e come funzionario agrario in Italia. Fu reclutato nel 1932 su base ideologica. Il principale nome in codice di CONFORTO era “DARIO’, ma era noto anche come “BASK’, “SPARTAK’, “GAU’, “CHESTNYY’ e “GAUDEMUS’. Nel 1937 fu infiltrato nel Partito Fascista e successivamente nel Centro Anti-Comunista annesso al Ministero degli Esteri italiano. Sotto la bandiera di questa organizzazione “CONFORTO’ reclutò tre dattilografe del MAE, “DARYA’, “ANNA’ e “MARTA’, dalle quali ottenne regolarmente notevoli informazioni documentarie.
2. Nel 1942, in seguito allo smascheramento della Residentura illegale del GRU, con cui era temporaneamente in contatto, “CONFORTO’ fu arrestato e tenuto in prigione fino al 1945. Per qualche tempo fu in un campo di concentramento in Germania, e di lì liberato con l’arrivo delle truppe sovietiche.
3. In Italia “CONFORTO’ riallacciò i contatti con “DARYA’ e “MARTA’ e ottenne da loro informazioni. Entrò nel partito socialista. Nel 1946, la dirigenza del Partito Socialista e del Partito Comunista accusò “CONFORTO’ di fare il doppio gioco, tenendo a mente la sua ex militanza nel Partito Fascista; fu così espulso dal Partito Socialista. La Residentura di Roma del KGB fece in modo che l’accusa contro “CONFORTO’ fosse ritirata e che lui potesse rientrare nel partito. Ma questo fatto divenne di dominio pubblico e “CONFORTO’ fu guardato come un elemento legato all’Ambasciata Sovietica.
4. “CONFORTO reclutò per conto della Residentura di Roma altre due dattilografe del MAE Ð “TOPO’ e “INGA’, le quali passarono una mole notevole di importanti informazioni, comprese notizie sul principale avversario (gli Stati Uniti). “CONFORTO’ ebbe anche un ruolo strumentale nel reclutamento della fonte documentaria “OVOD’ nonché di “SUZA’ e “VENETSIANKA’.
5. I contatti con “CONFORTO’ furono mantenuti personalmente, tramite DLB, comunicazioni a distanza e illegali. Nel 1968 fu congelato e gli fu assegnata una pensione a vita di 180 rubli. Tuttavia nel 1972 fu tirato nuovamente in gioco e il contatto fu riallacciato allo scopo di coltivare una dattilografa del MAE italiano il cui nome in codice era “MARA’.
6. Nel marzo 1975, al compimento dei quarant’anni di collaborazione con lo spionaggio sovietico, “CONFORTO’ e sua moglie furono insigniti dell’Ordine della Stella Rossa.
7. Alla fine di maggio 1979 la figlia di “CONFORTO’, Giuliana CONFORTO fu arrestata insieme a due terroriste di spicco delle Brigate Rosse, MORUCCI e FARANDA. La donna aveva funto da custode di un appartamento adoperato dai terroristi e, come si chiarì in seguito, era stata usata a sua insaputa. “CONFORTO’ non sapeva del legame di sua figlia con i terroristi e si trovava nell’appartamento della figlia quando questa venne arrestata insieme alle altre due terroriste. La Residentura del KGB prese nota di questo fatto e, considerando che la circostanza poteva far sì che lo stesso “CONFORTO’ fosse interrogato dai Servizi Speciali italiani, lo congelò nuovamente. La pensione che gli era stata assegnata, gli sarebbe stata corrisposta in occasione di un suo viaggio in un paese terzo con regime favorevole oppure in Unione Sovietica.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 143
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: “Brigate RossÈ italiane: contatti tra i partiti comunisti di Cecoslovacchia e Italia: 1975 e 1978
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
“Brigate RossÈ italiane: contatti tra i partiti comunisti di Cecoslovacchia e Italia: 1975 e 1978
1. Nel dicembre del 1975 Yuriy Andropov notificò quanto segue al Comitato Centrale del PCUS.
Il Ministro degli Affari Interni Cecoslovacco, OBZINA, aveva informato il rappresentante del KGB sovietico a Praga di un incontro avvenuto il 16 settembre 1975. L’incontro era stato tra Antonin VAVRUS, Capo del Dipartimento Internazionale del Comitato centrale del Partito Comunista Cecoslovacco e Salvatore CACCIAPUOTI, vice presidente della Commissione Centrale di Controllo del Partito Comunista Italiano (PCI).
CACCIAPUOTI affermò di essere stato autorizzato dalla dirigenza del PCI a informare il Comitato centrale del Partito Comunista Cecoslovacco che le agenzie ufficiali italiane erano in possesso di alcuni documenti. Tali documenti confermavano che una delle basi dell’organizzazione terroristica italiana “Brigate RossÈ era ubicata in Cecoslovacchia e che le agenzie di sicurezza cecoslovacche stavano cooperando con essa. Questo fatto poteva essere usato contro il PCI.
VAVRUS aveva garantito a CACCIAPUOTI che il Ministero degli Affari Interni Cecoslovacco non aveva alcun contatto con i terroristi italiani.
2. Durante la sua visita a Mosca, OBZINA disse al KGB che il Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco aveva dato una calma ma decisa risposta al Comitato Centrale del PCI.
3. Le “Brigate RossÈ erano un’organizzazione di estrema sinistra fondata da Renato CURCIO nel 1970. Operava su base di illegalità.
4. Il 4 maggio 1978, durante una conversazione con Vladimir KOUCKY Ð Ambasciatore cecoslovacco in Italia, Giorgio AMENDOLA Ð membro del Presidium del Comitato Centrale del PCI, lo invitò ad essere prudente riguardo alle “Brigate RossÈ. AMENDOLA disse che i contatti delle “Brigate RossÈ con la Cecoslovacchia e la loro presenza nel paese avrebbero potuto venir fuori durante un successivo processo a loro carico.
5. Anche Arturo COLOMBI, Presidente della Commissione di Controllo del PCI, aveva messo in guardia l’Ambasciatore cecoslovacco sulle “Brigate RossÈ. Egli aveva criticato il Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco perché non aveva dato risposta a specifiche domande in merito alle “Brigate RossÈ. Tali domande erano state poste da CACCIAPUOTI durante i colloqui di Praga. Il Comitato centrale del PCI non fu soddisfatto del categorico rifiuto sull’esistenza di alcun contatto tra la Cecoslovacchia e le “Brigate RossÈ.
6. KOUCKY era stato particolarmente turbato dal comportamento di Nikita RYZHOV, Ambasciatore sovietico in Italia. Questi rammentava ripetutamente a KOUCKY che aveva messo in guardia i rappresentanti cecoslovacchi in merito ai contatti con le “Brigate RossÈ, ma questi non gli avevano dato ascolto. RYZHOV era convinto che all’interno dell’Ambasciata cecoslovacca ci fosse qualcuno che, alle spalle di KOUCKY, era in contatto con le “Brigate RossÈ. RYZHOV aveva accusato KOUCKY di recare più danni che benefici associandosi con le “Brigate RossÈ.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 146
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: giornali e periodici italiani usati dalla residentura del KGB a Roma: 1974.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Giornali e periodici italiani usati dalla Residentura del KGB a Roma: 1974
Nel 1974 i nomi operativi in codice delle riviste e giornali italiani usati dalla Residentura di Roma del KGB erano i seguenti:
“ALPHA’ periodico “Tempo’
“BELLA’ quotidiano “Paese Sera’
“BETA’ periodico “Sette Giorni’
“EPSILON’ periodico “L’Europa Domani’
“GAMMA’ quotidiano “Avanti’
“LOBI’ periodico “L’Astrolabio’
“MOBI’ periodico “L’AutomobilÈ
“OMEGA’ bollettino dell’Agenzia “Adista’
“OMO’ quotidiano “Il Tempo’
“POTA’ quotidiano “Nuovi Terri’
“SHELL’ periodico “Scena Illustrata’.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 147
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: rapporti inviati alla centrale dalla Residentura del KGB, Roma: 1973
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Rapporti inviati alla centrale dalla Residentura del KGB, Roma: 1973
1. Nel 1973 la Centrale di Mosca ricevette 474 rapporti informativi dalla Residentura del KGB a Roma.
2. 110 rapporti furono presi in esame in maniera indipendente per l’informazione delle più alte autorità (l’Istantsii) e dei dipartimenti governativi. Le informazioni contenute in 98 rapporti costituirono la base di appunti e resoconti. 253 rapporti furono messi in archivio per comporre informazioni e profili. 8 rapporti furono restituiti alla Residentura senza essere stati utilizzati.
3. I rapporti contenevano una gran quantità di materiale relativo alla visita di BREZHNEV negli Stati Uniti, Germania Occidentale e Francia.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 148
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: agente del Dipartimento 2 del KGB (Direttorato S) Ð Nome in codice “Graf’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Agente del Dipartimento 2 del KGB (Direttorato S) Ð Nome in codice “GRAF’
“GRAF’ faceva parte del personale del Consolato Italiano a Le Havre nel 1970. Era un agente del KGB e fu utilizzato per le operazioni del Dipartimento 2 (Direttorato S).
Commento del servizio: la fonte non è stata in grado di confermare la nazionalità di “GRAF’. Questo rapporto è stato parimenti passato ai francesi.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 149
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: Mario Babic – Nome in codice “Ikar”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: -
Mario Babic – Nome in codice “Ikar”
1. “IKAR’ era il generale dell’esercito Italiano Mario BABIC, nato nel 1910 a Fiume, Italia; di origine croata: dal gennaio 1957 fu addetto aeronautico presso l’Ambasciata italiana a Mosca. Fu reclutato sulla base di materiale compromettente. Venne organizzato un presunto aborto per MANGURINA Marina Fedorovna, la donna che viveva con “IKAR’. Entrò in scena un ufficiale operativo che interpretava il ruolo del marito infuriato della MANGURINA e minacciò di compromettere “IKAR’. Questi firmò un accordo di collaborazione. “IKAR’ consegnò un rapporto da parte di TERNI, l’Addetto Militare a Mosca, e anche informazioni circa l’Ambasciata italiana, la cifra utilizzata dal personale, e la combinazione della sua stessa cassaforte.
2. Successivamente “IKAR’ ebbe un ripensamento e chiese insistentemente che il suo accordo firmato fosse distrutto. Addirittura in un incontro del 4 settembre 1959 egli consegnò la seguente dichiarazione scritta:
“So che nascondete un pugnale sotto il mantello. Il giorno che mi avete intrappolato con mezzi che ritengo indegni della vostra rispettabilissima nazione, io tentai di farvi capire che il mio atteggiamento verso di voi era amichevole. Ignorando questi miei sentimenti, mi avete sottoposto a varie prove. Ma nonostante ciò continuate a dubitare della mia lealtà e delle mie buone intenzioni. Continuate a puntare una pistola contro di me, pur proferendo parole di amicizia e apprezzamento nei miei confronti. Se questi vostri sentimenti sono reali e non mera finzione, allora datemi una prova, e con ciò mi riferisco alla necessità di risolvere la questione della distruzione del documento in cui si parla delle circostanze in cui io fui intrappolato. Se non lo distruggerete, non vi considererò più degni della mia amicizia e stima.
Vi prego di capire che ho bisogno del vostro rispetto. Pertanto, se pensate che io agisca dietro la minaccia del documento relativo alle circostanze del mio reclutamento, vi sbagliate. Trovate un modo per mettere alla prova la mia lealtà senza minacce. Sono sicuro che non cadrò in fallo. Se continuerete a dubitare della mia sincerità, non potrò più lavorare o continuare a rispettarvi finché sarò in ansia.’
3. Per ragioni operative a “IKAR’ fu consegnata una copia preparata ad hoc del suo impegno firmato. Con ovvia espressione di soddisfazione, “IKAR’ distrusse “L’impegno scritto’ e dichiarò che da allora si sarebbe sentito meglio.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 150
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: agente italiano del KGB – Nome in codice “Vittorio”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Questo rapporto fornisce ulteriori informazioni e individua dettagli sull’agente “VITTORIO’ Ð oggetto del Rapporto IMPEDIAN No. 82.
Agente italiano del KGB Ð Nome in codice “VITTORIO’
1. “VITTORIO’ era Luciano RAIMONDI, un italiano che lavorava come addetto culturale presso l’Ambasciata italiana in Messico. Egli conosceva la lingua cinese. In passato era stato comunista. Dal 1966 fu coinvolto nel movimento filo-cinese che poi diede luogo al Partito Rivoluzionario Marxista Leninista Italiano.
2. Anche la moglie di “VITTORIO’, che si chiamava Nuncia AUGIERI conosceva il cinese.
3. “VITTORIO’ fu reclutato nell’ottobre 1969 dall’ufficiale del KGB Stanislav Vasiliyevich SYCHEV.
4. Dopo il Messico, “VITTORIO’ si stava preparando a lavorare nella Repubblica Popolare Cinese, in Giappone o ad Hong Kong.
RU SEGRETISSIMO* Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 151
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: illegale del KGB “Yevgeniy’ e aspirante illegale “Voldemar’
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: Non abbiamo alcuna notizia su LOLLINI, Vladimir Albertovich o sui suoi genitori.
Illegale del KGB “Yevgeniy’ e aspirante illegale “VOLDEMAR’
1. “VOLDEMAR’ era Vladimir Albertovich LOLLINI, nato nel 1947 in Italia, nel paese di Sant Antonio, Medelcio, da padre italiano e madre bielorussa; fu reclutato nel 1966. Era un medico, laureando in scienze mediche, e viveva a Vitebsk.
2. Il padre di “VOLDEMAR’ era Albert Andrey LOLLINI, nato nel 1921 nel paese di Sant Antonio in Italia.
3. Sua madre era N.G. ZNOSENKO. I suoi genitori si erano conosciuti in un campo in Germania e nel 1945 si trasferirono in Italia.
4. Vladimir Albertovich LOLLINI nacque il 18 settembre 1947 nel paese di Sant Antonio, comune di Medigina, provincia di Bologna, Italia. Era laureando in scienze mediche e membro del PCUS. Nel 1957 si trasferì dall’Italia in URSS, andando nella città di Shklov, Bielorussia, luogo natale di sua madre. Si laureò presso l’Istituto di Medicina di Vitebsk nel 1970.
5. Nel 1971, fu arruolato nella Riserva Speciale come candidato per svolgere missioni da compiere una volta sola. Nel 1947 accettò formalmente di lavorare in speciali condizioni, e fu arruolato nella Riserva Speciale.
6. Nel 1971 a “VOLDEMAR’ fu dato un passaporto austriaco, tramite un agente, e fu destinato alla Francia. Fu rimosso dal lavoro operativo nel 1974. Fu adoperato il metodo della variante (cioè i suoi documenti furono passati a un altro illegale) per l’illegale “YEVGENIY’.
7. Nel 1976 a “YEVGENIY’ fu dato un passaporto austriaco, (una nuova variante) basato sulla variante di “VOLDEMAR’. Fu usato per viaggi da effettuare una volta sola.
8. “VOLDEMAR’ fu istruito dall’8¡ Dipartimento del Direttorato S per il suo lavoro all’estero, dove aveva numerosi contatti familiari, in Italia e in Spagna. Gli fu dato il compito di ripristinare la sua cittadinanza italiana. Furono fatti tentativi per fornire di documenti “VOLDEMAR’.
9. Nel luglio 1977 arrivò in Italia per indagare circa la possibilità di riprendere la sua cittadinanza italiana e trovare un lavoro. Nel marzo 1978 fu mandato in Italia per un anno, affinché ottenesse la cittadinanza e una laurea italiana in medicina, allo scopo di preparare il terreno per il suo trasferimento in un terzo paese (il Venezuela). Superò un esame di qualifica come dottore presso l’Istituto di Bologna, ottenne la cittadinanza italiana e il passaporto straniero No. D880819, e la carta d’identità No. 32795033, insieme a certificato di nascita No. 2325 e No.12082.
10. Tuttavia, influenzato da sua moglie, rifiutò di lavorare a condizioni speciali nel 1981. Nel 1983 fu rimosso dalla Riserva Speciale.
Commento della fonte: 1. La fonte ha spiegato che l’espressione del para. 6 “fu usato il metodo della variantÈ indica che la documentazione fu successivamente usata da un altro illegale. In questo caso il secondo illegale assunse il compito inizialmente assegnato al primo illegale.
2. Il termine “rimosso’ nel para. 6 indica che il candidato fu rimosso dal lavoro operativo nell’anno indicato, ma continuò a lavorare come illegale sotto una diversa identità per una missione speciale.
Commento del servizio: 1. Le aggiunte del funzionario alle informazioni originali della fonte sono riportate tra parentesi.
2. L’informazione della fonte sull’aspirante illegale con il nome in codice “VOLDEMAR’ suggerisce che un passaporto austriaco fu originariamente emesso per “VOLDEMAR’ come supporto da adoperare in operazioni speciali, probabilmente in tempo di guerra o di crisi per conto del Dipartimento 8. Quando divenne aspirante illegale a tempo pieno nel 1974, il suo documento austriaco fu completamente rimaneggiato per essere usato da “YENGENIY’, poiché il KGB sperava che “VOLDEMAR’ avrebbe potuto usare i suoi veri documenti d’identità per le attività di lungo periodo in Occidente. Nel frattempo fu rimosso dal suo status operativo, probabilmente per un periodo di ulteriore addestramento.
RU SEGRETISSIMO* Rapporto Impedian numero 152
Data di emissione: 5 gennaio 1996
Oggetto: Vocabolario dei termini del KGB
Fonte: Ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: fino al 1984.
AVVERTENZA: Fonte sensibile. il contenuto del rapporto deve essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione deve essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto, né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro servizio senza previa autorizzazione dell’Originatore.
Nota: Il presente rapporto è costituito da 141 pagine, non tradotto in quanto trattasi di vocabolario
TOP SECRET UK*
Rapporto numero 153
NdT: é stata mantenuta la trascrizione inglese per i nomi russi. Ad esempio, ” Alksandrevich”, mentre in italiano si tenderebbe a scrivere “Alexandrevich” lo stesso per Aleksey (Alexey), Yuriy (Yuri), ecc. Tenerlo presente in corso di verifica d’archivio
Data del rapporto: 12 febbraio 1996
Oggetto: Illegali del KGB “DUBRAVIN”, Aleksey Mikhailovich KOZLOV alias Erich Albert SVENSON e “DUBRAIVINA” Alias Marianne SVENSSON.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: aggiornate al 1984.
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Commenti:
1. KOZLOV Aleksey Mikhailovich, nato il 21/12/34 a Oparino (URSS), alias Max TRAPPE, alias Erich Albert SVENSSON; reclutato nel 1960, addestrato come “illegale” e arrestato in Sud Africa il 28/07/80. Ben noto caso di “illegale”
2. Marianne SVENSSON; nata HERMANNS, nata il 11/09/39 a Klettbach; ha un figlio nato il 29/01/65 (nome non noto) e una figlia nata il 28/12/65 (nome non noto)
3. SURIKOV V. N., probabilmente Vasily Nikolayevich SURIKOV, nato il 7/03/31 a Gorki. Ha prestato servizio a Colombo dal 12/1966 al 10 /1970.
4. KONDRATYEV A., probabilmente Aleksey Mitrofannovich KONDRATYEV, nato il 16/07/35 o il 16/09/35 a Devitsa (URSS). Ha prestato servizio a Colombo dal 4/1970 al 1/1971
5. GRISHIN Yuriy Aleksandrovich, nato il 13/04/37 a Mosca (URSS). Ha prestato servizio a Colombo dal 2/1972 al 9/1973
6. LISENKO Konstantin Petrovich, nato il 5 o il 6/12/43 a Mosca (URSS). Ha prestato servizio a Colombo dal 1/1973 al 2/1978
7. SOKOV Mikhail Anatolyevich, nato il 5 o il 31/07/45 a Kostroma Oblats (URSS). Ha prestato servizio a Colombo dal 12/1974 al 7/1982. Agente identificato KGB/SVR
8. RAZIN “SEKTANT” identificato dalla fonte quale BOGATIY Anatoily Nikolayevich, scomparso da Rabat nel 1982
9. “ONEGA” è stata identificata dalla fonte in Mary PHILIPPART, nata il 1923 a Bruxelles (Belgio). Reclutata nel 1952
10. Segey Vladimirovich PRAOTTSEV, nato il 20/09/49; nel 1973-76 studente in Giappone; nel 1976-79 addetto, Sezione Consolare, Ambasciata sovietica a Nuova Delhi; nel 1981-83, Secondo Segretario, Ambasciata sovietica a Tokio. Identificato da REDWOOD nel 1982 quale ufficiale della linea N del KGB. Il resoconto di REDWOOD riferisce che dopo l’addestramento di PRAOTTSEV presso la scuola 101 del KGB egli era stato inviato in Giappone per un aggiornamento linguistico. Al suo rientro nel 1976, fu destinato al 2¡ Dipartimento, Direttorato S, dove divideva l’ufficio con REDWOOD. Redwood Ha inoltre riferito che durante il periodo trascorso in India, PRAOTTSEV ebbe un grave incidente d’auto mentre guidava in stato di ubriachezza. PRAOTTSEV era stato destinato a Nuova Delhi nel 1976 ed espulso nel 1979 in seguito ad un caso di spionaggio. Nel marzo 1981 venne fatto rientrare da Tokio a causa del suo coinvolgimento in un caso con un diplomatico occidentale, suo “compagno di bevute” e, apparentemente, venne espulso dal KGB.
11. Alexander Sergeyevich POCHATKOV, nato il 24/12/1952, sospettato appartenente al KGB. Ha prestato servizio a Singapore nel 1977/81 e Manila nel 1985-90
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Rapporto numero 153
NdT: il “rapporto” è, verosimilmente, la trascrizione letterale delle dichiarazioni della fonte. é per questo che a volte vi si legge il termine “straniero”, ad esempio riferito a passaporti, che appare incongruo se non si tiene presente che è “straniero” rispetto all’ URSS.
Illegali del KGB “DUBRAVIN’, Aleksey Mikhailovich KOZLOV alias Erich Albert SVENSSON e “DUBRAIVINA” alias Marianne SVENSSON.
1. “DUBRAVIN” era un illegale del KGB che usava la copertura di un uomo nato il 27/12/1938
2. “DUBRAVIN”, Aleksey Mikhailovich KOZLOV, nato nel 1934 era un illegale. L’identità di Erich Albert SVENSSON, nato il 27 12/1938 a Magdeburgo (Germania), di cittadinanza tedesca. Era un commerciante, domiciliato in Austria, Neubaugasse 25, Appartamento 2, Vienna. Aveva ottenuto un passaporto della RFG
3. é stato destinato in RFG nel 1964-66, Belgio 1967-70, Austria, Italia, Paesi del Medio e Estremo Oriente, Sud Africa, Polonia e Cina.
4. “DUBRAVINA”, nata nel 1937 era una cittadina russa che usava la copertura di una donna della RFG; usava anche la variante “IRMA”.
5. “IRMA”, era Marianne MAROUF, nome da nubile HERMANNS, nata il 11/09/1939 a Klettbach, nel distretto di Erfurt; era cittadina tedesca del RDT, sposata al cittadino algerino Mahmud MAROUF.
6. Nel luglio 1961 “IRMA” lasciava clandestinamente la RDT e raggiungeva Berlino Ovest, facendosi registrare a Marienfeld per poi recarsi a Giessen, provincia di Coblenza. Otteneva un passaporto straniero a Francoforte sul Meno (settembre 1961) e da Francoforte si trasferiva a Tunisi. Nel novembre 1961 “IRMA” e MAROUF arrivavano e Erfurt dove si installavano definitivamente.
7. “IRMA” visse a Erfurt fino al 1965, quando si suicidò.
8. “DUBRAVINA” ha usato tutti questi particolari (sotto il nome di copertura SVENSSON) con alcune differenze relative alla professione e l’apparenza esteriore. “DUBRAVINA”, secondo la storia di copertura lasciava la RFG non alla volta di Tunisi, ma dell’Algeria, dove “DUBRAVIN” la aspettava. Fu montata una storia di copertura circa il soggiorno ad Algeri ed il lavoro che si svolgeva: la sua abitazione era esplosa in seguito ad un attacco dell’OAS, le fotografie del suo passaporto straniero vennero sostituite e aggiunti i timbri d’ingresso al suo passaporto per simulare il soggiorno ad Algeri. Il 25 novembre 1964 si sposava presso l’ufficio civile di Stoccarda-Neirngen e prendeva il nome di SVENSSON.
9. Secondo la storia di copertura di “DUBRAVINA” in Algeria, tra il 1961 e il 1964 ella era nubile. Tra il 1966 e il 1967 vi erano alcune discrepanze con i veri dettagli del suo personaggio di copertura.
10. Nel 1965, a DUBRAVIN nascevano due figli in RFG
11. Il 29/01/1965 DUBRAVIN dava alla luce un figlio di nome Thomas Mikhail SVENSSON, registrato presso l’ufficio n. 3 della città di Monaco di Baviera, con il numero di serie 591; il successivo 28/12/1965 nasceva la secondogenita Anna Evelyn SVENSSON, registrata presso l’ufficio di Monaco di Baviera con il n. 4621.
12. A Monaco di Baviera “DUBRAVINA” otteneva un passaporto straniero il 16/02/1966.
13 La calligrafia del suo personaggio di copertura, conservata nei registri degli interrogatori dei campi profughi, non era simile a quella di “DUBRAVINA” e ciò avrebbe potuto emergere in corso di verifica.
14 I DUBRAVIN nel 1967 vivevano in Svizzera.
15 “ONEGA”, era il contatto in Belgio dei due illegali, compreso “DUBRAVIN”; egli era un Agente speciale.
16 Aleksander Sergeyevich POCHATKOV (nome di battaglia nel KGB PAVLOV) nato nel 1952 , prestava servizio per conto della linea N, tra il 1977 e il 1981 a Singapore, sotto copertura diplomatica. Era in contatto con i seguenti agenti: 2 ufficiali intelligence “Illegali”, 2 agenti illegali, 1 agente speciale, 1 agente, 1 confidente.
