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	<title>Il Portale del Paranormale &#187; Archeologia e Storia</title>
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	<description>Misteri e Segreti del Pianeta Terra</description>
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		<title>La “Tomba di Cristo”</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 02:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[talpiot]]></category>
		<category><![CDATA[Tomba di Cristo]]></category>

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		<description><![CDATA[  La Tomba di Cristo Business, realtà o fantasia Enrico Baccarini     Gli ultimi anni ci hanno abituato a rivelazioni epocali, a incredibili scoperte in grado di rivoluzionare il corso della nostra storia o a modificare le nostre credenze. Lo scorso febbraio una nuova bomba è esplosa nel mondo dell’archeologia lanciando i propri dardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="center"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><em>La Tomba di Cristo</em></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="center"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><em>Business, realtà o fantasia</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center">Enrico Baccarini</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> <span id="more-762"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Gli ultimi anni ci hanno abituato a rivelazioni epocali, a incredibili scoperte in grado di rivoluzionare il corso della nostra storia o a modificare le nostre credenze. Lo scorso febbraio una nuova bomba è esplosa nel mondo dell’archeologia lanciando i propri dardi infuocati nel già tormentato campo dell’archeologia biblica e della religione. Un mix di fanta-archeologia, unita ad abili tecniche pubblicitarie, hanno fatto gridare a quella che da molti è stata considerata la “<span style="color: #000000;"><em>scoperta archeologica più importante della storia: il ritrovamento della tomba di Gesù e della Santa Famiglia</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. </span>Quale credibilità si può dare ad una affermazione tanto eccezionale. I vangeli quanto le trascrizioni giunte fin dal più remoto passato della nostra religione e della storia ci avevano infatti abituato a conoscere un corso degli eventi diverso da quello recentemente sbandierato a livello mondiale da giornalisti, documentaristi e studiosi. Cristo era asceso al cielo dopo tre giorni dalla sua morte e la Santa Famiglia, intesa come una discendenza terrena del Messia, erano considerate il frutto di speculazioni e distorsioni di una ricerca biblica fuori da ogni canone e rigore scientifico. Dan Brown ci aveva parimenti introdotto, attraverso le pagine del suo celebre romanzo <em>Il Codice da Vinci</em>, a nuove ipotesi interpretative affascinanti, in alcuni casi plausibili ma comunque poste sotto la forma di un romanzo che di storico ha dimostrato aver ben poco.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Autore di questa nuova ri-scoperta è stato il regista di “Titanic” James Cameron , vincitore di ben 11 premi Oscar e, negli ultimi anni, prestatosi al mondo della ricerca storica e archeologica come documentarista attento e scrupoloso. Il suo <span style="color: #000000;">&#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>The Lost Tomb of Jesus</em></span><span style="color: #000000;">&#8221; (La tomba perduta di Gesù), documentario prodotto in esclusiva per Discovery Channel, ha letteralmente imposto a milioni di spettatori la prima presunta prova storica di una sopravvivenza terrena, e di una discendenza reale, di Gesù. </span>Ben presto però <span style="color: #000000;">ad affondare le convinzioni del regista non è stata la montagna di ghiaccio del Titanic ma il parere di molti e autorevoli archeologi mediorientali e occidentali, come Amos Kloner e padre Michele Piccirillo, che hanno letteralmente dimostrato l’invalidità storico-metodologica, nonché ricostruttiva, delle tesi sostenute da Cameron mentre non sembra parimenti rientrare nel panorama dell&#8217;archeologia-patacca, come è stata da molti definita, la scoperta di un seme di dattero germogliato dopo ben 2000 anni e ritrovato durante alcuni recenti scavi condotti presso la fortezza di Masada. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">La storia del “ritrovamento” avvenuto lo scorso Febbraio non è infatti di questi giorni ma risale a ben 27 anni fa quando durante i lavori di costruzione di alcuni palazzi a Talpiot, sobborgo di Gerusalemme a pochi chilometri dal Santo Sepolcro, fu rinvenuta da alcuni operai una grotta di 2000 anni contenente 10 urne funebri. Nel documentario di Cameron, co-firmato dal documentarista Simcha Jacobovici, si sostiene che la grotta avrebbe ospitato gli ossari di Gesù di Nazareth, della Vergine Maria e di Maria di Magdala, detta la Maddalena, oltre quelle di un certo Giuda, il figlio che secondo molte correnti di pensiero e di ricerca moderne sarebbe nato da un legame fra Gesù e Maria Maddalena. Vera o no che sia la tesi di Cameron il destino del sito sembra aver trovato maggior gloria delle tesi riportate in auge dal suo moderno scopritore. Secondo il </span><span style="color: #000000;"><em>Jerusalem Post</em></span><span style="color: #000000;">, una commissione di indagine voluta dall’Autorità delle Antichità israeliane e dal comune di Gerusalemme vorrebbe, a breve, aprire il sito al turismo di massa e consacrarlo quindi indirettamente come nuovo luogo di interesse storico della nazione di Israele.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Il forte scetticismo dimostrato da molti archeologi pesa però sempre di più e inesorabilmente sulle reali basi storiche all’origine di questa scoperta.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Tra i primi detrattori troviamo Amos Kloner lo studioso che nel 1980 guidò i lavori nella cripta. In numerose interviste rilasciate ai maggiori network mondiali Kloner ha ritenuto poco plausibile &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>che Gesù e i suoi avessero una tomba di famiglia. Erano della Galilea, senza legami a Gerusalemme, mentre la tomba di Talpiot apparteneva a una famiglia della classe media del primo secolo dopo Cristo</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. Per Kloner i nomi riportati sulle urne trovate a Talpiot, estremamente comuni nella Palestina di 2000 anni fa, sono stati trovati in molte altre tombe rinvenute nei decenni passati in numerosi siti archeologici, etichettando quindi la tesi sviluppata nel documentario come &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>una assurdità</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Padre Michele Piccirillo, dal 1973 alla guida degli scavi francescani in Terra santa e direttore dell&#8217;istituto di archeologia di Amman, ha liquidato con la frase &#8220;… </span><span style="color: #000000;"><em>un chiaro esempio di mala-archeologia</em></span><span style="color: #000000;">&#8221; il ritrovamento tardivo della presunta tomba di Gesù e della sua famiglia. &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>Siamo davanti a un errato uso della archeologia</em></span><span style="color: #000000;"> &#8211; dichiara &#8211; </span><span style="color: #000000;"><em>che dalle nostre parti ma anche altrove, impera per far colpo magari a sfondo turistico, o se vogliamo, per alimentare delle cattiverie contro la Chiesa. Non c&#8217;è nulla di scientifico in questo ritrovamento</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;.<br />
Anche Padre Piccirillo commenta che i nomi rinvenuti sulle urne trovate a Talpiot erano molto comuni 2000 anni fa e sono stati trovati anche in altri cimiteri. Secondo Piccirillo, archeologo tra i più stimati in tutto il Medio Oriente, è alquanto &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>fantasioso pensare di trovare tombe a Gerusalemme appartenenti a persone provenienti dalla Galilea</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>Ogni anno</em></span><span style="color: #000000;"> &#8211; conclude &#8211; </span><span style="color: #000000;"><em>siamo di fronte a qualche ritrovamento &#8220;importante&#8221;: prima la tomba di Haifa, poi quella di Giacomo, adesso quella di Gesù. Il fatto è che quando arrivano notizie di questo tenore dalla Terra Santa vengono subito gonfiate dai giornali. Ma sono solo cose commerciali senza nessun fondamento scientifico</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. Vorremmo aggiungere alle parole di Padre Piccirillo la scoperta, avvenuta negli ultimi mesi del 2006, della presunta grotta da cui secondo la tradizione Giovanni Battista avrebbe impartito i propri insegnamenti. </span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Non sempre però la “mala-archeologia” partorisce mostri informi privi di continuità storica e di realtà oggettiva. Ricordiamo proprio come, attraverso le pagine di ARCHEOMISTERI, lo scorso anno avessimo pubblicato a nostra firma un lungo studio su la dinastia dei </span><span style="color: #000000;"><em>Desposini</em></span><span style="color: #000000;">, parenti collaterali del Cristo sopravvissuti alle persecuzioni romane, e protrattasi per i successivi quattro secoli. A tale riguardo storici come Eusebio di Cesarea ci forniscono notizie quantomeno dettagliate a riguardo, ricordandoci anche come una delegazione composta da almeno trenta Desposini fosse giunta a Roma al soglio di Papa Silvestro per reclamare il primato della Chiesa di Gerusalemme su quella di paolino-romana. La realtà storica di questa dinastia “collaterale”, pur se taciuta e non pubblicizzata, ci viene confermata dai documenti storici e dagli stessi scritti dei padri della Chiesa.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Per quanto riguarda invece le vicende del </span>regista di &#8220;Titanic&#8221; James Cameron, questi ha difeso strenuamente il suo controverso documentario, principalmente in una conferenza stampa indetta a New York lo scorso febbraio dove sono stati portati e &#8220;svelati&#8221; due degli ossari al centro delle polemiche.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">«<em>Sono un cineasta, non un archeologo</em>», ha sottolineato Cameron che ha detto di essersi inizialmente avvicinato alla materia «<em>da profano, e di essersi convertito: non ho trovato niente che contraddicesse l’ipotesi iniziale</em>». Purtroppo però la sua formazione da cineasta e non da archeologo ha pregiudicato a detta di molti quel rigore metodologico fondamentale per una produzione di questo tipo. «<em>Chi ci critica non ha visto il film, non ha letto il libro che lo accompagna</em>», ha detto il giornalista investigativo canadese Simcha Jacobovici, che ha collaborato al progetto e che è stato inseguito dalle polemiche dopo la conferenza stampa di New York. «<em>Ogni cristiano sa che Gesù è il figlio di Dio e che è morto e risorto il giorno di Pasqua</em>», ha invece affermato Joseph Zwilling portavoce dell’Arcidiocesi di New York, «… <em>nessun presunto test del Dna o un film di Hollywood cambieranno questo fatto</em>».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&#8220;La tomba perduta di Gesù&#8221; è stato proiettato lo scorso 4 marzo sul canale televisivo inglese Discovery Channel e, nei 59 minuti della pellicola, si è teso a riesaminare i resti archeologici riportati alla luce nel 1980 e sottoposti, in seguito, a una serie di analisi tra cui test del Dna di materiali umani rinvenuti negli ossari. Il documentario racconta inoltre gli studi effettuati da un’equipe di scienziati, archeologi, esperti di statistica e di genetica, su la contraddittoria decina di ossari rinvenuti durante i lavori di costruzione del complesso condominiale a Talpiot.<br />
Secondo Jacobovici, le analisi statistiche hanno stimato che le probabilità che quelle ossa non siano appartenute a Giuseppe, Maria, Gesù, Maria Maddalena e ad un figlio di Gesù, sono inferiori ad una su cento. Dalle prove del Dna, poi, è emerso che tra i resti attribuiti a Gesù e quelli attribuiti alla Maddalena non vi erano legami di sangue, rafforzando l’ipotesi che i due sarcofagi appartenessero a una coppia di coniugi. Poco dopo la loro scoperta, hanno ricordato Cameron e Jacobovici alla loro conferenza stampa newyorchese, «<em>le ossa furono nuovamente sepolte in un luogo consacrato, come vuole la tradizione ebraica</em>». Ma i progressi della scienza genetica &#8211; ha aggiunto Jacobovici &#8211; permettono oggi di realizzare analisi del Dna anche partendo da minuscoli residui, dalle polveri lasciate da quelle ossa.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Le ultime informazioni emerse lo scorso Aprile da studiosi come Amos Kloner tenderebbero a confermare l’ipotesi della strategia mediatico-pubblicitaria; &#8220;…<em>vogliono soltanto ricavarne dei soldi</em>&#8221; è stato il suo ultimo secco commento. Aspri anche i commenti degli esponenti religiosi e della comunità scientifica da molte parte del globo. &#8220;<em>Le prove storiche, religiose e archeologiche dimostrano che il luogo dove il Cristo fu deposto è presso la Chiesa della Resurrezione</em>&#8220;, ha detto Attallah Hana, prete Greco Ortodosso di Gerusalemme. Anche Stephen Pfann, studioso della Bibbia presso l&#8217;università di Terra Santa a Gerusalemme e studioso intervistato nel documentario, preferisce non dare troppo peso alla scoperta. &#8220;<em>Non credo che i Cristiani ci cadranno</em>&#8220;, ha detto, aggiungendo di non essere neppure sicuro che il nome di Gesù sia stato letto correttamente sull&#8217;incisione: &#8220;<em>Più probabilmente si tratta del nome Hanun</em>&#8220;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L’intrigante dibattito non sembra ancora aver cessato la propria corsa, ulteriori aggiornamenti si susseguiranno nei prossimi mesi, a seguito anche di ulteriori prove che lo stesso Cameron afferma di non aver ancora pubblicizzato. Il mondo scientifico osserva e prepara le proprie armi, ovviamente testi e documenti in un paese purtroppo ancora martoriato da una guerra disastrosa, per comprovare definitivamente la sola natura mediatica del materiale prodotto. “Ai posteri l’ardua sentenza”, affermava Manzoni tra le pagine del suo più bel romanzo. Solo il futuro, e nuove scoperte, potranno aiutarci a comprendere un filone che sembra ogni giorno riservarci sempre nuove sorprese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
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		<title>Villa di Faragola</title>
		<link>http://www.unknown.it/storia/villa-di-faragola/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 22:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luz09</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è chi l’ha definita la Piazza Armerina di Puglia; infatti la residenza tardo antica in corso di scavo in località FARAGOLA,nel territorio di Ascoli Satriano (Fg). Anche se l’area finora indagata,circa 1550 metri quadri,è solo parte di un complesso molto più vasto e articolato,la villa di Faragola,databile fra IV e VI sec.d.C.,si presenta già come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-734" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/1240484787956_faragola-ricostr-cenatio.jpg" alt="Ricostruzione 3d della villa" width="448" height="253" />C’è chi l’ha definita la Piazza Armerina di Puglia; infatti la residenza tardo antica in corso di scavo in località FARAGOLA,nel territorio di Ascoli Satriano (Fg).<br />
<span id="more-733"></span></p>
<p>Anche se l’area finora indagata,circa 1550 metri quadri,è solo parte di un complesso molto più vasto e articolato,la villa di Faragola,databile fra IV e VI sec.d.C.,si presenta già come uno dei più significativi esempi di residenze rurali tardo antiche nell’Italia meridionale.</p>
<p>Le ricerche stanno ricostruendo una lunga vicenda,a partire dalle fasi insediative che precedettero la villa,prima della conquista romana della Daunia avvenuta tra fine IV e II sec.a.C. : per l’età daunia nella stessa area è presente un abitato rurale,al momento attestato solo da una piccola porzione di mosaico a ciottoli databile al IV-III sec.a.C.</p>
<p>Alquanto limitati sono,finora,anche i dati per l’età tardo repubblicana e per la prima e media età imperiale,alla quale risale la prima e media età imperiale,alla quale risale la prima fase della villa di Faragola,come documentano alcune strutture murarie in opus incertum riutilizzate come fondazione di muri della residenza nella sua straordinaria fase tardo antica.</p>
<p>Il sito di Faragola ha una collocazione per più versi strategica,rispondente ai precetti degli agronomi romani Catone, Varrone e Columella,relativi alla scelta del luogo ideale per la costruzione di una villa : l’edificio è posto su un pianoro alle ultime propaggini collinari che delimitano la fertile valle del Carapelle,a soli cinque chilometri da Asculum ,del cui territorio questa proprietà faceva parte,e a nove da Herdonia.</p>
<p>La villa era dunque vicina a due importanti centri urbani,nei cui mercati potevano essere venduti i prodotti freschi e acquistati i generi necessari alla vita dell’azienda agricola.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-735" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/cron_6591683_125101.jpg" alt="La Cenatio oggi" width="200" height="141" />Ma ciò che rendeva l’area di Faragola particolarmente adatta all’insediamento era l’ampia disponibilità d’acqua,garantita da molte sorgenti e dal fiume.</p>
<p>Infine,la villa non era isolata,ma sorgeva lungo un’importante arteria,che,oltre a dare sicurezza,garantiva facili collegamenti: la via Aurelia Aeclanensis o Herdonitana , strada che assunse particolare rilievo proprio in età tardo antica,realizzata con funzioni di “bretella” per collegare Aeclanum , cioè le zone interne appenniniche,attraversate dalla via Appia,alla via Traiana, intercettata a Herdonia.</p>
<p>Due sono i poli principali del complesso finora individuati:un ampio e articolato balneum (terma ) e una lussuosa cenatio (sala da pranzo) estiva.</p>
<p>La circostanza non sorprende poiché è nota l’importanza assunta dalle terme e dalle sale per banchetto nelle residenze rurali tardo antiche,a conferma della centralità attribuita dalle aristocrazie sia alla cura del corpo sia ai piaceri della tavola,e in generale agli spazi e alle pratiche della vita sociale e della convivialità.<br />
