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	<title>Il Portale del Paranormale &#187; Teorie</title>
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	<description>Misteri e Segreti del Pianeta Terra</description>
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		<title>Venezia Esoterica</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 01:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Romanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
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		<description><![CDATA[I MISTERI DELLA LAGUNA: Tra spettri, Graal e magi occultisti Quando si parla di Venezia vengono subito in mente le immagini delle bellissime gondole che vagano per i canali e la dolce atmosfera romantica che la avvolge, ma tra i campi e i calli gremiti di turisti si nascondono antiche leggende, misteri insoluti, ombre di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I MISTERI DELLA LAGUNA: Tra spettri, Graal e magi occultisti</p>
<p>Quando si parla di Venezia vengono subito in mente le immagini delle bellissime gondole che vagano per i canali e la dolce atmosfera romantica che la avvolge, ma tra i campi e i calli gremiti di turisti si nascondono antiche leggende, misteri insoluti, ombre di antichi personaggi che rendono la città fortemente inquietante in questa sua gotica disinvoltura. Sarà seguendo così le tracce di questi enigmi che si perdono nella notte dei tempi che riusciremo ad entrare in contatto con il genius urbis che come novello Virgilio ci porterà tra le pieghe del tempo al cospetto di tradizioni mai dimenticate come il Graal e Cagliostro, Casanova e l’Inquisizione che ci faranno cambiare idea sul comune soprannome di “Serenissima”.<span id="more-440"></span></p>
<p>IL GRAAL E I MISTERI DI SAN MARCO</p>
<p>La città di Venezia è ricca di leggende su antiche reliquie cristiane dato anche gli stretti rapporti economici con il mondo orientale e così ovviamente non potevano mancare storie sui Templari e il mistico Graal, la coppa nella quale, secondo la leggenda, Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue di Cristo.</p>
<p>La via che porta questa favolosa reliquia in città è quella che conduce a Costantinopoli, l’odierna Istambul, città conquistata dai Crociati e strettamente legata al capoluogo veneto. In particolare proprio durante la Quarta Crociata cavalieri e mercanti portarono in città cultura e tradizioni mediorientali oltre ai moltissimi tesori provenienti dalla città turca come i quattro cavalli in rame presenti sulla Basilica di San Marco e che tradizione vuole avessero al posto degli occhi degli splendidi rubini. Si sa ancora che da Costantinopoli sarebbe provenuta la Corona di Spine di Gesù che Luigi IX di Francia riuscì a sottrarre alla città per portarla in Francia, presso la Sainte Chapelle, dunque non sarebbe impensabile che, nel caso fosse davvero esistito, il Graal nel suo mistico cammino fosse davvero giunto nella città.</p>
<p><center><img class="size-full wp-image-441" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/romanadscf0018.jpg" alt="" width="500" height="666" /></center><br />
La tradizione lo vuole nascosto nel trono di San Pietro, il sedile ove si sarebbe davvero seduto l’Apostolo durante i suoi anni ad Antiochia costituito da una stele funeraria mussulmana e decorato con i versetti del Corano oggi presente nella chiesa di San Pietro in Castello. Si narra che questa poi sarebbe stata trasferita successivamente a Bari, città legata a quella veneta da interessanti tradizioni comuni come il santo Nicola le cui due città si spartiscono le sacre reliquie. Alcune tradizioni locali, poi, vogliono che nella chiesa di San Barnaba fosse stato seppellito il corpo mummificato di un cavaliere crociato francese dal nome di Nicodemè de Besant-Mesurier, legato alla vicenda della traslazione della mistica coppa ritrovato nella zona nel 1612. In realtà non sono mai stati trovati documenti che parlassero di questo cavaliere. I misteri legati alla religione Cristiana non trattano solo di reliquie, ma diverse sono anche le tradizioni legate a l’Inquisizione e piazza San Marco, tracce di angusti ricordi sparsi in una delle più belle piazze d’Italia e spesso celati agli occhi del comune viaggiatore. All’angolo destro della Basilica, ad esempio, è presente un cippo che la tradizione vuole utilizzato per le esecuzioni, mentre guardando le colonne del primo loggiato del vicino Palazzo Ducale, ne possiamo scorgere due di colore differente dalle altre ove, secondo la tradizione, venivano lette le sentenze di morte poi eseguite nella piazzetta antistante o nel vicino Campanile.<br />
<center><img class="size-full wp-image-442" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/romanazdscf0027.jpg" alt="" width="500" height="666" /></center><br />
Ecco così che il meraviglioso Campanile che svetta nella piazza nasconde anch’esso macabri ricordi, infatti è legato alla tradizione del supplizio di cheba, una gabbia in ferro sospesa nel vuoto nella quale i condannati venivano esposti al pubblico ludibrio anche per lunghi periodi sfidando le intemperie e dunque la morte che presto sopraggiungeva quasi come liberazione.</p>
<p>Sempre tra le colonne del Palazzo Ducale, poi, era offerta l’ultima speranza di salvezza, e infatti, sul lato della costruzione che si offre al mare era presente una colonna che ancora oggi appare con il basamento consumato. Ai condannati era offerta una ultima grazia: se fossero riusciti a girar intorno alla stessa senza cadere mai dallo strettissimo basamento sulla quale poggia, operazione davvero impossibile.</p>
<p>I PALAZZI STREGATI E LE CORRENTI TELLURICHE</p>
<p>Interessanti poi sono le tradizioni legate ai palazzi stregati come Ca’ Dario e Ca’ Mocenigo Vecchia.</p>
<p>La fama del primo sinistramente conosciuta da tutta la città, esso fu costruito dal mercante Giovanni Dario e dedicato al genio della città come testimonia l’iscrizione “Genio urbis Joannes Dario”, scritta che, secondo alcuni studiosi, nasconderebbe, anagrammata, enigmatici quanto orribili segreti: “SUB RUINA INSIDIOSA GENERO” e cioè colui che abiterà sotto questa casa andrà in rovina. Per alcuni la costruzione sorgerebbe su un nodo di energie negative che si trasferirebbero all’intera dimora, quella che Fulcanelli definirebbe una vera e propria dimora filosofale. In realtà l’intera città sorgerebbe su una rete di correnti telluriche, positive e negative, che caratterizzerebbero così la sua urbanizzazione, lo stesso Canal Grande sarebbe la rappresentazione del temibile serpente, simbolo delle enigmatiche forze che in alcuni punti diventerebbero fortemente palesi. Del resto nel passato era normale che ci fossero luoghi benefici e malefici, in oriente ove si pratica il feng shui, cioè una disciplina che permette di costruire una casa recependo le onde benefiche del “grande drago” che dorme nel sottosuolo. Sarà proprio il drago a caratterizzare la città, infatti esaminiamo una qualunque cartina di Venezia vediamo il Canal Grande snodarsi come un serpente o un dragone, tagliando esattamente in due parti la città. Abbiamo così la testa, “caput draconis”, ed una coda “cauda draconis”.</p>
<p>Alla fine di quest’ultima troviamo l’isola di san Giorgio, con l’omonima chiesa, scelta non casuale se pensiamo che nella tradizione cristiana san Giorgio è il santo che uccide il drago, e quindi che esorcizza il serpente veneziano, mentre dalla parte opposta vi è la Basilica di San Marco, quasi un modo per esorcizzare queste energie.</p>
<p>E’ proprio posizionato nella “cauda” che troviamo Ca’ Dario, il misterioso palazzo la cui maledizione colpisce tutti i proprietari che sono morti suicidi o comunque di morte violenta, tra i quali ultimamente Raul Gardini e il tenore Mario del Monaco.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la seconda costruzione, è silente testimone della visita del filosofo Giordano Bruno in città, ospite proprio della famiglia di Mongenigo che, dopo aver cercato di carpire le sue conoscenze alchemiche, lo denunciarono come stregone alle autorità veneziane costringendolo a riparare a Roma ove poi sarà giustiziato. Tradizione vuole che ancora in quell’edificio si manifesti il fantasma dell’eretico in cerca di giustizia.</p>
<p>ALCHIMIA VENEZIANA</p>
<p>Moltissimi sono stati i maghi, stregoni e alchimisti presenti nella laguna, tra i quali spiccano, oltre al già citato Giordano Bruno, Casanova e Cagliostro. Dati gli stretti rapporti con il Medioriente, Venezia è stata da sempre crogiuolo di culture, il toponimo del quartiere “Giudecca” sembrerebbe proprio segnalarci la presenza dei suoi primi abitanti, i giudei, da sempre maestri di alchimia e studiosi di Cabala. Moltissime sono così le leggende presenti nell’antico e nuovo ghetto che riguardano gli rabbini e i loro studi di alchimia.</p>
<p>Nella città, poi, sono presenti le conoscenze alchemiche degli arabi le cui tracce ritroviamo nel quadrante della torre dell’orologio ove, tra simboli astronomici e astrologici sono presenti raffigurazioni di mori. Più sconcertanti ed evidenti sono però le simbologie arabe presenti nelle vicinanze della porta della carta vicino la Basilica di San Marco. Qui sono rappresentati in un angolo i così detti “quattro mori”, i tetrarchi Diocleziano, Galerio, Massimiliano e Costanzo.</p>
<p>In realtà la tradizione lega queste figure all’alchimia come testimoniato da un fregio alla base dello stesso raffigurante due putti e due draghi intrecciati che portano un cartiglio con la scritta in veneziano arcaico “uomo faccia e dica pure ciò che gli passa per la testa e veda ciò che po’ capitargli”.</p>
<p><center><img class="aligncenter size-full wp-image-443" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/romanazdscf0024.jpg" alt="" width="500" height="375" /></center><br />
Sempre sullo stesso lato della Basilica sono presenti due colonne provenienti da Acri ove cultura cristiana e mora si mescolano in una mistica commistione di immagini tra le quali spiccano tre enigmatici criptogrammi per alcuni invocazioni al dio del mussulmani Allah.</p>
<p>Tra i personaggi più enigmatici, però, sicuramente spicca Casanova, mago e scrittore nato nella città il 2 Aprile 1725 e sepolto nella chiesa di San Barnaba anche se della sua tomba sono state perse le tracce. La sua storia “misteriosa” parte all’età di otto anni quando, per guarirlo da un male che gli costringeva a tenere sempre la bocca aperta, la zia lo portò da una strega guaritrice. Sarà da allora che lo scrittore iniziò ad interessarsi alle arti magiche che gli procurarono problemi con l’Inquisizione e che lo portarono ad esser imprigionato nei famosi “piombi” veneziani dai quale riuscì in una clamorosa fuga. Sicuramente egli ebbe contatti con la massoneria e con Amadeus Mozart per la realizzazione del suo “Don Giovanni” ispirato anche alla vita del veneziano e con il famoso Giuseppe Balsamo, noto come Conte di Cagliostro proveniente da Aix de Provence. Secondo la tradizione i due si incontrarono nella città nel 1769 per scambiarsi formule e magici rituali e le formule per l’elisir di eterna giovinezza.</p>
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		<title>Madre Justina: la Fede nei miracoli e il miracolo della Fede</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 23:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trovare la Chiesa di San Marco, incastrata nel cuore delle stradine della Città Vecchia di Gerusalemme, tra il Quartiere Armeno e il Quartiere Ebraico, non è una impresa facile. Eppure, secondo la Chiesa Siriano-Ortodossa, una delle più antiche Confessioni cristiane, che celebra i suoi Riti ancora nella lingua del Cristo, l’Aramaico, questa è la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovare la Chiesa di San Marco, incastrata nel cuore delle stradine della Città Vecchia di Gerusalemme, tra il Quartiere Armeno e il Quartiere Ebraico, non è una impresa facile. Eppure, secondo la Chiesa Siriano-Ortodossa, una delle più antiche Confessioni cristiane, che celebra i suoi Riti ancora nella lingua del Cristo, l’Aramaico, questa è la prima Chiesa della Cristianità: il luogo del Cenacolo.</p>
<p>Ho un appuntamento con il Vicario Patriarcale Siriano, che abita nel Convento di fianco alla Chiesa, alle 10 del mattino per una intervista e sono in netto anticipo: ne approfitto per visitare la piccola Cattedrale e subito ne rimango affascinato per quattro ragioni.<br />
<span id="more-820"></span><br />
La prima è, quasi ovviamente, la spoglia camera sotterranea che, secondo la Tradizione, era la casa della madre dell’Evangelista Marco, in cui suo figlio, su ordine del Maestro che voleva rifuggire dal clamore destato dal suo arrivo “messianico” nella Città Santa, avrebbe fatto preparare la cena del “Pesach” poi passata alla storia come “Ultima Cena”: è l’idea stessa, per quanto dibattuta, dal momento che altre Denominazioni posizionano l’evento in luoghi diversi (nulla di strano in una Gerusalemme in cui vi sono almeno tre luoghi “possibili” per l’Ascensione), che quella stanzetta dalle pareti di pietra grezza abbia ospitato uno degli eventi culturalmente e simbolicamente più importanti della storia umana, che abbia visto compiere per la prima volta gesti poi ripetuti ogni giorno in milioni di Chiese per duemila anni a renderla affascinante.</p>
