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	<title>Il Portale del Paranormale &#187; Vampiri</title>
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	<description>Misteri e Segreti del Pianeta Terra</description>
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		<title>Vampirismo: Tra antiche credenze e folclore popolare</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Romanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vampiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi si sente parlare spesso di vampiri, la fiction , la letteratura , gli stessi media ci bombardano con storie di “revenants” piu’ o meno attuali ma tutte queste storie affondano le loro radici in antiche paure dell’uomo , remoti tabu’ che ancora oggi ritroviamo nel folklore popolare. Prima di definire i “vampiri” dobbiamo soffermarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si sente parlare spesso di vampiri, la fiction , la letteratura , gli stessi media ci bombardano con storie di “revenants” piu’ o meno attuali ma tutte queste storie affondano le loro radici in antiche paure dell’uomo , remoti tabu’ che ancora oggi ritroviamo nel folklore popolare.</p>
<p><span id="more-27"></span></p>
<p>Prima di definire i “vampiri” dobbiamo soffermarci su quell’antico retaggio culturale che ancora fa capolino tra le nostre vite la Necrofobia (da necros morte e phovos paura).</p>
<p>Da sempre l’uomo ha avuto timore dei propri trapassati, come recita un antico detto popolare “i morti portano morte”, da qui nasce tutta una serie di riti e tabu’ tra cui lo stesso rito funebre che aveva proprio lo scopo di relegare i morti nell’aldila’ e di ucciderli una seconda volta. La necrofobia non e’ del tutto inspiegabile , nel passato infatti molti erano i casi di morti “misteriose” legate a qualche malattia non conosciuta che poi, dopo il primo caso si diffondeva tra i vivi e cosi’ il collegamento al morto come “revenant” , l’untore , non era del tutto ingiustificato.</p>
<p>In realta’ dovremmo distinguere la necrofobia rituale , cioe’ legata proprio a credenze sull’aldila’ e sul defunto da una necrofobia successiva diciamo altomedievale ,che , comunque appoggiandosi ad antiche credenze era in realta’ legata a malattie o epidemie che poi hanno fatto nascere il mito del vampiro o Nosferatu , il “non morto” come oggi lo conosciamo.</p>
<p>Cosi’ ad esempio nel 1300 un terzo della popolazione europea fu decimata da epidemie di peste bubbonica, malattia proprio riconducibile ai cadaveri. La stessa possibilita’ del vampiro di trasformarsi in animali quali topi o pipistrelli e’ successiva , mai ipotizzata dal razionale uomo primitivo , e proprio legata al fatto che questi animali avevano la caratteristica di diffondere le epidemie e cosi’ , il morso di un topo portava al contagio e alla sua associazione con la creatura misteriosa. Le malattie infettive e le strane morti diventano cosi’ attributi del nuovo “vampiro” , tubercolosi con perdite di sangue dalla bocca , rabbia , fotofobia , morti apparenti, disturbi mentali, bronchiti e polmoniti diventano le nuove caratteristiche dei non morti.</p>
<p>Interessante e’ esaminare una malattia molto rara , la protoporphyria crythropoietica , che colpisce i globuli rossi rendendo i soggetti affetti impossibilitati ad esposizioni solari, malattia non del tutto rara durante il medioevo soprattutto in area slava, a causa di dai matrimoni consanguinei tra i nobili locali e forse per questo motivo, proprio perche’ piu’ recentemente “colpiti” da questi strani eventi, questi paesi han conservato una memoria vampiresca piu’ forte che in altri luoghi, lo stesso termine “vampiro” e’ relativamente recente e di origine slava, legato alla radice “pi” cioe’ stregone e al verbo “wempti” che significa bere.</p>
<p>La paura della luce diventera’ caratteristica predominante del “vampiro letterario” chiamato poi Dracula (da Dracul e cioe’ stregone in Rumeno) personaggio ispirato allo storico Vlad Tapes , principe della Valacchia forse associato al “vampiro” a causa dei suoi severissimi metodi di governo. In realta’ Vlad fu un grande paladino della Cristianita’ contro l’incombente pericolo turco che riusci’ a sconfiggere anche disponendo di un esercito notevolmente inferiore , utilizzando una vera e propria arma psicologica . Quando i turchi arrivarono alla capitale del regno , Targoviste , trovarono circa 8.000 pali ove erano stati infissi altrettanti prigionieri turchi. L’impatto fu cosi’ inaspettato e tremendo che i turchi decisero subito di ritirarsi.</p>
<p>Nel passato uno dei motivi per i quali si diventava vampiri era la violazione di un tabu’ , infatti violando alcuni precetti della religione locale il credente entra in una vorticosa spirale di causa-effetto che per lui diventa dannosa se non addirittura mortale.</p>
<p>J.Frazer , nel suo famosissimo libro , “il ramo d’oro” , descrive una serie infinita’ di tabu’ , per esempio tra le tribu’ africane si crede che se durante la caccia una moglie sia infedele con il suo marito , egli sara’ morso da un serpente e morira’, nasce cosi’ l’idea del “non morto” , l’uomo che torna dopo la morte per vendicare il tabu’ violato e cosi’ le donne morte durante il parto , i bambini defunti ancora in fasce o ancora mariti traditi vogliono portare i loro parenti con loro , nell’aldila’. Il rito funebre nasce proprio per questo , esso e’ visto all’inizio con lo scopo di rompere drasticamente il legame tra il defunto e le vita sulla terra. Abbiamo detto che da sempre l’uomo ha avuto paura dei propri morti come ci testimonierebbero antiche tradizioni , proprio per questo il primitivo elabora tutta una serie di rituali che servirebbero ad impedire un ritorno in “vita” dell’ estinto.</p>
<p>Una della tante credenze e’ quella legata alla nutrizione del morto , infatti si credeva che anche nell’aldila’ il defunto dovesse nutrirsi e , se non avesse trovato agevolmente cibo sarebbe ritornato sulla terra alla ricerca dello stesso.</p>
<p>Proprio per questo motivo spesso le tombe venivano provviste di cibi reali o simbolici come raffigurazioni o semplice vasellame o ancora grano e cereali. Nell’ antica Grecia troviamo molte tradizioni che riferiscono di banchetti tenuti sulla tomba del morto in modo da “alimentare” e “nutrire” il cadavere ,</p>
<p>pratiche di cui troviamo ancora traccia nel 1700 nel “de masticatione mortuorum in tumulis” di M.Raufft o in altre strane tradizioni ancora frequenti, per esempio durante feste o banchetti , se era defunta da poco una persona si usava occupare tutti i posti a sedere in modo che il morto non potesse trovare posto per la sua presenza.</p>
<p>Altre usanze collegate a questa idea han portato a quella tradizione ancora in uso oggi , di offrire un pranzo o la cena ai convenuti al funerale del defunto, o quelle che ritroviamo in molti paesi del sud Italia e in particolare di Lucania ,Puglia o Calabria ove si usa porre sul davanzale delle case , nel giorno dei Morti , vivande proprio per nutrire il morto.</p>
