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	<title>Il Portale del Paranormale &#187; Controinformazione</title>
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	<description>Misteri e Segreti del Pianeta Terra</description>
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		<title>EBOOKS &#8211; Tutti i Documenti del Progetto MK-ULTRA</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 02:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola S.</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui puoi scaricare tutti i documenti del Progetto MK-ULTRA (MKULTRA) in formato PDF. <span id="more-89"></span><br />
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<br />
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		<title>Madre Justina: la Fede nei miracoli e il miracolo della Fede</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 23:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angeli]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Trovare la Chiesa di San Marco, incastrata nel cuore delle stradine della Città Vecchia di Gerusalemme, tra il Quartiere Armeno e il Quartiere Ebraico, non è una impresa facile. Eppure, secondo la Chiesa Siriano-Ortodossa, una delle più antiche Confessioni cristiane, che celebra i suoi Riti ancora nella lingua del Cristo, l’Aramaico, questa è la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovare la Chiesa di San Marco, incastrata nel cuore delle stradine della Città Vecchia di Gerusalemme, tra il Quartiere Armeno e il Quartiere Ebraico, non è una impresa facile. Eppure, secondo la Chiesa Siriano-Ortodossa, una delle più antiche Confessioni cristiane, che celebra i suoi Riti ancora nella lingua del Cristo, l’Aramaico, questa è la prima Chiesa della Cristianità: il luogo del Cenacolo.</p>
<p>Ho un appuntamento con il Vicario Patriarcale Siriano, che abita nel Convento di fianco alla Chiesa, alle 10 del mattino per una intervista e sono in netto anticipo: ne approfitto per visitare la piccola Cattedrale e subito ne rimango affascinato per quattro ragioni.<br />
<span id="more-820"></span><br />
La prima è, quasi ovviamente, la spoglia camera sotterranea che, secondo la Tradizione, era la casa della madre dell’Evangelista Marco, in cui suo figlio, su ordine del Maestro che voleva rifuggire dal clamore destato dal suo arrivo “messianico” nella Città Santa, avrebbe fatto preparare la cena del “Pesach” poi passata alla storia come “Ultima Cena”: è l’idea stessa, per quanto dibattuta, dal momento che altre Denominazioni posizionano l’evento in luoghi diversi (nulla di strano in una Gerusalemme in cui vi sono almeno tre luoghi “possibili” per l’Ascensione), che quella stanzetta dalle pareti di pietra grezza abbia ospitato uno degli eventi culturalmente e simbolicamente più importanti della storia umana, che abbia visto compiere per la prima volta gesti poi ripetuti ogni giorno in milioni di Chiese per duemila anni a renderla affascinante.</p>
<p>La seconda è una scritta, non più grande di 70&#215;50 centimetri, incisa nel muro: una scritta in aramaico che dà senso all’esistenza stessa della Chiesa, dal momento che, per voce comune quasi bi-millenaria , sarebbe stata tracciata da San Marco a certificazione che in quel luogo, in cui aveva trascorso la sua giovinezza, dopo la Resurrezione di Gesù i Dodici avrebbero ricevuto lo Spirito Santo.</p>
<p>La terza ragione è un quadro, venerato in tutto il Medio Oriente perché dipinto dalla mano del primo e unico ritrattista dal vero dell’Uomo venerato da oltre due miliardi di persone nel mondo come la sola Incarnazione del Dio vivente: quella tavola ad opera di San Luca, medico e pittore, che avrebbe voluto ritrarre Gesù bambino in braccio a sua madre, ma che, avendo conosciuto il Cristo quando Questi era già adulto, decise di riportare le fattezze del giovane uomo barbuto che aveva visto al posto del volto del neonato Salvatore.</p>
<p>La quarta ragione di fascinazione di questa Chiesa, che assomiglia più ad una Cappella di montagna che ad una Basilica Patriarcale, dando l’impressione di essere ancora più piccola di quanto sia realmente a causa della grande cortina rossa che, secondo l’uso siriaco, divide l’Altare del Santissimo dai Fedeli, è molto meno “storica” delle precedenti, è una donna, la guardiana della Chiesa, l’unica Suora del Convento in cui vive con i quattro Monaci che, insieme a lei, formano tutta la struttura ecclesiastica siro-ortodossa di Gerusalemme: Suor Justina.</p>
<p>Poco più di un metro e sessanta, piuttosto sovrappeso, tra i cinquanta e i sessant’anni, Suor Justina veste semplicemente con un larga maglietta grigia e un foulard dello stesso colore in testa, unico simbolo, per quanto poco evidente, del suo stato monacale.</p>
<p>Quando la incontro sta facendo quello che fa ogni giorno, più volte al giorno, con chiunque abbia la fortuna di passare per questo luogo in cui il senso del Sacro è così denso da essere quasi palpabile, come se fosse una patina che avvolge ogni cosa: sta parlando della  storia della “sua” Chiesa.</p>
<p>E’ lei che mi accompagna dall’Arcivescovo e, mentre attendo di essere ricevuto, mi parla un po’ di sé e della sua vocazione.</p>
<p>Scopro, così, che Suor Justina appartiene alla Comunità Siriaca di Niniwe, l’antica capitale assira, ormai piccola cittadina nei pressi della più grande e ormai tristemente più nota Mossul, in Iraq, e ha preso i voti da una decina d’anni appena: prima, mi dice, era un’insegnante di matematica pura all’ultimo anno del liceo e lo è stata per vent’anni.</p>
<p>Forse è questo strano contrasto tra una vita spesa in nome dell’insegnamento della scienza esatta per eccellenza e una scelta che si riverbera nel misticismo che traspare in ogni sua affermazione, o forse, più semplicemente, è il piacere di ascoltare per intero il suo racconto di come Gesù abbia chiesto a Marco di trovargli un posto tranquillo per cenare con gli Apostoli che mi fa tornare, una volta terminata l’intervista, alla Chiesa, dove so che Madre Justina sta continuando la sua opera di guardiana della “moralità nel vestiario” delle turiste di passaggio e di “cicerone”.</p>
<p>L’ascolto volentieri, mentre parla, quasi in uno stato di rapimento estatico, della “saggezza di nostro Signore” e, ad un tratto, una sua frase mi colpisce: “io stessa, in nove anni che servo in questa Chiesa sono stata testimone di alcuni grandi miracoli compiuti da Dio per chi lo prega con amore …”.</p>
<p>Sarà il fascino ambiguo di quella frase sospesa o quel prurito strano, viscerale, quella strana sensazione di curiosità mista a scetticismo che prende chi, come me, da anni vive studiando le questioni religiose quando sente pronunciare la parola “miracolo”, ma non resisto: aspetto che anche l’ultimo dei turisti esca, colmo di stupore e ammirazione per quel luogo così pieno di storia sacra, e le chiedo di raccontarmi di quei “miracoli”.</p>
<p>Madre Justina sorride, si siede su un gradino scusandosi per il fatto che i dolori alle ginocchia non le permettono di stare molto in piedi (e non posso fare a meno di pensare alle ore che deve aver passato inginocchiata a pregare in quella Chiesa umida anche in piena estate) ed è come se un fiume in piena rompesse gli argini: racconta, racconta con una capacità affabulatoria, sorprendente, come solo i Mediorientali, forse per tradizione atavica, sanno avere; racconta senza quasi prendere fiato, con gli occhi chiusi come se rivivesse ogni attimo, come se rivedesse un film degli eventi di cui parla, punteggiando la narrazione con esclamazioni di gioia e di lode a Cristo che suonerebbero persino ridicole sulle labbra di chiunque, ma non sulle sue.</p>
<p>Quando esco dalla Chiesa, circa due ore dopo, sono senza parole, perso in un mondo che sembra più vicino a quello delle cronache medievali che alla realtà di una Città Santa dove i militari israeliani pattugliano ogni angolo, i ragazzini urlano nelle stradine e migliaia di pellegrini affollano i suk per comprare croci di ulivo di ogni Confessione cristiana da appoggiare sulla “Lapide della Vestizione” nel Santo Sepolcro.</p>
<p>Mi inerpico per le salite di Gerusalemme Vecchia e ripenso a Suor Justina e ai quattro miracoli di cui mi ha parlato, tre dei quali avvenuti a San Marco.</p>
<p>Il primo ha avuto lei come diretta protagonista. Tecnicamente si tratta di un fenomeno noto (in realtà, dal punto di vista scientifico, erroneamente) come “glossolalia”, cioè della capacità di parlare e comprendere lingue mai conosciute prima, ma preferisco il termine usato da Suor Justina: “la mia Pentecoste”. Brevemente: qualche mese prima un Ebreo russo capita nella Chiesa e la Madre “guardiana”, come sempre, gli fornisce la sua spiegazione storica, rispondendo anche a qualche domanda del turista curioso. Fin qui, nulla di strano, ma, qualche giorno dopo, il Russo torna per una seconda visita e comincia a parlare a Justina prima in ebraico, poi, non ottenendo risposta, in russo. La suora, però, parlando arabo, aramaico e inglese, non ha nessuna possibilità di comprendere cosa l’uomo stia dicendo e si accorge che quest’ultimo si stava inquietando, credendo che lei lo prenda in giro: in fondo, pochi giorni prima, hanno conversato più di un’ora capendosi perfettamente! Fortunatamente, un fedele siriaco, guida turistica dei numerosi gruppi di Russi in città, passa per caso (o, secondo Suor Justina, per illuminazione dello Spirito Santo) dalla Chiesa e, con il suo aiuto, non solo l’“equivoco” viene chiarito, ma si poò procedere anche alla stesura di una dichiarazione scritta di quanto accaduto, ora conservata nella cassaforte del Patriarcato.</p>
<p>Già questa prima rivelazione miracolosa appare a dir poco sensazionale, ma, in realtà, decontestualizzandola, può essere fatta rientrare in una serie di manifestazioni consimili, relativamente frequenti, ad esempio, nelle Comunità Pentecostali e, di norma, spiegabili anche dal punto di vista psicologico: se partiamo dal presupposto che, in particolari momenti di forte eccitazione mistica (e, indubbiamente, la visita di San Marco può provocare tale stato), comprovatamente le nostre capacità mentali subiscono un notevole potenziamento e che, in buona sostanza, arabo ed ebraico sono due lingue di matrice comune, in cui molti termini sono reciprocamente comprensibili per i parlanti di una delle due (insomma, qualcosa di simile, ad esempio, a quanto accade tra spagnolo e portoghese, svedese e norvegese o slovacco e polacco), si potrebbe persino tentare di razionalizzare la vicenda e di spiegarla in termini scientifici.</p>
<p>La stessa cosa può valere per il secondo “miracolo” di San Marco, quello di un giovane uomo della Comunità siriana, ricco e agnostico, che un giorno, qualche anno fa, decide, per scommessa con alcuni amici, di andare a Messa e ricevere la Comunione per incontrare una fedele che vuole sedurre: messosi in fila, però, dopo qualche passo, il giovane rimane come paralizzato, sentendo come una mano posata sul suo petto che lo blocca e, pochi secondi dopo, sviene. Ripresosi, sotto shock, si chiude nella sua stanza e, addormentatosi, sogna Gesù che gli impone di leggere il Vangelo prima di prendere la Comunione, ma, nonostante questo, il giorno dopo riprova a mettersi in fila, ma rivive la stessa esperienza del giorno precedente: solo dopo aver letto per intero il Vangelo, averlo meditato ed essersi convertito sanando molti torti precedentemente compiuti, il giovane finalmente riesce ad accostarsi alla Comunione che ha su di lui un effetto così profondo da indurlo a farsi prete. Secondo Madre Justina, molte lettere in possesso del Patriarca proverebbero questo iter ma, naturalmente, qualunque scettico potrebbe tranquillamente parlare di disturbi psicologici, autosuggestione inconscia e cose di questo genere.</p>
<p>Già meno spiegabile è il caso del terzo “miracolo” (riportato anche dalla stampa locale nel 2007), accaduto ad una fedele siriana della Congregazione di Gerusalemme, emigrata, come molti Cristiani della Terra Santa, negli Stati Uniti e sposatasi con un Americano. Il suo primo figlio, appena nato, soffre di una rarissima forma di insufficienza polmonare, non riesce a dormire e, secondo i medici, ha pochi mesi di vita. Disperata, la ragazza telefona a Madre Justina, con cui ha stretto amicizia prima di emigrare, per darle la triste notizia e per chiederle di pregare per suo figlio. Due notti dopo, mentre, durante una tempesta, la giovane madre è in preghiera, sul muro della sua camera in California vede apparire l’immagine della Vergine della Chiesa di San Marco (quella di San Luca con il Bambino barbuto di cui si diceva prima), che rimane impressa per qualche ora (pare esistano anche delle fotografie scattate dal marito della donna a provarlo) per poi sparire completamente: da quella notte e per tutta la settimana seguente il bambino riesce finalmente a dormire e, visitato qualche tempo dopo dai medici, si scopre che l’insufficienza polmonare è notevolmente migliorata e, anzi, sta regredendo fino a far prevedere una completa guarigione. Naturalmente, anche in questo caso, è possibile dare numerose interpretazioni possibili agli avvenimenti, senza scomodare per forza l’ambito sacrale: allucinazioni collettive in stati di ipertensione, interpretazione di macchie di qualunque genere, magari dovute alla pioggia, secondo schemi mentali subconsci, “normali” episodi di guarigione spontanea in fasi di sviluppo neonatali, di cui esiste un’ampia letteratura medica. Certo, però, la concatenazione temporale degli eventi e la presenza simultanea di più elementi di natura particolare sembrerebbero contraddire la possibilità di riferirsi a pure casualità …</p>
<p>Infine, il quarto “miracolo” di cui Madre Justina mi parla non riguarda strettamente la “Basilica Patriarcale”, ma la vita stessa della Suora. Il racconto nasce da una domanda che, da qualche tempo, mi sto ponendo, e cioè se, così come difficilmente un astronomo potrà godersi un tramonto senza pensare che dietro ad esso esistono questioni di orbite ed ellissi, chi si occupa di indagine storica sulle Religioni potrà mai sentire veramente il calore della Fede: penso che lei, suora ma anche ex insegnante di matematica, sia la persona migliore a cui porre il quesito e la interrogo: “Come riesce ad avere una Fede così forte nonostante sia stata a lungo una scienziata?”</p>