17 Inoltre PAVLOV manteneva i contatti con 6 illegali della Centrale che si recavano periodicamente a Singapore, tra due “DUBRAVIN”
18 KOZLOV era l’illegale DUBRAVIN. Egli era a conoscenza dei dettagli relativi all’illegale “BAYRAM” e del suo indirizzo in Madagascar. Poi si verificava un altro avvenimento: la defezione di RAZIN SEKTANT in Algeria; egli sapeva dell’operazione “START 2″ – tentativo di ottenere un passaporto straniero della DRM (Rep. Dem. Del Madagascar) per “BAYROMA”. Nel settembre 1980 i BAYROM venivano richiamati urgentemente a Mosca.
MEZZI DI COMUNICAZIONE DI DUBRAVIN
19 “Walter BRAUN” – Gunter SEIDITZ (fonetico) nato nel 1920; titolare di una casella postale a Berlino. Il suo indirizzo venne dato a DUBRAVIN, che cadde nelle mani dell’avversario.
20 “IOAKIM” – Friz MILLER nato nel 1933; aveva un indirizzo a Leipzig ed era un agente del KGB. Era titolare di una casella postale. Dal 1964 al 1970, 59 lettere da parte del Contingente Speciale furono spedite al suo indirizzo. Tale indirizzo era noto a DUBRAVIN che era detenuto dai Servizi Speciali ostili. 1981.
21 “SATKHI” – Vishnu Khunsuli BAKHRU, nato a Lahore (India), era direttore della società: Corporazioni Viaggi del Turismo Indiano. Egli era in contatto operativo con la residentura dal 1967; nel 1968 furono stabilite relazioni confidenziali e nel 1974 relazioni da “Agente”.
22 Dal 1975 al 1978, venne usato come titolare di una casella postale per 4 illegali tra cui DUBRAVIN. Nel dicembre 1976, vennero aperte due lettere provenienti da un illegale in Israele.
23 “SATKHI” era uno dei Direttori di una società di Viaggi, reclutato nel 1974, in contatto con PRAOTTSEV. Veniva usato come casella postale per 5 unità illegali, comprendenti anche l’illegale DUBRAVIN. Nel gennaio 1979 veniva arrestato per contatti con i Servizi sovietici e PRAOTTSEV veniva espulso dal paese (l’India, NdT).
24 Nel gennaio 1979, “SATKHI” veniva interrogato dai Servizi Speciali Indiani circa i suoi rapporti con PRAOTTSEV, un ufficiale della Residentura. Con il quale l’agente era stato in contatto. A causa mancanza di prove, l’agente venne rilasciato.
25 Di seguito, un indirizzo operativo: “KRIS” – Douglas De Silva, 25 Polkotuva Road, (Kudunamulla/Moratula), Sri Lanka
26 “KRIS” – Douglas De Silva, era un cingalese, nato nel 1925, cittadino dello Sri Lanka e ufficiale del MFA. Era un agente del KGB dal 1970. Dal 1978, era titolare di un indirizzo posta per illegali della Centrale. 28 lettere vennero inoltrate. Viveva nella città di Moratuva, un sobborgo di Colombo. In seguito all’arresto in Africa del Sud di “DUBRAVIN”, che aveva usato l’indirizzo di KRIS, i contatti con l’agente vennero interrotti.
27 “KRIS” era stato in contatto con: SURIKOV V.N., KONDRATYEV A., GRISHIN YURIY Aleksandrovich, LYSENKO Konstantin Petrovich e SOKOV Mikhail Anatolyevich.
28 Nel 1979 in Mo e Africa vi erano 8 indirizi postali per agenti , usati da 16 corrispondenti: 7 illegali, 6 agenti speciali, e 3 agenti illegali. Inoltre vi erano 10 BPA (indirizzi postali per non-agenti) usati da 18 corrispondenti: 5 illegali, 6 agenti speciali e 7 agenti illegali.
29 In Kuwait, la casella postale 1455 veniva usata dal corrispondente della TASS G. Saleh, da DUBRAVIN quando scriveva dall’ Egitto, Giordania e Zambia e da un altro illegale, un agente illegale e due agenti speciali
COMMENTO DEL SERVIZIO
1 Le modifiche apportate dal Desk Officer della fonte rispetto all’informazione originale sono indicate entro parentesi quadre
2 Il termine “Unità illegale” può significare sia un singolo agente illegale che una coppia sposata i cui componenti sono entrambi inviati a lavorare all’estero.
3 é probabile che RAZIN fosse il nome di battaglia del KGB per una residentura legale IO cui era stato assegnato il nome in codice SEKTANT dopo la sua scomparsa dalla Residentura del KGB a Rabat. Il KGB, secondo la fonte, sembra credere che abbia defezionato.
4 Il termine BPA è un’abbreviazione del KGB per “indirizzo postale per non-agenti”, che potrebbe essere, ad esempio, un ente russo o un ostello, dove la posta non viene controllata scrupolosamente.
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Rapporto numero 154
Data del rapporto: 15 febbraio 1996
Oggetto: GIORGIO BONELLI – Alias “BOK”, giornalista italiano gestito dal Dipartimento 1 del Direttorato S.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’ informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commenti:
Non vi sono evidenze di BONELLI nei nostri atti.
“BOK” – Giorgio BONELLI, nato nel 1937, cittadino italiano, residente in Italia; giornalista (1978). Veniva gestito da Dipartimento 1 del DIRETTORATO S.
Commento del servizio
Il fatto che “BOK” fosse gestito dal Dipartimento del Direttorato S. , competente per i viaggiatori illegali, piuttosto che dal Dipartimento geografico 5, ci lascia supporre che si tratti di un agente del Dipartimento 5, forse usato come fonte o come “Talent Scout” o, meno probabilmente come LLB.
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Rapporto numero 155
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Le scuole italiane obiettivo di ricerca del KGB.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’ informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
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Le scuole italiane obiettivo di ricerca dl KGB
La residentura del KGB a Roma aveva tra i propri obiettivi di ricerca le scuole di Civitavecchia, Cesena (Data dell’informazione non nota) e Orvieto. Il KGB era interessato in tali scuole perché si svolgono corsi di addestramento per quadri di unità speciali.
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Rapporto numero 156
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Obiettivi di ricerca generali del 1¡ Direttorato del KGB concernenti l’Italia: 1970.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’ informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
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Gli obiettivi di ricerca generali che il Dipartimento V del 1¡ Direttorato del KGB aveva fissato per la residentura a Roma nel 1970 erano i seguenti:
- Selezione e costituzione di gruppi di agenti operativi ed esecutivi affidabili per l’attuazione di misure attive sia in tempo di pace che in periodi di emergenza
- Ogni gruppo di agenti doveva essere formato da 1 agente speciale, 1 agente di supporto, 1 titolare di indirizzo postale e un agente esecutivo.
- Elaborazione di un piano di operazioni. Ciò contemplava: metodi affidabili di avvicinamento e allontanamento dall’obiettivo; individuazione e installazione di dispositivi speciali in un nascondiglio vicino all’obiettivo o nella residentura; addestramento di agenti per l’operazione
- Creazione delle condizioni necessarie per la costituzione di un movimento di resistenza; monitoraggio delle contraddizioni tra l’Italia e gli altri paesi capitalisti
- Sviluppare le condizioni necessarie per condurre operazioni speciali in tempo di pace contro 2 o 3 obiettivi principali dell’avversario, individuandone i punti di vulnerabilità
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Rapporto numero 157
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Piani di residentura di Roma del KGB per lo stoccaggio di materiale: 1970.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
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Piani di residentura di Roma del KGB per lo stoccaggio di materiale: 1970.
La residentura del KGB di Roma fu istruita di cercare di sfruttare le proprietà immobiliari degli agenti del KGB di comprovata affidabilità. Si riteneva che tali immobili potessero costituire eventuali nascondigli per apparecchiature di grosso taglio (Data dell’informazione: 1970)
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Rapporto numero 158
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Italia: principali aree per distaccamenti speciali del KGB.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
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Italia: principali aree per distaccamenti speciali del KGB.
Le principali aree per distaccamenti speciali del KGB erano le seguenti: “TSENTR” (centro): Roma, L’Aquila, Pescara, Vasto, Isernia, Frosinone, Velletri
“PRIMORSKIY” (marittime): Genova, Piacenza, Parma, Bologna, Firenze, Lucca, La Spezia
“YUZHNYY” (sud): Napoli e Benevento
Era previsto che per ogni gruppo Intelligence e di Sabotaggio venissero selezionate le seguenti aree:
- 2 aree di atterraggio (arrivo)
- Un nascondiglio per stoccaggio a lungo termine per oggetti di grosse dimensioni;
-Due siti per base, uno principale ed uno di riserva;
- Percorsi per lo spostamento dei gruppi Intelligence e di sabotaggio dell’area di atterraggio (arrivo) al luogo della base con i necessari numeri per i nascondigli nelle ore diurne
- Allestimento della base, ovvero: una dependance; un casotto o baracca; uno chalet di legno; una casa separata o un appartamento in città.
Caratteristiche indispensabili per la base dovevano essere:
- fornire un nascondiglio affidabile per persone,
- avere vie d’accesso e di uscita nascoste,
- presentare condizioni adeguate per la difesa
TOP SECRET UK*
Rapporto Impedian numero 159
Data di emissione: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB – Compiti nel 1970.
Fonte: Ex agente del Kgb di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trasferito e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione
Commenti: -
I compiti della residentura di Roma del KGB nel 1970
Essi erano i seguenti:
- procurarsi e inviare alla Centrale esemplari di uniformi di militari di truppa, ferrovieri, guardie forestali, poliziotti o carabinieri;
- procurarsi i gradi (in metallo o stoffa) di ufficiali e soldati degli Alpini;
- acquistare indumenti civili usati dalla popolazione locale nei siti di atterraggio (arrivo);
- acquistare la quantità necessaria di kit da cucito.
Data: 1970
SEGRETISSIMO *
Rapporto Impedian numero 160
Data di emissione: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB – Operazioni speciali in tempo di pace.
Fonte: Un ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Residentura di Roma del KGB – Operazioni speciali in tempo di pace.
Alla Residentura di Roma erano stati affidati il seguente compito (sic): studiare sistematicamente i seguenti gruppi in vista di un loro eventuale impiego in operazioni speciali in tempo di pace:
- organizzazioni semi-ufficiali non governative;
- centri di propaganda ideologica e loro sedi;
- accademie culturali, compresa l’Accademia di Germania a Roma;
- sedi e uffici corrispondenti di giornali;
- uffici centrali di partiti e organizzazioni politiche;
- biblioteche;
- istituti d’insegnamento italiani e stranieri.
[Data dell'informazione non nota].
SEGRETISSIMO *
Rapporto Impedian numero 161
Data di emissione: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB – Informazioni per i gruppi intelligence e di sabotaggio.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è costituita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
SEGRETISSIMO *
Rapporto Nr. 161
Residentatura di Roma del KGB: informazioni per i gruppi intelligence e di sabotaggio.
1. La Centrale ha impartito le seguenti istruzioni alla residentatura di Roma circa l’individuazione di luoghi di atterraggio per i gruppi intelligence e di sabotaggio (RDG)
2. Esssi dovevano soddisfare i seguenti requisiti:
- avere dimensioni di 1.5 km x 2 km;
- essere paineggianti, senza costruzioni, rovine e recinsioni;
- erano considerati idoeni le radure tra boschi, colline, altipiani o vallate i terreni adiacenti ai boschi.
3. La residenza doveva individuare un lugo d’atterraggio nella regione Nord-Ovest, ai piedi delle Alpi, nell’area tra Torino e Milano, una ai piedi delle Alpi nella regione di Venezia, una nella valle dell’Arno, tra Pisa, Livorno, e Firenze e un’altra nella zona tra Napoli e la regione montagnosa più a Sud.
4. Su ordine della Centrale, al Residentura ha individuato, studiato e descritto tutti gli obiettivi di natura economico/militare come magazzini, tunnel, oleodotti, linee elettriche in un raggio di 120 km da ogni luogo d’atterragio per i gruppi intelligence e di sabotaggio.
(Data dell’informazione non nota)
TOP SECRET*
Rapporto Nr. 162
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB Ð Principali obiettivi di ricerca
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
Avvertimento: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o dissemazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
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TOP SECRET*
Rapporto Nr. 162
Residentura di Roma del KGB: principali obiettivi di ricerca.
Erano i seguenti:
- centri e linee di comunicazioni dello Stato;
- sedi degli organismi intelligence e di contro-spionaggio;
- sedi principali e secondarie del governo, dei Ministri, dei centri di propaganda e dei comandi militari;
- servizi di analisi cibernetica e informatica, sedi di radio e televisione;
- magazzini di stoccaggio alimentare;
- luoghi dove vengono conservati documenti segreti e gli archivi di Stato;
- sedi degli obiettivi militari/strategici e tecnico/scientifici;
- percorsi degli oleodotti;
- stazioni per le comunicazioni troposferiche “Nato ace High’;
- l’oleodotto Genova-Germania;
- la “linea rossa’ punto-punto delle comunicazioni governative;
- i movimenti delle navi mercantili.
(Data dell’informazione non nota).
TOP SECRET *
Rapporto Nr. 163
Data del rapporto: 20 marzo 1996
Oggetto: Residentura di Roma del KGB Ð Studio delle formazioni partigiane.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984.
Avvertimento: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o dissemazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
Commenti: Ð
Residentura di roma del KGB Ð Studio delle formazioni partigiane.
1. Su ordine del Dipartimento V del Primo Direttorato del KGB, per molto tempo la residentura di Roma ha sutdiato a fondo l’organizzazione e la struttura delle formazioni partigiane e dialtri gruppi della resistenza, i metodi da loro usati procurarsi armi e le aree dove erano installati.
2. Le fascicoli ottenuti su quanti avevano partecipato alle formazioni partigiane venivano aperti in Centrale, in vista di un loro possibile sfruttamento negli interessi del KGB.
3. Tale materiale costituiva un fascicolo di quattro volumi.
4. Venivano raccolte informazioni anche su cittadini sovietici che avevano partecipato alle formazioni clandestine in Italia durante la guerra. Ne emerse che si trattava di persone oltre i 45 anni, con un livello di istruzione alquanto basso, che non parlavano italiano e che, una volta rientrati in URSS dopo il 1945 erano stati tutti oggetto di repressione e non avevano avuto più contatti con i partigiani italiani. La maggior parte dei cittadini sovietici non furono quindi più oggetto di attenzione.
TOP SECRET *
Rapporto Nr. 16????????
Data del rapporto: 8 maggio 1996
Oggetto: Indirizzi postali italiani usati da agenti dek KGB.
Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984.
Avvertimento: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o dissemazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell’originatore.
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Roma, 11 ottobre 1999 – PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di Roma
N. 218/99 Prot. Gab
Rif. prot. n. 36/83/CS del 8.10.99
Al Signor Presidente della Commissione Stragi
e p.c. Al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri
Le trasmetto, ai sensi dell’art. 117 c.p.p. e come da Sua richiesta dell’8 corrente, copia della documentazione concernente il c.d. “Dossier Mitrokhin”, accompagnata dalla traduzione italiana curata dal SISMI. La suddetta documentazione è pervenuta il 6.10.99 a seguito di ordine di esibizione di questo Ufficio ex art. 256 c.p.p.
Le segnalo che su tale documentazione è presente la dicitura “riservato”.
Sottolineo, infine, che quest’Ufficio non ha ritenuto di adottare il provvedimento di segretazione degli atti previsto dall’art. 329 c.p.p.: ciò in quanto la trasmissione a diversa Autorità legittimata non costituisce pregiudizio per lo svolgimento delle indagini.
IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
Salvatore Vecchione
Roma, 9 ottobre 1999
RAGGRUPPAMENTO OPERATIVO SPECIALE CARABINIERI
Reparto anti-eversione
N. 555/7 di prot. 1999
OGGETTO: Acquisizione delegata presso il SISMI
Proc. Pen. N. 4340/99N R.G.
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
GIA’ PROCURA PRESSO IL TRIBUNALE DI R O M A
Si trasmette il materiale documentale prodotto dal SISMI in data odierna, contenuto in plico sigillato al termine dell’acquisizione allegato alla presente e specificato nell’annesso verbale.
Non è stata estratta copia.
IL MAGGIORE COMANDANTE DEL REPARTO
Paolo SCRICCIA
OGGETTO: Verbale di acquisizione documentale ex art. 256 c.p.p.
L’anno 1999, addì 9 del mese di ottobre, alle ore 11.00 nei competenti uffici del SISMI innanzi ai sottoscritti Magg. CC Vittorio PAGLICCIA e Mar. Capo CC Massimo BROCCOLUCCI entrambi del Reparto di intestazione, è presente il dott. Guido GRASSI – funzionario incaricato dal Direttore del Servizio – che, a nome e per conto del Direttore medesimo, in relazione alla richiesta – inerente il p.p. 4340/99N R.G. – pervenuta per le v.b. in data 8 ottobre u.s., dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di ROMA, a scioglimento della riserva formulata nel precedente verbale dell’8 ottobre 1999, consegna, così come pervenute dalla competente articolazione del Servizio, le traduzioni dalla lingua inglese a quella italiana dei reports contrassegnati con i numeri 007, 015, 025, 030, 045, 047, 069, 070, 074, 079, 080, 081, 089, 095, 097, 099, 100, 119, 122, 124, 125, 126, 127, 128, 130, 131, 132, 134, 144, 145, 182, 197, 221, 249.
Si dà atto di aver proceduto al riscontro di uniformità delle date e degli oggetti tra le 34 traduzioni in italiano ora consegnate e le corrispondenti copie in inglese acquisite con il verbale del 6 ottobre 1999. Al riguardo si precisa che nella traduzione del rapporto n. 182 è stata erroneamente riportata la data del dell’11 maggio 1997 anzicchè (sic) quella dell’11 marzo 1997.
Il dottor GRASSI, a nome e per conto del Direttore del Servizio, esibisce altresì n. 20 atti corredati di elenco riepilogativo, così come pervenuti dalla competente articolazione, e relativi a corrispondenza intercorsa tra il Servizio stesso e il collegato inglese. Il dott. Grassi precisa che tali documenti sono pervenuti dalla suddetta articolazione in copia obliterata di alcune parti relative a dati identificativi di personale appartenente al SISMI e/o ai Servizi Collegati e di argomento oggetto di altre attività. Gli stessi, inoltre, sono corredati, ciascuno, di relativa traduzione in lingua italiana, ad eccezione di quelli riportati ai n. 10, 14, 18 e 19 dell’elenco allegato al presente verbale. Si precisa altresì che il rapporto indicato al n. 12 dell’elenco risulta corredato da due traduzioni.
Il citato elenco costituisce parte integrante del verbale stesso e viene siglato in calce dalle parti.
Tutto il materiale acquisito viene chiuso in un plico sigillato dalle parti.
Copia del presente verbale viene consegnata al dott. GRASSI.
L.C.S. in data e luogo di cui sopra, alle ore 13.40.
(controfirmato da Grassi, Pagliccia e Broccolucci).
Rapporto Impedian numero 234
Data di emissione: 5 agosto 1998
Oggetto: Misura attiva del Kgb a Roma, giugno1978 – Nome in codice “Shpora”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: Fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di tenere presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Sulla scorta di questo rapporto non va intrapresa alcuna azione, né è consentito discutere/disseminare materiale Impedian al di fuori del vostro servizio.
Commento: – (scritto a penna : necessita avere elementi di (plausibile?) riscontro storico)Misura attiva del Kgb a Roma, giugno1978 – Nome in codice “Shpora”
1. Una misura attiva della Residentura del KGB a Roma è stata chiamata in codice “SHPORA” (Sperone). Il documento “SHPORA” è stato prodotto nel Centro. Le sue linee essenziali sono:
2. Il documento “SHPORA” fu inviato anticipatamente a “ZAK” prima dell’inizio dei lavori del Consiglio della Democrazia Cristiana, previsto per il 29-31 (?) giugno 1978. La Residentura teneva sotto costante controllo lo svilupopo dell’operazione “SHPORA” e le reazioni ad essa.
3. “ZAK” tenne effettivamente un discorso al meeting della Democrazia Cristiana, nel corso del quale dichiarò che c’erano molti punti oscuri nel caso MORO. (a penna: riscontri)
4. FRACANZANI, deputato della D.C., avanzò la proposta (sottolineato a mano nel testo) di istituire una commissione parlamentare per far luce sulle circostanze relative al rapimento ed omicidio di MORO da parte delle “Brigate Rosse” e sul possibile coinvolgimento nel caso di Servizi Speciali stranieri.
5. Fu data pubblicità a una dichiarazione di ZAMBERLE (sottolineato a mano nel testo), ex Vice Segretario della D.C. e sostenitore di “ZAK”, circa il possibile coinvolgimento della CIA nel caso MORO e ciò divenne particolarmente evidente dopo che una lettera fu inviata a “ZAK”. (a penna: riscontri)
6. Fu pubblicato sul periodico italiano “Panorama” dell’8 agosto 1978 un articolo dal titolo “MORO come KENNEDY” a firma di Filippo CECCARELLI. Il punto chiave di questo articolo era la tesi secondo cui l’eliminazione fisica di MORO dalla scena politica era molto probabilmente opera degli americani, dato che gli americani avevano motivo di essere delusi da MORO a causa sia della sua linea politica come Ministro italiano degli Affari Esteri, sia della sua politica interna, in particolare per quanto riguardava l’apertura ai Comunisti nella maggioranza di Governo. (a penna: acquisire).
7. La stampa italiana commentò favorevolmente l’articolo di CECCARELLI su “Panorama”.
8. Il Capo del 5¡ Dipartimento del Primo Direttorato Principale del KGB, LVOV, scrisse il seguente sommario sul telegramma inviato dalla Residentura di Roma, l’11 agosto 1978, in merito all’operazione “SHPORA”:
“Al Compagno ANTONOV G P, personale. Nessun’altra operazione ha avuto tale effetto. E’ particolarmente importante che la reazione negli USA ci dia concrete possibilità di sviluppare questa operazione e produrre conseguenze che non ci saremmo mai aspettati. Per favore discuti di questo argomento personalmente con il Compagno SACHKOF L F”.
(a penna: con 2 sez. procedere a verifica in atti su eventuali riferimenti anche stampa).
SEGRETISSIMO REGNO UNITO*
Rapporto Impedian numero 235
Data di emissione: 5 agosto 1998
Oggetto: Misura attiva del Kgb a Roma, giugno1978 – Nome in codice “Platan”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: Fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di tenere presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Sulla scorta di questo rapporto non va intrapresa alcuna azione, né è consentito discutere/disseminare materiale Impedian al di fuori del vostro servizio.
Commento: -Misura attiva del Kgb a Roma, giugno1978 – Nome in codice “Platan”
1. “PLATAN” era una misura attiva del Servizio A del Primo Direttorato Principale e del Direttorato K per compromettere i Servizi Speciali USA nel 1978.
2. L’operazione di basava sulle informazioni ricevute dalla Residentura di Roma secondo cui l’Intelligence americana faceva uso di installazioni ed infrastrutture dei Servizi Speciali NATO in Italia per condurre operazioni intelligence.
3. L’operazione fu portata avanti a nome di una fittizia organizzazione tedesca, l’Unione dei Movimenti Nazionali contro il Pericolo Americano in Europa. Venne preparato un memorandum con esempi di attività segrete dell’Intelligence americano in Italia, infarcito di disinformazione.
4. Il memorandum venne inviato a Deputati del Parlamento italiano ben noti per aver indagato sulle attività dei Servizi Speciali italiani, ed alle redazioni di alcuni quotidiani borghesi. L’operazione ebbe l’effetto desiderato, rendendo pubbliche le informazioni sull’interferenza della CIA negli affari italiani. Il materiale fu sottoposto a ROGNONI, Ministro dell’Interno, e la Stampa fece il nome di agenti dell’Intelligence americana operanti in Italia.
5. “PLATAN” gettò le basi per svolgere operazioni di questo genere contro i Servizi Speciali dei principali avversari dell’Europa Occidentale.
SEGRETISSIMO REGNO UNITO*
Rapporto Impedian numero 236
Fascicolo YCI/422/146/ Q/Z
Data di emissione: 13 agosto 1998
Oggetto: Misura attiva del servizio A e Direttorato T del Kgb FCD.
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: Fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di tenere presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Sulla scorta di questo rapporto non va intrapresa alcuna azione, né è consentito discutere/disseminare materiale Impedian al di fuori del vostro servizio.
Commento: -Misura attiva del servizio A e Direttorato T del Kgb FCD
1. E’ stato escogitato un piano, volto all’adozione di una Misura Attiva di natura economico-commerciale, congiuntamente da parte del Servizio A e del Direttorato t del KGB FCD.
2. Sono state adottate complesse misure per influenzare….
- Compagnie americane, tedesco-occidentali ed italiane in trattative per fornire complesso equipaggiamento chimico all’URSS….
SEGRETISSIMO REGNO UNITO*
Residentura KGB di Roma – Collocazione e contenuto dei nascondigli del KGB in Italia.
A. Il nascondiglio MEZHOZERNYY
1. Descrizione del percorso per arrivare al nascondiglio MEZHOZERNYY (inter-lago) e collocazione dello stesso.
2. Il 15 aprile 1962 un apparato radio trasmittente BR-3U, nr. 609072/9126 è stato posto, all’interno di un contenitore, nel nascondiglio MEZHOZERNYY
3. Il nascondiglio MEZHOZERNYY si trova a 30 km da Roma, in una zona boscosa fra i laghi di Albano e di Nemi, a 50 m dalla Via dei Laghi, sul lato destro della strada, viaggiando da Roma a Velletri.
Uscire da Roma sull’Appia Antica e dopo 17 km (il limite inferiore dell’Aeroporto di Ciampino) girare a sinistra per Via dei Laghi, in direzione di Velletri. Percorrere Via dei Laghi per 13 km, fino alla progressiva chilometrica 13, e proseguire nella stessa direzione per 120 m oltre la pietra che indica il 13¡ km, a questi punto un ampio sentiero, sulla destra, si diparte e si inoltra in un bosco.
Percorrere questo sentiero per 90 m fino ad una biforcazione, proseguire lungo il sentiero di destra, che inizia 10 m dopo quattro grosse pietre sul sentiero principale.
