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	<title>Il Portale del Paranormale &#187; Fine del Mondo</title>
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	<description>Misteri e Segreti del Pianeta Terra</description>
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		<title>La scienza e la fine del mondo</title>
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		<comments>http://www.unknown.it/controinformazione/la-scienza-e-la-fine-del-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 01:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[La scienza, in particolare la fisica, ha lungamente investigato sulla possibilità teoriche della fine dell’universo, con un approccio completamente differente rispetto a quello delle religioni, un approccio quasi per definizione “oggettivo”, che, comunque, per molto tempo, ha potuto fornire unicamente risposte molto vaghe e, certamente, ancora ammantate di un certo grado di soggettività quasi magistica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">La scienza, in particolare la fisica, ha lungamente investigato sulla possibilità teoriche della fine dell’universo, con un approccio completamente differente rispetto a quello delle religioni, un approccio quasi per definizione “oggettivo”, che, comunque, per molto tempo, ha potuto fornire unicamente risposte molto vaghe e, certamente, ancora ammantate di un certo grado di soggettività quasi magistica. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Solo dal 1916, le possibilità di una esplorazione realmente scientifica del destino dell’esistente sono state rese possibili dalla scoperta da parte di Albert Einstein della “Teoria Generale della Relatività”, che può essere utilizzata per una descrizione su larga scala del nostro universo. <span style="mso-spacerun: yes;"> <span id="more-769"></span></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Dal momento che l’equazione della “Relatività Generale” si presta a numerose possibili soluzioni, ciascuna implicante una diversa possibilità escatologica, sin dal 1922 Alexander Friedman propose un certo numero di varianti possibili per la “fine dei tempi”, molte delle quali partivano dall’idea che il tutto fosse stato generato dalla esplosione di un singolo nucleo coeso. Solo nel 1931, anche a partire dalle prove derivate dalle osservazioni di Edwin Hubble sulle stelle variabili cefeidi di galassie lontane, Georges-Henri Lemaître sviluppò una teoria completa su tale esplosione, da quel momento in poi definita “Big Bang”. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel 1948, però, Fred Hoyle sviluppò una sua teoria “continua”, secondo la quale l’universo si espande in continuazione, pur rimanendo statisticamente immutato grazie alla incessante produzione di nuova materia.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Queste due teorie continuarono a contrapporsi fino al 1965, quando la scoperta da parte di Arno Penzias e Robert Wilson dello sfondo di radiazioni cosmiche a micro-onde non fece pendere decisamente l’ago della bilancia verso l’ipotesi del “Big Bang” (che forniva per le radiazioni una spiegazione impossibile alla “teoria continua”)</span></span><a name="_ftnref1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Di fatto, quando Einstein aveva formulato l’equazione generale della relatività, egli, come tutti i suoi contemporanei, credeva in un universo statico ma, quando si rese conto che tale equazione poteva facilmente essere risolta pensando ad un universo in espansione e con la possibilità, in un lontano futuro, di ricontrarsi, decise di aggiungere ai suoi calcoli quella che definì “costante cosmologica”, essenzialmente una densità di energia costante, non toccata da alcuna possibilità di espansione o contrazione, il cui ruolo fosse quello di controbilanciare l’effetto gravitazionale sull’universo cosicché esso rimanesse essenzialmente statico, cosa che, dopo le scoperte di Hubble, egli stesso definirà “la più grande cantonata della mia vita”</span></span><a name="_ftnref2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">All’interno della Teoria Generale, in relazione a destino dell’universo, un parametro di estrema importanza è quello Omega (</span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;">) relativo alla densità, definito come “densità media dell’universo, diviso per un valore critico di tale densità”: a seconda che </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;"> sia = 1, &lt;1 o &gt;1 si avranno, infatti, tre geometrie dell’universo completamente diverse, rispettivamente chiamate dell’universo piatto, dell’universo aperto e dell’universo chiuso, e, qualora il contenuto primario dell’universo fosse materia inerte, tali differenti assetti condurrebbero a destini completamente diversi. Da qui, la necessità, per gli scienziati di determinare il valore di </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;"> per comprendere se il cosmo sia in accelerazione e decelerazione.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">A partire dal 1998, comunque, l’osservazione delle supernove ha portato ad ipotizzare la presenza di una “energia oscura”, una forza repulsiva, la cui densità sarebbe variabile a seconda dell’accelerazione espansiva dell’universo e a calcolare che, al momento, sette miliardi e mezzo di anni dopo il Big Bang, si stia vivendo una fase espansiva universale coerente con la teoria dell’universo aperto.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">Ma, di fatto, quali sarebbero gli scenari possibili all’interno delle tre geometrie legate ad </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;">?</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">Se l’universo fosse chiuso, esso apparirebbe, in qualche modo, come la superficie di una sfera, senza linee gravitazionali parallele, ma con tutte le linee che si intersecherebbero in un punto, dando forma ad un cosmo che, a grandi linee, potremmo definire ellittico. Se così fosse e venisse a mancare l’effetto repulsivo della “energia oscura”, la gravità porterebbe ad un possibile blocco dell’espansione<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e all’inizio di una progressiva contrazione il cui esito sarebbe il collasso dell’universo in un punto (il cosiddetto “Big Crunch”, opposto al “Big Bang”), ma, qualora la quantità di “energia oscura” fosse sufficiente, l’espansione potrebbe proseguire in eterno anche in una configurazione di </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;"> &gt; 1.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel caso di un “Big Crunch” dovuto alla contrazione estrema della materia, il risultato finale non è conoscibile ma si può ipotizzare l’unione di tutto l’esistente e dello spazio-tempo in un solo nucleo<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>senza dimensione. Tenendo conto dell’ipotesi diffusa che un “Big Cruch” sia stato alla base del “Big Bang”, potremmo, conseguentemente, ipotizzare una specie di universo oscillante tra contrazione ed espansione, sebbene ciò contraddirebbe il II Principio della Termodinamica, dal momento che le fasi oscillatorie produrrebbero entropia e causerebbero la cosiddetta “morte del calore”, di cui si parlerà in seguito, cosa che, conseguentemente, disvalora l’intero modello chiuso.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Se l’universo fosse aperto, esso risulterebbe curvato negativamente come la superficie di una sella, con le linee gravitazionali che, pur non essendo mai equidistanti, non si incontrerebbero mai e con una forma geometrica di tipo iperbolico. Un universo di questo tipo, pur in mancanza di “forza oscura”, si espanderebbe per sempre, con la forza di gravità che, al massimo, potrebbe decelerare tal espansione, mentre in presenza di “forza oscura” tale espansione accelererebbe progressivamente.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">All’interno di questo modello, il destino ultimo dell’universo, nel caso l’accelerazione causata dall’energia oscura diventasse così forte da coprire gli effetti gravitazionali e elettromagnetici e da indebolire le forze aggregative, potrebbe presentarsi come la morte del calore, il “Grande Gelo” o il “Grande Strappo”.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nello scenario del “Grande Gelo”, la continua espansione porterebbe ad una dispersione del calore tale da portare ad un universo troppo freddo per la sopravvivenza di qualsiasi elemento e, appare, all’oggi, essere la teoria più diffusa all’interno della comunità scientifica. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Correlato a tale scenario, vi è quello della “morte del calore”, tale per cui l’universo, arrivando ad un livello estremo di entropia, possibile solo alla minima temperatura, avrebbe la materia distribuita in modo tanto regolare da eliminare ogni gradiente, necessario per qualunque processo informativo, inclusa la vita.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ponendo una sempre maggiore densità della “energia oscura”, avremmo, invece, una sempre maggior accelerazione, un aumento indefinite della costante di Hubble e, quindi, il “Grande Strappo”, con tutti gli elementi materiali dell’universo, a partire dalle galassie per giungere fino alla più infinitesimale molecola, che si disintegrerebbero in particelle elementari libere che si respingerebbero e in radiazioni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">Infine, nel caso in cui </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;">=1, vivremmo in un universo piatto come un piano euclideo, con le linee di forza continuamente parallele e sempre alla stessa distanza tra loro. In assenza di “energia oscura” un tale universo si espanderebbe per sempre ad una velocità progressivamente sempre inferiore ma a ritmo costante, mentre, in presenza della “energia oscura” il ritmo espansivo, pur leggermente frenato dalla gravità, continuerebbe a crescere: in entrambi i casi, il destino dell’universo piatto sarebbe il medesimo dell’universo aperto</span></span></span><a name="_ftnref3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Dal 2005, esiste una ulteriore teoria sulla “fine dell’universo”, basata sulla possibilità che esso possa essere progressivamente occupato dal condensato di Bose-Einstein e dalla quasi-particola fermionica, probabilmente risultando in una implosione, ma tale teoria non sembra avere raggiunto un consenso scientifico significativo</span></span><a name="_ftnref4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[4]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ciò che conta per il nostro assunto è che in qualunque dei quadri<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>delineati, i tempi di realizzazione per le condizioni di distruzione universale sono enormi: basti pensare che la possibilità del “Grande Gelo”, come detto la teoria finale più plausibile e più “prossima”, è stimata come realizzabile in non meno di 31.7 miliardi di anni</span></span><a name="_ftnref5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[5]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Certo, sussistono molte altre possibilità per una eventuale “fine del mondo” su un piano molto meno “universale”: si va dalla possibilità che quando il sole diventerà un “gigante rosso” possa attirare la terra nella sua orbita (evento probabile, ma stimato intorno ai 7.6 miliardi di anni), alla collisione con un meteorite (l’ultimo caso, non distruttivo per la Terra, di collisione con un meteorite di diametro superiore ai 10 km è avvenuto 65 milioni di anni fa e si stima che il nostro pianeta impatti con un meteorite di diametro superiore ad 1 km. ogni 500.000 anni), mentre molto meno scientifiche appaiono le ipotesi disegnate da alcuni futurologi e riguardanti estinzioni per pandemie, spostamenti subitanei e violenti dell’asse terrestre, cambiamenti climatici irreversibili e letali per l’umanità o guerre globali, le cui possibilità, pur non essendo nulle, rientrano in un quadro di valutazione soggettiva e non quantificabile</span></span><a name="_ftnref6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[6]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Resta il fatto che, fermandoci al dato oggettivo, le possibilità escatologiche sono talmente remote da risultare, come osservato, possibili in milioni se non miliardi di anni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Eppure, l’umanità da sempre ha paura, o meglio, ha la paura e la speranza che l’eschaton avvenga in tempi brevi, che ristabilisca lo stato edenico o che, almeno, distrugga il “regno dell’iniquità” per portare quella giustizia retributiva da sempre sognata e mai realizzata.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Perché? Perché ancora oggi, con tutte le certezze scientifiche che abbiamo acquisito, parole come Armageddon, Parousia, Messia Salvatore, Giudizio Universale compaiono quotidianamente nei nostri sistemi culturali e non sono relegate alla semplice categoria delle superstizioni magistiche?</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">La risposta, molto probabilmente, può essere condensata in una semplice parola: speranza.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;">Noi, come esseri umani, qualunque sia la nostra condizione, abbiamo bisogno di sperare, di credere in un futuro migliore del presente, di sviluppare l’idea dell’esistenza di una giustizia divina retributiva e, da qui, il passo verso il “sogno della palingenesi” è davvero breve.</span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<div style="mso-element: footnote-list;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"></p>
<hr size="1" /></span></div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a name="_ftn1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> G.F. Rayner Ellis, <em>The Far-Future Universe: Eschatology from a Cosmic Perspective</em>, Templeton Foundation Press 2002, pp. 81-135 passim</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> C.I. Calle, <em>Einstein For Dummies</em>, For Dummies 2005, p.82</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-US"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US">G.F. Rayner Ellis, <em>Citato</em>, pp. 146 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[4]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> S. Majid, A. Connes, M. Heller,R. Penrose, <em>On Space and Time</em>, Cambridge University Press 2008, pp. 72-86 e passim</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[5]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-US"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US">G.F. Rayner Ellis, <em>Citato</em>, p. 169</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a name="_ftn6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref6"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[6]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> G. Halsell, <em>Forcing God&#8217;s Hand: Why Millions Pray for a Quick Rapture &#8230; and Destruction of Planet Earth</em>, Amana Publications 2002, passim</span></span></p>
</div>
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		<title>Profezie</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 03:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Profezie]]></category>
		<category><![CDATA[escatologia]]></category>
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		<category><![CDATA[millenarismo]]></category>
		<category><![CDATA[profeti]]></category>