<p>Suor Justina sembra stupita della domanda, si blocca per un istante e poi mi spiega che la Fede è qualcosa che va ben oltre la scienza e che lei questo lo ha vissuto personalmente. La sua famiglia, mi spiega, era umile, con un padre muratore, una madre casalinga, due figlie femmine e un grande desiderio dei suoi genitori di avere un erede maschio. Era anche una famiglia molto religiosa e, dopo molte preghiere, finalmente nasce un maschio, che, però, appare da subito in più che precarie condizioni di salute: i medici gli diagnosticano un cancro al cervello in una zona in cui non è asportabile e, conseguentemente, gli danno pochissime settimane di vita. I genitori, disperati, consultano ogni specialista della zona, ma la risposta è sempre la stessa: nessuna speranza. Un giorno, di ritorno proprio dall’ultimo consulto, la madre di Justina si ferma ad un Santuario locale molto noto per una statua miracolosa della Vergine e per quattro ore prega in ginocchio la Madonna di salvare suo figlio. Poi, distrutta dal dolore, va a casa e si mette a dormire. A questo punto, sempre secondo il racconto di Suor Justina, le appare in sogno la Madonna che le ordina di mettere tre cucchiai di zucchero in un bicchiere d’acqua e di dare quell’acqua a suo figlio la mattina dopo. La madre esegue il comando e, con sua enorme sorpresa, mentre sta compiendo l’operazione, viene a sapere che anche il marito e le due figlie hanno avuto lo stesso sogno. In poche parole, nel giro di una settimana, come i medici, increduli, constatano dalle lastre, il tumore sparisce e oggi il neonato è un medico laureato negli Stati Uniti e un Prete Sposato Siriano-Ortodosso.</p>
<p>Insomma, c’è da rimanere senza parole, forse ancor più che per gli eventi raccontati, per la naturalezza con cui Madre Justina ne parla, come se l’intervento del Divino nella vita umana fosse qualcosa di ovvio, di naturale, come se, in fondo, la distanza tra l’uomo e Dio fosse una sorta di velo che la Fede può scostare facilmente.</p>
<p>A distanza di qualche tempo mi è ancora difficile non provare stupore ripensando alle parole di quella Suora irachena che passa la vita tenendo in ordine una Chiesa e lodando Cristo mentre narra la storia di San Marco, ma oggi, mentre la “spinta emotiva” si è un po’ affievolita, a tratti riemerge lo spirito critico che chiunque faccia il mio mestiere deve avere e non so se credere che davvero le vicende siano andate come la Suora mi ha raccontato. Forse sì, certo, ma forse alcuni tratti sono stati caricati, forse, in fondo, quegli avvenimenti sono stati “gonfiati” in modo da trasformarsi in parabole, forse c’è stato un forte mescolamento di realtà effettuale e onirismo, forse, anzi, per certi versi persino probabilmente, non è possibile parlare di veri e propri “miracoli”.</p>
<p>C’è, però, una cosa su cui mi capita spesso di riflettere: la Fede di Madre Justina, una Fede così totale da apparire fuori dal tempo, in qualche modo così acritica da divenire totalizzante, un abbandono totale a Dio, un amore così incredibile per Lui da sfiorare un “misticismo quotidiano”.</p>
<p>Ecco, forse è questo il vero, grande miracolo di cui questo incontro mi ha parlato: non glossolalie, eventi di “shekinà” (intervento del Divino nel mondo fisico) o guarigioni miracolose, ma la possibilità che questo abbandono, che questa Fede siano possibili e siano possibili oggi, in una donna di una terra martoriata dalla guerra che vive in un’altra terra martoriata dall’odio etnico, in una persona colta, istruita, per nulla superstiziosa, che ha passato metà della sua esistenza a misurare la realtà con numeri e calcoli e la cui convinzione, la cui certezza assoluta nella “tangibilità” del Sacro non solo “fa miracoli”, ma è essa stessa miracolosa.</p>
<p>Dopo aver terminato il racconto sul suo “miracolo famigliare” Suor Justina, prima di andare ad accogliere un nuovo gruppo di turisti e ricominciare a narrare per l’ennesima volta la sua storia di San Marco, mi ha detto un’ultima cosa sul rapporto tra scienza e Fede, una cosa che, mi sembra, è quasi una epitome della sua stessa esistenza: “Oggi pensiamo che il massimo della tecnologia sia un computer, ma se ci pensi, alla base anche del più avanzato dei computer ci sono silicio ed elettricità, della sabbia e una forza che esiste da sempre, entrambe create da Dio: tutto era già nella Sua mente, ma ci ama così tanto che ci ha lasciato liberi di scoprire da soli come combinare le sue creazioni …”</p>
<p>Guardo il computer su cui sto scrivendo e mi sento bene perché scopro di volere intensamente, acriticamente, e, per una volta, non mi interessa se secondo alcuni stolidamente pensare che  Suor Justina abbia ragione …</p>
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		<title>URANIUM &#8211; Lo Scandalo della Francia Contaminata [VIDEO]</title>
		<link>http://www.unknown.it/controinformazione/lo-scandalo-della-francia-contaminata-video/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 03:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola S.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi presentiamo Uranium : le scandale de la France contaminée &#8211; Versione italiana del documento trasmesso da France3 nel 2009. Le scorie radioattive utilizzate per le infrastrutture: la testimonianza dei sopravvissuti e di chi ci ha lavorato. Buona Visione ..e riflessione. Parte 1 di 2 Parte 2 di 2 &#169;2012 Il Portale del Paranormale. All [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi presentiamo <strong>Uranium : le scandale de la France</strong> <strong>contaminée &#8211; Versione italiana</strong> del documento trasmesso da France3 nel 2009. Le scorie radioattive utilizzate per le infrastrutture: la testimonianza dei sopravvissuti e di chi ci ha lavorato.</p>
<p>Buona Visione ..e riflessione.<span id="more-814"></span></p>
<p><strong>Parte 1 di 2</strong><br />
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<p><strong>Parte 2 di 2</strong><br />
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		<title>Il Tragico Destino dell&#8217;Uomo che Scoprì i Dinosauri</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 08:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Per molte persone nate dopo il 1920, l&#8217;esistenza dei dinosauri è un dato di fatto. Le persone della nostra &#8220;era moderna&#8221; non sollevano troppi dubbi sul fatto che 300 milioni di anni fa, degli enormi esseri simili a rettili vagavano in un mondo privo di umani. Che il Tyrannosaurus Rex ed il Brontosaurus siano esistiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Gideon Martell" src="http://jimcofer.com/personal/wp-content/uploads/2007/07/gideonmantell2.jpg" alt="Gideon Martell" hspace="8" vspace="1" width="116" height="214" align="left" /></p>
<p>Per molte persone nate dopo il 1920, l&#8217;esistenza dei dinosauri è un dato di fatto. Le persone della nostra &#8220;era moderna&#8221; non sollevano troppi dubbi sul fatto che 300 milioni di anni fa, degli enormi esseri simili a rettili vagavano in un mondo privo di umani. Che il Tyrannosaurus Rex ed il Brontosaurus siano esistiti è per noi naturale come il sole che sorge o la pioggia che cade giù dalle nuvole.<span id="more-788"></span></p>
<p>Fermati un momento, ragiona e considera quanto potesse suonare completamente bizzarro per qualcuno nato, ad esempio, nel 1720. A quel tempo le uniche informazione che le persone avevano in merito ad animali primitivi venivano principalmente dalla Bibbia o dalle opere classiche degli scrittori greci o romani. E tutte queste fonti parlavano di leoni, tigri, orsi e molti altri tipi di animali per lo più ancora in vita. Sembrava logico pensare che se le tigri esistevano al periodo dell&#8217;Antico Testamento, allora erano sempre esistite. Se tu potessi tornare indietro nel 18º Secolo e dirgli ad un tratto che in un remoto passato creature giganti, simili a lucertole della dimensione di un bus cittadino popolavano la terra, saresti stato molto probabilmente messo al rogo per stregoneria ..e non possiamo biasimarli.</p>
<p>C&#8217;era solo una cosa che aveva dato da pensare, ed era l&#8217;esistenza dei fossili. A quel tempo, la maggior parte dei fossili con cui la gente era familiare appartenevano ad antiche creature marine simili a pesci o bivalvi (molluschi la cui conchiglia è formata da due parti). E la cosa che faceva arrovellare le menti nel 18º Secolo era come mai questi fossili spuntassero fuori nel bel mezzo di una campagna Inglese o sulla cima di una montagna nel cuore della Francia.</p>
<p>Diverse scuole di pensiero si sono sviluppate intorno a &#8220;scienziati gentiluomini&#8221; hanno investigato più a fondo la materia. Queste ricerche sono continuate senza troppo clamore per un po di tempo, ma il mondo intero è come impazzito nel 1811, quando una giovane ragazza senza educazione, di nome Mary Anning, ha trovato i resti di un Ittiosauro (Ichthyosauria) a Dorset, sulla costa Inglese. Ma invece di fare chiarezza sull&#8217;esistenza dei dinosauri, il fossile della Anning ha solo portato maggiore oscurità. Giacché il fossile ricordava un coccodrillo gigante, la questione non era posta nei termini &#8220;cos&#8217;era questa bestia preistorica?&#8221; ma piuttosto &#8220;cosa ci fanno le ossa di un enorme coccodrillo in Inghilterra?&#8221;</p>
<p>C&#8217;è voluto un umile dottore di provincia del Sussex, chiamato Gideon Algernon Mantell, per capire che questi fossili non erano le ossa di alcuni animali mutati o &#8220;fuori posto&#8221;, ma quelli di autentiche specie dell&#8217;antichità. Una cosa decisamente notevole, se ci si pensa. Molti fossili sembrano vecchie pietre o strani bastoni. Ed anche ai giorni nostri è abbastanza facile per qualcuno confondere le ossa di un orso che è morto 100 anni fa da quelle di un dinosauro che è morto 300 milioni di anni prima.</p>
<p>Mantell era un dottore che ha dedicato praticamente ogni istante del suo tempo libero ad annotare e catalogare fossili. Nel 1820 ha ritrovato delle ossa giganti, ossa così grandi da ispirarlo a scrivere un libro al riguardo (intitolato &#8220;The Fossils of South Downs&#8221;). Poco prima di averlo completato, comunque, il suo pensero aveva fatto il grande passo in avanti. Durante una chiamata a domicilio in veste di medico, aveva portato con se la moglie che in attesa del marito, mentre questo visitava il paziente, ne aveva approfittato per fare una passeggiata nei dintorni. La sua attenzione è stata attratta da alcune strane rocce in un mucchio di pietricci e, pensando che potessero essere fossili, li ha portati indietro dal marito. Gideon ha ipotizzato che fossero denti (corretto), e che venivano da un rettile erbivoro (corretto) del periodo Cretaceo (corretto) che doveva essere lungo diversi metri (corretto anche questo). Tutto questo doveva suonare alquanto ardito da dire, se si pensa che non l&#8217;aveva mai fatto nessuno.</p>
<p>Ed è a questo punto che tutta la fortuna di Mantell precipita. Per via delle sue scoperte altamente controverse, gli venne consigliato di evitare la pubblicazione di un articolo al riguardo dal cacciatore di fossili e amico William Buckland. Buckland consigliò a Martell di raccogliere più prove e di trarre le sue conclusioni prima di mandare il materiale alla Royal Society. Questo ha dato il tempo a Martell di inviare i denti al noto anatomista francese Georges Cuvier, che ha rapidamente dichiarato che i denti erano di un ippopotamo (Cuvier ha affermato di vere detto questo dopo una lunga notte di baldoria; il giorno seguente si è scusato ed ha poi dichiarato che i denti erano di &#8220;origine ignota&#8221;. Sfortunatamente, questa fondamentale retifica di Cuvier non fu mai comunicata in Inghilterra, dove Martell fu ingiustamente ridicolizzato).</p>
<p>Dopodiché, le cose per Martell sono solo peggiorate. Sembra che la vera ragione per cui William Buckland avesse supplicato Martelle di usare cautela non fosse per permettergli di raccogliere più informazioni, ma per permettere a Buckland il tempo di pubblicare il proprio articolo in cui attingeva integralmente alle scoperte di Martell descrivendo la &#8220;sua&#8221; scoperta: il Megalosauro. A questo punto Martell non era solo ridicolizzato, ma era anche stato tradito da un suo compagno ricercatore.</p>
<p>Ma le cose andarono semplicemente peggio per il povero Gideon. Da questo momento fu così ossessionato alla ricerca dei fossili che aveva abbandonato la pratica medica, cadendo rapidamente in forti difficoltà economica. Giacché la sua casa era ormai sommersa dai fossili, decise di trasformarla in un museo. Tristemente, capì dopo poco tempo che far pagare le persone per vedere i fossili gli rovinava la reputazione di &#8220;gentiluomo&#8221; e scienziato. Ma, giacché il museo era ormai stato organizzato, decise di aprirlo al pubblico ma senza farli pagare. Questo avrebbe preservato la sua posizione sociale.. ma le dozzine di visitatori che venivano ogni giorno gli distrussero la casa rubandogli ulteriormente il tempo dalla sua, già abbandonata, pratica medica. Martell andò rapidamente in rovina, al punto da essere costretto a vendere i suoi preziosi fossili per pagare i debiti. Sebbene la moglie lo amasse, non era più capace di accettare una simile situazione e così, poco dopo la vendita dei fossili, lo lascio, portandosi con se i bambini.</p>
<p>La storia di Martell sarebbe già molto triste se finisse qui, ma purtroppo non è tutto. In rovina e completamente solo, Martell s&#8217;è trasferito a Londra dove ha incontrato la spietatezza di Richard Owen.</p>
<p>Owen sarebbe poi passato alla storia come uno dei migliori biologi Inglesi, oltre al suo primo paleontologo. Owen aveva già fatto alcuni lavori degni di nota, ma era più noto per non avere scrupoli. Non era il tipo da farsi problemi nel rivendicare lavori di altre persone o di rimuovere i nomi degli autori che non gli andavano a genio. Affermava d&#8217;avere fatto lavori che non aveva fatto, aveva preso esemplari da altri ricercatori per poi negarsi, etc. Sebbene un genio a vari livelli, Owen era completamente privo di etica, ed è la sola persona che Charles Darwin ha dichiarato di odiare. E, per qualche ragione, decise di sfogare la sua ira su Gideon Martell.</p>