<p>La seconda è una scritta, non più grande di 70&#215;50 centimetri, incisa nel muro: una scritta in aramaico che dà senso all’esistenza stessa della Chiesa, dal momento che, per voce comune quasi bi-millenaria , sarebbe stata tracciata da San Marco a certificazione che in quel luogo, in cui aveva trascorso la sua giovinezza, dopo la Resurrezione di Gesù i Dodici avrebbero ricevuto lo Spirito Santo.</p>
<p>La terza ragione è un quadro, venerato in tutto il Medio Oriente perché dipinto dalla mano del primo e unico ritrattista dal vero dell’Uomo venerato da oltre due miliardi di persone nel mondo come la sola Incarnazione del Dio vivente: quella tavola ad opera di San Luca, medico e pittore, che avrebbe voluto ritrarre Gesù bambino in braccio a sua madre, ma che, avendo conosciuto il Cristo quando Questi era già adulto, decise di riportare le fattezze del giovane uomo barbuto che aveva visto al posto del volto del neonato Salvatore.</p>
<p>La quarta ragione di fascinazione di questa Chiesa, che assomiglia più ad una Cappella di montagna che ad una Basilica Patriarcale, dando l’impressione di essere ancora più piccola di quanto sia realmente a causa della grande cortina rossa che, secondo l’uso siriaco, divide l’Altare del Santissimo dai Fedeli, è molto meno “storica” delle precedenti, è una donna, la guardiana della Chiesa, l’unica Suora del Convento in cui vive con i quattro Monaci che, insieme a lei, formano tutta la struttura ecclesiastica siro-ortodossa di Gerusalemme: Suor Justina.</p>
<p>Poco più di un metro e sessanta, piuttosto sovrappeso, tra i cinquanta e i sessant’anni, Suor Justina veste semplicemente con un larga maglietta grigia e un foulard dello stesso colore in testa, unico simbolo, per quanto poco evidente, del suo stato monacale.</p>
<p>Quando la incontro sta facendo quello che fa ogni giorno, più volte al giorno, con chiunque abbia la fortuna di passare per questo luogo in cui il senso del Sacro è così denso da essere quasi palpabile, come se fosse una patina che avvolge ogni cosa: sta parlando della  storia della “sua” Chiesa.</p>
<p>E’ lei che mi accompagna dall’Arcivescovo e, mentre attendo di essere ricevuto, mi parla un po’ di sé e della sua vocazione.</p>
<p>Scopro, così, che Suor Justina appartiene alla Comunità Siriaca di Niniwe, l’antica capitale assira, ormai piccola cittadina nei pressi della più grande e ormai tristemente più nota Mossul, in Iraq, e ha preso i voti da una decina d’anni appena: prima, mi dice, era un’insegnante di matematica pura all’ultimo anno del liceo e lo è stata per vent’anni.</p>
<p>Forse è questo strano contrasto tra una vita spesa in nome dell’insegnamento della scienza esatta per eccellenza e una scelta che si riverbera nel misticismo che traspare in ogni sua affermazione, o forse, più semplicemente, è il piacere di ascoltare per intero il suo racconto di come Gesù abbia chiesto a Marco di trovargli un posto tranquillo per cenare con gli Apostoli che mi fa tornare, una volta terminata l’intervista, alla Chiesa, dove so che Madre Justina sta continuando la sua opera di guardiana della “moralità nel vestiario” delle turiste di passaggio e di “cicerone”.</p>
<p>L’ascolto volentieri, mentre parla, quasi in uno stato di rapimento estatico, della “saggezza di nostro Signore” e, ad un tratto, una sua frase mi colpisce: “io stessa, in nove anni che servo in questa Chiesa sono stata testimone di alcuni grandi miracoli compiuti da Dio per chi lo prega con amore …”.</p>
<p>Sarà il fascino ambiguo di quella frase sospesa o quel prurito strano, viscerale, quella strana sensazione di curiosità mista a scetticismo che prende chi, come me, da anni vive studiando le questioni religiose quando sente pronunciare la parola “miracolo”, ma non resisto: aspetto che anche l’ultimo dei turisti esca, colmo di stupore e ammirazione per quel luogo così pieno di storia sacra, e le chiedo di raccontarmi di quei “miracoli”.</p>
<p>Madre Justina sorride, si siede su un gradino scusandosi per il fatto che i dolori alle ginocchia non le permettono di stare molto in piedi (e non posso fare a meno di pensare alle ore che deve aver passato inginocchiata a pregare in quella Chiesa umida anche in piena estate) ed è come se un fiume in piena rompesse gli argini: racconta, racconta con una capacità affabulatoria, sorprendente, come solo i Mediorientali, forse per tradizione atavica, sanno avere; racconta senza quasi prendere fiato, con gli occhi chiusi come se rivivesse ogni attimo, come se rivedesse un film degli eventi di cui parla, punteggiando la narrazione con esclamazioni di gioia e di lode a Cristo che suonerebbero persino ridicole sulle labbra di chiunque, ma non sulle sue.</p>
<p>Quando esco dalla Chiesa, circa due ore dopo, sono senza parole, perso in un mondo che sembra più vicino a quello delle cronache medievali che alla realtà di una Città Santa dove i militari israeliani pattugliano ogni angolo, i ragazzini urlano nelle stradine e migliaia di pellegrini affollano i suk per comprare croci di ulivo di ogni Confessione cristiana da appoggiare sulla “Lapide della Vestizione” nel Santo Sepolcro.</p>
<p>Mi inerpico per le salite di Gerusalemme Vecchia e ripenso a Suor Justina e ai quattro miracoli di cui mi ha parlato, tre dei quali avvenuti a San Marco.</p>
<p>Il primo ha avuto lei come diretta protagonista. Tecnicamente si tratta di un fenomeno noto (in realtà, dal punto di vista scientifico, erroneamente) come “glossolalia”, cioè della capacità di parlare e comprendere lingue mai conosciute prima, ma preferisco il termine usato da Suor Justina: “la mia Pentecoste”. Brevemente: qualche mese prima un Ebreo russo capita nella Chiesa e la Madre “guardiana”, come sempre, gli fornisce la sua spiegazione storica, rispondendo anche a qualche domanda del turista curioso. Fin qui, nulla di strano, ma, qualche giorno dopo, il Russo torna per una seconda visita e comincia a parlare a Justina prima in ebraico, poi, non ottenendo risposta, in russo. La suora, però, parlando arabo, aramaico e inglese, non ha nessuna possibilità di comprendere cosa l’uomo stia dicendo e si accorge che quest’ultimo si stava inquietando, credendo che lei lo prenda in giro: in fondo, pochi giorni prima, hanno conversato più di un’ora capendosi perfettamente! Fortunatamente, un fedele siriaco, guida turistica dei numerosi gruppi di Russi in città, passa per caso (o, secondo Suor Justina, per illuminazione dello Spirito Santo) dalla Chiesa e, con il suo aiuto, non solo l’“equivoco” viene chiarito, ma si poò procedere anche alla stesura di una dichiarazione scritta di quanto accaduto, ora conservata nella cassaforte del Patriarcato.</p>
<p>Già questa prima rivelazione miracolosa appare a dir poco sensazionale, ma, in realtà, decontestualizzandola, può essere fatta rientrare in una serie di manifestazioni consimili, relativamente frequenti, ad esempio, nelle Comunità Pentecostali e, di norma, spiegabili anche dal punto di vista psicologico: se partiamo dal presupposto che, in particolari momenti di forte eccitazione mistica (e, indubbiamente, la visita di San Marco può provocare tale stato), comprovatamente le nostre capacità mentali subiscono un notevole potenziamento e che, in buona sostanza, arabo ed ebraico sono due lingue di matrice comune, in cui molti termini sono reciprocamente comprensibili per i parlanti di una delle due (insomma, qualcosa di simile, ad esempio, a quanto accade tra spagnolo e portoghese, svedese e norvegese o slovacco e polacco), si potrebbe persino tentare di razionalizzare la vicenda e di spiegarla in termini scientifici.</p>
<p>La stessa cosa può valere per il secondo “miracolo” di San Marco, quello di un giovane uomo della Comunità siriana, ricco e agnostico, che un giorno, qualche anno fa, decide, per scommessa con alcuni amici, di andare a Messa e ricevere la Comunione per incontrare una fedele che vuole sedurre: messosi in fila, però, dopo qualche passo, il giovane rimane come paralizzato, sentendo come una mano posata sul suo petto che lo blocca e, pochi secondi dopo, sviene. Ripresosi, sotto shock, si chiude nella sua stanza e, addormentatosi, sogna Gesù che gli impone di leggere il Vangelo prima di prendere la Comunione, ma, nonostante questo, il giorno dopo riprova a mettersi in fila, ma rivive la stessa esperienza del giorno precedente: solo dopo aver letto per intero il Vangelo, averlo meditato ed essersi convertito sanando molti torti precedentemente compiuti, il giovane finalmente riesce ad accostarsi alla Comunione che ha su di lui un effetto così profondo da indurlo a farsi prete. Secondo Madre Justina, molte lettere in possesso del Patriarca proverebbero questo iter ma, naturalmente, qualunque scettico potrebbe tranquillamente parlare di disturbi psicologici, autosuggestione inconscia e cose di questo genere.</p>
<p>Già meno spiegabile è il caso del terzo “miracolo” (riportato anche dalla stampa locale nel 2007), accaduto ad una fedele siriana della Congregazione di Gerusalemme, emigrata, come molti Cristiani della Terra Santa, negli Stati Uniti e sposatasi con un Americano. Il suo primo figlio, appena nato, soffre di una rarissima forma di insufficienza polmonare, non riesce a dormire e, secondo i medici, ha pochi mesi di vita. Disperata, la ragazza telefona a Madre Justina, con cui ha stretto amicizia prima di emigrare, per darle la triste notizia e per chiederle di pregare per suo figlio. Due notti dopo, mentre, durante una tempesta, la giovane madre è in preghiera, sul muro della sua camera in California vede apparire l’immagine della Vergine della Chiesa di San Marco (quella di San Luca con il Bambino barbuto di cui si diceva prima), che rimane impressa per qualche ora (pare esistano anche delle fotografie scattate dal marito della donna a provarlo) per poi sparire completamente: da quella notte e per tutta la settimana seguente il bambino riesce finalmente a dormire e, visitato qualche tempo dopo dai medici, si scopre che l’insufficienza polmonare è notevolmente migliorata e, anzi, sta regredendo fino a far prevedere una completa guarigione. Naturalmente, anche in questo caso, è possibile dare numerose interpretazioni possibili agli avvenimenti, senza scomodare per forza l’ambito sacrale: allucinazioni collettive in stati di ipertensione, interpretazione di macchie di qualunque genere, magari dovute alla pioggia, secondo schemi mentali subconsci, “normali” episodi di guarigione spontanea in fasi di sviluppo neonatali, di cui esiste un’ampia letteratura medica. Certo, però, la concatenazione temporale degli eventi e la presenza simultanea di più elementi di natura particolare sembrerebbero contraddire la possibilità di riferirsi a pure casualità …</p>
<p>Infine, il quarto “miracolo” di cui Madre Justina mi parla non riguarda strettamente la “Basilica Patriarcale”, ma la vita stessa della Suora. Il racconto nasce da una domanda che, da qualche tempo, mi sto ponendo, e cioè se, così come difficilmente un astronomo potrà godersi un tramonto senza pensare che dietro ad esso esistono questioni di orbite ed ellissi, chi si occupa di indagine storica sulle Religioni potrà mai sentire veramente il calore della Fede: penso che lei, suora ma anche ex insegnante di matematica, sia la persona migliore a cui porre il quesito e la interrogo: “Come riesce ad avere una Fede così forte nonostante sia stata a lungo una scienziata?”</p>
<p>Suor Justina sembra stupita della domanda, si blocca per un istante e poi mi spiega che la Fede è qualcosa che va ben oltre la scienza e che lei questo lo ha vissuto personalmente. La sua famiglia, mi spiega, era umile, con un padre muratore, una madre casalinga, due figlie femmine e un grande desiderio dei suoi genitori di avere un erede maschio. Era anche una famiglia molto religiosa e, dopo molte preghiere, finalmente nasce un maschio, che, però, appare da subito in più che precarie condizioni di salute: i medici gli diagnosticano un cancro al cervello in una zona in cui non è asportabile e, conseguentemente, gli danno pochissime settimane di vita. I genitori, disperati, consultano ogni specialista della zona, ma la risposta è sempre la stessa: nessuna speranza. Un giorno, di ritorno proprio dall’ultimo consulto, la madre di Justina si ferma ad un Santuario locale molto noto per una statua miracolosa della Vergine e per quattro ore prega in ginocchio la Madonna di salvare suo figlio. Poi, distrutta dal dolore, va a casa e si mette a dormire. A questo punto, sempre secondo il racconto di Suor Justina, le appare in sogno la Madonna che le ordina di mettere tre cucchiai di zucchero in un bicchiere d’acqua e di dare quell’acqua a suo figlio la mattina dopo. La madre esegue il comando e, con sua enorme sorpresa, mentre sta compiendo l’operazione, viene a sapere che anche il marito e le due figlie hanno avuto lo stesso sogno. In poche parole, nel giro di una settimana, come i medici, increduli, constatano dalle lastre, il tumore sparisce e oggi il neonato è un medico laureato negli Stati Uniti e un Prete Sposato Siriano-Ortodosso.</p>
<p>Insomma, c’è da rimanere senza parole, forse ancor più che per gli eventi raccontati, per la naturalezza con cui Madre Justina ne parla, come se l’intervento del Divino nella vita umana fosse qualcosa di ovvio, di naturale, come se, in fondo, la distanza tra l’uomo e Dio fosse una sorta di velo che la Fede può scostare facilmente.</p>