<p>Un’altra strana credenza legata sempre all’alimentazione del defunto e’ quella che essi si cibassero di carne umana e da questa al sangue il passo diventa breve.</p>
<p>L’idea era che e’ nella carne umana che risiede la vita e cosi’ il morto , per poter diventare un revenants , doveva cibarsi di essa!</p>
<p>“non ti nutrirai del sangue perche’ il sangue e vita:e tu non devi mangiare la vita insieme alla carne”</p>
<p>Deuteronomio XII-23</p>
<p>“soltanto non mangerete la carne con la sua vita,cioe’ il suo sangue.Del sangue vostro, anzi, ossia della vostra vita,io domandero’ conto”</p>
<p>Genesi IX-4</p>
<p>Altra interessante usanza per impedire ad un morto di resuscitare era quella di deporlo a faccia in giu’ nella tomba con un gran masso su di esso. In questo senso sono state fatte interessantissime ricerche dalla Dott. Anastasia Tsaliki1 che si occupa proprio di sepolture “fuori dal comune”, come quelle ritrovate a Cipro e datate circa 7000-2500 a.C. Qui i cadaveri sono stati ritrovato in piccole tombe deposti in posizione contratta con grandi lastroni di pietra sopra di essi o ancora alcune volte decapitati, in modo da impedire in ogni modo il ritorno alla vita.</p>
<p>Sepolture simili le abbiamo ritrovate anche in Italia , a Trani , in localita’ “Capo Colonna” databili IX-VIII sec. a.C. e ora allo studio del Prof. Sublimi2. Infatti nella prima sepoltura era deposto un individuo in posizione inginocchiata schiacciato da un lastrone posto alle sue spalle , nella seconda tomba , molto piu’ grande , son stati trovati tre defunti anch’essi con piu’ massi deposti sopra.</p>
<p>Da questo tipo di tradizioni potremmo quasi avanzare una ipotesi curiosa , forse le lapidi che oggi si usa porre al di sopra delle tombe potrebbero essere un antico retaggio culturale proveniente proprio da queste usanze , da antichi timori dell’uomo mai veramente sopiti.</p>
<p>Numerose comunque erano le tecniche usate per evitare la venuta dei revenants , molto spesso i cadaveri venivano deposti con mani e piedi legati , i cui segni poi sono facilmente interpretabili da analisi in laboratorio sulle loro ossa, altra interessante tecnica era quella di “inchiodare” il morto , e cosi’ a Chalkidiki ,in Grecia , e’ stato trovato un cadavere con un cuneo bronzeo in fronte o ancora da scavi effettuati nel castello di Lamia, e’ stato rinvenuto un scheletro inchiodato da tre cunei di ferro. Il ritrovamento farebbe cosi’ sorgere delle strane interrogazioni sull’ etimologia del paese, infatti i “Lamia” (poi tra i romani chiamate Empuse) erano antichi vampiri, per lo piu’ raffigurati come donne e immaginate metà umani e una metà animali.</p>
<p>Altro interessante rituale era poi la frattura delle dita delle mani o l’estrazione di un dente effettuata sul corpo del cadavere. Questo tipo di riti venivano spesso utilizzati nelle iniziazioni, ove bisognava realizzare una finta morte in modo che poi l’iniziando potesse risorgere a nuova vita , illuminato. Ebbene, queste tecniche per realizzare una morte simbolica venivano utilizzate anche per generare una ulteriore morte nel defunto , anche a Trani sono stati ritrovati i cadaveri senza l’incisivo, il che appunto farebbe pensare proprio a un rituale come quello precedentemente descritto, una credenza non ancora del tutto dimenticata dato che , nel folklore popolare sognare la caduta di un dente significa perdita di una persona viva e dunque un presagio di morte , una morte simbolica che affonda le sue radici in antichi timori che accompagnano l’uomo fin dai primordi.</p>
<p>1 Bioarchaeologist, Dept. of Archaeology, Science Site, South Road, University of Durham, Durham DH1 3LE &#8211; UK.</p>
<p>2 prof. Vito Scattarella dott. Sandro Sublimi Saponetti</p>
<p>Laboratorio di Antropologia del Dipartimento di Zoologia dell&#8217;Università di Bari.</p>
<p>BIBLIOGRAFIA<br />
· “Il manuale del Vampirologo” M.Boselli</p>
<p>· “Il Ramo D’Oro” di J.Frazer</p>
<p>· “La Gazzetta del Mezzogiono” 3-Marzo-2002</p>
<p>· Andrea Romanazzi Vampirismo in Puglia</p>
<p>· Barber P. (1998) Forensic Pathology and the European Vampire, in Dundes A. (ed.) The Vampire: A casebook, The University of Wisconsin Press: Wisconsin, pp. 109-142</p>
<p>· Bunson M. (1993) Vampire, the Encyclopaedia, Thames and Hudson: London</p>
<p>· Davias O. (ed.) (1995) Montague Summers: O Ellin Vrykolax, ekd. Delfini: Athina</p>
<p>· Filer J. (1995) Disease, Trustees of the British Museum: London</p>
<p>· Jaffe P. D. and Dicataldo F. (1998) Clinical Vampirism: Blending Myth and Reality, in Dundes A. (ed.) The Vampire: A casebook, The University of Wisconsin Press: Wisconsin, pp. 143-158</p>
<p>· Karageorghis V. (1982) Cyprus, from the Stone Age to the Romans, Thames and Hudson: London</p>
<p>· Lutwick L. I. (1998) G-Docs and X-files, Infect Med 115 (3): 165-167, 210</p>
<p>· Mouzakis S. (1989) Oi Vrykolakes stous Vyzantinous kai Metavyzantinous Nomokanones kai stis paradoseis tou Ellinikou laou, Vivliopoleio twn Vivliofilwn: Athina</p>
<p>· Nordquist G. C. (1990) Middle Helladic Burial Rites: Some speculations, in Hagg R. and Nordquist G.C. (eds.) Celebrations of Death and Divinity in the Bronze Age Argolid, Acta Instituti Atheniensis regni Sueciae Series, 4, XL, pp. 35-41</p>
<p>· Papakonstantinou-Katsouni M. (1995), Kastro Lamias, ID’ EPKA, Anatypo, Arxaiologikon Deltion 44 (1989), Xronika, Athina, pp. 164-165</p>
<p>· Politis N. (1901) Paradoseis, Tomos A’, Athina, pp. 491-506, 573-608</p>
<p>· Roberts C. A. and Manchester K. (1997) The Archaeology of disease (2nd ed.), Sutton publishing ltd.: Ithaca- New York</p>
<p>· Sledzik P. and Bellantoni N. (1994) Brief Communication: Bioarchaeological and Biocultural Evidence for the New England Vampire Folk Belief, American Journal of Phys. Anthropology 94: 269-274</p>
<p>· Uthman Ed (1998) Forensic Pathology, URL: wysiwyg://37/http://www.neosoft.com/~uthman/forensic_pathology.html, Date visited: 21 June 2000</p>
<p>· Youngson R. M. (1992) Collins Dictionary of Medicine, Harper Collins Publishers: Glasgow</p>
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		<title>Vampirismo: tra credenze popolari e strani rituali in Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 04:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Romanazzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vampiri]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi quando si parla di vampiri e vampirismo si pensa a finzioni teatrali e cinematografiche , in realta’ il termine “vampiro” non e’ un invenzione recente ma un qualcosa di misterioso la cui origine si perde negli oscure pieghe del tempo , nei meandri nascosti e spesso volutamente dimenticati della memoria dell’uomo.</p>
<p><span id="more-25"></span></p>
