<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il Portale del Paranormale &#187; Esoterismo</title>
	<atom:link href="http://www.unknown.it/categoria/esoterismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.unknown.it</link>
	<description>Misteri e Segreti del Pianeta Terra</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Jan 2012 02:19:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
		<item>
		<title>Presentazione del libro “Upui. L’arte della strega”</title>
		<link>http://www.unknown.it/esoterismo/upui-l-arte-della-strega/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/esoterismo/upui-l-arte-della-strega/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 23:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/?p=757</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni pensieri sparsi. Personalmente ho avuto la possibilità di conoscere l’arte di Upui attraverso i primi numeri di “Athame” (il bollettino del Circolo dei Trivi), nel 2002 circa, quando pubblicò diversi articoli sulla sua stregoneria istintiva e diversi disegni. Inoltre, essendo iscritta ad alcune mailing-list a cui era iscritto anche Nicolò, leggevo i sogni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni pensieri sparsi. </p>
<p>Personalmente ho avuto la possibilità di conoscere l’arte di Upui attraverso i primi numeri di “Athame” (il bollettino del Circolo dei Trivi), nel 2002 circa, quando pubblicò diversi articoli sulla sua stregoneria istintiva e diversi disegni.<br />
Inoltre, essendo iscritta ad alcune mailing-list a cui era iscritto anche Nicolò, leggevo i sogni che inviava ai vari gruppi e guardavo con interesse gli schemi che ne scaturivano, pensando, all’epoca, che fosse una donna..il dubbio mi è rimasto a lungo perché i suoi scritti erano ambigui dal punto di vista della sua vera identità. <span id="more-757"></span><br />
Comunque, quando recentemente, nel 2006, mi ha contattata per proporsi come collaboratore di Labrys, sapevo già chi fosse dal punto di vista artistico e magico e avevo letto diverse cose nel suo sito, riguardo la sua storia, i ricordi su Gualina, gli schemi di pratica disegnati su carta e le incisioni su rame e nel frattempo avevo intuito quale fosse la realtà circa il suo essere uomo con ricordi di donna. </p>
<p>Reputo il percorso spirituale di Upui e la sua arte originali per diversi motivi. Intanto perché il nostro autore proviene da un percorso cattolico, voleva addirittura entrare in seminario, e – proprio dopo una particolare attività per il Gris di Torino, oltre che nel CUN, il centro ufologico nazionale – è arrivato al sentiero della Dea. In più perché la sua arte unisce il fascino dei grimori rinascimentali allo stile più fumettistico – e lo dico in senso positivo – un tipo di comunicazione più contemporanea, simpatica ed ironica. </p>
<p>Quando nel 2007 con Andrea Armati abbiamo potuto conoscere e incontrare direttamente Nicolò, ci siamo convinti a maggior ragione di quanto fosse importante scrivere riguardo la sua arte, anche per l’originalità dell’autore, per il suo credere profondamente in ciò che vede e sente nei suoi rituali (per quanto  non pretenda di essere creduto per forza), quindi per il suo misticismo e anche per la sua fiducia in noi, nonostante ci conoscessimo relativamente da poco. </p>
<p>Personalmente mi sento di parlare di Upui come di un artista-medium in quanto egli stesso dice che è la sua “non mano” (ovvero quello della strega Gualina) a creare gli schemi sotto la guida degli spiriti amici e della Dea. Egli è, a mio parere, un tramite dell’ispirazione Divina o, per lo meno, di quello che per Upui è il Divino. </p>
<p>Quella di Nicolò, quindi, non è arte in senso stretto ma arte esoterica. Upui non è del tutto consapevole quando crea, questa è la sua caratteristica principale. E’ come se durante i rituali entrasse in trance e avesse visioni di riti e celebrazioni con la Dea (che egli si vede attuare  come donna) e gli Spiriti grazie ai quali comprende delle “leggi” esoteriche e magiche che poi riporta nelle sue opere (disegni e incisioni su rame). Quindi la cosa importante è far capire come l’arte possa diventare veicolo del mondo dello spirito e del contatto tra l’uomo e il Divino. </p>
<p>Per chi mi chiedesse in cosa consista l’originalità della pratica di Nicolò, risponderò che a mio parere consiste nell’essere molto spontanea e istintiva  e nel non appoggiarsi a cose già preconfezionate da altri e quindi di essere veramente originale. In nessun libro di Wicca o di altre forme di stregoneria contemporanea si trovano tali e simili schemi. Il nostro autore segue solo le proprie visioni. Tanto è vero che la stessa simbologia che appare nelle sue opere è molto eclettica: vi sono sia alcuni simboli usati convenzionalmente da movimenti neopagani come la Wicca sia simboli personali di Upui. Non solo. Il nostro autore utilizza anche una serie di alfabeti differenti per raccontare nei suoi schemi ciò che ha visto e sentito: Tebano, Isiaco (non solo in modo tradizionale ma anche in chiave) oltre a caratteri relativi e quindi personali. </p>
<p>A questo punto ci si potrà chiedere in cosa consista, invece, l’originalità del libro. Dal mio punto di vista, consiste nell’aver cercato di fondere testo ed immagini, in modo tale da farli dialogare per esaltare l’opera di Nicolò. Ci è parso che in ambito esoterico non vi fosse nulla di simile, almeno qui in Italia: l’opera che ne è risultata è a metà via tra un saggio e un libro d’arte illustrato che cerca di sviscerare l’opera di Upui sia a livello di contenuto sia a livello visivo. Un libro che, anche per chi non fosse del “settore”, sarà piacevole anche solo sfogliare. </p>
<p>Ma come si compone il libro? L’opera inizia con una biografia dell’autore, il quale ha cominciato il proprio percorso passando dalla sua originale intenzione di entrare in seminario e quindi dal gruppo di ricerca sulle sette, il Gris di Torino, al suo interesse per i movimenti dischisti e del CUN (Centro Ufologico Nazionale) di Torino fino a giungere alla scoperta degli amici spiriti, ai ricordi su una possibile vita passata come la strega Gualina Stabiosa e al rapporto con la Dea. Successivamente, appare un riassunto dei primi ricordi riguardanti Gualina (ricordi tutt’ora in corso, tanto è vero che l’autore sta ancora cercando di ricostruire alcuni fatti non chiariti prima), una sezione dedicata alle simbologie ricorrenti nelle opere grafiche e l’appendice in cui appaiono ulteriori ricordi recenti riguardanti un personaggio un po’ negativo che ha avuto a che fare con Gualina, tale Marcherio, i sogni e le visioni dell’autore e le interviste che gli abbiamo fatto per dare forma al libro. </p>
<p>Spero che questi brevi spunti possano suscitare curiosità nel lettore, tanto da voler entrare nel favoloso mondo della Strega Upui. </p>
<p>Sarah Bernini<br />
(articolo tratto dal sito artesassociazione.org) </p>
<p>&#8212; </p>
<p>Myspace del libro: myspace.com/upuiartedellastrega<br />
Sito della casa editrice Eleusi: eleusiedizioni.it<br />
Sito personale di Nicolò Mulè (UPUI): http://upui.altervista.org/</p>
<p><map name='google_ad_map_757_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/757?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_757_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=757&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fesoterismo%2Fupui-l-arte-della-strega%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/esoterismo/upui-l-arte-della-strega/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 5)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-5/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-5/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 09:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[neopaganesimo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/?p=717</guid>
		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte V) Voglio dire che basterebbe capovolgere il punto di vista. Ma è ovvio che questa gente non porti avanti una visione relativista della realtà (e tantomeno laica, come invece una carica istituzionale dovrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte V)</p>
<p><span id="more-717"></span></p>
<p>Voglio dire che basterebbe capovolgere il punto di vista. Ma è ovvio che questa gente non porti avanti una visione relativista della realtà (e tantomeno laica, come invece una carica istituzionale dovrebbe garantire), anzi c’è una tendenza fortemente retrograda che porta a detestare tutto ciò che non si conosce e che va al di là della propria comprensione. Inutile dire che un po&#8217; in tutta Italia si stia verificando un ritorno pesante a certo tradizionalismo assurdo che ricorda tanto certo modo benpensante di fare anni &#8217;50. Ma andiamo avanti. Leggiamo l’articolo riguardante Cacciari: “Cacciari e la crociata anti-Halloween. Il primo cittadino veneziano: di Halloween non mi piace l’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario.<br />
ROMA &#8211; «Festeggiare Halloween a Venezia? Non se ne parla proprio. Roba da Disneyland. O da Peschiera del Garda, lì dove c’è Gardaland. Noi abbiamo il Carnevale più bello, intelligente ed elegante del mondo. Perché mai dovremmo concedere spazio a qualcosa che non c’entra niente, dico niente, con le tradizioni italiane?».Mio commento: non tornerò a disquisire sul senso del Samhain/Halloween per la nostra cultura: sarebbe ora che questi signori, prima di parlare, si andassero a studiare i libri di storia e di antropologia.<br />
Massimo Cacciari non è uomo da mezzi toni, si è visto sabato scorso con la manifestazione del Pd contro il governo Berlusconi («non ho alcun interesse a parlarne, mi importa come si organizzerà il Pd, non certo un corteo&#8230;»). Figuriamoci se può usare giri di parole per la festa più amata dai bambini italiani.<br />
Solo dai bambini? A me risulta che le feste, di qualsiasi tipo siano, piacciano a bambini e ad adulti, perché è un modo per rendere gioioso e sacro un momento della vita, un momento dell’anno, e per stare in compagnia tra persone. Questo modo di sminuire le cose della vita mi dà molto fastidio e mi fa tanto moralismo da quattro soldi. Come dire: “ma sì, a noi cosa interessa di Halloween, è roba da bambini” per poi, magari, fiondarsi nel primo negozio a comprarsi oggetti in tema per arredare la casa perché è tanto carino e va di moda.<br />
Perché no a Halloween, professor Cacciari? «Semplicemente perché non possiede alcun collegamento con la cultura italiana, con le vere feste delle nostre radici. Certo, mi sembra che la potenza mediatica americana riesca a imporre benissimo nel resto del mondo anche un appuntamento come Halloween. Viene da dire:<br />
è la globalizzazione, amico mio. Ma noi possiamo ribattere: l’Italia è la patria di una meravigliosa tradizione come il Carnevale.<br />
Venezia dal ’400 vanta il più straordinario appuntamento carnevalesco dell’intera Europa, imitato con fatica in tutto il mondo. E quindi possiamo permetterci il lusso di dire no a Halloween, nella nostra città non si festeggia, grazie mille&#8230; ».<br />
Ma cosa c’entra il Carnevale di Venezia con Halloween?<br />
Chi glielo tocca il Carnevale? Non è che se festeggi Halloween tu non possa festeggiare più il Carnevale..<br />
non è una questione di chi ha la festa più bella e divertente o antica, sono cose diverse per quanto simili, visto che anche il Carnevale ha origini pagane, ma questo, ovviamente, non si può dire, se no il Vaticano ci obbligherà a non festeggiare più nemmeno il Carnevale di Venezia.<br />
Il filosofo sindaco di Venezia se la prende anche con altre festività da calendario:<br />
«Halloween alla fine è una delle tante feste finte, fintissime, inventate a puri scopi commerciali. Basta guardare le vetrine piene di oggetti tutti uguali per Halloween. Mi viene in mente la festa della mamma, del papà, dei nonni, e chi più ne ha più ne metta. Roba che fino a qualche decennio fa non esisteva ed è stata imposta artificialmente solo per far soldi».<br />
A parte il fatto che, come già dimostrato più volte, Halloween non è una cosa inventata solo a scopi commerciali. Ma poi: dovremmo prendere lezioni dal Carnevale di Venezia, una città che ti spenna vivo per farti comprare maschere in ogni angolo della città? Ma ci stiamo prendendo in giro o diciamo sul serio? Cacciari pensa forse che la gente non sappia che giro di soldi porti a Venezia il Carnevale??? E facciamo lezioni morali su Halloween? Cosa non le piace, a parte l’aspetto commerciale, della festa delle Streghe? «L’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario, quasi di decomposizione&#8230; Qui c’è il teschio, non il puer aeternus, allegro e sorridente, che è il simbolo del Carnevale». Cacciari ammette che se comincia a parlare di Carnevale non la smette più: «La festa affonda le sue radici addirittura in un’era pre-romana. Il suo significato è legato al cambio dell’anno, alla tras-gressione nel senso più puro del termine, cioè del procedere verso il nuovo&#8230;. Lì è tutta la sua bellezza. Persino la parola è di origine incerta. Forse è Carnem- Vale, addio alla carne per la Quaresima. O potrebbe essere Carro-navale, perché nell’antica Roma Iside si presentava a bordo di un mezzo del genere».<br />
Oh, finalmente, l’abbiamo detto. Il Carnevale è una festa pagana pre-cristiana. E, guarda un po’, anche Halloween è nata da una festa pagana legata al ciclo dell’anno, essendo il capodanno celtico. Toh, che strano.<br />
E se parliamo, comunque, di figure del Carnevale, non si può negare che in esso appaiano esseri demoniaci ed inquietanti. Arlecchino è nato come demone (Hellchino), lo sanno tutti quelli che studiano storia del teatro e dello spettacolo. Pulcinella, invece, è una larva, un fantasma. E questo proprio perché, essendo in origine una festa primaverile, per rendere la terra fertile si davala possibilità agli esseri degli Inferi (sotto la terra, appunto) di scorrazzare liberi sulla terra per un certo periodo di tempo, per ingraziarseli e poter avere raccolti abbondanti. [5] Ma continuiamo. Il giornalista, a questo punto, chiede al Sindaco come sarà il Carnevale veneziano 2009 e lui parla dei progetti per il nuovo anno, ma la cosa interessante viene dopo: “[…] L’aspetto commerciale, nel 2009, viene messo da parte: «In pieno col sindaco Cacciari, non punteremo tanto sulla quantità di pubblico, che ormai si aggira sul milione e 200 mila presenze ogni Carnevale. Piuttosto vogliamo proporre una vera esperienza cognitiva. Un’occasione per capire e apprendere, naturalmente divertendo».<br />
E i giovani legati a Halloween? «Io sono convinto che molti ragazzi potranno facilmente capire l’immensa differenza che esiste tra un &#8220;qualsiasi&#8221; Halloween e l’irripetibile Carnevale veneziano. Quando sento che qui in Italia si scimmiottano le streghette americane mentre a New Orleans o in Sud America impazziscono per cercare di imitare il modello veneziano divento matto&#8230;».<br />
Articolo di Paolo Conti, del 31 ottobre 2008<br />
[http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_31/cacciari_anti_halloween_491cce32-a71d-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml]<br />
Credo che non servano altri commenti: le ultime frasi si commentano tutte da sole. Ma cos’è, una gara ??? Per la serie: “chi ce l’ha più bella??” (la festa, ovviamente).<br />
Sinceramente, mi sembrano giochetti e atteggiamentida bambini, questo sì. E per finire, un articolo dell’Ansa sempre riportato da Dafne nel suo blog:</p>
<p>Ansa, 2008-10-31 19:28<br />
HALLOWEEN: FESTA DILAGA IN ITALIA E PREOCCUPA CHIESA<br />
ROMA &#8211; La festa celtica dei morti che per una notte tornano tra i vivi dilaga in Italia, soprattutto tra i giovani, e la Chiesa lancia l&#8217;allarme. Altro che innocui &#8216;scherzetti o dolcetti&#8217; e zucche ritagliate per bambini: Halloween, ammonisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio Antisette Occulte dell&#8217;Associazione Papa Giovanni XXIII, promuove &#8220;la cultura della morte&#8221; e favorisce &#8220;connivenze con il crimine e con spietate sette che non hanno alcuno scrupolo&#8221;. Per questo, è l&#8217;appello del religioso dalle colonne del quotidiano della Cei &#8216;Avvenire&#8217;, genitori ed educatori scoraggino stanotte i ragazzi dal partecipare ad incontri &#8220;sconosciuti, ambigui&#8221; o peggio ancora &#8220;segreti&#8221;.<br />
&#8220;Quest&#8217;inneggiamento al macabro e all&#8217;orrore &#8211; scrive don Buonaiuto &#8211; spinge le nuove generazioni ad una mentalità magicoesoterica, attacca il sacro e i valori dello spirito attraverso una subdola iniziazione alle arti e alle immagini dell&#8217;occulto&#8221;. Una &#8216;scomunica&#8217; che ricorda quella rivolta dalla Chiesa nei confronti di Harry Potter, il maghetto nato dalla penna della scrittrice britannica J. K. Rowling, che ha scalato le classifiche librarie di tutto il mondo.</p>
<p>Vai alla Sesta parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-6/">Il movimento Neopagano (parte 6)</a></p>
<p><map name='google_ad_map_717_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/717?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_717_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=717&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fipotesi%2Fmovimento-neopagano-5%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 2)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-2/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 20:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[neopaganesimo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/?p=693</guid>