Al momento,invece, non è stato individuato il quartiere produttivo,s si esclude una fornace per laterizi databile al IV secolo,parte di un più esteso settore artigianale.<br />
La terma comprende un ampio salone,gli ambienti tiepidi (tepidaria) e caldi ( caldaria ) ,oltre a una serie di vasche.</p>
<p>Alcuni vani presentano una pregevole pavimentazione a mosaico con motivi geometrici. L&#8217;ambiente di maggiori dimensioni,probabilmente utilizzato come palestra,per massaggi e altre attività termali,si caratterizza per un mosaico articolato in quattro pannelli quadrati ( emblemata ), mentre una cornice a foglie d’edera,cui sono unite grandi foglie cuoriformi campite in rosa,segna il margine esterno del pavimento.</p>
<p>La parte meridionale dell’ambiente è occupata da un lungo pannello con motivo a stuoia e anche il vano di accesso alle terme conserva una decorazione musiva geometrica policroma.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-736" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/faragola21.jpg" alt="Cenaio ieri ( proposta ricostruttiva)" width="200" height="150" />Oltre a una serie di vani di servizio,particolare rilievo aveva nel complesso termale un ambiente (frigidarium),pavimentato con grandi lastre di marmo,che consentiva l’accesso a vasche di diverse dimensioni,tra cui si distingue una vera a e propria piscina (natatio) .</p>
<p>Soprattutto,è la cenatio , la sala da pranzo,a fornire le indicazioni più chiare sul progetto architettonico,decorativo e ideologico che sta alla base dell’intervento edilizio promosso in età tardo antica dal dominus, il padrone,di sicuro un personaggio colto,oltre che dotato di cospicue risorse finanziarie,perfettamente integrato nelle forme di vita e nelle manifestazioni tipiche della classe aristocratica cui apparteneva.</p>
<p>Il grande vano a pianta rettangolare,dotato di tre ingressi,si presentava come un padiglione,una sorta di “gazebo” in giardino, provvisto di copertura ma con i lati lunghi aperti.</p>
<p>In una prima fase,tra fine IV e inizi V secolo,il pavimento era costituito da un mosaico policromo con decorazione geometrica del tutto simile ai pavimenti della terma ed p verosimile che già allora l’ambiente svolgesse funzione di sala da pranzo,probabilmente con la tradizionale sistemazione a triclinio.</p>
<p>Nel corso del V secolo,il dominus ritenne di dare alla cenatio una sistemazione più lussuosa e monumentale,oltre che fortemente innovativa.</p>
<p>Le trasformazioni riguardano principalmente il pavimento e la realizzazione di un tipo particolare di divano per banchetto (stibadium)  in muratura,provvisto di una fontana.</p>
<p>Il pavimento,sovrapposto al precedente mosaico,fu realizzato con lastre di marmo prevalentemente di reimpiego di vario tipo e colore,sistemate in moda da creare tre diversi livelli pavimentali.</p>
<p>Particolare rilievo,per la posizione enfatica e il pregio dei materiali impiegati,avevano tre tappeti in opus sectile,originariamente montati forse su pareti e poi inseriti come emblemata  nella pavimentazione marmorea lungo l’asse centrale del vano.</p>
<p>L’elemento di maggior spicco della cenatio era costituito dal raro stibadium,il divano in muratura per il banchetto,collocato i posizione dominante e in maniera enfatica sull’asse principale dell’ambiente. Di forma grosso modo semicircolare,aveva lo spazio centrale occupato da una piccola vasca.</p>
<p><img class="alignright" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/mlongobardi41.jpg" alt="Stibadium oggi e ieri" width="460" height="286" />Il rivestimento della struttura era particolarmente accurato: le parti meno visibili(la vaschetta e il muro semicircolare esterno) erano foderate da lastre di marmo bianco,mentre la facciata presentava una ricercata decorazione nella quale si integravano sapientemente opus sectile marmoreo,mosaico ed elementi scultorei figurati.</p>
<p>È possibile ricostruire la presenza di tre pannelli centrali,uno in porfido e due in serpentino,delimitati da una cornice a dentelli triangolari,e ai lati due pannelli rettangolari nei quali erano iscritti rombi delimitati da cornici in cipollino e decorati da lastrine lapidee con motivo a onde con tessere musive a foglia d’oro.</p>
<p>Il lato destro,meglio conservato,presenta al centro un tondo di marmo bianco scolpito a bassorilievo,inquadrato da due cornici di tessere musive di pasta vitrea con foglia d’oro e di dentelli triangolari,con la raffigurazione di una danzatrice davanti a un’ara sulla quale è poggiata una cista con avvolto un serpente.</p>
<p>Un secondo frammento,rinvenuto negli strati di crollo,conserva un volto femminile con il caratteristico copricapo di canne : si tratta di un oscillum del I sec. d.C., reimpiegato nella decorazione della fronte dello stibadium,a testimonianza della stretta connessione tra il mondo conviviale e i temi dionisiaci.</p>
<p>In questa scelta,infatti,va sottolineato non solo il significato legato al reimpiego dell’oscillum, nel quadro di un generalizzato fenomeno di riuso di manufatti più antichi ben attestato nella villa,ma anche,e soprattutto,la scelta di temi legati al patrimonio iconografico pagano,di chiara ispirazione dionisiaca,tipico degli ambienti conviviali ancora in età tardo antica.</p>
<p>È un fenomeno ricorrente e ,anche se in alcuni casi è possibile che questa scelta sia da interpretare come un segno di appartenenza religiosa alternativa al cristianesimo,risulta più diffusa la prassi di utilizzare tali simboli,nel quadro di una forte persistenza di immagini convenzionali,quali sinonimi di convivialità,ospitalità,felicità della vita terrena.</p>
<p>Non è chiaro se al di sopra della vasca posta al centro del divano in muratura fosse sistemata una mensa di marmo,oppure se,come descrive Plinio nel caso dello stibadium  della sua villa in Lazio,nella vaschetta piena d’acqua galleggiassero “piatti”con le diverse portate.</p>
<p>È molto probabile che,sulla fronte dello stibadium,dalla vaschetta l’acqua fuoriuscisse a “cascata”,in modo da defluire nella parte centrale della sala da pranzo,ribassata rispetto ai corridoi laterali. Un velo d’acqua doveva quindi “ricoprire” i marmi del pavimento e i tappeti in opus sectile,offrendo uno straordinario effetto scenografico,in particolare grazie al gioco di riflessi che enfatizzava la cromia dei marmi e della paste vitree.</p>
<p>La presenza d’acqua nell’ambiente,inoltre,contribuiva a garantire una piacevole frescura durante i banchetti estivi. Questa trovata trasformata lo stibadium quasi un ninfeo,molto simile ad esempio al ninfeo imperiale di Punta Epitaffio a Baia.</p>
<p>Qui l’insieme degli elementi architettonici e decorativi manifesta la volontà di collegare l’interno al contesto esterno,”sfondando” le pareti e aprendo lo spazio della sala da pranzo al paesaggio circostante.</p>
<div class="mceTemp">
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<dt><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/villa_romana_ascoli_satriano1.jpg" alt="lato destro" width="542" height="371" /></dt>
<dd>lato destro</dd>
</dl>
</div>
<p>Si conferma così la tendenza all’”uso architettonico” dell’acqua in tali strutture per banchetto,secondo un carattere aulico riscontrabile già in case e ville romane più antiche,come nella celebre descrizione dello stibadium della villa di Plinio o nel monumentale stibadium in muratura del Canopo di villa Adriana a Tivoli,in particolare nel giardino – cenatio ,il cosiddetto “ninfeo – stadio”,il cui settore meridionale,terminante con una gradinata a emiciclo e una elaborato gioco d’acqua,somiglia molto alla cenatio di Faragola.<br />
Nella sala da pranzo,lo stibadium è in posizione enfatica,sopraelevato e in asse con l’accesso,offriva una visione frontale e simmetrica. I percorsi reali e visivi costituivano,uno degli aspetti più curati nell’edilizia residenziale,in particolare per le sale di ricevimento e per quelle da pranzo. Il banchetto era sentito come una sorta di spettacolo,non solo per l’esibizione di musici,attori,mimi e intrattenitori vari,ma perché la sala da pranzo era vissuta quasi come uno spazio teatrale nel quale il dominus, come ogni ospite,nel rispetto di precise convenzioni sociali,recitava una parte in modo da ostentare il proprio status nei confronti di amici e clienti.<br />
 </p>
<table class="MsoNormalTable" style="border-collapse: collapse; mso-border-top-alt: solid windowtext 2.25pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext 2.25pt; mso-yfti-tbllook: 1184; mso-padding-alt: 0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr style="mso-yfti-irow: 0; mso-yfti-firstrow: yes;">
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: center;" align="center"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">NON       TUTTI</p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 96.5pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" colspan="2" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">SANNO   CHE</p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" width="127" valign="top">
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: windowtext 2.25pt solid; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid;" width="44" valign="top">
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 1;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Aeclanum</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Insediamento osco sorto nella fertile valle del Calore (in Campania),divenuto municipio romano e poi colonia. Conobbe notevole sviluppo dopo la costruzione della via Appia.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Opus Incertum</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> Opera incerta: muratura costituita da piccole pietre,messe in opera in filari irregolari.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 129.6pt; mso-yfti-irow: 2;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Ausculum</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Insediamento daunio divenuto municipio romano,caratterizzato da una continuità di vita durante il Medioevo e l’età moderna,fino ad oggi.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; height: 129.6pt; background-color: transparent; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; background-color: transparent; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Opus       sectile</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Rivestimenti pavimentali o parietali realizzati con lastrine di marmo o di altro materiale pregiato in modo da realizzare decorazioni geometriche o figurate.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; height: 129.6pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 3;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Daunia</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Territorio daunio corrispondente alla Puglia settentrionale e alla parte orientale dell’attuale Basilicata.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Oscillum</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Lastra marmorea rotonda,finemente scolpita,appesa a decorazione degli intercolumni dei peristili.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 73.2pt; mso-yfti-irow: 4;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Emblemata</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Quadri decorati inseriti all’interno di pavimenti a mosaico o in opus sectile.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; height: 73.2pt; background-color: transparent; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; background-color: transparent; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Tardoantica(età)</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> Periodo storico(circa IV-VII sec.d.C.) corrispondente ai secoli finali dell’Antichità e alla fase di passaggio al Medioevo.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; background-color: transparent; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 73.2pt; mso-yfti-irow: 5;">
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Herdonia</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Insediamento daunio divenuto municipio romano,posto lungo il tracciato della via Traiana e occupato fino alla tarda antichità. Il villaggio medievale sorto al di sopra della città antica fu abbandonato nel XV secolo circa.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: #ece9d8; height: 73.2pt; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; border: #ece9d8;" width="84" valign="top">
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Villa           </p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Azienda agricola,generalmente suddivisa in pars urbana ,dove risiede il signore(dominus) e pars fructoria , per la gestione della produzione agricola,spesso con l’impiego di manodopera schaivile.</p>
</td>
<td style="padding-right: 5.4pt; padding-left: 5.4pt; background: #d8d8d8; padding-bottom: 0cm; width: 33pt; padding-top: 0cm; height: 73.2pt; border: #ece9d8;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 73.2pt; mso-yfti-irow: 6; mso-yfti-lastrow: yes;">
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; background: #4bacc6; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 96.65pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt;" width="129" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Triclinio</p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 109.45pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent;" width="146" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;">Sala da pranzo con tre letti disposti a ferro di cavallo e mensa al centro.</p>
</td>
<td style="border-right: windowtext 1pt solid; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33.2pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent; mso-border-bottom-alt: solid windowtext 2.25pt; mso-border-right-alt: solid windowtext .5pt;" width="44" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 63.3pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 95.05pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent;" width="127" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 14.25pt; text-align: justify;"> </p>
</td>
<td style="border-right: #ece9d8; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; padding-left: 5.4pt; padding-bottom: 0cm; border-left: #ece9d8; width: 33pt; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 2.25pt solid; height: 73.2pt; background-color: transparent;" width="44" valign="top"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
		<item>
		<title>I segreti svelati del Vaticano</title>
		<link>http://www.unknown.it/storia/i-segreti-svelati-del-vaticano/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/storia/i-segreti-svelati-del-vaticano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[segreti]]></category>
		<category><![CDATA[segreti del vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/?p=664</guid>
		<description><![CDATA[Sono noti a molti i molteplici misteri che il Vaticano cela entro le famose mura dell&#8217;Archivio segreto vaticano. Saranno segreti sciocchi, o grandi, ma qualcosa di arcano c&#8217;è! probabilmente per non compromettere l&#8217;imponenza della religione cattolica, tanti documenti sono riservati a pochi. E&#8217; di poco tempo fa, però, la notizia di un&#8217;apertura da parte dell&#8217;archivio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono noti a molti i molteplici misteri che il Vaticano cela entro le famose mura dell&#8217;Archivio segreto vaticano. Saranno segreti sciocchi, o grandi, ma qualcosa di arcano c&#8217;è! probabilmente per non compromettere l&#8217;imponenza della religione cattolica, tanti documenti sono riservati a pochi.</p>
<p>E&#8217; di poco tempo fa, però, la notizia di un&#8217;apertura da parte dell&#8217;archivio, sul caso Galileo.<br />
<span id="more-664"></span><br />
L&#8217;Archivio Segreto Vaticano rende noti i documenti originali del processo al padre della scienza moderna,il quale fu salvato dal rogo grazie al deciso intervento del suo principale accusatore, il cardinale Roberto Bellarmino.</p>
<p>Il porporato durante lo storico processo, scrisse di suo pugno un documento nel quale specificava che Galilei &#8220;non è eretico&#8221;, ma che le sue tesi seguivano quella direttiva;evitando in questo modo il rogo,che invece subì Bruno. Il testo completo dell&#8217;intervento con cui fu salvata la vita di Galilei, unitamente all&#8217;intera documentazione del processo finora custodita in Vaticano, vedranno la luce alla fine del prossimo mese di giugno.</p>
<p>Avevamo condiviso i documenti finora resi noti sul processo in <a href="http://www.unknown.it/controinformazione/processo-galileo-galilei/">questo articolo</a>.</p>
<p>Il volume &#8211; un enorme testo di 550 pagine con 16 tavole raffiguranti le trascrizioni del dibattimento processuale e la sentenza finale &#8211; è pubblicato in coedizione dalla <em>Collectanea Archivi Vaticani</em> e dalla <em>Pontificia Academia Scientiarum</em>. <em>Scripta varia. I testo è curato dal prefetto dell&#8217;archivio il vescono Sergio Pagano.</em></p>
<p><em>Il Vaticano tiene a precisare che questo evento sposa con l&#8217;attuale anno dell&#8217;astronomia, e che la riabilitazione di Galileo già voluta da Giovanni Paolo II.Per il Vaticano questo è un altro atto,per dimostrare la costante ricerca del &#8220;Vero storico&#8221;.</em><br />
<center><br />
<br />
<div id="attachment_668" class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/galilei-1.jpg" alt="lettera autografata dal cardinale Bellarmino:affermava che Galilei non era eretico." width="454" height="600" border="0"  /><p class="wp-caption-text">lettera autografata dal cardinale Bellarmino:affermava che Galilei non era eretico.la stessa lettera firmata da Bellarmino,autografata da Galilei.</p></div></p>
<p>
<div id="attachment_669" class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/galilei-2.jpg" alt="La copia della stessa lettera di Bellarmino, autografata da Galilei come salvacondotto." width="454" height="600" border="0"  /><p class="wp-caption-text">La copia della stessa lettera di Bellarmino, autografata da Galilei come salvacondotto</p></div><br />
</center></p>
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		<item>
		<title>ÖTZI &#8211; &#8220;L&#8217;Uomo venuto dal ghiaccio&#8221;</title>