<p>Questo fu facilitato dall&#8217;ultima tragedia che aveva investito Martell: mentre attraversava Clapham Common con un carro, Martell è caduto impigliandosi alle briglie. Fu trascinato a tutta velocità dai cavalli, rompendosi la colonna vertebrale in più punti e rendendolo gravemente handicappato in maniera permanente. Con Martell incapace di difendersi, Owen si è dato da fare per distruggere la reputazione di Martell. Ha usato la sua influenza con la Royal Society per assicurarsi che i nuovi lavori di Martell non fossero pubblicati. Ha poi sistematicamente messo mano al lavoro di Martell rivendicandolo come proprio, insieme al credito per le scoperte di dozzine di nuove specie che Martell aveva scoperto. In breve, Owen ha fatto tutto quello che poteva fare esattamente come se Martell non fosse mai esistito.</p>
<p>Il povero Gideon ormai non poteva più sopportare tutto questo ed il 10 Novembre del 1852 si è suicidato con un overdose di oppio. Ma Owen non aveva ancora finito con lui. Praticamente tutta la comunità scientifica era convinto che Owen fosse l&#8217;autore del tiepido e indegno necrologio su Martell apparso nei giornali locali.<br />
Non soddisfatto, Owen fece in modo che la colonna vertebrale deformata di Martell fosse rimossa e spedita al Royal College of Surgeons (Istituto di Chirurgia) di cui era lui stesso il proprietario.</p>
<p>Le cattive azioni di Owen si sono in qualche modo ritorte contro di lui. Ha convinto la Royal Society (di cui ormai era diventato il presidente) a dargli la massima riconoscenza, la Medaglia Reale. Fu così vanitoso e stupido da scegliere per l&#8217;onorificenza alcune ricerche originariamente fatte da un uomo chiamato Chanling Pearce. Pearce obiettò, scatenando un putiferio, e sebbene ad Owen fu permesso di mantenere la sua medaglia, la sua reputazione fu disintegrata. Fu rapidamente cacciato dalla società Zoologica e la stessa Royal Society, così come dal Royal College of Surgeons.</p>
<p>Ciò nonostante, Martell dovette subire l&#8217;ultimo oltraggio. La sua colonna vertebrale, che era stata esposta per quasi 100 anni all&#8217;Hunterian Museum del Royal College of Surgeons, fu distrutta da una bomba tedesca nella Seconda Guerra Mondiale. Oggi Martell viene riconosciuto e ricordato per tutto il suo genio.. ma grazie a Richard Owen ed una bomba nazista, ha cessato di esistere completamente.</p>
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		<title>Coral Castle &#8211; galleria di immagini</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 07:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[coral castle]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
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		<category><![CDATA[energia alternativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo già scritto riguardo a Il Mistero di Coral Castle. L&#8217;affascinante storia di un uomo ( Edward Leedskalnin ) che senza ricorrere alla scienza tradizionale o l&#8217;aiuto di altre persone è riuscito a creare un luogo incredibile che entra a pieno titolo tra le costruzioni megalitiche. Il Mistero di Coral Castle è proprio questo: come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già scritto riguardo a <a href="http://www.unknown.it/storia/il-mistero-di-coral-castle/">Il Mistero di Coral Castle</a>. L&#8217;affascinante storia di un uomo ( Edward Leedskalnin ) che senza ricorrere alla scienza tradizionale o l&#8217;aiuto di altre persone è riuscito a creare un luogo incredibile che entra a pieno titolo tra le costruzioni megalitiche.<br />
<a href="http://www.unknown.it/storia/il-mistero-di-coral-castle/">Il Mistero di Coral Castle</a> è proprio questo: come ha fatto Leedskalnin ha sollevare e sovrapporre queste pesantissime rocce? quali tecniche e studi aveva portato avanti sulle energie &#8220;alternative&#8221; o cosiddette libere?</p>
<p>Vi proponiamo una serie di fotografie che ritraggono questo luogo misterioso ed il suo enigmatico autore.. <span id="more-962"></span></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-foto-aerea.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-foto-aerea" title="coral-castle-leedskalnin-foto-aerea" width="587" height="408" class="alignnone size-full wp-image-964" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-foto-ed-leedskalnin.jpg" alt="coral-castle-foto-ed-leedskalnin" title="coral-castle-foto-ed-leedskalnin" width="242" height="350" class="alignnone size-full wp-image-965" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-mappa.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-mappa" title="coral-castle-leedskalnin-mappa" width="587" height="362" class="alignnone size-full wp-image-966" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi" title="coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi" width="500" height="640" class="alignnone size-full wp-image-967" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi-2.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi-2" title="coral-castle-leedskalnin-sollevare-pesi-2" width="500" height="677" class="alignnone size-full wp-image-968" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-laghetto-luna.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-laghetto-luna" title="coral-castle-leedskalnin-laghetto-luna" width="595" height="393" class="alignnone size-full wp-image-969" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-fontana-luna.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-fontana-luna" title="coral-castle-leedskalnin-fontana-luna" width="595" height="500" class="alignnone size-full wp-image-970" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-blocco-lunare-22-tonnellate.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-blocco-lunare-22-tonnellate" title="coral-castle-leedskalnin-blocco-lunare-22-tonnellate" width="201" height="199" class="alignnone size-full wp-image-971" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-marte-saturno.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-marte-saturno" title="coral-castle-leedskalnin-marte-saturno" width="447" height="276" class="alignnone size-full wp-image-972" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-telescopio-30-tonnellate-allineato-stella-polare.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-telescopio-30-tonnellate-allineato-stella-polare" title="coral-castle-leedskalnin-telescopio-30-tonnellate-allineato-stella-polare" width="557" height="666" class="alignnone size-full wp-image-973" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-torre.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-torre" title="coral-castle-leedskalnin-torre" width="586" height="694" class="alignnone size-full wp-image-974" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-tavolo-cuore-pietra.gif" alt="coral-castle-leedskalnin-tavolo-cuore-pietra" title="coral-castle-leedskalnin-tavolo-cuore-pietra" width="336" height="255" class="alignnone size-full wp-image-975" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-sedia-dondolo-meridiana.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-sedia-dondolo-meridiana" title="coral-castle-leedskalnin-sedia-dondolo-meridiana" width="419" height="500" class="alignnone size-full wp-image-976" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-pozzo.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-pozzo" title="coral-castle-leedskalnin-pozzo" width="480" height="600" class="alignnone size-full wp-image-977" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-obelisco-22-tonnellate.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-obelisco-22-tonnellate" title="coral-castle-leedskalnin-obelisco-22-tonnellate" width="315" height="555" class="alignnone size-full wp-image-978" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-generatore-di-corrente-free-energy.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-generatore-di-corrente-free-energy" title="coral-castle-leedskalnin-generatore-di-corrente-free-energy" width="418" height="600" class="alignnone size-full wp-image-979" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-foto-notte.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-foto-notte" title="coral-castle-leedskalnin-foto-notte" width="536" height="359" class="alignnone size-full wp-image-980" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo" title="coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo" width="615" height="400" class="alignnone size-full wp-image-982" /></p>
<p><img src="http://www.unknown.it/wp-content/uploads/coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo-2.jpg" alt="coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo-2" title="coral-castle-leedskalnin-cancello-corallo-2" width="400" height="500" class="alignnone size-full wp-image-983" /></p>
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		<title>La scienza e la fine del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 01:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[La scienza, in particolare la fisica, ha lungamente investigato sulla possibilità teoriche della fine dell’universo, con un approccio completamente differente rispetto a quello delle religioni, un approccio quasi per definizione “oggettivo”, che, comunque, per molto tempo, ha potuto fornire unicamente risposte molto vaghe e, certamente, ancora ammantate di un certo grado di soggettività quasi magistica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">La scienza, in particolare la fisica, ha lungamente investigato sulla possibilità teoriche della fine dell’universo, con un approccio completamente differente rispetto a quello delle religioni, un approccio quasi per definizione “oggettivo”, che, comunque, per molto tempo, ha potuto fornire unicamente risposte molto vaghe e, certamente, ancora ammantate di un certo grado di soggettività quasi magistica. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Solo dal 1916, le possibilità di una esplorazione realmente scientifica del destino dell’esistente sono state rese possibili dalla scoperta da parte di Albert Einstein della “Teoria Generale della Relatività”, che può essere utilizzata per una descrizione su larga scala del nostro universo. <span style="mso-spacerun: yes;"> <span id="more-769"></span></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Dal momento che l’equazione della “Relatività Generale” si presta a numerose possibili soluzioni, ciascuna implicante una diversa possibilità escatologica, sin dal 1922 Alexander Friedman propose un certo numero di varianti possibili per la “fine dei tempi”, molte delle quali partivano dall’idea che il tutto fosse stato generato dalla esplosione di un singolo nucleo coeso. Solo nel 1931, anche a partire dalle prove derivate dalle osservazioni di Edwin Hubble sulle stelle variabili cefeidi di galassie lontane, Georges-Henri Lemaître sviluppò una teoria completa su tale esplosione, da quel momento in poi definita “Big Bang”. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel 1948, però, Fred Hoyle sviluppò una sua teoria “continua”, secondo la quale l’universo si espande in continuazione, pur rimanendo statisticamente immutato grazie alla incessante produzione di nuova materia.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Queste due teorie continuarono a contrapporsi fino al 1965, quando la scoperta da parte di Arno Penzias e Robert Wilson dello sfondo di radiazioni cosmiche a micro-onde non fece pendere decisamente l’ago della bilancia verso l’ipotesi del “Big Bang” (che forniva per le radiazioni una spiegazione impossibile alla “teoria continua”)</span></span><a name="_ftnref1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Di fatto, quando Einstein aveva formulato l’equazione generale della relatività, egli, come tutti i suoi contemporanei, credeva in un universo statico ma, quando si rese conto che tale equazione poteva facilmente essere risolta pensando ad un universo in espansione e con la possibilità, in un lontano futuro, di ricontrarsi, decise di aggiungere ai suoi calcoli quella che definì “costante cosmologica”, essenzialmente una densità di energia costante, non toccata da alcuna possibilità di espansione o contrazione, il cui ruolo fosse quello di controbilanciare l’effetto gravitazionale sull’universo cosicché esso rimanesse essenzialmente statico, cosa che, dopo le scoperte di Hubble, egli stesso definirà “la più grande cantonata della mia vita”</span></span><a name="_ftnref2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">All’interno della Teoria Generale, in relazione a destino dell’universo, un parametro di estrema importanza è quello Omega (</span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;">) relativo alla densità, definito come “densità media dell’universo, diviso per un valore critico di tale densità”: a seconda che </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;"> sia = 1, &lt;1 o &gt;1 si avranno, infatti, tre geometrie dell’universo completamente diverse, rispettivamente chiamate dell’universo piatto, dell’universo aperto e dell’universo chiuso, e, qualora il contenuto primario dell’universo fosse materia inerte, tali differenti assetti condurrebbero a destini completamente diversi. Da qui, la necessità, per gli scienziati di determinare il valore di </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;"> per comprendere se il cosmo sia in accelerazione e decelerazione.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">A partire dal 1998, comunque, l’osservazione delle supernove ha portato ad ipotizzare la presenza di una “energia oscura”, una forza repulsiva, la cui densità sarebbe variabile a seconda dell’accelerazione espansiva dell’universo e a calcolare che, al momento, sette miliardi e mezzo di anni dopo il Big Bang, si stia vivendo una fase espansiva universale coerente con la teoria dell’universo aperto.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">Ma, di fatto, quali sarebbero gli scenari possibili all’interno delle tre geometrie legate ad </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;">?