		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte II) Spesso e volentieri io stessa mi sono chiesta se abbia senso continuare con la rivista, non lo nego. La maggior parte delle volte mi ritrovo a postare nella mailing list della rivista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte II)</p>
<p><span id="more-693"></span></p>
<p>Spesso e volentieri io stessa mi sono chiesta se abbia senso continuare con la rivista, non lo nego. La maggior parte delle volte mi ritrovo a postare nella mailing list della rivista articoli che non so neppure se vengano mai letti da qualcuno. Poiché cadono nel totale silenzio.<br />
Invio. E c’è silenzio. Fai una domanda per vedere di provare anche solo per 5 secondi ad attivare una piccola reazione e … silenzio. Se qualcuno risponde – e per questo lo ringrazio – solitamente si tratta sempre delle due-tre persone che so esserci e che seguono con costanza.<br />
Ma difficilmente una voce nuova si aggiunge. E dopo anni e anni ad andare avanti così, non è facile. Ti senti davvero stupido. A che lo fai a fare? Per il tuo ego? All’ego, anche se fosse questo il motivo, non serve di certo buttare lì qualcosa che cade nel silenzio, anzi. Ti crea solo un senso di tristezza, solitudine e insensatezza. Quando per anni scrivi dicendo: “chi abbia un’idea o anche solo una domanda, mi scriva e la pubblicherò” e vedi che nessuno ha mai nulla da chiedere o da proporre, ti rendi conto che quel che scrivi forse davvero finisce nel vuoto e non serve a nulla. Poi, magari, trovi forum e gruppi di discussione pieni di gente che discute insultandosi su scemenze, mandandosi le maledizioni via mail, minacciandosi a vicenda di denunciarsi e cose di questo tipo e ti chiedi: ma quale contributo dà una situazione del genere al movimento? Non ci farà apparire come un sacco di gente che davvero segue un percorso solo per moda e non perché senta davvero qualcosa d’altro, il Divino, un’energia che va oltre a ciò che si vede con gli occhi? Eppure, nonostante queste strane contraddizioni, di persone che scrivano in giro e facciano studi più o meno seri ce ne sono: nascono di continuo bollettini e riviste, cartacee o on-line, forum e gruppi, il che è rassicurante e positivo; ma è un po’ come se i creatori di questi progetti fossero spinti da un’esigenza interiore che non corrisponde all’esigenza esterna, che non corrisponde, cioè, ad una richiesta alla pari con il loro bisogno di far conoscere ed informare, a loro modo, gli altri, ovvero quelli che non scrivono. Un po’ come se si scrivesse più per sé, per il proprio bisogno, che non per gli altri e per un’esigenza esterna esistente. Spesso mi sono chiesta se qualcuno pensi di me la stessa cosa, cioè che scrivo solo per il mio ego o cose di questo tipo. Chi pubblica – senza scopo di lucro come la maggior parte delle fanzine e delle riviste di questo ambito &#8211; lo fa con il solo scopo di divulgare e rendersi utile, ma spesso non riceve quasi nulla in cambio: né attenzione né un minimo di soddisfazione nel farlo, se non sempre da quelle due-tre persone. Per carità, non che uno fondi una rivista, un sito o altro sperando di ricevere qualcosa in cambio: se no, non ci sarebbe il puro spirito di studio e di informazione libera. Ma alle volte sembra di parlare davvero a vuoto. E quelli che danno un vero contributo sono sempre i soliti che girano. Eppure i forum e le mailing list sono pieni di iscritti. Quindi la partecipazione dovrebbe esserci. Ma non sempre appare, non sempre è così manifesta. Spesso si rivolge una domanda ad un pubblico virtuale che neppure risponde,che non fa conoscere la propria opinione, e ti chiedi: ma per quale motivo allora si sono iscritti? Non voglio credere che alle persone piaccia ricevere sempre e solo la “pappa pronta”. Spesso penso: romperò le scatole ad un sacco di gente con i miei articoli, prima o poi si diranno “che due scatole!, ma perché questa continua a blaterare?” Mi dispiacerebbe davvero tanto se una cosa di questo tipo accadesse, perché il mio scopo non è quella di stressare o rompere le uova nel paniere, ma cercare di dare un contributo, per quanto piccolo, alla comunità neopagana italiana. Personalmente, sono iscritta ad un sacco di gruppi ed anch’io, è vero, non sono molto attiva nelle altre ml ma nella maggior parte dei casi mi sono iscritta perché dai gruppi posso trarre nuove informazioni da inoltrare agli iscritti del mio gruppo e fare “pubblicità” a movimenti ed associazioni neopagane…perché è bello far sapere cosa fa chi. E’ fondamentale, perché è l’unico modo per far circolare notizie e idee. Spesso, anche, ho avvisato i gestori di altre ml che non avrei potuto scrivere per motivi di tempo, perché già Labrys è un grosso impegno.<br />
Ma è mai possibile che tutte, proprio tutte, le persone iscritte non abbiano mai neppure due minuti di tempo per fare un commento? Alla fin fine, a differenza che negli incontri “fisici” in cui serve tanto tempo per spostarsi e magari fermarsi in un luogo, benzina e costi di vario tipo, scrivere due righe in una mailing list non costa nulla, se non qualche minuto del proprio tempo. E uno non deve neppure farlo spesso…ma basterebbe qualche volta far capire che “sì, esisto, ci sono, non cade tutto nel nulla”. Questo è un problema che mi pongo davvero spesso. Un altro punto è legato forse all’Ego e al vivere in modo solipsistico, ovvero come se chi scrive non dovesse leggere gli altri. Personalmente, appena ne ho l’opportunità, cerco di leggere le opere degli altri perché se no come potrei crescere mentalmente e culturalmente?<br />
E’ un po’ il problema che mi sono trovata davanti ad alcuni vecchi amici che fanno gli artisti. Personalmente amo osservare le opere e le mostre altrui: non mi toglie nulla, non è che il successo di uno tolga qualcosa a me, anzi: sono molto felice della riuscita altrui e grazie all’arte di un’altra persona posso arricchirmi interiormente in un modo tale che se ne rimanessi estranea non mi capiterebbe. Eppure, chissà perché, da parte degli altri non è mai così. Mai che ti diano una soddisfazione, mai che vengano a vedere quello che hai realizzato perché sarebbe, forse, come ammettere che tu hai realizzato una cosa a cui loro non hanno mai pensato. Ma è normale che sia così, è bello che sia così: siamo tutti diversi, abbiamo passioni e interessi e capacità diverse, se no sai la noia? E invece…Ecco, forse è anche questo che ho ritrovato nei due testi sopra citati: qualcosa che appartiene anche a me, un non poter mai ricevere una piccola soddisfazione da persone che ti circondando tutti i giorni e che sarebbe bello se volessero collaborare per realizzare qualcosa insieme. Forse l’ego ele incomprensioni a causa di questo è davvero uno dei peggiori mali di questa realtà fisica. Il vero motivo per cui anche tanti gruppi si sciolgono, lasciano tanta amarezza in bocca. Un esempio che mi viene in mente è anche la fine di MadreDea….Un vero peccato. Da quel che riporta il sito [2] dell’associazione culturale – tra l’altro tutto al femminile – con delibera dell’8 settembre 2008 del direttivo, è stata presa la decisione di chiudere l’associazione. I motivi citati nel testo sarebbero la mancanza di tempo per gestire gli eventi da parte della maggioranza dei membri del direttivo – cosa, questa, piuttosto comprensibile – e anche per “inconciliabili diversità di opinione tra le socie fondatrici”. Per favore, vi prego, ditemi che non è per una questione di ego che anche un gruppo di questo tipo si è sciolto. E’ il male del nostro movimento e sapere che si infiltra ovunque come una malattia endemica non ci fa bene, non fa bene a nessuno di noi. Siamo esseri umani, è vero, quindi è naturale non trovarsi sempre d’accordo. Ma lo scopo di realizzare qualcosa in comune dovrebbe essere più alto dei singoli punti di vista, ci sarà un modo per venirsi incontro … almeno, io lo spero.<br />
Sempre l’ego è la causa anche del fatto che ci sia tanta competizione tra tradizioni e gruppi neopagani diversi invece che la collaborazione. Gente che pensa a strani complotti, al mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda per far concorrenza ad un gruppo piuttosto che ad un altro, un modo per spendere energia in rabbia e antagonismo che uccide il movimento e che ci rende vulnerabili e attaccabili troppo facilmente dall’esterno, soprattutto da quelle forze e da quei poteri tradizionalisti di certa matrice cattolica che non vedono l’ora di trovare i nostri punti deboli per farci apparire gente priva di serietà. Un grosso baraccone, insomma. Eppure, ci sono persone che vogliono evitare di dare questa immagine e vanno avanti, credendo nel proprio sogno, scrivendo e cercando di divulgare idee e informazioni il più possibile. Occorre andare avanti, proprio come vogliono continuare a fare gli autori de I quaderni di Ipazia e come hanno fatto, anche con altre pubblicazioni, persone che provenivano dall’esperienza di Sacre Radici. E come vorrei fare io. L’ego, l’indifferenza e il troppo individualismo sfrenato uccidono, uccidono tutto lasciando dietro di sé solo odore di bruciato, speranze infrante, amarezza in bocca e mancanza di coesione all’interno del movimento neopagano. Per questo non ringrazierò mai abbastanza le poche persone che seguono con interesse Labrys e che collaborano a realizzarlo: perché anche se rimarranno solo una o due varrà la pena andare avanti, anche solo per loro. Grazie. Significa che qualcosa resta, che non tutto è perduto.<br />
Ma pensiamoci, per favore. Non lasciamo che l’indifferenza vinca su tutto. E ditemi cosa ne pensate, per piacere, non rimanete in silenzio…</p>
<p>Vai alla Terza parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-3/">Il movimento Neopagano (parte 3)</a></p>
<p><map name='google_ad_map_693_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/693?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_693_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=693&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fipotesi%2Fmovimento-neopagano-2%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 4)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-4/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-4/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 08:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[neopaganesimo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/?p=711</guid>
		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte IV) Un’altra questione da sollevare, a mio parere, è legata alla cultura pagana. In questo senso, è interessante questo passo dell’editoriale dei “Quaderni di Ipazia”: “[…] Le fiction televisive “Pompei”, “L’inchiesta” ed i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte IV)</p>
<p><span id="more-711"></span></p>
<p>Un’altra questione da sollevare, a mio parere, è legata alla cultura pagana. In questo senso, è interessante questo passo dell’editoriale dei “Quaderni di Ipazia”: “[…] Le fiction televisive “Pompei”, “L’inchiesta” ed i vari dibattiti che ne sono seguiti si sono rivelati poco accurati dal punto di vista storico e, soprattutto, alquanto impietosi verso quella che consideriamo l’unica cultura, spiritualità e religione in grado di vibrare nella nostra anima: il mondo dell’antico Paganesimo. Fa piacere che fra i vari argomenti verso i quali i/le nostri/e concittadini/e mostrano interesse vi siano quelli storici, eppure pensiamo sia quantomeno doveroso, da parte nostra, denunciare i vari errori sul piano storico e, soprattutto, difendere la memoria di quelle che consideriamo le nostre uniche radici. Ecco, dunque, una cosa che ci spinge a non rimanere con la bocca chiusa e ad andare avanti con i nostri bollettini: il desiderio di fare chiarezza in mezzo a tanto ciarpame storico e culturale. Di lavoro da fare ce n’è tanto, nel caso qualcuno decida di unirsi a noi, non potremmo che esserne lieti. […]”<br />
[Testo tratto dall’editoriale di I Quaderni di Ipatia, n.10 – Primavera 2783 – 2821 – 2760 ab Urbe condita tratto da http://anticamadre.net/testipdf/I_Quaderni_di_Ipatia_10.pdf, 2007]<br />
A mio avviso, noi neopagani abbiamo il dovere morale e culturale di informare, evitando le mistificazioni, sulla cultura pagana antica e contemporanea. E questo per evitare che si creino atteggiamenti di rifiuto verso la nostra cultura e il nostro modo di sentire e vivere, per evitare che vi siano atteggiamenti di intolleranza verso le cose minime. Mi vengono in mente, tra le altre cose, i recenti divieti di far festeggiare Halloween in diverse città italiane, come riportato ad esempio su “La Tribuna di Treviso” del 25 Ottobre 2008 [3], in cui si diceva che il sindaco della città di Oderzo avrebbe negato la celebrazione della festa di Halloween nelle strutture di proprietà pubblica, cosa avvenuta anche a Venezia da parte del Sindaco Cacciari. Infatti, come riporta Dafne Eleutheria nel suo blog per quanto riguarda il primo articolo, sulla negazione della festa ad Oderzo, si diceva che “Nessuna festa di Halloween sarà permessa in città, non per lo meno nelle strutture di proprietà pubblica. E’ la decisione del sindaco Pietro Dalla Libera che, in linea con quanto già accaduto negli ultimi due anni, ha deciso di non concedere spazi comunali alle feste del 31 ottobre dedicate alla ricorrenza tipica del mondo anglosassone. Obiettivi: tutelare le tradizioni religiose ed evitare vandalismi.” […]“La nostra è una scelta ben precisa &#8211; sottolinea il primo cittadino &#8211; siamo contrari alla celebrazione di feste che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione culturale e religiosa come nel caso specifico. Il nostro è uno spirito che intende tutelare i santi ed i defunti puntando a consolidare le tradizioni locali”. […] Quello che propongono le nostre liste civiche è un cambio di mentalità contro la dilagante perdita di valori &#8211; chiude il sindaco Dalla Libera &#8211; è essenziale proporre iniziative che rafforzino le nostre tradizioni, soprattutto religiose. Al di là di essere favorevoli alle feste, non crediamo che Halloween sia una ricorrenza che si sposa con la nostra cultura. Come può un giovane festeggiare fino alle 3 o 4 del mattina e poi alzarsi per andare in cimitero a celebrare la festività religiosa dell’ 1 novembre? Abbiamo fatto una scelta ben precisa e finché ci saremo noi non intendiamo cambiare rotta”.<br />
Dunque, partiamo dal fatto che scelte di questo tipo siano piuttosto liberticide anziché no, come già faceva notare la nostra cara Dafne. E su questo, credo non vi sia molto altro da dire. Aggiungiamo anche che l’usanza di Halloween, per quanto sia divenuta anglosassone per ovvi motivi (nei paesi anglosassoni le antiche tradizioni pagane si sono mantenute vive più a lungo che da noi e quindi si sono poi evolute nelle festività più moderne e commerciali), ha origini antiche di stampo celtico, essendo il Samhain una festa legata a quella cultura. Non staremo a ripeterci sui suoi significati, già approfonditi in tanti libri ed articoli anche apparsi in questa rivista [4], noi sappiamo che una festa del genere ha forti e antichi legami con la nostra civiltà, per quanto la versione moderna americana sia stata “corrotta” da puri scopi commerciali (ma quale festa non la è, pensiamo al Natale …).<br />
Sul tutelare le tradizioni religiose: quali? Solo quelle cattoliche, immagino. Come se in Italia fossimo tutti, dal primo all’ultimo, cattolici. Tutti gli altri, infatti, non esistono, ovvio. Mi sembra una posizione talmente arrogante che si commenta da sola.<br />
I vandalismi? Come rispondevo nel blog di Dafne, inutile dire che se i vandali vogliono agire non aspettano di certo la notte di Halloween&#8230;insomma, voglio dire, le mele marce ci sono 365 giorni all&#8217;anno, purtroppo. Per quanto poi riguarda il fatto di andare al letto alle tre di notte e poi alzarsi per andare in cimitero, come rispondevo nel blog sopra citato, tra le varie opzioni che si possono trovare tra le molte altre è che la festa possa essere fatta e chi voglia andare (cristiano o meno) possa andare, mentre chi non voglia andare non ci vada a prescindere che la festa ci sia o meno, perché non gli interessa a priori. Dare, quindi, la possibilità di fare una festa piuttosto che un&#8217;altra non incide per niente sulla mentalità e &#8220;moralità&#8221; (???) delle persone. Se sei cristiano cattolico nel sangue non ti dovrebbe toccare minimamente che vi sia una festa non cattolica in giro e viceversa perché questo non dovrebbe creare in te dubbi o altro&#8230;se credi in un modo, le altre credenze o modi di vivere non ti causano scompensi interiori, al massimo un po&#8217; di curiosità o, al contrario, indifferenza. O, per lo meno, dovrebbe essere così. Io sono pagana e non mi tange che tutte le domeniche la gente vada a messa, non ci vado perché non è più la mia via da quel dì, ma rispetto le scelte altrui (senz&#8217;altro, invece, mi infastidisce il campanile vicino a casa che batte ogni ora, anche di notte, ma questo è un altro discorso&#8230;).</p>
<p>Vai alla Quinta parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-5/">Il movimento Neopagano (parte 5)</a></p>