<p>A distanza di qualche tempo mi è ancora difficile non provare stupore ripensando alle parole di quella Suora irachena che passa la vita tenendo in ordine una Chiesa e lodando Cristo mentre narra la storia di San Marco, ma oggi, mentre la “spinta emotiva” si è un po’ affievolita, a tratti riemerge lo spirito critico che chiunque faccia il mio mestiere deve avere e non so se credere che davvero le vicende siano andate come la Suora mi ha raccontato. Forse sì, certo, ma forse alcuni tratti sono stati caricati, forse, in fondo, quegli avvenimenti sono stati “gonfiati” in modo da trasformarsi in parabole, forse c’è stato un forte mescolamento di realtà effettuale e onirismo, forse, anzi, per certi versi persino probabilmente, non è possibile parlare di veri e propri “miracoli”.</p>
<p>C’è, però, una cosa su cui mi capita spesso di riflettere: la Fede di Madre Justina, una Fede così totale da apparire fuori dal tempo, in qualche modo così acritica da divenire totalizzante, un abbandono totale a Dio, un amore così incredibile per Lui da sfiorare un “misticismo quotidiano”.</p>
<p>Ecco, forse è questo il vero, grande miracolo di cui questo incontro mi ha parlato: non glossolalie, eventi di “shekinà” (intervento del Divino nel mondo fisico) o guarigioni miracolose, ma la possibilità che questo abbandono, che questa Fede siano possibili e siano possibili oggi, in una donna di una terra martoriata dalla guerra che vive in un’altra terra martoriata dall’odio etnico, in una persona colta, istruita, per nulla superstiziosa, che ha passato metà della sua esistenza a misurare la realtà con numeri e calcoli e la cui convinzione, la cui certezza assoluta nella “tangibilità” del Sacro non solo “fa miracoli”, ma è essa stessa miracolosa.</p>
<p>Dopo aver terminato il racconto sul suo “miracolo famigliare” Suor Justina, prima di andare ad accogliere un nuovo gruppo di turisti e ricominciare a narrare per l’ennesima volta la sua storia di San Marco, mi ha detto un’ultima cosa sul rapporto tra scienza e Fede, una cosa che, mi sembra, è quasi una epitome della sua stessa esistenza: “Oggi pensiamo che il massimo della tecnologia sia un computer, ma se ci pensi, alla base anche del più avanzato dei computer ci sono silicio ed elettricità, della sabbia e una forza che esiste da sempre, entrambe create da Dio: tutto era già nella Sua mente, ma ci ama così tanto che ci ha lasciato liberi di scoprire da soli come combinare le sue creazioni …”</p>
<p>Guardo il computer su cui sto scrivendo e mi sento bene perché scopro di volere intensamente, acriticamente, e, per una volta, non mi interessa se secondo alcuni stolidamente pensare che  Suor Justina abbia ragione …</p>
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		<title>Energia Universale e Yoga</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 08:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Parapsicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[energia universale]]></category>
		<category><![CDATA[legge dell'attrazione]]></category>
		<category><![CDATA[oriente]]></category>
		<category><![CDATA[prana]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[yoga]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos&#8217;è l&#8217;Energia Universale? la scienza ha da tempo scoperto che esistono enormi quantità di energia sia a livello atomico che astronomico. Detto questo, nessuno può dubitare che una roccia contenga energia al suo interno. Nello Yoga, si fa riferimento all&#8217;energia universale come Prana o forza vitale. Nella medicina cinese e nelle arti marziali cinesi, questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cos&#8217;è l&#8217;Energia Universale?<br />
la scienza ha da tempo scoperto che esistono enormi quantità di energia sia a livello atomico che astronomico. Detto questo, nessuno può dubitare che una roccia contenga energia al suo interno.</p>
<p>Nello Yoga, si fa riferimento all&#8217;energia universale come Prana o forza vitale. Nella medicina cinese e nelle arti marziali cinesi, questa stessa energia è denominata &#8220;Chi&#8221;. </p>
<p>Nelle arti marziali giapponesi, questa stessa forza è conosciuta come &#8220;Ki&#8221;. </p>
<p>Reiki, un&#8217;arte curativa basata sull&#8217;imposizione delle mani, significa letteralmente &#8220;forza vitale universale&#8221;.</p>
<p>Com&#8217;è possibile che gli antichi fossero così &#8220;in sintonia&#8221; con la natura, senza i nostri strumenti scientifici? <span id="more-986"></span><br />
Gli antichi studiosi dedicavano il tempo ad osservare la natura e ad essere una parte di esso. Hanno osservato il funzionamento del corpo umano e sviluppato lo Yoga per il raggiungimento e mantenimento della salute.</p>
<p>Oggi abbiamo bambini che hanno a malapena il tempo per osservare gli uccelli. In realtà, il mondo virtuale dei videogiochi è per alcuni bambini più reale della stessa esistenza fisica. L&#8217;aspetto virtuale della vita<br />
crea una cultura di esistenza inconscia. Alcuni di noi fanno così tante cose inconscie, che non sono consapevoli di quello, o quanto, abbiano mangiato ieri sera.</p>
<p>Distaccarci dai recenti progressi tecnici ci permette di tornare alla natura e realizzare l&#8217;esistenza del Prana (Energia Universale). Il &#8220;ritorno alla natura&#8221;, ci permette di coltivare il Prana, e letteralmente, di &#8220;Ricaricare le batterie&#8221;. Coltivare grandi quantità di Prana è molto simile a una vacanza.</p>
<p>E&#8217; lecito chiedere, dove si trova il Prana in maggior quantità? Gli Yogi più antichi e quelli più recenti concordano sul fatto che il Prana è più abbondante negli spazi aperti. Possiamo percepirlo in spiaggia, laghi, montagne, campi e nel deserto.</p>
<p>La scienza oggi ci dice che abbiamo bisogno di ioni negativi e che li troviamo in abbondanza quando visitiamo un corpo di acqua. Ci sono macchine che possono generare ioni negativi nella vostra casa, ma per prendere una &#8220;vacanza Prana&#8221; serve molto più di una macchina.</p>
<p>Per coltivare Prana per un solo giorno, bisogna essere in armonia con la natura e l&#8217;universo. Solo con una passeggiata per uno spazio aperto, in sintonia con la natura, e praticando il Pranayama per parte della giornata, vi sarà possibile sentirsi in pace con voi stessi. </p>
<p>E&#8217; saggio invitare amici e parenti per una mini-vacanza, quando possibile. Non è nemmeno necessario parlare di Prana, Energia Universale, o Yoga, per osservare i benefici che riceveranno da una breve &#8220;vacanza Prana&#8221;.</p>
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		<title>Coral Castle &#8211; galleria di immagini</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 07:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[coral castle]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[free energy]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo già scritto riguardo a Il Mistero di Coral Castle. L&#8217;affascinante storia di un uomo ( Edward Leedskalnin ) che senza ricorrere alla scienza tradizionale o l&#8217;aiuto di altre persone è riuscito a creare un luogo incredibile che entra a pieno titolo tra le costruzioni megalitiche. Il Mistero di Coral Castle è proprio questo: come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già scritto riguardo a <a href="http://www.unknown.it/storia/il-mistero-di-coral-castle/">Il Mistero di Coral Castle</a>. L&#8217;affascinante storia di un uomo ( Edward Leedskalnin ) che senza ricorrere alla scienza tradizionale o l&#8217;aiuto di altre persone è riuscito a creare un luogo incredibile che entra a pieno titolo tra le costruzioni megalitiche.<br />
<a href="http://www.unknown.it/storia/il-mistero-di-coral-castle/">Il Mistero di Coral Castle</a> è proprio questo: come ha fatto Leedskalnin ha sollevare e sovrapporre queste pesantissime rocce? quali tecniche e studi aveva portato avanti sulle energie &#8220;alternative&#8221; o cosiddette libere?</p>
<p>Vi proponiamo una serie di fotografie che ritraggono questo luogo misterioso ed il suo enigmatico autore.. <span id="more-962"></span></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-foto-aerea.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-foto-aerea" title="coral-castle-leedskalnin-foto-aerea" width="587" height="408" class="alignnone size-full wp-image-964" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-foto-ed-leedskalnin.jpg" alt="coral-castle-foto-ed-leedskalnin" title="coral-castle-foto-ed-leedskalnin" width="242" height="350" class="alignnone size-full wp-image-965" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-mappa.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-mappa" title="coral-castle-leedskalnin-mappa" width="587" height="362" class="alignnone size-full wp-image-966" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi" title="coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi" width="500" height="640" class="alignnone size-full wp-image-967" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi-2.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi-2" title="coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi-2" width="500" height="677" class="alignnone size-full wp-image-968" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-laghetto-luna.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-laghetto-luna" title="coral-castle-leedskalnin-laghetto-luna" width="595" height="393" class="alignnone size-full wp-image-969" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-fontana-luna.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-fontana-luna" title="coral-castle-leedskalnin-fontana-luna" width="595" height="500" class="alignnone size-full wp-image-970" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-blocco-lunare-22-tonnellate.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-blocco-lunare-22-tonnellate" title="coral-castle-leedskalnin-blocco-lunare-22-tonnellate" width="201" height="199" class="alignnone size-full wp-image-971" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-marte-saturno.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-marte-saturno" title="coral-castle-leedskalnin-marte-saturno" width="447" height="276" class="alignnone size-full wp-image-972" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-telescopio-30-tonnellate-allineato-stella-polare.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-telescopio-30-tonnellate-allineato-stella-polare" title="coral-castle-leedskalnin-telescopio-30-tonnellate-allineato-stella-polare" width="557" height="666" class="alignnone size-full wp-image-973" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-torre.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-torre" title="coral-castle-leedskalnin-torre" width="586" height="694" class="alignnone size-full wp-image-974" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-tavolo-cuore-pietra.gif" alt="coral-castle-leedskalnin-tavolo-cuore-pietra" title="coral-castle-leedskalnin-tavolo-cuore-pietra" width="336" height="255" class="alignnone size-full wp-image-975" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-sedia-dondolo-meridiana.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-sedia-dondolo-meridiana" title="coral-castle-leedskalnin-sedia-dondolo-meridiana" width="419" height="500" class="alignnone size-full wp-image-976" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-pozzo.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-pozzo" title="coral-castle-leedskalnin-pozzo" width="480" height="600" class="alignnone size-full wp-image-977" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-obelisco-22-tonnellate.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-obelisco-22-tonnellate" title="coral-castle-leedskalnin-obelisco-22-tonnellate" width="315" height="555" class="alignnone size-full wp-image-978" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-generatore-di-corrente-free-energy.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-generatore-di-corrente-free-energy" title="coral-castle-leedskalnin-generatore-di-corrente-free-energy" width="418" height="600" class="alignnone size-full wp-image-979" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-foto-notte.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-foto-notte" title="coral-castle-leedskalnin-foto-notte" width="536" height="359" class="alignnone size-full wp-image-980" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo" title="coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo" width="615" height="400" class="alignnone size-full wp-image-982" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo-2.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo-2" title="coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo-2" width="400" height="500" class="alignnone size-full wp-image-983" /></p>