Questi due sentieri percorrono i due lati di una collinetta. Dopo aver percorso il sentiero di destra per 15 m dal punto in cui esso di diparte, girare a sinistra e risalire la collina per 7-8 m. Sulla collina e sulle sue pendici ci sono delle buche, apparentemente lasciate dopo che degli alberi sono stati sradicati. Fra tutte queste buche ce n’è un gruppo di quattro disposte fianco a fianco.
Il nascondiglio in cui è stato occultato il carico è una buca quadrata, sita nei pressi di un’altra grossa buca di forma irregolare, come in fig. 8 (la figura 8 non è stata allegata – ndr. ).
Sul fondo della buca è stata scavata una cavità in direzione della biforcazione dei due sentieri ed è lì che è stata posta la cassa con l’apparato radio ricetrasmittente. E’ stata coperta con terra e pietre per una profondità di 55-60 cm. Dopo che il contenitore era stato coperto con 25 cm di terra, è stato messo un primo segno: due pezzi di filo verde sono stati posti diagonalmente attraverso il punto ed il contenitore è stato coperto con altri 50 cm di terra, poi un filo giallo è stato posto in diagonale attraverso il punto; questo è stato poi coperto con uno strato di 55-60 cm di terra. Sul lato opposto della buca c’è una grossa pietra.
La distanza dalla Via dei Laghi e incroci Ariccia-Rocca di Papa fino all’ampio sentiero, venendo da Roma, è di circa 1450 m.
4. L’equipaggiamento è stato rimosso dal nascondiglio MEZHOZERNYY il 6 febbraio 1970.
B. Il nascondiglio MARINO
1. Descrizione del percorso per arrivare al nascondiglio MARINO e collocazione dello stesso.
Il 20 settembre 1962 due contenitori sono stati posti nel nascondiglio MARINO – un blocco con le istruzione su come rimuovere e imballare la radio ricetrasmittente e una capsula contenente le istruzioni sul funzionamento dell’apparato ricetrasmittente, insieme ai programmi per le comunicazioni mono e bidirezionali; tutto il materiale era in inglese su pellicola morbida.
Il nascondiglio MARINO consisteva in una spaccatura ai piedi di un vecchio albero, che si era allargata fino alle radici dell’albero stesso.
Il nascondiglio si trovava in un punto a 6 km lungo la Via dei Laghi, in uscita da Roma. Procedendo in direzione Roma-Albano, girare a sinistra per la Via dei Laghi e proseguire per 6,3 km. Dalla pietra che indica il sesto chilometro la strada compie una curva stretta in direzione dell’abitato di Marino. Al centro della curva si dipartono, a destra e a sinistra, due viottoli senza massicciata. Fra il viottolo a destra della strada e la strada stessa c’è uno spazio coperto di alti cespugli. Fra questi cespugli c’è un vecchio albero a 25 m dalla strada. Il nascondiglio MARINO si trova ai piedi di quest’albero, fra le radici, sul lato opposto a quello della strada, ad una profondità di 25 cm dalla superficie.
Due contenitori avvolti nel cellophane sono posti in un contenitore di lamiera metallica, che misura cm 18x10x4, i cui bordi sono stati incollati con del nastro isolante.
Gli oggetti sono stati coperti con della terra e sopra è stata posta una pietra.
2. L’equipaggiamento è stato rimosso dal nascondiglio MARINO il 7 febbraio 1970.
Commento della fonte
KOVANOV V.P. (Valentin Pavlovich) era il Residente KGB a Roma (1970).
C. Il nascondiglio KOLLO
1. Il nascondiglio KOLLO era sito in un punto a 23,5 km da Roma, fra i cespugli che crescevano su una collinetta nella zona del Monte Perazzo, sulla curva della strada che va dalla Via Tiberina all’abitato di Riano.
Andare da Roma sulla Via Flaminia fino all’abitato di Prima Porta, poi girare a destra sulla Via Tiberina e proseguire per 9,5 km lungo la strada che si diparte dalla Via Tiberina in direzione dell’abitato di Riano.
Andare verso Riano per 750 m ed a sinistra della strada, su una collinetta, c’è un palo (o pilone?), in calcestruzzo, di una linea elettrica, n¡ 390.
Il nascondiglio si trova a Nord-Est di questo palo (80¡), esattamente a 4,5 m dalla sua base.
Il 13 giugno 1964 un apparato radioricevente SVIR-1-M è stato occultato nel nascodiglio KOLLO. L’equipaggiamento è stato sepolto ad una profondità di 50 cm.
In data successiva, la Residentura ha compiuto un’ispezione visiva del sito, seguendo le istruzioni della Centrale, ma si è constatato che il palo che fungeva da punto di riferimento era stato rimosso (Vds. voce 158(d)).
Nel nascondiglio è stata occultata una radio ricevente SVIR.
I segni per trovare il nascondiglio erano i seguenti:
Vicino al palo della linea elettrica n¡ 390, sulla strada che dalla Via Tiberina porta all’abitato di Riano (a circa 750 m dal punto in cui la strada si diparte dalla Via Tiberina).
Vicino alla collinetta in cui si trova il nascondiglio i punti di riferimento sono costituite da piccole pietre miliari (paracarri?) che indicano la distanza in centinaia di metri fra le progressive chilometriche. Le pietre sono contraddistinte dai numeri II e III.
Il nascondiglio KOLLO si trova a Nord-Est del palo di cemento, esattamente a 4,5 metri dalla sua base.
L’equipaggiamento è imballato in una cassa di legno, le cui pareti sono spesse 1,5 cm, interrata ad una profondità di 50 cm. La distanza di 4,5 cm dal palo segna esattamente il centro del nascondiglio.
Seguendo le istruzioni della Centrale, nel 1971 la Residentura ha cercato di rimuovere l’equipaggiamento dal nascondiglio KOLLO. Un’ispezione visiva ha rivelato che il palo 390, che fungeva da riferimento, era stato rimosso. Secondo la Residentura era pertanto impossibile ritrovare l’equipaggiamento sotterrato.
2. La residentura KGB di Roma non ha trovato l’apparato radio ricevente SVIR nel nascondiglio KOLLO (1970).
Commento della fonte
1. Vds. cartina allegata (ndr: manca).
2. KOVANOV V.P. (Valentin Pavlovich) era il Residente del KGB a Roma (1970).
D. Il nascondiglio BOR
1. Il nascondiglio BOR era stato approntato dalla Residentura del KGB di Roma.
2. Il nascondiglio BOR è sito in prossimità di un pilone di calcestruzzo-ferro della linea elettrica a circa 60-70 metri alla sinistra del km 34 (in uscita da Roma) sulla Strada Statale nr. 215, con direttrice di marcia Grottaferrata-Artena (approssimativamente a Sud-Est di Roma). A circa 40 m prima della progressiva chilometrica 34, alla sinistra della Strada 215 (guardando il segnale di curva stretta), un viottolo di campagna s’inoltra in un bosco. A 70-75 metri dalla strada, lungo il viottolo e a 10 m alla sinistra di questo, si trova un pilone in calcestruzzo-ferro della linea elettrica, nascosto dal alberelli.
Il nascondiglio BOR si trova a 9,5 m a Sud (la bussola segna 180¡) del pilone in calcestruzzo-ferro della linea elettrica, cioè a circa 40-45 m dalla pietra che indica il km 34 sulla Strada 215, andando da Grottaferrata verso Artena.
I punti di riferimento sono i seguenti:
un albero dal diametro di 20 cm, si trova a 10,5 m dal suddetto palo, rilevamento alla bussola 183¡. Il nascondiglio è stato realizzato a m 1,40 da detto albero, rilevamento alla bussola 30¡.
Il punto di riferimento sulla strada è il seguente: circa 40 m prima della citata progressiva chilometrica 34, a sinistra della strada 215, di fronte a un segnale di “curva stretta”, un viottolo parallelo alla strada s’inoltra in un bosco.Il nascondiglio contiene due radio riceventi SVIR e l’operazione è stata conclusa il 31 maggio 1966. I numeri di matricola dei ricevitori SVIR sono 2123 e 2133. I due apparati radio riceventi SVIR sono stati posti nel nascondiglio dalla Residentura del KGB di Roma.
E. Il nascondiglio FOSSO.
1. Il nascondiglio FOSSO è stato approntato dalla Residentura del KGB di Roma.
Un kit radio ricetrasmittente nr. 624742/2334 è stato occultato nel nascondiglio FOSSO. L’operazione è stata condotta il 7 febbraio 1966. La radio trasmittente è stata posta nel nascondsiglio della Residentura del KGB di Roma.
Il nascondiglio FOSSO è posto a 200 m circa dalla biforcazione della vecchia strada Roma-Rieti, andando lungo la strada secondaria verso Poggio Moiano sulla Strada Statale 314.
Prima della biforcazione (a 58 km da Roma), il vecchio percorso della strada Roma-Rieti passa sopra un ponte di pietra che attraversa un piccolo corso d’acqua. A circa 800 m dalla biforcazione, una linea elettrica su piloni in calcestruzzo-ferro attraversa la Strada nr. 314 ed un fiumiciattolo passa sotto la strada.
10-15 m prima di un ponticello sul fiumiciattolo, a sinistra della Strada 314 un viottolo di campagna risale una collina, a fianco di una linea elettrica.
La radio ricetrasmittente è occultata a 7,5 m dal secondo palo (pilone?) della linea elettrica, lasciando laSstrada 314, a circa 0,5 m a sinistra della linea elettrica, guardando il citato palo. Rilevamento bussola del nascondiglio 225¡.
Le istruzioni si trovano a 1,10 m (rilevazione bussola 10¡) dalla grossa quercia che si trova a 7 m a sinistra del viottolo, imboccandolo dalla Strada 314.
2. La trasmittente BR-3U matr. 624742/2334 è stata dotata di un dispositivo esplosivo di sicurezza MOLNIYA (lampo).
La radio trasmittente ed i ricevitori non sono stati rimossi dal nascondiglio; sono stati depennati dall’inventario del Direttorato S del KGB FCD. Nel novembre del 1974 la Centrale ha deciso di non rimuoverli dal nascondiglio.
Il valore della trasmittente era di 3.896 rubli e quello del ricevitore era di 998,50 rubli.
Il ricevitore SVIR era valutato 1999,34 rubli. Questo era il costo del solo apparato radio, imballaggio escluso.
Commento della fonte
1. Vds. cartina allegata (ndr: manca).
F. Il nascondiglio FORM.
1. Il 2 ottobre 1965 nel nascondiglio FORM è stato occultato un involucro con 3.000 $ USA.
2. Nel marzo 1973 la Residentura ha recuperato da un nascondiglio 3.000 $ USA. I dollari erano inutilizzabili, per essere stati tenuti troppo a lungo in ambiente umido.
Commento del servizio
1. La fonte non ha fornito ulteriori informazioni sul nascondiglio FORM
2. Vedasi il Rapporto Nr. 3409, contenente ISTRUZIONI PER LA DISATTIVAZIONE DEL CONGEGNO ESPLOSIVO MOLNIYA.
RISERVATO
Relazione Impedian numero 237
Data di redazione: 21 agosto 1998.
Oggetto: Residenza del KGB a Roma Ð Locazione e contenuto dei nascondiglio del KGB in Italia.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di provata attendibilità con accesso diretto ma parziale.
Data di riferimento: a partire dal 1984.
ATTENZIONE: Si prega di notare che la fonte è sensibile, il materiale Impedian deve essere visto e trattato soltanto da personale adeguatamente indottrinato.
Non si dovrà intraprendere alcuna azione prendendo spunto dalla presente relazione e non si dovrà tenere alcuna discussione sul materiale IMPEDIAN al di fuori dell’ambito del Vs. Servizio senza averne preventivamente ricevuto l’autorizzazione dall’ente originatore.
Residenza del KGB a Roma Ð Locazione e contenuto dei nascondiglio del KGB in Italia.
A. Il nascondiglio “Mezhozernyy”
1. Descrizione del tragitto verso Mezhozernyy (zona fra i laghi) e locazione del nascondiglio.
2. Il 15 aprile 1962 una radio trasmittente BR-3U n. 609072/9126 è stata posizionata in un contenitore impermeabile nel nascondiglio Mezhozernyy.
3. Il nascondiglio Mezhozernyy è situato a 30 km da Roma in un’area boschiva fra i laghi di Albano e Nemi, al 50 km della Via dei Laghi, sul lato destro della strada in direzione da Roma a Velletri.
Lasciando Roma dall’Appia Antica e dopo 17 km (parte finale dell’aeroporto di Ciampino) girare a sinistra per prendere la Via dei Laghi in direzione Veletri. Procedere per 13 km lungo la Via dei Laghi fino all’indicaizone del km 13 e continuare nella medesima direzione per 120 metri oltre l’indicaizone stessa. A questo punto un ampio sentiero gira a destra verso un bosco.
Proseguire su tale sentiero per 90 metri fino ad un bivio dove il sentiero si biforca, continuare sul sentiero di destra che inizia 10 metro dopo quattro grandi pietre situate sul sentiero principale.
Questi due sentieri determinano la circonferenza di una collinetta. Dopo aver percorso il sentiero di destra per 15 m dal punto in cui si biforcava, girare a sinistra e salire sulla collina per 7-8 metri. Sulla collina e sui suoi declivi ci sono dei buchi, apparentemente rimasti dopo l’estirpazione di alcuni alberi. Fra tutti questi, buchi ce n’è un gruppo di quattro che sono fianco a fianco.
Il nascondiglio in cui è stato nascosto il carico è un buco quadrato vicino ad un altro grande buco di forma irregolare (figura 8).
Sul fondo del buco è stata scavata una cavità in direzione della biforcazione del sentiero ed è là che è stato posto il contenitore con la radio a due uscite. E’ coperto da terra e pietre ad una profondità di 55-60 cm. Dopo che il contenitore è stato coperto con 25 cm di terra è stato posto un primo indicatore: due lunghezze di filo verde sono state poste diagonalmente sul posto, poi il contenitore è stato coperto con altri 50 cm di terra, infine un filo giallo è stato ugualmente posizionato sul luogo in direzione diagonale. Il tutto è stato ancora coperto con 55-60 cm di terra. Sul lato opposto di tale buco c’è una grande pietra.
La distanza fra la Via dei Laghi ed il bivio Ariccia-Rocca di Papa, misurato sul largo marciapiede proveniendo da Roma, è di circa 1.450 metri.
4. L’attrezzatura è stata rimossa dal nascondiglio Meshozernyy il 6 febbraio 1970.
B. Il nascondiglio “Marino”
1. Descrizione del tragitto verso il nascondiglio Marino e sua locazione.
Il 20 settembre 1962 due contenitore sono stati posizionati nel nascondiglio Marino: un taccuino con le istruzioni per la rimozione e l’imballaggio della radio a due uscite ed una capsula contenente le istruzioni per operare sulla radio a due uscite insieme agli schedari relativi alle comunicazioni a una o due uscite. Tutto il materiale ero microfilmato in inglese.
Il nascondiglio Marino constava di una fenditura situata ai piedi di un vecchio albero che si estendeva all’interno del sistema di radici dell’albero stesso.
Il nascondiglio era situato a 6 km sulla via dei Laghi dopo aver lasciato Roma. Proseguendo lungo la strada che da Roma va ad Albano, girare a sinistra sulla Via dei Laghi e continuare per 6.3 km. Dall’indicazione del km 6 la strada comincia a girare decisamente proprio di fronte alla cittadina di Marino. Al centro della curva due indicazioni stradali non di metallo segnalano la svolta a sinistra e a destra della strada. Fra l’indicazione di svolta a destra e la strada c’è una zona coperta di vegetazione con bassi cespugli. Fra tali cespugli c’è un vecchio albero situato a 25 metri dalla strada. Il nascondiglio Marino è situato ai piedi di questo albero nel sistema di radici sul lato opposto alla strada, ad una profondità di 25 cm dalla superficie.
I due contenitori sono stati involti in celophane e posizionati in una scatola di metallo di dimensioni 18x10x4 cm, i cui angoli sono stati avvolti in nastro isolante.
Gli oggetti sono stati coperti con terra e pietre?
2. L’attrezzatura è stata rimossa dal nascondiglio Marino il 7 febbraio 1970.
Commento della fonte:
1. Kovanov V. P. (Valentin Pavlovich) era il Capo Centro del KGB a Roma (1970).
C. Il nascondiglio “Kollo”.
1. Il nascondiglio Kollo era situato a 23.5 km da Roma fra i cespugli che crescevano su una collinetta della zona di Monte Perazzo, sulla curva che si trova sulla Via Tiberina in direzione di Riano.
Procedendo da Roma lungo la Via Flaminia fino alla collina di Prima Porta, girare a destra e prendere la Via Tiberina, continuando per 9.5 km fino a che la strada si biforca per prendere la direzione di Riano.
Proseguire sulla strada per Riano per 750 metri e, su una collinetta sulla sinistra, c’è un pilone dell’energia elettrica contrassegnato con il n. 390.
Il nascondiglio è a nord-est (80¡) di questo pilone, precisamente a 4.5 metri dalla base.
Il 13 giugno 1964 un radio ricevitore “SVIR-1-M” è stato nascosto nel nascondiglio Kollo. L’attrezzatura è stata situata ad una profondità di 50 cm.
In una data successiva la residenza ha condotto un’ispezione visiva di questo luogo su ordine della Centrale, ma ha scoperto che il pilone indicatore era stato rimosso (cfr.item 158/d).
Un radio ricevitore “SVIR” è stato nascosto in questo nascondiglio.
I segnali per ritrovare il nascondiglio erano i seguenti:
- accanto al pilone di energia elettrica n. 390, sulla strada che dalla Via Tiberina va a Riano (750 metri circa dal luogo in cui la strada per Riano si biforca dalla Via Tiberina);
- -accanto alla collinetta dove è situato il nascondiglio esistono degli indicatori stradali sotto forma di piccoli segnali di pietra che indicano i 100 metri di distanza dai cartelli del chilometraggio. Le pietre in questione sono contrassegnate dai numeri II e III.
Il nascondiglio Kollo si trova a nord-est (80¡) del pilone di cemento, precisamente a 4.5 metri dalla base.
L’attrezzatura è confezionata in una scatola di legno i cui lati sono di 1.5 cm di spessore, situata a 50 cm di profondità. La distanza di 4.5 metri dal pilone indica il centro esatto del nascondiglio.
Su istruzioni della Centrale nel 1971 la residenza ha fatto un tentativo di rimozione dell’attrezzatura dal nascondiglio Kollo. Un’ispezione visiva ha rivelato che il pilone di indicazione n. 390 era stato rimosso. A parere della residenza era dunque impossibile trovare l’attrezzatura sotterrata.
2. La residenza del KGB di Roma non ha ritrovato il radio ricevitore “SVIR” nel nascondiglio Kollo (1970).
Commento della fonte:
1. Cfr. piantina allegata.
2. Kovanov V. P. (Valentin Pavlovich) era il capo centro del KGB a Roma (1970)
D. Il nascondiglio “Bor”
1. Il nascondiglio Bor è stato istituito dalla residenza del KGB di Roma
2. Il nascondiglio Bor è situato vicino ad un pilone in cemento armato circa 60-70 metri a sinistra dell’indicazione del Km 34 (provenendo da Roma) sulla strada nazionale n. 215 in direzione da Grottaferrata ad Artena (approssimativamente a sud-est di Roma). Circa 40 metri prima dell’indicaizone del km 34, a sinistra della strada n. 215 (di fronte al segnale stradale “di bivio”) una strada di campagna si addentra in direzione di un bosco. Circa 70-75 metri su tale strada, lungo il tratto rurale e 10 metri a sinistra di esso, c’è un pilone in cemento armato che sostiene dei fili elettrici, nascosto da un giovane albero.
Il nascondiglio Bor è situato 9.5 metri a sud (a 180¡) del pilone in cemento armato, il quale si trova a 40-45 metri a sinistra dell’indicaizone del km 34 sulla strada n. 215, proveniendo da Grottaferrata in direzione Artena.
I segnali sono i seguenti:
- un albero con un diametro di 20 cm posto a 10.5 metri dal pilone di cui sopra, a 180¡. Il nascondiglio è stato costruito a 1.40 metri dal suddetto albero, ad un’angolazione di 30¡.
L’indicazione sulla strada e la seguente circa 40 metri prima della suddetta indicazione del km 34, a sinistra sulla strada n. 215, di fronte ad un’indicaizone stradale “di bivio”, una strada di campagna parallela si getta in un bosco.
Il nascondiglio contiene due radio ricevitori “SVIR” e l’operazione è stata realizzata il 31 maggio 1966. I numeri seriali dei ricevitori “SVIR” sono 2123 e 2133.
I due radio ricevitori “SVIR” sono stati posizionati nel nascondiglio dalla residenza di Roma del KGB.
E. Il nascondiglio “Fosso”
1. Il nascondiglio Fosso è stato istituito dalla residenza di Roma del KGB.
Una radio a due uscite BR-3U n. 624742/2334 è stata nascosta nel nascondiglio Fosso. L’operazione è stata realizzata il 7 febbraio 1966. La radio trasmittente è stata situata nel nascondiglio dalla residenza di Roma del KGB.
Il nascondiglio Fosso è situato a 200 metri dal bivio sulla Vecchia Salaria Roma-Rieti, viaggiando sul tratto in direzione di Poggio Moiano sulla strada nazionale n. 314.
Prima di giungere al punto di biforcazione (58 km da Roma), la Vecchia Salaria Roma-Rieti attraversa un ponte di pietra su un piccolo fiumiciattolo. Circa 800 metri dal punto di biforcazione una linea aerea di alimentazione elettrica su piloni in cemento armato attraversa la strada n. 314, mentre un piccolo torrente passa al di sotto.
10-15 metri prima del piccolo ponte sul fiume, a sinistra della strada n. 314, un viottolo di campagna sale su una collinetta, parallelamente alla linea di alimentazione elettrica.
Una radio a due uscite è stata nascosta a 7.5 metri dal secondo pilone partendo dalla strada n. 314 e a circa 0.5 metri a sinistra della linea di alimentazione elettrica situata di fronte a detto pilone. L’angolazione del nascondiglio è di 225¡.
Le istruzioni sono state situate a 1.10 metri (angolazione 10¡) dal grande albero (quercia) che cresce 7 metri a sinistra del viottolo di campagna, partendo dalla strada n. 314, e circa a 20 metri dal primo pilone elettrico dopo aver lasciato la strada n. 314.
2. Il radio trasmettitore BR-3U n. 624742/2334 era dotato di un dispositivo di sicurezza esplosivo “Molniya” (illuminante).
La radio trasmittente ed i ricevitori non erano stati rimossi dal nascondiglio; erano stati cancellati dall’inventario della Direzione S del KGB FCD. Nel novembre 1974 la Centrale ha deciso di non rimuoverli dal nascondiglio.
Il valore della rice trasmittente era di 3.896 rubri, mentre quello dei ricevitori era di 998,50 rubli.
Il ricevitore “SVIR” era valutato circa 1999,34 rubli. Questo era il prezzo dello stesso apparecchio radio, senza contare il costo dell’imballaggio.
Commento della fonte: Cfr. Piantina allegata.
F. Il nascondiglio “Form”
1. Il 2 ottobre 1965 un pacchetto con 3.000 dollari Usa è stato nascosto nel nascondiglio Form.
2. Nel marzo 1973 la residenza ha rinvenuto un pacchetto con 3.000 dollari Usa dal nascondiglio. I dollari erano inutilizzabili, in quanto si erano deteriorati per essere stati conservati per troppo tempo in condizioni di umidità.
Commento della fonte:
1. La fonte non ha fornito ulteriori informazioni sul nascondiglio Form.
2. Cfr. LAMPERS, relazione n. 3409 con le “Istruzioni per disarmare il dispositivo esplosivo Molnyia”.RISERVATO*
Data di redazione: 21 agosto 1998.
Oggetto: Istruzioni del KGB per disarmare il dispositivo esplosivo “Molniya” utilizzato per proteggere i nascondigli.
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di provata attendibilità con accesso diretto ma parziale.
Data di riferimento: a partire dal 1984.
ATTENZIONE: Si prega di notare che la fonte è sensibile, il materiale Impendian deve essere visto e trattato soltanto da personale adeguatamente indottrinato.
Non si dovrà intraprendere alcuna azione prendendo spunto dalla presente relazione e non si dovrà tenere alcuna discussione sul materiale IMPENDIAN al di fuori dell’ambito del Vs. Servizio senza averne preventivamente ricevuto l’autorizzazione dall’ente originatore.
Istruzioni del KGB per disarmare il dispositivo esplosivo “Molniya” utilizzato per proteggere i nascondigli.
1. La Centrale (Direzione S del KGB FCD) ha inviato le istruzioni alla residenza di Berna del KGB per rimuovere la radio trasmittente BR-3U nell’attrezzatura confezionata come “Aliot” comprendente il dispositivo “Molnyia”. Come disarmare il dispositivo di esplosione e rimuovere il contenitore dal nascondiglio:
1. Quando si estrae il contenitore dal terreno aver cura di non agitare il contenuto. Scoprire la faccia superiore del contenitore finchè non se ne scorgerà il contenuto, poi rimuovere il bordo e il compensato che coprono il contenitore stesso.
2. Il contenuto può soltanto essere girato, e il contenitore può essere inclinato ed estratto dal buco, dopo che il dispositivo di espolosione è stato disarmato.3. Al fine di disinnescare il dispositivo si deve disporre di uan pila tascabile a batterie non inferiore a 3.5 volt. Attaccare due fili di 30-50 cm di lunghezza alla batteria con dei terminali (un ago o un chiodo).
4. Senza estrarre il contenitore dal nascondiglio, posizionare uno dei contatti della batteria sul corpo del contenitore stesso, l’altro sulla parte sinistra (cerniera di chiusura), atteso che il coperchio del contenitore sia di fronte all’operatore. I punti di contatto devono essere posizionati dopo aver esaminato le scritte sul corpo del contenitore e sulla cerniera di chiusura.
5. Quando è stato instaurato il contatto con la batteria si sentirà un “click” all’interno del contenitore, il che indica che il dispositivo di esplosione è stato disinnescato. Se non si sente questo “click” controllare nuovamente i punti di contatto e ripetere l’operazione per disarmare il congegno.
6. Se quando l’operaizone viene ripetuta ancora non si sente alcun “click” è vietato estrarre il contenitore dal nascondiglio e questo deve essere riempito.