</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">Se l’universo fosse chiuso, esso apparirebbe, in qualche modo, come la superficie di una sfera, senza linee gravitazionali parallele, ma con tutte le linee che si intersecherebbero in un punto, dando forma ad un cosmo che, a grandi linee, potremmo definire ellittico. Se così fosse e venisse a mancare l’effetto repulsivo della “energia oscura”, la gravità porterebbe ad un possibile blocco dell’espansione<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e all’inizio di una progressiva contrazione il cui esito sarebbe il collasso dell’universo in un punto (il cosiddetto “Big Crunch”, opposto al “Big Bang”), ma, qualora la quantità di “energia oscura” fosse sufficiente, l’espansione potrebbe proseguire in eterno anche in una configurazione di </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;"> &gt; 1.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel caso di un “Big Crunch” dovuto alla contrazione estrema della materia, il risultato finale non è conoscibile ma si può ipotizzare l’unione di tutto l’esistente e dello spazio-tempo in un solo nucleo<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>senza dimensione. Tenendo conto dell’ipotesi diffusa che un “Big Cruch” sia stato alla base del “Big Bang”, potremmo, conseguentemente, ipotizzare una specie di universo oscillante tra contrazione ed espansione, sebbene ciò contraddirebbe il II Principio della Termodinamica, dal momento che le fasi oscillatorie produrrebbero entropia e causerebbero la cosiddetta “morte del calore”, di cui si parlerà in seguito, cosa che, conseguentemente, disvalora l’intero modello chiuso.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Se l’universo fosse aperto, esso risulterebbe curvato negativamente come la superficie di una sella, con le linee gravitazionali che, pur non essendo mai equidistanti, non si incontrerebbero mai e con una forma geometrica di tipo iperbolico. Un universo di questo tipo, pur in mancanza di “forza oscura”, si espanderebbe per sempre, con la forza di gravità che, al massimo, potrebbe decelerare tal espansione, mentre in presenza di “forza oscura” tale espansione accelererebbe progressivamente.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">All’interno di questo modello, il destino ultimo dell’universo, nel caso l’accelerazione causata dall’energia oscura diventasse così forte da coprire gli effetti gravitazionali e elettromagnetici e da indebolire le forze aggregative, potrebbe presentarsi come la morte del calore, il “Grande Gelo” o il “Grande Strappo”.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nello scenario del “Grande Gelo”, la continua espansione porterebbe ad una dispersione del calore tale da portare ad un universo troppo freddo per la sopravvivenza di qualsiasi elemento e, appare, all’oggi, essere la teoria più diffusa all’interno della comunità scientifica. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Correlato a tale scenario, vi è quello della “morte del calore”, tale per cui l’universo, arrivando ad un livello estremo di entropia, possibile solo alla minima temperatura, avrebbe la materia distribuita in modo tanto regolare da eliminare ogni gradiente, necessario per qualunque processo informativo, inclusa la vita.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ponendo una sempre maggiore densità della “energia oscura”, avremmo, invece, una sempre maggior accelerazione, un aumento indefinite della costante di Hubble e, quindi, il “Grande Strappo”, con tutti gli elementi materiali dell’universo, a partire dalle galassie per giungere fino alla più infinitesimale molecola, che si disintegrerebbero in particelle elementari libere che si respingerebbero e in radiazioni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-ansi-language: IT;">Infine, nel caso in cui </span><span lang="EN-US">Ω</span><span style="mso-ansi-language: IT;">=1, vivremmo in un universo piatto come un piano euclideo, con le linee di forza continuamente parallele e sempre alla stessa distanza tra loro. In assenza di “energia oscura” un tale universo si espanderebbe per sempre ad una velocità progressivamente sempre inferiore ma a ritmo costante, mentre, in presenza della “energia oscura” il ritmo espansivo, pur leggermente frenato dalla gravità, continuerebbe a crescere: in entrambi i casi, il destino dell’universo piatto sarebbe il medesimo dell’universo aperto</span></span></span><a name="_ftnref3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Dal 2005, esiste una ulteriore teoria sulla “fine dell’universo”, basata sulla possibilità che esso possa essere progressivamente occupato dal condensato di Bose-Einstein e dalla quasi-particola fermionica, probabilmente risultando in una implosione, ma tale teoria non sembra avere raggiunto un consenso scientifico significativo</span></span><a name="_ftnref4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[4]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ciò che conta per il nostro assunto è che in qualunque dei quadri<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>delineati, i tempi di realizzazione per le condizioni di distruzione universale sono enormi: basti pensare che la possibilità del “Grande Gelo”, come detto la teoria finale più plausibile e più “prossima”, è stimata come realizzabile in non meno di 31.7 miliardi di anni</span></span><a name="_ftnref5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[5]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Certo, sussistono molte altre possibilità per una eventuale “fine del mondo” su un piano molto meno “universale”: si va dalla possibilità che quando il sole diventerà un “gigante rosso” possa attirare la terra nella sua orbita (evento probabile, ma stimato intorno ai 7.6 miliardi di anni), alla collisione con un meteorite (l’ultimo caso, non distruttivo per la Terra, di collisione con un meteorite di diametro superiore ai 10 km è avvenuto 65 milioni di anni fa e si stima che il nostro pianeta impatti con un meteorite di diametro superiore ad 1 km. ogni 500.000 anni), mentre molto meno scientifiche appaiono le ipotesi disegnate da alcuni futurologi e riguardanti estinzioni per pandemie, spostamenti subitanei e violenti dell’asse terrestre, cambiamenti climatici irreversibili e letali per l’umanità o guerre globali, le cui possibilità, pur non essendo nulle, rientrano in un quadro di valutazione soggettiva e non quantificabile</span></span><a name="_ftnref6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[6]</span></span></span></span></span></a><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Resta il fatto che, fermandoci al dato oggettivo, le possibilità escatologiche sono talmente remote da risultare, come osservato, possibili in milioni se non miliardi di anni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Eppure, l’umanità da sempre ha paura, o meglio, ha la paura e la speranza che l’eschaton avvenga in tempi brevi, che ristabilisca lo stato edenico o che, almeno, distrugga il “regno dell’iniquità” per portare quella giustizia retributiva da sempre sognata e mai realizzata.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Perché? Perché ancora oggi, con tutte le certezze scientifiche che abbiamo acquisito, parole come Armageddon, Parousia, Messia Salvatore, Giudizio Universale compaiono quotidianamente nei nostri sistemi culturali e non sono relegate alla semplice categoria delle superstizioni magistiche?</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-ansi-language: IT;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">La risposta, molto probabilmente, può essere condensata in una semplice parola: speranza.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;">Noi, come esseri umani, qualunque sia la nostra condizione, abbiamo bisogno di sperare, di credere in un futuro migliore del presente, di sviluppare l’idea dell’esistenza di una giustizia divina retributiva e, da qui, il passo verso il “sogno della palingenesi” è davvero breve.</span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<div style="mso-element: footnote-list;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"></p>
<hr size="1" /></span></div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a name="_ftn1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> G.F. Rayner Ellis, <em>The Far-Future Universe: Eschatology from a Cosmic Perspective</em>, Templeton Foundation Press 2002, pp. 81-135 passim</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> C.I. Calle, <em>Einstein For Dummies</em>, For Dummies 2005, p.82</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-US"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US">G.F. Rayner Ellis, <em>Citato</em>, pp. 146 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[4]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> S. Majid, A. Connes, M. Heller,R. Penrose, <em>On Space and Time</em>, Cambridge University Press 2008, pp. 72-86 e passim</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;" lang="EN-US">[5]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-US"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US">G.F. Rayner Ellis, <em>Citato</em>, p. 169</span></span></p>
</div>
<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a name="_ftn6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref6"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';" lang="EN-US">[6]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;" lang="EN-US"><span style="font-size: x-small;"> G. Halsell, <em>Forcing God&#8217;s Hand: Why Millions Pray for a Quick Rapture &#8230; and Destruction of Planet Earth</em>, Amana Publications 2002, passim</span></span></p>
</div>
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		<title>Profezie</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 03:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence M.F. Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Profezie]]></category>
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		<description><![CDATA[Da una analisi anche solo sommaria della storia delle religioni, risulta piuttosto evidente che pressoché ogni sistema escatologico abbia avuto forti influenze politiche che, spesso, ne hanno determinato le coordinate essenziali. E’, d’altra parte, altrettanto vero che la sovrastruttura politica si inserisce su un substrato dato da un bisogno universale e profondamente umano di “regolazione” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Da una analisi anche solo sommaria della storia delle religioni, risulta piuttosto evidente che pressoché ogni sistema escatologico abbia avuto forti influenze politiche che, spesso, ne hanno determinato le coordinate essenziali.<span id="more-629"></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">E’, d’altra parte, altrettanto vero che la sovrastruttura politica si inserisce su un substrato dato da un bisogno universale e profondamente umano di “regolazione” dell’esistente attraverso meccanismi retributivi e di ritorno ad una palingenesi purificatrice, così come ad un tentativo di controllo del futuro che, per quanto assolutamente irrazionale, fa parte della necessità di costruzione di punti fermi e di eliminazione dell’incertezza (e, conseguentemente, dell’ansia) che alberga in qualunque essere pensante.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Probabilmente, è proprio su questa base che, lungo tutto il corso della storia, spesso sia a discapito delle interpretazioni ufficiali, sia in netta divaricazione con i “testi sacri” delle singole religioni (i quali, nella maggior parte dei casi, non solo non prevedono, ma,<span style="yes;">  </span>addirittura, in qualche modo<span style="yes;">  </span>vietano di fare previsioni escatologiche</span><a name="_ftnref1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[1]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">), le profezie relative ad un eschaton a breve, medio o lungo termine si sono continuamente susseguite, talora in modo imbarazzante e quasi ridicolo, ma sempre come spie di un impulso senza tempo a cercare risposte ad una delle grandi domande dell’esistenza: dove stiamo andando.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Senza pretesa di una quasi impossibile esaustività, possiamo provare, di seguito, a tracciare un quadro delle grandi profezie della fine dei tempi degli ultimi duemila anni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">In ambito ebraico, già nel 44, come riportato da Giuseppe Flavio</span><a name="_ftnref2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[2]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, Teuda, dichiaratosi (e non era certo il primo), Messia, portò 400 uomini a digiunare nel deserto, in attesa dell’“Ora Imminente”, ma la folla venne dispersa dall’esercito di Roma e il finto profeta venne decapitato</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Non fu che l’inizio di una lunga serie di profezie millenariste che, ovviamente, trovavano terreno fertile nello stato in cui il giogo imperiale teneva il Popolo d’Israele e nelle sue miserie post-diasporaiche e a cui non si sottrassero alcuni dai maggiori rabbini nel corso dei primi secoli dell’era cristiana: così Ben Zakkai predisse l’eschaton messianico per l’80 circa; Joshua il Galileo, suo contemporaneo, vedeva l’avvento del Messia entro tre generazioni, all’incirca nel 130; Rabbi Dosa, a fine II secolo, su basi torahiche</span><a name="_ftnref3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[3]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, considerava tale evento possibile entro 400 anni; Rabbi Judah ha-Nasi, nello stesso periodo, calcolava la nuova era come databile 365 anni dopo la distruzione del Tempio mentre Rabbi Hanina, circa un secolo dopo, insegnava che gli anni sarebbero stati 400 da tale evento</span><a name="_ftnref4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[4]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Certamente, i padri della Chiesa delle origini non furono da meno nel “calcolare” l’epoca della Parousia: Ippolito, ad esempio, sulla base del calcolo che “<em>5.500 anni separavano Adamo da Gesù e che il mondo sarebbe dovuto durare 6.000 anni poiché Dio aveva creato tutto in sei giorni per riposarsi il settimo</em>”, dà, nel 234, ancora due secoli di vita all’umanità</span><a name="_ftnref5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[5]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">; <span style="yes;"> </span>Lattanzio, nel III secolo, data infallibilmente il ritorno di Cristo al 500, mentre Ticone, nel IV secolo, lo anticipa al 381</span><a