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		<title>La scienza e la fine del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 01:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[La scienza, in particolare la fisica, ha lungamente investigato sulla possibilità teoriche della fine dell’universo, con un approccio completamente differente rispetto a quello delle religioni, un approccio quasi per definizione “oggettivo”, che, comunque, per molto tempo, ha potuto fornire unicamente risposte molto vaghe e, certamente, ancora ammantate di un certo grado di soggettività quasi magistica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">La scienza, in particolare la fisica, ha lungamente investigato sulla possibilità teoriche della fine dell’universo, con un approccio completamente differente rispetto a quello delle religioni, un approccio quasi per definizione “oggettivo”, che, comunque, per molto tempo, ha potuto fornire unicamente risposte molto vaghe e, certamente, ancora ammantate di un certo grado di soggettività quasi magistica. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Solo dal 1916, le possibilità di una esplorazione realmente scientifica del destino dell’esistente sono state rese possibili dalla scoperta da parte di Albert Einstein della “Teoria Generale della Relatività”, che può essere utilizzata per una descrizione su larga scala del nostro universo. <span style="mso-spacerun: yes;"> <span id="more-769"></span></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Dal momento che l’equazione della “Relatività Generale” si presta a numerose possibili soluzioni, ciascuna implicante una diversa possibilità escatologica, sin dal 1922 Alexander Friedman propose un certo numero di varianti possibili per la “fine dei tempi”, molte delle quali partivano dall’idea che il tutto fosse stato generato dalla esplosione di un singolo nucleo coeso. Solo nel 1931, anche a partire dalle prove derivate dalle osservazioni di Edwin Hubble sulle stelle variabili cefeidi di galassie lontane, Georges-Henri Lemaître sviluppò una teoria completa su tale esplosione, da quel momento in poi definita “Big Bang”. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel 1948, però, Fred Hoyle sviluppò una sua teoria “continua”, secondo la quale l’universo si espande in continuazione, pur rimanendo statisticamente immutato grazie alla incessante produzione di nuova materia.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Queste due teorie continuarono a contrapporsi fino al 1965, quando la scoperta da parte di Arno Penzias e Robert Wilson dello sfondo di radiazioni cosmiche a micro-onde non fece pendere decisamente l’ago della bilancia verso l’ipotesi del “Big Bang” (che forniva per le radiazioni una spiegazione impossibile alla “teoria continua”)</span></span><a name="_ftnref1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Di fatto, quando Einstein aveva formulato l’equazione generale della relatività, egli, come tutti i suoi contemporanei, credeva in un universo statico ma, quando si rese conto che tale equazione poteva facilmente essere risolta pensando ad un universo in espansione e con la possibilità, in un lontano futuro, di ricontrarsi, decise di aggiungere ai suoi calcoli quella che definì “costante cosmologica”, essenzialmente una densità di energia costante, non toccata da alcuna possibilità di espansione o contrazione, il cui ruolo fosse quello di controbilanciare l’effetto gravitazionale sull’universo cosicché esso rimanesse essenzialmente statico, cosa che, dopo le scoperte di Hubble, egli stesso definirà “la più grande cantonata della mia vita”</span></span><a name="_ftnref2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">All’interno della Teoria Generale, in relazione a destino dell’universo, un parametro di estrema importanza è quello Omega (</span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;">) relativo alla densità, definito come “densità media dell’universo, diviso per un valore critico di tale densità”: a seconda che </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;"> sia = 1, &lt;1 o &gt;1 si avranno, infatti, tre geometrie dell’universo completamente diverse, rispettivamente chiamate dell’universo piatto, dell’universo aperto e dell’universo chiuso, e, qualora il contenuto primario dell’universo fosse materia inerte, tali differenti assetti condurrebbero a destini completamente diversi. Da qui, la necessità, per gli scienziati di determinare il valore di </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;"> per comprendere se il cosmo sia in accelerazione e decelerazione.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">A partire dal 1998, comunque, l’osservazione delle supernove ha portato ad ipotizzare la presenza di una “energia oscura”, una forza repulsiva, la cui densità sarebbe variabile a seconda dell’accelerazione espansiva dell’universo e a calcolare che, al momento, sette miliardi e mezzo di anni dopo il Big Bang, si stia vivendo una fase espansiva universale coerente con la teoria dell’universo aperto.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">Ma, di fatto, quali sarebbero gli scenari possibili all’interno delle tre geometrie legate ad </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;">?</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">Se l’universo fosse chiuso, esso apparirebbe, in qualche modo, come la superficie di una sfera, senza linee gravitazionali parallele, ma con tutte le linee che si intersecherebbero in un punto, dando forma ad un cosmo che, a grandi linee, potremmo definire ellittico. Se così fosse e venisse a mancare l’effetto repulsivo della “energia oscura”, la gravità porterebbe ad un possibile blocco dell’espansione<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e all’inizio di una progressiva contrazione il cui esito sarebbe il collasso dell’universo in un punto (il cosiddetto “Big Crunch”, opposto al “Big Bang”), ma, qualora la quantità di “energia oscura” fosse sufficiente, l’espansione potrebbe proseguire in eterno anche in una configurazione di </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;"> &gt; 1.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel caso di un “Big Crunch” dovuto alla contrazione estrema della materia, il risultato finale non è conoscibile ma si può ipotizzare l’unione di tutto l’esistente e dello spazio-tempo in un solo nucleo<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>senza dimensione. Tenendo conto dell’ipotesi diffusa che un “Big Cruch” sia stato alla base del “Big Bang”, potremmo, conseguentemente, ipotizzare una specie di universo oscillante tra contrazione ed espansione, sebbene ciò contraddirebbe il II Principio della Termodinamica, dal momento che le fasi oscillatorie produrrebbero entropia e causerebbero la cosiddetta “morte del calore”, di cui si parlerà in seguito, cosa che, conseguentemente, disvalora l’intero modello chiuso.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Se l’universo fosse aperto, esso risulterebbe curvato negativamente come la superficie di una sella, con le linee gravitazionali che, pur non essendo mai equidistanti, non si incontrerebbero mai e con una forma geometrica di tipo iperbolico. Un universo di questo tipo, pur in mancanza di “forza oscura”, si espanderebbe per sempre, con la forza di gravità che, al massimo, potrebbe decelerare tal espansione, mentre in presenza di “forza oscura” tale espansione accelererebbe progressivamente.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">All’interno di questo modello, il destino ultimo dell’universo, nel caso l’accelerazione causata dall’energia oscura diventasse così forte da coprire gli effetti gravitazionali e elettromagnetici e da indebolire le forze aggregative, potrebbe presentarsi come la morte del calore, il “Grande Gelo” o il “Grande Strappo”.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nello scenario del “Grande Gelo”, la continua espansione porterebbe ad una dispersione del calore tale da portare ad un universo troppo freddo per la sopravvivenza di qualsiasi elemento e, appare, all’oggi, essere la teoria più diffusa all’interno della comunità scientifica. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Correlato a tale scenario, vi è quello della “morte del calore”, tale per cui l’universo, arrivando ad un livello estremo di entropia, possibile solo alla minima temperatura, avrebbe la materia distribuita in modo tanto regolare da eliminare ogni gradiente, necessario per qualunque processo informativo, inclusa la vita.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ponendo una sempre maggiore densità della “energia oscura”, avremmo, invece, una sempre maggior accelerazione, un aumento indefinite della costante di Hubble e, quindi, il “Grande Strappo”, con tutti gli elementi materiali dell’universo, a partire dalle galassie per giungere fino alla più infinitesimale molecola, che si disintegrerebbero in particelle elementari libere che si respingerebbero e in radiazioni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">Infine, nel caso in cui </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;">=1, vivremmo in un universo piatto come un piano euclideo, con le linee di forza continuamente parallele e sempre alla stessa distanza tra loro. In assenza di “energia oscura” un tale universo si espanderebbe per sempre ad una velocità progressivamente sempre inferiore ma a ritmo costante, mentre, in presenza della “energia oscura” il ritmo espansivo, pur leggermente frenato dalla gravità, continuerebbe a crescere: in entrambi i casi, il destino dell’universo piatto sarebbe il medesimo dell’universo aperto</span></span></span><a name="_ftnref3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Dal 2005, esiste una ulteriore teoria sulla “fine dell’universo”, basata sulla possibilità che esso possa essere progressivamente occupato dal condensato di Bose-Einstein e dalla quasi-particola fermionica, probabilmente risultando in una implosione, ma tale teoria non sembra avere raggiunto un consenso scientifico significativo</span></span><a name="_ftnref4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[4]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ciò che conta per il nostro assunto è che in qualunque dei quadri<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>delineati, i tempi di realizzazione per le condizioni di distruzione universale sono enormi: basti pensare che la possibilità del “Grande Gelo”, come detto la teoria finale più plausibile e più “prossima”, è stimata come realizzabile in non meno di 31.7 miliardi di anni</span></span><a name="_ftnref5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[5]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Certo, sussistono molte altre possibilità per una eventuale “fine del mondo” su un piano molto meno “universale”: si va dalla possibilità che quando il sole diventerà un “gigante rosso” possa attirare la terra nella sua orbita (evento probabile, ma stimato intorno ai 7.6 miliardi di anni), alla collisione con un meteorite (l’ultimo caso, non distruttivo per la Terra, di collisione con un meteorite di diametro superiore ai 10 km è avvenuto 65 milioni di anni fa e si stima che il nostro pianeta impatti con un meteorite di diametro superiore ad 1 km. ogni 500.000 anni), mentre molto meno scientifiche appaiono le ipotesi disegnate da alcuni futurologi e riguardanti estinzioni per pandemie, spostamenti subitanei e violenti dell’asse terrestre, cambiamenti climatici irreversibili e letali per l’umanità o guerre globali, le cui possibilità, pur non essendo nulle, rientrano in un quadro di valutazione soggettiva e non quantificabile</span></span><a name="_ftnref6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[6]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Resta il fatto che, fermandoci al dato oggettivo, le possibilità escatologiche sono talmente remote da risultare, come osservato, possibili in milioni se non miliardi di anni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Eppure, l’umanità da sempre ha paura, o meglio, ha la paura e la speranza che l’eschaton avvenga in tempi brevi, che ristabilisca lo stato edenico o che, almeno, distrugga il “regno dell’iniquità” per portare quella giustizia retributiva da sempre sognata e mai realizzata.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Perché? Perché ancora oggi, con tutte le certezze scientifiche che abbiamo acquisito, parole come Armageddon, Parousia, Messia Salvatore, Giudizio Universale compaiono quotidianamente nei nostri sistemi culturali e non sono relegate alla semplice categoria delle superstizioni magistiche?</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">La risposta, molto probabilmente, può essere condensata in una semplice parola: speranza.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;">Noi, come esseri umani, qualunque sia la nostra condizione, abbiamo bisogno di sperare, di credere in un futuro migliore del presente, di sviluppare l’idea dell’esistenza di una giustizia divina retributiva e, da qui, il passo verso il “sogno della palingenesi” è davvero breve.</span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<div style="mso-element: footnote-list;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"></p>