<p><map name='google_ad_map_711_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/711?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_711_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=711&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fipotesi%2Fmovimento-neopagano-4%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 3)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-3/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 20:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[neopaganesimo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/?p=703</guid>
		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte III) Il rapporto con i mass media In riferimento a Sacre Radici e alla sua descrizione apparsa nel testo del Ministero dell’Interno riguardante sette e movimenti magici in Italia: “[…]“E’ un fulmine a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte III)</p>
<p><span id="more-703"></span></p>
<p>Il rapporto con i mass media</p>
<p>In riferimento a Sacre Radici e alla sua descrizione apparsa nel testo del Ministero dell’Interno riguardante sette e movimenti magici in Italia: “[…]“E’ un fulmine a ciel sereno – dice il sindaco di Cremeno, Roberto Rota – non ne ho mai sentito parlare. Questo mi preoccupa ancora di più, visto che in casi del genere l’agire nell’ombra senza farsi scoprire è sinonimo di organizzazione, di grande organizzazione. Faremo dei controlli, ma non vorrei neppure che il caso s’ingrossasse più del dovuto, visto che non abbiamo mai avuto problemi su questo fronte.” Continuando nell’esame del documento del Ministero dell’Interno, alla luce anche di quello che è successo nella notte tra sabato e domenica a Lecco, il capitolo più interessante – preoccupante- è quello dedicato al satanismo dove vengono schematizzate quattro componenti. Si tratta del satanismo occultista che dissacra, rovesciandoli, emblemi del cattolicesimo. […]” [Testo tratto da un articolo apparso su La Provincia di Lecco l’11 marzo 1999, corredato di una grande fotografia di una scritta satanica – il 666 e la croce rovesciata – all’ingresso della chiesa parrocchiale di Bonacina]. “Cremeno. Bocche cucite in paese. Nessuno sembra saper niente della setta “Sacre Radici”, fondata nel 1994 con la denominazione di Federazione Pagana. Non ne sa nulla il primo cittadino Roberto Rota, che comunque è deciso a prendere informazioni dettagliate sul caso. Anche se chiaramente si troverà ad affrontare un muro di gomma visto che riuscire a mettersi in contatto con i seguaci delle “Sacre Radici” sembra a dir poco difficile. Tra le tesi più quotate si fa largo quella che la setta, abbia casualmente posto la sua sede a Cremeno. Forse attratti dalle bellezze naturalistiche in grado di dare maggiore intensità alla matrice religiosa panteista, a cui fanno riferimento. […] Il fatto lascia davvero a bocca aperta, tanto che anche il parroco di Cremeno e Cassina, don Gianni Dell’Oro, in servizio dal 1° settembre scorso, appare sconcertato. “Sono qui da pochi mesi e non ho mai sentito parlare di questa setta, però se fosse una cosa concreta e ben radicata sul territorio ne sarei stato informato. Non saprei neppure cosa dire, visto che non conosco concretamente le loro idee, e non so da cosa siano spinti. In casi come questi è bene andare con i piedi di piombo senza ingigantire i fatti, certo una cosa del genere fa pensare.” Fa pensare sul serio visto che il sodalizio da opera di proselitismo, soprattutto nell’ambito delle manifestazioni ambientaliste, oltre a pubblicare, ogni sei mesi, una propria rivista, “Mercurio”, che non si acquista certamente in edicola, ma che viene usata quale mezzo di informazione per i seguaci, oltre che per attirare nuovi adepti. Anche l’assessore Mauro Invernizzi […] è all’oscuro di questo movimento, invita “chiunque sappia qualcosa a rivolgersi in comune. E’ meglio sapere sempre cosa succede sul proprio territorio e fenomeni del genere vanno tenuti sotto controllo anche se non sono nocivi”. […] di una cosa siamo certi una notizia del genere riuscirà a scatenare molta curiosità, soprattutto in un paese piccolo come Cremeno, dove la parrocchia è ancora uno dei pochi punti di riferimento importanti.”<br />
[Testo tratto da un articolo di Paola Sandionigi, tratto da “La provincia di Lecco”, venerdì 12 marzo 1999]</p>
<p>“Sacre Radici. La setta, fondata nel 1994 con la denominazione di “Federazione Pagana”, ha una matrice religiosa di chiaro contenuto panteista, dichiarando che tutto quanto ci circonda è sacro, perché possiede in sé un’entità metafisica superiore. Le linee essenziali di tale dottrina sono state stralciate direttamente da tutti i credi precristiani, da quelli di origine indiana e dallo sciamanesimo.<br />
La fondatrice è una donna nordamericana, coniugata con un italiano; entrambi si definiscono “gli sciamani d’Europa”.<br />
Il sodalizio fa opera di proselitismo, oltre che nelle manifestazioni di stampo ambientalista, anche attraverso la diffusione di un semestrale denominato “Mercurio” – Pubblicazione interna dell’associazione Sacre Radici”. Sede: Cremeno (LC) Totale aderenti: non quantificato.”<br />
[Testo tratto da “Sette religiose e movimenti magici in Italia” del Ministero dell’Interno, Dipartimento di Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – 2001, pagg. 109-110]</p>
<p>“L&#8217;ombra del satanismo si allunga sulla mattanza di Sestri Ponente. Alimentata dagli oggetti raccolti dalla polizia nella casa dei due fratelli arrestati nei giorni scorsi con l&#8217;accusa di aver massacrato a coltellate l&#8217;amico e compagno di band: «Manoscritti,pensieri e disegni riconducibili al fenomeno del satanismo», si legge sul verbale di sequestro firmato dalla polizia dopo la perquisizione.<br />
Il giovane chitarrista, ormai fuori pericolo, ha ricostruito con gli inquirenti la dinamica dell&#8217;aggressione («Ha iniziato lui, poi lei ha continuato mentre il fratello la incitava a finirmi») ma ancora non riesce a spiegarsi il perché di un simile accanimento. Gli stessi inquirenti sono al lavoro per trovare un senso a questa vicenda, che non credono si possa ridurre all&#8217;esito violento e folle di un litigio scoppiato in sala prove per un accordo musicale sbagliato.<br />
Inevitabile che le indagini si concentrino sul materiale trovato nell&#8217;abitazione dei due fratelli. Manoscritti, schizzi, un diario. E poi un computer, una rubrica e il ceppo dei coltelli da cucina dal quale era stata presa l&#8217;arma del delitto, portata in borsa dalla cantante. Non si tratterebbe esclusivamente di testi riguardanti la religione wicca, alla quale i due ragazzi si ispiravano, fenomeno che non ha nulla a che vedere con il satanismo e tantomeno con il genere musicale del gothic metal. Ci sarebbero anche altri documenti ritenuti «interessanti» per capire la mentalità e le inclinazioni dei due ragazzi. «La regola principale dei wiccan, come si definisce chi si ispira a quella corrente naturalistica, è &#8220;fa&#8217; tutto quello che vuoi, ma non fare del male agli altri o ti tornerà triplicato&#8221; », spiega al Secolo XIX Mirko P., 20 anni, il tastierista della band di cui facevano parte la cantante e il fratello bassista: «I wiccan sono persone pacifiche<br />
dedite alla Natura, molto spesso nei rituali si celebra la comunione con i quattro elementi: Terra, Aria, Fuoco e Acqua. Ripeto, quella religione non ha nulla a che vedere con le azioni compiute da quei due. La wicca professa la pace! Cristina e A. ne avranno avuto una visione distorta, come immagino anche del Satanismo». […]”<br />
[Articolo tratto da IL SECOLO XIX - L'ombra del satanismo sull'agguato del chitarrista di Graziano Cetara dell’11 dicembre 2008]<br />
Perché ho citato questi testi? Be’, intanto perché rendersi conto ogni volta che chi dovrebbe fare informazione non la fa ma crea soltanto confusione è sempre triste. In realtà, ho citato questi testi perché li avevo facilmente sottomano ma se ne potrebbero trovare in giro molti altri, in cui si mescolano cose che non c’entrano nulla fra loro. La cosa interessante è, per quanto riguarda Sacre Radici, che un’associazione culturale panteista che professava, tra il resto, l’amore per la natura, venisse percepita come una setta e come qualcosa di minaccioso. E che il fatto che usasse un bollettino per tenere informati i propri iscritti potesse essere ritenuta opera di proselitismo, senza contare che in quasi ogni parrocchia cattolica esiste, ormai, un bollettino. E’ opera di proselitismo anche questa? Forse molto di più, visto che i cristiani e soprattutto i cattolici puntano sull’idea di evangelizzazione, cosa sconosciuta ai pagani. Ma forse, questo qualcuno lo dovrebbe fare presente alle autorità. Un’associazione culturale non ha adepti, ha semplicemente degli iscritti, questa è la differenza tra una setta e un’associazione. Ma anche se fosse stato un gruppo chiuso – e questo lo dico non amando i gruppi chiusi e settari &#8211; rimane sempre il fatto che ci sono gruppi e gruppi. Anche un gruppo che fa semplice meditazione potrebbe passare per setta, ma non per questo andrebbe messa alla pari di gente che pratica cose pericolose per sé e per gli altri. Ma andiamo avanti. Il pensare che qualcosa non si conosca e quindi per questo debba per forza avere dietro una “grande organizzazione” è davvero ridicola. Come se io domani fondassi un’associazione culturale (in modo regolare: le associazioni, solitamente, devono essere registrate all’agenzia delle entrate) e lo andassi a urlare in paese ai quattro venti. Perché mai dovrei farlo? A chi interesserebbe se non alle persone che possono condividere un interesse comune al mio? Mah. Oltre a questo, la cosa davvero sconvolgente è che si voglia a tutti costi demonizzare tutto il demonizzabile. Non siete satanisti ma vi presentiamo accanto ai satanisti; non siete satanisti ma vi accomuniamo a loro, alle sette pericolose, vi mettiamo anche un bel 666 in piena pagina così la prima cosa che la gente vede è quella e a quello associa il vostro nome, il vostro pensiero. Parliamo di un assassinio a sfondo satanico e toh, ci metto in mezzo che i due ragazzi assassini avevano con sé anche libri di Wicca che, per fortuna almeno è stato detto, “non c’entrava nulla”, i “wiccan sono pacifici”. Meno male. Come dire: ma sì, vi abbiamo messi in mezzo in qualche modo, però abbiamo detto che non c’entrate. E’ già qualcosa, per carità, ma NON BASTA. Qui occorre “mettere i puntini sulle i”, dire le cose come stanno, non mescolare le carte in tavola. Questa è DISINFORMAZIONE. Ma non per pura ignoranza, che sarebbe pure abbastanza comprensibile, anche se non accettabile. Qui c’è la programmatica VOLONTA’ di fare apparire qualcosa in un modo diverso da quel che e’. E questo avviene tutt’oggi, a distanza di anni. Quante volte sentiamo chiamare la Wicca e il Neopaganesimo “setta” dai mass media? E quante volte, se vengono ritrovate tracce di riti satanici, si definiscono genericamente “esoterici” in modo da far coincidere satanismo ed esoterismo? Quante volte? E’ mai possibile che sia solo ignoranza? Ne dubito fortemente.<br />
Questa è disinformazione fatta apposta per spaventare la gente e per farci passare per qualcosa che non siamo. Per questo dico che come Neopagani abbiamo il dovere morale di far capire cosa siamo e facciamo in realtà, far capire che non siamo una minaccia o gente che gioca a fare le streghette, ma che siamo persone con un cammino spirituale ben definito che punta alla propria evoluzione spirituale e quindi – direttamente o indirettamente – all’evoluzione spirituale della società. Le cose, negli anni, saranno forse migliorate, ma si deve pretendere che i mass media si informino maggiormente, prima di fare servizi di questo genere e, soprattutto, che non ci sia la volontà di demonizzare ciò che esula dalla visione vaticanista e tradizionale cattolica. Occorre lavorare su questo punto e quindi ogni tipo di mezzo di informazione valido per farlo va usato in questo modo: blog e siti, riviste on-line o cartacee. Fare vera informazione sul movimento, sui suoi aspetti positivi e negativi, in modo obiettivo. </p>
<p>Vai alla Quarta parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-4/">Il movimento Neopagano (parte 4)</a></p>
<p><map name='google_ad_map_703_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/703?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_703_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=703&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fipotesi%2Fmovimento-neopagano-3%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 1)</title>
		<link>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-1/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-1/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarahdeglispiriti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[neopaganesimo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/?p=689</guid>
		<description><![CDATA[Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte I) Ad ottobre, per una serie di coincidenze particolari, ho ricevuto del materiale molto interessante legato a due volti differenti del movimento italiano neopagano che presentavano, nonostante i periodi temporali differenti, alcuni forti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, &#8220;Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano&#8221; di Sarah Bernini. (Parte I)</p>
<p><span id="more-689"></span></p>
<p>Ad ottobre, per una serie di coincidenze particolari, ho ricevuto del materiale molto interessante legato a due volti differenti del movimento italiano neopagano che presentavano, nonostante i periodi temporali differenti, alcuni forti punti in comune. Infatti, contemporaneamente ho avuto la fortuna di ricevere da Roberto Fattore una grossa quantità di materiale, grazie ad uno scambio, riguardante una delle prime associazioni culturali pagane italiane, “Sacre Radici”; e, nello stesso periodo, ho ricevuto l’ultimo bollettino uscito dei “Quaderni di Ipazia” da parte di Dafne Eleutheria. Ringrazio entrambi, oltre che per la gentilezza e la disponibilità dimostratami, anche perché mi hanno dato la possibilità di notare alcune cose che già avevo notato io stessa nella mia piccola esperienza con “Labrys”. Premetto che quelle che seguiranno sono solo mie personali riflessioni che non hanno la pretesa di essere spacciate per la realtà: ho solo pensato fossero interessanti certe coincidenze e mi sono chiesta da cosa potessero essere causate e, nel caso la situazione fosse davvero come mi è parsa, quali possano esserne i motivi. </p>
<p><strong>Indifferenza </strong></p>
<p>“Fine corsa … Il 10 settembre, come già annunciato nel numero precedente di Mercurio, si è tenuto un incontro per decidere il futuro di Sacre Radici. A questo incontro erano presenti solo quattro persone, quelle che negli ultimi tempi hanno portato avanti le iniziative dell’associazione (il bollettino e le feste annuali). Già questa circostanza la dice lunga sulle condizioni attuali di Sacre Radici…Dopo una serena e tranquilla discussione, il gruppo direttivo ha deciso all’unanimità di sospendere le attività dell’associazione, tra cui la pubblicazione di Mercurio. Quello che state leggendo è quindi l’ultimo numero del bollettino. Si è trattata di una decisione spiacevole ma necessaria, in quanto non c’erano alternative. Sacre Radici era nata come un’associazione a rete, un network che doveva servire a tenere in contatto tra loro persone e gruppi interessati a vivere le religioni della Natura in Italia. Certo in questa idea di fondo era presente un forte elemento di debolezza, cioè la forte dispersione degli associati su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, abbiamo sempre sperato che col tempo si creassero gruppi locali, “nuclei di resistenza sul territorio” in grado di darci una mano nell’organizzazione delle attività e capaci inoltre di proporre e portare avanti nuove iniziative. Questo purtroppo non si è verificato e con l’eccezione dell’Istituto Mediterraneo di Studi Politeisti di Marostica (realtà peraltro preesistente e alla quale va tutta la nostra gratitudine per l’aiuto offertoci) non si è coagulato nessun gruppo intorno alle nostre iniziative. Fino a quando Zoe è rimasta con noi, queste difficoltà le abbiamo ignorate, ma con la sua partenza siamo entrati in una fase di crisi profonda. Molti associati non hanno rinnovato l’abbonamento né si sono fatti più vivi: forse in Zoe vedevano una presenza carismatica essenziale per la vita dell’associazione, la quale senza di lei perdeva ai loro occhi ogni interesse. Questa forte diminuzione di associati, non compensata dalle pochissime nuove iscrizioni, ha reso difficile anche l’organizzazione delle attività di Sacre Radici. Non ha senso farsi un c…così per organizzare una festa di Beltane o Samhain e ritrovarsi poi in quattro gatti. Non ha senso pubblicare un bollettino ove appaiono sempre e solo gli interventi delle solite 2-3 persone. Se poi tutti gli sforzi organizzativi devono ricadere unicamente sul gruppo direttivo, si capisce bene che continuare è impossibile. In queste condizioni è poi inutile pensare a nuove iniziative! Pertanto, la decisione che abbiamo preso ci è sembrata l’unica possibile, a questo punto. Ci eravamo forse illusi che col tempo le cose migliorassero ma questo non è avvenuto e ora dobbiamo fare i conti con la realtà. Ma siccome siamo degli inguaribili sognatori idealisti, la nostra è una sospensione, non una morte definitiva: se in futuro si verificassero circostanze tali da permettere in qualche modo la ripresa delle attività, noi saremo pronti a riprendere il cammino […] Riteniamo tuttavia che sia inutile stare a discutere sui motivi che hanno condotto a questa crisi. Forse noi non abbiamo avuto abbastanza carisma per guidare un movimento ma noi siamo quello che siamo e non possiamo cambiare. Forse viviamo in un paese non ancora pronto a ricevere il messaggio pagano: di certo non abbiamo assistito in tutti questi anni [1] a nessuna fioritura di gruppi pagani (al contrario stiamo assistendo ad una forte ripresa del più bieco clericalismo cattolico…)<br />