		<link>http://www.unknown.it/storia/otzi-l-uomo-venuto-dal-ghiaccio/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/storia/otzi-l-uomo-venuto-dal-ghiaccio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 18:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luz09</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 settembre 1991 una coppia di alpinisti tedeschi, al rientro da una scalata, decise di abbandonare il sentiero segnalato per accorciare il percorso di ritorno verso il rifugio Similaun e s&#8217;imbattè in un corpo mummificato semisepolto dal ghiaccio. Scattarono una fotografia e all&#8217;arrivo al rifugio, avvertirono il gestore dello strano rinvenimento. Quella sera i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 settembre 1991 una coppia di alpinisti tedeschi, al rientro da una scalata, decise di abbandonare il sentiero segnalato per accorciare il percorso di ritorno verso il rifugio Similaun e s&#8217;imbattè in un corpo mummificato semisepolto dal ghiaccio.</p>
<p>Scattarono una fotografia e all&#8217;arrivo al rifugio, avvertirono il gestore dello strano rinvenimento. Quella sera i coniugi Simon non immaginavano minimamente che la scelta di cambiar percorso li aveva portati a fare una delle più eccezionali scoperte della storia: una mummia risalente all&#8217;Età del Rame.<span id="more-641"></span></p>
<p>Nelle ore seguenti a dir il vero la confusione era totale: qualcuno attribuiva il corpo ad un musicista emiliano scomparso in zona negli anni &#8217;30, qualcun altro lo dava per un mercenario dell&#8217;armata di Federico IV, ma c&#8217;era anche chi si diceva sicuro che fossero i resti di un soldato della prima guerra mondiale, che pensava che si potesse trattare di un alpinista scomparso in età recente, tanto che venne attivata la gendarmeria austriaca.<br />
Quando però si osservarono meglio gli oggetti ritrovati, cominciò a farsi strada l&#8217;ipotesi di essere di fronte ad un eccezionale ritrovamento.</p>
<p>Forse l&#8217;uomo era morto molto tempo prima di quanto gli stessi archeologi in un primo momento potevano immaginare. Iniziò così, la corsa contro il tempo per recuperare il prezioso reperto prima dell&#8217;arrivo delle prime nevicate invernali. Nei mesi seguenti, le Università fornirono i risultati delle prime analisi di laboratorio.<br />
La notizia fece il giro del mondo e in poche ore la Val Senales divenne la meta obbligata per centinaia di giornalisti e di curiosi.</p>
<p>La scoperta mise in subbuglio anche il mondo dei ricercatori e degli archeologi: mai era stata scoperta una mummia dell&#8217;Età del rame con un corredo così ricco e praticamente intatto.</p>
<p>La mummia venne ritrovata oltre lo spartiacque, a prima vista in territorio austriaco; Trascorsi alcuni giorni dalla scoperta e sulla base di indagini più approfondite, si poté giungere alla conclusione che &#8220;L&#8217;Uomo venuto dal ghiaccio&#8221; si trovava all&#8217;interno dei confini nazionali, per la precisione a 92 metri e 56 centimetri oltre lo spartiacque, in uno dei cosiddetti &#8220;Triangoli per i nidi di mitragliatrice&#8221;.</p>
<p>Questi ultimi sono delle piccole aree a forma di triangolo, imposti all&#8217;Austria al termine della prima guerra mondiale quando vi fu la revisione dei confini nazionali.</p>
<p>Si tratta del corpo di un essere umano di sesso maschile conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche prodottesi all&#8217;interno del ghiacciaio.</p>
<p>L&#8217;attribuzione del nome deriva dal toponimo registrato più vicino, appunto Similaun.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 516px"><img title="Otzi" src="http://www-tc.pbs.org/wgbh/nova/bog/images/ways-06-otzi-l.jpg" alt="(Ötzi si trova ora in una cella frigorifera nel Museo Archeologico del Sud Tirolo a Bolzano. Il suo corpo è mantenuto a -8ºC ed ad una umidita del 98%, condizioni simili a quelle in cui è stato ritrovato)" width="506" height="398" /><p class="wp-caption-text">(&quot;Ötzi&quot; si trova ora in una cella frigorifera nel Museo Archeologico del Sud Tirolo a Bolzano. Il suo corpo è mantenuto a -8ºC ed ad una umiditpa del 98%, condizioni simili a quelle in cui è stato ritrovato)</p></div>
<p>Durante il recupero, avviato senza particolari accorgimenti conservativi, furono danneggiate parti del corpo (tessuti esterni, femore sinistro seriamente danneggiato).</p>
<p>Il corpo fu inizialmente portato in Austria (Innsbruck) dove fu esaminato da esperti ed attribuito ad un antico abitante di queste zone, soprannominato in seguito da un giornalista Ötzi (od Oetzti), dato il luogo del ritrovamento (=Ötztal/Valle Ötz. Tirolo del nord).</p>
<p>Attualmente la mummia del Similaun è conservata a Bolzano, al Museo Archeologico dell&#8217;Alto Adige, in una apposita struttura che la mantiene nelle ottimali condizioni di conservazione pur permettendone l&#8217;osservazione.</p>
<p>La mummia viene presentata in un ambiente absidale appartato,il visitatore stesso decide se vedere la mummia, visibile nella sua cella di refrigerazione solo attraverso una finestrina di 40 x 30 cm.</p>
<p>Per evitare l&#8217;essiccamento della mummia si è reso necessario ricreare artificialmente le originarie condizioni di conservazione nel ghiacciaio (- 6° Celsius e umidità pari al 96 &#8211; 98%). Per l&#8217;esposizione nel Museo è stato sviluppato un apposito sistema di raffreddamento: una sorta di &#8220;box&#8221; composto da due celle frigorifere indipendenti, un laboratorio e una stanza di decontaminazione.</p>
<p>Tutti gli ambienti sono sterili, speciali filtri per l&#8217;aria garantiscono le condizioni di asetticità. Una serie di sensori trasmette alla stazione EDP i valori registrati (pressione, temperatura, umidità relativa, peso corporeo). Contro le perdite di umidità viene spruzzata sul corpo mummificato acqua sterilizzata, favorendo così la formazione di un sottile strato di ghiaccio superficiale.</p>
<p>Il pastore sembrerebbe essere morto circa 5.300 anni fa,la mummia invece di essere tranquillizzata e stesa sul lettino,è stata portata “al calduccio”,ad una temperatura di 2°C,superiore a quella sua abituale (21,2°Fareneight,cioè sotto lo 0°C) per 24 ore.</p>
<p>Gli scienziati sostengono che Otzi circa 5300 anni fa,pascolava le greggi sulle Alpi Otzalet al confine italo-austriaco,in uno dei suoi giri,mentre imperversava una tempesta di neve,probabilmente per cause naturali o forse in seguito ad una caduta,è morto.</p>
<p>Aveva circa 45 anni,sembra abbia avuto numerosi tatuaggi ed era ben vestito nonostante l’ambiente ostile; era così ben conservato che è possibile determinare come ha vissuto,da dove è venuto,che cosa lo ha ucciso; l’Uomo venuto dal ghiaccio era certamente uno dei più anziani del suo clan.</p>
<p>Il suo corpo mostra chiare manifestazioni degenerative: le articolazioni sono consumate e i vasi sanguigni calcificati. I denti, invece, sebbene molto consumati, sono del tutto privi di carie.<br />
Durante l’arco della sua vita il corpo di Ötzi inoltre, ha subito diverse lesioni: sulla parte sinistra della cassa toracica le costole mostrano una serie di fratture ben rimarginate; un’altra frattura è stata individuata sul naso; sul mignolo del piede sinistro si osserva, infine, una lesione cistica probabilmente dovuta a congelamento.</p>
<p>Ötzi è considerato il primo essere umano tatuato di cui si abbia conoscenza: ha sul suo corpo ben 57 tatuaggi, la tecnica utilizzata nel calcolitico appare diversa da quella moderna.</p>
<p>Non venivano usati aghi, ma erano invece praticate delle piccole incisioni della pelle, poi ricoperte con carbone vegetale per ottenere l&#8217;immagine.</p>
<p>I tatuaggi dell&#8217;uomo del Similaun consistono in semplici punti, linee e crocette: si trovano in corrispondenza della parte bassa della colonna vertebrale, dietro il ginocchio sinistro e sulla caviglia destra.</p>
<p>Esami radiologici hanno individuato forme di artrite proprio in quei punti:si pensa che tali immagini avessero funzione di tipo medico o cultuale (al fine di alleviare i dolori).</p>
<p>Alto circa 1,58 cm,vestito in tre strati di pellicce,pattini,cinghie,un cappello,le sue nervature rotte sono il risultato probabile di una lotta pesante. L&#8217;Uomo era equipaggiato nel migliore dei modi per la permanenza in alta montagna.</p>
<p>Il suo vestiario comprendeva calzature, leggings, perizoma, sopravveste, gratticcio d&#8217;erbe e berretto di pelo d&#8217;orso. I materiali usati sono pelliccia e pelle di cervo nobile, orso, camoscio, capra e bovino. La tecnica di taglio, le cuciture accurate e l&#8217;abile lavoro d&#8217;intreccio testimoniano l&#8217;esistenza, in quel tempo ed in quella cultura, di una rigorosa specializzazione del lavoro.</p>
<p>Il 21 agosto 2008 è stato reso noto che Hollemeyer ed altri suoi colleghi dell&#8217;Università del Saarland hanno condotto un&#8217;analisi su alcuni pezzi dei vestiti e delle scarpe della mummia utilizzando uno spettrometro di massa, che permette di determinare la composizione chimica dei campioni, e a parere dei ricercatori può dare risultati più affidabili del test del DNA nell&#8217;analisi di pelli lavorate. I ricercatori hanno così pubblicato i loro risultati su Rapid Communications in Mass Spectrometry, osservando che i peptidi delle proteine presenti nei peli antichi sono del tutto simili a quelle di varie specie di animali allevati ancora oggi, e quindi questo induce a pensare che Ötzi sia stato un pastore che a volte portava la mandria al pascolo durante gli spostamenti stagionali.</p>
<p>Secondo lo studio del DNA contenuto nei suoi mitocondri, Ötzi difficilmente ha lasciato eredi. I mitocondri, contenuti in ogni cellula ed ereditati dalla madre, contengono, assieme al nucleo, materiale genetico. Il DNA di Ötzi appartienene a un sottogruppo che, in base alle conoscenze attuali, non ha fatto proseliti. L&#8217;antropologo Franco Rollo ritiene che, probabilmemte, Ötzi possa rappresentare il capolinea di un gruppo di esseri umani vissuti in passato e che si sono estinti, tra le varie ragioni, per esiguità</p>
<p>Gli scienziati hanno detto che il corpo era così in buono stato che i pori nella pelle sono sembrati normali,anche i suoi vestiti sono completamente conservati.</p>
<p>Un campione prelevato dal suo intestino ha condotto gli scienziati a concludere che il suo ultimo pasto è stato: carne (probabilmente una capra alpina,le cui ossa sono state trovate nelle vicinanze),frumento, piante e prugne, dall’analisi dello stomaco è inoltre risultato anche che è morto in primavera o in estate, ha inoltre evidenziato la presenza di uova di tricocefalo. Nei casi più gravi, questo parassita può provocare attacchi di dissenteria e forti dolori.</p>
<p>L’attenzione nella ricerca degli indizi della sua morte,ha fatto luce sulla posizione scomoda del braccio sinistro di Otzi,usando una tecnica specializzata dei raggi X gli scienziati hanno scoperto una SAGITTARIA sotto al spalle sinistra superiore e hanno concluso che è morto nel dolore,perdendo molto sangue,probabilmente è sopravvissuto all’assalto iniziale perché la freccia non ha colpito nessun organo vitale,ma probabilmente ha perso la sensibilità del braccio sinistro dovuto a danni al nervo;sulla mano destra aveva due lesioni di arma da taglio,forse dovuti ad un combattimento.</p>
<p>L&#8217;alta quantità di arsenico nei capelli dimostra la frequente partecipazione alla lavorazione di minerali di rame.</p>
<p>La datazione al radiocarbonio gli attribuisce un&#8217;età compresa tra il 3300 &#8211; 3200 a.C. . Questo lo pone nell&#8217;Età del Rame, momento di transizione tra il Neolitico e l&#8217;Età del Bronzo.</p>
<p>Assieme al corpo furono ritrovati anche resti degli indumenti e oggetti personali di grande interesse archeologico come un arco in legno di tasso, una faretra con due frecce pronte ed altre in lavorazione, un coltello di selce, un &#8220;correttore&#8221; per lavorare la selce, un&#8217;ascia in rame, una perla in marmo, esche ed acciarino ed uno zaino per contenere questi oggetti.</p>
<p>Il maltempo e le particolari condizioni climatiche in cui il corpo del pastore si venne a trovare hanno favorito il processo di mummificazione.</p>
<p>Possedeva un copricapo di pelo d’orso con stringhe di pelle come sottogola,utilizzava una gerla per trasportare varie cose con un telaio non molto diverso da quello dei moderni zaini.</p>
<p>Nella tasca di pelle applicata alla cintura custodiva un fungo-esca da tenere sempre asciutto per poterlo accendere con facilità.</p>
<p>Forse per conservare le provviste portava con sé un contenitore in corteccia di betulla,alla cintura portava un pugnale di selce per tagliare,incidere o fare a pezzi le prede.</p>
<p>Lo scopritore della mummia, l’alpinista tedesco, Helmut Simon (Nürnberg, 11 dicembre 1937 – Bad Hofgastein, 18 ottobre 2004), è morto a causa della caduta accidentale in una scarpata durante un&#8217;escursione sulle Alpi salisburghesi; lo seguono nel destino fatale Rainer Holzl, operatore della televisione austriaca; Kurt Fritz, alpinista che aiutò a trasferire la mummia a Bolzano e Gunther Henn, medico legale che aveva studiato per primo il ritrovamento. Ed ancora Konrad Spindler, l&#8217;archeologo tedesco che per primo studiò Ötzi e che ne descrisse la storia in un famoso libro, che muore il 17 aprile 2005 per una forma aggressiva di sclerosi.</p>
<p>Chiude la fila il 4 novembre 2005 Tom Loy, l&#8217;archeologo molecolare ed anatomo-patologo statunitense che per primo ne studiò il DNA, morto nella sua casa di Brisbane (Australia) in circostanze non del tutto chiarite, forse per un incidente domestico.</p>
<p>L’Uomo venuto dal ghiaccio è una delle mummie più antiche del mondo. Non è solo l’antichità, però, a renderlo così prezioso per la scienza, ma anche il tipo di mummificazione. Ötzi, infatti, è una cosiddetta “mummia umida”, chiamata così perché le cellule del suo corpo conservano ancora dell’umidità. Poiché i tessuti sono elastici è possibile innanzitutto sottoporli ad analisi scientifiche. Inoltre, trattandosi di una mummia naturale, il corpo non è stato modificato da trattamenti rituali od altri interventi umani. L’Uomo venuto dal ghiaccio, con il suo equipaggiamento e tutti i suoi indumenti, ci appare oggi come fosse appena stato strappato alla vita.</p>
<p>Insomma la mummia più vecchia e famosa del mondo è un coraggioso eroe preistorico o un bandito d’altri tempi? Il dubbio per ora resta e sembra davvero molto difficile da sciogliere.</p>
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		<title>Apuleio, l&#8217;indubbio mago&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 06:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[apuleio]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>

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		<description><![CDATA[La particolare figura di Apuleio, filosofo e scrittore platonico latino dell&#8217;età imperiale, ha suscitato e continua a suscitare scalpore ed interesse nella critica letteraria. Dai suoi numerosi scritti si evince la sua passione sfrenata per la magia,tanto da essere accusato di stregoneria. Nell&#8217;Apologia, A. giunge a scrivere un&#8217;orazione giudiziaria , per liberarsi dall&#8217;accussa infamante di mago perfido [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La particolare figura di Apuleio, filosofo e scrittore platonico latino dell&#8217;età imperiale, ha suscitato e continua a suscitare scalpore ed interesse nella critica letteraria.</p>
<p>Dai suoi numerosi scritti si evince la sua passione sfrenata per la magia,tanto da essere accusato di stregoneria.</p>
<p> <span id="more-656"></span><br />
Nell&#8217;Apologia, A. giunge a scrivere un&#8217;orazione giudiziaria , per liberarsi dall&#8217;accussa infamante di mago perfido e misterioso; ma anche nella sua opera più conosciuta le Metamorfosi, l&#8217;elemento misterioso rimane. Quest&#8217;opera fu definita da Agostino &#8220;asinus aureus&#8221;, alludendo alla qualità del testo oppure al materiale di cui era fatto l&#8217;asino che assumerà le sembianze di Lucio, il protagonista delle M. </p>
<p>Il punto essenziale del romanzo è da rintracciare nel punto in cui Lucio spinto dalla curiositas,brama dallo sperimentare gli unguenti di una serva. la curiositas è il meccanismo che spinge lucio in situazioni critiche,è volontà di scoprire tutto. Lucio beve un unguento e si trasforma magicamente in un asino. un asino pasciuto, ma raziocinante, con la logica umana! da questo momento in poi l&#8217;asinus aureus è costretto a girovagare per trovare petali di rosa,che gli faranno riottenere sembianze umane. finalmente mangerà le rose,da una processione in onore di Iside.</p>
<p>l&#8217;aspetto misterioso e magico è alla base delle &#8220;metamorfosi&#8221;, in effetti la parola significa proprio oltre la forma umana, oltre la fisicità. E&#8217; sempre qualcosa di magico per l&#8217;uomo proiettarsi oltre la sua fisicità,chissà se Apuleio da buon platonico, non alludesse ad una ultrarealtà&#8230;</p>
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		<title>La misteriosa foresta polacca (FOTO)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/la-misteriosa-foresta-polacca-foto/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 15:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[cerchi nel grano]]></category>
		<category><![CDATA[Parapsicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[Ufo]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[mistero]]></category>
		<category><![CDATA[polonia]]></category>

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		<description><![CDATA[In un piccolo angolo di Polonia occidentale si trova una foresta di circa 400 pini cresciuti ripiegati di 90° alla base del loro tronco. Tutti orientati verso nord. Circondati da una larga foresta di pini perfettamente dritti, questo insieme di alberi curvi, o &#8220;Foresta Storta&#8221;, è un vero mistero. Piantate intorno al 1930, gli alberi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un piccolo angolo di Polonia occidentale si trova una foresta di circa 400 pini cresciuti ripiegati di 90° alla base del loro tronco. Tutti orientati verso nord.<br />
Circondati da una larga foresta di pini perfettamente dritti, questo insieme di alberi curvi, o &#8220;Foresta Storta&#8221;, è un vero mistero.</p>
<p>Piantate intorno al 1930, gli alberi sono cresciuti normalmente per 7-10 anni prima di ripiegarsi in un modo che fa supporre un qualche intervento umano.</p>
<p>Il perché qualcuno abbia intenzionalmente voluto creare una tale distesa di alberi ricurvi è però sconosciuta. Qualcuno, come ci si poteva aspettare, chiama in causa UFO, cerchi nel grano ed esperimenti di armi super segrete.</p>