<hr size="1" /></span></div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a name="_ftn1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> G.F. Rayner Ellis, <em>The Far-Future Universe: Eschatology from a Cosmic Perspective</em>, Templeton Foundation Press 2002, pp. 81-135 passim</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> C.I. Calle, <em>Einstein For Dummies</em>, For Dummies 2005, p.82</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-US"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US">G.F. Rayner Ellis, <em>Citato</em>, pp. 146 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[4]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> S. Majid, A. Connes, M. Heller,R. Penrose, <em>On Space and Time</em>, Cambridge University Press 2008, pp. 72-86 e passim</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[5]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-US"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US">G.F. Rayner Ellis, <em>Citato</em>, p. 169</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a name="_ftn6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref6"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[6]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> G. Halsell, <em>Forcing God&#8217;s Hand: Why Millions Pray for a Quick Rapture &#8230; and Destruction of Planet Earth</em>, Amana Publications 2002, passim</span></span></p>
</div>
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		<title>La “Tomba di Cristo”</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/la-tomba-di-cristo/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 02:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[talpiot]]></category>
		<category><![CDATA[Tomba di Cristo]]></category>

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		<description><![CDATA[  La Tomba di Cristo Business, realtà o fantasia Enrico Baccarini     Gli ultimi anni ci hanno abituato a rivelazioni epocali, a incredibili scoperte in grado di rivoluzionare il corso della nostra storia o a modificare le nostre credenze. Lo scorso febbraio una nuova bomba è esplosa nel mondo dell’archeologia lanciando i propri dardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="center"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><em>La Tomba di Cristo</em></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="center"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><em>Business, realtà o fantasia</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center">Enrico Baccarini</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> <span id="more-762"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Gli ultimi anni ci hanno abituato a rivelazioni epocali, a incredibili scoperte in grado di rivoluzionare il corso della nostra storia o a modificare le nostre credenze. Lo scorso febbraio una nuova bomba è esplosa nel mondo dell’archeologia lanciando i propri dardi infuocati nel già tormentato campo dell’archeologia biblica e della religione. Un mix di fanta-archeologia, unita ad abili tecniche pubblicitarie, hanno fatto gridare a quella che da molti è stata considerata la “<span style="color: #000000;"><em>scoperta archeologica più importante della storia: il ritrovamento della tomba di Gesù e della Santa Famiglia</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. </span>Quale credibilità si può dare ad una affermazione tanto eccezionale. I vangeli quanto le trascrizioni giunte fin dal più remoto passato della nostra religione e della storia ci avevano infatti abituato a conoscere un corso degli eventi diverso da quello recentemente sbandierato a livello mondiale da giornalisti, documentaristi e studiosi. Cristo era asceso al cielo dopo tre giorni dalla sua morte e la Santa Famiglia, intesa come una discendenza terrena del Messia, erano considerate il frutto di speculazioni e distorsioni di una ricerca biblica fuori da ogni canone e rigore scientifico. Dan Brown ci aveva parimenti introdotto, attraverso le pagine del suo celebre romanzo <em>Il Codice da Vinci</em>, a nuove ipotesi interpretative affascinanti, in alcuni casi plausibili ma comunque poste sotto la forma di un romanzo che di storico ha dimostrato aver ben poco.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Autore di questa nuova ri-scoperta è stato il regista di “Titanic” James Cameron , vincitore di ben 11 premi Oscar e, negli ultimi anni, prestatosi al mondo della ricerca storica e archeologica come documentarista attento e scrupoloso. Il suo <span style="color: #000000;">&#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>The Lost Tomb of Jesus</em></span><span style="color: #000000;">&#8221; (La tomba perduta di Gesù), documentario prodotto in esclusiva per Discovery Channel, ha letteralmente imposto a milioni di spettatori la prima presunta prova storica di una sopravvivenza terrena, e di una discendenza reale, di Gesù. </span>Ben presto però <span style="color: #000000;">ad affondare le convinzioni del regista non è stata la montagna di ghiaccio del Titanic ma il parere di molti e autorevoli archeologi mediorientali e occidentali, come Amos Kloner e padre Michele Piccirillo, che hanno letteralmente dimostrato l’invalidità storico-metodologica, nonché ricostruttiva, delle tesi sostenute da Cameron mentre non sembra parimenti rientrare nel panorama dell&#8217;archeologia-patacca, come è stata da molti definita, la scoperta di un seme di dattero germogliato dopo ben 2000 anni e ritrovato durante alcuni recenti scavi condotti presso la fortezza di Masada. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">La storia del “ritrovamento” avvenuto lo scorso Febbraio non è infatti di questi giorni ma risale a ben 27 anni fa quando durante i lavori di costruzione di alcuni palazzi a Talpiot, sobborgo di Gerusalemme a pochi chilometri dal Santo Sepolcro, fu rinvenuta da alcuni operai una grotta di 2000 anni contenente 10 urne funebri. Nel documentario di Cameron, co-firmato dal documentarista Simcha Jacobovici, si sostiene che la grotta avrebbe ospitato gli ossari di Gesù di Nazareth, della Vergine Maria e di Maria di Magdala, detta la Maddalena, oltre quelle di un certo Giuda, il figlio che secondo molte correnti di pensiero e di ricerca moderne sarebbe nato da un legame fra Gesù e Maria Maddalena. Vera o no che sia la tesi di Cameron il destino del sito sembra aver trovato maggior gloria delle tesi riportate in auge dal suo moderno scopritore. Secondo il </span><span style="color: #000000;"><em>Jerusalem Post</em></span><span style="color: #000000;">, una commissione di indagine voluta dall’Autorità delle Antichità israeliane e dal comune di Gerusalemme vorrebbe, a breve, aprire il sito al turismo di massa e consacrarlo quindi indirettamente come nuovo luogo di interesse storico della nazione di Israele.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Il forte scetticismo dimostrato da molti archeologi pesa però sempre di più e inesorabilmente sulle reali basi storiche all’origine di questa scoperta.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Tra i primi detrattori troviamo Amos Kloner lo studioso che nel 1980 guidò i lavori nella cripta. In numerose interviste rilasciate ai maggiori network mondiali Kloner ha ritenuto poco plausibile &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>che Gesù e i suoi avessero una tomba di famiglia. Erano della Galilea, senza legami a Gerusalemme, mentre la tomba di Talpiot apparteneva a una famiglia della classe media del primo secolo dopo Cristo</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. Per Kloner i nomi riportati sulle urne trovate a Talpiot, estremamente comuni nella Palestina di 2000 anni fa, sono stati trovati in molte altre tombe rinvenute nei decenni passati in numerosi siti archeologici, etichettando quindi la tesi sviluppata nel documentario come &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>una assurdità</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Padre Michele Piccirillo, dal 1973 alla guida degli scavi francescani in Terra santa e direttore dell&#8217;istituto di archeologia di Amman, ha liquidato con la frase &#8220;… </span><span style="color: #000000;"><em>un chiaro esempio di mala-archeologia</em></span><span style="color: #000000;">&#8221; il ritrovamento tardivo della presunta tomba di Gesù e della sua famiglia. &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>Siamo davanti a un errato uso della archeologia</em></span><span style="color: #000000;"> &#8211; dichiara &#8211; </span><span style="color: #000000;"><em>che dalle nostre parti ma anche altrove, impera per far colpo magari a sfondo turistico, o se vogliamo, per alimentare delle cattiverie contro la Chiesa. Non c&#8217;è nulla di scientifico in questo ritrovamento</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;.<br />
Anche Padre Piccirillo commenta che i nomi rinvenuti sulle urne trovate a Talpiot erano molto comuni 2000 anni fa e sono stati trovati anche in altri cimiteri. Secondo Piccirillo, archeologo tra i più stimati in tutto il Medio Oriente, è alquanto &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>fantasioso pensare di trovare tombe a Gerusalemme appartenenti a persone provenienti dalla Galilea</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. &#8220;</span><span style="color: #000000;"><em>Ogni anno</em></span><span style="color: #000000;"> &#8211; conclude &#8211; </span><span style="color: #000000;"><em>siamo di fronte a qualche ritrovamento &#8220;importante&#8221;: prima la tomba di Haifa, poi quella di Giacomo, adesso quella di Gesù. Il fatto è che quando arrivano notizie di questo tenore dalla Terra Santa vengono subito gonfiate dai giornali. Ma sono solo cose commerciali senza nessun fondamento scientifico</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;. Vorremmo aggiungere alle parole di Padre Piccirillo la scoperta, avvenuta negli ultimi mesi del 2006, della presunta grotta da cui secondo la tradizione Giovanni Battista avrebbe impartito i propri insegnamenti. </span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Non sempre però la “mala-archeologia” partorisce mostri informi privi di continuità storica e di realtà oggettiva. Ricordiamo proprio come, attraverso le pagine di ARCHEOMISTERI, lo scorso anno avessimo pubblicato a nostra firma un lungo studio su la dinastia dei </span><span style="color: #000000;"><em>Desposini</em></span><span style="color: #000000;">, parenti collaterali del Cristo sopravvissuti alle persecuzioni romane, e protrattasi per i successivi quattro secoli. A tale riguardo storici come Eusebio di Cesarea ci forniscono notizie quantomeno dettagliate a riguardo, ricordandoci anche come una delegazione composta da almeno trenta Desposini fosse giunta a Roma al soglio di Papa Silvestro per reclamare il primato della Chiesa di Gerusalemme su quella di paolino-romana. La realtà storica di questa dinastia “collaterale”, pur se taciuta e non pubblicizzata, ci viene confermata dai documenti storici e dagli stessi scritti dei padri della Chiesa.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;">Per quanto riguarda invece le vicende del </span>regista di &#8220;Titanic&#8221; James Cameron, questi ha difeso strenuamente il suo controverso documentario, principalmente in una conferenza stampa indetta a New York lo scorso febbraio dove sono stati portati e &#8220;svelati&#8221; due degli ossari al centro delle polemiche.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">«<em>Sono un cineasta, non un archeologo</em>», ha sottolineato Cameron che ha detto di essersi inizialmente avvicinato alla materia «<em>da profano, e di essersi convertito: non ho trovato niente che contraddicesse l’ipotesi iniziale</em>». Purtroppo però la sua formazione da cineasta e non da archeologo ha pregiudicato a detta di molti quel rigore metodologico fondamentale per una produzione di questo tipo. «<em>Chi ci critica non ha visto il film, non ha letto il libro che lo accompagna</em>», ha detto il giornalista investigativo canadese Simcha Jacobovici, che ha collaborato al progetto e che è stato inseguito dalle polemiche dopo la conferenza stampa di New York. «<em>Ogni cristiano sa che Gesù è il figlio di Dio e che è morto e risorto il giorno di Pasqua</em>», ha invece affermato Joseph Zwilling portavoce dell’Arcidiocesi di New York, «… <em>nessun presunto test del Dna o un film di Hollywood cambieranno questo fatto</em>».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&#8220;La tomba perduta di Gesù&#8221; è stato proiettato lo scorso 4 marzo sul canale televisivo inglese Discovery Channel e, nei 59 minuti della pellicola, si è teso a riesaminare i resti archeologici riportati alla luce nel 1980 e sottoposti, in seguito, a una serie di analisi tra cui test del Dna di materiali umani rinvenuti negli ossari. Il documentario racconta inoltre gli studi effettuati da un’equipe di scienziati, archeologi, esperti di statistica e di genetica, su la contraddittoria decina di ossari rinvenuti durante i lavori di costruzione del complesso condominiale a Talpiot.<br />