name="_ftnref6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[6]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">L’alto medioevo è, poi, con la sua attenzione ai simbolismi e la sua paura dell’anno mille, tutto un fiorire di predizioni apocalittiche: Aniano</span><a name="_ftnref7" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn7"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[7]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> e Adso da Montier-en-Der</span><a name="_ftnref8" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn8"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[8]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> pensano al giudizio finale nel 950, tra il 965 e il 996 centinaia di cronache</span><a name="_ftnref9" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn9"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[9]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> riportano ondate di terrore legate ad eventi naturali</span><a name="_ftnref10" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn10"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[10]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> o politici</span><a name="_ftnref11" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn11"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[11]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> che, secondo il pensiero del tempo, altro non sono che “annunci apocalittici” e il “Millennio” viene ovunque predicato come “il tempo ultimo per la conversione” (e sarebbe impossibile riportare tutti i manoscritti che ce lo raccontano</span><a name="_ftnref12" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn12"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[12]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">). Anche dopo il passaggio della data fatidica, la ricerca di “segni” non cessa affatto e ogni evento incomprensibile (e, per le scarse conoscenze scientifiche del tempo, essi erano numerosi) viene letto come un possibile “annuncio”: da nuvole a forma di drago</span><a name="_ftnref13" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn13"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[13]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> a una folgore particolarmente violenta</span><a name="_ftnref14" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn14"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[14]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, da una carestia terribile</span><a name="_ftnref15" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn15"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[15]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> a una pioggia rossastra</span><a name="_ftnref16" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn16"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[16]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ogni “portento” riaccende nuove paure e, con esse, nuove cacce ai “nemici di Cristo” in vista della palingenesi (dalla cacciata degli Ebrei in varie città</span><a name="_ftnref17" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn17"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[17]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, alle numerose e cruente campagne antiereticali</span><a name="_ftnref18" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn18"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[18]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Anche il basso medioevo è costellato da profezie millenariste di varia natura. Forse la più famosa è quella del monaco calabrese Gioacchino da Fiore che, nella domenica di Pasqua del 1183, dopo una visione mistica, iniziò a predicare il giudizio universale e l’inizio dell’“Età dello Spirito” per il 1260</span><a name="_ftnref19" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn19"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[19]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ma non si devono dimenticare documenti anonimi come <em>Il Libro dei Cento Capitoli</em> (che, intorno al 1260, afferma che, dì lì a breve, Federico II risorgerà e condurrà l’ultima crociata, quella della Parousia) o la <em>Lettera di Toledo</em> che, a fine XII secolo, ammonisce che entro tre mesi il mondo sarà cancellato e solo pochi eletti saranno risparmiati</span><a name="_ftnref20" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn20"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[20]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, che mantengono vive e pressanti le attese palingenetiche del popolo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Dal canto loro, gli “eretici” e le varie Congregazioni protestanti che si stanno sviluppando, spesso non nascondono le loro credenze millenariste: i Taboriti fissano il “limite” al 1420</span><a name="_ftnref21" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn21"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[21]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, Thomas Müntzer al 1526</span><a name="_ftnref22" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn22"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[22]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, gli Anabattisti al 1533</span><a name="_ftnref23" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn23"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[23]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> e Jan Mattijs al 1534</span><a name="_ftnref24" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn24"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[24]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, normalmente in relazione alla realizzazione di una conversione di massa a partire dal loro credo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="yes;"> </span>Non si deve assolutamente pensare che con i Lumi la tendenza profetica sia cessata, anzi, parrebbe quasi essersi acuita, coinvolgendo anche personaggi assolutamente insospettabili quali Newton, che, in una nota ad una sua ricerca sulla legge di gravità scrive “<em>Cristo sta venendo!</em>”</span></span><a name="_ftnref25" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn25"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[25]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ma è tra ‘800 e ‘900 che si assiste ad una incredibile proliferazione di “profeti” della fine imminente. Ciò che più sconvolge è , nella prima metà del XIX secolo, che tali “profeti” vanno da ciarlatani spiritualisti quali Mary Bateman e Joanna Southcott (che, rispettivamente nel 1809 e nel 1814, ottennero una certa risonanza giornalistica annunciando un eschaton imminente</span><a name="_ftnref26" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn26"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[26]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">), a grandi uomini di Chiesa come John Wesley, fondatore del Metodismo, che, basandosi sull’<em>Apocalisse</em></span></span><a name="_ftnref27" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn27"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[27]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, scrisse che Cristo sarebbe dovuto ritornare nel 1836</span><a name="_ftnref28" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn28"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[28]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, a <span style="yes;"> </span>capi settari quali William Miller, creatore del Millerismo, che calcolò la fine dei tempi tra 1843 e 1844, raccogliendo intorno a sé numerosi seguaci</span><a name="_ftnref29" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn29"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[29]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, a molti altri ancora, incluso quel Charles Piazzi Smyth, ex astronomo reale scozzese che, con il suo <em>Our Inheritance in the Great Pyramid</em>, contribuì, intorno al 1860, alla nascita della piramidologia e che, sulle misure delle grandi piramidi, ritenne di poter fissare la data della fine nel 1960</span><a name="_ftnref30" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn30"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[30]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Il panorama di inizio ‘900 è quasi completamente occupato dalla figura di Charles Russel, un ex milleriano che, come ogni suo predecessore profetico, viene “illuminato da Dio” e, nel 1881, fonda la “Watchtower Bible and Tract Society”, più nota come “Movimento dei Testinoni di Jehova”: nel 1914, la pubblicazione del Movimento, Watchtower</span><a name="_ftnref31" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn31"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[31]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, sulla base di complessi calcoli che riprendono la tradizione ghematriaca e li applicano al <em>Libro di Daniele<a name="_ftnref32" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn32"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[32]</span></strong></span></span></span></a> </em>proclama l’Armageddon per quello stesso anno. Ovviamente nulla accadde, ma ciò non scoraggiò minimamente i leader del gruppo che, in seguito, con sempre nuovi calcoli, ri-profetizzarono la fine del mondo nel <span style="yes;"> </span>1918, 1920, 1925, 1941, 1975 e 1994!</span><a name="_ftnref33" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn33"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[33]</span></span></span></span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="yes;"> </span>Con qualche eccezione (dalla nascita del movimento fine-millenarista chiamato “La Gente di Dio” nella Russia rivoluzionaria del 1917, al successo mondiale del testo <em>The Lord is Coming</em>, del neozelandese Franklin Ferguson, che nel 1920 arrivò alla ventitreesima edizione</span></span><a name="_ftnref34" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn34"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[34]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), a parte i Testimoni di Jehova, le aspettative apocalittiche appaiono mitigarsi nell’arco di tempo tra I Guerra Mondiale e II Dopoguerra, forse a causa delle vicende storiche che riportano le speculazioni su un piano di rischio di distruzione ben più concreto e quotidiano. Di fatto, comunque, a partire dagli anni ’70-‘80 si assiste ad un vero e proprio “rinascimento millenarista”, che fa chiaramente da controcanto alle istanze libertarie che si sviluppano in occidente in quel periodo. Solo per citare gli esempi più eclatanti, possiamo ricordare la nascita dei “Bambini di Dio”, creati dal “profeta” Moses David (“al secolo” David Berg) intorno all’idea che una cometa avrebbe distrutto gli Stati Uniti intorno al 1975 (evidentemente poi cambiando idea quando, nel 1979, predisse la battaglia dell’Armageddon conto le forze comuniste nel 1986 ed il ritorno di Cristo nel 1993</span><a name="_ftnref35" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn35"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[35]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), la diffusione del messaggio escatologico della “Chiesa di Cristo della Vera Luce” sulla fine dei tempi a inizio anni ’70 (con relativi suicidi di massa di adepti</span><a name="_ftnref36" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn36"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[36]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), la predizione da parte di Bill Maupine e della “The Lighthouse Gospel Tract Foundation” di una Parousia il 28 giugno 1981 (sulla base di calcoli sulle profezie cristiane e sui movimenti di Giove, calcoli evidentemente errati, visto che la fondazione fu costretta a rivedere la “data finale” al 14 maggio 1988</span><a name="_ftnref37" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn37"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[37]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">), il peculiare allineamento astronomico dei nove pianeti nel 1982 che fece gridare alla fine del mondo non solo gruppi come quelli del “Tara Centers” (che arrivò ad acquistare pagine sui maggiori quotidiani americani per annunciare il ritorno di cristo per il 24-25 aprile)</span><a name="_ftnref38" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn38"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[38]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">, ma anche stimati scienziati della NASA quali John Gribbin e Stephen Plagemann che, già dal 1974, sostennero che tale particolare configurazione celeste (detta “Effetto Jupiter”) avrebbe portato, con i suoi campi magnetici, ad un eschaton galattico</span><a name="_ftnref39" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn39"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[39]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, e la convinzione di Bhagwan Shree Rajneesh, Guru del movimento Rajneesh, che, nel 1983, predisse una serie di catastrofi (eruzioni, terremoti, inondazioni) che tra 1984 e 1999 avrebbero distrutto le maggiori città del mondo e l’umanità.