<p>Abbiamo pubblicato un po&#8217; di foto della misteriosa foresta polacca.. giudicate voi stessi. <span id="more-1127"></span></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/1.jpg" alt="" title="Foresta Misteriosa" class="aligncenter size-medium wp-image-1128" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/2.jpg" alt="" title="Foresta Misteriosa" class="aligncenter size-medium wp-image-1129" /></p>
<p><a href="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/3.jpg" target="_blank"><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/3.jpg" alt="" title="Foresta Misteriosa" class="aligncenter size-medium wp-image-1130" /></a></p>
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		<title>Profezie</title>
		<link>http://www.unknown.it/controinformazione/profezie/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/controinformazione/profezie/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 03:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Profezie]]></category>
		<category><![CDATA[escatologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da una analisi anche solo sommaria della storia delle religioni, risulta piuttosto evidente che pressoché ogni sistema escatologico abbia avuto forti influenze politiche che, spesso, ne hanno determinato le coordinate essenziali. E’, d’altra parte, altrettanto vero che la sovrastruttura politica si inserisce su un substrato dato da un bisogno universale e profondamente umano di “regolazione” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Da una analisi anche solo sommaria della storia delle religioni, risulta piuttosto evidente che pressoché ogni sistema escatologico abbia avuto forti influenze politiche che, spesso, ne hanno determinato le coordinate essenziali.<span id="more-629"></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">E’, d’altra parte, altrettanto vero che la sovrastruttura politica si inserisce su un substrato dato da un bisogno universale e profondamente umano di “regolazione” dell’esistente attraverso meccanismi retributivi e di ritorno ad una palingenesi purificatrice, così come ad un tentativo di controllo del futuro che, per quanto assolutamente irrazionale, fa parte della necessità di costruzione di punti fermi e di eliminazione dell’incertezza (e, conseguentemente, dell’ansia) che alberga in qualunque essere pensante.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Probabilmente, è proprio su questa base che, lungo tutto il corso della storia, spesso sia a discapito delle interpretazioni ufficiali, sia in netta divaricazione con i “testi sacri” delle singole religioni (i quali, nella maggior parte dei casi, non solo non prevedono, ma,<span style="yes;">  </span>addirittura, in qualche modo<span style="yes;">  </span>vietano di fare previsioni escatologiche</span><a name="_ftnref1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[1]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">), le profezie relative ad un eschaton a breve, medio o lungo termine si sono continuamente susseguite, talora in modo imbarazzante e quasi ridicolo, ma sempre come spie di un impulso senza tempo a cercare risposte ad una delle grandi domande dell’esistenza: dove stiamo andando.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Senza pretesa di una quasi impossibile esaustività, possiamo provare, di seguito, a tracciare un quadro delle grandi profezie della fine dei tempi degli ultimi duemila anni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">In ambito ebraico, già nel 44, come riportato da Giuseppe Flavio</span><a name="_ftnref2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[2]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, Teuda, dichiaratosi (e non era certo il primo), Messia, portò 400 uomini a digiunare nel deserto, in attesa dell’“Ora Imminente”, ma la folla venne dispersa dall’esercito di Roma e il finto profeta venne decapitato</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Non fu che l’inizio di una lunga serie di profezie millenariste che, ovviamente, trovavano terreno fertile nello stato in cui il giogo imperiale teneva il Popolo d’Israele e nelle sue miserie post-diasporaiche e a cui non si sottrassero alcuni dai maggiori rabbini nel corso dei primi secoli dell’era cristiana: così Ben Zakkai predisse l’eschaton messianico per l’80 circa; Joshua il Galileo, suo contemporaneo, vedeva l’avvento del Messia entro tre generazioni, all’incirca nel 130; Rabbi Dosa, a fine II secolo, su basi torahiche</span><a name="_ftnref3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[3]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, considerava tale evento possibile entro 400 anni; Rabbi Judah ha-Nasi, nello stesso periodo, calcolava la nuova era come databile 365 anni dopo la distruzione del Tempio mentre Rabbi Hanina, circa un secolo dopo, insegnava che gli anni sarebbero stati 400 da tale evento</span><a name="_ftnref4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[4]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Certamente, i padri della Chiesa delle origini non furono da meno nel “calcolare” l’epoca della Parousia: Ippolito, ad esempio, sulla base del calcolo che “<em>5.500 anni separavano Adamo da Gesù e che il mondo sarebbe dovuto durare 6.000 anni poiché Dio aveva creato tutto in sei giorni per riposarsi il settimo</em>”, dà, nel 234, ancora due secoli di vita all’umanità</span><a name="_ftnref5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[5]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">; <span style="yes;"> </span>Lattanzio, nel III secolo, data infallibilmente il ritorno di Cristo al 500, mentre Ticone, nel IV secolo, lo anticipa al 381</span><a name="_ftnref6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[6]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">L’alto medioevo è, poi, con la sua attenzione ai simbolismi e la sua paura dell’anno mille, tutto un fiorire di predizioni apocalittiche: Aniano</span><a name="_ftnref7" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn7"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[7]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> e Adso da Montier-en-Der</span><a name="_ftnref8" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn8"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[8]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> pensano al giudizio finale nel 950, tra il 965 e il 996 centinaia di cronache</span><a name="_ftnref9" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn9"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[9]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> riportano ondate di terrore legate ad eventi naturali</span><a name="_ftnref10" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn10"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[10]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> o politici</span><a name="_ftnref11" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn11"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[11]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> che, secondo il pensiero del tempo, altro non sono che “annunci apocalittici” e il “Millennio” viene ovunque predicato come “il tempo ultimo per la conversione” (e sarebbe impossibile riportare tutti i manoscritti che ce lo raccontano</span><a name="_ftnref12" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn12"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[12]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">). Anche dopo il passaggio della data fatidica, la ricerca di “segni” non cessa affatto e ogni evento incomprensibile (e, per le scarse conoscenze scientifiche del tempo, essi erano numerosi) viene letto come un possibile “annuncio”: da nuvole a forma di drago</span><a name="_ftnref13" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn13"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[13]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> a una folgore particolarmente violenta</span><a name="_ftnref14" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn14"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[14]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, da una carestia terribile</span><a name="_ftnref15" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn15"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[15]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> a una pioggia rossastra</span><a name="_ftnref16" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn16"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[16]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ogni “portento” riaccende nuove paure e, con esse, nuove cacce ai “nemici di Cristo” in vista della palingenesi (dalla cacciata degli Ebrei in varie città</span><a name="_ftnref17" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn17"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[17]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, alle numerose e cruente campagne antiereticali</span><a name="_ftnref18" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn18"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[18]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Anche il basso medioevo è costellato da profezie millenariste di varia natura. Forse la più famosa è quella del monaco calabrese Gioacchino da Fiore che, nella domenica di Pasqua del 1183, dopo una visione mistica, iniziò a predicare il giudizio universale e l’inizio dell’“Età dello Spirito” per il 1260</span><a name="_ftnref19" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn19"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[19]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ma non si devono dimenticare documenti anonimi come <em>Il Libro dei Cento Capitoli</em> (che, intorno al 1260, afferma che, dì lì a breve, Federico II risorgerà e condurrà l’ultima crociata, quella della Parousia) o la <em>Lettera di Toledo</em> che, a fine XII secolo, ammonisce che entro tre mesi il mondo sarà cancellato e solo pochi eletti saranno risparmiati</span><a name="_ftnref20" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn20"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[20]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, che mantengono vive e pressanti le attese palingenetiche del popolo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Dal canto loro, gli “eretici” e le varie Congregazioni protestanti che si stanno sviluppando, spesso non nascondono le loro credenze millenariste: i Taboriti fissano il “limite” al 1420</span><a name="_ftnref21" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn21"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[21]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, Thomas Müntzer al 1526</span><a name="_ftnref22" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn22"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[22]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, gli Anabattisti al 1533</span><a name="_ftnref23" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn23"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[23]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> e Jan Mattijs al 1534</span><a name="_ftnref24" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn24"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[24]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, normalmente in relazione alla realizzazione di una conversione di massa a partire dal loro credo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="yes;"> </span>Non si deve assolutamente pensare che con i Lumi la tendenza profetica sia cessata, anzi, parrebbe quasi essersi acuita, coinvolgendo anche personaggi assolutamente insospettabili quali Newton, che, in una nota ad una sua ricerca sulla legge di gravità scrive “<em>Cristo sta venendo!</em>”</span></span><a name="_ftnref25" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn25"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[25]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ma è tra ‘800 e ‘900 che si assiste ad una incredibile proliferazione di “profeti” della fine imminente. Ciò che più sconvolge è , nella prima metà del XIX secolo, che tali “profeti” vanno da ciarlatani spiritualisti quali Mary Bateman e Joanna Southcott (che, rispettivamente nel 1809 e nel 1814, ottennero una certa risonanza giornalistica annunciando un eschaton imminente</span><a name="_ftnref26" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn26"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[26]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">), a grandi uomini di Chiesa come John Wesley, fondatore del Metodismo, che, basandosi sull’<em>Apocalisse</em></span></span><a name="_ftnref27" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn27"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[27]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, scrisse che Cristo sarebbe dovuto ritornare nel 1836</span><a name="_ftnref28" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn28"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[28]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, a <span style="yes;"> </span>capi settari quali William Miller, creatore del Millerismo, che calcolò la fine dei tempi tra 1843 e 1844, raccogliendo intorno a sé numerosi seguaci</span><a name="_ftnref29" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn29"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[29]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, a molti altri ancora, incluso quel Charles Piazzi Smyth, ex astronomo reale scozzese che, con il suo <em>Our Inheritance in the Great Pyramid</em>, contribuì, intorno al 1860, alla nascita della piramidologia e che, sulle misure delle grandi piramidi, ritenne di poter fissare la data della fine nel 1960</span><a name="_ftnref30" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn30"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[30]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Il panorama di inizio ‘900 è quasi completamente occupato dalla figura di Charles Russel, un ex milleriano che, come ogni suo predecessore profetico, viene “illuminato da Dio” e, nel 1881, fonda la “Watchtower Bible and Tract Society”, più nota come “Movimento dei Testinoni di Jehova”: nel 1914, la pubblicazione del Movimento, Watchtower</span><a name="_ftnref31" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn31"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[31]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, sulla base di complessi calcoli che riprendono la tradizione ghematriaca e li applicano al <em>Libro di Daniele<a name="_ftnref32" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn32"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[32]</span></strong></span></span></span></a> </em>proclama l’Armageddon per quello stesso anno. Ovviamente nulla accadde, ma ciò non scoraggiò minimamente i leader del gruppo che, in seguito, con sempre nuovi calcoli, ri-profetizzarono la fine del mondo nel <span style="yes;"> </span>1918, 1920, 1925, 1941, 1975 e 1994!</span><a name="_ftnref33" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn33"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[33]</span></span></span></span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="yes;"> </span>Con qualche eccezione (dalla nascita del movimento fine-millenarista chiamato “La Gente di Dio” nella Russia rivoluzionaria del 1917, al successo mondiale del testo <em>The Lord is Coming</em>, del neozelandese Franklin Ferguson, che nel 1920 arrivò alla ventitreesima edizione</span></span><a name="_ftnref34" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn34"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[34]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), a parte i Testimoni di Jehova, le aspettative apocalittiche appaiono mitigarsi nell’arco di tempo tra I Guerra Mondiale e II Dopoguerra, forse a causa delle vicende storiche che riportano le speculazioni su un piano di rischio di distruzione ben più concreto e quotidiano. Di fatto, comunque, a partire dagli anni ’70-‘80 si assiste ad un vero e proprio “rinascimento millenarista”, che fa chiaramente da controcanto alle istanze libertarie che si sviluppano in occidente in quel periodo. Solo per citare gli esempi più eclatanti, possiamo ricordare la nascita dei “Bambini di Dio”, creati dal “profeta” Moses David (“al secolo” David Berg) intorno all’idea che una cometa avrebbe distrutto gli Stati Uniti intorno al 1975 (evidentemente poi cambiando idea quando, nel 1979, predisse la battaglia dell’Armageddon conto le forze comuniste nel 1986 ed il ritorno di Cristo nel 1993</span><a name="_ftnref35" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn35"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[35]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), la diffusione del messaggio escatologico della “Chiesa di Cristo della Vera Luce” sulla fine dei tempi a inizio anni ’70 (con relativi suicidi di massa di adepti</span><a name="_ftnref36" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn36"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[36]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), la predizione da parte di Bill Maupine e della “The Lighthouse Gospel Tract Foundation” di una Parousia il 28 giugno 1981 (sulla base di calcoli sulle profezie cristiane e sui movimenti di Giove, calcoli evidentemente errati, visto che la fondazione fu costretta a rivedere la “data finale” al 14 maggio 1988</span><a name="_ftnref37" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn37"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[37]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), il peculiare allineamento astronomico dei nove pianeti nel 1982 che fece gridare alla fine del mondo non solo gruppi come quelli del “Tara Centers” (che arrivò ad acquistare pagine sui maggiori quotidiani americani per annunciare il ritorno di cristo per il 24-25 aprile)</span><a name="_ftnref38" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn38"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[38]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ma anche stimati scienziati della NASA quali John Gribbin e Stephen Plagemann che, già dal 1974, sostennero che tale particolare configurazione celeste (detta “Effetto Jupiter”) avrebbe portato, con i suoi campi magnetici, ad un eschaton galattico</span><a name="_ftnref39" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn39"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[39]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, e la convinzione di Bhagwan Shree Rajneesh, Guru del movimento Rajneesh, che, nel 1983, predisse una serie di catastrofi (eruzioni, terremoti, inondazioni) che tra 1984 e 1999 avrebbero distrutto le maggiori città del mondo e l’umanità.