Per aprire il contenitore e rimuovere i detonatori elettrici dalla radio a due uscite:
- rimuovere i lucchetti e sollevare il coperchio del contenitore con la chiave che si trova all’interno. Svitare le quattro viti e rimuovere il box di metallo in cui è situata la radio a due uscite nell’imballaggio “Aliot”;
- tagliare ciascuno dei due fili che collegano il contenitore all’imballaggio “Aliot” e rimuovere lo stesso dal contenitore.
Commento della fonte:
1. Preso da un file di osservazione della Direzione S del KGB FCD (AND).
RISERVATO*
Rapporto Impedian numero 239
Obiettivi Usa della Linea X in Europa
Gli obiettivi di penetrazione della Linea X nei confronti dei Principali Avversari in Europa comprendevano la Compagnia Honeywell, nei cui confronti si svolgeva attività di ricerca attraverso la Residentura di Roma.
Commento del servizio:
Questa informazione non è datata
Data di emissione: 21 agosto 1998.Oggetto: Obiettivi della Linea X in Europa.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va visto e tenuto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere azioni sulla scorta di questo rapporto né discutere. Diffondere materiale Impedian fuori del vostro servizio. Senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
RISERVATO*
Rapporto Impendian numero 240
Data di emissione: 27 agosto 1998.
Oggetto: Dettagli di materiali e campioni segreti ottenuti dal KGB e trasmessi ad enti governativi nel 1964.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso dirette ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va visto e tenuto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere azioni sulla scorta di questo rapporto; né discutere. Diffondere materiale Impedian fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Dettagli di materiali e campioni segreti ottenuti dal KGB e trasmessi ad enti governativi nel 1964.
1. L’attività informativa del Direttoreato KGB FCD, volta ad ottenere e sfruttare documentazione scientifica e tecnica e campioni di nuova tecnologia, veniva attauta in conformità alle richieste della Commissione Industriale Militare de Consiglio Supremo Economico dell’URSS, del Comitato Statale dell’URSS per il Coordinamento della Ricerca Scientifica, del Comitato Statale per lo Sfruttamento dell’Energia Nucleare, delle sezioni del KGB ed altri Comitati Statali, Ministeri e DipartimentiÉ
2. Attraverso la Residentura di Roma il KGB era venuto in possesso di materiale documentale di una Ditta americana, relativo alla gomma sintetica e sua applicazione praticaÉ
Commento del servizio
Dati relativo al 1963/64.RISERVATO*
Rapporto Impedian numero 241
Data di emissione: 27 agosto 1998.
Oggetto: Fonte del KGB “SAUL”.
Data di emissione: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va visto e tenuto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere azioni sulla scorta di questo rapporto; né discutere, diffondere materiale Impendian fuori del vostro servizio, senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: Si fa riferimento a “TIBR” e “DEMID” anche nei rapporti Impedian n. 53 e 165.
Fonte del KGB “SAUL”
1. “TIBR” (TEVERE) lavorava come ragioniere al Ministero dell’interno italiano. Era il fratello della fonte del KGB “DEMID”. Era stato reclutato nel 1962 allo scopo di fornire copertura alla stazione radio clandestina della fonte del KGB “SAUL”.
2. “SAUL” era un cittadino dell’URSS, un prete cattolico lituano, il quale, sin dal 1959, seguiva dei corsi in Vaticano.
3. Manipolato dal n. 2 del Servizio del KGB FCD.
4. I dati si riferiscono al 1963.RISERVATO*
Rapporto Impedian numero 242
Data di emissione: 16 settembre 1998.
Oggetto: Uso da parte del KGB di pseudonimi e di nomi in codice.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va visto e tenuto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere azioni sulla scorta di questo rapporto; né discutere, diffondere materiale Impedian fuori del vostro servizio, senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Uso, da parte del KGB, di pseudonimi e di nomi in codice.
Residenture all’estero
1. Nel periodo fino agli inizi del 1980 gli agenti addetti al caso della Residentura sceglievano nomi in codice (Klichka). Evidentemente c’era una diffusa tendenza ad escogitare Klichki suggestivi: giochi di parole con riferimento al vero nome, professione o background della fonte, anche se talvolta i nomi in codice riflettevano gli interessi dell’agente che aveva scelto il nome, per esempio i nomi con riferimenti letterari o classici. Tutti i nomi in codice erano sottoposti al veto da parte del Residente (per evitare possibili confusioni, o allusioni troppo specifiche all’identità/coltivaizone delal fonte). Il Residente era pertanto in condizione di assicurare che lo stesso nome in codice non fosse assegnato a due fonti gestite da Linee diverse nell’ambito della Residentura. In ogni caso, poiché i nomi in codice erano assegnati localmente, poteva esistere un certo numero di fonti diverse con lo stesso nome in codice in varie parti del mondo, tutte gestite più o meno simultaneamente.
2. Agli inizi degli anni ’80, comunque, sembra che la Centrale abbia disposto che alle fonti straniere fossero assegnati klichki di tipo russo (e non suggestivi), mentre era diventato abituale per gli agenti di residentura adottare nomi adeguati al proprio Paese ospite.
3. Anche nei primi anni, i klichki delle fonti venivano cambiati di tanto in tanto. Esistevano varie spiegazioni per questo, (per es. quando le fonti passavano dal controllo di una Residentura all’altra, oppure se operavano con coperture diverse). Il cambiamento potevano rendersi necessario anche per ragioni di sicurezza.
Fonti di nazionalità sovietica
4. Le fonti di nazionalità sovietica potevano scegliere i propri pseudonimi. Lo scopo principale dello peseudonimo era quello di far sentire alla fonte appena reclutata che era divenuta un membro non dichiarato del KGB. Scegliendo uno pseudonimo la fonte si obbligava a mantenere le appropriate relazioni con il KGB e non altro tipo di relazioni. Lo pseudonimo acquistava così un’importanza operativa. La scelta di uno pseudonimo disciplinava la fonte e la indirizzava verso un contatto clandestino con il KGB ed un modo di operare sotto copertura.
5. L’ordine n. 00430 del KGB riguardava l’impegno firmato a cooperare e a non rivelare ai Servizi di sicurezza dello Stato l’esistenza di tale cooperazione; era previsto che la fonte appena arruolata assumesse tale impegno all’occorrenza. Talvolta, in mancanza di un impegno scritto da parte della fonte, la scelta dello pseudonimo era fatta senza conferma scritta da parte della fonte. Si raggiungeva un accordo verbale con la fonte, che avrebbe firmato i propri rapporti con un particolare pseudonimo.
6. L’ordine n. 00235 del KGB prevedeva che, per le fonti di maggior valore, fosse fatta solo un’annotazione nel cartellino sotto il loro pseudonimo.
7. Alcune fonti rifiutavano di scegliere il proprio pseudonimo, considerandolo umiliante. Il rifiuto da parte di una fonte di scegliere uno pseudonimo avrebbe ridotto l’effetto, in termini operativi e psicologici, del reclutamento ed avrebbe potuto influenzare negativamente l’attività della fonte e la sua copertura.
RISERVATO*
Rapporto Impedian numero 243
Data di emissione: 23 settembre 1998.
Oggetto: Attività anti-Nato da parte della residentura KGB di Roma
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va visto e tenuto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere azioni sulla scorta di questo rapporto; né discutere, diffondere materiale Impedian fuori del vostro servizio, senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Attività Anti-Nato da parte della residentura KGB di Roma
La Residentura del KGB di Roma è venuta in possesso dei discorsi del Ministro degli Esteri italiano al Consiglio NATO della Sessione della primavera del 1976 ed alla Sessione riservata del Consiglio NATO, come pure dei Sommari di intelligence del Servizio Speciale, contenenti informazioni sul livello ed il grado di preparazione militare dell’URSS e dei Paesi del Patto di Varsavia.RISERVATO*
Rapporto Impedian numero 244
Data di emissione: 20 ottobre 1998.
Oggetto: Rete di fonti del 2¡ dipartimento del direttorato T dell’FCD (1975 circa)
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va visto e tenuto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere azioni sulla scorta di questo rapporto; né discutere, diffondere materiale Impedian fuori del vostro servizio, senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Rete di fonti del 2¡ dipartimento del direttorato T dell’FCD (1975 circa)
Nel 1975 (?) c’erano 95 fonti nella rete del 2¡ Dipartimento del Direttorato T dell’FCD. Di queste, dieci erano gestite dalla Residentura di Roma.RISERVATO*
Rapporto Impedian numero 245
Data di emissione: 21 ottobre 1998.
Oggetto: Identità di agenti della linea X in Italia (1974-79).
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va visto e tenuto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere azioni sulla scorta di questo rapporto; né discutere, diffondere materiale Impedian fuori del vostro servizio, senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Identità di Agenti della linea X in Italia (1974-79)
Elenco delle identità degli agenti del 2¡ Dipartimento del Direttorato T dell’FCD operanti in Italia nel 1974-79:
Malyshv A.A. Ð Istomin V.A. Ð Zotov I.V. Ð Kamenskiy A.V. Ð Fomin V.M. Ð Ivlev V.M. Ð Bernov S.Yu. (o Berpov?) Ð Losaberidze G.Sh. Ð Moshkov S.V. Ð Shmelev G.G. Ð Isayev V. Yu. Ð Chernyshev Ye.G. Ð Khlyzov N.A. Ð Mashkov Ye.A. Ð Kryukov G.G. Ð Milenin A.G. Ð Chizhov A.M.
RISERVATO*
Rapporto Impedian numero 246
Data di emissione: 21 ottobre 1998.
Oggetto: Posti nella linea X della residentura del KGB a Roma (1975).
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984.
ATTENZIONE: Si fa presente che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian va visto e tenuto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere azioni sulla scorta di questo rapporto; né discutere, diffondere materiale Impedian fuori del vostro servizio, senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Posti nella linea X della residentura del KGB a Roma (1975)
Nel 1975 c’erano 9 posti nella linea X della residentura del KGB a Roma.
RISERVATO*
Rapporto Impedian numero 247
Data di emissione: 10 novembre 1998
Oggetto: Valeriy Khachaturovich Narymov – nome in codice “MARIO”
Fonte: Ex agente del Kgb di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale IMPEDIAN deve essere conservato e visto unicamente da personale indottrinato. Non deve avere luogo alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, né discussione/distribuzione del materiale IMPEDIAN al di fuori del vostro servizio senza la preventiva approvazione dell’originatore.
Valeriy Khachaturovich NARYMOV – nome in codice “MARIO”
1. Valery Khachaturovich NARYMOV era il rappresentante in Italia della Soveksportfilm dal 1980 in poi. Il suo nome in codice era “MARIO”. NARYMOV era una fonte del KGB
SEGRETISSIMO *
Rapporto Impedian numero 248
Data di emissione: 10 novembre 1998
Oggetto: Boris Fedorovich LOMOV – Direttore dell’Istituto di Psicologia
Fonte: Ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che si tratta di una fonte sensibile il materiale IMPEDIAN deve essere conservato e visto unicamente da personale indottrinato.
Non deve avere luogo alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, né discussione/distribuzione del materiale IMPEDIAN al di fuori del vostro servizio senza la preventiva approvazione dell’originatore.
Boris Fedorovich LOMOV – Direttore dell’Istituto di Psicologia
1. B.F. LOMOV era Direttore dell’Istituto di Psicologia dell’Accademia delle Scienze dell’URSS e contatto fidato del KGB. Nel 1975 si è recato a New York per assistere la Residentura del KGB Linea PR.
2. Nel 1977 LOMOV ha trascorso tre anni negli Stati Uniti, accompagnato da A.M. ZABRODIN, Vice Direttore dell’Istituto di Psicologia. Essi hanno raccolto informazioni sui nuovi metodi di interrogatorio. I metodi si riferivano alla persona che, interrogata, forniva informazioni veritiere, senza poi ricordare più nulla.
3. LOMOV è stato in visita ufficiale in Italia nel 1981. Era una fonte del KGB.
SEGRETISSIMO *
Rapporto Impedian numero 250
Data di emissione: 10 novembre 1998
Oggetto: Relazioni del KGB con Giancarlo LANNUTTI
Fonte: Ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale IMPEDIAN deve essere conservato e visto unicamente da personale indottrinato.
Non deve avere luogo alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, né discussione/distibuzione del materiale IMPEDIAN al di fuori del vostro servizi senza la preventiva approvazione dell’originatore.
Relazioni del KGB con Giancarlo LANNUTTI
1. La Residentura del KGB a Roma ha mantenuto relazioni speciali con il Capo del Dipartimento Internazionale del quotidiano “l’Unità”, Giancarlo LANNUTTI. Il corrispondente dell’Izvestiya A. A. SUVOROV ha lavorato con LANNUTTI.
SEGRETISSIMO *
Rapporto Impedian numero 251
Data di emissione: 10 novembre 1998
Oggetto: A.V. Yablokov Agente del KGB
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere conservato e visto unicamente da personale indottrinato.
Non deve aver luogo alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, né discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio, senza la preventiva approvazione dell’originatore.
Commento: -
A.V. YABLOKOV: agente del KGB
1. A.V. YABLOKOV era un agente del 5¡ Dipartimento del Primo Direttorato Principale del KGB (si conosce la data dell’informazione).
2. YABLOKOV era un agente del Primo Direttorato Principale del KGB. Prestava servizio presso la Residentura di Roma nel 1980-81, sotto la copertura di un corso presso l’Università di Roma.
SEGRETISSIMO*
Rapporto Impedian numero 252
Data di emissione: 10 novembre 1998
Oggetto: Illegali del KGB ‘Zhulyen’ (Julien) Ð Vladimir Mikhaylovich Largin e ‘Zhulyena’ (Juliena) Ð Irena Viktorovna Largina
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere conservato e visto unicamente da personale indottrinato.
Non deve aver luogo alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, né discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio, senza la preventiva approvazione dell’originatore.
Commento: -
Illegali del KGB ‘Zhulyen’ (Julien) Ð Vladimir Mikhaylovich Largin e ‘Zhulyena’ (Juliena) Ð Irena Viktorovna Largina
1. ‘Zhulyen’ (Julien) – Vladimir Mikhaylovich LARGIN era un illegale del KGB, nato nel 1936. Di lui si conoscono i seguenti particolari:
COSGROVE Patrick James, nato il 3 luglio 1935 a Castecliff, Nuova Zelanda.
2. Il suo passaporto neozelandese è stato emesso il 7 dicembre 1964 a Wellington, sulla scorta di un autentico certificato di nascita relativo ad un’altra persona. Il passaporto ed il certificato erano autentici ed erano stati ottenuti all’interno del Paese. La documentazione dell’illegale si basava su una persona morta, i cui genitori erano pure morti. L’altra persona (il doppio) era nata in Nuova Zelanda ed era morta all’età di 4 anni. Il doppio era stato scelto dalla Residentura nel 1962; si trattava di un figlio unico, il cui padre era sempre vissuto in Nuova Zelanda ed era deceduto nel 1956; non è stato possibile stabilire cosa sia accaduto alla madre, comunque non risultava vivere in Nuova Zelanda. Il certificato di nascita era stato ottenuto inconsapevolmente dal contatto confidenziale ‘TOP’, che è deceduto il 30 marzo 1968.
3. La complessa operazione di procacciamento di documenti autentici necessari al rilascio, nel 1964, di un passaporto straniero ha implicato la partecipazione della fonte ‘TON’ ? (‘TOP’) (che è morto) e di ‘KRUG’, che viveva in Nuova Zelanda e che si è trasferito in URSS nel maggio del 1970. Entrambi sono stati usati a loro insaputa, unicamente per affittare una casella postale. Il passaporto è stato ottenuto con l’aiuto di una compagnia di viaggi.
4. La storia di copertura si è sviluppata in diversi Paesi, poiché non era possibile ambientarla in Nuova Zelanda, cioè: Nuova Zelanda, Cuba, Australia, di nuovo Nuova Zelanda e Libano. ‘ZHULYEN’ ha visitato questi Paesi nel 1964-66 con documenti falsi.
5. Gli aspetti deboli della documentazione erano i seguenti:
l’illegale non poteva risiedere in Paesi anglosassoni.
Non esisteva conferma documentale della morte della madre del doppio; gli indirizzi in cui, secondo la storia, l’illegale era vissuto ed aveva lavorato in Nuova Zelanda ed in Australia non avevano supporto.
6. ‘ZHULIEN’ nel 1968 è stato destinato in Spagna. Ha preso domicilio a Barcellona, poi a Madrid; si è stabilito come capo di una scuola di cosmesi a Madrid e proprietario di un salone di bellezza. Ha vissuto in Spagna come cittadino neozelandese.
7. Nel giugno 1968 ‘ZHULYEN’ è stato inviato illegalmente in Occidente, dove ha fatto uso dei propri documenti neozelandesi. Dopo aver vissuto in Svizzera, Belgio e Francia, nell’ottobre 1968 è andato in Spagna per risiedervi temporaneamente.
8. Nel gennaio 1968 (? 1969) “ZHULYEN” ha lasciato la Spagna per recarsi in Europa settentrionale, dove ha incontrato ‘ZHULYENA’, la quale era stata inviata illegalmente in Europa usando documenti francesi.
9. Nell’agosto 1973 è stato fatto rientrare poiché il figlio era ammalato. L’impresa di copertura dell’illegale è stata venduta con profitto.
10. Nell’ottobre 1974 “ZHULYEN” ha ottenuto un nuovo passaporto dall’Ambasciata neozelandese a Roma, con il n¡ R432048, COSGROVE P J, nato a Castecliff, Nuova Zelanda. Nel 1974 “ZHULYEN” (-Julien- o “ZHULYEN” – Julenia – ?) ha scambiato il proprio passaporto con uno nuovo (in Italia o in Francia?).
11. Nel 1975-77 “ZHULYEN”ha avuto una serie di assegnazoini di breve durata in America latina dove ha fatto uso dei propri documenti neozelandesi. E’ stato utilizzato per addestrare illegali nell’URSS e all’estero; è stato inviato in missioni operative in Argentina ed in Venezuela (1975), nella Guyana, in Jamaica, Bolivia e Grenada (1976-77).
12. In URSS ha svolto compiti operativi a Yerevan nei panni di uno straniero; incontrando cittadini sovietici si atteggiava a portatore di ideologia borghese.
13. “ZHULYENA” (Juliena) era la moglie dell’illegale “ZHULYEN”. “ZHULYENA” era Irena Viktorovna LARGINA, nata nel 1937, un’illegale del KGB.
14. Aveva ottenuto i propri documenti usando i dati di un’altra persona, LA VILLE Pierrette Louise, nata il 22 agosto 1934 a Lione, in Francia.
15. “ZHULYENA” aveva documenti francesi, che erano stati forniti inconsapevolmente. Si era fatto uso delle buone relazioni esistenti fra la suocera di una fonte del 4¼ Dipartimento dell’SCD, nome in codice “ZOVAZH” (Sauvage), ed il Vice Capo di Gabinetto del Prefetto di Polizia di Parigi AMADE’. Il doppio in questo caso era un francese di nome LA VILLE Pierrette, nata il 22 agosto 1934 a Lione, deceduta nel Comune di Boulogne-Billancourt il 3 marzo 1942. Il doppio era stato scelto attraverso “OKSANA”, MARKOV si era procurato un estratto dai registri dell’anagrafe nel 4¼ Distretto di Lione nel gennaio 1966, ed e una storia di copertura era stata costruita da “SOVAZH” presso il MAE francese.
16. La fonte del KGB “SOVAZH” (Sauvage) aveva procurato un certificato di nascita autentico ed un passaporto francese. “SOVAZH” era stato reclutato nel 1944 quando lavorava per il controspionaggio francese; alla fine degli anni ’40 ha fondato una compagnia di assicurazioni.
17. Nel 1958 è stata fabbricata in Centrale una carta d’identità per LA VILLE P. L’indirizzo di casa dal lei scelto dalla Residentura era il seguente: Rue Franois Ponceau, 8, Parigi, 16. La casa è stata demolita nell’autunno del 1965. “MARK” (MARKOV) ha procurato l’estratto dal registro anagrafico di LAVILLE; il 10 giugno 1966 è stato rilasciato con sollecitudine, attraverso AMADE’, il passaporto n. 437075.
18. “ZHULYENA” ha ottenuto il rinnovo del suo passaporto per altri 5 anni.
19. Il punto debole della documentazione era che non si sapeva nulla dei genitori di LA VILLE e che il passaporto poteva essere utilizzato solo al di fuori della Francia.
20. La base della documentazione era costituita dai dati di un doppio, deceduto, ottenuti con l’aiuto di “OKSANA”, una forte della Residentura KGB di Parigi.
21. “GOR” era il Console uruguaiano a Genova. Si è cercato di servirsene per ottenere un passaporto straniero per l’illegale “ZHULYENA”, utilizzando i dati del doppio “BES” -MARISTAN Teresa Izabel, nata il 29 luglio 1934 a Paysandu, in Uruguay, registrata al n. 520 il 30 luglio 1934 presso l’ufficio n. 1 del Dipartimento di Paysandu.
22. La storia di copertura di “ZHULYENA” si basa sul fatto che il doppio era nato in Uruguay e che l’illegale conosceva il francese e lo spagnolo; si basa inoltre sul lavoro precedentemente fatto per sviluppare una storia di copertura partendo dal doppio francese. L’illegale “PATRIYA”si procurato un certificato di nascita il 22 ed il 27 aprile 1965. Lo schema era il seguente: “PATRIYA”, frugando fra le carte del defunto marito, ha scoperto che questi aveva una figlia, che lei ha deciso di adottare. La “figlia” era “ZHULYENA”. L’operazione non ha avuto successo perché “GOR” ha deciso di mettere le sue relazioni su un piano ufficiale nel 1968.
23. Nell’aprile 1969 gli “ZHULYEN” si sono sposati a Gibilterra. Presumibilmente in luna di miele gli “ZHULYEN” hanno viaggiato attraverso la Svizzera, il Belgio e l’Olanda; a l’Aja hanno chiesto al locale Consolato neozelandese come “ZHULYENA” avrebbe potuto ottenere un passaporto neozelandese a seguito di matrimonio. Nel settembre 1969 “ZHULYENA” è riuscita ad avere passaporto e certificato di cittadinanza neozelandesi all’Aja; il passaporto di “ZHULYEN” è stato rinnovato per 5 anni. Poi sono tornati in Spagna. “ZHULYENA” ha aperto una succursale di una scuola di bellezza a Madrid e “ZHULYEN” né divenuto amministratore. Il loro indirizzo di Madrid era il seguente: Calle Rios Rosas 8-c (Callerios Rozasa, 8c).
24. Il numero del passaporto neozelandese di “ZHULYENA” era R117163, a nome di COSGROVE (LAVILLE); è stato rinnovato a Roma nell’ottobre 1974.
25. Coperture come saloni di bellezza, la frequenza di corsi di lingue straniere, sport, scuole di equitazione e la costituzione di circoli di appassionati di varie materie forniscono ottime opportunità di stabilire contatti con dipendenti del Governo USA o di altri Paesi. Tale tipo di copertura è stato usato dagli illegali noti come gli “ZHULYEN” (gli Julien). La moglie/partner “ZHULYENA” (Juliena) ha frequentato un corso di cosmetologia in un Paese in cui ha brevemente soggiornato (la Svizzera), conseguendo un diploma in tale campo. Grazie alle buone relazioni con il direttore della Scuola, ha aperto una sede affiliata, poi un proprio salone. Suo marito “ZHULYEN” è diventato il direttore del salone. Tale copertura gli ha aperto le porte di vari circoli sociali e gli ha permesso di stabilre solidi contatti.
26. Il passaporto di “ZHULYEN”era stato rilasciato a nome di Patrick James COSGROVE, nato il 3 luglio 1935, n¼ C223797, scadente il 17 dicembre 1974. Gli “ZHULYEN” sono stati registrati al Consolato presso l’Ambasciata della Gran Bretagna a Madrid.
27. “ZHULYEN” ha regolarizzato la propria posizione in Spagna nel 1973-75 ed ha realizzato una lucrosa copertura sotto forma di un salone di bellezza. Nell’agosto e nel dicembre 1974 i suoi proventi venivano incamerati attraverso una buca morta.
28. “ZHULYEN”ha sviluppato la propria storia di copertura in Nuova Zelanda, Australia ed attraverso un breve viaggio nel 1975 (dal 4 giugno al 7 ottobre) in Argentina e Venezuela. In Argentina ha studiato le condizioni di vita degli stranieri e la possibilità di farsi una copertura e di stabilirvisi, ha espletato dei controlli sulla casa n¼ 923 a San Antonio de Padua; ha fatto anche dei controlli ed ha raccolto dati su (un certo numero di studenti).
29. KLIMOV Ð SHILKIN Igor Yevgenyevich, nato nel 1947 a Mosca, era un agente del Direttorato S. del KGB FCD. Era stato destinato in Messico nel 1976-79, come consulente (referent) nello staff del Consigliere Sovietico per il Commercio. Il suo lavoro in tale sede è stato definito mediocre. Si concentrava nella scelta dei termini di contatto (podbor usloviy svyazi) e nello sviluppare il materiale prodotto da “ZHULYEN”(e da altri).
30. “ZHULYEN”comunicava con l’Europa a mezzo radio, posta ed esisteva una liena diretta fra “ZHULYEN”ed il Centro. Gli indirizzi usato per la corrispondenza comprendevano:
la casella postale “CECIL” Ð Monsignor Docteur TSISSU, translitteraz. = ZISSOO o CISSOU (fonetico?), Boulevard de la Chapelle 39, Parigi 10; il nome del mittente era A VERDEYO (traslitt. = VERDEILLAU fonetico?);
la casella postale “RAMNES” Ð Maitre Martinez, S M J A, rue Adbelmomen 10, Rabat, Marocco;
la casella postale “MARTA” Ð Frau Irmgard NETZEWITZ, 117 Berlin Ð Koepenik, Flammingrstrasse 16;
(la casella postale “IOAKHIM”)
31. La parola convenzionale usata nella parte occulta era “USPEKH” (Successo). Il testo palese era scritto a mano, in francese per “CECIL”, o in spagnolo per “IOAKHIM”. Il contenuto delle lettere indirizzate a “CECIL” suggeriva una corrispondenza ufficiale su a aspetti di omeopatia; la corrispondenza con “IOAKHIM” suggeriva invece uno scambio amichevole fra conoscenti. Il mittente sulla busta doveva corrispondere all’area da cui la lettera era stata spedita e doveva essere autentico. Il nome del mittente, Nall A VERDEYO ed Aurora VERDEYO, venivano usati come indicatori. Tutte le lettere avevano la parte occulta ed erano numerate in serie. Le lettere erano imbucate tenendo conto della sicurezza.