		<category><![CDATA[profezie]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una analisi anche solo sommaria della storia delle religioni, risulta piuttosto evidente che pressoché ogni sistema escatologico abbia avuto forti influenze politiche che, spesso, ne hanno determinato le coordinate essenziali. E’, d’altra parte, altrettanto vero che la sovrastruttura politica si inserisce su un substrato dato da un bisogno universale e profondamente umano di “regolazione” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Da una analisi anche solo sommaria della storia delle religioni, risulta piuttosto evidente che pressoché ogni sistema escatologico abbia avuto forti influenze politiche che, spesso, ne hanno determinato le coordinate essenziali.<span id="more-629"></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">E’, d’altra parte, altrettanto vero che la sovrastruttura politica si inserisce su un substrato dato da un bisogno universale e profondamente umano di “regolazione” dell’esistente attraverso meccanismi retributivi e di ritorno ad una palingenesi purificatrice, così come ad un tentativo di controllo del futuro che, per quanto assolutamente irrazionale, fa parte della necessità di costruzione di punti fermi e di eliminazione dell’incertezza (e, conseguentemente, dell’ansia) che alberga in qualunque essere pensante.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Probabilmente, è proprio su questa base che, lungo tutto il corso della storia, spesso sia a discapito delle interpretazioni ufficiali, sia in netta divaricazione con i “testi sacri” delle singole religioni (i quali, nella maggior parte dei casi, non solo non prevedono, ma,<span style="yes;">  </span>addirittura, in qualche modo<span style="yes;">  </span>vietano di fare previsioni escatologiche</span><a name="_ftnref1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[1]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">), le profezie relative ad un eschaton a breve, medio o lungo termine si sono continuamente susseguite, talora in modo imbarazzante e quasi ridicolo, ma sempre come spie di un impulso senza tempo a cercare risposte ad una delle grandi domande dell’esistenza: dove stiamo andando.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Senza pretesa di una quasi impossibile esaustività, possiamo provare, di seguito, a tracciare un quadro delle grandi profezie della fine dei tempi degli ultimi duemila anni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">In ambito ebraico, già nel 44, come riportato da Giuseppe Flavio</span><a name="_ftnref2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[2]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, Teuda, dichiaratosi (e non era certo il primo), Messia, portò 400 uomini a digiunare nel deserto, in attesa dell’“Ora Imminente”, ma la folla venne dispersa dall’esercito di Roma e il finto profeta venne decapitato</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Non fu che l’inizio di una lunga serie di profezie millenariste che, ovviamente, trovavano terreno fertile nello stato in cui il giogo imperiale teneva il Popolo d’Israele e nelle sue miserie post-diasporaiche e a cui non si sottrassero alcuni dai maggiori rabbini nel corso dei primi secoli dell’era cristiana: così Ben Zakkai predisse l’eschaton messianico per l’80 circa; Joshua il Galileo, suo contemporaneo, vedeva l’avvento del Messia entro tre generazioni, all’incirca nel 130; Rabbi Dosa, a fine II secolo, su basi torahiche</span><a name="_ftnref3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[3]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, considerava tale evento possibile entro 400 anni; Rabbi Judah ha-Nasi, nello stesso periodo, calcolava la nuova era come databile 365 anni dopo la distruzione del Tempio mentre Rabbi Hanina, circa un secolo dopo, insegnava che gli anni sarebbero stati 400 da tale evento</span><a name="_ftnref4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[4]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Certamente, i padri della Chiesa delle origini non furono da meno nel “calcolare” l’epoca della Parousia: Ippolito, ad esempio, sulla base del calcolo che “<em>5.500 anni separavano Adamo da Gesù e che il mondo sarebbe dovuto durare 6.000 anni poiché Dio aveva creato tutto in sei giorni per riposarsi il settimo</em>”, dà, nel 234, ancora due secoli di vita all’umanità</span><a name="_ftnref5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[5]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">; <span style="yes;"> </span>Lattanzio, nel III secolo, data infallibilmente il ritorno di Cristo al 500, mentre Ticone, nel IV secolo, lo anticipa al 381</span><a name="_ftnref6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[6]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">L’alto medioevo è, poi, con la sua attenzione ai simbolismi e la sua paura dell’anno mille, tutto un fiorire di predizioni apocalittiche: Aniano</span><a name="_ftnref7" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn7"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[7]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> e Adso da Montier-en-Der</span><a name="_ftnref8" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn8"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[8]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> pensano al giudizio finale nel 950, tra il 965 e il 996 centinaia di cronache</span><a name="_ftnref9" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn9"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[9]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> riportano ondate di terrore legate ad eventi naturali</span><a name="_ftnref10" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn10"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[10]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> o politici</span><a name="_ftnref11" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn11"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[11]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> che, secondo il pensiero del tempo, altro non sono che “annunci apocalittici” e il “Millennio” viene ovunque predicato come “il tempo ultimo per la conversione” (e sarebbe impossibile riportare tutti i manoscritti che ce lo raccontano</span><a name="_ftnref12" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn12"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[12]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">). Anche dopo il passaggio della data fatidica, la ricerca di “segni” non cessa affatto e ogni evento incomprensibile (e, per le scarse conoscenze scientifiche del tempo, essi erano numerosi) viene letto come un possibile “annuncio”: da nuvole a forma di drago</span><a name="_ftnref13" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn13"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[13]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> a una folgore particolarmente violenta</span><a name="_ftnref14" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn14"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[14]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, da una carestia terribile</span><a name="_ftnref15" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn15"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[15]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> a una pioggia rossastra</span><a name="_ftnref16" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn16"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[16]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ogni “portento” riaccende nuove paure e, con esse, nuove cacce ai “nemici di Cristo” in vista della palingenesi (dalla cacciata degli Ebrei in varie città</span><a name="_ftnref17" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn17"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[17]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, alle numerose e cruente campagne antiereticali</span><a name="_ftnref18" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn18"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[18]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Anche il basso medioevo è costellato da profezie millenariste di varia natura. Forse la più famosa è quella del monaco calabrese Gioacchino da Fiore che, nella domenica di Pasqua del 1183, dopo una visione mistica, iniziò a predicare il giudizio universale e l’inizio dell’“Età dello Spirito” per il 1260</span><a name="_ftnref19" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn19"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[19]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ma non si devono dimenticare documenti anonimi come <em>Il Libro dei Cento Capitoli</em> (che, intorno al 1260, afferma che, dì lì a breve, Federico II risorgerà e condurrà l’ultima crociata, quella della Parousia) o la <em>Lettera di Toledo</em> che, a fine XII secolo, ammonisce che entro tre mesi il mondo sarà cancellato e solo pochi eletti saranno risparmiati</span><a name="_ftnref20" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn20"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[20]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, che mantengono vive e pressanti le attese palingenetiche del popolo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Dal canto loro, gli “eretici” e le varie Congregazioni protestanti che si stanno sviluppando, spesso non nascondono le loro credenze millenariste: i Taboriti fissano il “limite” al 1420</span><a name="_ftnref21" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn21"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[21]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, Thomas Müntzer al 1526</span><a name="_ftnref22" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn22"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[22]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, gli Anabattisti al 1533</span><a name="_ftnref23" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn23"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[23]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> e Jan Mattijs al 1534</span><a name="_ftnref24" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn24"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[24]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, normalmente in relazione alla realizzazione di una conversione di massa a partire dal loro credo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="yes;"> </span>Non si deve assolutamente pensare che con i Lumi la tendenza profetica sia cessata, anzi, parrebbe quasi essersi acuita, coinvolgendo anche personaggi assolutamente insospettabili quali Newton, che, in una nota ad una sua ricerca sulla legge di gravità scrive “<em>Cristo sta venendo!</em>”</span></span><a name="_ftnref25" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn25"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[25]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ma è tra ‘800 e ‘900 che si assiste ad una incredibile proliferazione di “profeti” della fine imminente. Ciò che più sconvolge è , nella prima metà del XIX secolo, che tali “profeti” vanno da ciarlatani spiritualisti quali Mary Bateman e Joanna Southcott (che, rispettivamente nel 1809 e nel 1814, ottennero una certa risonanza giornalistica annunciando un eschaton imminente</span><a name="_ftnref26" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn26"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[26]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">), a grandi uomini di Chiesa come John Wesley, fondatore del Metodismo, che, basandosi sull’<em>Apocalisse</em></span></span><a name="_ftnref27" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn27"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[27]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, scrisse che Cristo sarebbe dovuto ritornare nel 1836</span><a name="_ftnref28" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn28"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[28]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, a <span style="yes;"> </span>capi settari quali William Miller, creatore del Millerismo, che calcolò la fine dei tempi tra 1843 e 1844, raccogliendo intorno a sé numerosi seguaci</span><a name="_ftnref29" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn29"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[29]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, a molti altri ancora, incluso quel Charles Piazzi Smyth, ex astronomo reale scozzese che, con il suo <em>Our Inheritance in the Great Pyramid</em>, contribuì, intorno al 1860, alla nascita della piramidologia e che, sulle misure delle grandi piramidi, ritenne di poter fissare la data della fine nel 1960</span><a name="_ftnref30" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn30"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[30]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Il panorama di inizio ‘900 è quasi completamente occupato dalla figura di Charles Russel, un ex milleriano che, come ogni suo predecessore profetico, viene “illuminato da Dio” e, nel 1881, fonda la “Watchtower Bible and Tract Society”, più nota come “Movimento dei Testinoni di Jehova”: nel 1914, la pubblicazione del Movimento, Watchtower</span><a name="_ftnref31" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn31"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[31]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, sulla base di complessi calcoli che riprendono la tradizione ghematriaca e li applicano al <em>Libro di Daniele<a name="_ftnref32" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn32"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[32]</span></strong></span></span></span></a> </em>proclama l’Armageddon per quello stesso anno. Ovviamente nulla accadde, ma ciò non scoraggiò minimamente i leader del gruppo che, in seguito, con sempre nuovi calcoli, ri-profetizzarono la fine del mondo nel <span style="yes;"> </span>1918, 1920, 1925, 1941, 1975 e 1994!</span><a name="_ftnref33" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn33"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[33]</span></span></span></span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="yes;"> </span>Con qualche eccezione (dalla nascita del movimento fine-millenarista chiamato “La Gente di Dio” nella Russia rivoluzionaria del 1917, al successo mondiale del testo <em>The Lord is Coming</em>, del neozelandese Franklin Ferguson, che nel 1920 arrivò alla ventitreesima edizione</span></span><a name="_ftnref34" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn34"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[34]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), a parte i Testimoni di Jehova, le aspettative apocalittiche appaiono mitigarsi nell’arco di tempo tra I Guerra Mondiale e II Dopoguerra, forse a causa delle vicende storiche che riportano le speculazioni su un piano di rischio di distruzione ben più concreto e quotidiano. Di fatto, comunque, a partire dagli anni ’70-‘80 si assiste ad un vero e proprio “rinascimento millenarista”, che fa chiaramente da controcanto alle istanze libertarie che si sviluppano in occidente in quel periodo. Solo per citare gli esempi più eclatanti, possiamo ricordare la nascita dei “Bambini di Dio”, creati dal “profeta” Moses David (“al secolo” David Berg) intorno all’idea che una cometa avrebbe distrutto gli Stati Uniti intorno al 1975 (evidentemente poi cambiando idea quando, nel 1979, predisse la battaglia dell’Armageddon conto le forze comuniste nel 1986 ed il ritorno di Cristo nel 1993</span><a name="_ftnref35" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn35"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[35]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), la diffusione del messaggio escatologico della “Chiesa di Cristo della Vera Luce” sulla fine dei tempi a inizio anni ’70 (con relativi suicidi di massa di adepti</span><a name="_ftnref36" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn36"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[36]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), la predizione da parte di Bill Maupine e della “The Lighthouse Gospel Tract Foundation” di una Parousia il 28 giugno 1981 (sulla base di calcoli sulle profezie cristiane e sui movimenti di Giove, calcoli evidentemente errati, visto che la fondazione fu costretta a rivedere la “data finale” al 14 maggio 1988</span><a name="_ftnref37" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn37"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[37]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), il peculiare allineamento astronomico dei nove pianeti nel 1982 che fece gridare alla fine del mondo non solo gruppi come quelli del “Tara Centers” (che arrivò ad acquistare pagine sui maggiori quotidiani americani per annunciare il ritorno di cristo per il 24-25 aprile)</span><a name="_ftnref38" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn38"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[38]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ma anche stimati scienziati della NASA quali John Gribbin e Stephen Plagemann che, già dal 1974, sostennero che tale particolare configurazione celeste (detta “Effetto Jupiter”) avrebbe portato, con i suoi campi magnetici, ad un eschaton galattico</span><a name="_ftnref39" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn39"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[39]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, e la convinzione di Bhagwan Shree Rajneesh, Guru del movimento Rajneesh, che, nel 1983, predisse una serie di catastrofi (eruzioni, terremoti, inondazioni) che tra 1984 e 1999 avrebbero distrutto le maggiori città del mondo e l’umanità.