[Testo tratto dall’ editoriale di “Mercurio” n.10, Samhain 2000]</p>
<p>“Rieccoci qui con il nostro bollettino dopo un anno di silenzio. L’indifferenza con la quale i nostri bollettini sono stati sempre accolti ci ha fatto pensare che continuare a pubblicarli costituiva solo una perdita di tempo e di energie. Nelle nostre intenzioni il loro scopo era quello di stimolare discussioni, dibattiti, prese di posizione su tutta una serie di argomenti, suggerimenti per iniziare nuove iniziative, ecc., e invece&#8230;. nulla, una triste indifferenza ha sempre accolto la loro uscita, anche ora che sono gratuitamente scaricabili dal sito www.anticamadre.net.<br />
Tuttavia ci sono cose che ci hanno suggerito di provare a riprenderne la pubblicazione nella speranza di poterci confrontare su temi che penso possano essere di grande interesse per tutte le persone che si considerano “pagane” […].”<br />
[Testo tratto dall’editoriale di I Quaderni di Ipatia, n.10 – Primavera 2783 – 2821 – 2760 ab Urbe condita tratto da http://anticamadre.net/testipdf/I_Quaderni_di_Ipatia_10.pdf, 2007]</p>
<p>Cos’hanno questi due testi, apparentemente molto distanti tra loro, sia temporalmente che per tipo di esperienza culturale, per quanto rientrino entrambi nell’ambito del neopaganesimo italiano? Il fil rouge che appare nei due testi è il tema dell’indifferenza da parte delle stesse persone facenti parte del movimento neopagano, un qualcosa che fa davvero molto male a chi si dà tanto da fare per far sì che le idee circolino e le persone siano sempre aggiornate su ciò che avviene e su quel che si studia in questo ambito. La divulgazione è l’anima di un movimento, in quanto tiene in contatto persone distanti tra loro e fa sapere cose che in altri modi, magari, sarebbe più difficile reperire, soprattutto per chi non vive nei grandi centri abitati, rischiando di sentirsi tagliato fuori a causa del provincialismo culturale che si trova un po’ ovunque, per lo meno qui in Italia (non ho la pretesa di sapere come funzioni all’estero: se qualcuno volesse farci sapere come funziona altrove, ben venga).<br />
Nel testo di Sacre Radici ci si chiede se il motivo della fine dell’associazione e di questo movimento sia stata causata da mancanza di carisma – una volta fuoriuscita Zoe Redbear, praticante wiccan legata al movimento Reclaiming di Starhawk e fondatrice dell’associazione citata &#8211; o perché il periodo non fosse quello giusto.<br />
Oggi il movimento Neopagano è più radicato che all’epoca (e, senz’altro, anche e soprattutto grazie alle prime associazioni come Sacre Radici che ebbero il coraggio di mostrarsi alla luce del sole per ciò che erano), eppure i problemi esistono comunque. Che sia un problema italiano? Oppure, più semplicemente, un atteggiamento umano che tende a lasciare fare ad altri per poi aggregarsi solo se la cosa funziona? Personalmente, dubito che potesse essere solo un problema di carisma o cose di questo tipo. Quando un argomento o una causa ci interessa realmente, non badiamo a chi ne sia il portavoce; e, nel caso il portavoce non ci piacesse, potremmo sempre metterci in gioco noi stessi, in prima persona. E invece, questo spesso non avviene, ci si aspetta che ci pensi sempre qualcun altro. Non possiamo negare che mancanza (per lo meno in apparenza) di interesse e partecipazione vi sia tutt’ora spesso in questo ambito. Non solo per quanto riguarda incontri tra pagani (non parlo dei grandi eventi ormai “famosi”, immagino che in questi l’affluenza non manchi ma spero che qualcuno che ne sa più di me lo possa confermare); parlo degli incontri “minori”, diciamo così, tra persone che vogliono incontrarsi per conoscersi e confrontarsi nelle piccole città, o nelle province. Non sempre è facile far sì che vi sia partecipazione, per quanto qualcuno voglia organizzare qualcosa per smuovere le acque. Almeno, questa è stata la mia personale esperienza, c’è solo da sperare che altrove la cosa sia diversa. Per carità, non voglio negare che la colpa sia stata mia, ad esempio, nel non riuscire in questa cosa, ma vorrei saperne di più, per cui chi volesse dire la sua, la dica per favore. Non credo neppure che questa difficoltà nello “stanare” la gente interessata sia legata al problema del radicalizzarsi di certe idee come il clericalismo che possano far paura, possano far temere che vi sia un giudizio proveniente dall’esterno che “pesi” su chi ancora non ha una chiara identità spirituale. Questo non si è mai affievolito, anzi, più si va avanti e più la situazione sembra peggiorare, ma sono convinta che non possa essere questo un qualcosa che fermi i neopagani.<br />
Ma al di là degli incontri che posso immaginare creino certi problemi pratici (spostamenti, costi ecc. ) che comprendo benissimo perché io stessa sono spesso obbligata a non potermi muovere per evitare spese che non posso permettermi (nel mio caso parlo di eventi anche importanti e ben organizzati in diverse parti di Italia), quello che a me colpisce più di tutto il resto è la mancanza, spesso, di partecipazione in gruppi on-line come mailing list o cose di questo tipo, ovvero cose che non comportano né spese economiche né molta perdita di tempo.</p>
<p>Vai alla Seconda parte: <a href="http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-2/">Il movimento Neopagano (parte 2)</a></p>
<p><map name='google_ad_map_689_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/689?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_689_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=689&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fipotesi%2Fmovimento-neopagano-1%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/ipotesi/movimento-neopagano-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lilith e il lilium</title>
		<link>http://www.unknown.it/storia/lilith-e-il-lilium/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/storia/lilith-e-il-lilium/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 10:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Antonietta Pirrigheddu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/storia/lilith-e-il-lilium/</guid>
		<description><![CDATA[Si diceva che la dea sumera Lilith, con ali e zampe di gufo, di notte rapisse i bambini dalle loro culle. Ma in origine Lilith era la protettrice delle donne durante il parto e dei neonati. Solo dopo la transizione patriarcale fu demonizzata e trasformata in una perfida rapitrice di bambini. (Vicky Noble, Il risveglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 15pt 11.35pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><em><span lang="IT">Si diceva che la dea sumera Lilith, con ali e zampe di gufo, di notte rapisse i bambini dalle loro culle. Ma in origine Lilith era la protettrice delle donne durante il parto e dei neonati. Solo dopo la transizione patriarcale fu demonizzata e trasformata in una perfida rapitrice di bambini.</span></em><span lang="IT"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 36pt; text-align: right; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%" align="right"><span lang="IT">(Vicky Noble, <em>Il risveglio della Dea</em>)<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span id="more-50"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> Secondo le varie mitologie, tutte risalenti a poche migliaia di anni fa (cioè in epoca già patriarcale), Lilith è un demone, moglie di demoni e madre di demoni (i Lilim). Perciò è stata spesso associata alle streghe, in senso negativo. Ma è la mitologia ebraica che ci consente di far luce sulla visione che abbiamo di lei.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (quindi precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché <strong><em>si rifiutò di obbedire al marito</em></strong>. Sta qui la chiave del mistero: Lilith è l’archetipo della donna libera, non sottomessa all’uomo e al suo egoismo, non condizionata dalle sue imposizioni e dai suoi ricatti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Naturalmente l&#8217;uomo &#8211; nelle cui mani stava allora e sta tuttora il potere &#8211; di fronte a tale ribellione non poteva fare altro che screditarla e, appunto, demonizzarla. D&#8217;altronde anche oggi le donne di questo tipo vengono <strong><em>demonizzate</em></strong>, almeno in senso metaforico. Le donne libere di tutti i tempi, da un certo punto in poi, subirono questa stessa sorte e vennero trasformate in megere  vecchie e brutte, in Meduse, Ecati e in temibili &#8220;Lune Nere&#8221;.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Il mito di Lilith risale ai tempi in cui </span><st1:personname productid="la Terra"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la Terra</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> vide il passaggio, avvenuto circa 6000-8000 anni fa, da una società di tipo matrifocale (cioè incentrata sul <strong><em>focus</em></strong> della madre) ad una società patriarcale (cioè basata sul <strong><em>dominio</em></strong> maschile); ossia quando la donna perse il suo ruolo e il suo valore.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">In questo nuovo ordinamento non c&#8217;era più posto neanche per le divinità femminili, e tanto meno per </span><st1:personname productid="la Dea"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la  Dea</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> vera e propria, che venne rinnegata, demonizzata e infine dimenticata. Tant&#8217;è vero che il cristianesimo ha un Padre e un Figlio generato &#8211; ai primordi &#8211; senza alcuna Madre! <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> Anche Lilith è associata alla Luna Nera. Questo perché prima di tutto rappresenta la parte rimossa (e quindi buia e nascosta) di ogni donna: quella parte intuitiva, istintiva e selvaggia, seducente e colma di energia, imprevedibile e ingovernabile dall&#8217;uomo, ma non per questo cattiva, tutt’altro. Ma all&#8217;uomo una simile creatura fa paura e, invece di integrarla in sé e nella propria cultura, stupidamente la combatte e la respinge nell&#8217;«inferno». I risultati sono sotto i nostri occhi.  <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><st1:personname productid="La Luna Nera"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">La Luna Nera</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> simboleggia anche la parte in ombra dell&#8217;essere umano in generale, ciò che si è <strong><em>necessariamente</em></strong> insinuato in lui quando è venuto a contatto con la materia. Necessariamente perché, senza questa zona oscura, non ci sarebbe essere umano! Esisterebbero solo puri spiriti senza possibilità di esperienza. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><st1:personname productid="La Luna Nera"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">La Luna Nera</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> è dunque ciò che rende possibile l&#8217;esperienza e la crescita, rappresentate a volte come una “discesa agli Inferi”. È ciò che va riconosciuto, accettato, ascoltato, integrato e quindi redento. Possiamo in parte paragonarla alla pietra grezza degli alchimisti, quella strana materia che va trasformata in oro puro: la pietra in sé vale ben poco, ma senza di essa l&#8217;oro non potrebbe essere ottenuto.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Nella sua concezione originaria, dunque, Lilith era un aspetto della Dea. In quanto protettrice delle partorienti e dei neonati, rappresentava l’essenza divina della maternità, e perciò della vita e dell’inizio di ogni vita. In questo senso tutte le donne sono Lilith: perché la donna è vita, è fertilità, è passione, è trasgressione, è la bellezza di ciò che è stato creato.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Alcune moderne correnti di stregoneria, come </span><st1:personname productid="la Wicca"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la Wicca</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">, conoscono tutto ciò e si rifanno per questo al nome di Lilith. Si tratta di cerchie in cui si ricerca il contatto con le energie terrestri e cosmiche, e nelle quali vige la cosiddetta <strong><em>Legge del Tre</em></strong>: tutto ciò che fai &#8211; di bene o di male &#8211; ti ritornerà indietro moltiplicato per tre. Coloro che abbracciano </span><st1:personname productid="la Wicca"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la  Wicca</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> cercano di vivere in un sentimento di unità e armonia con </span><st1:personname productid="la Terra"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">la  Terra</span></st1:personname><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> e con ogni essere vivente (altro che sacrifici di animali!&#8230;) e, soprattutto, di non ledere mai la libertà altrui. Stregoneria, in questo senso, è soprattutto il lavoro per trasformare se stessi.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">I benpensanti, però &#8211; Chiese in testa &#8211; mettono in guardia la gente da un simile paganesimo, riesumando e insinuando sospetti di ogni genere e terribili paure.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Ma vi sono congreghe che si fermano all&#8217;aspetto demoniaco di Lilith, per cui l&#8217;uso che fanno del suo nome, così come le motivazioni alla base del loro agire, sono davvero indegne e oscure, nel senso peggiore del termine.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Oggi, faticosamente, si procede alla riscoperta del volto femminile di Dio. Da una parte se ne occupa il cosiddetto &#8220;nuovo paganesimo&#8221;; dall&#8217;altra è l&#8217;antroposofia a muoversi in questa direzione.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT"> Ma nonostante i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni, tuttora viviamo in una società assolutamente maschile, dominata da tre grandi religioni patriarcali, dalle quali i miti antichi sono stati filtrati e trasformati.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Così i capelli di Medusa ora suscitano orrore, mentre un tempo simboleggiavano semplicemente la saggezza femminile. Il serpente, infatti, rappresenta quasi sempre la saggezza e la conoscenza. Non è un caso che fosse uno degli emblemi di Atlantide. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Per poter interpretare correttamente un mito, perciò, è necessario liberarlo da tutti gli strati sovrapposti dalle culture e religioni successive.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Permane qualche ricordo ormai incomprensibile  di ciò che veramente è Lilith: ad esempio nella radice del nome del giglio, che in latino è <strong><em>lilium</em></strong>. Le assonanze e le radici sono fondamentali nella cosiddetta &#8220;Lingua Verde&#8221;. Non è strano che proprio il lilium<em> </em>simboleggi la purezza e che sia spesso associato alla Madonna, insieme alla rosa?<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Il lilium è collegato sia a Lilith che alla Madonna perché entrambe rappresentano, seppur in modo diverso, la donna innocente. Il vero significato del lilium, e in particolare del giglio bianco, è infatti <strong><em>innocenza</em></strong> (oltre che regalità). Ma l&#8217;innocenza non ha niente a che vedere col fatto che nel terzo secolo san Girolamo, con calcolo, decise che Gesù era stato l&#8217;unico figlio di Maria.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 11.25pt 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Può sembrare strano, ma c’è un legame tra Lilith e la famigerata Lady MacBeth di Shakespeare. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Nonostante l&#8217;enorme differenza d&#8217;età, esse sono sorelle: perché abitano entrambe in quasi tutte le donne, di solito nelle profondità del loro inconscio, a volte più in superficie. Lady MacBeth è ciò che si può diventare a seguito dell&#8217;omicidio della propria Lilith. Perché l&#8217;ambizione sfrenata è solo il frutto della più grande insoddisfazione, e non ha altra radice.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.35pt 12pt; text-align: justify; text-indent: 20.15pt; line-height: 130%"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">D&#8217;altronde l&#8217;omicidio è invenzione di Caino, e la prevaricazione è invenzione di Adamo. Eva offriva solo le mele: dall&#8217;albero della conoscenza.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 11.25pt 15pt; text-align: right; text-indent: 20.25pt; line-height: 130%" align="right"><em><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%" lang="IT">Maria Antonietta Pirrigheddu<br />
www.lunadivetro.it<o:p></o:p></span></em></p>