<p>Il termine “vampiro” e’ relativamente recente , di origine slava esso e’ legato alla radice “pi” cioe’ stregone e al verbo “wempti” che significa bere. Notoriamente si legano i vampiri alle terre dell’Europa Orientale , spesso a causa dell’associazione di questa creatura con il famosissimo Conte Dracula personaggio ispirato allo storico Vlad Tapes , principe della Valacchia forse associato al “vampiro” a causa dei suoi severissimi metodi di governo , chiamato e soprannominato DRACUL ,che in Rumeno significa “stregone”. In realta’ Vlad fu un grande paladino della Cristianita’ contro l’incombente pericolo turco che riusci’ a sconfiggere anche disponendo di un esercito notevolmente inferiore , utilizzando una vera e propria arma psicologica . Quando i turchi arrivarono alla capitale del regno , Targoviste , trovarono circa 8.000 pali ove erano stati infissi altrettanti prigionieri turchi. L’impatto fu cosi’ inaspettato e tremendo che i turchi decisero subito di ritirarsi.</p>
<p>In realta’ , Dracula a parte, il “vampirismo” si perde nella notte dei tempi e non e’ caratteristico di una sola regione ma di quasi tutta l’Europa e non solo. Abbiamo cosi’ i vrykolakas greci o gli upir della Russia , passando per i polong della Malesia. La Dalmazia e l’Albania invece sono infestati secondo il folklore locale dai Vukodlak , mentre in Indonesia si pensa che le donne morte durante il parto si trasformino in Langsuir demoni che succhiano il sangue ai bambini appena nati. Il nostro excursus vampiresco potrebbe poi continuare nella Americhe , e cosi’ in Cile vi era il chon chon mentre gli Aztechi credevano nelle pericolosissimie ciuapipiltin anche esse , come visto in precedenza , donne morte durante il parto e la nostra lista potrebbe proseguire ancora per molto.</p>
<p>In tutti i casi , comunque , il vampiro e’ una creatura che si crede possa tornare in vita dopo la morte per nutrirsi della linfa degli uomini vivi e cosi’ spesso , per impedire il ritorno in vita , in alcune necropoli venivamo messi enormi massi sul corpo del presunto vampiro per impedirgli di lasciare la sepoltura.</p>
<p>Il testo piu’ antico sul vampirismo e’ una tavoletta babilonese che si trova nel British Museum e dove descrive formule magiche che servono per proteggersi dai vampiri , e ancora gli assiri credevana in un demone , Lilith, trasformato successivamente dagli ebrei nella perfida prima moglie di Adamo che poi dara’ vita nella tradizion greco-romana alla famosa Lamia , spesso raffigurata come una bella fanciulla che si nutriva del sangue e del seme degli uomini.</p>
<p>In realta’ dietro l’immagine del vampiro vi sono numerose spiegazioni , in molte tradizioni il vampiro e’ un figlio illegittimo o ancora bambini nati con denti , gli assassini , i ladri , o ancora , come gia’ detto , le donne morte durante il parto. Molto spesso era considerato “vampiro” colui o colei che violava i principali “tabu’” della religione locale.</p>
<p>Infatti il selvaggio crede in una religione che non impone solo i precetti positivi , ma anche quelli negativi , cioe’ tutto quello che “non va fatto” e che prende il nome di Tabu’. Violando uno di questi adempimenti il credente entra in una vorticosa spirale di causa-effetto che per lui diventa dannosa se non addirittura mortale.</p>
<p>J.Frazer , nel suo famosissimo libro , “il ramo d’oro” , descrive una serie infinita’ di tabu’ , per esempio tra le tribu’ africane si crede che se durante la caccia una moglie sia infedele con il suo marito , egli sara’ morso da un serpente e morira’, nasce cosi’ l’idea del “non morto” , l’uomo che torna dopo la morte per vendicare il tabu’ violato.</p>
<p>In realta’ l’idea del vampiro nasce a causa della paura dei morti , comune a tutte le culture , e in particolare dei morti che hanno ancora qualcosa da regolare , cosi’ ecco come le donne morte durante il parto , i bambini defunti ancora in fasce o ancora mariti traditi vogliano , dopo la morte , portare i loro parenti con loro , nell’aldila’. Il rito funebre nasce proprio per questo , esso e’ visto all’inizio con lo scopo di rompere drasticamente il legame tra il defunto e le vita sulla terra. Del resto , nel passato , quando non si conoscevano le malattie epidemiche , quando un uomo moriva di un male sconosciuto e , successivamente dello stesso si ammalavano anche i suoi parenti si pensava subito all’intervento malvagio del defunto.</p>
<p>Nasce da queste paure l’idea, presso alcune culture orientali, della cremazione o ancora , l’usanza , tipica dei nativi d’America , di far spolpare il cadavere dagli animali.</p>
<p>Se dunque capitava di avere un morto “in odore di vampirismo” ad esso si applicavano rituali particolari. Magari tutte queste cose ci posson sembrare lontani retaggi culturali di popoli distanti da noi , immersi in credenze orientali che solo come curiosita’ “toccano” il nostro paese e la nostra cultura. Questo in realta’ fino a pochi mesi fa , quando a Trani , un paese della provincia di Bari , in Puglia , sono state scoperte appunto le tombe di “vampiri”.</p>
<p>Infatti in uno scavo condotto a Trani , in particolare in localita’ “Capo Colonna” sono emerse due sepolcri databili IX-VIII sec. a.C. con particolari sconcertanti. Infatti nella prima sepoltura era deposto un individuo in posizione inginocchiata schiacciato da un lastrone posto alle sue spalle , nella seconda tomba , molto piu’ grande , son stati trovati tre defunti anch’essi con un masso.</p>
<p>In realta’ l’area era sicuramente un luogo di culto , e questo lo testimonierebbe il Monastero di Capo Colonna ancora visitabile. Gia’ nel passato eran stati scoperti reperti di epoca micenea e tardo-ellenici , reperti che pero&#8217; stranamente non sono mai stati resi noti ne’ pubblicati , l’ultimo scavo pero’ ha portato alla luce una struttura le cui pareti esterne , costituite da grandi lastroni , avevano la particolarita’ di esser infisse nel terreno. Tra i diversi reperti trovati e’ stato segnalato su di un frammento uno strano disegno di un “animale” bipede con una notevole cresta e una coda da rettile. Ma le particolarita’ , gia’ non poco rilevanti , non si esauriscono qui , infatti e’ stata anche ritrovata una “fossa circolare” di cui si ignora la funzione all’ interno della quale sono state infisse delle pietre verticali. Per quanto riguarda le due tombe , poi , la piu’ piccola e’ posizionata fuori dal recinto dell’edificio , mentre la seconda all’interno dello stesso e inoltre entrambe non hanno corredo funerario , sicuramente si doveva trattare di stranissimi personaggi che , non dovevano assolutamente ritornare tra i vivi, non permettendo loro di proiettare se stessi e la propria stirpe negli oceani del tempo. Sepolture di questo tipo , gia’ presenti in altre parti del mondo , sono le prime presenti e comunque scoperte in Italia.</p>
<p>Corpi di uomini che dopo morti “non devono” ritornare tra i vivi , strani riti legati a pietre verticali , misteriosi disegni di creature antropomorfe , sembrano echi lontani di una terra senza eta’ che ci nasconde nel suo ventre , come uno scrigno antichi riti e misteri non ancora svelati.</p>