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">La fine degli anni ’80, poi, vide la enorme diffusione dei vari movimenti New Age, fermi assertori della prossima palingenesi attraverso lo sviluppo di una nuova era di pace e prosperità. Dopo una prima mancata apocalisse fissata da molti autori per la notte tra il 16 e il 17 agosto 1987 (la notte della cosiddetta “Convergenza Armonica”)</span><a name="_ftnref40" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn40"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[40]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, fu il 1988 l’anno su cui si appuntarono gli sguardi di numerosi “futurologi apocalittici”. Così, il ponderoso <em>Hidden Prophecies in the Psalms<a name="_ftnref41" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn41"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[41]</span></strong></span></span></span></a></em> di J.R. Church vende migliaia di copie annunciando la Parusia su basi biblico-filologiche, Colin Deal sale agli onori della cronaca con il bestseller, scritto qualche anno prima, <em>Christ Returns by 1988<a name="_ftnref42" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn42"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[42]</span></strong></span></span></span></a></em> in cui, tra l’altro, si fornisce il numero di telefono di un pastore presbiteriano a cui rivolgersi per ottenere (ovviamente a pagamento) una sorta di “manuale dell’eschaton” dal titolo <em>Handbook of the End Time</em> ed Edgar C. Whisenant ottiene un successo planetario con il suo<span style="yes;">  </span><em>88 Reasons Why the Rapture Will Be in 1988<a name="_ftnref43" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn43"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[43]</span></strong></span></span></span></a></em>, che sarà seguito, l’anno seguente, da <em>89 Reasons why the Rapture is in 1989<a name="_ftnref44" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn44"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[44]</span></strong></span></span></span></a></em>, che, per ovvie ragioni, non bissò neppure minimamente tale successo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Gli anni ’90 vedono una vera e propria escalation nella nascita di gruppi millenaristi, le cui fedi, purtroppo, portano spesso più che al ridicolo sui loro fondatori, a tragedie di vaste proporzioni (come, d’altra parte, era già accaduto nel 1978 quando 912 seguaci della setta del “Tempio del Popolo” del Rev. Jim Jones si erano suicidati in vista dell’eschaton</span><a name="_ftnref45" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn45"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[45]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">). Nel 1991, Louis Farrakhan, leader della “Nation of Islam”, proclama che la I Guerra del Golfo sarà la “guerra dell’Armageddon” e oltre 200 mussulmani americani corrono in difesa della loro religione: molti di loro verranno poi reclutati nelle fila di Al Qaeda</span><a name="_ftnref46" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn46"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[46]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Sempre nel 1991, Menachem Schneerson, un rabbino di origine russa, afferma che il Messia arriverà il 9 settembre di quell’anno e oltre 300 famiglie vendono tutto quello che anno e si trasferiscono nel deserto del Negev in attesa dell’evento</span><a name="_ftnref47" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn47"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[47]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Nel 1992, David Koresh (al secolo Vernon Wayne Howell), “messia” del gruppo Avventista dei “Davidiani”, cambia il nome della sua comune da “Mt. Carmel” a “Ranch Apocalypse”, convinto com’è che la fine del mondo (fissata per il 1995) avrà inizio da lì, ma, accusato di attività sovversive, circonvenzione d’incapace e stupro di minorenni, viene circondato da forze federali statunitensi e, dopo 51 giorni di assedio, ordina ai suoi adepti di dar fuoco alla fattoria, provocando 76 morti</span><a name="_ftnref48" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn48"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[48]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Nello stesso anno, la setta coreana della “Mission For The Coming Days” e il “Movimento Hyoo-go” americano annunciano la fine per l’ottobre di quell’anno, con il risultato, rispettivamente, di 50 e 36 suicidi</span><a name="_ftnref49" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn49"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[49]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Continua, nel frattempo, la pubblicazione di testi che, tra riferimenti scritturali, calcoli astronomici e stravaganze numerologiche, proclamano fini imminenti: si va da <em>1994 the Year of Destiny<a name="_ftnref50" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn50"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[50]</span></strong></span></span></span></a></em> di F. M. Riley a <em>Are You Ready?<a name="_ftnref51" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn51"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[51]</span></strong></span></span></span></a> </em>di Harold Camping, a <em>The Return of Jupiter: End of the World in the Light of the Bible</em></span></span></span><a name="_ftnref52" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn52"><span class="MsoFootnoteReference"><em><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[52]</span></strong></span></span></span></em></span></a><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"> di Kenneth Wong e molti altri, tutti di successo e tutti, immancabilmente, smentiti dai fatti.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Né si può parlare di un fenomeno unicamente “occidentale” e in particolare americano. Nel 1997, dopo aver analizzato una serie impressionante di profezie (da quelle di Nostradamus a quelle di alcuni santi ortodossi), lo scienziato siberiano Vladimir Sobolyovhas della Rerikh Academy, annunciò che entro un paio d’anni l’asse terrestre sarebbe scivolata di almeno 30° , con cataclismi enormi (in particolare l’“innondazione dell’Armageddon”), che sarebbero terminanti solo con l’intervento di alcuni alieni nascosti nella IV dimensione</span><a name="_ftnref53" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn53"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[53]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> (una tesi, questa degli “alieni-salvatori”, cara a molte sette religiose, dai “Cavalieri Sacerdotali della Sicurezza Nazionale” ai “Raeliani”</span><a name="_ftnref54" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn54"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[54]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">); sempre in quell’anno, il gruppo shintoista radicale giapponese “Aum Shinri Kyo” proclama la fine dei tempi entro pochi mesi (e, in seguito, i suoi 3000 membri verranno accusati di produrre gas nervino per accelerare l’evento)</span><a name="_ftnref55" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn55"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[55]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> e i membri del gruppo ebraico eterodosso “Temple Mount and Land of Israel Faithful Movement” tentano di salire sul Monte del Tempio per essere “portati via” da esseri di altri mondi prima del Giudizio Universale, ma vengono bloccati dalla polizia israeliana dopo duri scontri (20 ottobre 1997)</span><a name="_ftnref56" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn56"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[56]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">; nel 1998, infine, la setta taiwanese buddhista guidata da Heng-ming Chen annuncia la fine dei tempi per il 31 marzo e invita tutti i suoi adepti nel mondo a sintonizzarsi sul canale televisivo 18, da cui Dio avrebbe trasmesso il suo proclama finale</span><a name="_ftnref57" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn57"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[57]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">. Con ogni probabilità ciò non accadde perché Dio si rifiutò di comparire sul canale 18 statunitense, di proprietà del “Playboy Network”…</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">L’ultima grande ondata apocalittica ha avuto luogo in occasione dell’arrivo del III millenio, per lo più sulla base dell’idea di un “mille e non più mille”, che, curiosamente, ha messo d’accordo “profeti” di diverse religioni nel ritenere l’eschaton assolutamente imminente e nel portare alcuni fanatici a compiere azioni disperate. Così, Jacob Yisrael, ex kibbuzim ora a capo della setta ultrareligiosa “House of Yahweh”, ritiene il 2000 l’anno in cui il Tempio verrà ricostruito e, con 3000 seguaci, viene fermato poco prima di occupare la Spianata della Moschea di Gerusalemme; il “Sukyo Mahikari”, un’ala oltranzista e para-nazista della setta “Aum Shinrikyo” (famigerata per il suo attacco con gas sarin nella metropolitana di Tokyo) diffonde pamphlet che inneggiano ad una “apocalisse di sangue” e compie numerosi atti di anti-semitismo prima di venire bloccata dalla polizia; in Oklahoma, un gruppo fondamentalista para-militare guidato dall’ex pastore menonita Robert Millar, proclama il “Millenio” e si asserraglia nella cittadella fortificata di Elohim City per difendersi da una presunta “guerra venuta dall’Asia”, prima di essere sciolto (con l’arresto di un centinaio di suoi appartenenti): dalle perquisizioni che seguono, emerge che Timothy McVeigh, l’attentatore di Oklahoma City, era in contatto continuo con il “pastore” Millar</span><a name="_ftnref58" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn58"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[58]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Si tratta certamente di casi estremi, ma essi formano solo la punta dell’iceberg di un movimento imponente: la lista dei gruppi cristiani che hanno annunciato la fine dei tempi per il 2000, citando passi biblici, menzionando l’allineamento planetario del maggio di quell’anno, credendo nell’inizio di una III Guerra Mondiale provocata dall’Islam, vedendo addirittura nel “millenium bug” il segno dell’Anticristo</span><a name="_ftnref59" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn59"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[59]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;"> è talmente lunga che, da sola, potrebbe riempire interi volumi.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">E, una volta superata anche questa “data fatidica” (con paure che, sulla base, per altro assolutamente razionale, della non esistenza di un “anno 0”, sono perdurate fino a tutto il 2001), il gioco delle “predizioni millenariste” non appare essersi ancora concluso: praticamente ogni anno successivo ha avuto i suoi “profeti” ad indicarlo, per una ragione o per l’altra, come l’ultimo dell’umanità e, recentemente, l’attenzione sembra essersi appuntata particolarmente sul 2012, l’anno indicato da alcune “interpretabili” profezie precolombiane come l’ultimo del ciclo cosmico</span><a name="_ftnref60" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn60"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[60]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Cosa pensare di questa sterminata schiera di profezie escatologiche che si sono susseguite non corso dei secoli? Siamo forse di fronte ad una sorta di psicosi collettiva? La risposta a questa domanda è, come spesso succede, duplice. Indubbiamente, infatti, quando ci troviamo di fronte a proclami e azioni che dimostrano tratti, talora molto avanzati, di isteria, di desiderio thanatico, di auto ed etero distruttività, rientriamo certamente nel quadro di una patologia</span><a name="_ftnref61" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn61"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[61]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, ma, di base, non possiamo liquidare semplicisticamente il desiderio inconscio di milioni di persone di conoscere cosa accadrà in futuro, di sperare in una palingenesi, di credere nell’esistenza di una giustizia retributiva che un giorno si concretizzerà come il frutto di un disturbo coscienziale.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">La frequenza con cui le profezie millenariste si sono susseguite nel corso della storia, ci parla di un elemento profondamente radicato nell’animo umano, ma ci dice anche molto di più. Se, infatti, osserviamo, come fatto fino a questo momento, i punti di maggior ripetitività dei fenomeni profetici, risulta chiaro che essi corrispondono sempre a momenti di particolare drammaticità sociale per i gruppi da cui i profeti provengono, siano essi gruppi etnici (con lo pseudo-mesianismo ebraico), religiosi (con le predizioni della Parusia proto cristiane) o, semplicemente, gruppi emarginati (o auto-emarginati) da un sistema di pensiero dominante.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Ecco, dunque, che l’annuncio dell’eschaton non risulta mai unicamente il grido di dolore dell’animo umano che cerca nell’“oltre” ciò che non trova nell’esistente, ma anche il grido di una denuncia sociale e politica contro una condizione vissuta come avversa</span><a name="_ftnref62" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn62"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[62]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="13pt;"><span style="Times New Roman;"> </span></span></p>
<div style="footnote-list;"><span style="Times New Roman;"></p>