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">La fine degli anni ’80, poi, vide la enorme diffusione dei vari movimenti New Age, fermi assertori della prossima palingenesi attraverso lo sviluppo di una nuova era di pace e prosperità. Dopo una prima mancata apocalisse fissata da molti autori per la notte tra il 16 e il 17 agosto 1987 (la notte della cosiddetta “Convergenza Armonica”)</span><a name="_ftnref40" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn40"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[40]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, fu il 1988 l’anno su cui si appuntarono gli sguardi di numerosi “futurologi apocalittici”. Così, il ponderoso <em>Hidden Prophecies in the Psalms<a name="_ftnref41" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn41"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[41]</span></strong></span></span></span></a></em> di J.R. Church vende migliaia di copie annunciando la Parusia su basi biblico-filologiche, Colin Deal sale agli onori della cronaca con il bestseller, scritto qualche anno prima, <em>Christ Returns by 1988<a name="_ftnref42" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn42"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[42]</span></strong></span></span></span></a></em> in cui, tra l’altro, si fornisce il numero di telefono di un pastore presbiteriano a cui rivolgersi per ottenere (ovviamente a pagamento) una sorta di “manuale dell’eschaton” dal titolo <em>Handbook of the End Time</em> ed Edgar C. Whisenant ottiene un successo planetario con il suo<span style="yes;">  </span><em>88 Reasons Why the Rapture Will Be in 1988<a name="_ftnref43" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn43"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[43]</span></strong></span></span></span></a></em>, che sarà seguito, l’anno seguente, da <em>89 Reasons why the Rapture is in 1989<a name="_ftnref44" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn44"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[44]</span></strong></span></span></span></a></em>, che, per ovvie ragioni, non bissò neppure minimamente tale successo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Gli anni ’90 vedono una vera e propria escalation nella nascita di gruppi millenaristi, le cui fedi, purtroppo, portano spesso più che al ridicolo sui loro fondatori, a tragedie di vaste proporzioni (come, d’altra parte, era già accaduto nel 1978 quando 912 seguaci della setta del “Tempio del Popolo” del Rev. Jim Jones si erano suicidati in vista dell’eschaton</span><a name="_ftnref45" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn45"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[45]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">). Nel 1991, Louis Farrakhan, leader della “Nation of Islam”, proclama che la I Guerra del Golfo sarà la “guerra dell’Armageddon” e oltre 200 mussulmani americani corrono in difesa della loro religione: molti di loro verranno poi reclutati nelle fila di Al Qaeda</span><a name="_ftnref46" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn46"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[46]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Sempre nel 1991, Menachem Schneerson, un rabbino di origine russa, afferma che il Messia arriverà il 9 settembre di quell’anno e oltre 300 famiglie vendono tutto quello che anno e si trasferiscono nel deserto del Negev in attesa dell’evento</span><a name="_ftnref47" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn47"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[47]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Nel 1992, David Koresh (al secolo Vernon Wayne Howell), “messia” del gruppo Avventista dei “Davidiani”, cambia il nome della sua comune da “Mt. Carmel” a “Ranch Apocalypse”, convinto com’è che la fine del mondo (fissata per il 1995) avrà inizio da lì, ma, accusato di attività sovversive, circonvenzione d’incapace e stupro di minorenni, viene circondato da forze federali statunitensi e, dopo 51 giorni di assedio, ordina ai suoi adepti di dar fuoco alla fattoria, provocando 76 morti</span><a name="_ftnref48" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn48"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[48]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Nello stesso anno, la setta coreana della “Mission For The Coming Days” e il “Movimento Hyoo-go” americano annunciano la fine per l’ottobre di quell’anno, con il risultato, rispettivamente, di 50 e 36 suicidi</span><a name="_ftnref49" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn49"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[49]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Continua, nel frattempo, la pubblicazione di testi che, tra riferimenti scritturali, calcoli astronomici e stravaganze numerologiche, proclamano fini imminenti: si va da <em>1994 the Year of Destiny<a name="_ftnref50" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn50"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[50]</span></strong></span></span></span></a></em> di F. M. Riley a <em>Are You Ready?<a name="_ftnref51" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn51"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;">[51]</span></strong></span></span></span></a> </em>di Harold Camping, a <em>The Return of Jupiter: End of the World in the Light of the Bible</em></span></span></span><a name="_ftnref52" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn52"><span class="MsoFootnoteReference"><em><span style="EN-US;" lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[52]</span></strong></span></span></span></em></span></a><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"> di Kenneth Wong e molti altri, tutti di successo e tutti, immancabilmente, smentiti dai fatti.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Né si può parlare di un fenomeno unicamente “occidentale” e in particolare americano. Nel 1997, dopo aver analizzato una serie impressionante di profezie (da quelle di Nostradamus a quelle di alcuni santi ortodossi), lo scienziato siberiano Vladimir Sobolyovhas della Rerikh Academy, annunciò che entro un paio d’anni l’asse terrestre sarebbe scivolata di almeno 30° , con cataclismi enormi (in particolare l’“innondazione dell’Armageddon”), che sarebbero terminanti solo con l’intervento di alcuni alieni nascosti nella IV dimensione</span><a name="_ftnref53" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn53"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[53]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> (una tesi, questa degli “alieni-salvatori”, cara a molte sette religiose, dai “Cavalieri Sacerdotali della Sicurezza Nazionale” ai “Raeliani”</span><a name="_ftnref54" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn54"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[54]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">); sempre in quell’anno, il gruppo shintoista radicale giapponese “Aum Shinri Kyo” proclama la fine dei tempi entro pochi mesi (e, in seguito, i suoi 3000 membri verranno accusati di produrre gas nervino per accelerare l’evento)</span><a name="_ftnref55" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn55"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[55]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;"> e i membri del gruppo ebraico eterodosso “Temple Mount and Land of Israel Faithful Movement” tentano di salire sul Monte del Tempio per essere “portati via” da esseri di altri mondi prima del Giudizio Universale, ma vengono bloccati dalla polizia israeliana dopo duri scontri (20 ottobre 1997)</span><a name="_ftnref56" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn56"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[56]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">; nel 1998, infine, la setta taiwanese buddhista guidata da Heng-ming Chen annuncia la fine dei tempi per il 31 marzo e invita tutti i suoi adepti nel mondo a sintonizzarsi sul canale televisivo 18, da cui Dio avrebbe trasmesso il suo proclama finale</span><a name="_ftnref57" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn57"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[57]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">. Con ogni probabilità ciò non accadde perché Dio si rifiutò di comparire sul canale 18 statunitense, di proprietà del “Playboy Network”…</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">L’ultima grande ondata apocalittica ha avuto luogo in occasione dell’arrivo del III millenio, per lo più sulla base dell’idea di un “mille e non più mille”, che, curiosamente, ha messo d’accordo “profeti” di diverse religioni nel ritenere l’eschaton assolutamente imminente e nel portare alcuni fanatici a compiere azioni disperate. Così, Jacob Yisrael, ex kibbuzim ora a capo della setta ultrareligiosa “House of Yahweh”, ritiene il 2000 l’anno in cui il Tempio verrà ricostruito e, con 3000 seguaci, viene fermato poco prima di occupare la Spianata della Moschea di Gerusalemme; il “Sukyo Mahikari”, un’ala oltranzista e para-nazista della setta “Aum Shinrikyo” (famigerata per il suo attacco con gas sarin nella metropolitana di Tokyo) diffonde pamphlet che inneggiano ad una “apocalisse di sangue” e compie numerosi atti di anti-semitismo prima di venire bloccata dalla polizia; in Oklahoma, un gruppo fondamentalista para-militare guidato dall’ex pastore menonita Robert Millar, proclama il “Millenio” e si asserraglia nella cittadella fortificata di Elohim City per difendersi da una presunta “guerra venuta dall’Asia”, prima di essere sciolto (con l’arresto di un centinaio di suoi appartenenti): dalle perquisizioni che seguono, emerge che Timothy McVeigh, l’attentatore di Oklahoma City, era in contatto continuo con il “pastore” Millar</span><a name="_ftnref58" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn58"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[58]</span></span></span></span></a><span style="Times New Roman;">. Si tratta certamente di casi estremi, ma essi formano solo la punta dell’iceberg di un movimento imponente: la lista dei gruppi cristiani che hanno annunciato la fine dei tempi per il 2000, citando passi biblici, menzionando l’allineamento planetario del maggio di quell’anno, credendo nell’inizio di una III Guerra Mondiale provocata dall’Islam, vedendo addirittura nel “millenium bug” il segno dell’Anticristo</span><a name="_ftnref59" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn59"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[59]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;"> è talmente lunga che, da sola, potrebbe riempire interi volumi.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">E, una volta superata anche questa “data fatidica” (con paure che, sulla base, per altro assolutamente razionale, della non esistenza di un “anno 0”, sono perdurate fino a tutto il 2001), il gioco delle “predizioni millenariste” non appare essersi ancora concluso: praticamente ogni anno successivo ha avuto i suoi “profeti” ad indicarlo, per una ragione o per l’altra, come l’ultimo dell’umanità e, recentemente, l’attenzione sembra essersi appuntata particolarmente sul 2012, l’anno indicato da alcune “interpretabili” profezie precolombiane come l’ultimo del ciclo cosmico</span><a name="_ftnref60" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn60"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[60]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Cosa pensare di questa sterminata schiera di profezie escatologiche che si sono susseguite non corso dei secoli? Siamo forse di fronte ad una sorta di psicosi collettiva? La risposta a questa domanda è, come spesso succede, duplice. Indubbiamente, infatti, quando ci troviamo di fronte a proclami e azioni che dimostrano tratti, talora molto avanzati, di isteria, di desiderio thanatico, di auto ed etero distruttività, rientriamo certamente nel quadro di una patologia</span><a name="_ftnref61" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn61"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[61]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">, ma, di base, non possiamo liquidare semplicisticamente il desiderio inconscio di milioni di persone di conoscere cosa accadrà in futuro, di sperare in una palingenesi, di credere nell’esistenza di una giustizia retributiva che un giorno si concretizzerà come il frutto di un disturbo coscienziale.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">La frequenza con cui le profezie millenariste si sono susseguite nel corso della storia, ci parla di un elemento profondamente radicato nell’animo umano, ma ci dice anche molto di più. Se, infatti, osserviamo, come fatto fino a questo momento, i punti di maggior ripetitività dei fenomeni profetici, risulta chiaro che essi corrispondono sempre a momenti di particolare drammaticità sociale per i gruppi da cui i profeti provengono, siano essi gruppi etnici (con lo pseudo-mesianismo ebraico), religiosi (con le predizioni della Parusia proto cristiane) o, semplicemente, gruppi emarginati (o auto-emarginati) da un sistema di pensiero dominante.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="12.0pt;"><span style="Times New Roman;">Ecco, dunque, che l’annuncio dell’eschaton non risulta mai unicamente il grido di dolore dell’animo umano che cerca nell’“oltre” ciò che non trova nell’esistente, ma anche il grido di una denuncia sociale e politica contro una condizione vissuta come avversa</span><a name="_ftnref62" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftn62"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;">[62]</span></span></span></span></a><span style="small;"><span style="Times New Roman;">.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="13pt;"><span style="Times New Roman;"> </span></span></p>
<div style="footnote-list;"><span style="Times New Roman;"></p>