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">La fine degli anni ’80, poi, vide la enorme diffusione dei vari movimenti New Age, fermi assertori della prossima palingenesi attraverso lo sviluppo di una nuova era di pace e prosperità. Dopo una prima mancata apocalisse fissata da molti autori per la notte tra il 16 e il 17 agosto 1987 (la notte della cosiddetta “Convergenza Armonica”)</span><a name="_ftnref40" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn40"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[40]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, fu il 1988 l’anno su cui si appuntarono gli sguardi di numerosi “futurologi apocalittici”. Così, il ponderoso <em>Hidden Prophecies in the Psalms<a name="_ftnref41" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn41"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[41]</span></strong></span></span></span></a></em> di J.R. Church vende migliaia di copie annunciando la Parusia su basi biblico-filologiche, Colin Deal sale agli onori della cronaca con il bestseller, scritto qualche anno prima, <em>Christ Returns by 1988<a name="_ftnref42" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn42"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[42]</span></strong></span></span></span></a></em> in cui, tra l’altro, si fornisce il numero di telefono di un pastore presbiteriano a cui rivolgersi per ottenere (ovviamente a pagamento) una sorta di “manuale dell’eschaton” dal titolo <em>Handbook of the End Time</em> ed Edgar C. Whisenant ottiene un successo planetario con il suo<span style="yes;">  </span><em>88 Reasons Why the Rapture Will Be in 1988<a name="_ftnref43" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn43"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[43]</span></strong></span></span></span></a></em>, che sarà seguito, l’anno seguente, da <em>89 Reasons why the Rapture is in 1989<a name="_ftnref44" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn44"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[44]</span></strong></span></span></span></a></em>, che, per ovvie ragioni, non bissò neppure minimamente tale successo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Gli anni ’90 vedono una vera e propria escalation nella nascita di gruppi millenaristi, le cui fedi, purtroppo, portano spesso più che al ridicolo sui loro fondatori, a tragedie di vaste proporzioni (come, d’altra parte, era già accaduto nel 1978 quando 912 seguaci della setta del “Tempio del Popolo” del Rev. Jim Jones si erano suicidati in vista dell’eschaton</span><a name="_ftnref45" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn45"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[45]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">). Nel 1991, Louis Farrakhan, leader della “Nation of Islam”, proclama che la I Guerra del Golfo sarà la “guerra dell’Armageddon” e oltre 200 mussulmani americani corrono in difesa della loro religione: molti di loro verranno poi reclutati nelle fila di Al Qaeda</span><a name="_ftnref46" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn46"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[46]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Sempre nel 1991, Menachem Schneerson, un rabbino di origine russa, afferma che il Messia arriverà il 9 settembre di quell’anno e oltre 300 famiglie vendono tutto quello che anno e si trasferiscono nel deserto del Negev in attesa dell’evento</span><a name="_ftnref47" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn47"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[47]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Nel 1992, David Koresh (al secolo Vernon Wayne Howell), “messia” del gruppo Avventista dei “Davidiani”, cambia il nome della sua comune da “Mt. Carmel” a “Ranch Apocalypse”, convinto com’è che la fine del mondo (fissata per il 1995) avrà inizio da lì, ma, accusato di attività sovversive, circonvenzione d’incapace e stupro di minorenni, viene circondato da forze federali statunitensi e, dopo 51 giorni di assedio, ordina ai suoi adepti di dar fuoco alla fattoria, provocando 76 morti</span><a name="_ftnref48" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn48"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[48]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Nello stesso anno, la setta coreana della “Mission For The Coming Days” e il “Movimento Hyoo-go” americano annunciano la fine per l’ottobre di quell’anno, con il risultato, rispettivamente, di 50 e 36 suicidi</span><a name="_ftnref49" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn49"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[49]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Continua, nel frattempo, la pubblicazione di testi che, tra riferimenti scritturali, calcoli astronomici e stravaganze numerologiche, proclamano fini imminenti: si va da <em>1994 the Year of Destiny<a name="_ftnref50" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn50"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[50]</span></strong></span></span></span></a></em> di F. M. Riley a <em>Are You Ready?<a name="_ftnref51" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn51"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[51]</span></strong></span></span></span></a> </em>di Harold Camping, a <em>The Return of Jupiter: End of the World in the Light of the Bible</em></span></span></span><a name="_ftnref52" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn52"><span class="MsoFootnoteReference"><em><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[52]</span></strong></span></span></span></em></span></a><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"> di Kenneth Wong e molti altri, tutti di successo e tutti, immancabilmente, smentiti dai fatti.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Né si può parlare di un fenomeno unicamente “occidentale” e in particolare americano. Nel 1997, dopo aver analizzato una serie impressionante di profezie (da quelle di Nostradamus a quelle di alcuni santi ortodossi), lo scienziato siberiano Vladimir Sobolyovhas della Rerikh Academy, annunciò che entro un paio d’anni l’asse terrestre sarebbe scivolata di almeno 30° , con cataclismi enormi (in particolare l’“innondazione dell’Armageddon”), che sarebbero terminanti solo con l’intervento di alcuni alieni nascosti nella IV dimensione</span><a name="_ftnref53" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn53"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[53]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> (una tesi, questa degli “alieni-salvatori”, cara a molte sette religiose, dai “Cavalieri Sacerdotali della Sicurezza Nazionale” ai “Raeliani”</span><a name="_ftnref54" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn54"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[54]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">); sempre in quell’anno, il gruppo shintoista radicale giapponese “Aum Shinri Kyo” proclama la fine dei tempi entro pochi mesi (e, in seguito, i suoi 3000 membri verranno accusati di produrre gas nervino per accelerare l’evento)</span><a name="_ftnref55" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn55"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[55]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> e i membri del gruppo ebraico eterodosso “Temple Mount and Land of Israel Faithful Movement” tentano di salire sul Monte del Tempio per essere “portati via” da esseri di altri mondi prima del Giudizio Universale, ma vengono bloccati dalla polizia israeliana dopo duri scontri (20 ottobre 1997)</span><a name="_ftnref56" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn56"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[56]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">; nel 1998, infine, la setta taiwanese buddhista guidata da Heng-ming Chen annuncia la fine dei tempi per il 31 marzo e invita tutti i suoi adepti nel mondo a sintonizzarsi sul canale televisivo 18, da cui Dio avrebbe trasmesso il suo proclama finale</span><a name="_ftnref57" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn57"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[57]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">. Con ogni probabilità ciò non accadde perché Dio si rifiutò di comparire sul canale 18 statunitense, di proprietà del “Playboy Network”…</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">L’ultima grande ondata apocalittica ha avuto luogo in occasione dell’arrivo del III millenio, per lo più sulla base dell’idea di un “mille e non più mille”, che, curiosamente, ha messo d’accordo “profeti” di diverse religioni nel ritenere l’eschaton assolutamente imminente e nel portare alcuni fanatici a compiere azioni disperate. Così, Jacob Yisrael, ex kibbuzim ora a capo della setta ultrareligiosa “House of Yahweh”, ritiene il 2000 l’anno in cui il Tempio verrà ricostruito e, con 3000 seguaci, viene fermato poco prima di occupare la Spianata della Moschea di Gerusalemme; il “Sukyo Mahikari”, un’ala oltranzista e para-nazista della setta “Aum Shinrikyo” (famigerata per il suo attacco con gas sarin nella metropolitana di Tokyo) diffonde pamphlet che inneggiano ad una “apocalisse di sangue” e compie numerosi atti di anti-semitismo prima di venire bloccata dalla polizia; in Oklahoma, un gruppo fondamentalista para-militare guidato dall’ex pastore menonita Robert Millar, proclama il “Millenio” e si asserraglia nella cittadella fortificata di Elohim City per difendersi da una presunta “guerra venuta dall’Asia”, prima di essere sciolto (con l’arresto di un centinaio di suoi appartenenti): dalle perquisizioni che seguono, emerge che Timothy McVeigh, l’attentatore di Oklahoma City, era in contatto continuo con il “pastore” Millar</span><a name="_ftnref58" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn58"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[58]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Si tratta certamente di casi estremi, ma essi formano solo la punta dell’iceberg di un movimento imponente: la lista dei gruppi cristiani che hanno annunciato la fine dei tempi per il 2000, citando passi biblici, menzionando l’allineamento planetario del maggio di quell’anno, credendo nell’inizio di una III Guerra Mondiale provocata dall’Islam, vedendo addirittura nel “millenium bug” il segno dell’Anticristo</span><a name="_ftnref59" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn59"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[59]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;"> è talmente lunga che, da sola, potrebbe riempire interi volumi.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">E, una volta superata anche questa “data fatidica” (con paure che, sulla base, per altro assolutamente razionale, della non esistenza di un “anno 0”, sono perdurate fino a tutto il 2001), il gioco delle “predizioni millenariste” non appare essersi ancora concluso: praticamente ogni anno successivo ha avuto i suoi “profeti” ad indicarlo, per una ragione o per l’altra, come l’ultimo dell’umanità e, recentemente, l’attenzione sembra essersi appuntata particolarmente sul 2012, l’anno indicato da alcune “interpretabili” profezie precolombiane come l’ultimo del ciclo cosmico</span><a name="_ftnref60" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn60"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[60]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Cosa pensare di questa sterminata schiera di profezie escatologiche che si sono susseguite non corso dei secoli? Siamo forse di fronte ad una sorta di psicosi collettiva? La risposta a questa domanda è, come spesso succede, duplice. Indubbiamente, infatti, quando ci troviamo di fronte a proclami e azioni che dimostrano tratti, talora molto avanzati, di isteria, di desiderio thanatico, di auto ed etero distruttività, rientriamo certamente nel quadro di una patologia</span><a name="_ftnref61" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn61"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[61]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, ma, di base, non possiamo liquidare semplicisticamente il desiderio inconscio di milioni di persone di conoscere cosa accadrà in futuro, di sperare in una palingenesi, di credere nell’esistenza di una giustizia retributiva che un giorno si concretizzerà come il frutto di un disturbo coscienziale.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">La frequenza con cui le profezie millenariste si sono susseguite nel corso della storia, ci parla di un elemento profondamente radicato nell’animo umano, ma ci dice anche molto di più. Se, infatti, osserviamo, come fatto fino a questo momento, i punti di maggior ripetitività dei fenomeni profetici, risulta chiaro che essi corrispondono sempre a momenti di particolare drammaticità sociale per i gruppi da cui i profeti provengono, siano essi gruppi etnici (con lo pseudo-mesianismo ebraico), religiosi (con le predizioni della Parusia proto cristiane) o, semplicemente, gruppi emarginati (o auto-emarginati) da un sistema di pensiero dominante.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Ecco, dunque, che l’annuncio dell’eschaton non risulta mai unicamente il grido di dolore dell’animo umano che cerca nell’“oltre” ciò che non trova nell’esistente, ma anche il grido di una denuncia sociale e politica contro una condizione vissuta come avversa</span><a name="_ftnref62" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn62"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[62]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="13pt;"><span style="Times New Roman;"> </span></span></p>
<div style="footnote-list;"><span style="Times New Roman;"></p>
<hr size="1" /></span></div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Si pensi, in tal senso anche solo ai ben conosciuti passi evangelici: “<em>Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa</em>” (Mt.24:43) e “<em>Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c&#8217;è in essa sarà distrutta</em>” (2Pt.3:10)</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">Giuseppe Flavio, <em>Antichità Giudaiche</em>, XVIII</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">Gen. 15:13</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[4]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Abrahamovitz, <em>Prophecies of the Messiah</em>, Columbus Press, 1994, pp. 118-146 passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[5]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Y. Rubinsky, I. Wiseman, <em>A History of the End of the World</em>, Morrow 1982, pp. 79-82</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref6"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[6]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> L. Martin, <em>Date Setters</em>, in &#8220;Guardian of Truth&#8221;, 15 Sett. 1994, pp. 36 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn7" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref7"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[7]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> In P. Blanc (a cura di),”<em>Nouvelle Prose sur le Dernier Jour, Composée avec chant noté, vers l&#8217;An Mille&#8230;</em>”, Mémoires de la Société Archéologique de Montpellier, 2 (1850)</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn8" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref8"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[8]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> A. da Montier-en-Der, <em>Trattato sull&#8217;Anticristo</em>, in C. Carozzi, <em>La fin des temps: Terreurs et prophéties au Moyen Age</em>, Stock 1982, pp.186-94</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn9" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref9"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[9]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Anonimo, <em>Gesta Episcoporum Leodensium</em>, MGH SS IX, p.202; AA.VV., <em>Annales de Saint Florent de Saumur</em>, Sigebert of Gembloux, <em>Chronicon universale</em> c.1114, PL 160 c.194,<span style="yes;">  </span>Thietmar IV, 19; <em>An. Quedl. ad an. 993</em>, MGH SS III, 69 et <em>Annales Augustani</em>, ibid. p.124; AA.VV., <em>Annales Quedlinburgenses</em>, MGH SS, III p.94; Abbo of Fleury, <em>Apologeticus ad Hugonem et Rodbertum Reges Francorum</em>, London, BM 10972, f.22v; PL 139 c.471-2, solo per citarne alcuni.