<hr size="1" /></span></div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Si pensi, in tal senso anche solo ai ben conosciuti passi evangelici: “<em>Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa</em>” (Mt.24:43) e “<em>Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c&#8217;è in essa sarà distrutta</em>” (2Pt.3:10)</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">Giuseppe Flavio, <em>Antichità Giudaiche</em>, XVIII</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">Gen. 15:13</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[4]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Abrahamovitz, <em>Prophecies of the Messiah</em>, Columbus Press, 1994, pp. 118-146 passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[5]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Y. Rubinsky, I. Wiseman, <em>A History of the End of the World</em>, Morrow 1982, pp. 79-82</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref6"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[6]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> L. Martin, <em>Date Setters</em>, in &#8220;Guardian of Truth&#8221;, 15 Sett. 1994, pp. 36 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn7" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref7"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[7]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> In P. Blanc (a cura di),”<em>Nouvelle Prose sur le Dernier Jour, Composée avec chant noté, vers l&#8217;An Mille&#8230;</em>”, Mémoires de la Société Archéologique de Montpellier, 2 (1850)</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn8" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref8"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[8]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> A. da Montier-en-Der, <em>Trattato sull&#8217;Anticristo</em>, in C. Carozzi, <em>La fin des temps: Terreurs et prophéties au Moyen Age</em>, Stock 1982, pp.186-94</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn9" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref9"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[9]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Anonimo, <em>Gesta Episcoporum Leodensium</em>, MGH SS IX, p.202; AA.VV., <em>Annales de Saint Florent de Saumur</em>, Sigebert of Gembloux, <em>Chronicon universale</em> c.1114, PL 160 c.194,<span style="yes;">  </span>Thietmar IV, 19; <em>An. Quedl. ad an. 993</em>, MGH SS III, 69 et <em>Annales Augustani</em>, ibid. p.124; AA.VV., <em>Annales Quedlinburgenses</em>, MGH SS, III p.94; Abbo of Fleury, <em>Apologeticus ad Hugonem et Rodbertum Reges Francorum</em>, London, BM 10972, f.22v; PL 139 c.471-2, solo per citarne alcuni.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn10" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref10"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[10]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Ad esempio il passaggio della cometa di Halley. </span><span lang="EN-US">Vd. P. Moore and J. Mason, <em>The Return of Halley&#8217;s Comet</em>,<span style="yes;">  </span>Cambridge University Press, 1984, p.46 e passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn11" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref11"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[11]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Come la fine della dinastia carolingia. </span><span lang="EN-US">Vd. E. H. Kantorowicz, <em>King&#8217;s Two Bodies: A Study in Mediaeval Political Theology</em>, Princeton University Press 1957, passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn12" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref12"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[12]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Va, comunque, ricordato che, di per sé, la paura dell’anno 1000<span style="yes;">  </span>e la conseguente predicaziona apocalittica è propria unicamente delle aree con forte presenza monastica, dal momento che, in realtà, le nozioni cornologiche del popolo erano molto scarse e ben pochi membri del contado si rendevano conto di essere nell’anno chilliastico, tanto che, in relazione a quella che, secondo la storiografia ottocentesca, doveva essere una ossessione diffusa, le fonti che ne trattano risultano, per quanto numerose, ancora molto poche per pensare ad una psicosi globale. </span><span lang="EN-US">Vd. A.Stomper, <em>The Fear for Year 1000</em>, Ambrose Press, 1997, pp. 21 ss. </span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn13" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref13"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[13]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> AA.VV., <em>Chronicon Sci. Petri Vivi</em>, p.107 n.7</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn14" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref14"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[14]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Anonimo, <em>Gesta episcoporum Cameracensium</em>, 1.114; MGH SS 7.451</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn15" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref15"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[15]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> AA.VV., <em>Annales Leodinienses and Laubienses</em>, MGH SS IV, p.18</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn16" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref16"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[16]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Anonimo, <em>Annales Quedlinbourgenses ad an. 1009,</em> MGH SS 3.80, p.4</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn17" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref17"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[17]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Ad esempio da Maintz nel 1014. </span><span lang="EN-US">Vd. <em>Annales Quedlinburgenses</em>, MGH SS, III p.82-3</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn18" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref18"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[18]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Particolarmente feroci in Italia, Gallia, Ungheria e Grecia, come si evince dal manoscritto di<span style="yes;">  </span>Gerard of Csanád, <em>Deliberatio Supra Hymnum Trium Puerorum</em>, IV, ll.447-75</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn19" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref19"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[19]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> <span style="yes;"> </span>E.E. Dubruck, B.I. Gusick, <em>Death and Dying in the Middle Ages</em>, Peter Lang Publishing<span style="yes;">  </span>1999, pp. 311 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn20" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref20"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[20]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> P. Boyer, When <em>Time Shall Be No More: Prophecy Belief in Modern American Culture</em>, The Belknap Press of Harvard University 1992, p. 53-55</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn21" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref21"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[21]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> <em>Ivi</em></span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn22" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref22"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[22]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Renfield, <em>Millenarism and Rebellion between Middle Ages and Renaissance</em>, LeDuc University Press 1997, pp. 92 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn23" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref23"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[23]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> <span style="yes;"> </span>L.Martin, <em>Citato</em></span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn24" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref24"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[24]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> G.K. Waite, <em>David Joris and Dutch Anabaptism 1524-1543</em>, Wilfrid Laurier University Press 1990, pp.62-63</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn25" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref25"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[25]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">Riportato da L.Martin, <em>Citato</em></span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn26" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref26"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[26]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><em><span style="IT;">Ivi</span></em></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn27" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref27"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[27]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Apoc. 12:14</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn28" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref28"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[28]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A. M. Morris, <em>Prophecies Unveiled or Prophecy: A Divine System</em>, Kessinger Publishing Co. 2003, p. 361</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn29" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref29"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[29]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> B. J. Oropeza, <em>99 Reasons Why No One Knows When Christ Will Return</em>,<span style="yes;">  </span>IVP publishing 1994, pp.79-81</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn30" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref30"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[30]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H.A. Bruck, <em>The Peripatetic Astronomer, The Life of Charles Piazzi Smyth</em>, Taylor &amp; Francis 1988, pp. 141 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn31" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref31"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[31]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Edito anche il Italia con il nome di “Torre di Guardia”</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn32" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref32"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[32]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> In particolare al capitolo XIV</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn33" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref33"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[33]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> S.Peters, <em>Judging Jehova Witnesses</em>, University Press of Kansas 2000, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn34" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref34"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[34]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Croyger, <em>XX Century Will Be the End: Millanarian Expectations in the Last Century</em>, Armwell Press 2002, pp. 38 e 46</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn35" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref35"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[35]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> D. Davis, <em>The Children of God: The Inside Story By the Daughter of the Founder, Moses David Berg</em>, Marshall Pickering 1985, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn36" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref36"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[36]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Allen, <em>Pathological Eschatology</em>, AlphaPress 2001, p.176</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn37" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref37"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[37]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> G. DeMar, <em>The Debate Over Christian Reconstruction</em>, Dominion Press 1988, pp. 146 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn38" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref38"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[38]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H.O’Brien, <em>Apocalypse Now: False Prophets in the Age of<span style="yes;">  </span>Technology</em>, Admiral Press 2001, pp. 83-84</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn39" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref39"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[39]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> “Newsweek”, 16 settembre 1974, p.41</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn40" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref40"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[40]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> K.J. Lau, <em>New Age Capitalism: Making Money East of Eden</em>, University of Pennsylvania Press 2000, pp.96-97</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn41" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref41"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[41]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> J.R. Church, <em>Hidden Prophecies in the Psalms: I Will Open My Dark Saying Upon The Harp &#8211; Psalm 49:4</em>, Prophecy Publications 1986, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn42" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref42"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[42]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C.H. Deal, <em>Christ Returns by 1988: 101 Reasons Why</em>, Colin H. Deal Publisher 1981, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn43" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref43"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[43]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> E.C.Whisenant, <em>88 reasons Why The Rapture Will Be in 1988: The Feast of Trumpets (Rosh Hash-Ana) September, 11-12-13</em>, World Bible Society 1988, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn44" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref44"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[44]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> E.C.Whisenant, <em>89 reasons Why The Rapture Will Be in 1989. The Final Shout: Rapture Report 1989</em>, World Bible Society 1988, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn45" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref45"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[45]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> A tal proposito vd. J. Jr. </span><span lang="EN-US">Reston, <em>Our Father Who Art in Hell: The Life and Death of Jim Jones</em>, IUniverse 2001, passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn46" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref46"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[46]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> R.Singh, <em>The Farrakhan Phenomenon: Race, Reaction, and the Paranoid Style in American Politics</em>, Georgetown University Press 1997, pp. 310 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn47" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref47"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[47]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> T. Tomasella, <em>Deceivers and False Prophets Among Us</em>, AuthorHouse 2005, pp.263 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn48" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref48"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[48]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.A. Hibbert, <em>Before the Flames: Story of David Koresh and the Davidian Seventh-Day Adventists</em>, Seaburn Publishing 1996, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn49" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref49"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[49]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">T. Tomasella, <em>Citato</em>, pp.274 ss.</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn50" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref50"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[50]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> F.M.Riley, <em>1994 the Year of Destiny</em>, Marling Press 1993, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn51" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref51"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[51]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H.Camping, <em>Are You Ready?</em>, Vantage Press 1993, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn52" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref52"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[52]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> K.Wong, <em>The Return of Jupiter: End of the World in the Light of the Bible</em>, Dorrance Publishing Co. 1996, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn53" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref53"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[53]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C.Colson, J.S. Bell Jr., <em>Lies That Go Unchallenged in Popular Culture</em>, Tyndale House Publishers 2005, pp. 311-318</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn54" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref54"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[54]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> In proposito vd. C.Rockhill, <em>Savers from the Stars</em>, Abelson 2007, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn55" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref55"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[55]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> T.LaHaye, <em>Babylon Rising: The Edge of Darkness</em>, Bantam 2008, pp. 88-91</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn56" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref56"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[56]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C.Rockhill, <em>Citato</em>, pp. 263-264</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn57" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref57"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[57]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> <em>Ivi</em>, p.277</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn58" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref58"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[58]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C. Catherwood, J. DiVanna, <em>The Merchants of Fear: Why They Want Us to be Afraid</em>, The Lyons Press 2008, pp. 85-103 passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn59" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref59"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[59]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><em><span style="IT;">Ivi</span></em><span style="IT;">, passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn60" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref60"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[60]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">J. Oropeza, <em>Citato</em>, pp. 207 ss.</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn61" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref61"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[61]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> R. Martin, <em>The Last Things: Death, Judgment, Hell, Heaven</em>, Ignatius Press 1998, pp.111 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn62" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref62"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[62]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H. Schwarz, <em>Eschatology</em>, Wm. B. Eerdmans Publishing Company 2001, p.14</span></span></p>