Secondo Jacobovici, le analisi statistiche hanno stimato che le probabilità che quelle ossa non siano appartenute a Giuseppe, Maria, Gesù, Maria Maddalena e ad un figlio di Gesù, sono inferiori ad una su cento. Dalle prove del Dna, poi, è emerso che tra i resti attribuiti a Gesù e quelli attribuiti alla Maddalena non vi erano legami di sangue, rafforzando l’ipotesi che i due sarcofagi appartenessero a una coppia di coniugi. Poco dopo la loro scoperta, hanno ricordato Cameron e Jacobovici alla loro conferenza stampa newyorchese, «<em>le ossa furono nuovamente sepolte in un luogo consacrato, come vuole la tradizione ebraica</em>». Ma i progressi della scienza genetica &#8211; ha aggiunto Jacobovici &#8211; permettono oggi di realizzare analisi del Dna anche partendo da minuscoli residui, dalle polveri lasciate da quelle ossa.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Le ultime informazioni emerse lo scorso Aprile da studiosi come Amos Kloner tenderebbero a confermare l’ipotesi della strategia mediatico-pubblicitaria; &#8220;…<em>vogliono soltanto ricavarne dei soldi</em>&#8221; è stato il suo ultimo secco commento. Aspri anche i commenti degli esponenti religiosi e della comunità scientifica da molte parte del globo. &#8220;<em>Le prove storiche, religiose e archeologiche dimostrano che il luogo dove il Cristo fu deposto è presso la Chiesa della Resurrezione</em>&#8220;, ha detto Attallah Hana, prete Greco Ortodosso di Gerusalemme. Anche Stephen Pfann, studioso della Bibbia presso l&#8217;università di Terra Santa a Gerusalemme e studioso intervistato nel documentario, preferisce non dare troppo peso alla scoperta. &#8220;<em>Non credo che i Cristiani ci cadranno</em>&#8220;, ha detto, aggiungendo di non essere neppure sicuro che il nome di Gesù sia stato letto correttamente sull&#8217;incisione: &#8220;<em>Più probabilmente si tratta del nome Hanun</em>&#8220;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L’intrigante dibattito non sembra ancora aver cessato la propria corsa, ulteriori aggiornamenti si susseguiranno nei prossimi mesi, a seguito anche di ulteriori prove che lo stesso Cameron afferma di non aver ancora pubblicizzato. Il mondo scientifico osserva e prepara le proprie armi, ovviamente testi e documenti in un paese purtroppo ancora martoriato da una guerra disastrosa, per comprovare definitivamente la sola natura mediatica del materiale prodotto. “Ai posteri l’ardua sentenza”, affermava Manzoni tra le pagine del suo più bel romanzo. Solo il futuro, e nuove scoperte, potranno aiutarci a comprendere un filone che sembra ogni giorno riservarci sempre nuove sorprese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
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		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 5)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 09:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
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		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte V) Voglio dire che basterebbe capovolgere il punto di vista. Ma è ovvio che questa gente non porti avanti una visione relativista della realtà (e tantomeno laica, come invece una carica istituzionale dovrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte V)</p>
<p><span id="more-717"></span></p>
<p>Voglio dire che basterebbe capovolgere il punto di vista. Ma è ovvio che questa gente non porti avanti una visione relativista della realtà (e tantomeno laica, come invece una carica istituzionale dovrebbe garantire), anzi c’è una tendenza fortemente retrograda che porta a detestare tutto ciò che non si conosce e che va al di là della propria comprensione. Inutile dire che un po&#8217; in tutta Italia si stia verificando un ritorno pesante a certo tradizionalismo assurdo che ricorda tanto certo modo benpensante di fare anni &#8217;50. Ma andiamo avanti. Leggiamo l’articolo riguardante Cacciari: “Cacciari e la crociata anti-Halloween. Il primo cittadino veneziano: di Halloween non mi piace l’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario.<br />
ROMA &#8211; «Festeggiare Halloween a Venezia? Non se ne parla proprio. Roba da Disneyland. O da Peschiera del Garda, lì dove c’è Gardaland. Noi abbiamo il Carnevale più bello, intelligente ed elegante del mondo. Perché mai dovremmo concedere spazio a qualcosa che non c’entra niente, dico niente, con le tradizioni italiane?».Mio commento: non tornerò a disquisire sul senso del Samhain/Halloween per la nostra cultura: sarebbe ora che questi signori, prima di parlare, si andassero a studiare i libri di storia e di antropologia.<br />
Massimo Cacciari non è uomo da mezzi toni, si è visto sabato scorso con la manifestazione del Pd contro il governo Berlusconi («non ho alcun interesse a parlarne, mi importa come si organizzerà il Pd, non certo un corteo&#8230;»). Figuriamoci se può usare giri di parole per la festa più amata dai bambini italiani.<br />
Solo dai bambini? A me risulta che le feste, di qualsiasi tipo siano, piacciano a bambini e ad adulti, perché è un modo per rendere gioioso e sacro un momento della vita, un momento dell’anno, e per stare in compagnia tra persone. Questo modo di sminuire le cose della vita mi dà molto fastidio e mi fa tanto moralismo da quattro soldi. Come dire: “ma sì, a noi cosa interessa di Halloween, è roba da bambini” per poi, magari, fiondarsi nel primo negozio a comprarsi oggetti in tema per arredare la casa perché è tanto carino e va di moda.<br />
Perché no a Halloween, professor Cacciari? «Semplicemente perché non possiede alcun collegamento con la cultura italiana, con le vere feste delle nostre radici. Certo, mi sembra che la potenza mediatica americana riesca a imporre benissimo nel resto del mondo anche un appuntamento come Halloween. Viene da dire:<br />
è la globalizzazione, amico mio. Ma noi possiamo ribattere: l’Italia è la patria di una meravigliosa tradizione come il Carnevale.<br />
Venezia dal ’400 vanta il più straordinario appuntamento carnevalesco dell’intera Europa, imitato con fatica in tutto il mondo. E quindi possiamo permetterci il lusso di dire no a Halloween, nella nostra città non si festeggia, grazie mille&#8230; ».<br />
Ma cosa c’entra il Carnevale di Venezia con Halloween?<br />
Chi glielo tocca il Carnevale? Non è che se festeggi Halloween tu non possa festeggiare più il Carnevale..<br />
non è una questione di chi ha la festa più bella e divertente o antica, sono cose diverse per quanto simili, visto che anche il Carnevale ha origini pagane, ma questo, ovviamente, non si può dire, se no il Vaticano ci obbligherà a non festeggiare più nemmeno il Carnevale di Venezia.<br />
Il filosofo sindaco di Venezia se la prende anche con altre festività da calendario:<br />
«Halloween alla fine è una delle tante feste finte, fintissime, inventate a puri scopi commerciali. Basta guardare le vetrine piene di oggetti tutti uguali per Halloween. Mi viene in mente la festa della mamma, del papà, dei nonni, e chi più ne ha più ne metta. Roba che fino a qualche decennio fa non esisteva ed è stata imposta artificialmente solo per far soldi».<br />
A parte il fatto che, come già dimostrato più volte, Halloween non è una cosa inventata solo a scopi commerciali. Ma poi: dovremmo prendere lezioni dal Carnevale di Venezia, una città che ti spenna vivo per farti comprare maschere in ogni angolo della città? Ma ci stiamo prendendo in giro o diciamo sul serio? Cacciari pensa forse che la gente non sappia che giro di soldi porti a Venezia il Carnevale??? E facciamo lezioni morali su Halloween? Cosa non le piace, a parte l’aspetto commerciale, della festa delle Streghe? «L’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario, quasi di decomposizione&#8230; Qui c’è il teschio, non il puer aeternus, allegro e sorridente, che è il simbolo del Carnevale». Cacciari ammette che se comincia a parlare di Carnevale non la smette più: «La festa affonda le sue radici addirittura in un’era pre-romana. Il suo significato è legato al cambio dell’anno, alla tras-gressione nel senso più puro del termine, cioè del procedere verso il nuovo&#8230;. Lì è tutta la sua bellezza. Persino la parola è di origine incerta. Forse è Carnem- Vale, addio alla carne per la Quaresima. O potrebbe essere Carro-navale, perché nell’antica Roma Iside si presentava a bordo di un mezzo del genere».<br />
Oh, finalmente, l’abbiamo detto. Il Carnevale è una festa pagana pre-cristiana. E, guarda un po’, anche Halloween è nata da una festa pagana legata al ciclo dell’anno, essendo il capodanno celtico. Toh, che strano.<br />
E se parliamo, comunque, di figure del Carnevale, non si può negare che in esso appaiano esseri demoniaci ed inquietanti. Arlecchino è nato come demone (Hellchino), lo sanno tutti quelli che studiano storia del teatro e dello spettacolo. Pulcinella, invece, è una larva, un fantasma. E questo proprio perché, essendo in origine una festa primaverile, per rendere la terra fertile si davala possibilità agli esseri degli Inferi (sotto la terra, appunto) di scorrazzare liberi sulla terra per un certo periodo di tempo, per ingraziarseli e poter avere raccolti abbondanti. [5] Ma continuiamo. Il giornalista, a questo punto, chiede al Sindaco come sarà il Carnevale veneziano 2009 e lui parla dei progetti per il nuovo anno, ma la cosa interessante viene dopo: “[…] L’aspetto commerciale, nel 2009, viene messo da parte: «In pieno col sindaco Cacciari, non punteremo tanto sulla quantità di pubblico, che ormai si aggira sul milione e 200 mila presenze ogni Carnevale. Piuttosto vogliamo proporre una vera esperienza cognitiva. Un’occasione per capire e apprendere, naturalmente divertendo».<br />
E i giovani legati a Halloween? «Io sono convinto che molti ragazzi potranno facilmente capire l’immensa differenza che esiste tra un &#8220;qualsiasi&#8221; Halloween e l’irripetibile Carnevale veneziano. Quando sento che qui in Italia si scimmiottano le streghette americane mentre a New Orleans o in Sud America impazziscono per cercare di imitare il modello veneziano divento matto&#8230;».<br />
Articolo di Paolo Conti, del 31 ottobre 2008<br />
[http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_31/cacciari_anti_halloween_491cce32-a71d-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml]<br />
Credo che non servano altri commenti: le ultime frasi si commentano tutte da sole. Ma cos’è, una gara ??? Per la serie: “chi ce l’ha più bella??” (la festa, ovviamente).<br />
Sinceramente, mi sembrano giochetti e atteggiamentida bambini, questo sì. E per finire, un articolo dell’Ansa sempre riportato da Dafne nel suo blog:</p>
<p>Ansa, 2008-10-31 19:28<br />
HALLOWEEN: FESTA DILAGA IN ITALIA E PREOCCUPA CHIESA<br />
ROMA &#8211; La festa celtica dei morti che per una notte tornano tra i vivi dilaga in Italia, soprattutto tra i giovani, e la Chiesa lancia l&#8217;allarme. Altro che innocui &#8216;scherzetti o dolcetti&#8217; e zucche ritagliate per bambini: Halloween, ammonisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio Antisette Occulte dell&#8217;Associazione Papa Giovanni XXIII, promuove &#8220;la cultura della morte&#8221; e favorisce &#8220;connivenze con il crimine e con spietate sette che non hanno alcuno scrupolo&#8221;. Per questo, è l&#8217;appello del religioso dalle colonne del quotidiano della Cei &#8216;Avvenire&#8217;, genitori ed educatori scoraggino stanotte i ragazzi dal partecipare ad incontri &#8220;sconosciuti, ambigui&#8221; o peggio ancora &#8220;segreti&#8221;.<br />
&#8220;Quest&#8217;inneggiamento al macabro e all&#8217;orrore &#8211; scrive don Buonaiuto &#8211; spinge le nuove generazioni ad una mentalità magicoesoterica, attacca il sacro e i valori dello spirito attraverso una subdola iniziazione alle arti e alle immagini dell&#8217;occulto&#8221;. Una &#8216;scomunica&#8217; che ricorda quella rivolta dalla Chiesa nei confronti di Harry Potter, il maghetto nato dalla penna della scrittrice britannica J. K. Rowling, che ha scalato le classifiche librarie di tutto il mondo.</p>
<p>Vai alla Sesta parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-6/">Il movimento Neopagano (parte 6)</a></p>
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		<item>
		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 2)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 20:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
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		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte II) Spesso e volentieri io stessa mi sono chiesta se abbia senso continuare con la rivista, non lo nego. La maggior parte delle volte mi ritrovo a postare nella mailing list della rivista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte II)</p>
<p><span id="more-693"></span></p>
<p>Spesso e volentieri io stessa mi sono chiesta se abbia senso continuare con la rivista, non lo nego. La maggior parte delle volte mi ritrovo a postare nella mailing list della rivista articoli che non so neppure se vengano mai letti da qualcuno. Poiché cadono nel totale silenzio.<br />
Invio. E c’è silenzio. Fai una domanda per vedere di provare anche solo per 5 secondi ad attivare una piccola reazione e … silenzio. Se qualcuno risponde – e per questo lo ringrazio – solitamente si tratta sempre delle due-tre persone che so esserci e che seguono con costanza.<br />