<hr size="1" /></span></div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn1" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Si pensi, in tal senso anche solo ai ben conosciuti passi evangelici: “<em>Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa</em>” (Mt.24:43) e “<em>Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c&#8217;è in essa sarà distrutta</em>” (2Pt.3:10)</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn2" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">Giuseppe Flavio, <em>Antichità Giudaiche</em>, XVIII</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn3" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">Gen. 15:13</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn4" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[4]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Abrahamovitz, <em>Prophecies of the Messiah</em>, Columbus Press, 1994, pp. 118-146 passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn5" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[5]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Y. Rubinsky, I. Wiseman, <em>A History of the End of the World</em>, Morrow 1982, pp. 79-82</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn6" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref6"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[6]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> L. Martin, <em>Date Setters</em>, in &#8220;Guardian of Truth&#8221;, 15 Sett. 1994, pp. 36 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn7" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref7"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[7]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> In P. Blanc (a cura di),”<em>Nouvelle Prose sur le Dernier Jour, Composée avec chant noté, vers l&#8217;An Mille&#8230;</em>”, Mémoires de la Société Archéologique de Montpellier, 2 (1850)</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn8" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref8"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[8]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> A. da Montier-en-Der, <em>Trattato sull&#8217;Anticristo</em>, in C. Carozzi, <em>La fin des temps: Terreurs et prophéties au Moyen Age</em>, Stock 1982, pp.186-94</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn9" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref9"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[9]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Anonimo, <em>Gesta Episcoporum Leodensium</em>, MGH SS IX, p.202; AA.VV., <em>Annales de Saint Florent de Saumur</em>, Sigebert of Gembloux, <em>Chronicon universale</em> c.1114, PL 160 c.194,<span style="yes;">  </span>Thietmar IV, 19; <em>An. Quedl. ad an. 993</em>, MGH SS III, 69 et <em>Annales Augustani</em>, ibid. p.124; AA.VV., <em>Annales Quedlinburgenses</em>, MGH SS, III p.94; Abbo of Fleury, <em>Apologeticus ad Hugonem et Rodbertum Reges Francorum</em>, London, BM 10972, f.22v; PL 139 c.471-2, solo per citarne alcuni.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn10" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref10"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[10]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Ad esempio il passaggio della cometa di Halley. </span><span lang="EN-US">Vd. P. Moore and J. Mason, <em>The Return of Halley&#8217;s Comet</em>,<span style="yes;">  </span>Cambridge University Press, 1984, p.46 e passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn11" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref11"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[11]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Come la fine della dinastia carolingia. </span><span lang="EN-US">Vd. E. H. Kantorowicz, <em>King&#8217;s Two Bodies: A Study in Mediaeval Political Theology</em>, Princeton University Press 1957, passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn12" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref12"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[12]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Va, comunque, ricordato che, di per sé, la paura dell’anno 1000<span style="yes;">  </span>e la conseguente predicaziona apocalittica è propria unicamente delle aree con forte presenza monastica, dal momento che, in realtà, le nozioni cornologiche del popolo erano molto scarse e ben pochi membri del contado si rendevano conto di essere nell’anno chilliastico, tanto che, in relazione a quella che, secondo la storiografia ottocentesca, doveva essere una ossessione diffusa, le fonti che ne trattano risultano, per quanto numerose, ancora molto poche per pensare ad una psicosi globale. </span><span lang="EN-US">Vd. A.Stomper, <em>The Fear for Year 1000</em>, Ambrose Press, 1997, pp. 21 ss. </span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn13" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref13"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[13]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> AA.VV., <em>Chronicon Sci. Petri Vivi</em>, p.107 n.7</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn14" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref14"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[14]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Anonimo, <em>Gesta episcoporum Cameracensium</em>, 1.114; MGH SS 7.451</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn15" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref15"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[15]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> AA.VV., <em>Annales Leodinienses and Laubienses</em>, MGH SS IV, p.18</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn16" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref16"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[16]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Anonimo, <em>Annales Quedlinbourgenses ad an. 1009,</em> MGH SS 3.80, p.4</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn17" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref17"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[17]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> Ad esempio da Maintz nel 1014. </span><span lang="EN-US">Vd. <em>Annales Quedlinburgenses</em>, MGH SS, III p.82-3</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn18" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref18"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[18]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Particolarmente feroci in Italia, Gallia, Ungheria e Grecia, come si evince dal manoscritto di<span style="yes;">  </span>Gerard of Csanád, <em>Deliberatio Supra Hymnum Trium Puerorum</em>, IV, ll.447-75</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn19" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref19"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[19]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> <span style="yes;"> </span>E.E. Dubruck, B.I. Gusick, <em>Death and Dying in the Middle Ages</em>, Peter Lang Publishing<span style="yes;">  </span>1999, pp. 311 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn20" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref20"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[20]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> P. Boyer, When <em>Time Shall Be No More: Prophecy Belief in Modern American Culture</em>, The Belknap Press of Harvard University 1992, p. 53-55</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn21" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref21"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[21]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> <em>Ivi</em></span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn22" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref22"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[22]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Renfield, <em>Millenarism and Rebellion between Middle Ages and Renaissance</em>, LeDuc University Press 1997, pp. 92 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn23" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref23"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[23]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> <span style="yes;"> </span>L.Martin, <em>Citato</em></span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn24" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref24"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[24]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> G.K. Waite, <em>David Joris and Dutch Anabaptism 1524-1543</em>, Wilfrid Laurier University Press 1990, pp.62-63</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn25" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref25"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[25]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">Riportato da L.Martin, <em>Citato</em></span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn26" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref26"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[26]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><em><span style="IT;">Ivi</span></em></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn27" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref27"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[27]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> Apoc. 12:14</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn28" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref28"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[28]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A. M. Morris, <em>Prophecies Unveiled or Prophecy: A Divine System</em>, Kessinger Publishing Co. 2003, p. 361</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn29" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref29"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[29]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> B. J. Oropeza, <em>99 Reasons Why No One Knows When Christ Will Return</em>,<span style="yes;">  </span>IVP publishing 1994, pp.79-81</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn30" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref30"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[30]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H.A. Bruck, <em>The Peripatetic Astronomer, The Life of Charles Piazzi Smyth</em>, Taylor &amp; Francis 1988, pp. 141 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn31" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref31"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[31]</span></span></span></span></span></a><span style="IT;"><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"> Edito anche il Italia con il nome di “Torre di Guardia”</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn32" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref32"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[32]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> In particolare al capitolo XIV</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn33" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref33"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[33]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> S.Peters, <em>Judging Jehova Witnesses</em>, University Press of Kansas 2000, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn34" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref34"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[34]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Croyger, <em>XX Century Will Be the End: Millanarian Expectations in the Last Century</em>, Armwell Press 2002, pp. 38 e 46</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn35" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref35"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[35]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> D. Davis, <em>The Children of God: The Inside Story By the Daughter of the Founder, Moses David Berg</em>, Marshall Pickering 1985, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn36" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref36"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[36]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.Allen, <em>Pathological Eschatology</em>, AlphaPress 2001, p.176</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn37" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref37"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[37]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> G. DeMar, <em>The Debate Over Christian Reconstruction</em>, Dominion Press 1988, pp. 146 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn38" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref38"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[38]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H.O’Brien, <em>Apocalypse Now: False Prophets in the Age of<span style="yes;">  </span>Technology</em>, Admiral Press 2001, pp. 83-84</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn39" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref39"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[39]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> “Newsweek”, 16 settembre 1974, p.41</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn40" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref40"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[40]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> K.J. Lau, <em>New Age Capitalism: Making Money East of Eden</em>, University of Pennsylvania Press 2000, pp.96-97</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn41" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref41"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[41]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> J.R. Church, <em>Hidden Prophecies in the Psalms: I Will Open My Dark Saying Upon The Harp &#8211; Psalm 49:4</em>, Prophecy Publications 1986, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn42" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref42"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[42]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C.H. Deal, <em>Christ Returns by 1988: 101 Reasons Why</em>, Colin H. Deal Publisher 1981, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn43" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref43"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[43]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> E.C.Whisenant, <em>88 reasons Why The Rapture Will Be in 1988: The Feast of Trumpets (Rosh Hash-Ana) September, 11-12-13</em>, World Bible Society 1988, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn44" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref44"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[44]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> E.C.Whisenant, <em>89 reasons Why The Rapture Will Be in 1989. The Final Shout: Rapture Report 1989</em>, World Bible Society 1988, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn45" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref45"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[45]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;"> A tal proposito vd. J. Jr. </span><span lang="EN-US">Reston, <em>Our Father Who Art in Hell: The Life and Death of Jim Jones</em>, IUniverse 2001, passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn46" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref46"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[46]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> R.Singh, <em>The Farrakhan Phenomenon: Race, Reaction, and the Paranoid Style in American Politics</em>, Georgetown University Press 1997, pp. 310 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn47" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref47"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[47]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> T. Tomasella, <em>Deceivers and False Prophets Among Us</em>, AuthorHouse 2005, pp.263 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn48" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref48"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[48]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> A.A. Hibbert, <em>Before the Flames: Story of David Koresh and the Davidian Seventh-Day Adventists</em>, Seaburn Publishing 1996, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn49" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref49"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[49]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">T. Tomasella, <em>Citato</em>, pp.274 ss.