</div>
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		<title>Gli Hopi e la “Purificazione del Mondo”</title>
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		<comments>http://www.unknown.it/previsioni/hopi-purificazione-del-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 05:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Profezie]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni popolari]]></category>
		<category><![CDATA[escatologia]]></category>
		<category><![CDATA[Hopi]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence M.F. Sudbury]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Sudbury]]></category>
		<category><![CDATA[messia]]></category>
		<category><![CDATA[nativi americani]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema escatologico è presente non solo nelle religioni considerate “tradizionali” ma anche in tutte quelle esperienze spirituali, spesso frettolosamente definite come “primitive”, riscontrabili in tribù africane o nativo-americane. Tali sistemi, a differenza di quanto a lungo ritenuto da numerosi studiosi, sono, in realtà, tutt’altro che semplicistici, rivelando, al contrario, un profondissimo grado di elaborazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Il tema escatologico è presente non solo nelle religioni considerate “tradizionali” ma anche in tutte quelle esperienze spirituali, spesso frettolosamente definite come “primitive”, riscontrabili in tribù africane o nativo-americane. Tali sistemi, a differenza di quanto a lungo ritenuto da numerosi studiosi, sono, in realtà, tutt’altro che semplicistici, rivelando, al contrario, un profondissimo grado di elaborazione teorica e di strutturazione formale.<span id="more-565"></span></span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Per quanto riguarda più precisamente la spiritualità degli indiani americani, va subito detto che i loro assetti religioso-spirituali si presentano come di notevole complessità e fortemente variegati, dal momento che ciascuna delle centinaia di tribù presenti nell’area dell’emisfero settentrionale ha sviluppato un suo sistema distinto di credenze e pratiche religiose [1]. </span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">In via di estrema generalizzazione, comunque, possiamo affermare che i nativi americani venerano un ampia gamma di spiriti, per lo più collegati a forze della natura, da cui deriva il minimo comun denominatore di un estremo rispetto per tutte le componenti del quadro naturale (dunque non solo forze divine o esseri umani, ma anche piante, animali, etc.), e che un numero considerevole di tradizioni ritiene fondamentale che ogni individuo cerchi la propria strada per essere il più utile possibile per la comunità [2].</span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">E’ all’interno di questi tratti comuni che possiamo posizionare numerosi elementi della complessa e antichissima religione degli Hopi, le cui caratteristiche globali risultano ancora di difficile decifrazione, variando, come tipico di ogni cultura a trasmissione orale, da comunità a comunità e da villaggio a villaggio, pur mantenendo un substrato significante comune [3] e, con ogni probabilità, rappresentando solo una parte di una dottrina sacra iniziatica tramandata solo all’interno del nucleo etnico e non svelata a chiunque ne sia estraneo, tanto da far affermare all’etnologo Harold Courlander che “<em>esiste una vera e propria reticenza nel trattate dei rituali segreti religiosi con chiunque se ne interessi</em>” [4]. </span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">In aggiunta a ciò, risulta storicamente accertato che da sempre la cultura Hopi ha avuto tratti di marcata capacità osmotica nei confronti delle credenze straniere (ad esempio del cristianesimo, con cui sono entrati in contatto già a partire dal XVI secolo), spesso inglobate nella loro cosmologia se non in contraddizione con alcuni suoi elementi fondamentali, in particolare precedentemente alla rivolta dei Pueblo del 1680 [5].</span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Ciò che, comunque, possiamo conoscere del loro sistema religioso è che la maggioranza dei racconti cosmogonici ruota intorno al “Tawa”, lo Spirito del Sole che formò il “Primo Mondo” e i suoi abitatori dal “Tokpella”, lo “Spazio Infinito” [6], ordinando al suo primogenito “Sotuknang” di plasmare i nove universi che egli aveva pianificato e di dare vita alla “Donna Ragno”, una sorta di messaggera tra dio e gli uomini [7].</span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">All’interno del processo creativo primigenio, Sotuknang diede anche vita ad altre divinità minori, tra le quali spiccano Masauwu, l’Uomo Scheletro, spirito della morte e padrone del “mondo superiore” (o “Quarto Mondo”) in cui fuggirono i buoni per scappare dalla debolezza del “Terzo Mondo” (in seguito si spiegherà il senso di questa “sequenza di mondi”), i “Kachinas”, gli dei Gemelli della Guerra, il Coyote, dio dell’inganno e la “Dea del Grano”, la “Grande Madre” dal cui ventre si svilupparono tutti gli uomini [8], così importante nella cultura Hopi da far pensare ad alcuni studiosi (per lo più del movimento femminista) che, in una società matriarcale originaria fossero lei e la Donna Ragno ad essere le divinità supreme, solo recentemente, a contatto con la “popolazione bianca”, soppiantate dalla divinità maschile Tawa [9] (il che è discutibile, dal momento che, in realtà, tutte le funzioni sacerdotali e rituali sono da sempre riservate agli uomini). </span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Ciò che, all’interno della religione Hopi, più risulta interessante è la cosiddetta “Teoria dei Quattro Mondi”. Secondo essa, la Terra così come la conosciamo sarebbe solo il quarto mondo ad essere abitato dalle creature di Tawa. In ciascuno dei mondi precedenti, la gente, sebbene inizialmente felice, sarebbe divenuta sempre più disobbediente e avrebbe vissuto non secondo i piani del dio supremo, dedicandosi alla promiscuità sessuale, combattendo l’uno contro l’altro e non vivendo in piena armonia. Per questo, i più obbedienti sarebbero stati condotti dalla Donna Ragno nel mondo superiore seguente, con mutamenti fisici che si sviluppavano nel corso del viaggio sia su di loro che sul mondo che stavano per abitare. In alcune versioni (in effetti maggioritarie), è anche presente l’idea di una distruzione del mondo precedente, mentre in altre, semplicemente, esso sopravvive nel caos [10].</span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Sul passaggio degli uomini in questo “Quarto Mondo” in cui ora ci troviamo, esistono almeno due versioni principali. Quella prevalente riporta che la Donna Ragno fece crescere un giunco cavo nel cielo fino al nuovo mondo e che gli esseri umani vi si arrampicarono fino ad emergere in una zona del Grand Canyon, mentre una seconda leggenda narra che Tawa distrusse il “Terzo Mondo” con una grande inondazione e che la Donna Ragno salvò “i giusti” facendoli galleggiare in una grande canna di bambù fino ad una piccola zona asciutta, da cui, su suggerimento sempre della Donna Ragno, partirono verso est su altre imbarcazioni di canna fino a giungere alla zona montuosa del Quarto Mondo.<span style="yes;">  </span>In molti casi, come riporta Harold Courlander, la prima versione è raccontata ai bambini, a cui, in seguito, una volta cresciuti, si svela la seconda versione, relativa alla grande inondazione [11]. </span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Tutte le versioni, in ogni caso, concordano sul fatto che, una volta arrivati nel Quarto Mondo, gli Hopi si divisero in gruppi (che andarono a formare i vari clan) e procedettero ad una serie di grandi migrazioni, stabilendosi occasionalmente in città in seguito abbandonate [12]. A tratti, i clan si univano in conglomerazioni più grandi, che finivano sempre per dividersi di nuovo a causa di dispute, che sono un motivo ricorrente di tutta la mitologia Hopi fin dalla partenza dal Primo Mondo.</span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Durante le loro migrazioni, gli Hopi si sparpagliarono per ogni dove: nell’estremo nord, in cui trovarono una “seconda porta” da cui anche altre popolazioni erano passate nel Quarto Mondo (e, verosimilmente, ciò potrebbe riferirsi al passaggio di<span style="yes;">  </span>popoli dall’Asia all’America attraverso lo stretto di Bering), all’estremo sud (e, non a caso, molti Hopi vedono Aztechi, Maya e altri popoli centroamericani come parte di loro clan perduti, il che troverebbe effettivamente riscontro nelle similarità di alcuni aspetti religiosi, non ultimo il culto dei “kachinas”, spiriti della natura presenti in ogni dove), ma, infine, approdarono tutti all’area nord-orientale dell’Arizona [13].</span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Un elemento di estremo interesse all’interno del mito delle grandi migrazioni riguarda lo sviluppo di una figura molto particolare: il cosiddetto “Fratello Bianco Perduto”. Secondo il racconto relativo all’entrata nel “Quarto Mondo”, proprio durante questo passaggio un misterioso “Pahana” (“Fratello Maggiore”) avrebbe lasciato gli Hopi per partire verso est. Un giorno egli ritornerà e tutto ciò che è malvagio sarà distrutto, mentre una nuova epoca di pace inizierà per tutto il mondo [14] (il che sembra essere intimamente connesso con la storia azteca di Quetzalcoatl e altre leggende centro-americane). All’inizio del XVI secolo, appare verosimile che gli Hopi abbiano creduto che l’arrivo dei conquistadores fosse, in realtà, legata al ritorno del “profeta bianco” ma, sembra provato che già al primo contatto con gli spagnoli, si siano resi conto dell’errore [15].</span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Rimane, comunque, il fatto che numerosi leader tribali Hopi abbiano da sempre profetizzato che la venuta dell’uomo bianco avrebbe indicato la fine del Quarto mondo, sebbene non sia mai stato chiarito se tale fine debba essere ritenuta definitiva o solo un passaggio ad un “Quinto Mondo”. </span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Un altro segno comunemente ritenuto presagio dell’eschaton fin dal XVI secolo, è l’attraversamento della terra da parte di “serpenti di ferro” e “fiumi di roccia”. Sulla terra, inoltre, sarà intrecciata una specie di gigantesca tela di ragno ed i fiumi diventeranno neri [16].<span style="yes;">  </span>Secondo una interpretazione <span style="yes;"> </span>speculativa molto comune e particolarmente inquietante, i “serpenti di ferro” sarebbero le ferrovie, i “fiumi di roccia” le autostrade e la gigantesca tela di ragno le linee elettriche e telefoniche o addirittura al world wide web, ma tale interpretazione risulta quantomeno discutibile per la sua chiara costruzione “a posteriori” [17].</span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">In ogni caso, tutte le profezie concordano sul fatto che tutta la volta celeste cadrà “in un grande luogo di sprofondamento” e che nei cieli si avrà un grande collasso o impatto che porterà all’apparizione di una “stella blu”, mentre la Terra diventerà una fredda landa deserta di sabbia, roccia ed acqua gelida. Allora “<em>gli uomini bianchi combatteranno contro altre persone nelle loro terre, in particolare con quelli da cui è derivata tutta la saggezza, e ci sarà fumo nei deserti, e segni che la grande distruzione si avvicina</em>” [18]. </span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Molti allora moriranno, ma quelli che capiranno le profezie potranno intraprendere atti necessari ad aumentare le proprie possibilità di sopravvivenza, ad esempio andando a vivere nei luoghi della gente Hopi e così saranno al sicuro. </span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">E’ a questo punto che il Pahana tornerà a piantare i semi della saggezza nei cuori delle persone, e così potrà aprire la soglia dell&#8217;alba dell&#8217;era del Quinto Mondo (a cui, secondo alcune versioni, ne seguiranno altri tre [19]).</span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">Non è difficile notare che, anche all’interno di una cultura così lontana da quelle che sono comunemente ritenute le culle del pensiero occidentale e orientale, ritroviamo alcuni elementi ricorrenti di tutti i sistemi escatologico-religiosi:<span style="yes;">  </span>il “soliti” ritorno edenico (come volontà atavica di purificazione globale) e “mundus senescit” (come giustificazione “degenerativa” della presenza del male nel mondo), il tema del giudizio “riordinativo” finale (come meccanismo retributivo dei giusti e di appianamento delle contraddizioni morali) , quello dell’elemento messianico, in questo caso punto di svolta e<span style="yes;">  </span>agente ristabilimento del corretto ordine naturale, una temporalità “para-ciclica” (o completamente ciclica nella versione in cui i mondi si susseguono) con il passaggio da un’era all’altra. </span></span></p>