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn10" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref10"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[10]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Ad esempio il passaggio della cometa di Halley. </span><span lang="EN-US">Vd. P. Moore and J. Mason, <em>The Return of Halley&#8217;s Comet</em>,<span style="yes;">  </span>Cambridge University Press, 1984, p.46 e passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn11" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref11"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[11]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Come la fine della dinastia carolingia. </span><span lang="EN-US">Vd. E. H. Kantorowicz, <em>King&#8217;s Two Bodies: A Study in Mediaeval Political Theology</em>, Princeton University Press 1957, passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn12" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref12"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[12]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Va, comunque, ricordato che, di per sé, la paura dell’anno 1000<span style="yes;">  </span>e la conseguente predicaziona apocalittica è propria unicamente delle aree con forte presenza monastica, dal momento che, in realtà, le nozioni cornologiche del popolo erano molto scarse e ben pochi membri del contado si rendevano conto di essere nell’anno chilliastico, tanto che, in relazione a quella che, secondo la storiografia ottocentesca, doveva essere una ossessione diffusa, le fonti che ne trattano risultano, per quanto numerose, ancora molto poche per pensare ad una psicosi globale. </span><span lang="EN-US">Vd. A.Stomper, <em>The Fear for Year 1000</em>, Ambrose Press, 1997, pp. 21 ss. </span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn13" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref13"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[13]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> AA.VV., <em>Chronicon Sci. Petri Vivi</em>, p.107 n.7</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn14" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref14"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[14]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Anonimo, <em>Gesta episcoporum Cameracensium</em>, 1.114; MGH SS 7.451</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn15" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref15"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[15]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> AA.VV., <em>Annales Leodinienses and Laubienses</em>, MGH SS IV, p.18</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn16" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref16"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[16]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Anonimo, <em>Annales Quedlinbourgenses ad an. 1009,</em> MGH SS 3.80, p.4</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn17" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref17"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[17]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Ad esempio da Maintz nel 1014. </span><span lang="EN-US">Vd. <em>Annales Quedlinburgenses</em>, MGH SS, III p.82-3</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn18" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref18"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[18]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Particolarmente feroci in Italia, Gallia, Ungheria e Grecia, come si evince dal manoscritto di<span style="yes;">  </span>Gerard of Csanád, <em>Deliberatio Supra Hymnum Trium Puerorum</em>, IV, ll.447-75</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn19" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref19"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[19]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> <span style="yes;"> </span>E.E. Dubruck, B.I. Gusick, <em>Death and Dying in the Middle Ages</em>, Peter Lang Publishing<span style="yes;">  </span>1999, pp. 311 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn20" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref20"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[20]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> P. Boyer, When <em>Time Shall Be No More: Prophecy Belief in Modern American Culture</em>, The Belknap Press of Harvard University 1992, p. 53-55</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn21" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref21"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[21]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> <em>Ivi</em></span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn22" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref22"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[22]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Renfield, <em>Millenarism and Rebellion between Middle Ages and Renaissance</em>, LeDuc University Press 1997, pp. 92 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn23" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref23"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[23]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> <span style="yes;"> </span>L.Martin, <em>Citato</em></span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn24" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref24"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[24]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> G.K. Waite, <em>David Joris and Dutch Anabaptism 1524-1543</em>, Wilfrid Laurier University Press 1990, pp.62-63</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn25" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref25"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[25]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">Riportato da L.Martin, <em>Citato</em></span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn26" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref26"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[26]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><em><span style="IT;">Ivi</span></em></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn27" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref27"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[27]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Apoc. 12:14</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn28" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref28"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[28]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A. M. Morris, <em>Prophecies Unveiled or Prophecy: A Divine System</em>, Kessinger Publishing Co. 2003, p. 361</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn29" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref29"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[29]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> B. J. Oropeza, <em>99 Reasons Why No One Knows When Christ Will Return</em>,<span style="yes;">  </span>IVP publishing 1994, pp.79-81</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn30" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref30"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[30]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H.A. Bruck, <em>The Peripatetic Astronomer, The Life of Charles Piazzi Smyth</em>, Taylor &amp; Francis 1988, pp. 141 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn31" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref31"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[31]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Edito anche il Italia con il nome di “Torre di Guardia”</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn32" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref32"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[32]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> In particolare al capitolo XIV</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn33" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref33"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[33]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> S.Peters, <em>Judging Jehova Witnesses</em>, University Press of Kansas 2000, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn34" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref34"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[34]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Croyger, <em>XX Century Will Be the End: Millanarian Expectations in the Last Century</em>, Armwell Press 2002, pp. 38 e 46</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn35" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref35"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[35]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> D. Davis, <em>The Children of God: The Inside Story By the Daughter of the Founder, Moses David Berg</em>, Marshall Pickering 1985, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn36" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref36"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[36]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Allen, <em>Pathological Eschatology</em>, AlphaPress 2001, p.176</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn37" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref37"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[37]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> G. DeMar, <em>The Debate Over Christian Reconstruction</em>, Dominion Press 1988, pp. 146 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn38" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref38"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[38]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H.O’Brien, <em>Apocalypse Now: False Prophets in the Age of<span style="yes;">  </span>Technology</em>, Admiral Press 2001, pp. 83-84</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn39" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref39"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[39]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> “Newsweek”, 16 settembre 1974, p.41</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn40" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref40"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[40]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> K.J. Lau, <em>New Age Capitalism: Making Money East of Eden</em>, University of Pennsylvania Press 2000, pp.96-97</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn41" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref41"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[41]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> J.R. Church, <em>Hidden Prophecies in the Psalms: I Will Open My Dark Saying Upon The Harp &#8211; Psalm 49:4</em>, Prophecy Publications 1986, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn42" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref42"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[42]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C.H. Deal, <em>Christ Returns by 1988: 101 Reasons Why</em>, Colin H. Deal Publisher 1981, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn43" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref43"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[43]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> E.C.Whisenant, <em>88 reasons Why The Rapture Will Be in 1988: The Feast of Trumpets (Rosh Hash-Ana) September, 11-12-13</em>, World Bible Society 1988, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn44" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref44"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[44]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> E.C.Whisenant, <em>89 reasons Why The Rapture Will Be in 1989. The Final Shout: Rapture Report 1989</em>, World Bible Society 1988, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn45" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref45"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[45]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> A tal proposito vd. J. Jr. </span><span lang="EN-US">Reston, <em>Our Father Who Art in Hell: The Life and Death of Jim Jones</em>, IUniverse 2001, passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn46" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref46"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[46]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> R.Singh, <em>The Farrakhan Phenomenon: Race, Reaction, and the Paranoid Style in American Politics</em>, Georgetown University Press 1997, pp. 310 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn47" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref47"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[47]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> T. Tomasella, <em>Deceivers and False Prophets Among Us</em>, AuthorHouse 2005, pp.263 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn48" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref48"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[48]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.A. Hibbert, <em>Before the Flames: Story of David Koresh and the Davidian Seventh-Day Adventists</em>, Seaburn Publishing 1996, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn49" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref49"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[49]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">T. Tomasella, <em>Citato</em>, pp.274 ss.</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn50" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref50"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[50]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> F.M.Riley, <em>1994 the Year of Destiny</em>, Marling Press 1993, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn51" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref51"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[51]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H.Camping, <em>Are You Ready?</em>, Vantage Press 1993, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn52" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref52"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[52]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> K.Wong, <em>The Return of Jupiter: End of the World in the Light of the Bible</em>, Dorrance Publishing Co. 1996, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn53" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref53"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[53]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C.Colson, J.S. Bell Jr., <em>Lies That Go Unchallenged in Popular Culture</em>, Tyndale House Publishers 2005, pp. 311-318</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn54" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref54"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[54]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> In proposito vd. C.Rockhill, <em>Savers from the Stars</em>, Abelson 2007, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn55" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref55"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[55]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> T.LaHaye, <em>Babylon Rising: The Edge of Darkness</em>, Bantam 2008, pp. 88-91</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn56" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref56"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[56]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C.Rockhill, <em>Citato</em>, pp. 263-264</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn57" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref57"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[57]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> <em>Ivi</em>, p.277</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn58" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref58"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[58]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C. Catherwood, J. DiVanna, <em>The Merchants of Fear: Why They Want Us to be Afraid</em>, The Lyons Press 2008, pp. 85-103 passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn59" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref59"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[59]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><em><span style="IT;">Ivi</span></em><span style="IT;">, passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn60" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref60"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[60]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">J. Oropeza, <em>Citato</em>, pp. 207 ss.</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn61" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref61"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[61]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> R. Martin, <em>The Last Things: Death, Judgment, Hell, Heaven</em>, Ignatius Press 1998, pp.111 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn62" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref62"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[62]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H. Schwarz, <em>Eschatology</em>, Wm. B. Eerdmans Publishing Company 2001, p.14</span></span></p>
</div>
<p><map name='google_ad_map_629_05458d914eeef760'>
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		<title>Milano: Il Sacro Nemeton della Grande Madre</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Romanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni popolari]]></category>
		<category><![CDATA[grande madre]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[sacro]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano viene spesso considerata solo come una grande metropoli senza storia ove ogni giorno si spostano centinaia di migliaia di persone in un travolgente e caotico movimento che spesso, con il suo turbinio, sembra voler escludere il passato della città, il momento in cui un sacro Nemeton tra gli ombrosi territori insubri divenne una grandiosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano viene spesso considerata solo come una grande metropoli senza storia ove ogni giorno si spostano centinaia di migliaia di persone in un travolgente e caotico movimento che spesso, con il suo turbinio, sembra voler escludere il passato della città, il momento in cui un sacro Nemeton tra gli ombrosi territori insubri divenne una grandiosa città. Sarà così che, prima di parlare dei misteriosi segreti racchiusi tra le mura cittadine, partiremo proprio dalla sua mitica fondazione e dal suo stesso nome, che, come novello Virgilio, ci guiderà alla scoperta di antiche memorie sopite tra i tumulti quotidiani della metropoli. Le origini di Milano si perdono nella notte dei tempi, le prime notizie storiche della città ci vengono tramandate da Tito Livio che ne parla nel V libro della sua Storia di Roma <span id="more-455"></span></p>