Ma difficilmente una voce nuova si aggiunge. E dopo anni e anni ad andare avanti così, non è facile. Ti senti davvero stupido. A che lo fai a fare? Per il tuo ego? All’ego, anche se fosse questo il motivo, non serve di certo buttare lì qualcosa che cade nel silenzio, anzi. Ti crea solo un senso di tristezza, solitudine e insensatezza. Quando per anni scrivi dicendo: “chi abbia un’idea o anche solo una domanda, mi scriva e la pubblicherò” e vedi che nessuno ha mai nulla da chiedere o da proporre, ti rendi conto che quel che scrivi forse davvero finisce nel vuoto e non serve a nulla. Poi, magari, trovi forum e gruppi di discussione pieni di gente che discute insultandosi su scemenze, mandandosi le maledizioni via mail, minacciandosi a vicenda di denunciarsi e cose di questo tipo e ti chiedi: ma quale contributo dà una situazione del genere al movimento? Non ci farà apparire come un sacco di gente che davvero segue un percorso solo per moda e non perché senta davvero qualcosa d’altro, il Divino, un’energia che va oltre a ciò che si vede con gli occhi? Eppure, nonostante queste strane contraddizioni, di persone che scrivano in giro e facciano studi più o meno seri ce ne sono: nascono di continuo bollettini e riviste, cartacee o on-line, forum e gruppi, il che è rassicurante e positivo; ma è un po’ come se i creatori di questi progetti fossero spinti da un’esigenza interiore che non corrisponde all’esigenza esterna, che non corrisponde, cioè, ad una richiesta alla pari con il loro bisogno di far conoscere ed informare, a loro modo, gli altri, ovvero quelli che non scrivono. Un po’ come se si scrivesse più per sé, per il proprio bisogno, che non per gli altri e per un’esigenza esterna esistente. Spesso mi sono chiesta se qualcuno pensi di me la stessa cosa, cioè che scrivo solo per il mio ego o cose di questo tipo. Chi pubblica – senza scopo di lucro come la maggior parte delle fanzine e delle riviste di questo ambito &#8211; lo fa con il solo scopo di divulgare e rendersi utile, ma spesso non riceve quasi nulla in cambio: né attenzione né un minimo di soddisfazione nel farlo, se non sempre da quelle due-tre persone. Per carità, non che uno fondi una rivista, un sito o altro sperando di ricevere qualcosa in cambio: se no, non ci sarebbe il puro spirito di studio e di informazione libera. Ma alle volte sembra di parlare davvero a vuoto. E quelli che danno un vero contributo sono sempre i soliti che girano. Eppure i forum e le mailing list sono pieni di iscritti. Quindi la partecipazione dovrebbe esserci. Ma non sempre appare, non sempre è così manifesta. Spesso si rivolge una domanda ad un pubblico virtuale che neppure risponde,che non fa conoscere la propria opinione, e ti chiedi: ma per quale motivo allora si sono iscritti? Non voglio credere che alle persone piaccia ricevere sempre e solo la “pappa pronta”. Spesso penso: romperò le scatole ad un sacco di gente con i miei articoli, prima o poi si diranno “che due scatole!, ma perché questa continua a blaterare?” Mi dispiacerebbe davvero tanto se una cosa di questo tipo accadesse, perché il mio scopo non è quella di stressare o rompere le uova nel paniere, ma cercare di dare un contributo, per quanto piccolo, alla comunità neopagana italiana. Personalmente, sono iscritta ad un sacco di gruppi ed anch’io, è vero, non sono molto attiva nelle altre ml ma nella maggior parte dei casi mi sono iscritta perché dai gruppi posso trarre nuove informazioni da inoltrare agli iscritti del mio gruppo e fare “pubblicità” a movimenti ed associazioni neopagane…perché è bello far sapere cosa fa chi. E’ fondamentale, perché è l’unico modo per far circolare notizie e idee. Spesso, anche, ho avvisato i gestori di altre ml che non avrei potuto scrivere per motivi di tempo, perché già Labrys è un grosso impegno.<br />
Ma è mai possibile che tutte, proprio tutte, le persone iscritte non abbiano mai neppure due minuti di tempo per fare un commento? Alla fin fine, a differenza che negli incontri “fisici” in cui serve tanto tempo per spostarsi e magari fermarsi in un luogo, benzina e costi di vario tipo, scrivere due righe in una mailing list non costa nulla, se non qualche minuto del proprio tempo. E uno non deve neppure farlo spesso…ma basterebbe qualche volta far capire che “sì, esisto, ci sono, non cade tutto nel nulla”. Questo è un problema che mi pongo davvero spesso. Un altro punto è legato forse all’Ego e al vivere in modo solipsistico, ovvero come se chi scrive non dovesse leggere gli altri. Personalmente, appena ne ho l’opportunità, cerco di leggere le opere degli altri perché se no come potrei crescere mentalmente e culturalmente?<br />
E’ un po’ il problema che mi sono trovata davanti ad alcuni vecchi amici che fanno gli artisti. Personalmente amo osservare le opere e le mostre altrui: non mi toglie nulla, non è che il successo di uno tolga qualcosa a me, anzi: sono molto felice della riuscita altrui e grazie all’arte di un’altra persona posso arricchirmi interiormente in un modo tale che se ne rimanessi estranea non mi capiterebbe. Eppure, chissà perché, da parte degli altri non è mai così. Mai che ti diano una soddisfazione, mai che vengano a vedere quello che hai realizzato perché sarebbe, forse, come ammettere che tu hai realizzato una cosa a cui loro non hanno mai pensato. Ma è normale che sia così, è bello che sia così: siamo tutti diversi, abbiamo passioni e interessi e capacità diverse, se no sai la noia? E invece…Ecco, forse è anche questo che ho ritrovato nei due testi sopra citati: qualcosa che appartiene anche a me, un non poter mai ricevere una piccola soddisfazione da persone che ti circondando tutti i giorni e che sarebbe bello se volessero collaborare per realizzare qualcosa insieme. Forse l’ego ele incomprensioni a causa di questo è davvero uno dei peggiori mali di questa realtà fisica. Il vero motivo per cui anche tanti gruppi si sciolgono, lasciano tanta amarezza in bocca. Un esempio che mi viene in mente è anche la fine di MadreDea….Un vero peccato. Da quel che riporta il sito [2] dell’associazione culturale – tra l’altro tutto al femminile – con delibera dell’8 settembre 2008 del direttivo, è stata presa la decisione di chiudere l’associazione. I motivi citati nel testo sarebbero la mancanza di tempo per gestire gli eventi da parte della maggioranza dei membri del direttivo – cosa, questa, piuttosto comprensibile – e anche per “inconciliabili diversità di opinione tra le socie fondatrici”. Per favore, vi prego, ditemi che non è per una questione di ego che anche un gruppo di questo tipo si è sciolto. E’ il male del nostro movimento e sapere che si infiltra ovunque come una malattia endemica non ci fa bene, non fa bene a nessuno di noi. Siamo esseri umani, è vero, quindi è naturale non trovarsi sempre d’accordo. Ma lo scopo di realizzare qualcosa in comune dovrebbe essere più alto dei singoli punti di vista, ci sarà un modo per venirsi incontro … almeno, io lo spero.<br />
Sempre l’ego è la causa anche del fatto che ci sia tanta competizione tra tradizioni e gruppi neopagani diversi invece che la collaborazione. Gente che pensa a strani complotti, al mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda per far concorrenza ad un gruppo piuttosto che ad un altro, un modo per spendere energia in rabbia e antagonismo che uccide il movimento e che ci rende vulnerabili e attaccabili troppo facilmente dall’esterno, soprattutto da quelle forze e da quei poteri tradizionalisti di certa matrice cattolica che non vedono l’ora di trovare i nostri punti deboli per farci apparire gente priva di serietà. Un grosso baraccone, insomma. Eppure, ci sono persone che vogliono evitare di dare questa immagine e vanno avanti, credendo nel proprio sogno, scrivendo e cercando di divulgare idee e informazioni il più possibile. Occorre andare avanti, proprio come vogliono continuare a fare gli autori de I quaderni di Ipazia e come hanno fatto, anche con altre pubblicazioni, persone che provenivano dall’esperienza di Sacre Radici. E come vorrei fare io. L’ego, l’indifferenza e il troppo individualismo sfrenato uccidono, uccidono tutto lasciando dietro di sé solo odore di bruciato, speranze infrante, amarezza in bocca e mancanza di coesione all’interno del movimento neopagano. Per questo non ringrazierò mai abbastanza le poche persone che seguono con interesse Labrys e che collaborano a realizzarlo: perché anche se rimarranno solo una o due varrà la pena andare avanti, anche solo per loro. Grazie. Significa che qualcosa resta, che non tutto è perduto.<br />
Ma pensiamoci, per favore. Non lasciamo che l’indifferenza vinca su tutto. E ditemi cosa ne pensate, per piacere, non rimanete in silenzio…</p>
<p>Vai alla Terza parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-3/">Il movimento Neopagano (parte 3)</a></p>
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		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 4)</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 08:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte IV) Un’altra questione da sollevare, a mio parere, è legata alla cultura pagana. In questo senso, è interessante questo passo dell’editoriale dei “Quaderni di Ipazia”: “[…] Le fiction televisive “Pompei”, “L’inchiesta” ed i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte IV)</p>
<p><span id="more-711"></span></p>
<p>Un’altra questione da sollevare, a mio parere, è legata alla cultura pagana. In questo senso, è interessante questo passo dell’editoriale dei “Quaderni di Ipazia”: “[…] Le fiction televisive “Pompei”, “L’inchiesta” ed i vari dibattiti che ne sono seguiti si sono rivelati poco accurati dal punto di vista storico e, soprattutto, alquanto impietosi verso quella che consideriamo l’unica cultura, spiritualità e religione in grado di vibrare nella nostra anima: il mondo dell’antico Paganesimo. Fa piacere che fra i vari argomenti verso i quali i/le nostri/e concittadini/e mostrano interesse vi siano quelli storici, eppure pensiamo sia quantomeno doveroso, da parte nostra, denunciare i vari errori sul piano storico e, soprattutto, difendere la memoria di quelle che consideriamo le nostre uniche radici. Ecco, dunque, una cosa che ci spinge a non rimanere con la bocca chiusa e ad andare avanti con i nostri bollettini: il desiderio di fare chiarezza in mezzo a tanto ciarpame storico e culturale. Di lavoro da fare ce n’è tanto, nel caso qualcuno decida di unirsi a noi, non potremmo che esserne lieti. […]”<br />
[Testo tratto dall’editoriale di I Quaderni di Ipatia, n.10 – Primavera 2783 – 2821 – 2760 ab Urbe condita tratto da http://anticamadre.net/testipdf/I_Quaderni_di_Ipatia_10.pdf, 2007]<br />
A mio avviso, noi neopagani abbiamo il dovere morale e culturale di informare, evitando le mistificazioni, sulla cultura pagana antica e contemporanea. E questo per evitare che si creino atteggiamenti di rifiuto verso la nostra cultura e il nostro modo di sentire e vivere, per evitare che vi siano atteggiamenti di intolleranza verso le cose minime. Mi vengono in mente, tra le altre cose, i recenti divieti di far festeggiare Halloween in diverse città italiane, come riportato ad esempio su “La Tribuna di Treviso” del 25 Ottobre 2008 [3], in cui si diceva che il sindaco della città di Oderzo avrebbe negato la celebrazione della festa di Halloween nelle strutture di proprietà pubblica, cosa avvenuta anche a Venezia da parte del Sindaco Cacciari. Infatti, come riporta Dafne Eleutheria nel suo blog per quanto riguarda il primo articolo, sulla negazione della festa ad Oderzo, si diceva che “Nessuna festa di Halloween sarà permessa in città, non per lo meno nelle strutture di proprietà pubblica. E’ la decisione del sindaco Pietro Dalla Libera che, in linea con quanto già accaduto negli ultimi due anni, ha deciso di non concedere spazi comunali alle feste del 31 ottobre dedicate alla ricorrenza tipica del mondo anglosassone. Obiettivi: tutelare le tradizioni religiose ed evitare vandalismi.” […]“La nostra è una scelta ben precisa &#8211; sottolinea il primo cittadino &#8211; siamo contrari alla celebrazione di feste che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione culturale e religiosa come nel caso specifico. Il nostro è uno spirito che intende tutelare i santi ed i defunti puntando a consolidare le tradizioni locali”. […] Quello che propongono le nostre liste civiche è un cambio di mentalità contro la dilagante perdita di valori &#8211; chiude il sindaco Dalla Libera &#8211; è essenziale proporre iniziative che rafforzino le nostre tradizioni, soprattutto religiose. Al di là di essere favorevoli alle feste, non crediamo che Halloween sia una ricorrenza che si sposa con la nostra cultura. Come può un giovane festeggiare fino alle 3 o 4 del mattina e poi alzarsi per andare in cimitero a celebrare la festività religiosa dell’ 1 novembre? Abbiamo fatto una scelta ben precisa e finché ci saremo noi non intendiamo cambiare rotta”.<br />
Dunque, partiamo dal fatto che scelte di questo tipo siano piuttosto liberticide anziché no, come già faceva notare la nostra cara Dafne. E su questo, credo non vi sia molto altro da dire. Aggiungiamo anche che l’usanza di Halloween, per quanto sia divenuta anglosassone per ovvi motivi (nei paesi anglosassoni le antiche tradizioni pagane si sono mantenute vive più a lungo che da noi e quindi si sono poi evolute nelle festività più moderne e commerciali), ha origini antiche di stampo celtico, essendo il Samhain una festa legata a quella cultura. Non staremo a ripeterci sui suoi significati, già approfonditi in tanti libri ed articoli anche apparsi in questa rivista [4], noi sappiamo che una festa del genere ha forti e antichi legami con la nostra civiltà, per quanto la versione moderna americana sia stata “corrotta” da puri scopi commerciali (ma quale festa non la è, pensiamo al Natale …).<br />
Sul tutelare le tradizioni religiose: quali? Solo quelle cattoliche, immagino. Come se in Italia fossimo tutti, dal primo all’ultimo, cattolici. Tutti gli altri, infatti, non esistono, ovvio. Mi sembra una posizione talmente arrogante che si commenta da sola.<br />