<p class="StandardLibro" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">L’unico elemento di novità è rappresentato dalla identificazione del sistema edenico con la modalità di vita del popolo Hopi, ma si tratta di un elemento facilmente spiegabile ancora una volta in termini politico-psicologici se, allontanandoci da interpretazioni sensazionalistiche che tendono a vedere nelle profezie indiane segni di un futuro grande conflitto tra mondo occidentale (i bianchi che, si badi bene, erano già conosciuti dagli Hopi al momento della formulazione finale della profezia stessa e della sua stesura in forma scritta) e mondo orientale (da cui è scaturita la prima forma di civilizzazione) [20], pensiamo piuttosto che l’orgoglio etnico scaturisce inevitabilmente da una situazione di perenne contrasto inter-tribale per la conquista di pascoli e territori di caccia, portando ad una esaltazione nazionale, probabilmente poi intensificatasi proprio con il contatto con conquistatori europei fino a quel momento estranei al quadro bellicoso precedente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Note:</span></span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">1]K. Nerburn, <em>The Wisdom of the Native Americans</em>, New World Library 1999, p. 8</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">2] <em>Ivi</em>, passim</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">3] C.Vecsey, <em>The Emergence of the Hopi People</em>, in “American Indian Quarterly”, vol. 7, no. 3, 1983, pp.70 ss.</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">4] H.Courlander, <em>The Fourth World of the Hopis: The Epic Story of the Hopi Indians as Preserved in their Legends and Traditions</em>, University of New Mexico Press 1987, p.201</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">5] J. e S.Page, <em>Hopi</em>, Rio Nuevo Publishers 2009, p.21</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">6] H.Courlander, <em>Citato</em>, p.17</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">7] F. Waters, <em>The Book of the Hopi</em>, Penguin Books 1963, p.30.</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">8] D. Wall, V.Masayesva, <em>People of the Corn: Teachings in Hopi Traditional Agriculture, Spirituality, and Sustainability</em>, “American Indian Quarterly” vol. 28, no. 3, 2004, pp. 435-453</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">9] Così, ad esempio, in P.Gunn Allen, <em>The Sacred Hoop</em>, Beacon Press 1992, p.19</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">10] J.D. Loftin, <em>Religion and Hopi Life</em>, Indiana University Press 2003, pp. 88-91</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="IT;">[</span></span><span style="IT;">11] H.Courlander, <em>Citato</em>, p.205</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="IT;">[</span></span><span style="IT;">12] <em>Ivi</em>, p.35</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="IT;">[</span></span><span style="IT;">13] J.D. Loftin, <em>Citato</em>, pp. 93 ss.</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">14] H.Courlander, <em>Citato</em>, p.31</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">15] R.Friday Locke, <em>The Book of the Navajo</em>, Hollaway House 2001, pp.139-140.</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="IT;">[</span></span><span style="IT;">16] J.D. Loftin, <em>Citato</em>, pp. 98-99</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">17] <em>Ivi</em>, p. 103</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">18] A.W. Geertz, <em>The Invention of Prophecy: Continuity and Meaning in Hopi Indian Religion</em>, University of California Press 1994, p. 114</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="baseline;" lang="EN-US">[</span></span><span style="12pt;" lang="EN-US">19]</span><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><em><span style="IT;">Ivi</span></em><span style="IT;">, pp.11-12</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="12.0pt;">[</span></span><span style="12.0pt;">20] Ad esempio in K.Kaltreider, <em>American Indian Prophecies</em>, Hay House 1997, pp. 79-91</span></span></span></p>
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		<title>Per una psico-sociologia dell&#8217; “Eschaton”</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 14:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[escatologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Lawrence M.F. Sudbury]]></category>
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		<description><![CDATA[Letteralmente il termine greco “Eschaton”, essendo la forma neutra della parola “eschatos” (fine), significa semplicemente “ciò che sta al termine”, qualunque sia il contesto di riferimento a cui ci si indirizza. Nel corso del tempo e, in particolare, in periodi relativamente più recenti, il sostantivo “eschaton” ha assunto un significato più preciso e determinato, venendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Letteralmente il termine greco “Eschaton”, essendo la forma neutra della parola “eschatos” (fine), significa semplicemente “ciò che sta al termine”, qualunque sia il contesto di riferimento a cui ci si indirizza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Nel corso del tempo e, in particolare, in periodi relativamente più recenti, il sostantivo “eschaton” ha assunto un significato più preciso e determinato, venendo a specificare la fine di tutto, il destino finale del mondo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Sullo studio di questo particolare aspetto del “piano cosmico”, è sorta addirittura una specifica branca della filosofia e della teologia, che prende il nome di “escatologia” (da “eschaton” – “ultime cose” + “logos” – “studio”), la cui definizione più generale risulta, conseguentemente, essere: “lo studio che riguarda gli eventi finali della storia del mondo e del genere umano” [1]<span id="more-542"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Come indicazione preliminare, è subito possibile specificare che l’escatologia può essere suddivisa, a seconda dell’oggetto di studio, nei due sotto-indirizzi dell’escatologia personale e individuale e dell’escatologia universale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Il primo, che di norma scaturisce dalle dottrine relativa all’immortalità umana o alla sopravvivenza in qualche forma dopo la morte, cerca di risolvere il problema del destino o della condizione, temporanea o eterna, dell’anima umana e di quale sia il legame di dipendenza tra condizione futura e vita presente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Il secondo, invece, trasferisce la ricerca su un piano più ampio, indirizzato a inferire quale possa essere il destino di tutta l’umanità alla “fine dei tempi”, cioè nel momento in cui si avrà quella che comunemente viene chiamata “fine del mondo” e quali segni precederanno e accompagneranno tale evento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">In entrambi i casi, siamo, ovviamente, nel campo della pura speculazione teologica su quelle che, a seconda del nucleo culturale o religioso di riferimento, definiamo “profezie” o “insegnamenti divini”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Tali elementi sono variamente presenti in quasi tutte le forme di spiritualità, sia del passato che ancora esistenti, e la ragione di ciò è facilmente comprensibile. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Come affermato dallo storico della cultura Paul Boyer [2], si tratta di un meccanismo archetipico di regolazione e ordinamento retributivo del caos che risulta “<em>particolarmente importante a livello psicologico perché l’idea di una mancanza di senso ultimo è assolutamente spaventosa per l’uomo. Per questo le società umane hanno sempre tentato di creare qualche forma di quadro di riferimento, per dare alla storia e alle nostre vite personali un qualunque significato</em>”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">E’ chiara, in questo assunto, l’influenza della psicologia dell’ “inconscio collettivo” di stampo junghiano [3]. D’altro canto, risulta certamente valida anche l’interpretazione, sempre di matrice fortemente junghiana (e, in realtà, non così radicalmente differente da quella di Boyer, ma, semplicemente, rappresentante il processo più in dettaglio), data da Drewermann allo stesso fenomeno. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Secondo Drewermann, ogni sistema escatologico risulterebbe unicamente come un modello di interpretazione della storia nel suo insieme che si strutturerebbe, dal punto di vista psicologico, come una serie di movimenti regressivi, totalmente animati dalla nostalgia di un paradiso perduto e scaturenti da una “delusione” provocata dalla storia reale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">In questo quadro, tali movimenti non sarebbero che messaggi del profondo, sequenze di immagini e ricordi del “tempo iniziale” per attualizzare il tempo finale, liquidazioni radicali del passato in favore dell’avvento di un tempo del tutto nuovo [4]. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Qualora, poi, l’angoscia del reale toccasse vertici più estremi, lo sviluppo della visione escatologica non potrebbe, sempre secondo Drewermann, che incanalarsi verso costruzioni apocalittiche, con un passaggio dal un livello di “nevrosi” che, conoscendo la realtà storica, vuole rompere con il passato per sostituirlo con un altro ordine del mondo, ad un livello di “psicosi” che nega l’intera struttura della realtà, il cui ordine è insopportabile e che si vorrebbe vedere distrutto [5].</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Dunque, unendo i punti, il pensiero escatologico risulterebbe una sorta di meccanismo archetipico di ordinamento del reale, che nega il caos della “mancanza radicale di senso”, creando un sistema fantasmatico di ritorno edenico o, nei casi di culture sviluppatesi in periodi particolarmente conflittuali, attraverso visioni di un eschaton apocalittico. Quest’ultima rappresentazione, tra l’altro, si inserisce perfettamente nella teorizzazione di Molcher [6], che afferma: “<em>tutto si riduce ad una questione di potere. Quando vivi in periodo di particolare scontento o guerra o carestia, o, in generale, in periodi negativi, risulta naturale lo sviluppo di idee e predicazioni apocalittiche. E’ un modo, per la gente, di controllare come funziona il loro mondo.</em>”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Insomma, il nucleo fondante di qualunque sistema apocalittico o, in ultima analisi, di qualunque sistema escatologico è, in fondo, solo la necessità di un controllo dello stress psicologico determinato dall’entropia che sembra governare il mondo reale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Dal momento che tale entropia risulta, a vari livelli, essere una costante storica pressoché ineludibile, diventa chiara la motivazione dell’assunzione di tali meccanismi di difesa da parte di popolazioni presenti a qualunque latitudine e in qualunque momento dell’evoluzione umana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Il meccanismo, di per sé, è pressoché costante e sviluppato in tre fasi:</span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="l0 level1 lfo1;"><span style="Times New Roman;"><span style="'Times New Roman';"><span style="Ignore;"><span style="small;">1)</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">      </span></span></span><span style="small;">nostalgia edenica; </span></span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="l0 level1 lfo1;"><span style="Times New Roman;"><span style="'Times New Roman';"><span style="Ignore;"><span style="small;">2)</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">      </span></span></span><span style="small;">tentativo ordinativo attraverso una spiegazione del dolore e del male che rappresentano il vissuto quotidiano;</span></span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="l0 level1 lfo1;"><span style="Times New Roman;"><span style="'Times New Roman';"><span style="Ignore;"><span style="small;">3)</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">      </span></span></span><span style="small;">in alcuni casi, a seconda del quadro culturale di riferimento, superamento di tale vissuto attraverso la speranza palingenetica legata al concetto dell’eterno ritorno e della ciclicità dei tempi o di un giudizio finale che ristabilisca i parametri etico-morali perduti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">La presenza del terzo momento, di reintegrazione dell’orizzonte valoriale, è normalmente dipendente dallo sviluppo di una concezione del tempo lineare o ciclica. Come ben spiega Mircea Eliade (nello specifico riguardo alla ciclicità della cultura induista), infatti:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">“<em>Il significato acquisito dalla «storia» nel quadro delle diverse civiltà arcaiche non ci è mai rivelato così chiaramente come nella teoria del «grande tempo», cioè dei grandi cicli cosmici, che abbiamo segnalato di passaggio nel precedente capitolo. Dobbiamo riparlarne, poiché proprio in questo caso si precisano per la prima volta due orientamenti distinti: l&#8217;uno tradizionale, presentito (senza mai essere stato formulato con chiarezza) in tutte le culture «primitive», quello del tempo ciclico che si rigenera periodicamente ad infìnitum; l&#8217;altro, «moderno», del tempo finito, frammento (sebbene se ciclico anch&#8217;esso) tra due infiniti atemporali. Quasi ovunque queste teorie del «grande tempo» si ritrovano in unione al mito delle età successive, poiché l&#8217;«età dell&#8217;oro» si trova sempre all&#8217;inizio del ciclo, vicino all&#8217;illud tempus paradigmatico. Nelle due dottrine &#8211; quella del tempo ciclico infinito e quella del tempo ciclico limitato &#8211; questa età dell&#8217;oro è recuperabile, in altri termini, è ripetibile per un&#8217;infinità di volte nella prima dottrina, una sola volta nell&#8217;altra.</em>” [7]</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Ovviamente, la specificazione delle modalità di attuazione di tale azione difensiva risulta fortemente variabile a seconda del sistema socio-politico di riferimento. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Così, in linea generale, laddove esiste una forte unione (se non una identità) tra potere politico e potere religioso (dagli Assiri agli Egizi o ai Romani, solo per concentrarsi sul mondo antico) il tema escatologico viene, di norma, sottaciuto o visto come già superato, dal momento che una finitezza dell’universo implicherebbe anche una finitezza dell’ordine gerarchico divinizzato esistente, mentre dove tale unione non è così marcata o, addirittura, esiste una situazione dicotomica tra gerarchia religiosa e gerarchia politica (ad esempio, sempre nel mondo antico, tra i Celti o i Maya) il tema è molto insistito, fino addirittura all’ossessività, rappresentando una leva di potere molto forte nelle mani della prima nei confronti della seconda [8].</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Resta, comunque, che, anche tra le popolazioni meno “civilizzate”, la praticamente totale universalità (fatte salve solo rarissime eccezioni, per altro, ad una osservazione più puntuale, comunque riconducibili a particolari sistemi di pensiero che si configurano come para-religiosi) della presenza di credenze spirituali che includono sistemi escatologici di esistenza dopo la morte sia un dato generalmente ammesso dalla grande maggioranza dei moderni antropologi [9].</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Generalmente, all’interno delle popolazioni più primitive, la purezza delle credenze escatologiche varia a seconda della chiarezza dell’idea di “divino” e di “standard morale” prevalente. Così, dal punto di vista dell’eschaton personale, per alcune popolazioni, come, ad esempio, i “Nicaraguas”, una vita dopo la morte è concessa solo ai “buoni”, mentre per i malvagi si prospetta la totale estinzione, per altre, come i “Tonga”, la possibilità di sopravvivere alla morte dipende dal rango sociale, mentre per alcune tribù della Groenlandia o di Papua, si prospetta la possibilità di una “seconda morte” nell’aldilà o nel viaggio che conduce all’aldilà, qualora non si seguano alcune norme rituali codificate. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Anche l’“altro mondo” risulta variamente dislocato, sulla Terra, nei cieli, sul sole o sulla luna e, più comunemente, sottoterra, ma, in ogni caso, il dato che con maggior frequenza emerge, è la visione dell’aldilà come di un luogo in cui tutti gli attributi positivi della vita umana vengono amplificati all’ennesima potenza, sviluppando così un sistema di vita perfetto per gli eletti (che non sempre corrispondono ai meritevoli secondo un sistema retributivo morale) [10].