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La parola “cospirazione” trae la sua etimologia dal latino “conspirare” ovvero letteralmente “respirare assieme”, un significato tanto distante quanto lontano da quell’uso contemporaneo in cui ha assunto un significato figurato ove generalmente si presenta una situazione ove due o più individui si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le tre componenti essenziali di una cospirazioni risultano quindi essere il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l’intento malizioso. L’attuale esistenza di innumerevoli cospirazioni di siffatto genere risulterebbe ben nota e comprenderebbe tanto bande e organizzazioni criminali, “cartelli” finalizzati a controllare determinati ambiti o aspetti del mercato, per arrivare alla corruzione o a macchinazioni di natura politica o associativa. Le elencazioni delle varie tipologie del complotto sarebbero numerosi, ci basti elencarne alcune per avere una chiara idea del loro significato e della direzione dei loro intenti. A queste tipologie si associano i cospiratori teorici ovvero coloro che, pur studiando tale fenomenologia, traggono dalle proprie analisi spunti o certezze per ipotizzare nuovi scenari o nuove congiure tese a celare e manipolare un determinato ambito. Coloro che affermano “…in ogni momento, centinaia o migliaia di cospirazioni sono in atto” costituiscono a loro volta cospiratori indiretti o teorici del complotto, come li abbiamo precedentemente definiti, che più o meno volontariamente instillano il seme del dubbio e stimolano una stessa alterazione degli eventi. Cospiratori non solo coloro che tramano dietro l’ombra un determinato intento ma anche coloro che, involontariamente, si prestano a veicolare e, inconsciamente, ad amplificare e modificare gli stessi fatti. Si tratta di un vero e proprio circolo vizioso da cui è difficile uscire se non a costo di notevoli e profondi sforzi tesi a ri-scoprire una “verità ultima” costruita non sul sentito dire o sul riportato quanto su quei veri tasselli originari da cui tutto ha avuto origine.

Tali cospirazioni sono considerate, dal punto di vista prettamente legale, come crimini nella maggior parte delle nazioni del nostro pianeta e vengono perseguite in quanto finalizzate a commettere un atto illegale, destabilizzante, mistificante dello status quo di una nazione. Non si parli poi di quando tali fini convergono e siano parte attiva di una struttura criminosa. Criminale, agli occhi della legge, è anche chi viene semplicemente a conoscenza, o è semplice spettatore indiretto, della stessa cospirazione e non ha agito per opporvisi e per informare le pubbliche autorità. Per una discussione su questo tipo di cospirazioni di veda l’articolo cospirazione (nota: il termine “teoria del complotto” viene talvolta usato per indicare i tentativi sociologici di studiare il fenomeno della cospirazione).

Mentre il termine teoria del complotto può riferirsi ad ogni teoria che presuppone l’esistenza di una cospirazione che non sia stata ancora provata, può anche essere usato comunemente come strumento retorico, in forma sminuente, per indicare idee che, nella loro opinione sono:

  • Teorie non provate o che sono generalmente considerate false;
  • Impossibili da dimostrare (sia che siano vere o che siano false);
  • Teorie definite paranoiche o senza fondamento alcuno.

Gli storici generalmente usano il termine cospirazione per indicare una manipolazione/cospirazione che è considerata reale, provata, o quantomeno seriamente plausibile e con diversi elementi a suo supporto.


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