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		<title>Il Vampirismo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 15:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vampiri]]></category>

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		<description><![CDATA[I vampiri, leggenda di tutte le tradizioni, simboli di morte e di vita eterna allo stesso tempo, affascinanti e terrorizzanti, romantici e feroci, morte ed amore legati in un nodo inscindibile. Figure della notte che da sempre hanno colpito la fantasia dei popoli, i vampiri sono molto cambiati nell&#8217;immaginazione delle civiltà con il passare dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> I vampiri, leggenda di tutte le tradizioni, simboli di morte e di vita eterna allo stesso tempo, affascinanti e terrorizzanti, romantici e feroci, morte ed amore legati in un nodo inscindibile. Figure della notte che da sempre hanno colpito la fantasia dei popoli, i vampiri sono molto cambiati nell&#8217;immaginazione delle civiltà con il passare dei secoli, ora &#8220;Vampiro&#8221; è divenuto sinonimo di &#8220;Amore immortale&#8221;, di &#8220;dannazione perfetta&#8221;, di &#8220;tormento romantico&#8221; ma non sempre è stato così. Il Vampiro nelle leggende dei popoli è la Piaga, la Malattia, il Terrore, l&#8217;incarnazione del Male, il Vento freddo che rapisce la vita nel sonno, morto orrendo che si ciba della linfa vitale dei vivi.<br />
<span id="more-137"></span><br />
La leggenda è mutata con il passare degli anni, modificando i comportamenti e l&#8217;aspetto di questa magica creatura per meglio adattarlo alle necessità di coloro che vi credevano, e così il Vampiro dal cadavere non decomposto che massacrava le sue vittime sotto forma di fantasma è diventato l&#8217;antieroe romantico che si nutre del sangue degli uomini, la figura che noi amiamo, odiamo, ed amiamo odiare. </p>
<p>Secondo gli scritti del 18° e 19° secolo il vampiro mai lasciava la sua tomba, cacciava dal singolo individuo ad intere comunità, la sua forma cadaverica e gelida terrorizzava e le sue parole facevano tremare coloro che ne incrociavano il sentiero. I vampiri di quegli anni erano poco simili a quelli descritti dalla letteratura e cinematografia (nonché dall&#8217;immaginazione) dei nostri giorni, il vampirismo era considerato una malattia, o meglio una piaga che prendeva forza attraverso i corpi dei morti non decomposti, spesso legata alla licantropia, a morte violenta, ad animo malvagio e perverso e poco lo legava alla &#8220;dannazione ingiusta&#8221;, all&#8217;anima tormentata dall&#8217;amore e dal dolore, al rimorso che segue l&#8217;uccisione della vittima, alla disperata angoscia della condizione di non morte. Il vampiro era predatore instancabile, massacratore di popoli, la sua malvagità lo aveva fatto tornare nella morte, e la sua eccezionale perfidia muoveva il suo morto corpo per le terre in cerca di linfa vitale per mantenersi nella condizione ottenuta. Demone, fantasma, simbolo di terrore, perfetto araldo del Male. </p>
<p>John Heinrich Zopfius nella sua dissertazione sui Vampiri della Serbia (1733) disse : &#8220;i Vampiri sorgono potenti dalle loro tombe durante la notte, attaccano le persone che quietamente dormono nei loro letti, succhiano tutto il sangue dai loro corpi e li distruggono. Cacciano uomini, donne, bambini allo stesso modo, non facendo differenze né di età né di sesso. Coloro che cadono sotto la malvagità fatale della loro influenza soffrono nella mancanza di respiro, nella totale incapacità dello spirito, dopo di che muoiono velocemente. Alcuni a cui, in punto di morte, venne stato chiesto se potessero spiegare cosa stesse causando la loro malattia, spiegarono che persone, morte molto tempo prima, erano sorte dalle loro tombe per torturarli e tormentarli&#8221;. Scoffern nel suo &#8220;Stray Leaves of Science and Folk Lore scrive : &#8220;la migliore definizione che io posso dare di un Vampiro è: un corpo morto vivente ed assassino. Un corpo morto vivente! Le parole sono contraddittorie, incomprensibili, ma così sono i Vampiri&#8221;. Horst definisce così il Vampiro: &#8221; un corpo morto che continua a vivere nella sua tomba, che lascia, a volte, durante la notte per l&#8217;intenzione di succhiare il sangue dei viventi, per questo si preserva in buone condizioni invece di decomporsi come gli altri corpi&#8221;. </p>
<p>Un demone devastatore dunque, un uccisore di innocenti, ma un demone non possiede un corpo, tranne i casi in cui, per i suoi scopi, trasferisce le sue energie ad uno di sua scelta, allora ne assume, o sembra assumerne uno. Il Vampiro di conseguenza non è un vero e proprio demone nel senso stretto del termine, ma a causa della sua folle bramosia ed orride propensioni sembra essere effettivamente demoniaco e creatura degli inferi. Nello stesso modo un Vampiro non può essere visto come fantasma o spirito, perché queste apparizioni sono intangibili, il Vampiro ha un corpo e la sua ricerca del sangue è dovuta al desiderio di mantenere intatto questo corpo. Non è un morto, non è un vivo, vive nella morte. Il Vampiro è un&#8217;anormalità, un androgino nel mondo degli spiriti, un pariah nel regno dei maledetti. Lontano dagli uomini, lontano dai maledetti, solo con la sua sete e la sua malvagità perversa. </p>
<p>La Leggenda </p>
<p>&#8220;Ci è stato detto che uomini morti, uomini che erano morti da diversi mesi, ritornano dalla tomba, sono stati sentiti parlare, camminare, infestare villaggi, ferire sia uomini che animali, il sangue di questi veniva assorbito portandoli ad essere deboli ed ammalati, ed alla fine causando la loro morte&#8221; </p>
<p>Le origini della leggenda sono oscure e coperte dalla nebbia dei tempi, probabilmente la sua prima forma risale al tempo dell&#8217;uomo primitivo, quando esso iniziò ad osservare la misteriosa relazione esistente tra l&#8217;anima ed il corpo. Questa divisione dell&#8217;individuo in due elementi fondamentali può essere stata facilmente suggerita, anche se in modo rozzo, dal fenomeno dell&#8217;incoscienza, visibile anche nel sonno e più in particolare nella morte. Ancora adesso le tribù africane adorano i loro re morti convinte che il loro spirito rimanga loro vicino. Le tribù Bantu della Zambia credono in una divinità suprema, Leza, il cui potere si manifesta nella tempesta, nelle nuvole portatrici di piogge torrenziali, nel ruggito del tuono e nell&#8217;abbagliare del fulmine, ma a questa divinità non si può accedere direttamente con le preghiere ed i sacrifici. </p>
<p>Gli dei, quindi, adorati da queste tribù sono di due generi, gli spiriti dei capi deceduti che sono pubblicamente venerati da tutta la tribù, e gli spiriti dei parenti, che vengono venerati in privato da una famiglia e che hanno funzioni sacerdotali. Si narra tra i Bantu che gli uomini che conducono una vita malvagia possono tornare dopo la morte, assumono durante la notte forma corporea ed attaccano i viventi, spesso ferendoli ed uccidendoli. Sembra che questi esseri siano per lo più attratti dal sangue che permette loro di eseguire più facilmente i loro propositi, ed anche solo poche gocce li aiutano a dare vita ai loro corpi. Per questo i Bantu hanno un grande orrore del sangue e non permetterà mai ad una singola goccia di cadere al suolo.</p>