32. Il testo occulto era posto all’interno di un foglio di carta piegato in 2. Per scrivere occulto “ZHULYEN”usava una carta carbone speciale (kopirka), che portava con sé in un kit da scrittura fatto nella Germania Occidentale. La formula di sviluppo era n¼ 899. Le lettere indirizzate a “IOAKHIM” dovevano essere sviluppate in Centrale, quelle indirizzate a “CECIL” dovevano essere sviluppate presso la Residentura di Parigi.
33. Accordi standard di presenza (yavka) per farsi trovare in località prestabilite. Ovunque fosse “ZHULYENA” si presentava ad una determinata yavka due volte al mese, il 5 ed il 20 di ogni mese. Questa presenza fisica in località prestabilita poteva servire alla Centrale per controllare visivamente i movimenti di “ZHULYENA”, ma il contatto con lei doveva avvenire solo in caso di necessità e previa autorizzazione della Centrale. L’orario previsto per una yavka erano le 19, ora locale, con un periodo di attesa che non superasse i 5 minuti. Il segnale di riconoscimento era una rivista illustrata che “ZHULYENA” teneva arrotolata nella mano destra. La parola d’ordine dell’agente doveva essere:
“Mi scusi, ma non ci siamo già visti alle corse a Montevideo, nel 1965?”
La controparola sarebbe stata:
“No, in Francia nel 1964″.
Parola d’ordine e controparola potevano essere pronunciate in francese, spagnolo o inglese.
34. Incontro urgenti a richiesta potevano essere organizzati come segue: un incontro urgente yavka richiesto da “ZHULYENA” poteva aver luogo con il permesso della Centrale due giorni dopo che lei aveva fatto il segno “O”. Per esempio “ZHULYENA”avesse messo il segnale mercoledì sera, la Residentura l’avrebbe visto giovedì mattina, ed il contatto yavka avrebbe avuto luogo sabato, nei termini di un normale incontro, previa autorizzazione della Centrale. Il contatto yavka di ripiego poteva avvenire di domenica. Un contatto yavka in caso di emergenza poteva aver luogo senza l’autorizzazione della Centrale, se la Residentura avesse visto il segnale speciale (¯), con le stesse modalità di un normale contatto yavka. Il contatto yavka di ripiego avrebbe avuto luogo il giorno seguente.
35. Le località previste per gli incontri yavka nei vari paesi erano le seguenti:
a Vienna (località nome in codice “LEDI”) a fianco alla vetrina del negozio di abbigliamento femminile “Moden Soyel”, al distretto XXI di Vienna, Prugerstrasse 10;
a Basilea (località detta “VELT” o “VILLI”), a fianco alla cabina telefonica all’angolo di St. Galler Ring e Rufacnerstrasse;
a Tunisi (località detta “TONI”) a fianco della vetrina del negozio di Claire Fontaine, all’angolo di Rue d’Alger e l’impasse d’Alger;
a Roma (località detta “SPOT” o “SAM”) all’angolo di via Tommaso d’Aquino e via Marsilio Ficino (non lontano da Piazza degli Eroi).
A Parigi la yavka, nome in codice “SKHEMA”, era sita in prossimità dell’uscita della stazione Danube della metropolitana, nel 19¡ arrondissement.
A Bruxelles la Yavka, nome in codice “Leo”, era a fianco della vetrina del negozio di calzature al civico 128 di rue Léon Théod (all’angolo con rue Henri Werrie); qui lei doveva attendere 3 minuti e poi incamminarsi lungo rue Henri Werrie.
36. I siti in cui apporre i segnali nei vari Paesi erano i seguenti:
A Vienna (“FON”), era la cabina telefonica a Vienna IX, Reznicekgasse 3; il segnale doveva essere apposto sul lato della cabina che guardava la strada, sotto il telaio della finestra.
A Berna (sito nome in codice “STOLB”), era il pilastro in pietra a sinistra del cancello d’ingresso della casa numero 4 sulla Kistlerweg street (guardando di fronte la casa).
Il sito è stato successivamente cambiato in “UGOL”, che era il lampione metallico all’angolo fra Jegelbergstrasse e JegelÉ (illeggibile). Il lampione si trova presso un muro di pietra a destra della casa n. 26 sulla Jegelbergstrasse.
A Tunisi (nome in codice “TEO”) era a livello della mano, su un pilastro di pietra che reggeva un’inferriata metallica. All’inferriata era affisso un cartello blu con la scritta “rue de l’Inde”, sulla sinistra venendo da avenue Mohamed V.
A Roma (nome in codice “RITA”) era all’angolo fra via Ferdinando di Savoia e via Maria Adelaide, non lontano da Piazza del Popolo, vi si trovava un orologio retto da una struttura metallica rettangolare alta 3 metri. Il segnale veniva apposto sul lato di via Ferdinando di Savoia, ad altezza della mano.
A Parigi (nome incodice “PETRA”) era un pilastro metallico, che indicava la fermata Ranebagu (traslitteraz.) dell’autobus n. 32, non lontano dalla stazione Muette della Metropolitana.
A Bruxelles (nome in codice “FLER”) era una cassetta postale rossa all’esterno della casa sita al civico 180 di avenue de Floreal, non lontano dall’angolo con avenue Brugman. Il segnale doveva essere apposto sul lato destro della cassetta delle lettere, vista di fronte.
37. Il segnale in codice da usare per tutti i siti era lo stesso:
il segnale per indicare l’arrivo nel Paese era il più (+);
quello per lasciare il Paese era il meno (-);
per richiedere un contatto yavka era lo zero (0);
per richiedere un contatto yavka d’emergenza era uno zero barrato (¯);
una richiesta per una buca morta era il segno “V”;
il segnale che confermava la ricezione di una trasmissione radio (da usarsi unicamente dietro istruzioni della Centrale) era il segno “Z”;
il segnale di pericolo era dato da due linee perallele (II) (nel caso in cui era dato questo segnale la Centrale controllava giornalmente il sito permanente e faceva ricorso a trasmissioni radio giornaliere).
38. “ZHULYENA” apponeva un segno con un gesso bianco la domenica ed il mercoledì sera, che la Residentura controllava lunedì e giovedì mattina. “ZHULYENA” cancellava i segnali (tranne quello che indicava che aveva lasciato il Paese) due giorni dopo averli apposti. Quando “ZHULYENA” si spostava di Paese in Paese, la Centrale poteva chiedere che i suoi segnali fossero controllati giornalmente per un certo periodo.
39. Buche morte da usare una sola volta. Nei Paesi in cui soggiornava per un certo lasso di tempo, “ZHULYENA” provvedeva a scegliere buche morte da usare una sola volta ed i relativi siti per i segnali, di cui inviava una descrizione alla Centrale a mezzo scritto occulto.
40. La comunicazione a mezzo buca morta fra “ZHULYENA” e la Centrale iniziava quando lei apponeva il segnale sull’apposito sito. La procedura di prelievo da una buca morta partendo da un segnale era la stessa di un contatto yavka, cioè due giorni dopo che lei aveva apposto il segno (“V”). Per esempio, se “ZHULYENA” avesse apposto un segno per buca morta la domenica sera, la residentura l’avrebbe visto il lunedì mattina e l’operazione di prelievo avrebbe avuto luogo il mercoledì. In ogni caso le buche morte venivano riempite alle 21, ora locale, ed i segnali letti dopo le 21.30 dalla Residentura. “ZHULYENA” poteva vedere il segnale di avvenuto prelievo dalla buca dopo le 22.30. Per indicare che la buca morta era stata riempita, “ZHULYENA” apponeva un segno orizzontale, mentre la Residentura con un segno verticale indicava che il prelievo era stato effettuato. Se era impossibile usare una data buca morta, ” ZHULYENA” apponeva il seguente segnale: 2 righe orizzontali (=) indicavano che era passata alla buca successiva e che l’operazione era stata rinviata al giorno successivo. Tali segnali erano apposti sui siti scelti ad hoc per ogni buca morta. ” ZHULYENA” usava le buche morte in ordine numerico.
41. Le comunicazioni fra la Centrale e ” ZHULYENA” erano organizzate come segue:
avrebbe ricevuto le comunicazioni radio dalla Centrale una volta alla settimana con un ben noto ricevitore a transistor. Avrebbe provveduto a confermare l’avvenuta ricezione della comunicazione radio mediante scritto occulto o segnale (qualora richiesto dalla Centrale). La Centrale avrebbe iniziato a trasmettere dopo il suo arrivo in Austria.
42. Le comunicazioni postali (come ripiego) in caso di assoluta necessità, implicavano l’invio di corrispondenza all’indirizzo di ” ZHULYENA” da parte della Centrale. Le comunicazioni postali erano firmate da Luc Roussel ed erano mascherate da corrispondenza fra conoscenti. Le comunicazioni postali di questo tipo potevano includere micropunti (sul cellophane nell’involucro) o nomi in codice nel corpo della lettera (ad es. “LEDI”, “VILLI”, “SAM”, “SERZH”). L’uso di tali nomi in codice Yavka nel corpo di una lettera stava ad indicare che ” ZHULYENA” era chiamata ad un incontro nel Paese in questione, e che lei doveva farsi trovare lì ogni giorno, per una settimana, a partire dalla data della lettera, osservando le condizioni per il contatto yavka in questione, fino a quando non fosse avvenuto il contatto con la Centrale. I segnali in codice erano gli stessi usati per i contatti di “ZHULENYA” con la Centrale. I segnali venivano apposti da un agente della Residentura del Paese in cui lei soggiornava a lungo, o per corriere, al sito denominato “ANNA” (in tutti i Paesi) che “ZHULYENA” aveva scelto e di cui aveva reso edotta la Centrale.
43. Buche morte di ripiego monouso. In caso di estrema necessità, dietro istruzioni della Centrale, poteva avere luogo un’operazione con una buca morta o una comunicazione fra la Centrale e “ZHULYENA” attraverso una delle buche morte che essa stessa aveva scelto. La Centrale informava di ciò “ZHULYENA” via radio, indicando la data stabilita per l’operazione ed il numero identificativo della buca morta. La procedura per lo svolgimento dell’operazione sarebbe stata la stessa, come nel caso in cui “ZHULYENA” avesse agito d’iniziativa.
44. Richiesta urgente di contatto yavka. La Centrale poteva chiamare “ZHULYENA” per radio o mediante comunicazione postale, come per le operazioni “ANNA”. In tal caso “ZHULYENA” sarebbe dovuta andare all’incontro lo stesso giorno in cui avesse visto il segnale, attenendosi alle stesse procedure di un ordinario contatto yavka.
45. La scadenza prevista per il suo (di “ZHULYEN”) passaporto neozelandese era il 4 ottobre 1979. Quando un funzionario della Residentura di Parigi ha smarrito un documento connesso, il Dipartimento di Sicurezza del Direttorato S (Dipartimento 9) ha raccomandato che il passaporto non fosse rinnovato, ma che il vecchio passaporto fosse utilizzato all’interno dell’URSS unitamente alle operazioni “PROGRESS”.
46. C’erano 19 illegali che sono stati inviati per una sola missione nei Paesi del Blocco Sovietico, di cui due venivano dalla Branca anglo-americana, cinque dalla Branca europea, otto dalla Branca austro-tedesca, tre dalla Branca latino-americana ed uno da quella cinese.
C’erano 46 persone tenute sotto osservazione: (compresi) “ZHULYEN” (Julien) e “ZHULYENA” per la Branca anglo-americana, sei per la Branca europea, 26 per la Branca austro-tedesca, cinque per la Branca (Medio) orientale e cinque per la Branca latino-americana.
47. Gli “ZHULYEN” sono stati rimpatriati a causa della malattia del figlio. “ZHYLUENA” è stata collocata in pensione nell’agosto del 1977 per motivi di salute.
48. Nel 1978 gli “ZHULYEN” hanno divorziato; lei si è fatta una nuova famiglia, lui è stato trasferito a svolgere mansioni di addestramento nell’URSS, alle dipendenze del 3¼ Dipartimento del Direttorato S.
49. Tornata nell’Unione Sovietica, “ZHULYEN” ha divorziato da suo marito e si è sposata con BIRYUKOV Vadim Osipovich, un ex agente del KGB. Il figlio di quest’ultimo (nato nel 1957) ha sposato una figlia del poeta Robert ROZHDESTVENSKIY. Il padre di Biryukov, come è risultato, era un ebreo.
Commenti del servizio
Para 22. “PATRIYA” era l’agente illegale Maria Luiza del ERNANDES DARBAT DE LAS ERAS alias Maria Luise de MARCHETTE.
SEGRETISSIMO G. B. *
Rapporto Impedian Numero 253
Data di emissione: 10 novembre 1998
Oggetto: Interprete della Società Fiat – Nome in codice “LAURA”
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere conservato e visto unicamente da personale indottrinato.
Non deve avere luogo alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, né discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza la preventiva approvazione dell’originatore.
Interprete della Società Fiat – nome in codice “LAURA”
1. “LAURA” era una interprete della Società Fiat. Insegnava anche russo all’Università di Torino. “LAURA” è stata reclutata dal KGB nel 1962.
L’informazione si riferisce al 1979.
Commento del servizio
La fonte non conosceva l’identità di “LAURA”.
SEGRETISSIMO GB*
Rapporto Impedian numero 254
Data di emissione: 10 novembre 1998
Oggetto: Lev Mikhailovich Kapalet Ð Nome in codice “Vladimir”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data: fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di notare che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere conservato e visto unicamente dal personale indottrinato.
Non deve avere luogo alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, né discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza la preventiva approvazione dell’originatore.
Commento: -
Lev Michailovich Kapalet – nome in codice “Vladimir”
1. Lev Mikhailovich KAPALET, Vice Capo del Dipartimento Europa Occidentale dell’SSOD (Unione delle Associazioni dell’Amicizia), era una fonte del KGB. Aveva precedentemente prestato servizio in Italia. Il suo nome era “VLADIMIR”.
2. Nel settembre 1978 KAPALET si è impegnato in modo particolare per avere un colloquio con AMADEI, Deputato del Parlamento italiano sotto coltivazione da parte del KGB.
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 255
Oggetto: Agente del KGB Ivan Dimitriyevich Nikulin.
NIKULIN I.D., Console dell’URSS a Genova, era un agente del KGB (1976)
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 256
Documento del MAE italiano sui dissidenti ed i diritti umani, ottenuto dal GRU (1977)
1. Il GRU dello Stato Maggiore Generale del Ministero della Difesa dell’URSS è venuto in possesso di un documento del Ministero degli Esteri italiano, che consisteva in una guida, datata 5 aprile 1977, indirizzata alle Rappresentanze italiane all’estero, inerente ai dissidenti nell’Europa orientale. La guida esponeva la posizione dei Paesi della CEE sul tema dei diritti umani.
2. Nel corso di un incontro dal 19 al 30 marzo a Londra, il Comitato Politico della Comunità Economica Europea ha preso in considerazione il problema della dissidenza e dei diritti umani;
3. Il Rappresentante francese ha detto “che vi sarebbero state spiacevoli ripercussioni, qualora l’Est avesse scoperto l’esistenza di una policy comune della CEE sulla questione dei diritti umani”. Per il Rappresentante francese, “ogni membro della Comunità avrebbe dovuto seguire in proposito una linea di condotta improntata a cautela, in sintonia con i propri mezzi e risorse e con la natura delle sue relazioni con ogni Paese dell’Est”.
4. Da parte inglese si è sostenuta la tesi secondo cui era indispensabile avere un’approccio comune alla tematica. Gli inglesi erano appoggiati dai rappresentanti di Olanda, Danimarca e Lussemburgo.
5. Queste informazioni sono state trasmesse al Politburo del Comitato Centrale del PCUS.
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 257
Operazione del KGB contro lo scienziato italiano Doctrinelli
1. Quando la fabbrica di fertilizzanti al nitrogeno di Grodno era ancora in costruzione, era stata realizzata una fabbrica di ammoniaca su progetto della ditta italiana Montecatini. Quando avevano venduto il progetto, gli italiani avevano dato i soli lavori di routine ed i parametri stabiliti. Si erano rifiutati di cedere la ricerca scientifica relativa alla deviazione dell’attività di routine dell’impianto, asserendo che la ricerca costituiva un segreto commerciale.
2. Il KGB ha allora cercato delle persone che potessero avere queste informazioni.
3. DOCTRINELLI (si sconosce il nome), cittadino italiano, era assistente dello scienziato italiano GEMARCO. DOCTRINELLI ha trascorso circa 3 settimane a Grodno. E’ stato alloggiato in una camera d’albergo dotata di dispositivi elettronici (?) e tenuto sotto costante soveglianza da parte di agenti.
DOCTRINELLI portava sempre al seguito una voluminosa valigetta, che non lasciava mai incustodita. Il KGB ha ritenuto che la valigetta potesse contenere materiale d’interesse scientifico e tecnico. Per ispezionare di nascosto la valigetta di DOCTRINELLI sono stati organizzati due avvenimenti per gli stranieri, ma in entrambi i casi DOCTRINELLI ha portato seco la valigetta. Quando si recava a piedi a Grodno lasciava la valigetta agli altri italiani che restavano in albergo.
Allora è stata organizzata una cena di gala in onore di DOCTRINELLI, cui sono stati invitati anche gli altri specialisti stranieri. In quell’occasione DOCTRINELLI ha nascosto la valigetta sotto il letto.
4. Il KGB ha fotografato 493 pagine di documenti della valigetta. Le carte descrivevano l’attività tecnologica della Società GEMARCO-VETROCOCK ed hanno fornito informazioni sulle caratteristiche di assorbimento delle soluzioni a varie temperature e pressioni. Gli scienziati sovietici non disponevano di questi dati e la Società italiana si era rifiutata di fornire i numeri.
L’operazione del KGB ha ricevuto una valutazione di elevato livello, in quanto le informazioni sono state di notevole aiuto per la progettazione e funzionamento di nuove fabbriche.
(La fonte non ha saputo datare questa informazione)
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 258
Operazione del KGB contro lo scienziato italiano Gapoli
1. Il Dott. GAPOLI, specialista italiano in catalizzatori, ha trascorso 5 mesi in missione ufficiale presso la fabbrica di fertilizzanti al nitrogeno di Grodno.
2. Per riparare guasti nella strumentazione della fabbrica, GAPOLI faceva uso di documenti scritti in italiano. Portava i documenti in una cartellina. Il KGB ha creato le condizioni che hanno incoraggiato GAPOLI a lasciare i documenti in albergo. Hanno procurato un baule che aveva tre chiusure, ma anche un doppiofondo.
3. Il KGB è riuscito ad accedere al baule attraverso il doppiofondo ed ha fotografato i documenti. Questi descrivevano la produzione e lavorazione dei catalizzatori utilizzati nell’industria del nitrogeno.
4. Il Direttorato del KGB ha creato ulteriori condizioni da utilizzare nei confronti di specialisti italiani, all’insaputa della loro ditta.
(La fonte non ha saputo datare quest’informazione)
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 259
Punto di intercettazione radio “TSENTSAVR” presso la Residentura del KGB a Bonn
Il punto di intercettazione radio “TSENTSAVR” (centauro) presso la Residentura del KGB a Bonn si occupava di quanto segue
- intercettare il canale delle comunicazioni fra l’Ambasciata italiana a Bonn e il MAE italiano.
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 260
Residentura del KGB a Roma incaricata di far penetrare un agente in Vaticano (1980)
1. La Centrale ha consegnato alla Residentura del KGB di Roma il compito prioritario di penetrare obiettivi vaticani, particolarmente al momento attuale (1980), in cui i Servizi Speciali occidentali cercavano continuamente di usare la Chiesa Cattolica per fini anti-sovietici ed anti-socialisti.
2. Un settore particolare di questo piano era destinato a studiare e coltivare lo staff di supporto delle Istituzioni vaticane, che avevano accesso diretto ai registri segreti. Il compito era difficile, tenuto conto del clima di sfiducia e sospetto, oltre che dell’influenza dei mezzi di informazione ostili e del fanatismo religioso di particolari individui.
3. Non bisognava necessariamente cercare un contatto diretto. Bisognava trovare ed acquisire agenti di supporto, i quali potevano coltivare sotto falsa bandiera personale vaticano. Questa categoria di dipendenti era mal pagata ed il fattore materiale non giocava un ruolo trascurabile.
4. In seno a questa categoria si poteva trovare però anche chi era chiuso dal punto di vista ideologico e chi, a causa del proprio lavoro, affrontava aspetti negativi con la leadership vaticana, come corruzione, disonestà, condotta immorale, ed individui che erano talmente disillusi dagli ideali ed idee del Cattolicesimo.
5. Erano di indubbio interesse gli interpreti che lavoravano alla Segreteria di Stato ed al Consiglio degli Affari Pubblici della Chiesa, poiché qui si concentravano le informazioni principali sulle questioni politiche. Costoro potevano essere contattati attraverso annunci in cui, come membri di una categoria scarsamente retribuita, essi offrivano i propri servizi quali insegnanti, traduttori, ecc.
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 261
Reclutamento di Giuseppe Pullara (nome in codice “Dzhura”) da parte del KGB
1. “DZHURA” Ð PULLARA Giuseppe, cittadino italiano, nato nel 1942, faceva parte dello staff del quotidiano romano “Corriere della Sera”. Nel coltivarlo, la Residentura del KGB di Roma ha adottato il metodo di coinvolgerlo gradualmente, facendo leva su fattori idelogico-politici e materiali.
2. Nel dicembre 1972 ha avuto luogo un’operazione di prova aggressiva, con l’uso di dispositivi tecnico-operativi (articoli Z-241 e G-65, sonde per attività radio terrestre ed aerea, mimetizzati come pali di recinzione).
3. “DZHURA” è stato reclutato nel marzo 1972.
4. Si è poi però venuti a conoscenza che i Servizi Speciali avversari erano al corrente di casi in cui i SS.II. sovietici avevano fatto uso di dispositivi per sondare l’attività radio terrestre ed aerea in Paesi dell’Europa Occidentale.
5. Il contatto con “DZHURA” è stato temporaneamente sospeso.
6. Nel 1977 ha destato sospetto il comportamento di “DZHURA”.
7. “DZHURA” era in contatto con i seguenti agenti della Residentura di Roma:
POLUNIN Lev Gerasimovich
ANNENKOV Georgiy Pavlovich
PERSHIN Vladimir Aleksandrovich
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 7
Data di emissione: 23 marzo 1995
Oggetto: Lelio Basso Di Ugo Ð Nome in codice ” Libero”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
AVVERTIMENTO: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile.
Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato.
Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: -
Lelio Basso Di Ugo Ð Nome in codice “Libero”.
1. Lelio BASSo (sic) DI UGO, nato il 1903 a Varazze, Savona, era un laureato italiano di scienze giuridiche e filosofiche e un avvocato. Era anche Presidente del Partito socialista italiano di Unità Proletaria, un deputato del Parlamento italiano e un ex-Segretario del PSI.
2. Il contatto operativo del KGB con BASSO DI UGO venne stabilito nel ’63 ed egli fu reclutato nel ’70 come contatto riservato. A BASSO DI UGO venne dato il nome in codice “LIBERO” e fu gestito da un membro della Residentura del KGB di Roma. Attraverso di lui sono state realizzate le seguenti misure attive sovietiche:
Partecipazione al Tribunale Russel (1966-75), organizzazione di una tavola rotonda sui problemi del Mediterraneo e sulla situazione in M.O. (data non nota), richieste nel Parlamento italiano sul destino dei criminali internazionali BRAZINSKI (1976) e attività sul Comitato Internazionale per la unificazione della Corea (data non nota).
3. BASSO DI UGO è morto nel 1978.
RISERVATO
Rapporto Impedian numero 15
Data di emissione: 23 marzo 1995
Oggetto: “Contatto riservato del KGB – Kanio”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
AVVERTIMENTO: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile.
Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato.
Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: Saremmo grati di poter conoscere l’identità di “KANIO”.
Contatto riservato del KGB – Kanio
“KANIO” era il Capo del Dipartimento Stampa del Partito Democrazia Cristiana ed un assistente personale di PEDINI, un Vice-Ministro degli Esteri. KANIO era un contatto riservato della Residentura del KGB di Roma (data dell’informazione 1972)
RISERVATO
Rapporto Impedian numero 25
Data di emissione: 23 marzo 1995
Oggetto: Alfredo Casilio – Nome in codice “Renato”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
AVVERTIMENTO: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile.
Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato.
Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: -
Alfredo Casilio – Nome in codice “Renato”
1. Alfredo CASILIO nato nel 1938 a Napoli, era Capo della Segreteria del Gruppo della “Sinistra Indipendente” al Senato italiano ed editore capo della pubblicazione “L’astrolabio”. Era responsabile dei contatti fra l’Eni ed il Parlamento Europeo.
2. CASILIO è stato reclutato dal KGB nel 1974 con il nome in codice “RENATO”.
Nel 1977, in quanto valido agente della Residentura del KGB di Roma, venne premiato con un salario mensile di 170 rubli. In quel periodo, comunque, CASILIO ha cominciato a prendere le distanze dalla cooperazione con il KGB. Nel 1980 il KGB ha deciso di sospendere le relazioni con lui fino al 1984.
RISERVATO
Rapporto Impedian numero 30
Data di emissione: 23 marzo 1995
Oggetto: Franco Galluppi Ð Nome in codice ” Gayev”
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
AVVERTIMENTO: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile.
Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato.
Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: -
Franco Galluppi Ð Nome in codice “Gayev”
1. Franco GALLUPPI, nato nel ’22, era un membro del PSI.
Nel 1948, ha lavorato come Segretario del leader del PSI, Riccardo LOMBARDI. GALLUPPI ha perso questo incarico quando NENNI è diventato leader del partito e nella organizzazione del Partito vennero fatti dei cambiamenti;
2. GALLUPPI venne reclutato nel ’52 e gli venne assegnato il nome in codice “GAYEV”. Era solito coltivare il “Movimento dei Lavoratori italiani”, una organizzazione troskista, ed è stato utilizzato anche contro la Yugoslavia. Nel ’54, il contatto venne interrotto perché GALLUPPI aveva perso le sue possibilità di raccolta per l’intelligence.