<p><map name='google_ad_map_50_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/50?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_50_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=50&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fstoria%2Flilith-e-il-lilium%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/storia/lilith-e-il-lilium/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Antropologia del Lutto e Morte Rituale nelle Tradizioni Popolari</title>
		<link>http://www.unknown.it/esoterismo/antropologia-del-lutto-morte-rituale-nelle-tradizioni-popolari/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/esoterismo/antropologia-del-lutto-morte-rituale-nelle-tradizioni-popolari/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 22:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Romanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni popolari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/?p=516</guid>
		<description><![CDATA[Dal Mito di Sisifo alla Lamentazione delle Prefiche Lucane Il culto dei morti è da sempre elemento principale di tutte le culture sacre subalterne popolari e presente in molti aspetti folkloristici tradizioni ancora attuali. Questa ricerca sull’antropologia del lutto ha lo scopo di individuare un archetipo comune al rituale funebre del cordoglio e alle sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Mito di Sisifo alla Lamentazione delle Prefiche Lucane</p>
<p>Il culto dei morti è da sempre elemento principale di tutte le culture sacre subalterne popolari e presente in molti aspetti folkloristici tradizioni ancora attuali. Questa ricerca sull’antropologia del lutto ha lo scopo di individuare un archetipo comune al rituale funebre del cordoglio e alle sue varie manifestazioni.<br />
Uno tra i più significativi rituali del cordoglio è quello della lamentazione funebre, le cui tracce si perdono nella notte dei tempi. Per poter introdurci nel viaggio verso i sacri &#8220;lynos&#8221; dobbiamo però partire dalle tradizioni lucane, forse la regione che più di tutte ha conservato il ricordo di questo antico rituale.<br />
Il lamento funebre lucano ed in particolare la &#8220;lamentazione professionale&#8221;, è una pratica in via di dissolvimento o praticamente già dissolta della quale rimane solo il vago racconto delle anziane donne rivisitato in un’ottica di malcostume o vergogna.<span id="more-516"></span></p>
<p>Ancora oggi accade che al dolore delle famiglie in lutto si unisca il cordoglio di altre persone, soprattutto quelle che da poco sono state colpite a loro volta da un lutto, ma non si può parlare di vere lamentatrici con l’accezione arcaica del termine: è solo un modo per rivivere e riproporre il proprio dolore personale o esprimere cordoglio a persone che, anche se non strettamente legate da parentela, erano comunque conosciute nel piccolo paese ove vivevano. Del resto non possiamo dimenticarci il contesto geografico dal quale parte questa ricerca: i paesi più interni della Basilicata, ove isolamento e arretramento fanno ancora avvertire al contadino la sua stretta dipendenza dalle indomabili forze naturali (A. di Nola, 1976). E’ proprio questo status vivendi che ha permesso il perdurare di questi antichissimi ricordi, poi in parte trasformati dall’influenza cristiano-cattolica in una forma sincretica, tipica del Cristianesimo locale ed autoctono, che si esprime in quel cattolicesimo popolare intessuto di influenze ed elementi &#8220;pagani&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/antrolutto1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-517" title="antropologia del lutto" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/antrolutto1.jpg" alt="" width="200" height="329" /></a>Le stesse formule verbali mettono in evidenza una morte più simile a quella pagana che a quella idilliaca e priva di corpo cristiana.<br />
Così il defunto anche nell’aldilà continuerà a condurre una vita non molto dissimile da quella terrestre &#8220;ora ti debbo dire cosa ti ho messo nella cassa:una camicia nuova, una rattoppata, la tovaglia per pulirti la faccia all’altro mondo, due paia di mutande una nuova e una con la toppa nel sedere, poi ti ho messo la pipa tanto che eri appassionato al fumo&#8221;.<br />
La lamentazione funebre poi sembrerebbe un rituale legato al mondo agreste: &#8220;… noi contadini e le persone per bene andiamo al cimitero e piangiamo sulle nostre tombe…l e persone per bene vengono al cimitero ma non piangono… le persone ricche piangono sì, ma non come noi pacchiani, noi che siamo villani e contadini piangiamo di più….&#8221;</p>
<p>Un particolare che ci ritornerà utile nel proseguo dello studio.<br />
Tutto il rituale segue delle ben precise regole che fanno della tradizione una vera e propria &#8220;tecnica del pianto&#8221;.<br />
La lamentazione si presenta con un testo di cui &#8220;si sa già cosa dire&#8221;, secondo modelli stereotipati. Normalmente non appaiono elementi cristiani, invocazioni a Gesù, alla Vergine, ai Santi, anzi… vi è quasi una forma di protesta nei loro confronti: &#8220;Oh, che tradimento ci hai fatto Gesù&#8221;.<br />
La prima fase è quella del ricordo del defunto: &#8220;O marito mio buono e bello, come ti penso&#8221;; poi il suo lavoro la lamentatrice fa sempre riferimento al tema delle mani del morto: &#8220;Sei morto con la fatica alle mani&#8221;, poi il ricordo di tempi belli &#8220;Quanne scimme a&#8221;, per poi inserire frasi sarcastiche del tipo: &#8220;Oh il vecchio che eri&#8221; per persone giovani o &#8220;Oh che male cristiane&#8221; per indicare uomo dabbene.</p>
<p>Poi viene la descrizione della condizione in cui viene a trovarsi la famiglia, così per la neo sposa il lamento delle nozze non ancora consumate, per la vedova il duro lavoro che l’aspetterà, per i figli la mancanza del padre per poi avere quasi un piccolo rimprovero per la morte prematura: &#8220;Come mi lasci in mezzo alla via con tre figli&#8221;.<br />
Si passa poi al modulo: &#8220;Ora vien tal dei tali&#8221; che a sua volta risponde &#8220;chi è morto&#8221; per infine ricordare le vicende tra il defunto e questa persona &#8220;… non ti verrà più a chiamare alle 3 del mattino…&#8221;<br />
Particolare importanza acquista quella che potremmo definire la mimica del cordoglio, l’oscillazione corporea, perfettamente integrata al suono, come in moltissime tradizioni sciamaniche afro-amerinde, con una funzione quasi ipnogena (E. De Martino, 1959) molto simile anche a quella delle lamentatrici palestinesi o arabe.</p>
<p>Interessante è la mimica del fazzoletto agitato sul corpo del defunto per poi essere portato al naso in una continua incessante ripetizione dell’elemento gestuale. Anche questa gestualità avrebbe un atavico archetipo, così infatti la ritroviamo tra le lamentatici egizie. Qui il &#8220;gesto&#8221; sembrerebbe chiaramente destinato ad una forma di protezione dal defunto: Un solo braccio è portato verso il capo mentre l’altro si distende avanti con il palmo della mano rovesciato. Gesto che poi ha assunto una valenza di saluto più che di difesa.<br />
Tradizioni rituali di questo tipo sono presenti anche in altre parti di Italia, quasi ad individuare un comune denominatore.</p>
<p>Troviamo tradizioni simili in Sardegna, o più lontano in Brianza, ove Il curato di Casiglio scrive come l&#8217;uso della lamentazione funebre sia ancora ben presente nel suo borgo nel XV secolo, benché proibito, e fu lo stesso Carlo Borromeo che, assistendo ad un funerale a Predama, in Val Varrone, rimase fortemente sconcertato. Le prefiche le ritroviamo nel leccese, ove sono chiamate &#8220;repite&#8221;, e nell’area abruzzese-molisana.<br />
Tradizioni simili sono presenti anche in Valtellina ed in Sardegna. Antonio Bresciani così ci descrive l’usanza tra le donne sarde: &#8220;In sul primo entrare, al defunto, tengono il capo chino, le mani composte, il viso ristretto, gli occhi bassi e procedono in silenzio… oltrepassando il letto funebre… indi alzati gli occhi e visto il defunto giacere, danno repente in un acutissimo strido, battono palma a palma e gittano le mani dietro le spalle… inverochè altre si strappano i capelli, squarciano cò denti le bianche pezzuole c’ha in mano ciascuna [altro particolare simile alla lamentazione lucana, N.d.A.] si graffiano e sterminano le guance, si provocano ad urli… a singhiozzi… altre stramazzan a terra… e si spargon di polvere… poscia le dolenti donne così sconfitte, livide ed arruffate qua e la per la stanza sedute in terra e sulle calcagna si riducono ad un tratto in un profondo silenzio…&#8221; (A. De Gubernatis, 1869).</p>
<p>Nel napoletano era praticato un &#8220;riepito battuto&#8221;, una lamentazione accompagnata da un battersi rituale che terminava con l’avvicinarsi di alcune donne alla vedova che, al suono di &#8220;Ah misera te&#8221; le strappano una ciocca di capelli e la gettano sul defunto.<br />
E’ da quest’area che deriverebbe l’antica filastrocca fanciullesco-popolare</p>
<p>Maramao, perché sei morto?<br />
Pane e vin non ti mancava,<br />
l’insalata era nell’orto<br />
e una casa avevi tu.</p>
<p>Come si può notare, in questa strofa sono elencate una serie di buone ragioni materiali (di indubbio retaggio pagano) per cui il morto non avrebbe dovuto morire, con l’intento di esorcizzare o quanto meno stemperare il dolore e l’angoscia attraverso un modulo letterario di lamentazione. Non solo, ma lo stesso nome &#8220;maramao&#8221; potrebbe essere una successiva distorsione della frase &#8220;Amara me perché sei morto&#8221;, con appunto richiami ai discorsi protetti lucani.</p>
<p>Il Tema dell’Offerta della Capigliatura</p>
<p>Nel corteo funebre era dunque uso per le donne, una volta disciolte le chiome, accostarsi al morto percuotendosi il petto con violenza e abbandonandosi in un primo tempo a disordinate grida di dolore( E. De Martino, 1958). Il termine francese di lutto, &#8220;deuil&#8221;, sembrerebbe mettere bene in evidenza questo aspetto discendendo direttamente dal latino &#8220;dolium&#8221; che corrisponderebbe a &#8220;dolere&#8221; e quindi al battersi il petto. Era poi usanza incidersi le carni, graffiarsi a sangue le gote e gli avambracci, percuotersi, stracciarsi le vesti e i capelli.<br />
Questi rituali altro non sono che l’atavico ricordo di antiche usanze, così ad esempio in Grecia troviamo che &#8220;… le donne con le chiome sciolte si accostano al morto e percuotendosi il petto con violenza si abbandonano in un primo momento a disordinati gridi di dolore, cui poco dopo fanno seguito i lamenti funebri cerimoniali…&#8221;<br />
Ancora in Geremia &#8220;… ogni testa sarà calvata, ogni barba rasa, su tutte le mani vi saranno incisioni…&#8221;, stessa tradizione che troviamo tra i Mirmidoni per la morte di Patroclo, mentre nell’Alceste di Euripide il Dio della morte è descritto mentre brandisce una spada nell’atto di tagliare una ciocca di capelli al morto (Alceste Versi 75-78). Altre testimonianze le troviamo in Luciano che narra di offerte di capelli da parte delle donne durante i festeggiamenti per la morte di Adone.</p>
<p>L’intera operazione fin qui descritta, la lamentazione, la gestualità, sembrerebbe nascondere, più che un vero e proprio dolore verso il defunto, un’operazione apotropaica di allontanamento della morte, una tecnica indirizzata a combattere il ritorno del defunto. stessa come testimoniato da altre usanze come quella di bruciare i vestiti del trapassato o l’apertura delle finestre dopo il decesso, per terminare alle interessanti frasi di chiusura del lamento funebre &#8220;non ho più niente da dirti, non ho più niente da farti, statti bene e vieni in sogno a dirmi se sei contento di tutto quello che ti abbiamo fatto&#8221; ( E. De Martino, 1959).</p>
<p>De Masticatione Mortorum Tumulis &#8211; Il Cibo del Morti</p>
<p>Altra interessante usanza era quella di deporre del cibo nel sepolcro per evitare che il morto, affamato, tornasse tra i vivi per procacciarselo.<br />
In India era uso porre due pale di riso o di farina nella tomba, mentre i Persiani ponevano una dose di cibo utile per tre giorni dopo i quali l’anima era completamente lontana dal corpo (A. De Gubernatis 1969).<br />
<a href="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/antrolutto3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-518" title="antropologia del lutto" src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/antrolutto3.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>Spesso sulle tombe era offerto del pane, sia come nutrimento che come simbolo di rinascita del morto nella sua novella vita. Anche i Greci e i Latini commemoravano i propri morti con offerte votive di cibo e vini sulle tombe (M. Caligiuri, 2001) proprio per placare le anime, mentre i Babilonesi e gli Assiri seppellivano vasi di miele. Che il cibo reale fosse davvero utilizzato nei sepolcri è dimostrato da diversi testi come il De Masticazione Mortuorum in Tumulis di Michel Raufft o la Dissertatio Historico-Philosophica de Masticatione Mortorum di Philip Rohr. Qui si descriveva come il morto, le cui scorte alimentari erano insufficienti, iniziava a nutrirsi masticando il sudario e le sue stesse carni.<br />
L’Abate Calmet Agustin, parlando proprio dell’opera del Raufft scrive che &#8220;E’ opinione comune in Alemagna che certi morti mastichino nelle sue sepolture e divorino tutto ciò che hanno intorno…Egli [ il Raufft N.d.A.] suppone che cosa provata e certa esservi alcuni morti che han mangiato gli abiti ond’eran involti, e tutto ciò che avevano vicino e per fino divorare le proprie carni. Egli osserva come in alcuni luoghi dell’Alemagna, per impedire ai morti di mangiare loro, mettono sotto il manto una zolla di terra che in altri luoghi mettono loro in bocca una piccola moneta d’argento e una pietra e in altri casi con un fazzoletto loro stringono fortemente la gola&#8221;.</p>
<p>Sant’Agostino invece parla &#8220;del costume dei Cristiani di portar su per i sepolcri della carne e del vino con cui si facevan i pranzi di devozione&#8221; giustificando, ma non assecondando, questa tradizione pagana facendola basare sul libro di Tobia &#8220;mettete il vostro pane e il vostro vino sulla sepoltura del giusto e guardativi di mangiarne e di bere in compagnia de’ peccatori&#8221;.<br />
Anche il cannibalismo diventa un modo per assicurare la seconda morte al defunto, infatti lo stomaco diventa suo definitivo sepolcro e sarebbe da questa interpretazione che deriverebbero diverse espressioni popolari Italiane come &#8220;bere i morti&#8221; o &#8220;mangiare i morti&#8221;(E. De Martino, 1959) e l’usanza del banchetto funebre. Nel giorno dei morti, quasi riproponendo il tema della necrofagia, in molti paesi della Penisola vengono preparati strani dolcetti a forma di ossa chiamati appunto &#8220;ossa dei morti&#8221; (A. Romanazzi, 2003) che vengono poi regalati ai fanciulli.</p>
<p>Varie usanze popolari sono strettamente connesse alle offerte di pane al defunto. In Calabria e in Lucania si usava preparare delle fette di pane per il morto. In particolare i calabresi usavano preparare attorno al catafalco una tavola imbandita con pane, vino, uova e legumi. Sempre in Calabria, a Celico, si usa porre accanto al morto un pezzo di pane e dell’acqua (M. Caligiuri, 2001). Tradizioni simili le ritroviamo in molte altre regioni italiane.<br />
In Brianza, anche contro il volere del clero locale,fino al secolo scorso si celebrava il cosiddetto pasto dei morti, una riunione conviviale che radunava parenti e amici del morto.<br />
Anche il pane &#8220;pro anima&#8221; tipico dell’area campana avrebbe una funzione simile. L’alimento è offerto spesso durante la veglia notturna, all’ingresso del cimitero o della casa dei luttuati. In alcuni paesi della Provincia di Bari veniva preparato direttamente sulla bara o sulle tombe. E’ in questo sconcertante rituale di preparazione che ritroviamo una forma mitigata di necrofagia. Cibarsi del pane preparato sul morto o venuto a contatto con lo stesso altro non sarebbe che nutrirsi dello stesso defunto, non solo, ma la cena serve anche un più atavico significato. Secondo la legge della magia simpatica ben descritta dal Frazer, lo stomaco è sepolcro del cibo, così come il cibo trova riposo in esso il morto lo troverà nella terra. Da qui le numerose tradizioni popolari legate alle espressioni popolari bere i morti o &#8220;mangiare i morti&#8221;.<br />
La scelta del pane come cibo rituale poi, oltre ad ascriversi al tipico alimento del defunto, è legata anche ad una visione rigenerativa dello stesso, in una stretta simbiosi con la morte e la rigenerazione del frumento o in generale dei cereali di cui è costituito.</p>
<p>Il Sesso e il Rapporto con il Defunto</p>