</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Se le variazioni riguardanti l’eschaton personale sono numerosissime, molto maggiore è il numero delle varianti apparenti intercorrenti nelle visioni dell’eschaton universale, proprio in relazione alla strettissima dipendenza di questa dottrina “collettiva” dai sistemi culturali di riferimento delle diverse popolazioni e alla loro storia evolutiva, seppur, nella stragrande maggioranza dei casi, tutte queste varianti siano riconducibili ai meccanismi di fondo descritti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">In questo senso si pone la necessità di un’analisi particolareggiata, sia diacronica che sincronica, delle diverse specificazioni che l’idea escatologica universale assume nei vari culti religiosi di popoli del passato e del presente: al di la dell’indiscutibile interesse e, a tratti, della poesia di alcune immaginifiche soluzioni escatologiche, lo studio, almeno generale, della eschaton così come definito nelle sue varie declinazioni etnico-religiose può realmente divenire chiave di volta per la comprensione proprio dell’assetto socio-storico e culturale di genti diversissime tra loro, ma unite da comuni necessità psicologiche e morali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Se, dunque, la conoscenza delle culture altre può condurre ad una maggior flessibilità mentale e apertura verso la diversità, la comprensione di quanto, in fin dei conti, tale diversità non sia mai così sostanzialmente radicale si delinea come una funzione non solo meramente “conoscitiva”ma anche eticamente connotata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">E’ unicamente su questa linea e non in vani e vaghi tentativi di previsioni del futuribile o di divagazioni misticheggianti legate a questa o quella moda cultura che uno studio escatologico comparativo può assumere significato per il singolo e l’intera società.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><strong><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Note:</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">[1] </span><span style="EN-US;" lang="EN-US">Definizione da AA.VV., <em>Merriam-Webster Dictionary</em>, Merriam Webster 2006, p.1207</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">[2] </span></span><span style="EN-US;" lang="EN-US">P.S.Boyer, <em>When Time Shall Be No More: Prophecy Belief in Modern American Culture</em>, Belknap Press 1994, pp.24 ss.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">[3] </span><span style="&quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;">Vd. in particolare C.G. Jung, <em>La Vita Simbolica</em>, Bollati Boringhieri 1999, passim</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="&quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;"><span style="small;">[4] Cfr. M. Diana, <em>Angoscia e Libertà. Psicologia del Profondo e Religione nell’Opera di Eugen Drewermann</em>, Centro Scientifico Editore 2002, pp.158-159</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="&quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;">[5] </span><em><span style="EN-US;" lang="EN-US">Ivi</span></em><span style="EN-US;" lang="EN-US">, pp. 161-162</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="small;">[6] M.Molcher, <em>A Very English Apocalypse</em>, in “The End Is Nigh”,N.2, 2005</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="small;">[7] M.Eliade, <em>Myth of the Eternal Return: Cosmos and History</em>, Princeton University Press 2005, pp.22-23</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="small;">[8] R. K. Bultmann, <em>History and Eschatology: the Presence of Eternity</em>, Gifford 1962, passim</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="small;">[9] J.Waardenburg, <em>Classical Approaches to the Study of Religion: Aims, Methods, and Theories of Research</em>, Walter de Gruyter 1999, p.22-24</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="small;">[10] AA.VV., <em>The Catholic Encyclopedia</em>, New Advent 1917-2006, voce: “Eschatology”</span></span></p>
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		<title>Il tempo del compimento messianico</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 12:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fine del Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ possibile affermare che la prima grande religione che fa dell’eschaton uno dei nuclei centrali e irrinunciabili della sua stessa esistenza è quella israelita, che, con la sua attesa messianica, influenzerà le successive religioni da essa derivate (concretamente quella cristiana e quella islamica), le cosiddette “Religioni del Libro”, e che, nel suo sviluppo storico, darà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">E’ possibile affermare che la prima grande religione che fa dell’eschaton uno dei nuclei centrali e irrinunciabili della sua stessa esistenza è quella israelita, che, con la sua attesa messianica, influenzerà le successive religioni da essa derivate (concretamente quella cristiana e quella islamica), le cosiddette “Religioni del Libro”, e che, nel suo sviluppo storico, darà vita addirittura a quel genere letterario-religioso oggi definito come apocalittico.<span id="more-577"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span lang="EN-US">L’inizio di una escatologia israelitica data dai più antichi testi torahici: la fede di Israele si radica nell’esperienza storica dell’Esodo e, proprio a partire da questo episodio, da questa esperienza di liberazione, contiene in forma connaturata la speranza in una guida futura e la promessa della presenza riordinatrice di Dio nella storia. </span><span style="IT;">Ma, di fatto, è proprio la struttura basilare di questo credo che si modella sulla legge della “promessa” e del “compimento”, con la sua escatologia veterotestamentaria che ne diviene snodo fondamentale, divenendo nucleo propulsivo di quella fede identitaria nell’Unico Dio e di quella speranza rigenerativa nel futuro che, a partire direttamente dalla Genesi (1), trova la sua piena strutturazione della concezione retributiva della Terra Promessa propria appunto dell’Esodo (2). Nel Pentateuco (“Tanakh”), la “Promessa” si amplia progressivamente con lo sviluppo di sempre nuove specificazioni, dall’accrescersi del popolo e dei possessi, alla benedizione di Dio e alla sua continua presenza vittoriosa (3).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">In quest’ottica, la stessa storia della occupazione della terra di Canaan e della vittoria degli Israeliti sulle popolazioni circostanti può essere letta come una sorta di “base per la speranza futura”, all’interno di una religione che fa di tale speranza, di tale necessità di riscatto etnico e, in seconda istanza, planetario il perno in cui tutta la sua stessa esistenza ruota. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Ma se è tale speranza il fulcro di tutto l’Israelitismo, è attraverso l’esperienza del male, che si concretizza con la disobbedienza di Israele alla Legge di Dio e con la conseguente sconfitta per mano dei nemici, che prende forma una specificazione ulteriore del concetto escatologico: l’idea di un futuro “giorno del Signore” che porterà salvezza e vittoria al popolo eletto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">La successiva felicità della formazione del “Regno di David”, nel X secolo a.C., porta ancora ad una successiva specificazione del concetto salvifico, <span style="yes;"> </span>con l’idea di un “agente terrestre” che procederà al riordinamento definitivo del mondo, il Messia (“Meshanak”), che, ovviamente, verrà scelto da Dio tra i membri della casa di David.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span lang="EN-US">E’, comunque, nella catastrofe politica dell’VIII secolo a.C. che la concezione escatologica ebraica raggiunge uno sviluppo definitivo, con la statuizione da parte di alcuni profeti del concetto di “giorno del Signore” che diviene equivalente al “giorno del giudizio”. Più, infatti, appariva improbabile che Israele avrebbe mai potuto resistere alle grandi nazioni che lo circondavano e più si sviluppava l’idea che il trionfo finale di Dio sarebbe stato preceduto da un completo rovesciamento dell’ordine esistente. Così, l’età presente doveva giungere ad una fine improvvisa per far posto ad una nuova epoca. </span><span style="IT;">Tale fine avrebbe dovuto essere annunciata da grandi portenti naturali e stravolgimenti cosmici visibili sia in cielo che in terra: è nel trattare di tali argomenti che un linguaggio fortemente figurativo e misterioso comincia ad essere utilizzato e diventa quasi distintivo di tutte le trattazioni apocalittiche bibliche (4) e apocrife (5).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Il giorno del trionfo di Israele viene sempre più visto come il giorno del giudizio per i Gentili ed il quadro di svolgimento del processo escatologico si specifica nei profeti più tardi con l’idea di una serie di guerre sanguinose in cui gli oppressori di Israele cadranno: elementi quali l’idea di Gog e Magog (6) e il giudizio e la punizione delle nazioni da parte di Dio (7) diventano quasi dei “topoi letterari”, ripresi in tutte le trattazioni seguenti. Di pari passo, tale nuova concezione si pone in parallelo con l’dea, già fortemente sviluppata dalla letteratura apocrifa enochiana, di un trionfo finale delle schiere celesti sugli spiriti maligni (8).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="yes;">   </span>E’ in questo grande processo di elaborazione storico-culturale e di sintesi di elementi precedenti che il “giorno del Signore” si trasforma nel momento apportatore di speranze escatologiche, ricevendo piena formalizzazione in Isaia, che vede la salvezza unicamente proprio in chiave escatologica, come momento successivo al giudizio divino (9) e sempre accompagnato dalla presenza di un mediatore messianico di salvezza di origine divina (10). </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span lang="EN-US">Nonostante la distruzione politica di Israele (VIII secolo a.C) e di Giuda (VI secolo a.C.), proprio la speranza profetica in un escathon palingenetico mantenne viva la religiosità israelita. </span><span style="IT;">La speranza profetica aveva come obiettivo principale lo sviluppo di un nuovo “sistema del creato”, un nuovo modo di sentire, una Nuova Alleanza (11). Attraverso il sacrificio vicario del servo di Dio (il Popolo d’Israele o una figura messianica), la speranza era di includere in questa palingenesi non solo Israele ma anche i Gentili, cosicché il futuro del popolo ebraico appare intimamente connesso con quello di tutte le genti e dell’intero mondo (12).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Il “giorno del signore”, allora, assumerà connotazioni ben precise, legate proprio alla figura messianica:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">il Sinedrio riassumerà il suo ruolo di preminenza (13);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">i leader di tutto il mondo guarderanno al Messia come ad una guida universale (14);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">tutto il mondo adorerà l’unico Dio d’Israele (15) che, come visto, discenderà da David (16) e Salomone (17);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">il Messia sarà un uomo di questa terra, un ebreo osservante con “timor di Dio” (18);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">malvagità e tirannia scompariranno sotto la sua guida (19);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">tutto il mondo conoscerà Dio (20);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">egli chiamerà a sé popoli di tutte le culture e di tutte le nazioni (21);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">tutti gli Israeliti ritorneranno nella Terra Promessa (22);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">la morte sarà per sempre vinta e non esisteranno più fame e malattia (23);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">tutti i morti risorgeranno (24);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">gli Ebrei osservanti avranno eterna gioia e felicità (25);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">il Messia porterà pace a tutti (26);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">ogni nazione riconoscerà i torti fatti ad Israele (27);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">i popoli del mondo si volgeranno al Popolo ebraico per ottenerne guida spirituale (28);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">le città distrutte d’Israele verranno ricostruite (29);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">ogni arma verrà distrutta (30);</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l1 level1 lfo2;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;"><span style="small;">-</span><span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">il Tempio verrà ricostruito (31).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Come è possibile notare, tutta questa serie di idee di palingenesi ruota attorno a tre cardini principali:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">un desiderio di pace e di ritorno ad uno stato edenico;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">un asservimento morale dei Gentili al Messia ebraico;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">una volontà che Israele assuma o riassuma un ruolo di preminenza all’interno del consesso mondiale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">In tutti e tre i casi, siamo chiaramente di fronte ad una esplicitazione in forma profetica di necessità o sogni di stampo prettamente politico, nazionalista, sociale, la cui realizzazione appare totalmente improbabile sul piano prettamente razionale nella situazione contingente e che, conseguentemente, vengono espressi su un piano completamente irrazionale, visionario, quasi onirico, ammantato da una forma religiosa che, per certi versi, li invera o, quantomeno, li rende plausibili.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">E’ certamente una fede assoluta in tali profezie escatologiche, ben presenti anche in Daniele, la cui la speranza trascendente viene chiaramente vincolata all’aspettativa per la venuta di un “Regno del Figlio dell’Uomo” (33) (in cui la malvagità non avrà più spazio d’esistenza e che porrà fine a questo mondo iniquo), che, in un momento storico in cui l’esistenza stessa dell’Israelitismo era messa in seria discussione, un gruppo di Pii Ebrei, mossi in particolare proprio dalla lettura di Daniele, decise di rivoltarsi, nel 168 a.C., contro la forza d’occupazione del monarca seleucide di Siria Antioco IV Epifane e contro quei loro connazionali che stavano favorendo la trasformazione dell’Israelitismo ad un culto ellenistico orientale</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"><span style="yes;"> </span></span><span lang="EN-US">Il ricorso a “Daniele” come motore propulsive della rivolta era quasi scontato: l’autore del testo aveva costruito la sua opera proprio per dare conforto alla causa ribellistica e assicurare che Dio stava dalla parte degli insorti e li avrebbe portati alla vittoria e ad un “nuovo domani”. E’ in questo contesto che, in una visione attribuita al re babilonese Nabucodonosor, viene dipinto il quadro di una serie di quattro monarchie mondiali in successione, tutte malvagie e tutte distrutte (l’ultima da una pietra tagliata “non per mano d’uomo”, a simboleggiare che né la sua distruzione, né qualunque ordine umano dipende da forze storiche terrestri), mentre il “Figlio dell’Uomo” instaurerà, come detto, un quinto regno di giustizia e pace che durerà in eterno. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Soprattutto, nella visione di Daniele, la predizione, con i suoi riferimenti a figure storiche concrete oltre che a figure mitologiche e angeologiche (probabilmente di derivazione iranica), si riferisce ad un futuro piuttosto immediato (in contrasto con i precedenti stili profetici, in cui costruzioni apocalittiche legate ad un intervento divino erano già ben radicate, ma che sembravano costruite su archi di tempo di grande estensione e poco determinati) e, conseguentemente, ad una salvezza prossima.