I vandalismi? Come rispondevo nel blog di Dafne, inutile dire che se i vandali vogliono agire non aspettano di certo la notte di Halloween&#8230;insomma, voglio dire, le mele marce ci sono 365 giorni all&#8217;anno, purtroppo. Per quanto poi riguarda il fatto di andare al letto alle tre di notte e poi alzarsi per andare in cimitero, come rispondevo nel blog sopra citato, tra le varie opzioni che si possono trovare tra le molte altre è che la festa possa essere fatta e chi voglia andare (cristiano o meno) possa andare, mentre chi non voglia andare non ci vada a prescindere che la festa ci sia o meno, perché non gli interessa a priori. Dare, quindi, la possibilità di fare una festa piuttosto che un&#8217;altra non incide per niente sulla mentalità e &#8220;moralità&#8221; (???) delle persone. Se sei cristiano cattolico nel sangue non ti dovrebbe toccare minimamente che vi sia una festa non cattolica in giro e viceversa perché questo non dovrebbe creare in te dubbi o altro&#8230;se credi in un modo, le altre credenze o modi di vivere non ti causano scompensi interiori, al massimo un po&#8217; di curiosità o, al contrario, indifferenza. O, per lo meno, dovrebbe essere così. Io sono pagana e non mi tange che tutte le domeniche la gente vada a messa, non ci vado perché non è più la mia via da quel dì, ma rispetto le scelte altrui (senz&#8217;altro, invece, mi infastidisce il campanile vicino a casa che batte ogni ora, anche di notte, ma questo è un altro discorso&#8230;).</p>
<p>Vai alla Quinta parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-5/">Il movimento Neopagano (parte 5)</a></p>
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		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 3)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-3/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 20:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte III) Il rapporto con i mass media In riferimento a Sacre Radici e alla sua descrizione apparsa nel testo del Ministero dell’Interno riguardante sette e movimenti magici in Italia: “[…]“E’ un fulmine a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte III)</p>
<p><span id="more-703"></span></p>
<p>Il rapporto con i mass media</p>
<p>In riferimento a Sacre Radici e alla sua descrizione apparsa nel testo del Ministero dell’Interno riguardante sette e movimenti magici in Italia: “[…]“E’ un fulmine a ciel sereno – dice il sindaco di Cremeno, Roberto Rota – non ne ho mai sentito parlare. Questo mi preoccupa ancora di più, visto che in casi del genere l’agire nell’ombra senza farsi scoprire è sinonimo di organizzazione, di grande organizzazione. Faremo dei controlli, ma non vorrei neppure che il caso s’ingrossasse più del dovuto, visto che non abbiamo mai avuto problemi su questo fronte.” Continuando nell’esame del documento del Ministero dell’Interno, alla luce anche di quello che è successo nella notte tra sabato e domenica a Lecco, il capitolo più interessante – preoccupante- è quello dedicato al satanismo dove vengono schematizzate quattro componenti. Si tratta del satanismo occultista che dissacra, rovesciandoli, emblemi del cattolicesimo. […]” [Testo tratto da un articolo apparso su La Provincia di Lecco l’11 marzo 1999, corredato di una grande fotografia di una scritta satanica – il 666 e la croce rovesciata – all’ingresso della chiesa parrocchiale di Bonacina]. “Cremeno. Bocche cucite in paese. Nessuno sembra saper niente della setta “Sacre Radici”, fondata nel 1994 con la denominazione di Federazione Pagana. Non ne sa nulla il primo cittadino Roberto Rota, che comunque è deciso a prendere informazioni dettagliate sul caso. Anche se chiaramente si troverà ad affrontare un muro di gomma visto che riuscire a mettersi in contatto con i seguaci delle “Sacre Radici” sembra a dir poco difficile. Tra le tesi più quotate si fa largo quella che la setta, abbia casualmente posto la sua sede a Cremeno. Forse attratti dalle bellezze naturalistiche in grado di dare maggiore intensità alla matrice religiosa panteista, a cui fanno riferimento. […] Il fatto lascia davvero a bocca aperta, tanto che anche il parroco di Cremeno e Cassina, don Gianni Dell’Oro, in servizio dal 1° settembre scorso, appare sconcertato. “Sono qui da pochi mesi e non ho mai sentito parlare di questa setta, però se fosse una cosa concreta e ben radicata sul territorio ne sarei stato informato. Non saprei neppure cosa dire, visto che non conosco concretamente le loro idee, e non so da cosa siano spinti. In casi come questi è bene andare con i piedi di piombo senza ingigantire i fatti, certo una cosa del genere fa pensare.” Fa pensare sul serio visto che il sodalizio da opera di proselitismo, soprattutto nell’ambito delle manifestazioni ambientaliste, oltre a pubblicare, ogni sei mesi, una propria rivista, “Mercurio”, che non si acquista certamente in edicola, ma che viene usata quale mezzo di informazione per i seguaci, oltre che per attirare nuovi adepti. Anche l’assessore Mauro Invernizzi […] è all’oscuro di questo movimento, invita “chiunque sappia qualcosa a rivolgersi in comune. E’ meglio sapere sempre cosa succede sul proprio territorio e fenomeni del genere vanno tenuti sotto controllo anche se non sono nocivi”. […] di una cosa siamo certi una notizia del genere riuscirà a scatenare molta curiosità, soprattutto in un paese piccolo come Cremeno, dove la parrocchia è ancora uno dei pochi punti di riferimento importanti.”<br />
[Testo tratto da un articolo di Paola Sandionigi, tratto da “La provincia di Lecco”, venerdì 12 marzo 1999]</p>
<p>“Sacre Radici. La setta, fondata nel 1994 con la denominazione di “Federazione Pagana”, ha una matrice religiosa di chiaro contenuto panteista, dichiarando che tutto quanto ci circonda è sacro, perché possiede in sé un’entità metafisica superiore. Le linee essenziali di tale dottrina sono state stralciate direttamente da tutti i credi precristiani, da quelli di origine indiana e dallo sciamanesimo.<br />
La fondatrice è una donna nordamericana, coniugata con un italiano; entrambi si definiscono “gli sciamani d’Europa”.<br />
Il sodalizio fa opera di proselitismo, oltre che nelle manifestazioni di stampo ambientalista, anche attraverso la diffusione di un semestrale denominato “Mercurio” – Pubblicazione interna dell’associazione Sacre Radici”. Sede: Cremeno (LC) Totale aderenti: non quantificato.”<br />
[Testo tratto da “Sette religiose e movimenti magici in Italia” del Ministero dell’Interno, Dipartimento di Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – 2001, pagg. 109-110]</p>
<p>“L&#8217;ombra del satanismo si allunga sulla mattanza di Sestri Ponente. Alimentata dagli oggetti raccolti dalla polizia nella casa dei due fratelli arrestati nei giorni scorsi con l&#8217;accusa di aver massacrato a coltellate l&#8217;amico e compagno di band: «Manoscritti,pensieri e disegni riconducibili al fenomeno del satanismo», si legge sul verbale di sequestro firmato dalla polizia dopo la perquisizione.<br />
Il giovane chitarrista, ormai fuori pericolo, ha ricostruito con gli inquirenti la dinamica dell&#8217;aggressione («Ha iniziato lui, poi lei ha continuato mentre il fratello la incitava a finirmi») ma ancora non riesce a spiegarsi il perché di un simile accanimento. Gli stessi inquirenti sono al lavoro per trovare un senso a questa vicenda, che non credono si possa ridurre all&#8217;esito violento e folle di un litigio scoppiato in sala prove per un accordo musicale sbagliato.<br />
Inevitabile che le indagini si concentrino sul materiale trovato nell&#8217;abitazione dei due fratelli. Manoscritti, schizzi, un diario. E poi un computer, una rubrica e il ceppo dei coltelli da cucina dal quale era stata presa l&#8217;arma del delitto, portata in borsa dalla cantante. Non si tratterebbe esclusivamente di testi riguardanti la religione wicca, alla quale i due ragazzi si ispiravano, fenomeno che non ha nulla a che vedere con il satanismo e tantomeno con il genere musicale del gothic metal. Ci sarebbero anche altri documenti ritenuti «interessanti» per capire la mentalità e le inclinazioni dei due ragazzi. «La regola principale dei wiccan, come si definisce chi si ispira a quella corrente naturalistica, è &#8220;fa&#8217; tutto quello che vuoi, ma non fare del male agli altri o ti tornerà triplicato&#8221; », spiega al Secolo XIX Mirko P., 20 anni, il tastierista della band di cui facevano parte la cantante e il fratello bassista: «I wiccan sono persone pacifiche<br />
dedite alla Natura, molto spesso nei rituali si celebra la comunione con i quattro elementi: Terra, Aria, Fuoco e Acqua. Ripeto, quella religione non ha nulla a che vedere con le azioni compiute da quei due. La wicca professa la pace! Cristina e A. ne avranno avuto una visione distorta, come immagino anche del Satanismo». […]”<br />
[Articolo tratto da IL SECOLO XIX - L'ombra del satanismo sull'agguato del chitarrista di Graziano Cetara dell’11 dicembre 2008]<br />
Perché ho citato questi testi? Be’, intanto perché rendersi conto ogni volta che chi dovrebbe fare informazione non la fa ma crea soltanto confusione è sempre triste. In realtà, ho citato questi testi perché li avevo facilmente sottomano ma se ne potrebbero trovare in giro molti altri, in cui si mescolano cose che non c’entrano nulla fra loro. La cosa interessante è, per quanto riguarda Sacre Radici, che un’associazione culturale panteista che professava, tra il resto, l’amore per la natura, venisse percepita come una setta e come qualcosa di minaccioso. E che il fatto che usasse un bollettino per tenere informati i propri iscritti potesse essere ritenuta opera di proselitismo, senza contare che in quasi ogni parrocchia cattolica esiste, ormai, un bollettino. E’ opera di proselitismo anche questa? Forse molto di più, visto che i cristiani e soprattutto i cattolici puntano sull’idea di evangelizzazione, cosa sconosciuta ai pagani. Ma forse, questo qualcuno lo dovrebbe fare presente alle autorità. Un’associazione culturale non ha adepti, ha semplicemente degli iscritti, questa è la differenza tra una setta e un’associazione. Ma anche se fosse stato un gruppo chiuso – e questo lo dico non amando i gruppi chiusi e settari &#8211; rimane sempre il fatto che ci sono gruppi e gruppi. Anche un gruppo che fa semplice meditazione potrebbe passare per setta, ma non per questo andrebbe messa alla pari di gente che pratica cose pericolose per sé e per gli altri. Ma andiamo avanti. Il pensare che qualcosa non si conosca e quindi per questo debba per forza avere dietro una “grande organizzazione” è davvero ridicola. Come se io domani fondassi un’associazione culturale (in modo regolare: le associazioni, solitamente, devono essere registrate all’agenzia delle entrate) e lo andassi a urlare in paese ai quattro venti. Perché mai dovrei farlo? A chi interesserebbe se non alle persone che possono condividere un interesse comune al mio? Mah. Oltre a questo, la cosa davvero sconvolgente è che si voglia a tutti costi demonizzare tutto il demonizzabile. Non siete satanisti ma vi presentiamo accanto ai satanisti; non siete satanisti ma vi accomuniamo a loro, alle sette pericolose, vi mettiamo anche un bel 666 in piena pagina così la prima cosa che la gente vede è quella e a quello associa il vostro nome, il vostro pensiero. Parliamo di un assassinio a sfondo satanico e toh, ci metto in mezzo che i due ragazzi assassini avevano con sé anche libri di Wicca che, per fortuna almeno è stato detto, “non c’entrava nulla”, i “wiccan sono pacifici”. Meno male. Come dire: ma sì, vi abbiamo messi in mezzo in qualche modo, però abbiamo detto che non c’entrate. E’ già qualcosa, per carità, ma NON BASTA. Qui occorre “mettere i puntini sulle i”, dire le cose come stanno, non mescolare le carte in tavola. Questa è DISINFORMAZIONE. Ma non per pura ignoranza, che sarebbe pure abbastanza comprensibile, anche se non accettabile. Qui c’è la programmatica VOLONTA’ di fare apparire qualcosa in un modo diverso da quel che e’. E questo avviene tutt’oggi, a distanza di anni. Quante volte sentiamo chiamare la Wicca e il Neopaganesimo “setta” dai mass media? E quante volte, se vengono ritrovate tracce di riti satanici, si definiscono genericamente “esoterici” in modo da far coincidere satanismo ed esoterismo? Quante volte? E’ mai possibile che sia solo ignoranza? Ne dubito fortemente.<br />
Questa è disinformazione fatta apposta per spaventare la gente e per farci passare per qualcosa che non siamo. Per questo dico che come Neopagani abbiamo il dovere morale di far capire cosa siamo e facciamo in realtà, far capire che non siamo una minaccia o gente che gioca a fare le streghette, ma che siamo persone con un cammino spirituale ben definito che punta alla propria evoluzione spirituale e quindi – direttamente o indirettamente – all’evoluzione spirituale della società. Le cose, negli anni, saranno forse migliorate, ma si deve pretendere che i mass media si informino maggiormente, prima di fare servizi di questo genere e, soprattutto, che non ci sia la volontà di demonizzare ciò che esula dalla visione vaticanista e tradizionale cattolica. Occorre lavorare su questo punto e quindi ogni tipo di mezzo di informazione valido per farlo va usato in questo modo: blog e siti, riviste on-line o cartacee. Fare vera informazione sul movimento, sui suoi aspetti positivi e negativi, in modo obiettivo. </p>
<p>Vai alla Quarta parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-4/">Il movimento Neopagano (parte 4)</a></p>
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