<p>Interessanti sono anche le tradizioni legate al sesso. La morte portava nella famiglia luttuata una forma di libido deficiens, quell’attanassamento (E. De Martino, 1959) con il quale termine è conosciuto nell’area lucana, nella quale non poteva e non doveva rimanere. L’idea di una incremento della pulsione libidica dopo la morte ha così un duplice scopo: la riaffermazione della vita attraverso l’accoppiamento ma anche un modo di sgomentare il morto in questo modo che fosse avvertito della grande forza vitale che gli viene contrapposta. Del resto l’esibizione oscena è un modo di manifestare l’energia del vivente, Freud afferma che chi dice una oscenità sferra un attacco, equivalente ad una aggressione sessuale provocando nell’ascoltatore una reazione simile a quella che si sarebbe generata da una vera e propria aggressione. Un atto aggressivo che in questo caso è fatto contro il morto. Successivamente dall’atto sessuale e dall’oscenità si passa al riso, una forma mitigata dello stesso. Da qui la tradizione ancora oggi espletata di raccontare durante le veglie funebri narrazioni oscene o a sfondo sessuale che generano ilarità come attestato dai numerosi detti popolari del tipo &#8220;il morto non può uscire senza il riso&#8221; o ancora &#8220;non vi è morto senza riso&#8221;(A. Di Nola, 2003). Nell’antichità si parla anche di danze funebri e forme di ilarità e le danze che porteranno successivamente a quella tradizione medievale definita &#8220;danza Macabra&#8221; raffigurata su moltissime chiese e cimiteri. E’ il tema della morte che, suonando il flauto, porta via i defunti, successivamente interpretata con l’idea della democraticità della Nera signora. In realtà la morte prende il posto del flautista pagano che apriva il corteggio funebre e che poi si tramuterà in &#8220;danza birichina&#8221; attorno al feretro (A. De Gubernatis, 1869).</p>
<p>Una traccia che ci fa intuire l’atavica origine della ricerca della libido la troviamo anche nel mito del ratto di Proserpina quando Iambe, serva del re Celeo ove Demetra era ospitata, per cercare di far ridere la sua dea, si abbandona ad una esibizione oscena. Tema simile lo ritroviamo nel mito di Baubo che, per raggiungere lo scopo di far bere il ciceone, tipica bevanda del cordoglio, a Demetra ostenta i suoi genitali generando in lei ilarità e dunque sconfiggendo la sua inappetenza (A. Di Nola, 2003). Elementi osceni erano presenti in molti culti dei morti. In Egitto le lamentatici spesso portavano i seni scoperti (E. De Martino, 1959) sia in una visione di ostentazione che come nuovo simbolo di rinascita essendo la mammella associata al latte materno e dunque alla novella vita. Questo particolare è rimasto intatto fino al secolo scorso troviamo, nel lamento lucano, l’ostentatio della madre al suo bambino in ricordo del latte avuto e di quello perduto (E. De Martino, 1959). Moltissime poi sarebbero le tradizioni di giochi erotico-sessuali durante la veglia funebre. In Sardegna c’è addirittura una figura che ha lo specifico ruolo di suscitare ilarità ed è chiamata la Buffona (F. De Rosa, 1899) mentre giochi a sfondo sessuale, come quello della Pulce, sono segnalati dal De Martino in molti paesi lucani.</p>
<p>Il Tema del Sangue e il Defunto</p>
<p>Il tema del sangue è da sempre collegato al morto. Il primitivo, osservando che la perdita del misterioso fluido da una ferita comportava un progressivo indebolimento e successivamente la morte, mise subito in relazione questo liquido con il principio vitale umano. Ecco così che nel Deuteronomio troviamo il passo &#8220;non ti nutrirai del sangue perché il sangue e vita: e tu non devi mangiare la vita insieme alla carne&#8221; e nella Genesi si dice &#8220;soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. Del sangue vostro, anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto&#8221;.<br />
Il sangue è strettamente legato al morto anche perché simbolo della vita che deriva dal fuido mistico-mestruale femminile, da qui l’usanza di cospargere il defunto totalmente o in parte di ocra rossa come testimonierebbero molte sepolture neolitiche e paleolitiche o ancora l’uso del rosso dei sarcofagi egizi. In India il rosso è il colore con il quale sono dipinte le statue delle divinità della morte, e rossi sono gli abiti del lutto e il colore dei fiori da offrire al morto, tradizione che ritroviamo anche nell’antichità classica quando si doveva ricoprire le lastre tombali con fiori freschi di questo colore o con delle violette che il mito vuole sbocciate dal sangue di Attis evirato (A. Di Nola, 2003). Era questo un tentativo di comunicare al defunto l’energia vitalizzante del sangue in modo che non la richiedesse dai vivi. Anche l’ecatombe compiuta da Achille per la morte di Patroclo, più che come vendetta, potrebbe essere interpretata come tributo di sangue da versare al morto per poterlo placare e così far cessare la sua sete (E. De Martino, 1959).</p>
<p>Rituali Apotropaici e Timore del Defunto: Il Primo Archetipo</p>
<p>Una prima spiegazione al lamento sarebbe così quella di un vero e proprio &#8220;formulario magico&#8221; atto ad allontanare definitivamente la presenza del defunto. Del resto lo stesso termine &#8220;lutto&#8221; deriverebbe da &#8220;lugere&#8221; la cui radice arcaica proverrebbe da &#8220;rompere&#8221;.<br />
Il cordoglio dunque, e tutti i rituali ad esso annessi, è una risposta ad una perdita, un tassello di quella vasta ed intricata sfera religiosa che può essere definita il &#8220;culto dei morti&#8221;. E’ con il passaggio dell’uomo dal nomadismo all’agricoltura e alle attività stanziali, e dunque con il seppellimento del defunto nelle vicinanze dell’abitato, che nasce la necrofobia [necros=morto e phobos= paura] , e quindi i rituali atti a sconfiggerla. Secondo il primitivo il morto, prima di raggiungere la sua patria nell’aldilà, subisce una sorta di passaggio intermedio il cui superamento e il successivo raggiungimento di quella pace definitiva dipende molto anche dai rituali funebri a lui riservati dai vivi, come testimonierebbero anche le forme verbali tipiche della lamentazione. E’ solo al termine del periodo di lutto che il morto può essere considerato realmente tale. La lamentazione diventa così un incantesimo per aiutarlo a raggiungere l’aldilà e così liberare i vivi della sua enigmatica e ossessiva presenza. Ecco perché coloro che non hanno avuto una degna sepoltura ed onoranze funebri ritornerebbero in vita.</p>
<p>Tutte le arcaiche pratiche fin qui descritte non sono mai del tutto scomparse anche se osteggiate dalla Chiesa., nel Sinodo di Londra (1342), venivano messe al bando le forme di congiunzione sessuale che si tenevano durante le veglie funebri e nel Sinodo di Praga del 1366 si fa accenno agli atti di deboscia che avrebbero auto luogo nella medesima occasione(E. De Martino, 1959). Altre testimonianze le ritroviamo in molti sinodi locali italiani, così in quello di Faenza del 1647 si proibisce la palmarum tensiones, in quello di Trivento del 1686 il facies erompere e capillos evellere, e in quello di Fermo (1775) il pugnis ora percuotere e il capillum manu discindere. Se dunque la lamentazione funebre e l’intricato rituale del defunto potrebbero essere spiegate attraverso la necrofobia, questa, a sua volta, è una successiva evoluzione di un archetipo ancor più atavico: la morte e rinascita naturale.</p>
<p>I Prolegomeni del Rituale: La passione della Vegetazione</p>
<p>In realtà la spiegazione potrebbe essere ben differente e non risiedere nel timore verso il defunto, idea solo successiva. Spirito arboreo e divinità vegetazionali, rituali di fertilità e, sarebbero questi i prolegomeni di ataviche tradizioni ancora presenti nel folklore e nelle tradizioni italiane, l’Atavico ricordo di un mondo che NON TEMEVA la morte ma la considerava elemento NECESSARIO alla vita.<br />
L’uomo dei primordi è fondamentalmente cacciatore e raccoglitore, arare, seminare, raccogliere, veder scomparire, erano questi i cicli che governavano la vita dell’uomo antico, in un ciclo di forze la cui comprensione ben sfuggiva all’uomo che la il timore che la rinascita natura possa non avvenire e che dunque questa morte naturale si tramuti in morte della sua esistenza.<br />
In quasi tutte le mitologie, in una stretta simbiosi con la scomparsa e la rinascita naturale, è la divinità maschile a subire un ciclo di morte e di resurrezione che da sempre è stato associato al sole. E’ l’idea della morte del &#8220;Dema&#8221; di Jensen, l’essere mitico attraverso il quale i popoli agricoltori hanno avuto il dono delle piante essenziali per la loro vita. Anche la fine sempre violenta del Dema potrebbe così essere messa in relazione con la &#8220;distruzione&#8221; da parte dell’uomo dei prodotti dei campi, falciati, battuti e poi ridotti in polvere. La morte della pianta diventa così la morte della divinità con tutta una serie di rituali che dovevano avere il compito di rigenerare lo stesso.</p>
<p>Pensiamo al Mito di Osiride o Dioniso, Tammuz od Adone, nelle cui tradizioni funebri si usava piangere sugli orti senza ortaggi, sui campi senza spighe, sui canneti senza canne, o a Lityerses che con il nome indica anche il canto dei mietitori, per giungere ai Maneros, i lamenti funebri egizi prendono il nome da maneros, simile od identificabile con il lino. Ecco che ritroviamo in questi antichi rituali i prolegomeni del rito del cordoglio. Ecco la spiegazione allo strano ed indissolubile legame tra il mondo agricolo e quello dei morti in una tradizione che ritroviamo ancora oggi nel folklore e nella cultura popolare.<br />
Se così la lamentazione funebre altro non è che i canti dei mietitori antichi, anche lo strapparsi i capelli non è solo un atto autolesionistico, ma una vera e propria offerta al defunto come sembrerebbe trasparire dalle tradizioni e dal folklore. L’offerta della capigliatura in realtà nasce dall’idea che essa era messa in relazione con la vegetazione palustre.<br />
Il taglio era così simbolo di morte e rinascita proprio come accadeva nel mondo vegetale. Stessa idea è presente nelle offerte di grano, pane e cereali al defunto, non un modo di assicurargli ciò che non doveva procurarsi da solo tra i vivi, ma un modo per rappresentare ancora una volta il ciclo di morte e rinascita. Stessa idea nelle offerte di sangue, un modo di garantire perpetua energia vitale al defunto.</p>
<p><map name='google_ad_map_516_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/516?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_516_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=516&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fesoterismo%2Fantropologia-del-lutto-morte-rituale-nelle-tradizioni-popolari%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/esoterismo/antropologia-del-lutto-morte-rituale-nelle-tradizioni-popolari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli Angeli Custodi</title>
		<link>http://www.unknown.it/esoterismo/angeli-custodi/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/esoterismo/angeli-custodi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 22:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angeli]]></category>
		<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[angeli]]></category>
		<category><![CDATA[angeli custodi]]></category>
		<category><![CDATA[angeli di nascita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/?p=135</guid>
		<description><![CDATA[Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato non la festa, ma la memoria degli Angeli Custodi. Abbiamo già parlato, il 5 maggio, dell&#8217;unico Santo che ripete, nei calendari, il nome di Angelo, il carmelitano Martire in Sicilia. Ma tra i moltissimi fedeli che ripetono questo nome così diffuso non mancheranno quelli che preferiscono celebrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato non la festa, ma la memoria degli Angeli Custodi. Abbiamo già parlato, il 5 maggio, dell&#8217;unico Santo che ripete, nei calendari, il nome di Angelo, il carmelitano Martire in Sicilia. Ma tra i moltissimi fedeli che ripetono questo nome così diffuso non mancheranno quelli che preferiscono celebrare il loro onomastico nel giorno dedicato proprio agli Angioli, non di nome ma di fatto. Un tempo questa festa veniva celebrata il 29 settembre, insieme con quella di San Michele, custode e protettore per eccellenza. <span id="more-135"></span>In quella data, ricordiamo i tre Arcangeli principali, e diciamo così prototipi, ognuno con il loro nome: Michele, Gabriele e Raffaele. L&#8217;uso di una festa particolare dedicata agli Angioli Custodi si diffuse nella Spagna nel &#8217;400, e nel secolo successivo in Portogallo, più tardi ancora in Austria. Nel 1670, il Papa Clemente X ne fissò la data al 2 ottobre. La devozione per gli Angioli è più antica di quella per i Santi: prese particolare importanza nel Medioevo quando i monaci solitari ricercarono la compagnia di queste invisibili creature e le sentirono presenti nella loro vita di silenzioso raccoglimento. Dopo il concilio di Trento, la devozione per gli Angioli fu meglio definita e conobbe nuova diffusione. Nella vita attuale, però, gli uomini trascurano sempre di più la propria angelica compagnia, e non avvertono ormai la presenza di un puro spirito, testimone costante dei pensieri e delle azioni umane.</p>
<p>Di solito si parla dell&#8217;Angiolo Custode soltanto ai bambini, e per questo anche l&#8217;iconografia si è fissata sulla figura dell&#8217;Arcangiolo Raffaele, che guida e conduce il giovane Tobiolo. Gli adulti, invece, dimenticano facilmente il loro adulto testimone e consigliere, il loro invisibile compagno di viaggio, il muto testimone della loro vita. E anche questo aumenta il senso della desolazione e addirittura dell&#8217;angoscia che caratterizza il nostro tempo, nel quale si sono lasciate cadere, come infantili fantasie, tante consolanti e sostenitrici verità di fede. E&#8217;, infatti, verità di fede che ogni cristiano, dal Battesimo, riceve il proprio Angiolo Custode, che lo accompagna, lo ispira e lo guida, per tutta la vita, fino alla morte, esemplare perfetto della condotta che si dovrebbe tenere nei riguardi di Dio e degli uomini. L&#8217;Angiolo Custode è dunque il luminoso specchio sul quale ogni cristiano dovrebbe riflettere la propria condotta giornaliera. Per questo la Chiesa ha dettato una delle più belle preghiere che dice: &#8221; Angiolo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste . Così sia &#8220;.</p>
<p>Chi sono gli Angeli custodi?</p>
<p>Sono creature delicate e sottili, emanazione dell&#8217;energia creatrice degli Arcangeli.<br />
Essi sono pura essenza d&#8217;amore, invulnerabili. Sono incorruttibili e privi del decadimento che caratterizza gli esseri umani. Gli Angeli sono quindi creature spirituali che vivono tra la quarta e la quinta dimensione. La quarta sono i piani astrali (superiore e inferiore), dove vive anche il nostro corpo spirituale, collegato al corpo fisico attraverso i chakra. (I chakra sono vortici d’energia all&#8217;interno della nostra aura, lungo la spina dorsale, sotto forma di colori dell&#8217;arcobaleno)<br />
La quinta è la dimensione degli Arcangeli, dove coabitano anche gli angeli&#8230;</p>
<p>Come sono fatti e sono liberi di scegliere?</p>
<p>Queste creature sono energia pura senza forma, dotate di consapevolezza, libero arbitrio e inimmaginabile intelligenza. Sono vibrazione energetica di Luce.<br />
Molti sostengono che gli angeli non siano coscienti e siano privi di libero arbitrio.<br />
Da esperienze raccolte sappiamo che non è così. Essi possono scegliere, ma sono talmente puri e traboccanti d’amore, che corromperli sarebbe impresa titanica anche per Lucifero.</p>
<p>Perchè hanno le ali?</p>
<p>La caratteristica forma alata e la bellezza sublime dei loro volti non sono solo fantasia o iconografia artistica. E&#8217; l&#8217;immagine che loro usano per avvicinarsi nella materia, senza spaventarci e altro non è, che il riflesso della loro essenza resa visibile e manifesta. Come allo stesso modo il nostro corpo, è la manifestazione visibile della nostra vera essenza.</p>
<p>Come si avvicinano?</p>
<p>Essi si avvicinano alla nostra vita mai con irruenza, ma sempre con dolcezza, gentilezza e gioia. La difficoltà per tutti all&#8217;inizio, è saper cogliere i segnali sottili e leggeri della loro presenza. Loro agiscono con amore sconfinato verso di noi, dovendo tuttavia seguire le leggi del nostro Karma personale, e avendo un rispetto totale del nostro libero arbitrio, tale da starci accanto anche nella peggiore delle nostre azioni, esortandoci a comprendere i nostri errori.</p>
<p>Come li contatto?</p>
<p>Per entrare in contatto con gli Angeli, è necessario che si chieda loro di farlo.<br />
Loro non possono stabilire il contatto se non siamo noi a deciderlo, chiedendolo, e quindi innescando una decisione in libero arbitrio. Succede, infatti, che ogni decisione personale o intenzione, generi delle &#8220;forme pensiero&#8221;, ossia delle vere e proprie creazioni concrete sulla quarta dimensione.<br />
Accade a volte che essi si manifestino senza chiederlo, in momenti molto dolorosi.<br />
Questo avviene perchè durante il dolore, nell&#8217;essere umano si creano delle crepe, che aprono delle brecce nel denso strato atomico della materia e di conseguenza nel denso strato dei piani astrali inferiori (quarta dimensione). E&#8217; da lì che gli Angeli entrano per darci segnali fisici e intervenire con ciò che noi chiamiamo miracoli. Se abbiamo paura, sulla quarta dimensione intorno a noi ci sarà un ambiente cupo. Se abbiamo dubbi sulla loro esistenza, sulla quarta dimensione creeremo dei muri di cemento invalicabili, o in ogni caso talmente ardui da scavalcare, che l&#8217;energia necessaria che i nostri amici dovrebbero impiegare, renderebbe debole poi il loro intervento.</p>
<p>Che cosa devo fare?</p>
<p>Il primo passo è chiedere, con amore e umiltà.<br />