<p>La parola &#8220;Vampiro&#8221; ha origini slave, russe, polacche, ceche, serbe e bulgare. La parola è apparentemente sconosciuta in Grecia, ed il termine moderno usato in genere è &#8220;vrykolakas&#8221;, il suo equivalente in inglese è &#8220;werewolf&#8221;, in scozzese &#8220;warwulf&#8221;, in tedesco &#8220;werwolf&#8221; ed in francese &#8220;loup-garou&#8221;, il nostro &#8220;lupo mannaro&#8221;, solo in serbia la parola significa &#8220;vampiro&#8221;. È da dirsi però che i popoli serbi credono che un uomo che in vita era un &#8220;werewolf&#8221; diventi un vampiro dopo la morte (ma molte popolazioni legano il vampirismo alla licantropia). Il primo esempio dell&#8217;uso della parola &#8220;vampiro&#8221; nella letteratura sembra apparire nel &#8220;The Travels of Three English Gentlemen&#8221;, scritto intorno al1734, dove si trova il seguente passaggio : &#8220;noi non possiamo omettere di osservare qui, che il nostro Signore sembra prestare qualche attenzione a qualcosa che il Barone Valvassore ha riportato circa i Vampiri infestanti qualche zona del Regno. </p>
<p>Si suppone che questi vampiri siano i corpi di persone morte, animate da spiriti malvagi, che escono durante le ore notturne dalle loro tombe, succhiano il sangue di molti viventi e poi li distruggono&#8221;. Nel 1744 venne pubblicato a Napoli la famosa &#8220;dissertazione sui Vampiri&#8221; di Giuseppe Davanzati, Arcivescovo di Trani. Davanzati inizia relazionando vari casi molto noti ed autenticati di vampiri, in particolar modo riguardanti gli anni tra il 1720 ed il 1739 in Germania. L&#8217;Arcivescovo mostrò un&#8217;ottima conoscenza della letteratura sulla materia e prese la decisione che questi fenomeni non potessero rientrare nella categoria delle apparizioni e dei fantasmi, ma dovessero essere spiegati in altro modo. Più conosciuta è la &#8220;Dissertations sur les Apparitions des Anges, des Demons et des Esprits, et sur les Revenants et Vampires &#8221; di Dom Augustin Calmet (1746), pubblicato a Parigi. Il lavoro venne ristampato più volte e tradotto in inglese e tedesco. Ai suoi giorni esercitò una grande influenza ed i riferimenti ad esso rimangono molti. </p>
<p>Dom Calmet, che studiò a lungo il soggetto, mette in evidenza che certi eventi, certi fanatismi, distinguono e caratterizzano determinati secoli. Egli continua così : &#8220;nell&#8217;età presente, e nei sessanta anni passati, abbiamo avuto notizia di eventi ed incidenti straordinari. Hungaria, Moravia, Silesia, Polonia, sono il teatro principale di questi avvenimenti. Ci è stato detto che uomini morti, uomini che erano morti da diversi mesi, ritornano dalla tomba, sono stati sentiti parlare, camminare, infestare villaggi, ferire sia uomini che animali, il sangue di questi veniva assorbito portandoli ad essere deboli ed ammalati, ed alla fine causando la loro morte. Gli uomini non potevano evitare queste terribili visite, non potevano essere al sicuro da questi tremendi attacchi, fino a quando non riesumavano i corpi dalle loro tombe, non guidavano un palo affilato attraverso quei corpi, non tagliavano le loro teste, strappavano via il cuore o li bruciavano fino a lasciare solo ceneri…</p>
<p>Il nome dato a questi fantasmi è Oupires, o Vampiri, che è come dire &#8220;succhiatori di sangue&#8221;, i particolari con cui essi vengono descritti sono così singolari, così dettagliati, accompagnati da circostanze così probabili che sembra impossibile non condividere la credenza di questi popoli che questi esseri ancora vagano sulla Terra e causano morti orribili&#8221;. Uno dei primi scrittori (anche se non il primo) del 17° secolo che si cimentò con i Vampiri fu Leone Allaci, nel suo trattato &#8220;De Graecorum Hodie quorundarum opinationibus&#8221;, Colonia 1645, discusse ampiamente molte tradizioni legate in qualche modo ai vampiri, riguardo ai quali disse: &#8220;il vrykolakas è il corpo di un uomo dalla vita malvagia e corrotta, molto spesso di una persona scomunicata dal suo Vescovo. Questi corpi non soffrono la decomposizione come gli altri cadaveri dopo la sepoltura, non divengono polvere, ma avendo, almeno così sembra, una pelle di straordinaria resistenza, diventano gonfi e tesi ovunque. </p>
<p>La pelle diventa tesa come quella di un tamburo, e se colpita da lo stesso suono di esso&#8221; secondo questo autore un demone prende possesso di questo corpo, che sorge dalla tomba, e, in genere durante la notte, vaga per le strade dei villaggi, bussando ad ogni porta e chiamando uno degli abitanti della casa per nome. Se la persona poco saggiamente risponde, la sua morte è sicura durante il giorno successivo. In ogni caso il vrykolakas non chiama mai due volte lo stesso nome, e quindi le persone sempre attendono di essere chiamate alla porta due volte prima di rispondere durante la notte. Allaci prosegue spiegando come questa tradizione greca non sia affatto una novità né sia di recente creazione, egli ci dice : &#8220;sia nei tempi antichi che nei tempi più recenti uomini santi e uomini di grande pietas che avevano ricevuto il Battesimo cristiano hanno tentato di strappare le radici a questa tradizione dall&#8217;immaginazione popolare&#8221;, Allaci inoltre non esita a dichiarare sue personali testimonianze sull&#8217;esistenza dei vampiri, egli ci credeva veramente. </p>
<p>Disse : &#8220;è tentativo da folli il cercare di negare che questi corpi sono spesso trovati non corrotti nelle loro tombe e negare il loro uso da parte del Demonio, se Dio lo permette, per orribili complotti e piani a danno dell&#8217;umanità&#8221;. Questa anormale situazione del cadavere era considerata un sicuro segno del vampiro, nonché una condizione indispensabile al vampirismo. Nella Chiesa Greca è spesso detto essere il risultato di una scomunica, questa è una accettata e definita dottrina della Chiesa Ortodossa. Non è certo impossibile che alcuni casi di catalessi o animazione sospesa sfociate in sepolture premature, abbiano aiutato la tradizione del Vampiro a rinforzarsi. </p>
<p>Il Vampirismo </p>
<p>&#8221; E&#8217; stato detto che un santo è una persona che ad ogni bivio che si apre davanti ai suoi passi sceglie la via migliore. Così come un uomo veramente malvagio è colui che sceglie sempre la peggiore&#8221;</p>
<p>È necessario domandarsi come un umano divenga un Vampiro, quali siano le cause che predispongono (o che si ritengono predisporre) una persona a questa condizione demoniaca. Il Vampiro è qualcuno che ha condotto una vita al di fuori dell&#8217;ordinaria immoralità e malvagità; un uomo di orribili, grandi ed egoistiche passioni, è stato detto che un santo è una persona che ad ogni bivio che si apre davanti ai suoi passi sceglie la via migliore. Così come un uomo veramente malvagio è colui che sceglie sempre la peggiore. Anche quando compie gesta che vengono considerate giuste, lo fa sempre per una ragione malvagia. Ciò richiede una grande concentrazione e forza di volontà, questo tipo di persone diventa Vampiro. A volte il vampiro è ritenuto essere una persona che durante la vita mortale ha dedicato il suo tempo alla pratica della magia nera.</p>