<p>“…Mentre a Roma regnava Tarquinio Prisco, il supremo potere dei Celti era nelle mani dei Biturigi [da bitu "mondo”e rix, "re" n.d.A.]; questi mettevano a capo di tutti i Celti un re. Tale fu Ambigato, uomo assai potente per valore e ricchezza, sia propria che pubblica, perché sotto il suo governo la Gallia fu così ricca di prodotti e di uomini da sembrare che la numerosa popolazione si potesse a stento dominare. Costui, già in età avanzata, desiderando liberare il suo regno dal peso di tanta moltitudine, lasciò intendere che era disposto a mandare i nipoti Belloveso e Segoveso, figli di sua sorella, giovani animosi, in quelle sedi che gli dèi avessero indicato con gli àuguri. A Segoveso fu quindi destinata dalla sorte la Selva Ercinia, a Belloveso gli dèi indicarono una via ben più allettante, quella verso l’Italia. Quest’ultimo portò con sè il sovrappiù di quei popoli, Biturigi, Averni, Edui, Ambani, Carnuti, Aulerci. Partito con grandi forze di fanteria e cavalleria, giunse nel territorio dei Tricastini. Di là si ergeva l’ostacolo delle Alpi; e non mi meraviglio certo che esse siano apparse insuperabili, perché nessuno le aveva ancora valicate (&#8230;) Ivi, mentre i Galli si trovavano come accerchiati dall’altezza dei monti e si guardavano attorno chiedendosi per quale via mai potessero, attraverso quei gioghi che toccavano il cielo, passare in un altro mondo, furono trattenuti anche da uno scrupolo religioso, perché fu riferito loro che degli stranieri in cerca di terre erano attaccati dal popolo dei Salvi. Quegli stranieri erano i Marsigliesi, venuti per mare da Focea. I Galli, ritenendo tale circostanza un presagio del loro destino, li aiutarono a fortificare, nonostante la resistenza dei Salvi, il primo luogo che essi avevano occupato al loro sbarco. Essi poi, attraverso i monti Taurini e la valle della Dora, varcarono le Alpi; sconfitti in battaglia i Tusci non lungi dal Ticino, avendo sentito dire che quello in cui si erano fermati si chiamava territorio degli Insubri, lo stesso nome di un pagus degli Edui, accogliendo l’augurio del luogo, vi fondarono una città che chiamarono Mediolanum…”</p>
<p>In realtà il racconto di Livio, forse a sua volta riportato dalle memorie di qualche storico locale, posticiperebbe di molto la reale data di fondazione della città, ponendola tra il 616 e il 579, il periodo in cui regnò appunto Tarquinio Prisco. La descrizione del viaggio di Belloveso inoltre, più che uno spostamento alla conquista di nuove terre, idea alquanto improbabile, sembra quasi essere la narrazione di uno spostamento rituale le cui origini troviamo nelle antiche tradizioni del nomadismo indoeuropeo e che si tenevano di solito in Primavera, nei giorni prossimi a Beltane, una delle più importanti feste celtiche. L’etimologia di “Beltane” è alquanto controversa, essa deriverebbe dal termine irlandese “bealtaine” o dallo scozzese “Bealtuinn” provenienti a loro volta dalle arcaiche parole “tene” e “bel”, la stessa radice da cui proverrebbe il nome del condottiero Bellisario e che si rifarebbe ad un antico dio gallese della pastorizia conosciuto sotto i nomi di Belinos. Ecco così che, guardando con occhi critici il racconto di Livio si potrebbe ipotizzare che in un periodo imprecisato un gruppo di guerrieri e sacerdoti celtici, guidati da un suddito-guerriero di Bel, nome che da così carisma al personaggio rendendolo appunto un semidio, iniziarono un viaggio-rituale verso un luogo sacro, un Medhelan.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-456" title="Pozzo di San Calogero" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/romanazz-luog3_1.jpg" alt="" width="500" height="711" /><br />
Questa idea potrebbe essere supportata anche da altre considerazioni, infatti Belloveso, si stanzierebbe nel territorio degli Insubri, cosa abbastanza difficile da credere, soprattutto se poi si parla di una fondazione di una città. E’ molto più probabile così che il borgo già esistesse, fondato attorno al II sec. a.C. proprio dal popolo degli Insubri che, penetrando nell’area padana, scacciò le popolazioni autoctone dei liguri. Ed ecco che per cercare le tracce della vera origine di Milano dobbiamo farci aiutare da ciò che di nascosto c’è nel suo nome, derivante per gli storici dal termine latino “mediolanum”, cioè medius planum, il “paese in mezzo alla piana”, descrizione che ben si accosterebbe alla città. In realtà molte altre sono le ipotesi che ci aprono anche altre considerazioni, infatti il nome potrebbe provenire dalla lingua celtica, da Mid-land, la città in mezzo o ancora da Mid-Lan, la città in mezzo alle acque, o la città delle acque, idea non del tutto improbabile dato che il borgo si trovava in una zona ricchissima di acqua o proprio da Medhelan, dove medhe sta per &#8220;centro&#8221; e lanon significa &#8220;santuario&#8221;, il “centro sacro”, l’Omphalos delle regioni iperboree, l’idea di una proiezione in terra di un centro celeste, il “loco” ove dimorano gli dei. Questo ci riporta così ad antichi culti legati alla grande madre, la dea delle acque, e a Milano il suo tempio sacro ove si recavano druidi e guerrieri. Seguendo così questa idea troviamo sempre nuovi e più interessanti indizi, come la scrofa-semilanuta, primo simbolo della città. La leggenda narra che quando Belloveso giunse in queste terre, chiamò dei saggi perché consultassero gli dei e si facessero suggerire dove costruire la città, e l’oracolo suggerì che sarebbe stata una scrofa semilanuta a segnare il luogo di fondazione del borgo. La scelta dell’animale non è per nulla casuale, infatti la scrofa bianca è da sempre animale totemico della grande madre, il suo simbolismo ctonio è poi anche legato alla dea celtica Belisama, la bianca signora delle acque. Come di incanto si aprono così nuove simbologie e rituali legati ad un antico culto mai del tutto scomparso, una religione che, come mistico filo di Arianna ci porta tra le vie della città alla ricerca dei suoi sacri luoghi di sapere, i Medhelan di un popolo che ancora oggi ci ricorda della sua presenza. Seguendo così questo culto delle acque a cui era dedicato il centro sacro arriviamo alla chiesa di S. Calogero, forse uno dei luoghi più antichi della città, ove scavi della seconda metà dell’ottocento portarono alla luce quello che presumibilmente poteva essere un tumulo golaseciano di forma circolare databile tra IX e VIII sec. a.C. con chiari caratteri rituali. Infatti questi tipi di costruzioni permettevano la condensa della brina che si accumulava durante la notte tra le pietre, il vitreo umore della dea che garantisce la vita e la fertilità. Oltre a questo ritrovamento nella stessa zona è presente un altro pozzo ove, secondo la leggenda, fu affogato San Calimero, santo che da il nome alla omonima chiesetta. In realtà si tratta di un chiaro esempio di sovrapposizione di culti, un modo da parte della religione cristiana di esorcizzare antichi ricordi mai del tutto sopiti. La leggenda racconta infatti che Calimero venne affogato in un pozzo dell’area sacra al dio Belenos perché voleva distruggerlo, leggenda che ci viene riproposta anche in altri luoghi della città.</p>
<p>Milano e il culto dei Magi</p>
<p>Nel nostro viaggio nelle tradizioni e nei miti milanesi non si può non soffermarsi su tre misteriose figure i cui ricordi ancora oggi sono presenti nella antica chiesa di Sant’Eustorgio: i re Magi. La leggenda narra che i resti mortali dei tre sovrani furono recuperati in India da Sant’Elena e poi portati a Costantinopoli da dove poi, nel 1034, furono trasportate a Milano e depositate proprio nella chiesa di Sant’Eustorgio ancora oggi luogo di pellegrinaggio. In realtà il sepolcro, che oggi si può ammirare insieme alla lastra tombale sulla quale è incisa la stella ad otto punte, è vuoto dal 1162, quando Federico Barbarossa, dopo aver sconfitto Milano, portò a Colonia le sacre reliquie, ma c‘è ancora chi sostiene che le “sacre ossa” sian nascoste da qualche parte nel capoluogo lombardo.</p>
<p>E’ così seguendo la scia di una mistica cometa che andremo alla ricerca delle vere origini dei tre magi, una origine che nasce in terre esotiche e che narra di stelle annunciatrici, di una miracolosa nascita e di tre mitici sovrani che si misero in cammino per venerare il nuovo Salvatore.</p>
<p>I tre re non sono molto nominati nelle Sacre Scritture, essi vengono citati inizialmente solo nel Vangelo di Matteo (2,1-12) da cui però non abbiamo molte informazioni, nè i loro nomi, nè il loro numero e il luogo di provenienza che è indicato genericamente “da Oriente”.</p>
<p>In tutto questo silenzio fonti importanti diventano i Vangeli apocrifi e tra questi in particolare “il libro della Caverna dei Tesori” e l’“Historia Trigum Regum” di Giovanni da Hildesheim.</p>
<p>La vicenda dei tre re è legata alla “stella” annunciatrice, l’evento celeste che comunicava la nascita del Salvatore. Molte sono le ipotesi su cosa sia realmente questa stella, per alcuni si tratterebbe di una Nova o Supernova, fenomeno che però non si poteva ripetere lungo il cammino dei Magi come invece ci narra la tradizione. Un’altra ipotesi è quella della cometa, alcuni l’hanno identificata con quella di Halley ma oggi sappiamo che essa si ripropone ogni 76 anni e quindi sarebbe passata attorno al 12 a.C. data piuttosto lontana da quella indicata da Dionigi il Piccolo per la nascita del Cristo.</p>
<p><a href="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/romanazz-luog3_2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-457" title="Reliquia Re Magi Basilica Sant'Eustorgio" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/romanazz-luog3_2.jpg" alt="" width="500" height="779" /></a>Molto più probabile è che più che una stella si fosse trattato di una congiunzione e in particolare la congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci. Secondo calcoli fatti da Keplero nel 7 a.C. questa congiunzione si sarebbe verificata ben 3 volte , il 28 maggio, il 1 ottobre e il 5 dicembre, fenomeno che bene avrebbe potuto, con la sua ripetitività, guidare i magi nella loro cerca. Tutto questo non solo è importante dal punto di vista della datazione dell’evento, ma fa sorgere altre considerazioni. Infatti i segno segreto con il quale i cristiani si riconoscevano durante le persecuzioni era il pesce, quando due di essi si incontravano uno di loro tracciava metà del segno e l’altro lo completava.</p>
<p>Del resto la parola Nazareni, oltre che abitanti di Nazareth significava “piccoli pesci”, e i seguaci di Gesù erano appunto i Nazareni.</p>
<p>Torniamo ai Magoi, per conoscere il loro rango e dunque l’appellativo di Re dobbiamo tornare al “libro della Caverna dei Tesori” ove essi vengon definiti “re figli di re”. Anche il numero dei magi non è chiaro, se ci rifacciamo a testi apocrifi come il “Vangelo dell’Infanzia Armeno” troviamo che “..questi magi eran tre fratelli..”</p>
<p>Il numero 3 ha una forte valenza simbolica, per alcuni indicherebbe le tre razze umane, la semitica, la cannitica e la jafetica, rispettivamente discendenti dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafef. Probabilmente , però, il 3 ha un altro significato, infatti nell’antico Egitto , “omphalos della Divin Sapientia”, il tre, pronunciato Khem, era legato ai moti lunari e in particolare rappresenterebbe “la manifestazione nel concreto dell’Uno trascendente , il dio che da trascendente diventa appunto immanente e questo ben si lega alle vicende del Cristo, il Dio che si è fatto uomo. Un altro aspetto importante dei magi è il loro nome, secondo le tradizioni Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ma non tutte le fonti sono concordi. Se esaminiamo l’etimologia degli stessi troviamo alcuni suggerimenti, Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la regione di provenienza di quest’ultimo, Melechior deriverebbe da Melech, che significa “re” e infine Gasparre, per i greci Galgalath, signore di Saba.</p>
<p>Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:</p>
<p>“..in Persia è la città che è chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque..”</p>
<p>La città citata da Marco Polo non sarebbe proprio la mitica Saba , ma Sawah, antica città persiana dalla quale, secondo il viaggiatore, partirono i tre re.</p>
<p>Per capire così chi fossero davvero questi tre mitici personaggi dobiamo un attimo soffermarci sul culto del Cristo, tralasciando eventuali similitudini tra le divinità arboree e il Salvatore importante in questa sede è sottolineare il forte legame tra il Gesù e il sole, lo stesso 25 dicembre, data poi istituita dalla Chiesa come giorno di nascita del Messia per allontanare pericolose e devianti festività pagane ben radicate nella comunità, coincideva con il dies natalis soli e del resto un dio nato nel solstizio d’inverno e resuscitato all’equinozio di primavera non può non essere una divinità solare. Questa idea è ben supportata da numerose leggende e tradizioni tra cui quella dei doni del Bambino ai magi. Si narra infatti che prima di partire per tornare in patria i tre Re ricevettero dalle mani del Salvatore e della Vergine alcuni doni, una pietra staccata dalla mangiatoia, un pane e le fasce nella quali era avvolto il Cristo. In tutti e tre i casi, una volta raggiunto il regno d’origine, dai doni si sprigionò uno strano “fuoco sacro” che, appunto, ben ricorda gli antichi rituali legati appunto all’astro, al culto di Zarathustra e successivamente ai “falò di gioia” che dovevano portare sulla terra quel calore dell’astro proprio nel periodo in cui esso tendeva a scomparire e morire per poter poi risorgere, tradizione che ritroviamo anche nell’usanza ancora oggi presente in molte nazioni “ceppo natalizio”.</p>
<p>Potremmo così azzardare una ipotesi:</p>
<p>Originari dell’altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e successivamente sacerdoti di Mazda. Seguendo la lettura del cielo, avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro “Saosayansh”, il Salvatore universale, diventando così loro stessi “coniuctio” tra la nuova religione nascente e i culti misterici orientali come il mazdaismo e il buddismo, dunque adoratori di quel nuovo culto “solare e maschile” che affonda le sue radici in rituali ben più antichi e che pian piano sarebbero stati cancellati dalla “nuova” religione. Nell’atmosfera buia della chiesa di Sant’Eustorgio una pietra tombale con sopra incisa una stella rimane unico monito all’ignaro visitatore di un passato mai del tutto sopito.</p>
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		<title>Lilith e il lilium</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 10:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Antonietta Pirrigheddu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Si diceva che la dea sumera Lilith, con ali e zampe di gufo, di notte rapisse i bambini dalle loro culle. Ma in origine Lilith era la protettrice delle donne durante il parto e dei neonati. Solo dopo la transizione patriarcale fu demonizzata e trasformata in una perfida rapitrice di bambini. (Vicky Noble, Il risveglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 15pt 11.35pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><em><span lang="IT">Si diceva che la dea sumera Lilith, con ali e zampe di gufo, di notte rapisse i bambini dalle loro culle. Ma in origine Lilith era la protettrice delle donne durante il parto e dei neonati. Solo dopo la transizione patriarcale fu demonizzata e trasformata in una perfida rapitrice di bambini.</span></em><span lang="IT"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 36pt; text-align: right; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%" align="right"><span lang="IT">(Vicky Noble, <em>Il risveglio della Dea</em>)<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span id="more-50"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> Secondo le varie mitologie, tutte risalenti a poche migliaia di anni fa (cioè in epoca già patriarcale), Lilith è un demone, moglie di demoni e madre di demoni (i Lilim). Perciò è stata spesso associata alle streghe, in senso negativo. Ma è la mitologia ebraica che ci consente di far luce sulla visione che abbiamo di lei.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (quindi precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché <strong><em>si rifiutò di obbedire al marito</em></strong>. Sta qui la chiave del mistero: Lilith è l’archetipo della donna libera, non sottomessa all’uomo e al suo egoismo, non condizionata dalle sue imposizioni e dai suoi ricatti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Naturalmente l&#8217;uomo &#8211; nelle cui mani stava allora e sta tuttora il potere &#8211; di fronte a tale ribellione non poteva fare altro che screditarla e, appunto, demonizzarla. D&#8217;altronde anche oggi le donne di questo tipo vengono <strong><em>demonizzate</em></strong>, almeno in senso metaforico. Le donne libere di tutti i tempi, da un certo punto in poi, subirono questa stessa sorte e vennero trasformate in megere  vecchie e brutte, in Meduse, Ecati e in temibili &#8220;Lune Nere&#8221;.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Il mito di Lilith risale ai tempi in cui </span><st1:personname productid="la Terra"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la Terra</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> vide il passaggio, avvenuto circa 6000-8000 anni fa, da una società di tipo matrifocale (cioè incentrata sul <strong><em>focus</em></strong> della madre) ad una società patriarcale (cioè basata sul <strong><em>dominio</em></strong> maschile); ossia quando la donna perse il suo ruolo e il suo valore.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">In questo nuovo ordinamento non c&#8217;era più posto neanche per le divinità femminili, e tanto meno per </span><st1:personname productid="la Dea"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la  Dea</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> vera e propria, che venne rinnegata, demonizzata e infine dimenticata. Tant&#8217;è vero che il cristianesimo ha un Padre e un Figlio generato &#8211; ai primordi &#8211; senza alcuna Madre! <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> Anche Lilith è associata alla Luna Nera. Questo perché prima di tutto rappresenta la parte rimossa (e quindi buia e nascosta) di ogni donna: quella parte intuitiva, istintiva e selvaggia, seducente e colma di energia, imprevedibile e ingovernabile dall&#8217;uomo, ma non per questo cattiva, tutt’altro. Ma all&#8217;uomo una simile creatura fa paura e, invece di integrarla in sé e nella propria cultura, stupidamente la combatte e la respinge nell&#8217;«inferno». I risultati sono sotto i nostri occhi.  <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><st1:personname productid="La Luna Nera"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">La Luna Nera</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> simboleggia anche la parte in ombra dell&#8217;essere umano in generale, ciò che si è <strong><em>necessariamente</em></strong> insinuato in lui quando è venuto a contatto con la materia. Necessariamente perché, senza questa zona oscura, non ci sarebbe essere umano! Esisterebbero solo puri spiriti senza possibilità di esperienza. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><st1:personname productid="La Luna Nera"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">La Luna Nera</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> è dunque ciò che rende possibile l&#8217;esperienza e la crescita, rappresentate a volte come una “discesa agli Inferi”. È ciò che va riconosciuto, accettato, ascoltato, integrato e quindi redento. Possiamo in parte paragonarla alla pietra grezza degli alchimisti, quella strana materia che va trasformata in oro puro: la pietra in sé vale ben poco, ma senza di essa l&#8217;oro non potrebbe essere ottenuto.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Nella sua concezione originaria, dunque, Lilith era un aspetto della Dea. In quanto protettrice delle partorienti e dei neonati, rappresentava l’essenza divina della maternità, e perciò della vita e dell’inizio di ogni vita. In questo senso tutte le donne sono Lilith: perché la donna è vita, è fertilità, è passione, è trasgressione, è la bellezza di ciò che è stato creato.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Alcune moderne correnti di stregoneria, come </span><st1:personname productid="la Wicca"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la Wicca</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">, conoscono tutto ciò e si rifanno per questo al nome di Lilith. Si tratta di cerchie in cui si ricerca il contatto con le energie terrestri e cosmiche, e nelle quali vige la cosiddetta <strong><em>Legge del Tre</em></strong>: tutto ciò che fai &#8211; di bene o di male &#8211; ti ritornerà indietro moltiplicato per tre. Coloro che abbracciano </span><st1:personname productid="la Wicca"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la  Wicca</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> cercano di vivere in un sentimento di unità e armonia con </span><st1:personname productid="la Terra"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la  Terra</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> e con ogni essere vivente (altro che sacrifici di animali!&#8230;) e, soprattutto, di non ledere mai la libertà altrui. Stregoneria, in questo senso, è soprattutto il lavoro per trasformare se stessi.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">I benpensanti, però &#8211; Chiese in testa &#8211; mettono in guardia la gente da un simile paganesimo, riesumando e insinuando sospetti di ogni genere e terribili paure.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Ma vi sono congreghe che si fermano all&#8217;aspetto demoniaco di Lilith, per cui l&#8217;uso che fanno del suo nome, così come le motivazioni alla base del loro agire, sono davvero indegne e oscure, nel senso peggiore del termine.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Oggi, faticosamente, si procede alla riscoperta del volto femminile di Dio. Da una parte se ne occupa il cosiddetto &#8220;nuovo paganesimo&#8221;; dall&#8217;altra è l&#8217;antroposofia a muoversi in questa direzione.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> Ma nonostante i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni, tuttora viviamo in una società assolutamente maschile, dominata da tre grandi religioni patriarcali, dalle quali i miti antichi sono stati filtrati e trasformati.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Così i capelli di Medusa ora suscitano orrore, mentre un tempo simboleggiavano semplicemente la saggezza femminile. Il serpente, infatti, rappresenta quasi sempre la saggezza e la conoscenza. Non è un caso che fosse uno degli emblemi di Atlantide. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Per poter interpretare correttamente un mito, perciò, è necessario liberarlo da tutti gli strati sovrapposti dalle culture e religioni successive.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Permane qualche ricordo ormai incomprensibile  di ciò che veramente è Lilith: ad esempio nella radice del nome del giglio, che in latino è <strong><em>lilium</em></strong>. Le assonanze e le radici sono fondamentali nella cosiddetta &#8220;Lingua Verde&#8221;. Non è strano che proprio il lilium<em> </em>simboleggi la purezza e che sia spesso associato alla Madonna, insieme alla rosa?<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Il lilium è collegato sia a Lilith che alla Madonna perché entrambe rappresentano, seppur in modo diverso, la donna innocente. Il vero significato del lilium, e in particolare del giglio bianco, è infatti <strong><em>innocenza</em></strong> (oltre che regalità). Ma l&#8217;innocenza non ha niente a che vedere col fatto che nel terzo secolo san Girolamo, con calcolo, decise che Gesù era stato l&#8217;unico figlio di Maria.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Può sembrare strano, ma c’è un legame tra Lilith e la famigerata Lady MacBeth di Shakespeare. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Nonostante l&#8217;enorme differenza d&#8217;età, esse sono sorelle: perché abitano entrambe in quasi tutte le donne, di solito nelle profondità del loro inconscio, a volte più in superficie. Lady MacBeth è ciò che si può diventare a seguito dell&#8217;omicidio della propria Lilith. Perché l&#8217;ambizione sfrenata è solo il frutto della più grande insoddisfazione, e non ha altra radice.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">D&#8217;altronde l&#8217;omicidio è invenzione di Caino, e la prevaricazione è invenzione di Adamo. Eva offriva solo le mele: dall&#8217;albero della conoscenza.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 15pt; text-align: right; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%" align="right"><em><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Maria Antonietta Pirrigheddu<br />
www.lunadivetro.it<o:p></o:p></span></em></p>
<p><map name='google_ad_map_50_05458d914eeef760'>
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		<title>Il Mito dei Magi tra Leggenda e Storia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Romanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[leggenda]]></category>
		<category><![CDATA[mito]]></category>
		<category><![CDATA[re magi]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia dei re Magi e’ un racconto che nasce molto lontano , in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, narra di stelle annunciatrici , di una miracolosa nascita e di tre mitici sovrani che si misero in cammino per venerare il nuovo Salvatore. I tre misteriosi personaggi non sono molto frequenti nelle Sacre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia dei re Magi e’ un racconto che nasce molto lontano , in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, narra di stelle annunciatrici , di una miracolosa nascita e di tre mitici sovrani che si misero in cammino per venerare il nuovo Salvatore.</p>
<p><span id="more-24"></span></p>
<p>I tre misteriosi personaggi non sono molto frequenti nelle Sacre Scritture, infatti solo il Vangelo di Matteo (2,1-12) li cita inizialmente, in realta’ da questa fonte non possiamo conoscere molto sui Magi, ne’ i loro nomi, ne’ il loro numero e il luogo di provenienza che e’ indicato genericamente “da Oriente”.</p>
<p>Di loro non si ha menzione negli altri Vangeli come quelli di Luca e Marco, forse quasi una forma di censura legata al fatto che il Cristo non poteva esser “venerato” da dei “Magòi”. La parola Mago era del resto, sinonimo di stregone , mago era anche quel Simone , appunto Simon Mago, il cui volto, per alcuni , sarebbe quello che oggi si attribuisce al Cristo , e dal qual personaggio il traffico di reliquie sacre prese il nome “simonia”. In tutto questo silenzio fonti importanti diventano i Vangeli apocrifi e tra questi “il libro della Caverna dei Tesori”, di origine siriaca o ancora l’ “Historia Trigum Regum” di Giovanni da Hildesheim che raccoglie , mettendole in una unica vicenda, piu’ fonti apocrife sui Magi.</p>
<p>La vicenda dei tre re e’ legata alla “stella”:</p>
<p>“..dove e’ nato il re dei Giudei? Perche’ abbiam visto la sua stella in Oriente e siam venuti ad adorarlo..”</p>
<p>Da sempre nell’antichita’ l’ apparizione di una stella , cometa o altro fenomeno celeste era considerata un “segno” divino , come possiam osservare dallo stesso versetto di Matteo nel quale si mette in relazione il Cristo e “La Sua Stella”.</p>
<p>Del resto gli astri , penetrando con la loro luce nell’oscurita’ diventano espressione dell’eterna lotta tra bene e male , tra luce ed ombra:</p>
<p>“Io sono la stella radiosa del mattino”</p>
<p>Tutte le piu’ grandi divinita’ dell’antichita’ sono legate agli astri, lo stesso faraone egiziano era chiamato appunto la stella d’Egitto e sempre in Egitto, Horus , concepito dalla Vergine e dea Iside era chiamato ”astro del mattino”.</p>
<p>Torniamo alla stella dell’Annunciazione, vi sono diverse ipotesi su cosa essa potrebbe essere realmente. Per alcuni si tratterebbe di una Nova o Supernova, fenomeno di straordinaria luminosita’ ma che non si poteva ripetere lungo il cammino dei Magi. Una seconda ipotesi e’ quella di una cometa , alcuni l’hanno identificata con quella di Halley gia’ segnalata in numerosi studi cinesi. Oggi , pero’ , sappiamo che essa si ripropone ogni 76 anni e quindi sarebbe passata attorno al 12 a.C. data piuttosto lontana da quella indicata da Dionigi il Piccolo per la nativita’.</p>
<p>Molto piu’ probabile e’ che piu’ che una stella si fosse trattato di una congiunzione e in particolare la congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci. Secondo calcoli fatti da Keplero nel 7 a.C. questa congiunzione si sarebbe verificata ben 3 volte , il 28 maggio, il 1 ottobre e il 5 dicembre. Tutto questo non solo e’ importante dal punto di vista della datazione dell’evento , gia’ che si avvicina molto alla presunta data della nativita’ , cioe’ il 6 a.C., ma fa sorgere altre considerazioni. Infatti nell’antichita’ i primi cristiani si riconoscevano con un segno in codice, quando due di essi si incontravano uno di loro tracciava meta’ del segno e l’altro lo completava. Il simbolo in questione era proprio il PESCE!</p>
<p>Del resto la parola Nazareni, oltre che abitanti di Nazareth significava “piccoli pesci”, e i seguaci di Gesu’ erano appunto i Nazareni. Un’altra coincidenza , poi, si inserisce in questo discorso , infatti all’ingresso di Gerusalemme il Cristo fu accolto nel grido di “oannes” che poi diventera’ ,per un errore di trasposizione, Osanna. Chi erano gli Oannes? Questi erano gli dei delle popolazioni medio-orientali che ,curiosamente erano rappresentati meta’ uomini e meta’ pesci!</p>
<p>Torniamo ai Magoi , per conoscere il loro rango e dunque l’appellativo di Re dobbiamo tornare al “libro della Caverna dei Tesori” ove essi vengon definiti “re figli di re”. Anche il numero dei magi non e’ ben specificato , e anche in questo caso dobbiamo rifarci a testi apocrifi come il “Vangelo dell’Infanzia Armeno”:</p>
<p>“..questi magi eran tre fratelli..”</p>
<p>Da Matteo nn conosciamo il numero dei magi , ma solo riferimenti al numero dei doni. Il numero 3 ha una forte valenza simbolica , per alcuni indicherebbe le tre razze umane , la semitica , la cannitica e la jafetica , rispettivamente discendenti dai tre figli di Noe’ , Sem , Cam e Iafef. Probabilmente , pero’, il 3 ha un altro significato, infatti nell’antico Egitto , “omphalos della Divin Sapientia” , il tre , pronunciato Khem , era legato ai moti lunari e in particolare rappresenterebbe “la manifestazione nel concreto dell’Uno trascendente” , il dio che da trascendente diventa appunto immanente e questo ben si lega alle vicende del Cristo , il Dio che si e’ fatto uomo. Un altro aspetto importante dei magi e’ il loro nome. Oggi sappiamo che si chiamavano Gaspare , Melchiorre e Baldassarre , ma non tutte le fonti sono concordi. Nel complesso monastico di Kellia , in Egitto , sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar , Melechior e Bathesalsa. Melechior sarebbe il piu’ anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech , che significa RE.</p>
<p>Baldassarre deriverebbe da Balthazar , mitico re babilonese , quasi a suggerire la regione di provenienza di quest’ultimo, infine abbiamo Gasparre , per i greci Galgalath, signore di Saba.</p>
<p>Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:</p>
<p>“..in Persia e’ la citta’ che e’ chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque..”</p>
<p>La citta’ citata da Marco Polo, pero’ , non sarebbe proprio Saba , ma Sawah, antica citta’ persiana dalla quale , secondo il viaggiatore , partirono i tre re .</p>
<p>Secondo numerose leggende i tre magi giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo. Il 13 e’ un numero sacro alla divinita’ lunare , poi fortemente demonizzato proprio per dimenticare la sacralita’ dello stesso:13 erano cosi’ gli apostoli , diventati poi 12 a causa del tradimento di Giuda e 13 erano i cavalieri di Re Artu’ prima del tradimento di Mordred. In questa visione legata al culto lunare della Dea e poi successivamente al culto terrestre ben si inserisce la GROTTA di Gesu’, luogo fortemente legato a culti ctonii.</p>
<p>La grotta e’ il simbolo del ventre materno , santuario della grande madre e luogo di comunione tra uomo e dio. Del resto tutte le piu’ importanti divinita’ nascono nella grotta , porta dei due mondi, troviamo cosi’ Minosse , Dioniso , Mitra. Spesso , poi, nella iconografia cristiana si parla della mangiatoia e questo un po’ confonde le idee identificando appunto la grotta con una stalla. In realta&#8217; molto spesso le grotte erano adibite a luoghi di ricovero per animali e quindi da qui la presenza della famosa mangiatoia del Cristo.</p>
<p>Per quanto riguarda il luogo ove essa si trovasse , Luca e Matteo la individuano a Betlemme , mentre Marco e Giovanni la collocano a Nazareth. In realta’ Bethlaem , la citta’ ove appunto si sarebbe avuta la nascita del Cristo non sarebbe in Giudea , ma sarebbe collocata nel paese di Bethelem Haglilit , villaggio a pochi chilometri da Nazaret, e questo eliminerebbe le problematiche relative appunto alle discrepanze tra i vari apostoli. Un particolare da non sottovalutare , poi, e’ quello sottolineato da San Girolamo che ricorda che a Bethelem si adorava da sempre Adone-Tammuz , divinita’ arborea legata sia alla grotta che , come tutte le divinita’ agresti , al ciclo di morte e resurrezione e che quindi richiama fortemente le vicende del Cristo.</p>
<p>Qual’ era dunque il ruolo dei re magi e chi essi eran realmente?</p>
<p>Il mito del Cristo non puo’ essere scisso dai numerosi culti solari ed arborei che fin dalla protostoria venivan officiati dagli uomini. Tralasciando cosi’ eventuali similitudini tra le divinita’ arboree e il Salvatore importante e’ sottolineare il forte legame tra il Cristo e il sole. Lo stesso 25 dicembre , data poi istituita dalla chiesa come giorno di nascita del Messia per allontanare pericolose e devianti festivita’ pagane ben radicate nella comunita’, coincideva con il dies natalis solis , solo che alla luce portata dall’astro si sostituisce la luce divina del Cristo.</p>
<p>“un dio nato da una VERGINE nel solstizio d’inverno e resuscitato all’equinozio di primavera” non puo’ non essere una divinita’ solare. E’ dunque il dio risorto , il “sole” che indica il nuovo anno e il nuovo avvento , l’ Osiri egizio.</p>
<p>Un’altra leggenda che sembrerebbe confermare questa ipotesi e’ quella dei doni ricevuti dai Re magi dal Santo Bambino. La leggenda narra he prima di partire per tornare in patria i tre Re ricevettero dalle mani del Bambino e della Vergine tre doni, una pietra staccata dalla mangiatoia , un pane e una fascia nella quale era avvolto il Cristo. In tutti e tre i casi , pero’ , una volta raggiunto il regno d’origine dai doni si sprigiono’ un “fuoco sacro” che , appunto , ben ricorda gli antichi rituali di purificazione legati appunto all’astro. Infatti anche se in questo periodo dell’anno il buio domina la luce , il calore purificatore dell’Astro e’ portato metaforicamente in terra accendendo grandi falo’ o con l’usanza , ben descritta da J.Frazer del “ceppo natalizio”. Un’altra versione della leggenda , tratta dal “Vangelo Arabo-Siriaco” (8,1) narra che i tre re , giunti in oriente , organizzarono un rituale proprio imperniato sulle fasce che avevano ricevuto in dono</p>
<p>“..accesero il fuoco ,secondo la loro usanza , lo adorarono e vi gettarono sopra quella fascia..”</p>
<p>La leggenda narra che una volta spento il fuoco i re ritrovarono la fascia intatta e la riposero con somma devozione tra i loro tesori. Ora , al di la delle differenti leggende , elemento fondamentale diventa appunto il fuoco e che legherebbe il Cristo con il culto di Zarathustra.</p>
<p>Potremmo cosi’ azzardare una ipotesi:</p>
<p>Originari dell’altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e successivamente sacerdoti di Mazda. Seguendo la lettura del cielo , avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro “Saosayansh” , il salvatore universale , diventando cosi’ loro stessi “coniuctio” tra la nuova religione nascente e i culti misterici orientali come il mazdaismo e il buddismo , dunque adoratori di quel nuovo culto “solare e maschile” che affonda le sue radici in rituali ben piu’ antichi e che pian piano sarebbero stati cancellati dalla “nuova” religione. Ancora oggi il culto del magi non e’ dimenticato , la leggenda narra che i resti mortali dei Re Magi furono recuperati in India da Sant’ Elena e poi portati a Costantinopoli. Nel 1034 pare che queste reliquie furono trasportate a Milano in un’arca e depositate nella chiesa di Sant’ Eustorgio ricca di simbolismi legati ai tre re e ancora oggi luogo di pellegrinaggio.</p>
<p>Il sepolcro e’ vuoto dal 1162 , quando Federico Barbarossa , dopo aver sconfitto Milano , porto’ a Colonia le sacre reliquie , ma c‘e’ ancora chi sostiene che le “sacre ossa” sian nascoste da qualche parte nel capoluogo lombardo , magari proprio nella antica chiesetta romanica di Sant’ Eustorgio .</p>
<p>Bibliografia</p>
<p>M.Centini I RE MAGI</p>
<p>N.Vlora LA NOTTE DELLA FENICE</p>
<p>M.Polo IL MILIONE</p>
<p>J.Frazer IL RAMO D’ORO</p>
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