Non esiste un vero modo generico per farlo. Un suggerimento potrebbe essere cominciando con una richiesta del tipo: &#8220;&#8230; Angeli di Luce, vi chiedo di far parte della mia vita, affinché possa portare il vostro messaggio e la vostra forza intorno a me&#8230;&#8230;&#8230;.. Sia fatta la Vostra volontà&#8221;&#8230; poi continuate voi&#8230;. Da notare la frase &#8220;sia fatta la vostra volontà&#8221; non è una sottomissione, ma un atto totale di fiducia, verso i nostri amici di Luce. Infatti, la volontà degli Angeli verso di noi, è amore, armonia, felicità ricchezza d&#8217;animo e se è previsto anche ricchezza materiale. Quindi affermare &#8220;Sia fatta la vostra volontà&#8221; è un modo appropriato per chiedere il loro aiuto ponendosi in una condizione di totale fiducia.</p>
<p>Come posso sentirli?</p>
<p>Per sentirli e poi vederli dovremo affidarci completamente a loro, pur mantenendo il senso della realtà. Non aspettiamoci nulla d’evidente o spettacolare, almeno all&#8217;inizio, perchè il loro scopo non è quello di stupirci con fenomeni paranormali. Il loro scopo è avvicinarci a Dio, rendendoci &#8220;UNO&#8221; col Tutto, darci fiducia e voglia di vivere, proteggerci da Satana e risvegliare in noi la scintilla Divina, sviluppare tutte le proprie potenzialità e sogni, aiutandoci a comprendere ed estinguere il proprio karma. Fidatevi di loro senza bisogno di vederli; vi faranno molti doni, attraverso sogni lucidi, carezze d’aria sul viso, coincidenze fulminanti che non sono coincidenze&#8230; e anche fenomeni paranormali, ma mai violenti, mai che vi possano spaventare, sempre teneri come dei fiori&#8230; Loro si fanno sentire nel modo più opportuno per non spaventarvi e per permettere la vostra crescita. Bisogna tenere presente che sono creature possenti, ben più potenti di spiriti guida e di qualsiasi grande illuminato vivente.<br />
Un approccio molto valido per avvicinarsi a loro, oltre che come abbiamo accennato (la fiducia), è la meditazione. La meditazione serve a spegnere la mente, e accendere l&#8217;anima, creando un canale di comunicazione tra terza dimensione (la nostra), e quarta dimensione superiore (il Cuore).</p>
<p>Gli Angeli li troverete nel Cuore. Loro usano un linguaggio molto diverso dal nostro, che soltanto lo spirito può comprendere: il linguaggio dell&#8217;Amore. Quindi se vorrete far loro una domanda, pensatela con amore e ponetela come se si parlasse ad un tuo amico/a molto caro/a. Non curatevi se non vedete o sentite nulla. Loro vi vedono e leggono il vostro pensiero, oltre che le radiazioni che emanate.<br />
Gli angeli custodi, sono mandati per volontà divina, attraverso le gerarchie degli Arcaneli, per guidare, proteggere, consigliare, per permetterci di elevarci spiritualmente. Esistono uomini o donne o bambini che hanno uno o due angeli custodi. Ma è anche possibile avere a proprio fianco un arcangelo. Questo è possibile poiché gli arcangeli possiedono il potere dell&#8217;ubiquità. Sempre in virtù del potere dell&#8217;ubiquità, un Angelo, può essere contemporaneamente il Custode di più di una creatura vivente. Solitamente quando questo avviene (spesso), le persone con l&#8217;Angelo in comune sono dette fratelli o sorelle spirituali.</p>
<p><map name='google_ad_map_135_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/135?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_135_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=135&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fesoterismo%2Fangeli-custodi%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/esoterismo/angeli-custodi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ciò che resta di Atlantide</title>
		<link>http://www.unknown.it/previsioni/cio-che-resta-di-atlantide/</link>
		<comments>http://www.unknown.it/previsioni/cio-che-resta-di-atlantide/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 21:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonella Cardarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Profezie]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Agharti]]></category>
		<category><![CDATA[atlantide]]></category>
		<category><![CDATA[Hapgood]]></category>
		<category><![CDATA[isola di Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[mappe di Piri Reis]]></category>
		<category><![CDATA[piramidi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unknown.it/previsioni/cio-che-resta-di-atlantide/</guid>
		<description><![CDATA[Per molti la storia o l&#8217;esistenza del continente Atlantide, prima del diluvio universale, è pura fantasia&#8230; eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano da studiosi ed intellettuali. Secondo Corrado Federici &#8220;alla base di lontane leggende c&#8217;è sempre un nucleo di verità simbolica e spirituale&#8221;. Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><font face="Arial"><strong>Per molti la storia o l&#8217;esistenza del continente Atlantide, prima del diluvio universale, è pura fantasia&#8230; eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano da studiosi ed intellettuali.<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
</strong>Secondo Corrado Federici &#8220;alla base di lontane leggende c&#8217;è sempre un nucleo di verità simbolica e spirituale&#8221;.<br />
Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra forma di pensiero, dietro ogni nostro modo di dire si nasconde qualcosa che è andato perduto. Purtroppo più un evento è cronologicamente lontano e non collocabile in uno spazio temporale ben definito&#8230; più viene visto come una leggenda, una fiaba o una favola. Il mito non è fantasia ma un racconto simbolico che contiene una verità.<br />
Per la conoscenza esoterica il mito di Atlantide rappresenta il passaggio verso la nostra razza, la razza aria.<br />
Esamineremo insieme le testimonianze e i resti archeologici attribuiti a questa civiltà antichissima e poi sarà il lettore a decidere se credere o meno all&#8217;esistenza del continente perduto.<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
Atlantide è il continente che, secondo molti studiosi di storia antica, è esistito prima del diluvio universale.<br />
Si sostiene che gli abitanti di Atlantide erano dei giganti e che l&#8217;atmosfera in cui vivevano era un&#8217;atmosfera acquosa, non a caso in lingua maya la sillaba &#8220;ATL&#8221; vuol dire acqua, forza dell&#8217;acqua. Da qui deriva il termine greco &#8220;atlas&#8221;, che significa instancabile, da cui la parola &#8220;atleta&#8221;.<br />
Atlas era il re della Mauritania e si credeva fosse il figlio di Giove. È rappresentato come una divinità che sostiene il globo e questa immagine esiste nell&#8217;America precolombiana.<br />
In quasi tutte le culture vi è la credenza che il mondo sia iniziato con un diluvio, che è quello che noi conosciamo come diluvio universale.<br />
Troviamo tracce del diluvio non solo nella Genesi ma anche nel Codice Boturini, nel Popol Vuh (raccolta di miti e leggende maya), ne &#8220;Le stanze di Dzyan&#8221; (libro trovato in Tibet; descrive tutte le ere dell&#8217;uomo nelle diverse umanità), nel Codice Dresda.<br />
Gli Aztechi sostenevano di essere originari di Aztlan, una terra sconosciuta. Di etimologia azteca, in lingua nahuatl Aztlan significa proprio &#8220;gente di Aztlán&#8221;.<br />
Secondo alcuni studiosi il termine Aztlán deriverebbe dalle parole nahuatl &#8220;aztatl&#8221;, che significa &#8220;airone&#8221; (o uccello dalle piume bianche) e &#8220;tlan(tli)&#8221;, che significa &#8220;posto del&#8221;: Aztlán vorrebbe quindi dire &#8220;posto degli aironi&#8221;. Secondo un&#8217;altra teoria, deriverebbe dal nome del dio Atlas e significherebbe &#8220;vicino all&#8217;acqua&#8221;. In Messico esiste inoltre un&#8217;area chiamata Chichen Itza che significa salvati dalle acque.<br />
Oggi esistono molte teorie sull&#8217;ubicazione di Atlantide: Mediterraneo, America, Canarie, Mar del Nord. Come mai?<br />
Perché Atlantide era tutto, solo nell&#8217;ultimo periodo era rimasto, di esso, un&#8217;isola, perciò leggiamo che Atlantide era un&#8217;isola. Invero Atlantide era tutto un intero continente ma nell&#8217;ultimo periodo della sua esistenza era solo un&#8217;isola poiché aveva già subito molte devastazioni.<br />
Negli anni &#8217;80 del XIX secolo Augustus Le Plongeon, studioso francese, sostenne di essere in grado di decifrare i testi degli antichi maya in cui vi erano riferimenti al continente Mu (Mu o Lemuria è il continente che sarebbe esistito prima di Atlantide), inghiottito da violente eruzioni vulcaniche. Pochi credettero a Le Plongeon, anche se molti studiosi credono che Mu sia effettivamente esistita. Uno di essi è William Niven, secondo il quale i sacerdoti di Mu avevano inviato emissari nella Mesoamerica per insegnare e tramandare una conoscenza segreta e preparare un luogo di rifugio in caso di catastrofe. Questo luogo è, con molta probabilità, quello che in molte popolazioni è noto come luogo sotterraneo: Agharti, identificato altresì come Shangri-la. Ma di questo parleremo dopo&#8230;<br />
Se pochi credettero all&#8217;esistenza di Mu, per Atlantide fu diverso, forse perché ne parlano anche noti intellettuali, in primis Platone. Platone fa riferimento ad Atlantide (o Poseidonia) nei suoi dialoghi &#8220;Timeo&#8221; e &#8220;Crizia&#8221;.<br />
Nel &#8220;Timeo&#8221; Platone scrive che suo zio Crizia narra di Atlantide. Crizia racconta che Solone, grande legislatore e suo antenato, aveva visitato l&#8217;Egitto nell&#8221;800 a.C. e notò che gli Egizi erano eccessivamente evoluti per quel periodo. Così indusse un gruppo di sacerdoti di Sais a parlare del loro passato ed uno di essi asserì che la Terra aveva subito molte catastrofi dovute agli elementi naturali (fuoco, acqua, terra, aria) e che proprio nel 9.600 a.C. vi fu una grande catastrofe dovuta all&#8217;acqua. Il sacerdote disse inoltre a Solone che al di là delle colonne d&#8217;Ercole esisteva un&#8217;isola: Atlantide, grande quanto la Libia e l&#8217;Asia messe insieme e che in quel periodo &#8211; 9.600 a.C. &#8211; Atene già esisteva (il sacerdote intendeva per Libia una zona grande quanto tutto il Nordafrica e per Asia una zona vasta quanto il Medio Oriente).<br />
Platone nel &#8220;Crizia&#8221; continua il suo racconto su Atlantide affermando che fu fondata dal dio del mare Poseidone; scrive che col passare del tempo l&#8217;essenza divina degli Atlantidei svanì per lasciare il posto ad una componente sempre più umana e Atlantide sparì in un giorno e una notte.<br />
Oltre a Platone menzionarono Atlantide altri intellettuali come il filosofo neoplatonico Proco; quesi sosteneva che Cantore si era recato in Egitto e lì aveva visto delle colonne con su scritta la leggenda di Atlantide. Anche Aristotele e Plutarco parlano di isole e continenti perduti.<br />
Ma cosa resta oggi di Atlantide?<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
<strong>I LUOGHI DEL MISTERO E IL PIANETA TERRA</strong><br />
Il testo &#8220;Gli eredi di Atlantide&#8221; scritto da Colin Wilson e Rand Flem Ath è molto illuminante dal punto di vista dei luoghi misteriosi collegati e collegabili ad Atlantide. Gli autori di questo testo sostengono che siti sacri misteriosi come le piramidi egiziane, cinesi e sudamericane non sono stati costruiti dagli indigeni per motivi locali, ma sono tutti collegati ad una civiltà antidiluviana, cioè Atlantide.<br />
Oggi, con la libertà culturale, chiunque può facilmente scoprire che in tutta la storia che ci è stata raccontata&#8230; qualcosa non quadra. Manca qualche &#8220;pezzo&#8221;&#8230;<br />
I luoghi misteriosi più noti sono l&#8217;Egitto, l&#8217;America e l&#8217;Isola di Pasqua. Esistono anche molte popolazioni antiche che avevano conoscenze straordinariamente precise per il tempo in cui sono vissute: i Maya, gli Incas, gli Egiziani, i Templari e gli Indù.<br />
Ebbene, questi luoghi e queste popolazioni sono ricollegate al mito di Atlantide e alla sua popolazione evolutissima.<br />
Colin Wilson e Rand Flem Ath sono fautori della teoria di Charles Hapgood (1904-1982) secondo il quale Atlantide era collegata nell&#8217;attuale Antartide. L&#8217;Antartide oggi è coperta dai ghiacci ma se accettiamo l&#8217;idea che la crosta terrestre è mobile dobbiamo pensare che prima della catastrofe con cui è nata la nostra civiltà, l&#8217;attuale Antartide si trovava più a nord e non era un ambiente freddo né ghiacciato. Oggi è accettata la teoria che le masse polari non siano ancorate ad uno strato di materiale solido ma ad una mistura lubrificante come un dentifricio.<br />
Hapgood fu un grande ricercatore e dedicò tutto se stesso allo studio di Atlantide e della conformazione terrestre. Ebbe persino l&#8217;appoggio di Einstein ma comunque poco credito a suo tempo, anche da parte dei geologi.<br />
Einstein appoggiò Hapgood nella sua teoria sullo slittamento della crosta terrestre e lo incoraggiò nella stesura di &#8220;Earth&#8217;s shifting crust&#8221;. In quest&#8217;opera Hapgood sostiene che la crosta terrestre può scivolare sotto il peso delle calotte polari portando alla deriva interi continenti.<br />
Nel 1952 Hapgood dimostrò con l&#8217;aiuto di Einstein che il globo un tempo era coperto dai ghiacci e questa teoria è oggi universalmente accettata: nell&#8217;era precambriana o archeozoica (800 milioni di anni fa) tutto il globo era coperto dai ghiacci e l&#8217;era glaciale durò per altri 300 milioni di anni.<br />
Per chiarezza espositiva precisiamo che il globo ha conosciuto una serie di ere glaciali e la causa è tuttora ignota ma vi sono valide ipotesi.<br />
Colin Wilson e Rand Flem Ath hanno congetturato che se le ere glaciali si sono succedute ad intervalli regolari ciò può essere derivato dal fatto che il sistema solare possa attraversare una nuvola di polvere cosmica. Altri studiosi avevano pensato a qualcosa di simile, cioè che le ere glaciali fossero causate da polveri vulcaniche presenti nell&#8217;atmosfera terrestre.<br />
James Croll, invece, dà una spiegazione più accettata al fenomeno: egli sostiene che le ere glaciali dipendono dall&#8217;inclinazione dell&#8217;asse terrestre (il succedersi delle stagioni dipende dall&#8217;inclinazione dell&#8217;asse terrestre). L&#8217;inclinazione dell&#8217;asse è oggi di 23,4° ma c&#8217;è stato un lievissimo spostamento recente a causa dello tsunami del 2004.<br />
Il testo più rivoluzionario di Hapgood fu &#8220;Maps of the ancient sea kings&#8221; in cui l&#8217;autore tende a dimostrare che la civiltà è molto più antica di ciò che si crede. Non a caso oggi anche nei libri di storia si tende ad anticipare sempre di più l&#8217;inizio della civiltà poiché sempre più prove palesano che la civiltà è antichissima. Ad esempio negli anni &#8217;60 del XX secolo si riteneva che Gerico (la prima città murata) risalisse al 6.500 a.C. invece oggi la si fa risalire ad almeno duemila anni prima.<br />
Il fattore più rilevante è caratterizzato dai resti archeologici: se accettiamo l&#8217;idea che la crosta terrestre si muove, si spiega perché in Siberia siano stati ritrovati resti di mammut con fiori tra le narici. Per essere presenti in Siberia fiori e mammut la Siberia non poteva essere ghiacciata.<br />
Einstein era convinto, dai dati geologici di Hapgood, che la crosta terrestre potesse fratturarsi e slittare, ma dubitava che la calotta polare avesse fatto parte del fenomeno, come di contro sosteneva Hapgood. Dubitava altresì che la massa di ghiaccio potesse cagionare lo slittamento della crosta.<br />
È tuttora complesso capire come era formata la Terra prima del diluvio, forse nessuno potrà mai dirlo con certezza; più passa il tempo però, più si comincia ad accettare l&#8217;idea che noi non siamo stati i primi ad abitarla.<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
<strong>L&#8217;EGITTO</strong><br />
Tra i luoghi più misteriosi al mondo abbiamo l&#8217;Egitto con la Sfinge e le piramidi. Nella biblioteca di Alessandria erano conservati documenti su antiche civiltà e alcuni di essi sono stati salvati. La conoscenza egiziana derivava sicuramente dalla conoscenza atlantidea.<br />
La grande piramide di Cheope (Khufu) fu costruita verso il 2.500 a.C. Il grammatico greco Agatarchide di Cnido scoprì tramite antiche tradizioni che analizzando attentamente i lati della piramide si evince che gli Egizi sapevano perfettamente che la Terra è sferica.<br />
Anche Rand Flem Ath sostiene che la grande piramide di Cheope sia frutto di una profonda conoscenza matematica e geografica perché i quattro lati della piramide sono esattamente allineati con i quattro punti cardinali.<br />
Come si spiega che nel 2.500 a.C., un&#8217;epoca considerata quasi primitiva, un popolo avesse già compreso una cosa del genere?<br />
Probabilmente fu grazie alle eclissi o perché essi avevano notato che le navi si allontanano all&#8217;orizzonte&#8230; ma sono solo ipotesi.<br />
Il sito della grande piramide (di Cheope) è a 30° nord dall&#8217;equatore e dal polo, cioè a un terzo della distanza tra l&#8217;equatore e il polo. Ciò vuol dire che gli Egizi non solo sapevano che la terra fosse sferica ma conoscevano anche la lunghezza dell&#8217;equatore e la sua distanza dai poli.<br />
La grande piramide rappresenta la metà della Terra, dall&#8217;equatore al polo nord. Nel 2.500 a.C. questo popolo possedeva una cognizione mondiale della geografia.<br />
Robert Bauval, ingegnere belga ed autore di &#8220;The Orion mystery&#8221;, rimase colpito dalla singolare posizione delle tre piramidi: non si spiegava per quale ragione la piramide di Micherino fosse più piccola e perché non fosse allineata alle altre due. In fondo anche Micherino era un importante faraone&#8230;<br />