<p> È difficile immaginare che questo tipo di persone possano, una volta decedute, riposare in pace, mentre è facile credere che la loro malvagità abbia messo in moto forze così potenti da permettere loro di continuare la loro opera di terrore e distruzione anche quando sono ormai nelle tombe. Qualche volta è stato anche detto che il vampiro deriva dall&#8217;accoppiamento tra una strega ed un diavolo. Con l&#8217;eccezione dell&#8217;Inghilterra, dove le streghe venivano irrimediabilmente impiccate, la pena universale per la stregoneria era il rogo. La cremazione del corpo morto, è considerata essere, allo stesso modo, uno dei pochi modi in cui i vampirismo può essere eliminato. Una delle credenze più comuni è quella che la persona morta sotto il bando della Chiesa sia irrevocabilmente destinata a diventare un vampiro. La scomunica è la principale e più seria pena che la Chiesa può infliggere.</p>
<p> La persona non cessa di essere cristiana, in quanto il Battesimo in sé non può essere cancellato, viene considerata un esilio, come se la persona non esistesse più davanti alle autorità cristiane. Presso gli Ebrei l&#8217;allontanamento dalla Sinagoga è la vera e propria scomunica. Secondo la Chiesa greca questa facoltà spirituale ha anche conseguenze fisiche, i Greci credono che la scomunica arresti la decomposizione del corpo dopo la morte. L&#8217;incorruttibilità del corpo di una persona maledetta è una vera e propria dottrina dell&#8217;ortodossia. Nel 1679 venne detto: &#8220;l&#8217;effetto di questa terribile sentenza è riportato dai preti greci …. Il corpo di una persona scomunicata non è in grado di tornare ai suoi elementi principali se la sentenza di scomunica non viene ritirata…&#8221;. Possiamo citare uno straordinario caso registrato, vero oltre ogni ombra di dubbio, di persone morte scomunicate i cui corpi sorsero dalle tombe lasciando il sacro recinto in cui erano sepolte. </p>
<p>Il racconto è registrato da san Gregorio il Grande, riguarda due suore morte, chiamate generalmente &#8220;Suore Morte&#8221;. Due fanciulle di nobile famiglia vennero ammesse nella sorellanza di S. Scolastica. Ora S. Benedetto aveva per primo introdotto nei conventi la regola del silenzio. In tutti i conventi e monasteri vi erano particolari luoghi e particolari tempi in cui la parola era assolutamente vietata. Al di fuori di questi luoghi e tempi invece la conversazione veniva addirittura incoraggiata, anche se sempre sotto la regola della carità e della moderazione. Quando venne riferito a S. Benedetto che due suore parlavano continuamente in modo indiscreto (le due sorelle amavano molto i pettegolezzi), il santo Abate ne fu molto dispiaciuto, e mandò a loro un messaggio: se non avessero imparato a tenere a freno la loro lingua e non avessero dato un miglior esempio nel monastero le avrebbe scomunicate. </p>
<p>All&#8217;inizio le due sorelle ne furono spaventate e promisero di bandire il loro difetto, ma l&#8217;abitudine traditrice era troppo forte per i loro buoni propositi; esse continuarono a recare offesa con le loro vane parole e morirono sotto la conseguenza della loro follia. A causa della loro provenienza da un grande ed importante casato vennero seppellite nella chiesa, vicino all&#8217;altare maggiore. Passò il tempo ed un certo giorno, durante una messa solenne, il Diacono gridò: &#8220;permettete a coloro che sono banditi di partecipare, permettete a coloro che sono scomunicati di abbandonare il loro recinto e lasciarci!&#8221; davanti allo sguardo di tutti, le due suore sorsero dalle loro tombe e si allontanarono mestamente dalla chiesa. Ciò accadde ogni volta che il Santo Mistero veniva celebrato, fino a che S. Benedetto non assolse i loro peccati e permise loro di riposare in pace. </p>
<p>Il fenomeno dell&#8217;incorruttibilità del corpo non viene vista come evidenza di santità, la preservazione del corpo di una persona che ha condotto una vita di eroiche virtù, quando questo è ufficialmente ed autorevolmente riconosciuto, può essere ammessa come un miracolo, come qualcosa di sovrannaturale. E&#8217; stato detto che il Vampiro, come demone, rianima i cadaveri degli innocenti, ma questo è veramente dubbio. È molto probabile che i cadaveri infestati e preservati dal male e dall&#8217;oscurità siano quelli di persone che in vita si distinguevano per la malvagità al di fuori dell&#8217;ordinario. Spesso il vampiro è un cadavere rianimato dal proprio spirito nella sua ricerca di continuare a vivere nella morte predando i viventi e nutrendosi della loro linfa vitale. Cioè assorbendo il loro sangue dal momento che il sangue è il principio della vita. </p>
<p>Un&#8217;altra comune supposizione riguarda il suicidio: tutti i suicidi, dopo la morte, possono divenire vampiri, a volte ciò è esteso a coloro che muoiono di morte violente ed improvvisa. È credenza persistente a Maina, vicino a Capo Taenaron in Grecia, che l&#8217;uomo ucciso e non vendicato facilmente divenga un vrykolakas. In accordo con la sua natura di vampiro agogna il sangue del nemico. Per assicurargli il riposo eterno è necessario uccidere il suo assassino. Che il suicidio sia vietato è un insegnamento generale delle Sacre Scritture, che condannano l&#8217;atto come il peggiore dei crimini, proprio per questo la Chiesa nega ai suicidi la sepoltura nei cimiteri cristiani. A differenza da ciò il suicidio era considerato ammirevole della decadenza greca e romana, i Goti ed i Vandali non solo lo approvavano, ma lo ricercavano insieme alla morte violenta. Questa tradizione esisteva anche presso alcune tribù del sud dell&#8217;India accompagnate da un rituale piuttosto feroce; se un uomo litigava per motivi seri con un altro poteva uccidersi, così il suo fantasma poteva perseguitare il nemico o richiedere vendetta ai sopravvissuti.</p>
<p>Una delle prime domande che vengono alla mente è: come il vampiro lascia la sua tomba? Dobbiamo ricordare che il vampiro abbiamo detto essere perfettamente tangibile e può far sentire la sua presenza in modo inequivocabile e terribile. Questa difficoltà è stata chiaramente esposta da Dom Calmet che scrisse quanto segue : &#8220;come può un cadavere che è ricoperta da quattro o cinque piedi di terra, che non ha lo spazio per muoversi, che è avvolto in paramenti funerari, chiuso in una bara di legno, come può, dico, ricercare l&#8217;aria del mondo superiore e tornare al mondo, camminando sulla Terra e causando tutti quegli straordinari effetti che noi gli attribuiamo? Ed ancora, come riesce a tornare di nuovo nella sua tomba, dove verrà trovato fresco ed incorrotto, pieno di sangue esattamente come un corpo vivente? Deve essere forse supposto che questi cadaveri possono attraversare la terra senza disturbarla, proprio come l&#8217;acqua che riesce a penetrate il suolo senza smuovere o scavare il terreno in modo percettibile?&#8221; ed ancora &#8220;supponiamo che questi cadaveri non lascino la loro tomba del tutto, ma solo i loro spiriti e fantasmi appaiano ai viventi, come riescono questi fantasmi a preservare i loro corpi? </p>