3. Nel ’75, il KGB ha riallacciato il contatto con GALLUPPI continuando fino al 1982. Come già avvenuto in precedenza il contatto venne interrotto poiché GALLUPPI non aveva più accesso informativo.
RISERVATO
Rapporto Impedian numero 45
Data di emissione: 7 aprile 1995
Oggetto: Giuseppe Amedei Ð Nome in codice “Antoniy”
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data informazione: fino al 1984
AVVERTIMENTO: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile.
Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Nessuna azione va presa sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza il consenso dell’originatore.
Commento: -
Giuseppe Amedei Ð Nome in codice “Antoniy”
Giuseppe AMEDEI, nato nel 1919, era membro del Parlamento italiano e Sottosegretario alle Finanze. AMEDEI era d’interesse del KGB, ma non è nota la condizione del suo reclutamento. Il suo nome in codice era “ANTONIY”.
(Data dell’informazione Ð 1981 e più tardi)
RISERVATO
Rapporto Impedian numero 47
Oggetto: Giuseppe Avolio Ð Nome in codice “Viktor”
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data informazione: fino al 1984
AVVERTIMENTO: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile.
Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Nessuna azione va presa sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza il consenso dell’originatore
Commento: -
Giuseppe Avolio Ð Nome in codice “Viktor”
1. Giuseppe AVOLIO, nato nel 1924, faceva parte della dirigenza del Partito Socialista Italiano. Era anche Direttore del quotidiano “Mondo Nuovo” e Deputato al Parlamento italiano dalla città di Napoli.
2. AVOLIO è stato coltivato dalla Residentura di Roma dal 1961 al 1965. Il suo nome in codice era “VIKTOR”. AVOLIO è stato utile per porre in essere misure attive, ma si è rifiutato di appofondire il rapporto con il KGB.
RISERVATO
Rapporto Impedian numero 69
Data di emissione: 14 luglio 1995
Oggetto: Fonte italiana del KGB Ð Nome in codice “Mark”
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
AVVERTIMENTO: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile.
Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Nessuna azione va presa sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza il consenso dell’originatore.
Commento: Gradiremmo sapere a tempo debito se siete stati in grado di identificare “MARK”.
Fonte italiana del KGB Ð Nome in codice “Mark”
“MARK” era un alto funzionario del Comitato Centrale del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP); Era anche vice-capo del Dipartimento Internazionale del PSIUP. “MARK” era stato reclutato e manipolato dalla Residentura del KGb di Roma.
(Data dell’informazione Ð 1970)
Commento del servizio: La fone non conosceva l’identià di “MARK”.
RISERVATO
Rapporto Impedian numero 70
Data di emissione: 14 luglio 1995
Oggetto: Fonte italiana del KGB Ð Nome in codice “Nemets”
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
AVVERTIMENTO: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile.
Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Nessuna azione va presa sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza il consenso dell’originatore.
Commento: Vi saremmo grati se ci faceste sapere in tempo debito se siete stati in grado di identificare “NEMETS”. Gradiremmo anche conoscere il significato delle sigle IPSLA E IPALMO.
Fonte italiana del KGB Ð Nome in codice “Nemets”
1. “NEMETS” (“TEDESCO”) era un uomo politico e parlamentare italiano, fonte della Residentura del KGB di Roma. “NEMETS” era una fonte che forniva informazioni e reclutava altre fonti. E’ stato inviato a Bruxelles con il compito di stabilire utili contatti. Ha anche coltivato funzionari del Ministero degli Esteri italiano sotto la bandiera IPALMO (si ignora il significato della sigla) ed ha fornito notizie su SANTORO, SAVERIO, SANTANILMO e Claudio MORENO. Era coinvolto in misure attive.
2. Nel 1971 “NEMETS” è diventato il Capo dell’IPSLA (si ignora il significato della sigla). Questo Istituto aveva stretti contatti con funzionari del Ministero degli Esteri Italiano ed era finanziato da Amintore FANFANI. “Nemets” era un confidente di FANFANI.
3. Per iniziativa del KGB “NEMETS” si è fatto promotore di un Comitato Nazionale Contro la Bomba al Neutrone. Il Partito Comunista Italiano (PCI) era coinvolto in questo Comitato. Il coinvolgimento del PCI costituiva motivo di preoccupazione per la Residentura del KGB di Roma, in quanto il PCI avrebbe potuto prendere l’iniziativa e controllare il Comitato, privando così il KGB dell’opportunità di usarlo a proprio vantaggio.
4. Nel gennaio 1977 le fonti valide della Residentura del KGB di Roma venivano retribuite su base mensile in rubli correnti. “NEMETS” riceveva 240 rubli.
Commento del servizio: La fonte non conosceva l’identità di”NEMETS’.
RISERVATO
Rapporto Impedian numero 74
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: Contatto confidenzaile del KGB – nome in codice “Adriat”
Fonte: ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data informazione: fino al 1984
ATTENZIONE: Si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Nessuna azione va presa sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori dal vostro Servizio senza il consenso dell’originatore.
Commento: -
Contatto confidenzale del KGB – Nome in codice “Adriat”
“ADRIAT” era un senatore del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP). Era anche uno dei Segretari del Presidente del Senato Amintore FANFANI. “ADRIAT” era un contatto confidenziale della Residentura del KGB di Roma.
COMMENTO DEL SERVIZIO
La fonte non conosceva né l’identità di “ADRIAT” né la data alla quale si riferiva questa informazione.
Rapporto Impedian numero 79
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: Rappresentanti del Pci addestrati in Unione Sovietica.
Fonte: ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: fino al 1984
ATTENZIONE: Trattasi di fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Non deve essere intrapresa alcuna azione sulla scorta di questo rapporto o discussione/disseminazione del materiale Impedian all’esterno del vostro Servizio, se non previa autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Rappresentanti del Pci addestrati in Unione Sovietica.
1. Nel 1979 tre rappresentanti del Partito Comunista Italiano (PCI) furono addestrati in Unione Sovietica. Uno fu addestrato come istruttore radio e cifra, un altro come specialista in disinformazione ed il terzo come esperto nella produzione di documenti falsi.
2. L’addestramento fu organizzato dal Direttorato S del Primo Direttorato Principale del KGB. Fu fatto sulla base di una decisione del Comitato Centrale del PCUS Politburo nr. SG 143/8 GS del 17 gennaio 1979.
Rapporto Impedian numero 80
Data di emissione: 28 luglio 1995
Oggetto: N Cona – Nome in codice “Bauer”
Fonte: un ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: fino al 1984
ATTENZIONE: Trattasi di fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Nessuna azione deve essere intrapresa sulla scorta di questo rapporto o discussione/disseminazione del materiale Impedian all’esterno del vostro Servizio se non previa autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
N Cona – Nome in codice “Bauer”
N CONA era il Segretario particolare di Enrico MANCO, Vice Segretario Generale del Partito Socialista Italiano (PSI). A nome di MANCO, CONA si rivolse agli Ungheresi per assistenza materiale in favore del “gruppo MANCO”. Ciò sarebbe stato ottenuto facendo concludere agli Ungheresi affari nel commercio estero in cambio di informazioni sulla situazione politica estera italiana. A CONA fu dato il nome in codice “BAUER”.
(data dell’informazione 1978)
Rapporto Impedian numero 81
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Michele Achillis – Nome in codice “Agel”
Fonte: un ex ufficiale del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: sino al 1984
ATTENZIONE: si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato.
Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: -
Michele Achillis – nome in codice “Agel”
1. Michele Achillis era il vicepresidente del gruppo parlamentare del Partito Socialista Italiano (PSI). Egli era anche a capo del gruppo di sinistra all’interno del PSI.
2. Achillis era un agente dell’intelligence ungherese. Il suo nome in codice era “Agel”.
Data dell’informazione: 1978
Rapporto Impedian numero 89
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: coltivazione del KGB del giornalista italiano Gawronski
Fonte: ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: fino al 1984
ATTENZIONE: trattasi di fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Non deve essere intrapresa alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, o discussione/disseminazione del materiale Impedian all’esterno del vostro Servizio, se non previa autorizzazione dell’originatore.
Commento: Notiamo da “Mosca Informazione” (equivalente lista diplomatica) che Jan (sic) Gawronski era corrispondente RAI-Tv a Mosca nel 1981.
Coltivazione del KGB del giornalista italiano Gawronski
GAWRONSKI (nome non noto) era un italiano che lavorava con il giornale “La Repubblica” ed era corrispondente RAI-TV a Mosca. GAWRONSKI era oggetto di coltivazione da parte del Secondo Direttorato Principale del KGB.
Rapporto Impedian numero 95
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: funzionario del Partito Socialista Italiano – Nome in codice “Evklid”
Fonte: ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: fino al 1984
ATTENZIONE: trattasi di fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere tenuto e visto solo da personale indottrinato.
Non deve essere intrapresa alcuna azione sulla scorta di questo rapporto, o discussione/disseminazione del materiale Impedian all’esterno del vostro Servizio, se non previa autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
funzionario del Partito Socialista Italiano – Nome in codice “Evklid”
1. “EVKLID” (“EUCLID”) era un membro del Comitato Centrale del Partito Socialista Italiano. Era anche membro del Dipartimento Internazionale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL).
2. “EVKLID” era d’interesse del KGB, ma il suo stato di reclutamento non è noto.
(data d’informazione 1969)
Commento del servizio:
La fonte non conosceva l’identità di “EVKLID”.
Rapporto Impedian numero 97
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: coltivazione da parte del KGB di D Lubreno
Fonte: un ex ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
ATTENZIONE: si fa presente che si tratta di fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato.
Nessuna attività deve essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: Anche il Rapporto Impedian 33 si riferisce a Libero LIZZADRI (“MAVR”).
coltivazione da parte del KGB di D Lubreno
D LUBRENO (LUBRANO?) era un membro della Segreteria del Consiglio dei Ministri italiano sotto DE MARTINO. La coltivazione da parte del KGB di LUBRANO fu condotta tramite l’agente reclutatore “MAVR2. “MAVR” era Libero LIZZADRI.
Rapporto Impedian numero 99
Data di emissione: 23 agosto 1995
Oggetto: Contatto riservato del KGB – nome in codice “Rokko”
Fonte: un ex ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: fino al 1984
ATTENZIONE: si fa presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato.
Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, né il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio senza la preventiva autorizzazione dell’ente originatore.
Commento: -
Contatto riservato del KGB – nome in codice “Rokko”
“ROKKO” era un funzionario dell’apparato centrale del Partito della Democrazia Cristiana.
Era un contatto riservato della Residentura del KGB di Roma.
Commento del servizio:
La fonte non conosceva l’identità di “ROKKO” né la data a cui si riferisce questa informazione.
Rapporto Impedian numero 199
Data di emissione: 4 agosto 1997
Oggetto: ‘Sobolev’ (Vladimir Mikhaylovich Surko), Illegale del KGB
Fonte: Ex agente del KGB, di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: Fino al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto né tale materiale dovrà essere trattato o diffuso al di fuori del vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -
‘Sobolev’ (Vladimir Mikhaylovich Surko), Illegale del KGB
1. L’agente Illegale ‘Sobolev’ era Vladimir Mikhaylovich Surkov, nato nel 1953 a Mosca. È stato in Italia, Malta, Tunisia, Marocco, Francia e Svezia.
2. L’Illegale ‘Sobolev’ era un ingegnere di computer. Per motivi legali fu detto che lavorava come rappresentante di dispositivi elettronici. Fu indottrinato per svolgere vari incarichi nel Dipartimento 1 del Direttorato S. Conosceva il francese e l’inglese.
3. Fino al 1978 era in forza al Dipartimento 7 del Direttorato S; successivamente entrò a far parte del dipartimento 1 del Direttorato S.
4. Inventò la sua storia in Marocco, usando un passaporto francese falso e fu registrato come un cittadino irlandese residente in Marocco da parecchio tempo. In Danimarca completò il suo addestramento frequentando dei corsi professionali per programmatori di computer.Commento del Servizio: le informazioni nel par. 1 risalgono al 1982 ed oltre; tutti gli altri dati contenuti nel documento risalgono al 1982.
RU SEGRETISSIMO*
Rapporto Impedian numero 200FILE: YCI/422/146/Q/Z
Data di emissione: 2 ottobre 1997
Oggetto: Agente speciale del KGB ‘LEV’
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Non dovrà essere intrapresa alcuna azione nei confronti di questo documento, né dovrà essere discusso o diffuso, al di fuori di questo Servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento:
1. ‘LEV’ (Lion), è nato a Madrid nel 1915, è cittadino spagnolo ed è stato un agente speciale del KGB.
2. Ha fatto parte del Partito Comunista spagnolo. Dal 1939 al 1945 è stato in URSS. Nel 1945, dopo essere stato indottrinato, fu mandato in Italia e si stabilì a Genova dal 1946.
3. Acquistò una piccola impresa commerciale che si occupava di attrezzature da riscaldamento su commissione, per piani di costruzione nel settore edile ed industriale. Inizialmente, l’impresa fu finanziata dalla Centrale, poi riuscì ad autofinanziarsi.
4. Per alcuni anni ‘LEV’ gestì una Residentura illegale, composta da 4 agenti Ð ‘LIONKA’, ‘PLUTON’, ‘KIR’ e ‘YUG’ (South). Attraverso ‘LEV’ e l’agente ‘PLUTON’, che era in contatto con lui e che era imbarcato su una nave della linea americano-italiana, fu possibile mantenere il contatto del corriere operativo con due Residenture illegali, una negli Stati Uniti (New York) e l’altra in Sud America.
5. Tramite ‘LEV’, fu mantenuto il contatto con la valida fonte delle informazioni documentarie ‘INGA’.
6. ‘LEV’ fu ripetutamente portato in URSS per speciali indottrinamenti. Gli fu conferita la Decorazione della Stella Rossa e gli furono dati un orologio d’oro e delle medaglie.
7. Più tardi, ‘LEV’ divenne il custode di una stazione radio (di riserva) avente collegamenti a due vie con la Centrale. Ebbe l’incarico di raccogliere informazioni sulla difesa antisommergibile della NATO a La Spezia (‘DELFIN’), sulla situazione dell’agente operativo e sulla scelta dei candidati da coltivare; si occupò della stazione radio ‘OSKOL-1′.
8. Nel 1956, ricevette 40.000 rubli per costituire una società di copertura. La ditta era registrata al Tribunale, alla Camera di Commercio, al Registro del Commercio Estero e all’Ufficio delle Imposte. Le spese annuali della ditta ammontavano all’incirca a 12 milioni di lire.
9. Nel 1978, i profitti della società ammontavano a 17.300.000 lire. Nel 1974-80, erano arrivati a 38.881.654 lire.
10. L’appartamento di ‘LEV’ fu acquistato con l’aiuto del KGB e, nel 1971, venne registrato nei documenti immobiliari di Genova. All’epoca, il prezzo dell’appartamento era di 26.300.000 lire e, nel 1981, fu valutato 200 milioni di lire, mentre, nel 1983, il suo valore era arrivato a 359 milioni di lire.
11. Nel 1961, ‘LEV’ aveva ricevuto 61.000 $ come anticipo da versare per l’appartamento, successivamente gli furono dati 2.500 $ l’anno per poter pagare gli interessi sul prestito. Nel 1967, l’affitto dell’appartamento era arrivato a 258.000 lire.
12. Dal 1973, ‘LEV’ ricevette uno stipendio mensile di 300 rubli, equivalenti a 258.000 lire.
13. Dal 1°gennaio 1981, il conto degli agenti speciali ‘LEV’ e ‘LIONKA’, presso la Centrale, raggiunse la somma di 62.063.454 lire come debito della Centrale; mentre ‘LEV’ calcolò di dover ricevere, solo per sé, dalla Centrale, 90.148.000.871 lire (sic) (senza contare i profitti della società).
14. ‘LIONKA’ era un agente speciale ed era la moglie di ‘LEV’. Nel 1973, ricevette uno stipendio mensile di 200 rubli, corrispondenti a 172.000 lire.
15. ‘LIONKA’ (Lioness) era VLASKINA-PINNA-GULLON, nata nel 1913 a Torino. Dal suo primo matrimonio con un russo ebbe una figlia, nata nel 1937. Gli zii paterni erano l’Ammiraglio Carlo PINNA ed il Colonnello Tulio PINNA.
16. ‘LIONKA’ ha collaborato con la Ceka sin dal 1942. A partire dalla fine degli anni 60, dopo la liquidazione della società e la cessazione del lavoro con il contingente speciale, gli agenti speciali entrarono in disputa, l’attività di ‘LIONKA’ fu ridotta e ci furono delle prove di recriminazione e avidità.
17. Quando la ditta cessò la sua attività, i beni Ð valutati 3.587.165 lire (somma equivalente a 1.844 rubli attuali) Ð furono annullati. L’appartamento fu ceduto a degli agenti per coprire la rimanenza di quello che doveva essere dato loro, ammontante, al 1°gennaio 1983, a 73.232.429 lire.
18. ‘LEV’ era Luis Alberto GULLON MAYOR. La ditta di “LEV” fu fondata a Genova nel 1954. Il suo nome era ‘Società GULLON’.
Commento del servizio:
1. La fonte ha fornito ulteriori dettagli sulla Residentura Illegale in Italia del KGB gestita dagli agenti speciali ‘LEV’ e ‘LIONKA’ nel documento IMPEDIAN no. 169.
2. La fonte ha identificato i seguenti agenti della Residentura:
‘YUG’ (South) Ð PIVAROVICH Viktoria Yevgenyevna nata nel 1915 al Cairo, suo padre era russo, sua madre greca; le furono consegnati i documenti con i dati personali di GERGES (nome da nubile NIKOL). Anna Georgiyevna, nata nel 1915 a Sofia, cittadina greca della FRG (sic). Fino al 1925, ha vissuto in Egitto, poi è andata in URSS con i genitori. Nel 1953-55, è stata sottoposta ad un indottrinamento particolare a Mosca per lavorare in condizioni speciali come operatore radio.
‘KIR’ era CONCIANI Enrico, italiano, nato nel 1906. Fino al 1936 ha lavorato come muratore a Genova; nel 1936-38 ha prestato servizio presso la Brigata Internazionale in Spagna. Fu reclutato in Spagna nel 1938. Fu mandato dalla Residentura in Francia, e poi, in Italia e in Jugoslavia per svolgere degli incarichi speciali. Nel gennaio 1941, in URSS, finì sotto il 4¼ Direttorato del KGB; fu indottrinato come operatore radio, in sabotaggio e come paracadutista.
‘PLUTON’ (non identificato dalla fonte) era un corriere. Era un agente del KGB, manipolato dal 18¼ Dipartimento del FDC. Venne raccomandato all’Intelligente sovietico dal Partito Comunista italiano e fu usato come corriere sin dal 1951. Morì nel 1972.
‘INGA’ era una dattilografa del MAE italiano. Era un’agente documentale e, nel 1969, era ancora in contatto con il KGB. La fonte non conosceva l’identità di ‘INGA’.
3. Non vi sono precedenti riferimenti su ‘DELFIN’ in questo contesto, né precedenti riferimenti su ‘OSKOL Ð1′.
RU SEGRETISSIMO*
Data: 26 agosto 1997
Oggetto: Preventivo di stanziamenti per il 1979 per postazioni di intercettazione radio.
Fonte: Un ex funzionario/ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: Fino al 1984
AVVISO: Fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere custodito e visto solo da personale indottrinato. Non può essere intrapresa alcuna attività, discussione, distribuzione di materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza la preventiva approvazione dell’originatore.
Commento: -
Preventivo di stanziamenti, assegnazioni per il 1979 per postazioni di intercettazione radio.
Di seguito un estratto da una tabella di un preventivo di stanziamenti per postazioni di intercettazione radio (PRP) per il 1979 (le cifre sono in migliaia di rubli valuta dura).
(…omissis)UK TOP SECRET*
Data di emissione: 27 agosto 1997
Oggetto: ‘REM’, agente del KGB.
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: Fino al 1984
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato esclusivamente da personale dottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, né tale materiale dovrà essere trattato o diffuso al di fuori del vostro servizio, senza consenso dell’originatore.
Commento: -
‘REM’, agente del KGB.
Nel 1974, la rete di agenti della linea PR della Residentura di Washington incluse l’agente ‘REM’, che fu descritto come un impiegato italiano della Segreteria delle Nazioni Unite.RU SEGRETISSIMO*
Data: 1 settembre 1997
Oggetto: Illegale del KGB ‘SEVIDOV’
Fonte: Un ex funzionario/ufficiale del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: Fino al 1984.
AVVISO: Fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere custodito e visto solo da personale indottrinato. Non può essere intrapresa alcuna attività, discussione, distribuzione di materiale Impedian al di fuori del vostro servizio senza la preventiva approvazione dell’originatore.
Commento: -
Illegale del KGB ‘SEVIDOV’
1. Gli Illegali selezionati per lavorare in Cecoslovacchia nel 1968 includevano ‘SEVIDOV’. ‘SEVODOV’ (sic) era nato nel 1928 e parlava tedesco.
2. L’Illegale del KGB ‘SEVIDOV’ visse con la sua famiglia nella GDR in circostanze particolari dal 1970, utilizzando documenti di identità tedeschi.
3. ‘SEVIDOV’ era a disposizione del 3¼ Dipartimento della rappresentanza del KGB della GDR; svolse compiti assegnati dalla rappresentanza relativi alla raccolta e analisi di informazioni politiche e svolse compiti assegnati dal 3¼ Dipartimento relativi alle esigenze della gestione documentazione . Per il suo lavoro utilizzava documenti di identità della polizia criminale del Ministero degli Affari Interni della GDR.
4. Allo stesso tempo, ‘SEVIDOV’, svolgeva dal centro anche compiti intelligence in Europa e in Africa. Le sue attività in Europa fino al 1975 erano le seguenti:
- 1968 nella Repubblica Socialista Cecoslovacca
- 1972 in Bulgaria e nell’Unione Sovietica
- 1973 insieme a sua moglie, in Albania e Jugoslavia
- 1974 In Austria, Italia, Frg e Polonia
Durante lo svolgimento di questi incarichi, ‘SEVIDOV’ utilizzava un passaporto straniero della Germania Occidentale con dati fittizi. Non c’erano indizi che i servizi speciali avessero qualche interesse su di lui.
5. La direttiva del KGB N. 150/3-10807 del 4 ottobre 1972 diede al Direttorato S del FCD un compito speciale relativo alle Repubbliche Baltiche, specificatamente la raccolta di informazioni sullo stato d’animo della popolazione e sullo stato degli affari riguardanti i turisti stranieri sul luogo. Alcuni illegali, incluso ‘SEVIDOV’, vennero inviati nelle repubbliche baltiche
6. Nel 1975-76 ‘SEVIDOV’ partecipò al programma ‘PROGRESS’ in Jugoslavia e Albania.
7. I compiti dell’intelligence illegale nel 1975-76 includevano il lavoro sull’Albania e sul problema albanese. Doveva essere diretto sul territorio di Austria, Italia e Jugoslavia (da SEVIDOV)
8. Nel 1976, a ‘SEVIDOV’ vennero assegnati incarichi in Finlandia, Austria, Italia, Albania e Jugoslavia.
9. ‘SEVIDOV’ andò in Albania da Vienna unendosi a un gruppo turistico nell’agosto 1976.
10. Nel 1977, gli venne assegnato un incarico con sua moglie a Cipro, Vienna e Jugoslavia. Venne anche fabbricato per SEVIDOV un passaporto di riserva, come cittadino svizzero, che venne tenuto alla residentura del KGB di Vienna.
11. Nel 1978, ‘SEVIDOV’ svolse incarichi relativi alla Polonia e Romania nelle seguenti città: Gdansk, Sopot, Warsaw, Czestochowa, Krakow; Bucharest, Brasov, Sibiu, Sinai, Pojana, Brasov, Paltinise.
12. Mentre svolgeva il proprio incarico in Polonia, ‘SEVIDOV’ utilizzò documenti di identità di un cittadino della GDR, con i dati di Willi Werner NEUMAN. Nell’autunno del 1978 ebbe incarichi in Austria, Italia e Romania.
13. Nel 1979, visse continuativamente nella GDR. Nel 1980 ebbe ancora incarichi in Jugoslavia e Polonia.
14. Tra il 1972 e il 1980, ‘SEVIDOV’ andò per incarichi intelligence in 15 paesi. Quando viaggiava in occidente, ‘SEVIDOV’ utilizzava un passaporto straniero della FRG, quando era in Polonia utilizzava una carta d’identità di cittadino della GDR. Quando andava a Berlino Ovest per incontrare contatti in Occidente, utilizzava un passaporto straniero sovietico.
15. ‘SEVIDOV’ aveva passaporti stranieri falsi austriaco e della FRG al nome di Heinrich DREMER (traslitterato).
16. Nel 1981, ‘SEVIDOV’ aveva i documenti di cittadino di Berlino Ovest utilizzando i dati di un rimpatriato da Berlino Ovest: Kurt Ernst TILE (traslitterato), un tedesco nato il 14 dicembre 1929 a Berlino, ingegnere meccanico. La descrizione della sua altezza venne modificata sul passaporto straniero e vi vennero apposti timbri di controllo passaporti di vari paesi.
17. ‘SEVIDOV’ era nella GDR dal 1970 al 1982.
UK TOP SECRET
Rapporto Impedian numero 204
Data di emissione: 1 ottobre 1997
Oggetto: Giovanni De Rue – Nome in codice “Rossi”
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian deve essere trattato e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Non dovranno essere intrapresa alcuna azione nei confronti di questo documento, né dovrà essere discusso o diffuso, al di fuori del vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -
1. (Dmitriy Alekseyevich BYSTROLETOV) ha lavorato insieme all’avventuriero internazionale DE RUE (o DERI) GIOVANNI, nato nel 1882, in Svizzera. Nel 1928, si fece passare per un rappresentante della General Motors in Svizzera, Italia, Bulgaria, Yugoslavia e Romani. Nell’agosto 1928 si recò alla Rappresentanza Politica Sovietica a Parigi.