</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn50" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref50"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[50]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> F.M.Riley, <em>1994 the Year of Destiny</em>, Marling Press 1993, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn51" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref51"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[51]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H.Camping, <em>Are You Ready?</em>, Vantage Press 1993, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn52" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref52"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[52]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> K.Wong, <em>The Return of Jupiter: End of the World in the Light of the Bible</em>, Dorrance Publishing Co. 1996, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn53" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref53"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[53]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C.Colson, J.S. Bell Jr., <em>Lies That Go Unchallenged in Popular Culture</em>, Tyndale House Publishers 2005, pp. 311-318</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn54" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref54"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[54]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> In proposito vd. C.Rockhill, <em>Savers from the Stars</em>, Abelson 2007, passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn55" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref55"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[55]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> T.LaHaye, <em>Babylon Rising: The Edge of Darkness</em>, Bantam 2008, pp. 88-91</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn56" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref56"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[56]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C.Rockhill, <em>Citato</em>, pp. 263-264</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn57" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref57"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[57]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> <em>Ivi</em>, p.277</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn58" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref58"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[58]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> C. Catherwood, J. DiVanna, <em>The Merchants of Fear: Why They Want Us to be Afraid</em>, The Lyons Press 2008, pp. 85-103 passim</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn59" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref59"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[59]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><em><span style="IT;">Ivi</span></em><span style="IT;">, passim</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="0cm 0cm 0pt;"><a name="_ftn60" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref60"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[60]</span></span></span></span></span></a><span style="x-small;"><span style="Times New Roman;"><span style="IT;" lang="EN-US"> </span><span style="IT;">J. Oropeza, <em>Citato</em>, pp. 207 ss.</span></span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn61" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref61"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[61]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> R. Martin, <em>The Last Things: Death, Judgment, Hell, Heaven</em>, Ignatius Press 1998, pp.111 ss.</span></span></p>
</div>
<div style="footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="justify;"><a name="_ftn62" href="http://www.unknown.it/wp-admin/#_ftnref62"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US"><span style="footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="AR-SA;" lang="EN-US">[62]</span></span></span></span></span></a><span lang="EN-US"><span style="Times New Roman;"> H. Schwarz, <em>Eschatology</em>, Wm. B. Eerdmans Publishing Company 2001, p.14</span></span></p>
</div>
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		<title>Un Hacker Italiano al Parlamento Europeo</title>
		<link>http://www.unknown.it/controinformazione/un-hacker-italiano-al-parlamento-europeo/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 05:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VoTaN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiama Alessandro Bottoni, già noto nell&#8217;ambiente &#8220;underground&#8221; per il suo impegno come Hacktivist (Hacker + Attivista), ed ha deciso di candidarsi alle Europee per impegnarsi a far rispettare i diritti digitali, quelli che toccano tutti noi cittadini della rete. Senza prendere una posizione politica (in termini di &#8220;sinistra&#8221; o &#8220;destra&#8221;) non possiamo che esprimere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama <a rel="nofollow" target="_blank" rel="nofollow" href="http://ilprogettoarancione.wordpress.com/about/" target="_blank">Alessandro Bottoni</a>, già noto nell&#8217;ambiente &#8220;underground&#8221; per il suo impegno come Hacktivist (Hacker + Attivista), ed ha deciso di candidarsi alle Europee per impegnarsi a far rispettare i diritti digitali, quelli che toccano tutti noi cittadini della rete.<br />
Senza prendere una posizione politica (in termini di &#8220;sinistra&#8221; o &#8220;destra&#8221;) non possiamo che esprimere il nostro <strong>pieno appoggio e sostegno</strong> a Bottoni ed alla sua missione.</p>
<p>Vi presentiamo la sua video intervista (altre informazioni sul sito del <a rel="nofollow" target="_blank" rel="nofollow" href="http://ilprogettoarancione.wordpress.com/about/" target="_blank">Progetto Arancione</a>).</p>
<p>Buona Visione!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/o3taoSraq98&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/o3taoSraq98&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>EBOOK &#8211; I Memorandum della CIA sulle Torture [PDF]</title>
		<link>http://www.unknown.it/controinformazione/memorandum-cia-torture-barack-obama/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 02:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[E-Books]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa, non senza polemiche interne dei servizi segreti e di sicurezza, il Presidente USA Barack Obama ha reso pubblici i Memorandum della CIA relativi alle torture sui prigionieri (più precisamente dalla OLC &#8211; Office of Legal Counsel &#8211; alla CIA &#8211; Central Intelligence Agency).  Con esclusiva nazionale vi offriamo il download gratuito di questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa, non senza polemiche interne dei servizi segreti e di sicurezza, il Presidente USA Barack Obama ha reso pubblici i Memorandum della CIA relativi alle torture sui prigionieri (più precisamente dalla OLC &#8211; Office of Legal Counsel &#8211; alla CIA &#8211; Central Intelligence Agency). </p>
<p>Con esclusiva nazionale vi offriamo il download gratuito di questi documenti in formato PDF, così come sono stati recentemente rilasciati dal Dipartimento di Giustizia.</p>
<p>Buona Lettura!<span id="more-597"></span></p>
<p>Un <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://72.3.233.244/pdfs/safefree/olc_08012002_bybee.pdf">memo di 18 pagine</a> [PDF], datato 1 Agosto 2002, da <em>Jay Bybee</em>, Assistant Attorney General, OLC, a <em>John A. Rizzo</em>, General Counsel CIA.</p>
<p>Un <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://72.3.233.244/pdfs/safefree/olc_05102005_bradbury46pg.pdf">memo di 46 pagine</a> [PDF], datato 10 Maggio 2005, da <em>Steven Bradbury</em>, Acting Assistant Attorney General, OLC, a <em>John A. Rizzo</em>, General Counsel CIA.</p>
<p>Un <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://72.3.233.244/pdfs/safefree/olc_05102005_bradbury_20pg.pdf">memo di 20 pagine</a> [PDF], datato 10 Maggio 2005, da <em>Steven Bradbury</em>, Acting Assistant Attorney General, OLC, a <em>John A. Rizzo</em>, General Counsel CIA.</p>
<p>Un <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://72.3.233.244/pdfs/safefree/olc_05302005_bradbury.pdf">memo di 40 pagine</a> [PDF], datato 30 Maggio 2005, da <em>Steven Bradbury</em>, Acting Assistant Attorney General, OLC, a <em>John A. Rizzo</em>, General Counsel CIA.</p>
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		<title>Cospirazione e teoria del complotto</title>
		<link>http://www.unknown.it/controinformazione/cospirazione-e-teoria-del-complotto/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[Ufo]]></category>
		<category><![CDATA[cospiarazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La parola &#8220;cospirazione&#8221; trae la sua etimologia dal latino &#8220;conspirare&#8221; ovvero letteralmente &#8220;respirare assieme&#8221;, un significato tanto distante quanto lontano da quell’uso contemporaneo in cui ha assunto un significato figurato ove generalmente si presenta una situazione ove due o più individui si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le tre componenti essenziali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La parola &#8220;cospirazione&#8221; trae la sua etimologia dal latino &#8220;<em>conspirare</em>&#8221; ovvero letteralmente &#8220;respirare assieme&#8221;, un significato tanto distante quanto lontano da quell’uso contemporaneo in cui ha assunto un significato figurato ove generalmente si presenta una situazione ove due o più individui si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le tre componenti essenziali di una cospirazioni risultano quindi essere il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l&#8217;intento malizioso. L&#8217;attuale esistenza di innumerevoli cospirazioni di siffatto genere risulterebbe ben nota e comprenderebbe tanto bande e organizzazioni criminali, “cartelli” finalizzati a controllare determinati ambiti o aspetti del mercato, per arrivare alla corruzione o a macchinazioni di natura politica o associativa. Le elencazioni delle varie tipologie del complotto sarebbero numerosi, ci basti elencarne alcune per avere una chiara idea del loro significato e della direzione dei loro intenti.<span id="more-584"></span> A queste tipologie si associano i <em>cospiratori teorici </em>ovvero coloro che, pur studiando tale fenomenologia, traggono dalle proprie analisi spunti o certezze per ipotizzare nuovi scenari o nuove congiure tese a celare e manipolare un determinato ambito. Coloro che affermano “…<em>in ogni momento, centinaia o migliaia di cospirazioni sono in atto</em>” costituiscono a loro volta cospiratori indiretti o teorici del complotto, come li abbiamo precedentemente definiti, che più o meno volontariamente instillano il seme del dubbio e stimolano una stessa alterazione degli eventi. Cospiratori non solo coloro che tramano dietro l’ombra un determinato intento ma anche coloro che, involontariamente, si prestano a veicolare e, inconsciamente, ad amplificare e modificare gli stessi fatti. Si tratta di un vero e proprio circolo vizioso da cui è difficile uscire se non a costo di notevoli e profondi sforzi tesi a ri-scoprire una “verità ultima” costruita non sul sentito dire o sul riportato quanto su quei veri tasselli originari da cui tutto ha avuto origine.</p>
<p align="justify">Tali cospirazioni sono considerate, dal punto di vista prettamente legale, come crimini nella maggior parte delle nazioni del nostro pianeta e vengono perseguite in quanto finalizzate a commettere un atto illegale, destabilizzante, mistificante dello <em>status quo </em>di una nazione. Non si parli poi di quando tali fini convergono e siano parte attiva di una struttura criminosa. Criminale, agli occhi della legge, è anche chi viene semplicemente a conoscenza, o è semplice spettatore indiretto, della stessa cospirazione e non ha agito per opporvisi e per informare le pubbliche autorità. Per una discussione su questo tipo di cospirazioni di veda l&#8217;articolo cospirazione (nota: il termine &#8220;teoria del complotto&#8221; viene talvolta usato per indicare i tentativi sociologici di studiare il fenomeno della cospirazione).</p>
<p align="justify">Mentre il termine <em>teoria del complotto</em> può riferirsi ad ogni teoria che presuppone l&#8217;esistenza di una cospirazione che non sia stata ancora provata, può anche essere usato comunemente come strumento retorico, in forma sminuente, per indicare idee che, nella loro opinione sono:</p>
<ul>
<li>Teorie non provate o che sono generalmente considerate false;</li>
<li>Impossibili da dimostrare (sia che siano vere o che siano false);</li>
<li>Teorie definite paranoiche o senza fondamento alcuno.</li>
</ul>
<p align="justify">Gli storici generalmente usano il termine <em>cospirazione</em> per indicare una manipolazione/cospirazione che è considerata reale, provata, o quantomeno seriamente plausibile e con diversi elementi a suo supporto.</p>
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