<p>È l&#8217;anima di un uomo morto che non è ancora partita per la destinazione finale, o è un demone che li fa apparire in un corpo inesistente? E se questi corpi sono spettrali, come possono succhiare il sangue dei vivi? Siamo qui tirati in un triste dilemma quando ci poniamo la domanda se queste apparizioni siano naturali o miracolose&#8221; queste asserzioni possono sembrare molto rilevanti, ma forse se vengono osservate in modo imparziale si nota che il buon Benedettino era un po&#8217; troppo dogmatico nelle sue asserzioni. Il fenomeno del suolo della tomba invariabilmente indisturbato dai movimenti notturni del vampiro, che può tra l&#8217;altro entrare da porte e finestre senza necessità di aprirle o romperle, solleva una discussione di non facile risoluzione. In primo luogo non è del tutto corretto lo stesso affermare che il suolo della tomba non venga disturbato del tutto. Dove furono fatte accurate investigazioni sul caso vennero trovati in genere quattro o cinque buchi o cunicoli, non molto più larghi del dito di un uomo, che percorrevano la terra fino a profondità notevoli. </p>
<p>Forse in questi piccoli dettagli possiamo trovare la soluzione del mistero. Il professor Ostwald scrive: &#8220;certe persone iniziano ad essere in grado di trasformare la loro scorta fisiologica di energia, di trasmetterla attraverso lo spazio, e di trasformarla, nel punto da loro stabilito, in una delle forme di energia conosciute. Risulta da questo che gli stessi medium siano usualmente piuttosto esausti, ciò è causato dal fatto che essi usano l&#8217;energia dei loro corpi. Sembra anche possibile la trasformazione in energia fisica&#8221;. Di uno dei più famosi medium, Eusapia Paladino, è così riportato: &#8220;Eusapia durante le sue sedute cade in un profondo sonnambulismo isterico. Quando inizia la trance, lei diventa pallida, la sua testa ciondola, i suoi occhi ruotano verso l&#8217;alto e verso il basso. Lei diveniva ipersensibile, specialmente al tatto, ed anche alla luce; aveva allucinazioni, deliri, fitte di risate, tremori o sonno profondo, e mostrava altre tipiche convulsioni di isterismo. Aveva problemi di digestione dopo le sedute, specialmente quando aveva mangiato prima dell&#8217;inizio di esse. </p>
<p>Ad una luce improvvisa o ad un tocco non atteso lei gridava e sobbalzava, come se soffrisse di una pena violenta.&#8221; Ed ancora &#8220;Eusapia Paladino era sempre molto esausta dopo le sedute, soprattutto dopo essere caduta nello stato di trance. A volte dormiva fino al mezzogiorno successivo, e per il resto del giorno era apatica e monosillabica. Dopo le sedute la sua pelle era gelida, i suoi battiti veloci e lei avvertiva un grande senso di fatica&#8221;. È significativo che questi siano anche i sintomi avvertiti da coloro che sono stati attaccati da un vampiro. Con questi dettagli presenti possiamo considerare la spiegazione del vampirismo data da Z.T. Pierart che scrisse quanto segue: &#8220;fino al momento in cui la forma astrale non si è del tutto liberata dal corpo, vi è la possibilità che possa essere forzata da un&#8217;attrazione magnetica a rientrare in esso. </p>
<p>A volte è solo a mezza via quando il corpo, che presenta l&#8217;aspetto della morte, viene sepolto. In questo caso l&#8217;anima astrale terrorizzata rientra nel suo involucro ed accade una delle seguenti due cose: la persona sepolta muore nell&#8217;agonia del terrore e del soffocamento o, se essa era molto materiale, diviene un vampiro. Qui inizia la seconda vita corporea. La forma astrale può vagare dove desidera, e fino al momento in cui non rompe il legame con il corpo che la contiene può vagare in forma visibile o invisibile e nutrirsi delle sue vittime. Facendo ciò trasmette attraverso una misteriosa ed invisibile connessione il risultato della caccia al corpo, mantenendolo in questo perpetuo stato di catalessi&#8221;. Questo commento può essere una corretta e possibile spiegazione. </p>
<p>Rimane ora da spiegare come possa essere riconosciuta la tomba di un vampiro, ed in che modo questo terrore possa essere scoperto e distrutto. In questo contesto non è fuori luogo riportare una lettera spesso citata da Dom Calmet: &#8220;è tuo desiderio, mio caro cugino, che io ti dia gli esatti dettagli di quanto è accaduto in Ungheria con riguardo a determinate apparizioni che spesso molestano e colpiscono gli uomini in questa parte di mondo. Sono nella posizione di poterti fornire queste informazioni, poiché ho vissuto per alcuni anni proprio in questi distretti, e di natura sono di disposizione inquisitoria. Questa è la normale procedura, una persona viene colpita da un grande languore e debolezza, perde ogni appetito, dimagrisce e perde consistenza visibilmente, e alla fine della settimana o al massimo di dieci giorni, spesso di notte, muore senza alcun sintomo a parte l&#8217;anemia e l&#8217;essere emaciato. In Ungheria dicono che un Vampiro lo ha attaccato ed ha succhiato il suo sangue. Molti di coloro che si ammalano dichiarano che uno spirito bianco li sta seguendo e sta loro vicino come un&#8217;ombra. </p>
<p>Quando noi eravamo nei quartieri militari nella contea di Temesvar due ufficiali del reggimento in cui ero morirono di questo languore, e molti altri furono attaccati e sarebbero morti se il Caporale del reggimento non avesse fermato le malattie ricorrendo alle cerimonie praticate dalla popolazione locale. Loro scelgono una fanciulla vergine e la fanno montare su uno stallone giovane, questo deve essere totalmente nero, senza nemmeno la più piccola macchia bianca, la cavalcatura viene guidata al cimitero, attraverso le tombe, la tomba su cui l&#8217;animale rifiuta di passare nonostante sia spinto e guidato con insistenza è la tomba in cui il vampiro giace. La tomba viene aperta e loro trovano un grasso corpo, con gli stessi colori della salute di un uomo che stia felicemente e tranquillamente dormendo. Con un singolo colpo di spada affilata tagliano via la testa, dalla cima del corpo decapitato esce un violento getto di sangue di un ricco color rosso, che riempie tutta la tomba. </p>