2. DE (o DERI) RUEGIOVANNI (alias “ROSSI”) offrì materiale cifra italiano presentandosi come figura intermediaria di un funzionario dell’Ambasciata italiana a Berlino e chiese 10.000$. A Parigi spiegò come veniva usato il materiale cifra. Il funzionario dell’Ambasciata doveva essere il Conte Frederico COLLOREDO, che lavorava presso la segreteria di Mussolini e collaborava con l’Intelligence francese.
3. Quanto segue è come BYSTROLETOV ha presentato il caso di “ROSSI”:
“Un uomo piccolo col naso rosso, arrivò alla Rappresentanza politica a Parigi. Aveva una valigia grande ed una più piccola di pelle gialla. Disse in francese: “Vorrei vedere l’addetto Militare o il Primo Segretario”. Venne fuori un camerata importante e lo straniero gli disse: “In questa valigia ci sono i codici ed il materiale cifra dell’Italia. Naturalmente, lei ha delle copie dei messaggi cifrati dell’Ambasciata italiana locale. Prenda questa valigia e controlli l’autenticità di quello che ho io. Quando sarà sicuro che si tratta di materiale vero, faccia delle fotografie e poi mi dia 200.000 franchi francesi. Quando, in modo sistematico, verranno cambiati sia i codici che il materiale cifra, io, puntualmente glieli procurerò, per la stessa somma.
Il valore delle comunicazioni che le sto offrendo, resterà inalterato. Stia sicuro che li avrà per molti anni a venire.
4 Lo straniero fu semplicemente un dono della Provvidenza. In ogni caso, il camerata importante si convinse del valore della merce e, dopo averla fotografata, restituì la valigia allo straniero quando questi fece ritorno alla Rappresentanza la volta successiva, ma si risentì quando gli fu chiesto di pagare. “Si tratta di roba falsa ed è una provocazione! Via di qui o chiamo la Polizia”. Lo straniero che ormai aveva capito l’inganno, s’infuriò, ma si trattenne, dicendo in maniera alternata: “Lei non è il rappresentante di una grande potenza, ma di poveri imbroglioni”. E visto che non c’era altro da fare se ne andò. Il comportamento del camerata fu approvato e lodato dalla Centrale, poiché aveva fatto risparmiare al paese una gran somma di danaro in valuta estera, ma l’errore rimase inosservato.
Tuttavia, con la defezione di BESEDOVSKIY – funzionario della Rappresentanza a Parigi, al corrente dell’incidente che poi citò sul suo libro – la questione assunse un altro aspetto.
0Il libro fu letto a Mosca e BYSTROLETOV fu d’urgenza richiamato lì. A Lyubyanka, Abram SLUTSKIY passò il libro a BYSTROLETOV, aperto alla pagina interessata. Vi era un’annotazione a matita sul bordo, “Ri-aprire”.
“Questo è stato scritto da STALIN. Si tratta di un ordine: tornare a Parigi stanotte, trovare quest’uomo, e farsi dare ancora una volta da lui questo materiale”.
“Dove posso trovarlo?” “Questo è affar suo. Ha 6 mesi di tempo”.
05. BYSTROLETOV e la Residentura fecero di tutto per trovarlo e lo raggiunsero in un bar internazionale a Ginevra. BYSTROLETOV parlò in nome del Giappone. Sebbene “ROSSI” non volle crederci, accettò di collaborare.
0Era chiaro che il traffico di materiale cifra era stato escogitato su larga scala dal Ministro degli Esteri, il conte CIANO, che aveva sposato la figlia del Duce, Mofadi Mussolini. Dopo la pubblicazione del libro di BESEDOSKIY, CIANO organizzò una provocazione facendo sparire i libri cifra da Berlino (sic presumibilmente l’ambasciata italiana a Berlino) e li tirò fuori, di sorpresa, durante un’ispezione, accusando un innocente di tradimento.
0L’innocente fu ucciso e CIANO venne lodato come indomabile lottatore per gli interessi del suo Paese.
06. Tuttavia, la Residentura di Parigi ammise di aver commesso un grave errore nei colloqui con “ROSSI”. Sicura che il materiale fosse autentico, venne allettata dall’idea di ottenere il materiale gratis, senza pensare al futuro.
0Persino il lavoro ostinato e logico con “ROSSI” non poté ristabilire un rapporto di fiducia con l’Intelligence sovietica. La collaborazione con “ROSSI” si basava sul fatto che gli permettevano di guadagnare del denaro, affinché lui si interessasse alla collaborazione ma che non gli desse la possibilità di sentirsi economicamente indipendente.
Le cifre che lui chiese vennero ridotte così tanto che con questi soldi non arrivava alla fine dell’anno, di conseguenza era costretto, ancora una volta, a vendere del nuovo materiale cifra italiano. Poi, dimostrò un certo interesse nel procurarsi materiale cifra di altri paesi e fu obbligato ad attirare in questo tipo di commercio persone che avevano bisogno di entrate extra. Egli usò il rumeno TITULESCU (“FLORIK”) nella linea di comunicazione dell’Intelligence francese dalla Romania (che lavorava per il Giappone), MULLER (“DOROTEY” dagli archivi segreti di I T Farbenindustrie) (per l’Ungheria).
Con “ROSSI” il valore del materiale fu concordato nei limiti tra 2.000 e 10.000 $ (a seconda del paese).
Una volta ottenuto il materiale, veniva pagato un deposito di 1/5 a 1/4 dell’intera somma e l’ultimo pagamento avveniva dopo che il materiale cifra era stato testato e valutato presso la Centrale.
7. La madre di DE RUE era italiana e lo zio era un cardinale. Egli era un ufficiale in pensione dell’Esercito svizzero. Avendo venduto materiale cifra italiano per 200.000 franchi francesi ed avendo guadagnato una notevole somma di denaro, arricciò il naso quando gli fu chiesto per la prima volta “È materiale autentico?”.
“Che tipo di domanda è questa. È chiaro che lo è”.
“Bene i suoi giapponesi sono degli idioti. Scriva e dica loro di stampare rapidamente dei dollari americani”.
“Mi paghi non con 200.000 franchi veri ma con 1.000.000 di dollari contraffatti e saremo pari”. Gli incontri e la consegna del materiale cifra e del denaro ebbero luogo a Berlino.
È vero che questo materiale cifra fu anche venduto ai giapponesi e successivamente ad altri servizi in nome del Giappone. “ROSSI” non dimenticò di essere stato insultato e, per ben due volte, ingannato dall’Intelligence Sovietico. Per soldi, presentò l’Intelligence sovietico prima, ad un importante dirigente proveniente dal MAE tedesco, che sembrava volesse vendere il materiale cifra del suo paese e poi, a Londra, ad un presunto funzionario del MAE inglese.RU SEGRETISSIMO*
Documento Impedian numero 205
Data di emissione: 8 ottobre 1997.
Oggetto: Influenza del KGB sul “Comitato Italia-Spagna”.
Fonte: Ex agente del KGB, di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian deve essere trattato e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Non dovrà essere intrapresa alcuna azione nei confronti di questo documento, né dovrà essere discusso o diffuso, al di fuori del vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -Influenza del KGB sul “Comitato Italia-Spagna”.
1. Nel 1975 la Residentura del KGB di Roma costituì un “Comitato Italia-Spagna” nella capitale.
La Residentura raggiunse tale obiettivo con l’aiuto di un contatto riservato. Il Comitato includeva esponenti provenienti dai partiti più importanti nonché dalle organizzazioni più in vista in Italia.
2. Il Comitato fu usato per intraprendere delle azioni anti-NATO e anti-Americane. Furono organizzate anche delle operazioni per liberalizzare la situazione in Spagna, per legalizzare i partiti politici e per dichiarare l’amnistia generale ai prigionieri politici.
3. Nel gennaio 1977, due milioni di lire italiane, (corrispondenti a 1.720 rubli) furono pagati a “N”, un contatto riservato della Residentura del KGB di Roma.
Tale somma serviva ad ampliare la base materiale usata per compiere delle azioni attraverso il “Comitato Italia-Spagna”.
Commento del servizio: La fonte non ha potuto fornire ulteriori informazioni sul contatto riservato.
RU SEGRETISSIMO*
Documento Impedian numero 206
Data di emissione: 8 ottobre 1997.
Oggetto: Reclutamento di un esperto cinese da parte della Residentura di Roma del KGB.
Fonte: Ex agente del KGB, di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere gestito e visionato esclusivamente da personale indottrinato.
Non deve essere intrapresa alcuna azione nei confronti di questo documento, né il materiale Impedian dovrà essere discusso/disseminato al di fuori del vostro servizio senza previa autorizzazione da parte dell’originatore.
Commento: -Reclutamento di un esperto cinese da parte della Residentura di Roma del KGB
Nel 1977, la Residentura di Roma del KGB reclutò “KOK”, un esperto cinese.
Commento del servizio: la fonte non conosceva l’identità di “KOK”
RU SEGRETISSIMO*
Documento Impedian numero 207
Data di emissione: 8 ottobre 1997
Oggetto: Compiti delle misure attive eseguiti dalla Residentura di Roma del KGB tra il 1975-1977.
Fonte: Ex agente del KGB, di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data dell’informazione: Fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian deve essere trattato e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Non dovrà essere intrapresa alcuna azione nei confronti di questo documento né dovrà essere discusso o diffuso, al di fuori del vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -Compiti delle misure attive eseguiti dalla Residentura di Roma del KGB tra il 1975-1977
1. Nel 1975, la Residentura di Roma del KGB ha attuato le seguenti misure attive:
48 articoli diffusi
10 conversazioni di influenza
4 appelli fatti
4 operazioni in spedizione postale
2 lettere anonime distribuite
6 interpellanze parlamentari
1 conferenza stampa
1 conferenza di altro genere
4 documenti verbali disseminati
1 delegazione riunita e mandata fuori
2 operazioni di volantinaggio
Venne costituito il Comitato Italia-Spagna
La mancanza di misure a lungo termine, atte ad influenzare gli ambienti politici italiani, costituì un difetto.
2. Nel 1976, la Centrale inviò alla Residentura di Roma del KGB, 71 compiti riguardanti le misure attive. Ne furono svolti 48.
Il lavoro completato includeva quanto segue:
63 articoli diffusi
6 conversazioni di influenza
9 appelli fatti
1 gruppo di lavoro organizzato
1 libretto distribuito
1 operazione di volantinaggio effettuata
2 lettere anonime distribuite
1 dimostrazione che ha avuto luogo
2 interpellanze parlamentari
1 interpellanza presentata al Senato
1 incontro/”tavola rotonda” che ha avuto luogo.
Di tutti gli articoli pubblicati, 28 riguardavano il nemico principale, 21 vertevano sull’interferenza della CIA nelle questioni italiane.
Il comitato “Italia-Spagna”, che era stato costituito dalla Residentura, venne impiegato in maniera attiva.
Furono condotte 4 operazioni allo scopo di screditare il Maoismo come tendenza anti-socialista.
3. Nel 1977, le misure attive della Residentura di Roma del KGB, includevano quanto segue:
43 articoli pubblicati sulla stampa borghese
1 materiale distribuito
2 bozze di lettere
1 informazione verbale diffusa
13 conversazioni di influenza
1 intervista protetta
2 apparizioni televisive
1 mostra organizzata
2 interpellanze parlamentari suggerite
2 appelli
Le operazioni “KRESHCHENDO” e “BONZA” furono compiute per compromettere la politica di Carter riguardante i problemi dei diritti umani nonché i preparativi per l’incontro di Belgrado (del CSCE).
“BONZA” è stata la misura attiva sulla questione cinese.
RU SEGRETISSIMO*
Documento Impedian numero 208
Data di emissione: 8 ottobre 1997
Oggetto: Risultati delle misure attive compiute dalla Residentura del KGB a Roma tra il 1975-77.
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -
Risultati del lavoro svolto, nel 1975, dalla linea PR della residentura di Roma del KGB.
1. Nel 1978, la Linea PR della Residentura di Roma del KGB ha raggiunto i seguenti obiettivi.
Il lavoro di raccolta delle informazioni era simile a quello registrato nel 1974.
Si procurò 615 documenti informativi, di cui 47 furono mandati, via bolgetta, alla Centrale e 568 via telex.
Di questi, 45 furono consegnati alla più Alta Autorità (La Instantsii) e gli altri furono mandati agli organi governativi. 182 documenti vennero impiegati e tenuti come precedenti, 321 furono conservati nel dipartimento per costituire una base informativa e 21 non vennero utilizzati.
Nel 1975, la quantità dei documenti informativi della Residentura di Roma impiegata, ammontava al 15,5 %, cifra alquanto superiore a quella del 1974.
Per quanto riguarda l’utilizzo dei documenti informativi, la Residentura di Roma si collocò al quinto posto tra le Residenture supervisionate dal 5^Dipartimento. La situazione cilena, italiana e portoghese furono ben documentate.
La produzione di dati sulla Repubblica Popolare Cinese migliorò, vi fu un maggiore flusso di informazioni sul Vaticano, ma non furono sufficienti i documenti sull’Avversario Principale.
A cominciare dal 1 gennaio 1976, la rete di agenti della Residentura di Roma fu composta da:
21 agenti (di cui 16 operativi)
7 contatti riservati
9 agenti di nazionalità sovietica
RU SEGRETISSIMO*
Esclusivamente per/strap 2
Documento Impedian numero 209
Data di emissione: 8 ottobre 1997
Oggetto: Interesse, da parte della Residentura di Roma del KGB, per delle relazioni tra il Partito comunista francese e quello italiano.
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -
Interesse, da parte della Residentura di Roma del KGB, per delle relazioni tra il partito comunista francese e quello italiano.
In una lettera, proveniente dalla Centrale del KGB, fu chiesto alla Residentura di Roma del KGB di concentrare la propria attenzione sui contatti reciproci e sull’avvicinamento tra il Partito Comunista Italiano (PCI) ed il Partito Comunista Francese (PCF) nonché sulle questioni interne del PCI.
Attirò l’attenzione il fatto che, per la prima volta, 3 comunisti – PECCHIOLI e BOLDRINI del PCI e BOUCHENI del PCF – fossero stati inclusi nella Commissione di Difesa dei Paesi dell’Europa Occidentale in viaggio per gli Stati Uniti. Questo viaggio, fatto nel 1977, assunse un aspetto ancora più straordinario poiché vi erano stati, di recente, dei contatti, a vario livello, sia in Italia che in Francia, tra i rappresentanti dell’amministrazione americana e gli esponenti del PCI e PCF.
La Centrale considerò questo fatto come un indebolimento del movimento comunista internazionale che allontanava questi Partiti dal PCUS e che li distruggeva dall’interno.
Fu suggerito che, gli agenti ed i contatti riservati della Residentura nonché i contatti ufficiali personali degli agenti operativi, dovessero essere indirizzati a prendere contatti con esponenti del PCI.
Al tempo stesso, fu chiesto se tali elementi potevano essere impiegati per coltivare gli americani.
RU SEGRETISSIMO*
Documento Impedian numero 210
Data di emissione: 29 ottobre 1997
Oggetto: ‘Daks’ e ‘Luiza’ (Iosif Romaldovich Grigulevich e Laura Arauxo Agilar), agenti illegali del KGB.
Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
Data delle informazioni: aggiornate al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visto soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: Questo documento deve essere letto in connessione con il documento Impedian numero 170.
‘Daks’ e ‘Luiza’, agenti illegali del KGB.
1. Per la prima volta nella storia dell”IntelligencÈ, l’illegale ‘DAKS’ riuscì ad ottenere una nomina diplomatica del Governo di un paese capitalistico e ad assumere l’incarico di Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario del Costa Rica in Italia.
2. ‘Daks’ e ‘Luiza’ arrivarono in Italia alla fine del 1949; dichiararono rispettivamente di essere lui del Costa Rica e lei dell’Uruguay. Gli Illegali stabilirono dei contatti, costituirono una società di import/export e distribuirono ‘doni’.
3. Nell’autunno del 1950, vennero in Italia delle personalità politiche del Costa Rica:
Jose FIGUERES (eletto poi Presidente del Costa Rica nel 1953-55 e nel 1970-74);
Francisco ORLICH, Ministro dei Lavori Pubblici;
accompagnati dall’Ambasciatore del Costa Rica a Parigi, Daniel ODUBER (che divenne poi Presidente del Costa Rica nel 1974-78 e Vice Presidente del Partito Socialista Internazionale nel 1980).
4. Lo scopo della loro visita era prettamente commerciale: vendere caffè.
5. “DAKS” e “LUIZA” furono presentati a FIGUERES, ORLICH, ODUBER ed alle loro rispettive consorti; gli Illegali cercarono di conquistarsi la loro fiducia.
Venendo a conoscenza di alcuni dettagli della biografia di “DAKS”, FIGUERES improvvisamente disse a “DAKS” di essere un lontano parente (“DAKS” in conformità con la sua storia si presentò come il presunto figlio illegittimo di un importante personaggio del Costa Rica che in realtà non aveva figli).
6. In Italia, fu costituita una società commerciale allo scopo di vendere il caffè costaricano in Europa; anche “DAKS” investì del capitale nella società. Cominciarono ad esserci e a svilupparsi dei rapporti di fiducia tra “DAKS” e FIGUERES; “DAKS” divenne anche il suo confidente per le questioni politiche.
7. Grazie al commercio di caffè, “DAKS” stabilì dei contatti con il Vaticano. GIULIO PACELLI, un nipote del Papa PIO XII, assunse l’incarico di Nunzio Costaricano presso la Santa Sede.
8. Nel 1951, “DAKS” fu nominato capo ad interim della Missione costaricana in Italia, senza compenso.
9. Per i suoi contatti con la madrepatria, Mario EGANDI, Ministro degli Esteri costaricano nominò “DAKS” Consigliere alla delegazione costaricana presso la 6^Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, all’epoca, si riuniva a Parigi.
La delegazione americana fu guidata dal Segretario di Stato, Dean ACHESON e quella sovietica da VYSHINSKIY.
10. In quella seduta, il governo di Atene chiese il rientro in patria dei bambini greci che erano stati portati in Unione Sovietica e nelle democrazie del Popolo.
ACHESON chiese alla delegazione costaricana di parlare della questione. L’incarico fu dato a “DAKS” il quale, nel suo discorso, chiese di poter far tornare i bambini greci nel loro paese, ma il linguaggio che usò risultò essere fiorito.
VYSHINSKIY A.Y., Ministro degli Esteri sovietico, rispose criticando il discorso del costaricano “DAKS” e lo definì un chiacchierone ed un fantoccio.
11. Nella primavera del 1952, “LUIZA” si recò in Costa Rica; lì fu ricevuta dal Presidente Otilio ULATE e dal Ministro degli Esteri Fernando BUSTOMANTE; incontrò anche FIGUERES, ORLICH, ODUBER e le rispettive consorti.
12. In conseguenza della visita di “LUIZA” in Costa Rica, il 14 maggio 1952 “DAKS” presentò le sue credenziali – al Presidente italiano Luigi EINAUDI – come Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario del Costa Rica in Italia.
13. “DAKS” era molto attivo, teneva delle conferenze di storia antica all’Accademia italiana di Arte e Cultura e gli fu conferito il titolo di accademico onorario.
14. “DAKS” sviluppò dei contatti costanti con l’Ambasciatore americano Elsworth BUNKER e con Claire LUCE, che gli successe poi come Ambasciatore; si incontrò con DE GASPERI, Primo Ministro Italiano, fu presentato al Cancelliere Conrad ADENAUER della RFT, ad A. EDEN, Primo Ministro Britannico e rimase in contatto con il Cardinale Borgoncini DUCA, Segretario dell’amministrazione della Santa Sede, con il Cardinale Celso CONSTANTINI, Segretario della Congregazione per la Propaganda della Fede, con il Cardinale AGADZHANYAN, PIEZZE e con altri. “DAKS” fu eletto Decano dei cinque paesi dell’America Latina in Italia. “DAKS” ebbe 15 incontri con il Papa PIO XII.
15. La documentazione di “DAKS” non suscitò alcun sospetto.
16. Nel 1953, “DAKS” tornò in Unione Sovietica, si laureò alla “Higher Party School”, collegata al Comitato Centrale del CPSU (PCUS), discutendo la tesi ed il dottorato.
17. Nel 1979, venne nominato corrispondente dell’Accademia delle Scienze dell’URSS per il Reparto Storia, divenne Professore, un personaggio scientifico di rilievo del RSFSR nonché il redattore capo del giornale “Social Sciences” (“Scienze Sociali”); era un noto specialista per quanto riguardava l’America Latina, un membro del Comitato di Pace, un Vice Presidente dell’Associazione Sovietico-cubana e dell’Associazione dell’Amicizia URSS-Venezuela.
18. I Servizi Informazioni esteri non hanno ovviamente indovinato la vera identità di “DAKS” , poiché “DAKS” e le persone a lui collegate non sono state citate in operazioni evidenti dai Servizi Speciali Occidentali.
19. Informazioni relative al 1980.
20. Nota a piè di pagina: DE GASPERI, Primo Ministro Italiano, regalò a “DAKS” una macchina fotografica che riportava la toccante scritta: “in segno di amicizia”.
COMMENTO DEL SERVIZIO:
La lista diplomatica di Roma identifica Teodoro B. CASTRO come il Ministro costaricano e conferma che questi ha presentato le sue credenziali il 14 maggio 1952.
RU SEGRETISSIMO*
Rapporto Impedian numero 211
Data di emissione: 13 novembre 1997
Oggetto: Visita del contatto confidenziale “DZHOVANNI2 (Giovanni) in URSS.
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, o discussione/diffusione di materiale Impedian fuori dal vostro servizio, senza previo consenso dell’originatore.
Commento: -
Visita del contatto confidenziale “DZHOVANNI2 (Giovanni) in URSS.
1. Durante le operazioni OLYMPIADA-80, 42 ufficiali FCD hanno lavorato presso i principali siti olimpici, compresi 3 addetti del Comitato Nazionale Olimpico; 345 ufficiali hanno prestato servizio in distaccamenti operativi.
2. Dal maggio 1979 al luglio 1980, oltre 100 circolari, direttive ed istruzioni specifiche, connesse alla sicurezza durante il periodo dell’OLYMPIADA -80, sono state inviate alle Residenture.
Il solo Direttorato K ha mobilitato 210 agenti e cooptati, di cui tredici sono stati inviati in Unione Sovietica.
3. Sul territorio dell’URSS il Direttorato RT ha utilizzato 55 fra agenti e contatti confidenziali di nazionalità straniera……..
4. Il piano di lavoro è stato fatto per addestrare ufficiali KGB FCD per il servizio con i distaccamenti operativi per l’OLYMPIADA-80 ai complessi “OLYMPIYSKIY” e “KRYSLATSKOE”, dal 14 luglio al 3 agosto 1980…..
5. Il piano prevedeva che, sotto gli auspici del Direttorato K del KGB FCD il seguente personale si sarebbe recato in URSS: 18 agenti, 6 contatti confidenziali e 8 “coltivazioni” per reclutamento; non tutti però sono arrivati.
Il seguente individuo è arrivato in URSS:
………
“DZHOVANNI” (Giovanni) – Contatto Confidenziale che è stato utilizzato contro la Delegazione italiana.
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 212
Data di emissione: 26 novembre 1997
Oggetto: V.M. Voskoboynikov e Marta Angera
Fonte: Ex ufficiali del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: fino al 1984.
AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.
Commento: Sul finire del 1972 ci avete inviato una copia del colloquio che avete avuto con Igor Ivanovich GALANIN, un ebreo sovietico che era emigrato in Italia (rif. vostro 04/1036/BRE del 24 novembre 1972).
Nel corso del colloquio GALANIN ha menzionato Valery VOSKOBOYNIKOV, che egli aveva incontrato all’Associazione Letteraria Internazionale. GALANIN ha ritenuto che VOSKOBOYNIKOV stesse lavorando per le autorità sovietiche.
V.M. Voskoboynikov e Marta Angera
1. V.M. VOSKOBOYNIKOV si è diplomato presso il Conservatorio di Stato di Mosca. Si è sposato con un’italiana (forse “ANNA”). “ANNA” era tale Marta ANGERA, nata nel 1948 a Roma. Ha studiato all’Università di Roma ed ha frequentato un corso all’Università di Leningrado. È stata reclutata dal Direttorato KGB per Leningrado.
SEGRETISSIMO GB*
Rapporto Impedian numero 213
Data di emissione: 26 novembre 1997
Oggetto: Giovanni Cadovilla Ð Studente italiano
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: Fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere custodito e visto solo da personale indottrinato.
Commento: -
GIOVANNI CADOVILLA Ð STUDENTE ITALIANO
1.Giovanni CADOVILLA, nato nel 1941, era cittadino italiano. Ha studiato all’Università di Leningrado ed è stato “coltivato” dal Direttorato KGB per Leningrado.
2. CADOVILLA era membro del comitato di redazione del periodico ‘Russia Christiana’. Il periodico era stampato a Milano, ma l’ufficio di redazione era situato nella Villa Ambiveri, a Seriate.
SEGRETISSIMO*
Rapporto Impedian numero 214
Data di emissione: 1 dicembre 1997
Oggetto: Agente KGB Vincenzo Marazzuita – Nome in codice “Metsenat”
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata affidablità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere custodito e visto soltanto da personale indottrinato.
È opportuno che non vengano intraprese azioni sulla scorta di questo rapporto, né che venga discusso /distribuito materiale Impediam fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Agente del kgb Vincenzo Marrazzuita – Nome in codice ‘Metsenat’
1. ‘METSENAT’ (Patronato) era Vincenzo Marrazzuita, italiano, nato nel 1910, politicamente orientato verso il Socialismo-centrista.
2. ‘METSENAT’era dipendente della Pubblica Amministrazione, Funzionario di grado elevato del Dipartimento che controllava le Istituzioni statali presso la Cancelleria (Presidenza?) del Consiglio dei Ministri italiano; rivestiva la qualifica di Prefetto ed ha lavorato al Consiglio dei Ministri per oltre vent’anni.
3. Era un agente del KGB , reclutato su base materiale, prima come contatto confidenziale nel 1968, poi, nel 1972, come agente.
4. Nel gennaio 1977, ‘METSENAT’, descritto come valido agente della Residentura di Roma, è stato ricompensato con un salario mensile di 170 rubli in moneta corrente.