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Nel periodo Seleucide (circa 200 – 165 a.C.) e nei successivi periodi di dura dominazione romana e bizantina (63 a.C. – 638 d.C.), le aspettative relative all’avvento di un Messia divennero sempre più forti, in parallelo con l’inasprirsi delle condizioni socio-politiche e del giogo straniero su Israele e divennero il cuore di numerose concezioni escatologiche differenti , legati ai diversi gruppi religiosi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Il gruppo esseno, ad esempio, sviluppò la dottrina particolare di una “coppia” di Messia: un Messia Sacerdote appartenente alla Casa di Aronne e un Messia Re, della Casa di David. Questo elemento ci mostra come, in una parte della popolazione, la nozione di “unto del Signore” non fosse legata particolarmente al concetto (poi cristiano) di salvezza delle anime del mondo, quanto a quello di leadership politica che portasse ad una riorganizzazione del sistema socio-religioso in consonanza con la volontà divina. In parallelo, comunque, altri gruppi (in particolare di impronta farisaica e, soprattutto, zelota), tendevano a mettere più in ombra la l’idea politica di “messianismo davidico” per sottolineare maggiormente l’aspetto mistico-apocalittico e mitologico della figura messianica, traendo ispirazione in particolare dall’apocrifo <em>Libro di Enoch</em> (un testo del I secolo a.C., sebbene alcune parti potrebbero risultare notevolmente più antiche, di grande visionarietà, che indubbiamente devo molto alla conoscenza della letteratura apocalittica persiana e orfica) e sviluppando l’immagine di un essere soprannaturale destinato a portare una salvezza “complessiva” (a cui comunque non è aliena la concezione di salvezza socio-politica) al Popolo Eletto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="yes;"> </span>La distruzione del Tempio di Gerusalemme per mano dei Romani (70 d.C.), l’esilio e le successive le persecuzioni e sofferenze intensificarono notevolmente, come ovvio, l’attesa messianico-palingenetica ebraica, che continuò a svilupparsi, inglobando un sempre maggior numero di elementi teologici e semi-mitologici, fino a formare un vero e proprio Movimento Messianico.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Sono di questo periodo numerosissimi testi apocalittici, tra i quali vale la pena ricordare:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">- l’<em>Assunzione di Mosé</em>, uno scritto databile intorno a 30-40 d.C., riguardante presunte predizioni sul futuro d’Israele fatte da Mosé a Giosué e che riprende a piene mani da Daniele;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">- <em>II Ezra</em>, una tipica apocalisse teologica, più o meno del 90 d.C., che illustra allegoricamente il grande futuro che attende Israele e che, nella descrizione della resurrezione e del giudizio finale, attinge, ancora una volta, a piene mani da Daniele, riordinando, però, la materia in modo totalmente originale;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">- l’<em>Apocalisse di Bauch</em>, di inizio II secolo, contenente una serie di visioni collegate tra loro da passaggi fortemente retorico-didascalici e che riprende, anche fraseologicamente, da <em>II Ezra</em>, rimanendone, comunque, nettamente inferiore sul piano letterario;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">- l’<em>Apocalisse Greca di Baruch, </em>un testo greco di fine II secolo, con evidenti riprese dal <em>Libro di Enoch </em>(Baruch è condotto da un angelo nei cinque cieli e gli vengono mostrate visioni della resurrezione di Israele, che appaiono più grottesche che impressionanti);</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">- gli <em>Oracoli Sibillini </em>(libri III-V), del 140 d.C. circa, piuttosto lontani dallo stile apocalittico classico per la loro volontà di riprendere lo stile oracolare greco e che, nelle loro predizioni riguardanti il futuro inchinarsi degli altri popoli al volere di Israele, i segni della fine del mondo, il giorno del giudizio e l’età di pace che ne seguirà, attingono da Gioele, Zaccaria, Malachia e Isaia;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">- il <em>Testamento dei Dodici Patriarchi</em>, probabilmente del I secolo, che, nei “Testamenti di Levi e di Nephtali” ha tratti apocalittici che, però, mostrano chiaramente un rimaneggiamento di mano cristiana.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;">Particolarmente interessante, in questo periodo, è lo sviluppo di una variante popolare della figura messianica, data dal Messia-Guerriero della Casa di Giuseppe (o, in alcune varianti, di Ephraim), che precederà il Messia trionfante della Casa di David ma cadrà nella battaglia contro Gog e Magog, le due leggendarie potenze sataniche che si oppongono al Popolo di Dio (33). </span><span lang="EN-US">La nozione sembra essersi sviluppata verso la fine del II secolo, in stretta correlazione con il fallimento dell’ultima rivolta anti-romana (132-135 d.C.), guidata da Bar Kokhba, a lungo salutato come il Messia, ma è evidente che essa è connessa con una più profonda concezione di messianismo apocalittico, che vuole l’avvento del Messia preceduto da sofferenze e catastrofi. E’ proprio in questo senso che nella maggior parte delle versioni del credo messianico l’avvento del Salvatore risulta concomitante con l’eschaton e il giudizio universale, dal momento che “un nuovo cielo e una nuova terra” non possono che sorgere da una distruzione di tutto ciò che li precede.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span lang="EN-US">Anche il <em>Talmud</em>, il grande commentario sacro torahico composto nelle sue due versioni (di Gerusalemme e di Babilonia) e nelle sue varie parti tra il III e il VI secolo, tratta diffusamente dell’eschaton messianico in questi termini. In particolare nel <em>Sanhedrin</em> del <em>Talmud</em> di Babilonia, troviamo lunghe discussioni sugli eventi che condurranno alla venuta del Messia. Ad esempio leggiamo: “<em>Rabbi Johanan disse: «Quando vedrai una generazione che avrà cancellato dalla memoria la speranza in Lui </em>[il Messia]<em>, poiché sta scritto ‘e Tu salverai gli afflitti’,<span style="yes;">  </span>quando vedrai una generazione schiacciata da mille tribolazioni come da un fiume in piena, allora aspettateLo, perché è scritto che quando il nemico verrà come una marea, lo Spirito del Signore sorgerà a far loro da scudo e, di seguito, il Redentore verrà a Zion». E Rabbi Johanan disse anche: «Il Figlio di David verrà solo in una generazione che sia completamente retta o completamente corrotta. </em></span><em><span style="IT;">In una generazione completamente retta dal momento che è scritto ‘Anche tu popolo dovrai essere del tutto retto: tu erediterai la terra per sempre’; o completamente corrotto, visto che è scritto ‘E vide che non vi era alcun uomo e pensò che non vi era alcuno ad intercedere per loro’ ed è pure scritto ‘Per il mio amore, solo per il mio amore lo farò’»</span></em><span style="IT;">” (34)</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Lungo tutta la sua storia il popolo ebraico ha preso spunto da questi passaggi, mettendoli a confronto con gli eventi contemporanei alla ricerca di segni di un avvento imminente del Messia (fino all’oggi, con alcuni Rebe ultraortodossi convinti che la stessa Shoà fosse un presagio dell’imminente fine dei tempi).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Anche su queste basi la fede messianica, corroborate da calcoli ghematriaci per lo più basati sul <em>Libro di Daniele</em> (ma anche su numerosi altri passi biblici), eruppe frequentemente in grandi movimenti spinti dall’entusiasmo delle masse e pressoché ogni generazione ebbe i suoi precursori del e pretendenti al ruolo messianico: da Abu &#8216;Isa al-Isfahani e il suo discepolo Yudghan nell’VIII secolo a David Alroy nella Persia del XII secolo, dagli agitatori propagandistici del messianismo nell’Europa occidentale dell’XI e XII secolo al più famoso (o famigerato) degli pseudo-Messia, l’impostore Shabbetai Tzevi di Smirne nel XVII secolo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">D’altra parte, una quasi spasmodica attesa di un imminente avvento messianico non fu unicamente una prerogative popolare, né si interruppe dopo la palese truffa tzeviana. Dal punto di vista intellettuale, vale la pena di ricordare come un fervente messianismo impronti, ad esempio i <em>Tredici Articoli di Fede</em> di Maimonide, probabilmente il più grande filosofo ebreo medievale (che, tra l’altro, tentò di far sintesi tra tradizione ebraica e razionalismo aristotelico) e come elaborazioni escatologico-messianiche informino di sé tanto le visioni apocalittiche dell’esoterismo cabalistico, quanto la teologia israelitica razionalista del XVIII secolo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="Times New Roman;"><span lang="EN-US"><span style="small;">Il concetto che, a partire dal medioevo (e da Maimonide), maggiormente sembra diffondersi in relazione all’escatologia è che l’età messianica sarà il momento in cui gli Ebrei riconquisteranno la loro indipendenza e tutti ritorneranno nella terra d’Israele. Il Messia sarà un grande re, persino<span style="yes;">  </span>più grande di re Salomone e otterrà una fama imperitura presso tutte le nazioni</span></span><span style="13pt;" lang="EN-US">. La sua rettitudine e le meraviglie del suo regno condurranno tutti verso la pace a mettersi al suo servizio. In realtà, dal punto di vista sociale nulla cambierà realmente nel periodo messianico: ricchi e poveri, giusti e ingiusti continueranno ad esistere (anche se la vita sarà più semplice per tutti) e le leggi di natura non verranno sovvertite. In generale, comunque, il numero dei saggi aumenterà e ciò porterà alla scomparsa delle guerre e della violenza e al dominio della bontà d’animo e alla comprensione della vera sapienza nascosta nelle allegorie torahiche.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">I movimenti modernisti non aggiunsero nulla a questa concezione e, anzi, tesero sempre a mantenere salda la fede in un futuro “mondo redento” e in una età messianica, pur stemperando sempre più l’idea di un Messia con caratteristiche personali. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Ciò non è strano, anche a partire dal fatto che l’escatologia messianica non fu mai, per quanto spirituale e mistica, portata ad una negazione dell’esistente, quanto, piuttosto, ad un miglioramento dell’esistente, affinché esso si avvicinasse sempre di più al futuro ideale sperato (e, probabilmente, questo spiega sia la partecipazione di intellettuali ebrei a così tanti movimenti di riforma e rivoluzionari, sia il radicale fondamento messianico del Sionismo) e che, in una religione in cui l’escatologia personale è così marginale da non portare ad alcun culto dei morti (35) e così legata al sistema messianico da far sì che l’idea stessa di resurrezione sia unicamente correlata proprio a tale sistema (36), la perdita di una concezione messianico-salvifica avrebbe comportato la nullificazione del senso ultimo dello stesso Israelitismo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">Così si spiega anche la centralità dell’eschaton messianico, pur con le sue differenti sfumature, in tutte le maggiori correnti dell’Ebraismo contemporaneo:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l0 level1 lfo1;"><span style="Garamond;" lang="EN-US"><span style="Ignore;">-<span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span lang="EN-US">nel Giudaismo Ortodosso, il credo in un Messia della linea davidica è universalmente accettato come un principio di fede e non è infrequente la credenza che il suo avvento porterà ad eventi soprannaturali che culmineranno nella resurrezione dei morti, cosa perfettamente in linea con la ferma credenza in una vita ultraterrena;</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l0 level1 lfo1;"><span style="Garamond;"><span style="Ignore;">-<span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;">nel Giudaismo Conservatore, gli insegnamenti variano notevolmente, con statuizioni che vanno dall’idea di un Redentore (tanto che esistono preghiere per la restaurazione della linea davidica) a quella di una non meglio specificata era messianica che, comunque, sarà legata alla figura di un Messia (uomo o donna) (37) e da una idea tradizionale di resurrezione dei morti ad una visione del concetto come unicamente metaforico;</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l0 level1 lfo1;"><span style="Garamond;" lang="EN-US"><span style="Ignore;">-<span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span lang="EN-US">nel Giudaismo Riformato, la concezione più comune è quella di un’era di redenzione piuttosto che di un Redentore determinato, soprattutto se riferito alla Casa di David e anche l’idea di resurrezione dei morti diventa piuttosto evanescente, con un semplice riferimento ad una “nuova vita per tutti”;</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="l0 level1 lfo1;"><span style="Garamond;" lang="EN-US"><span style="Ignore;">-<span style="7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span lang="EN-US">solo nel Giudaismo Ricostruzionista, infine, si nega la validità dell’attesa messianica, sia essa legata ad una figura umana o ad un periodo determinato, ma si tratta di una corrente talmente minoritaria (persino negli Stati Uniti, in cui vive l’unica rappresentanza di una certa importanza di tale corrente) da non poter in alcun modo rappresentare il pensiero israelitico.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="Times New Roman;">NOTE:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;">(1) Si pensi a Gen. 12: 1 ss.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">(2) Es.:3:8</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">(3) Gen. 49:8-12; Num. 23; Deut. 33:13-17; Num. 23:21</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(4) Si pensi a tal proposito a Isa. 24 ss., Isa. 66:15, Zeph. 1:15, Zach. 14., Gioel., 3:3-ss., etc.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">(5) Come in Sibyl.3: 796-807, II Esd. 1:1-12, 4:20-28; Apoc. Bar. 27, 53, 70.; Enoch 91-93 etc.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">(6) Ezech. 38 ss.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">(7) Zeph. 3:8, Gioel.4:2, 9 ss.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(8) Isa.24:21ss. e 27:1, Sal.82, Deut.32:8, Giob.38:7, etc.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">(9) Isa. 4:3; 6:13; 11:11; 37:31</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(10) Isa. 7-12</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(11) Ger. 31, Ezec.36, Isa.41 e 51</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(12) Isa. 42:6; 49:6</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(13) Isa. 1:26</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(14) Isa. 2:4</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(15) Isa 2:17</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(16) Isa 11:1</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(17) 1 Cron. 22:8-10</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(18) Isa. 11:2</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(19) Isa. 11:4</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(20) Isa. 11:9</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(21) Isa. 11:10</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(22) Isa. 11:12</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(23) Isa. 25:8</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(24) Isa. 26:19</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(25) Isa. 51:11</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(26) Isa. 52:7</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(27) Isa. 52:13</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(28) Zac. 8:23</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(29) Ezec. 16:55</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(30) Ezec. 39:9</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(31) Ezec. 40</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(32) Dan. 2 e 7</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(33) Ezec. 38:2</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(34) <em>Sanhedrin</em> IV, 14 ss.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">(35) In effetti, tutte le fonti classiche isrelitiche (da <em>Mishnah Sanhedrin</em> 10:1 a <em>Talmud Sanhedrin</em> 90a, da <em>Berachos</em> 18b a <em>HaGedolim</em> di Chida) parlano di una “Olam Habba” una vita futura, il cui sviluppo dipende dal posizionamento dell’anima nella “Gehenna” (Inferno), nel “Gan Eden” (Paradiso) o nel <span style="yes;"> </span>“Gehinom” (Purgatorio), ma con l’importanza data al “Olam Ha&#8217;zeh” (questo mondo), praticamente tutte le scuole rabbiniche concordano che parlare questi argomenti travalichi le possibilità umane e il concetto di resurrezione interviene unicamente, come detto, in relazione al piano di redenzione messianica.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;">(36) Si veda Dan. 12:2</span></span></p>
<p><span style="AR-SA;" lang="EN-US">(37) Si veda l’ <em>Emet ve-Emunah</em>, <span style="yes;"> </span>“Statement of Principles of Conservative Judaism”</span></p>
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