<p>Quando ciò è stato fatto riempiono di nuovo di terra la tomba ed immediatamente i sintomi della terribile malattia cessano e svaniscono, i colpiti recuperano gradualmente le forze, proprio come i convalescenti guariti da una lunga malattia. Questo è esattamente cosa è capitato nel caso dei nostri giovani ufficiali che si erano ammalati. Poiché il Colonnello del reggimento, il Capitano ed il Luogotenente erano assenti, mi è capitato di essere al comando proprio in questi momenti e fui dispiaciuto che il Caporale avesse aggiustato l&#8217;affare senza la mia conoscenza. Stavo per ordinare nei suoi confronti una severa punizione militare, cosa comune quanto basta al servizio Imperiale. Avrei voluto poter dire al mondo di essere stato presente all&#8217;esumazione di un vampiro, ma dopo tutto è troppo tardi per questo ora&#8221;. </p>
<p>È già stato evidenziato come in un cimitero spesso vengano trovati segni di piccoli passaggi di dita umane attraversanti la terra, e che la presenza di questi segni viene considerata prova certa del vampirismo del corpo che li sotto giace. Quando il corpo viene esumato, anche se la morte risale a molti anni prima, non è decaduto, non vi è traccia di corruzione o decomposizione, l&#8217;intera persona è posizionata come se dormisse in un sonno profondo. A volte gli occhi sono chiusi, spesso sono aperti, spalancati, fissi. Le labbra sono piene e rosse, ma ritirate sui denti che scintillano lunghi ed affilati come rasoi, di un bianco avorio. Spesso la bocca è piena di sangue, che scivola giù dagli angoli, segno del pasto notturno. In un caso di epidemia di vampirismo è registrato che tutte le tombe erano piene di sangue. </p>
<p>Quando un vampiro viene inseguito e trovato nella sua tomba uno dei metodi più approvati per renderlo inoffensivo e di trafiggere il corpo, lì dove risiede il cuore, con un affilato palo; in Dalmazia e in Albania, il palo affilato viene sostituito da un pugnale consacrato, benedetto ritualmente con incensi ed acqua santa. È tradizione che il vampiro debba essere trafitto da un singolo ferale colpo, due o tre lo riporterebbero alla vita. Questa curiosa idea è presente in tutte le tradizioni. Nelle &#8220;Mille e Una Notte&#8221; troviamo la storia di &#8220;Sayf al Muluk e Badino al Jamal&#8221; dove l&#8217;eroe taglia in due il non morto con un singolo colpo attraverso il corpo. Il fantasma gli dice allora: &#8220;Oman, se tu davvero desideri uccidermi, colpiscimi una seconda volta&#8221;, il giovane sta per colpirlo per la seconda volta con la sua scimitarra quando un mendicante cieco da lui aiutato una volta lo ammonisce: &#8220;non colpire una seconda volta, perché allora lui non morirebbe ma vivrebbe ancora e ci distruggerebbe&#8221;, l&#8217;eroe ferma allora la sua mano ed il non morto svanisce nel nulla. </p>
<p>Quando il palo ha perforato il corpo del vampiro questo inizia a gridare con voce terribile ed il sangue schizza violentemente in ogni direzione mentre il vampiro fende inutilmente l&#8217;aria con le sue mani impotenti. È tradizione che se la creatura è morta da molti anni e la sua misteriosa vita è terminata in questo cruento modo, il cadavere si trasformi immediatamente in polvere. In alcuni Paesi è tradizione andare sul luogo subito dopo l&#8217;alba,, poiché il vampiro può lasciare la sua tomba solo dopo il tramonto e deve tornare alla sua tana, in questo modo verrà colto mentre ritorna torpido e pesante a causa dei suoi banchetti di sangue notturni. In ogni caso il sconfinamento delle attività del vampiro alle ore notturne non è universale, per alcune tradizioni esso può camminare anche in pieno giorno, ma ad esempio per l&#8217;Epiro e Creta, come presso i Valacchi ed i Turchi, non può lasciare la tomba di Sabato, per questo motivo il giorno viene dedicato alla sua cattura. </p>
<p>Dopo che il palo è stato conficcato nel cuore del vampiro con un singolo colpo, la sua testa deve essere tagliata, preferibilmente con la vanga del Sacrestano piuttosto che con una spada. Bruciare il corpo del vampiro viene in genere considerato il metodo più efficace per debellare questa peste demoniaca, ed è una pratica comune in tutto il mondo. Anche i corpi di coloro che potrebbero essere stati infettati dal veleno del vampiro vengono cremati per sicurezza. Ogni animale che esce dal fuoco del rogo del vampiro, come vermi, serpenti, scarafaggi, uccelli dalla forma orribile e contorta, devono essere diretti nuovamente verso il fuoco e bruciati poiché il vampiro potrebbe reincarnarsi in loro cercando di fuggire per potersi rinnovare nel suo folle parassitismo di morte. Le ceneri del rogo devono essere sparse nel vento, o gettate in un fiume che porta al mare. A volte il corpo prima di essere bruciato viene fatto a pezzi, spesso, in questo caso, il cuore viene strappato dal petto e bollito nell&#8217;olio e nell&#8217;aceto. Quantità di acqua bollente ed olio vengono anche gettate nella tomba al fine di purificarla.</p>
<p>* SCRITTO DA: Juno.t@tin.it *</p>
<p>Arnod Paole: un caso di vampirismo in Serbia</p>
<p>Dalla relazione ufficiale di alcuni inviati dell&#8217;Alto comando austriaco del 1700 </p>
<p>Nel 1718, a seguito della pace di Passarowitz, una parte della Serbia e della Valacchia passò all&#8217;Austria che si trovò a dover fronteggiare degli alquanto singolari casi: persone decedute che, nella tomba seguitavano a vivere, e in circostanze speciali vi uscivano per andare a suggere il sangue di persone viventi per poter sopravvivere sottoterra in benessere e in prosperità. Così il governo austriaco, dopo vari rapporti riguardanti questi tipi di casi, decise di nominare una commissione di giudici, ufficiali, scienziati e medici con l&#8217;incarico di indagare su questi straordinari casi.</p>
<p>Uno dei rapporti di cui abbiamo parlato trattava di un caso del 1732: nel villaggio serbo di Meduegya apparvero, non per la prima volta, dei vampiri e così Alto comando inviò là due ufficiali, Büttner e von Lindenfel, con un chirurgo, il dott. Fleckingen, e due assistenti. Dagli abitanti vennero a sapere che cinque anni prima il servo confinario ungherese Arnod Paole, che era già conosciuto per essere stato tormentato da un vampiro a Gossaowa, era morto rompendosi il collo e nel giro di 20-30 giorni dal suo decesso quattro persone che avevano testimoniato contro di lui morirono; così 10 giorni dopo lo disseppellirono, trovandolo fresco e incorrotto con sangue fresco agli occhi e scorrente dal naso alla bocca, tanto da rendere sanguinolenti tutti i panni di cui era circondato, e con unghie e pelle rinnovate.</p>
<p> Per ucciderlo definitivamente, come era consuetudine lo colpirono con una freccia al cuore facendogli emettere un lamento ben percepibile mentre un fiotto di sangue usciva dal suo corpo; in seguito lui e tutte le sue vittime furono bruciate, dato che anche esse sarebbero diventate vampiri.<br />
Un testimone (oculare ma non citato nel rapporto) raccontò inoltre che la sera in cui si andò a disseppellire Paole lo si trovò come un vivente, con gli occhi aperti a metà, vivi, e con il cuore ancora pulsante! Il corpo non presentava mobilità o pieghevolezza, risultava completamente incorrotto. Narra anche che quando venne trafitto e poi decapitato vide sgorgare dalle viscere un sostanza biancastra mista a sangue, assolutamente non maleodorante.</p>
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