Una notte Bauval vide le tre stelle della cintura di Orione e realizzò che le tre piramidi riflettono in terra la disposizione delle tre stelle della cintura di Orione.<br />
Bauval era a conoscenza del fatto che gli Egizi consideravano la loro terra un riflesso del cielo. Queste piramidi però non erano proprio un riflesso esatto poiché le costellazioni si spostano a causa della precessione degli equinozi. Per Bauval l&#8217;ultima volta che le piramidi di Giza rispecchiarono la cintura di Orione fu nel 10.500 a.C., una data che per quel popolo doveva essere molto importante perché rappresentava l&#8217;inizio della loro storia.<br />
Bauval sostiene che anche la Sfinge è orientata secondo la costellazione di Orione del 10.500 a.C. Orione è una importante costellazione dal punto di vista religioso e spirituale perché si sostiene che sia la patria degli dei.<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
<strong>LE AMERICHE</strong><br />
Passiamo ora ad esaminare un&#8217;altra zona misteriosa: il Sudamerica e la Mesoamerica e in particolare la popolazione maya, stanziatasi in Messico.<br />
Il Messico è una zona colma di misteri, infatti la civiltà maya ha molte analogie con quella egizia.<br />
Anche i Maya erano molto evoluti&#8230; anche troppo per il periodo in cui vivevano; avevano straordinarie conoscenze astronomiche ed anche loro, come gli egizi, costruivano piramidi.<br />
Tante sono le analogie che si suppone che queste due aree (Africa e Americhe) fossero unite (e dal punto di vista geologico questa ipotesi è quasi completamente avallata) o che derivino da una popolazione comune che abbia dato loro determinate conoscenze.<br />
In Messico, ad esempio, sono state ritrovate sia teste olmeche che figure litee di guerrieri con tratti somatici africani. Alcuni sostengono che le teste olmeche non siano africane ma cinesi.<br />
Oltre alle teste olmeche, nell&#8217;area del Messico è stato ritrovato un bassorilievo che raffigura una coppia di elefanti: si tratta della stele B del tempio maya di Copàn (Honduras) del VII secolo d.C. Come facevano i maya a ritrarre degli elefanti se essi erano scomparsi da più di tredicimila anni?<br />
A questo punto dobbiamo ricordare che Platone nel &#8220;Crizia&#8221; accenna alla presenza di elefanti nel continente Atlantide.<br />
Tra i vari ritrovamenti misteriosi non possiamo non menzionare le sfere di granito, ritrovate nella giungla della Costa Rica occidentale. Si tratta di sfere di varie dimensioni, precise, lisce. La più grande pesa venti tonnellate ed ha un diametro di due metri e mezzo. Non si sa di preciso quale obiettivo avessero queste sfere. L&#8217;archeologo statunitense Samuel K. Lothrop notò che esse erano disposte in gruppi di tre come a formare dei triangoli irregolari.<br />
Alcune sfere sono state trovate anche su montagne ed è inspiegabile come siano state portate lì. Sfere identiche ma più piccole sono state rinvenute nell&#8217;Isola di Pasqua, altro luogo misterioso di cui parleremo più avanti.<br />
A volte le sfere erano collocate in modo da formare delle linee e il professore Ivar Zapp collegò queste linee alle ley lines. Le ley lines, dette anche linee legge o sentieri del drago sono come le vene delle terra, sono cioè dei canali in cui scorre un&#8217;energia molto forte. In queste aree della terra sono collocati siti sacri come Stonehenge, Avebury, Glastonbury e vi si verificano fenomeni come i cerchi nel grano.<br />
Poiché gli abitanti della Costa Rica erano dei navigatori si è congetturato che queste sfere servissero come strumento per la navigazione o che raffigurassero le stelle.<br />
Sia i Maya che gli Egizi avevano un calendario precisissimo, il più preciso era quello dei Maya, che si ferma al 2012. Questo calendario era così preciso perché derivava dalla popolazione atlantidea.<br />
In Messico, a Teotihuacàn esiste un viale chiamato &#8220;La via dei morti&#8221;. Essa si trova a trenta km N-E da Città del Messico e non procede esattamente da nord a sud ma è inclinata a 15,5° rispetto a nord, forse per allinearla con il tramonto delle Pleiadi, costellazione &#8211; detta anche &#8220;delle sette sorelle&#8221; &#8211; importante nella mitologia mesoamericana.<br />
David Kelley era uno studioso che si occupò a fondo della popolazione maya e notò che vi erano profonde analogie tra il calendario azteco, maya e indù. Queste analogie presupponevano contatti transpacifici tra queste popolazioni.<br />
Kelley sosteneva che il calendario maya avesse avuto origine a Taxila, città commerciale indù. I Taxiliani erano molto avanzati scientificamente e sapevano che la terra era una sfera.<br />
I Maya non solo conoscevano la precessione degli equinozi (e non avevano telescopi) ma anche Urano e Nettuno, migliaia di anni prima che gli scienziati occidentali li scoprissero.<br />
John Lash ritiene di aver trovato un&#8217;antichissima prova di precessione degli equinozi in uno zodiaco inciso sul soffitto del tempio di Hator a Dendera: ciò significa che anche gli Egizi conoscevano la precessione degli equinozi anche se attualmente la si fa risalire verso il 134 a.C., attribuendo questa scoperta all&#8217;astronomo greco Ipparco.<br />
Anche i Sumeri erano grandi astronomi. Essi sapevano quanto tempo impiega ciascun pianeta a percorrere la sua orbita, dividevano il giorno in ventiquattro ore, ciascuna di sessanta minuti ed ogni minuto in sessanta secondi.<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
<strong>ANTICHE MAPPE, TEMPLARI ED ESPLORATORI</strong><br />
Rand Flem Ath effettuò studi su mappe molto antiche dalle quali si evince che gli Atlantidei avrebbero tracciato una cartografia mondiale ed avrebbero avuto altresì sofisticati metodi di rilevamento.<br />
A proposito di mappe dobbiamo ricordare la mappa più famosa legata ad Atlantide: la mappa di Piri Reis, disegnata nel 1513 e trovata in un archivio del Palazzo imperiale di Costantinopoli. La carta mostra il profilo orientale delle Americhe, quello occidentale di una parte di Europa e Africa e inoltre la costa nord del continente antartico.<br />
Hapgood restò impressionato dall&#8217;accuratezza di questa mappa perché Ferdinando Magellano partì nel 1519 (cioè sei anni dopo la stesura della mappa) per il suo viaggio verso le Indie passando per l&#8217;America e scoprendo la parte più meridionale del continente americano. La cosa più sorprendente della mappa è la raffigurazione dell&#8217;Antartide, scoperta nel 1818. L&#8217;Antartide raffigurata nella mappa però non è come la conosciamo noi oggi ma come era prima di essere ricoperta dai ghiacci.<br />
Piri Reis, ammiraglio turco ed ex pirata, amico di Cristoforo Colombo, asserì di aver compilato quella mappa grazie ad antichi documenti del IV secolo a.C. che si trovavano nella biblioteca di Costantinopoli. Con larga probabilità questi documenti a cui faceva riferimento Piri Reis erano a loro volta delle copie di mappe risalenti ad epoche atlantidee. Secondo alcuni, Cristoforo colombo viaggiò con questa mappa, ma non è certo. La mappa di Piri Reis si trova oggi in Turchia.<br />
Colombo viaggiò con le idee ben chiare e viaggiò con l&#8217;impulso templare, infatti sulle sue caravelle c&#8217;era il simbolo della croce dei templari. L&#8217;ostilità verso i templari nacque verso il 1300 perché loro custodivano un segreto, un tesoro. Questo tesoro era costituito da antiche pergamene (mappe) nascoste sotto il tempio di Salomone. I templari utilizzarono queste mappe per posizionare le loro basi più importanti in siti che riflettevano la geografia del Polo dello Yukan. I templari avevano molte conoscenze, sapevano anche che la nostra religione cattolica è frutto di uno &#8220;storpiamento&#8221;. I rituali della massoneria traboccano di allusioni al fatto che le proprie origini sono nell&#8217;antico Egitto, non a caso la grande piramide è stata sempre il simbolo principale della massoneria.<br />
Nell&#8217;Antico testamento vi sono molte analogie tra ebrei ed egiziani. Gli studiosi Lomas e Knight hanno avanzato l&#8217;assunto secondo il quale un evento storico abbia coinvolto ebrei ed egiziani molto tempo prima che Salomone costruisse il tempio.<br />
Tra i vari ritrovamenti nell&#8217;area mediorientale abbiamo anche i famosi rotoli del Mar Morto, che sono scritture sacre non riconosciute dalla Bibbia ufficiale. Sono stati ritrovati a Qumram (Damasco) e si ritiene siano stati scritti dalla setta degli esseni.<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
<strong>L&#8217;ISOLA DI PASQUA</strong><br />
L&#8217;isola di Pasqua è così chiamata perché fu scoperta nell&#8217;Oceano Pacifico orientale il giorno di Pasqua del 1722 dall&#8217;olandese Roggeveen. È detta anche &#8220;l&#8217;isola dagli occhi nel cielo&#8221; per via delle misteriose statue gigantesche che hanno, appunto, gli occhi puntati verso il cielo.<br />
In nessun altro luogo così piccolo esistono statue così grandi. Si tratta di statue alte dai quattro ai sei metri, alcune sono alte addirittura venti metri e sono attaccate al suolo. Sapere chi ha costruito queste statue è impossibile. È un mistero.<br />
Gli abitanti che vivevano in quest&#8217;isola non possedevano utensili di metallo ma sapevano scrivere (è stata ritrovata una tavoletta scritta ma nessuno la sa decifrare) e praticavano il culto dei morti nelle caverne.<br />
Oggi molti misteri vengono spiegati attribuendone causa agli alieni.<br />
Per Graham Hancock e Rand &amp; Rose Flem Ath, di contro, molti misteri antichi non dipendono dagli alieni ma sono i resti di antiche popolazioni evolute.<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
<strong>AGHARTI E IL RE DEL MONDO</strong><br />
Con il termine Agarthi (o Amenti) si identifica il cosiddetto regno sotterraneo. Questo regno sotterraneo avrebbe il suo centro in Tibet e sarebbe formato da una rete di gallerie naturali ed artificiali che attraversano, sotto terra, tutto il mondo.<br />
Le gallerie attraversano i regni sotterranei di paesi come Guinea, Ghana, Nigeria, Ciad, Iraq, Iran, Afghhanistan, Mongolia, Siberia, Alaska, Canada, Brasile, Tibet. Ma chi avrebbe costruito queste gallerie, questi regni? E perché?<br />
La funzione di Agharti, il regno sotterraneo, è quella di conservare la conoscenza e tramandarla ai posteri e alle persone più evolute e degne di riceverla. Agharti esisteva già ai tempi di Atlantide e forse anche ai tempi di Mu.<br />
Gli abitanti della terra con larga probabilità sapevano che ci sarebbero state delle catastrofi e per non perdere la propria conoscenza crearono questi luoghi sotterranei per salvarsi.<br />
In questo modo la conoscenza di Mu si salvò e, tramite alcuni maestri di Agharti, fu consegnata agli Atlantidei.<br />
Lo stesso è valso per gli Atlantidei che, quando scomparvero, riuscirono tramite Agharti a tramandare a maestri illuminati la conoscenza superiore.<br />
Agharti sarebbe abitata dai sopravvissuti di Atlantide, infatti si tratterebbe di abitanti molto più evoluti di noi. Anche i Maya e gli Aztechi (e forse anche gli Egiziani?) erano i sopravvissuti di Atlantide ma ormai si erano già involuti, non a caso gli Aztechi compivano sacrifici umani che nell&#8217;epoca atlantidea non esistevano.<br />
Questi sopravvissuti si sarebbero rifugiati sotto terra per scampare all&#8217;involuzione del mondo e sarebbero governati da un re, detto &#8220;Il re del mondo&#8221; (identificato col nome di Manu o Melquizedeq), il quale avrebbe contatti con gli esseri più evoluti del mondo, ad esempio con il Dalai Lama.<br />
La capitale di Agharti è Shamballah. Sovente invece di Agharti si tende ad identificare questo luogo con il nome di Shangri-la.<br />
In &#8220;Da Atlantide a Shamballah&#8221; leggiamo che &#8220;tra le tribù nomadi della Mongolia Interna sopravvivono ancora oggi tradizioni su tunnel e mondi sotterranei (&#8230;). Una leggenda &#8211; se poi è tale &#8211; narra che le gallerie conducono a un mondo sotterraneo di origine antidiluviana in un luogo sperduto dell&#8217;Afghanistan o nelle regioni dell&#8217;Hindu Kush. È Shangri-la, dove la scienza e le arti, mai minacciati dalle guerre mondiali, si svilupparono pacificamente presso una razza di immensa cultura. Questo mondo ha persino un nome: Agharti. (&#8230;)&#8221; </font></font><a href="http://www.unknown.it/wp-admin/arti131a.htm#identificatore1"><font size="2" color="#0099ff" face="Arial"><sup>(1)</sup></font></a><br />
<font size="2" face="Arial">Secondo la leggenda alcuni di questi tunnel sono stati distrutti da cataclismi.<br />
Le dottrine buddiste sostengono che Agharti è situata a una grande profondità del pianeta ed è abitata da persone miti e pacifiche. Sono governate dal re del mondo che da Shamballah è in contatto con i rappresentanti del nostro mondo.<br />
Il dottor Raymond Bernard scrive in &#8220;The subterranean world&#8221; (1960) che nel mondo buddista la credenza nell&#8217;esistenza di un mondo sotterraneo è parte integrante della fede.<br />
Molti conoscono e conoscevano Agarthi, ad esempio Hitler.<br />
René Guénon in &#8220;Il re del mondo&#8221; e Julius Evola in &#8220;Rivolta contro il mondo moderno&#8221; ci ricordano le innumerevoli leggende sui regni sotterranei.<br />
Anche Platone, nel &#8220;Crizia&#8221; e nel &#8220;Timeo&#8221;, fa riferimento a misteriose gallerie sotterranee che attraversavano Atlantide. Menziona poi &#8220;un grande sovrano che siede al centro della terra. Egli è il mediatore della religione per tutto il genere umano&#8221;.<br />
Plinio il vecchio in &#8220;Storia naturale&#8221; accenna ad abitanti del sottosuolo che erano fuggiti sotto terra dopo la distruzione di Atlantide.<br />
Ovidio nelle &#8220;Metamorfosi&#8221; parla di gente che vive nel sottosuolo.<br />
La leggenda di Atlantide e quella di Agharti sono strettamente connesse.<br />
Il tenente colonnello P. Fawcett è scomparso nell&#8217;Amazzonia nel 1925 mentre cercava città atlantidee perdute. Nessuno sa che fine abbia fatto, qualcuno narra che sia stato ucciso. È possibile invece che sia riuscito ad accedere ad Agharti, in quanto esistono dei passaggi per accedervi ma non tutti possono entrarvi.<br />
Si sostiene che tra i pochi prescelti a visitare il regno sotterraneo vi siano stati Madame Blavatsky e Dante Alighieri.<br />
Gli abitanti di Agharti hanno un&#8217;energia particolare, detta VRIL, cioè l&#8217;energia che nella maggior parte di noi c&#8217;è ma è assopita.<br />
Con il termine Vril si intende precisamente un&#8217;inesauribile riserva di energie universali, alcune delle quali possono anche essere concentrate nel corpo umano, sviluppate al massimo delle loro potenzialità. Hitler voleva impossessarsi di questi poteri ed era ossessionato dall&#8217;energia Vril. Era convinto inoltre che esistesse un regno sotterraneo abitato da &#8220;superuomini&#8221;.<br />
La cosa più interessante è che secondo alcune dicerie, vari membri della gerarchia nazista, tra cui lo stesso Hitler sarebbero fuggiti dalla pira funebre di Berlino tramite gallerie segrete raggiungendo il Sudamerica, dove alcuni di essi vivrebbero tuttora. Ma nessuno sa se ciò sia vero&#8230;<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
</font><a name="identificatore1" title="identificatore1"></a><font size="2"><font face="Arial"><strong>Note:</strong><br />
<font color="#0099ff"><strong>1.</strong></font> Mclellan &#8211; &#8220;The lost world of Agharti&#8221;, pag. 16.<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
<strong>Bibliografia:</strong><br />
- Maclellan, A. &#8211; &#8220;The lost world of Agharti&#8221;, Souvenir press ltd., London; trad. it. &#8220;Da Atlantide a Shamballah&#8221;, edizioni Piemme, Casale Monferrato (AL).<br />
- Wilson C. &amp; Flem-Hat R., &#8211; &#8220;The Atlantis blueprint&#8221;, trad. it. &#8220;Gli eredi di Atlantide&#8221;, edizioni Piemme, Casale Monferrato (AL).<br />
- Zecchini, V. &#8211; &#8220;Atlantide e il mistero dei continenti scomparsi&#8221;, Giunti editore, Firenze &#8211; Milano.<br />
<img border="0" width="1" src="http://www.unknown.it/wp-admin/blank.gif" height="8" /><br />
<strong>Altre fonti:</strong><br />
- Conferenza &#8220;Mito e realtà di Atlantide&#8221;, del C.E.A. (Centro studi dell&#8217;autoconoscenza), tenutasi a Sulmona (AQ) il 16 e il 23 ottobre 2006.<br />
- VHS &#8220;I luoghi visitati&#8221; &#8211; by Hobby e Work, Italiana Editrice s.r.l., collana &#8220;I misteri dell&#8217;ignoto&#8221;.</font></font></p>
<p><font size="2"><font face="Arial"><strong><a rel="nofollow" target="_blank" href="mailto:leonellacardarelli@virgilio.it">leonellacardarelli@virgilio.it</a></strong></font></font></p>
<p><map name='google_ad_map_55_05458d914eeef760'>
<area shape='rect' href='http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/55?pos=0' coords='1,2,367,28' />
<area shape='rect' href='http://services.google.com/feedback/abg' coords='384,10,453,23'/></map>
<img usemap='#google_ad_map_55_05458d914eeef760' border='0' src='http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&amp;client=&amp;channel=&amp;output=png&amp;cuid=55&amp;url= http%3A%2F%2Fwww.unknown.it%2Fprevisioni%2Fcio-che-resta-di-atlantide%2F' /></p><p>&copy;2012 <a href="http://www.unknown.it">Il Portale del Paranormale</a>. All Rights Reserved.</p>.]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.unknown.it/previsioni/cio-che-resta-di-atlantide/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