5. Nel 1980 è stato “surgelato” a causa dell’età. È stato liquidato con 1.500 dollari.
6. Era in contatto con i sottonotati ufficiali della Residentura:
STRELKOV Vladimir Yevgenyevich
ABALIN Anatoliy Yegorovich
YATSURA Valentin Mikhailovich
KAZAKOV Konstantin
SEGRETISSIMO*
Rapporto Impedian numero 215
Data di emissione: 09 gennaio 1998
Oggetto Giornalista italiano – Nome in codice “UCHITEL”
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata affidablità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere custodito e visto soltanto da personale indottrinato.
È opportuno che non vengano intraprese azioni sulla scorta di questo rapporto, né che venga discusso /distribuito materiale Impediam fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Giornalista italiano, nome in codice ‘UCHITEL’
1. ‘UCHITEL’ (Insegnante) era un giornalista italiano, specializzato in problemi relativi alle attività di polizia e dei Servizi Speciali.
Commento del servizio: La fonte non è stata in grado di dire se ‘UCHITEL’ fosse “sotto coltivazione”, Contatto Confidenziale o agente reclutato del KGB.
SEGRETISSIMO*
Rapporto Impedian numero 216
Data di emissione: 12 gennaio 1998
Oggetto: Agente del KGB in contatto con il console sovietico a Milano
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata affidablità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere custodito e visto soltanto da personale indottrinato.
È opportuno che non vengano intraprese azioni sulla scorta di questo rapporto, né che venga discusso /distribuito materiale Impediam fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: –
Agente del KGB in contatto con il console sovietico di Milano
1. Un agente del KGB che lavorava presso il Politecnico di Torino era in contatto con KUZNETSOV. KUZNETSOV lavorava sotto copertura come Console al Consolato Generale di Milano . Il contatto fu rilevato da NIKHLYZOV, un ufficiale operativo della Residentura, nel 1978. Gli incontri avevano luogo a Torino.
2. L’agente era stato chiamato in codice ‘UCHITEL’. Nell’agosto del 1980 lavorava per la Compagnia MEZON. Si serviva dei suoi viaggi per svolgere missioni per la nostra Residentura nella RFG ed in altri Paesi. Passava materiale delle seguenti Compagnie: Mezon, Cometa, Aeritalia, ONERA (Francia); MBB (RFG), Dornier (RFG), AGARD, L’Istituto belga Scienze del Suolo Von Karmpan; ricerche su costruzioni di motoriÉ e le caratteristiche tecniche dell’aereo ‘Tornado’, l’aereo miltare ‘AM-K’, sistemi guida per elicotteri, ecc.
SEGRETISSIMO*
Rapporto Impedian numero 217
Data di emissione: 19 gennaio 1998
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: Fino al 1984.
ATTENZIONE: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere custodito e visto soltanto da personale indottrinato.
È opportuno che non vengano intraprese azioni sulla scorta di questo rapporto, né che venga discusso /distribuito materiale Impediam fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: Le misure attive ‘Kreshchendo’ e ‘Bonza’ sono state coperte dal Rapporto Impedian n°207. ‘KOK’ è stato oggetto del Rapporto Impedian n¡206.
Attività della Residentura del KGB a Roma (1977)
1. Quanto segue è la sintesi dell’opera della Residentura del KGB a Roma alla data del 24 agosto 1977.
2. Erano presenti 32 ufficiali nella Residentura (8 per la linea PR, 6 per la linea KR, 8 per la linea X, 2 per la linea N, uno per la stazione radio, uno per le operazioni tecniche, 2 ufficiali addetti alla cifra, un operatore radio ed un autista operativo).
3. Oltre a ciò, 5 guardie di frontiera assicuravano la protezione delle infrastrutture sovietiche.
4. 8 mogli di ufficiali operativi espletavano mansioni tecniche all’interno della Residentura (2 in veste di dattilografe, 2 al posto ‘Kometa’ e 4 al posto ‘Start’).
5. Una delle dattilografe della Residentura era la Cassiera della Residentura stessa.
6. Gli ufficiali della linea PR ricoprivano i seguenti incarichi di copertura:
nell’Ambasciata Ð (un 1°Segretario , un 3°Segretario ed un Addetto);
SSOD (Unione delle società dell’Amicizia Sovietica) Ð 1;
corrispondente ‘Izvestija’ Ð 1;
corrispondente TASS Ð 1;
corrispondente APN Ð 1;
corrispondente televisivo Ð 1;
7. La Residentura aveva come obbiettivo principale la NATO, la CEE, la Cina, e l’Italia.
8. La Residentura disponeva di una rete di agenti efficiente ed affidabile. Per la linea PR c’erano 15 agenti attivi e 7 contatti confidenziali di nazionalità italiana e 6 agenti di nazionalità sovietica.
9. Dei 15 agenti, 8 erano giornalisti, 4 politici, 2 dipendenti della Pubblica Amministrazione ed un laureato, che come da pianificazione si sarebbe dovuto infiltrare nell’MFA per la K (Cina).
10. Le sottofonti degli agenti erano funzionari dell’MFA, dell’Ufficio di Gabinetto, del Ministero della Difesa e dei principali partiti politici.
11. Le informazioni ottenute da queste fonti permisero alla Residentura di soddisfare ampiamente le richieste avanzate dalla Centrale. L’apparato informativo risultava deficitario in quanto solo una piccola parte di esso era in grado di acquisire informazioni sui principali avversari, la NATO ed il Mercato Comune, oltre al fatto che mancavano agenti addetti alla documentazione ed individui operanti direttamente nelle infrastrutture principali degli avversari.
12. Ogni mese si raccoglievano dai 40 ai 50 rapporti informativi; la percentuale di quelli utilizzati in proprio variava dal 24% al 46%, parte di cui serviva per sommari di base; il 50% o il 40% dei rapporti informativi era utilizzato per costruire informazioni base.
13. La ragione della qualità non sufficientemente elevata delle informazioni era da ricercare nella carenza di agenti addetti alla documentazione e nell’incapacità di tenere d’occhio l’obiettivo in sede di sviluppo di nuove “coltivazioni”.
14. Ma questi agenti riuscirono brillantemente con le misure attive , comprese quelle su larga scala.
15. Nel 1977 vennero attuate le misure attive ‘KRESHCHENDO’ (nei confronti dei principali avversari), e ‘BONZA” (contro la Cina); una misura attiva era pronta contro la bomba al neutrone.
16. Il sinologo ‘KOK’ fu reclutato nel 1977.
17 Gli ufficiali della Residentura in effetti difettavano in quanto segue :
- promettenti “coltivazioni” verso i principali obiettivi di interesse del KGB;
- c’era carenza di informazioni documentali;
- non avevano acquisito nuovi canali per attuare misure attive;
- facevano un uso mediocre della “falsa bandiera” e di agenti-reclutatori.
SEGRETISSIMO*
Rapporto Impedian numero 218
Data di emissione: 19 gennaio 1998
Oggetto: Francesco Gozzano Ð Nome in codice ‘Frank’
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: Fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere custodito e visto soltanto da personale indottrinato.
È opportuno che non vengano intraprese azioni sulla scorta di questo rapporto, né che venga discusso /distribuito materiale Impediam fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: Questo rapporto va letto ulteriormente al rapporto IMPEDIAN n¡23.
FRANCESCO GOZZANO Ð NOME IN CODICE ‘FRANK’ (II)
1.’Frank’ Ð Gozzano, nato nel 1932 a Torino, viveva a Roma ed era membro del Partito Socialista Italiano.
2. È stato vice capo redattore di Roma del quotidiano ‘AVANTI’. Il KGB ha stabilito un contatto con lui nel 1961 e, dal 1964, egli ha svolto incarichi per conto della Residentura del KGB.
3. Nel 1966 è stato reclutato al Servizio di intellingence sovietico, ma nel 1967 ha dichiarato di non considerarsi agente del KGB e di non sentirsi in alcun modo legato all’organizzazione;
4. Dopo l’invasione sovietica dell’Afganistan e gli eventi polacchi ‘Frank’ ha interrotto la collaborazione con la Residentura.
5.’Frank’ è stato facilmente influenzato dalla propaganda anti-sovietica; questo è stato particolarmente evidente in un momento di tensione internazionale, conseguente ai fatti di ¡Cecoslovacchia, Afganistan e Polonia; la sua affinità ideologica non era sicura ed egli ha mostrato atteggiamenti pro-americani;
6. ‘Frank’ era in contatto con Luigi Scricciolo, manager della IST internazionale , arrestato nel febbraio del 1982 per complicità nel sequestro Generale americano ‘DOWSER’ (DOZIER?) ad opera delle ‘Brigate RossÈ e per spionaggio per conto del Servizio di intelligence bulgaro.
7. A causa di ciò, ‘Frank’ è stato “surgelato” nel 1982.
SEGRETISSIMO*
Rapporto Impedian numero 219
Data di emissione: 19 gennaio 1998
Oggetto: Rete di agenti del 5° dipartimento del KGB FCD in Italia
Fonte: Ex ufficiale del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere custodito e visto solo da personale indottrinato.
È opportuno che non vengano intraprese azioni sulla scorta di questo rapporto, né che venga discusso/distribuito materiale Impedian fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
La rete di agenti del 5°dipartimento del KGB FCD in Italia comprendeva quanto segue:
1966 18 agenti (non sono state fornite cifre per i contatti confidenziali)
1971 21 agenti (non sono state fornite cifre per i contatti confidenziali)
1974 24 agenti e 4 contatti confidenziali
1978 21 agenti ed 8 contatti confidenziali
SEGRETISSIMO G.B.*
Rapporto Impedian numero 220
Data di emissione: 9 febbraio 1998
Oggetto: Agente del KGB Aleksandr PETROVICH PUSTUSTOV (nome in codice “YESAULENKO”)
Fonte: Ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DOI: fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere tenuto e visto solo da personale indottrinato.
È vietato intraprendere azioni sulla scorta di questo rapporto, e discutere/distribuire materiale Impedian fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Agente del KGB Aleksandr PETROVICH PUSTUSTOV (nome in codice “YESAULENKO”)
1. “YESAULENKO” – Aleksandr PETROVICH PUSTUSTOV, nato nel 1944. Sua madre era medico. Egli era un agente del KGB, reclutato nel 1970.
2. “YESAULENKO” è stato ordinato monaco, conseguendo un’elevata posizione personale ed un notevole livello di preparazione teologica. é stato inviato in missione in Olanda, Repubblica Federale tedesca, Italia e Francia.
3. Dal 1976 è stato il rappresentante permanente del Patriarcato di Mosca della Chiesa Russa Ortodossa al Centro di Praga della Conferenza Mondiale Cristiana. Al fine di incrementare l’Autorità dell’agente nei circoli della Conferenza Mondiale Cristiana e all’interno della comunità religiosa, la Residentura ha fatto sì che “YESAULENKO” fosse invitato ai ricevimenti dati dall’ambasciatore sovietico nella Repubblica socialista cecoslovacca.
4. “YESAULENKO” era in contatto con l’agente del KGB (Praga) presso la Residentura Yevgenyn Vasilyevich MEDVEDEV.
SEGRETISSIMO G.B.*
Data di emissione: 25 febbraio
Oggetto: Operazione di disinformazione del KGB a mezzo di “Paese Sera”
Fonte: Un ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di tenere presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere custodito e visto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere alcuna azione sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Operazione di disinformazione del KGB a mezzo di “Paese Sera”
Nel 1967 il Dipartimento 1 del FCD ha portato avanti una serie di operazioni di disinformazione che incitavano i gruppi oggetto di interesse ad intraprendere azioni nei termini richiesti dal KGB. C’erano anche postazioni stampa nei quotidiani per sostenere e sviluppare le misure attive condotte dal KGB; una di tali postazioni a NEW YORK era presso il PAESE SERA.
RISERVATO
Data di emissione: 25 febbraio 1998
Oggetto: Luciano Raimondi – nome in codice Vittorio II
Fonte: ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di tenere presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere custodito e visto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere alcuna azione sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento:
1. Questo rapporto è un seguito del rapporto IMPEDIAN n. 82
2. Stanislav Vasilyevich SYCHEV, nato il 17 aprile 1938. Dal 1967 al 1972 corrispondente da Città del Messico per la TASS. IMPEDIAN lo ha identificato come KGB FCD.
LUCIANO RAIMONDI – nome in codice “Vittorio II”
1. “VITTORIO” – RAIMONDI Luciano, era italiano, addetto culturale all’Ambasciata italiana in Messico. Conosceva il cinese. In passato era stato comunista. Dal 1966 era in contatto con il movimento filo cinese che, in seguito, si è sviluppato nel Partito Rivoluzionario Marxista-Leninista.
2. Anche la moglie di “VITTORIO”, Nunzia AUGERI, conosceva il cinese.
3. “VITTORIO” è stato reclutato nell’ottobre 1969 dall’agente del KGB SYCHEV.
4. Dopo il Messico, “VITTORIO” si stava preparando per lavorare nella Repubblica Popolare Cinese, in Giappone o HONG KONG.
Data di emissione: 27 febbraio 1998
Oggetto: Fonte del KGB “STAZHER” dipendente dell’Associated Press in Roma
Fonte: ex agente del KGB di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
Data di emissione: fino al 1984
ATTENZIONE: Si prega di tenere presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere custodito e visto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere alcuna azione sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian fuori dal vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: Questo rapporto è stato trasmesso anche alla CIA e all’FBI.
1. “STAZHER” (recluta/addestrato) era un dipendente dell’Agenzia americana Associated Press. Era nella rete della Residentura del KGB a Roma nel 1966 ed ha fornito informazioni sugli americani in Italia e sulla politica USA.
2. Nel gennaio 1977 a “STAZHER”, valida fonte della Residentura di Roma, è stato concesso un salario mensile di 240 rubli in moneta corrente.
COMMENTO DEL SERVIZIO
La fonte ha anche indicato il 1969 come data reclutamento di “STAZHER”.
Data di emissione: 4 marzo 1998
Oggetto: Piani del Kgb per contrastare un possibile colpo di stato in Italia (1967)
Fonte: Ex agente del Kgb di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: fino al 1984
AVVISO: Si prega di tenere presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere custodito e visto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere alcuna azione sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
KGB Fcd per contrastare un possibile colpo di stato in Italia (1967)
1. Nel giugno 1967 si sono ricevuti rapporti secondo cui in Italia si stava preparando un golpe sul modello greco.
2. Il 4°Dipartimento del KGB FCD, insieme alle altre sezioni FCD, hanno preparato un piano d’azione per contrastarlo, con l’approvazione del Comitato Centrale del PCUS.
3. I vertici del PCI si sono tenuti in contatto con il Comitato Centrale del PCUS.
4. Seguendo le raccomandazioni dell’FCD, il Politburo del Comitato Centrale del PCUS ha approvato un’iniziativa dell’FCD avente per oggetto uno speciale addestramento per i rappresentanti del PC per operare in condizioni illegali.
5. Tre rappresentanti del PCI hanno ricevuto in URSS addestramento come operatori radio.
6. Sempre nel 1967 sono stati compiuti lavori preparatori per ricevere un rappresentante del P.C. ed addestrarlo nel settore della documentazione speciale.
87. Sono stati addestrati anche un tecnico radio ed un agente-cifra ed è stato sviluppato un codice per il PCI.
RISERVATO
Data di emissione: 4 marzo 1998
Oggetto: Pagamenti a fonti valide della Residentura di Roma (gennaio 1977)
Fonte: Ex agente del Kgb di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVISO: Si prega di tenere presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere custodito e visto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere alcuna azione sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento:
La maggior parte delle informazioni contenute nel presente rapporto è già stata usata in altri rapporti IMPEDIAN:
IMPEDIAN 142 – “DARIO”
IMPEDIAN 70 – “NEMETS”
IMPEDIAN 23 – “FRANK”
IMPEDIAN 224 – “STAZHER”
IMPEDIAN 16 – “PODVIZHNYY”
IMPEDIAN 33 – “MAVR”
IMPEDIAN 102 – “AGERO”
IMPEDIAN 101 – “LORETO”
IMPEDIAN 25 – “RENATO”
IMPEDIAN 214 – “METSENAT”
IMPEDIAN 27 – “FIDELIO”
IMPEDIAN 13 – “TURIST”
Pagamenti a fonti valide della Residentura di Roma (gennaio 1977)
Nel gennaio 1977 a valide fonti della Residentura di Roma sono stati concessi i seguenti salari, in rubli in valuta corrente:
“DARIO” – 240
“ORLANDO” – 240
“NEMETS” – 240
“FRANK” – 240
“STAZHER” – 240
“PODVIZHNYY” – 240
“MAVR” – 170
“AGERO” – 170
“LORETO” – 170
“RENATO” – 170
“METSENAT” – 170
“FIDELIO” – 170
“TURIST” – 150
RISERVATO
Data di emissione: 4 marzo 1998
Oggetto: Fonte del Kgb Carlos Gurmendes (Nome in codice “Orlando”)
Fonte: ex agente del Kgb di provata affidabilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984
AVVISO: Si prega di tenere presente che si tratta di una fonte sensibile. Il materiale Impedian deve essere custodito e visto solo da personale indottrinato.
Non è consentito intraprendere alcuna azione sulla scorta di questo rapporto o discussione/distribuzione del materiale Impedian al di fuori del vostro Servizio senza la preventiva autorizzazione dell’originatore.
Commento: -
Fonte del Kgb Carlos Gurmendes (Nome in codice “Orlando”)
1. “ORLANDO” era Carlos GURMENDES, nato in Uruguay nel 1916, diplomatico uruguaiano e fonte del KGB.
2. Dal 1973 “ORLANDO” lavorava come giornalista in Spagna. È stato manipolato dal 5°Dipartimento del Direttorato S dell’FCD
Commento del servizio:
1. Vi inviamo il presente rapporto qualora questo “ORLANDO” si identifichi nell’”ORLANDO” dei rapporti IMPEDIAN nn. 183 e 226. Riteniamo comunque improbabile che una fonte manipolata dal Direttorato S fosse poi usata per operazioni del Servizio A.
RISERVATO
Data di emissione: 2 giugno 1998
Oggetto: Obiettivi italiani della sede del Kgb a L’Havana
Fonte: un ex ufficiale del Kgb di attestata attendibilità con accesso diretto anche se parziale.
DDI: 1984
NOTE: Si prega di voler prendere atto della sensibilità di tale fonte. Il materiale “Impedian” deve essere trattato e visionato solo da personale adeguatamente indottrinato. Non si dovranno prendere misure conseguenti alla presente relazione, né si dovranno intavolare discussioni e/o dibattiti sul materiale “Impedian” al di fuori del Vostro Servizio, senza prima aver ottenuto il permesso da parte dello scrivente.
Obiettivi italiani della sede del Kgb a L’Havana
La linea PR della Sede del Kgb a L’Havana è stata presa di mira nel modo seguente: ÉÉ.
G. CORTEZE (CORTESE) Ð Consigliere dell’Ambasciata ItalianaÉÉ
Zh. CASSINI Ð Consigliere Commerciale, Ambasciata ItalianaÉÉ
1978-1979
SEGRETO*
Data di emissione: 5 giugno 1998
Oggetto: Agente del KGB con nome in codice “Klerk”
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di attestata attendibilità con accesso diretto anche se parziale.
DDI: 1984
NOTE: Si prega di voler prendere atto della sensibilità di tale fonte. Il materiale “Impedian” deve essere trattato e visionato solo da personale adeguatamente indottrinato. Non si dovranno prendere misure conseguenti alla presente relazione, né si dovranno intavolare discussioni e/o dibattiti sul materiale “Impedian” al di fuori del Vostro Servizio, senza prima aver ottenuto il permesso da parte dello scrivente.
Agente del KGB con nome in codice “Klerk”
1. “Klerk” era uno dei membri appartenuti alla struttura del Partito Socialista italiano; era stato addestrato per svolgere le mansioni di agente reclutanteÉ 1970
Commenti del Servizio:
Esistono due ulteriori indicazioni circa “Klerk”
1. “Klerk” era uno degli ufficiali appartenuti alla struttura del Partito Socialista Italiano, 1969
2. “Klerk” era uno degli ufficiali del Comitato Centrale del Partito Socialista Italiano (ISP). Era stato reclutato dalla Sede di Roma, 1970.
SEGRETO*
Data di emissione: 5 giugno 1998
Oggetto: Agente del KGB con nome in codice “Antonio” Ð Capo dell’assistenza tecnica e della ricerca nella filiale europea di una società americana
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di attestata attendibilità con accesso diretto anche se parziale.
DDI: 1984
NOTE: Si prega di voler prendere atto della sensibilità di tale fonte. Il materiale “Impedian” deve essere trattato e visionato solo da personale adeguatamente indottrinato. Non si dovranno prendere misure conseguenti alla presente relazione, né si dovranno intavolare discussioni e/o dibattiti sul materiale “Impedian” al di fuori del Vostro Servizio, senza prima aver ottenuto il permesso da parte dello scrivente.
Agente del KGB con nome in codice “Klerk”
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di attestata attendibilità con accesso diretto anche se parziale.
DDI: 1984
NOTE: Si prega di voler prendere atto della sensibilità di tale fonte. Il materiale “Impedian” deve essere trattato e visionato solo da personale adeguatamente indottrinato. Non si dovranno prendere misure conseguenti alla presente relazione, né si dovranno intavolare discussioni e/o dibattiti sul materiale “Impedian” al di fuori del Vostro Servizio, senza prima aver ottenuto il permesso da parte dello scrivente.
Agente del KGB con nome in codice “Klerk”
1. “Klerk” era uno dei membri appartenuti alla struttura del Partito Socialista italiano; era stato addestrato per svolgere le mansioni di agente reclutanteÉ 1970
Commenti del Servizio:
Esistono due ulteriori indicazioni circa “Klerk”
1. “Klerk” era uno degli ufficiali appartenuti alla struttura del Partito Socialista Italiano, 1969
2. “Klerk” era uno degli ufficiali del Comitato Centrale del Partito Socialista Italiano (ISP). Era stato reclutato dalla Sede di Roma, 1970.
SEGRETO*
Data di emissione: 5 giugno 1998Oggetto: Agente del KGB con nome in codice “Antonio” Ð Capo dell’assistenza tecnica e della ricerca nella filiale europea di una società americana
Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di attestata attendibilità con accesso diretto anche se parziale.
DDI: 1984
NOTE: Si prega di voler prendere atto della sensibilità di tale fonte. Il materiale “Impedian” deve essere trattato e visionato solo da personale adeguatamente indottrinato. Non si dovranno prendere misure conseguenti alla presente relazione, né si dovranno intavolare discussioni e/o dibattiti sul materiale “Impedian” al di fuori del Vostro Servizio, senza prima aver ottenuto il permesso da parte dello scrivente.
Agente del KGB con nome in codice “Antonio” Ð Capo dell’assistenza tecnica e della ricerca nella filiale europea di una società americana
1. “Antonio” era un agente informativo, Responsabile dell’Assistenza Tecnica e della Ricerca in una delle filiali europee di una società americana.
2. Sono state impartite delle disposizioni per avere un contatto in un paese terzo.
3. Era un agente del KGB in Italia nel campo dell’intelligence scientifica e tecnica, 1981.
SEGRETO*
Data di emissione: 19 giugno 1998
Oggetto: Progetti del KGB per una rete di agenti per la documentazione (1954)
Fonte: un ex ufficiale del Kgb di attestata attendibilità con accesso diretto anche se parziale.
DDI: 1984
NOTE: Si prega di voler prendere atto della sensibilità di tale fonte. Il materiale “Impedian” deve essere trattato e visionato solo da personale adeguatamente indottrinato. Non si dovranno prendere misure conseguenti alla presente relazione, né si dovranno intavolare discussioni e/o dibattiti sul materiale “Impedian” al di fuori del Vostro Servizio, senza prima aver ottenuto il permesso da parte dello scrivente.
Progetti del KGB per una rete di agenti per la documentazione (1954)
Nel 1954 il 2°Dipartimento della Direzione S ha progettato una rete di 130 agenti per la documentazione, struttura che avrebbe compreso 12 agenti in Italia.
SEGRETO*Numero di registrazione Impedian 232
Data di emissione: 23 giugno 1998
Oggetto: Rete di agenti del 2°Dipartimento del KGB FCD Direzione T (1974)
DDI: 1984
NOTE: Si prega di voler prendere atto della sensibilità di tale fonte. Il materiale “Impedian” deve essere trattato e visionato solo da personale adeguatamente indottrinato. Non si dovranno prendere misure conseguenti alla presente relazione, né si dovranno intavolare discussioni e/o dibattiti sul materiale “Impedian” al di fuori del Vostro Servizio, senza prima aver ottenuto il permesso da parte dello scrivente.
Rete di agenti del 2°Dipartimento del KGB FCD Direzione T (1974)
Nel 1974 la rete di agenti del 2° Dipartimento del KGB FCD Direzione T ha accluso 9 agenti alla Sede di Roma.
SEGRETO*
Numero di registrazione Impedian 233
Data di emissione: 1 luglio 1998
Oggetto: Contatti del Kgb con M. Di Feo Gioacchino
DDI: 1984
NOTE: Si prega di voler prendere atto della sensibilità di tale fonte. Il materiale “Impedian” deve essere trattato e visionato solo da personale adeguatamente indottrinato. Non si dovranno prendere misure conseguenti alla presente relazione, né si dovranno intavolare discussioni e/o dibattiti sul materiale “Impedian” al di fuori del Vostro Servizio, senza prima aver ottenuto il permesso da parte dello scrivente.
Contatti del Kgb con M. Di Feo Gioacchino
M. Di Feo Gioacchino era il rappresentante della società italiana “KOE & KLYARIGI” (traslitterazione = COECLERICI?) a Mosca
Nel 1973-74 ha intrattenuto dei contatti in territorio sovietico nell’interesse delle Agenzie per la sicurezza dello Stato.
In seguito è stato deciso di soprassedere nello sviluppo di tali contatti a causa della carenza di prospettive per poterlo usare nell’interesse del KGB.
GIOACCHINO è stato espulso dall’Unione Sovietica perché aveva intrattenuto rapporti illeciti con cittadini sovietici.
Dati relativi al 1978.
SEGRETO*
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